Sabotate le case di Pescomaggiore

AUTORE: Redazione
POSTATO IL 12 November 2009

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6 Commenti a “Sabotate le case di Pescomaggiore”

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  1. Utente Registrato  auryn Scrive:

    sabina, non si fa così però!
    m’hai fatto prendere un accidenti, con tutto quello che sto vivendo in questi giorni manca poco e mi metteranno dieci by-pass al cuore.. e/o finisco alla neuro NON SCHERZO!
    quando ho letto il titolo del video. prima di vederlo sono subito corsa sul sito del comitato per la rinascita di pescomaggiore…fjuuu

    SABINA SE MI LEGGI CONTATTA ANITA DEVE DARMI PRESTO UNA RISPOSTA ;)

    un bacio a tutti quelli della “casa” a cui voglio bene

  2. Utente Registrato  giano Scrive:

    ‘…dovreste venire a fare un giro’ avevi detto nell’ultimo messaggio su twitter.
    Ebbene, proprio in quei giorni un giro all’Aquila ce lo siamo fatti, insiema ad una cara amica.
    Siamo arrivati di sabato pomeriggio in zona Sant’Elia, con l’animo dei reporter.
    Abbiamo fotografato le c.a.s.e. in costruzione: delle orribili conigliere. E non è un mero fatto estetico: sono inumane.
    Inoltre sono ben lungi dall’essere finite. Settembre èandato, ok. Ma anche dicembre non ci sembra molto realistico :-(
    Sono stati sicuramenti molto più efficienti i ragazzi di Pescomaggiore!
    Intorno era tutto un cantiere. E abbiamo visto anche i palazzi con le bandiere italiane ai balconi di cui avevi parlato :-(
    Alla sera siamo stati all’assemblea a Collemaggio con i ‘catastrofati’: i ragazzi di 3e32, il movimento no-tav, il movimento no-ponte e i comitati Irpini.
    E’ veramente importante quello che questi ragazzi stanno cercando di fare: non arrendersi ad essere ‘ricostruiti’, non rassegnarsi alla perdita della loro identità, volontà di essere loro stessi a decidere del loro futuro.
    La domenica invece abbiamo fatto un giro nel centro storico (al di fuori della zona rossa) e abbiamo perso tutte le velleità di reporter. La città è morta, ferma al 6 aprile. I manifesti ai muri con gli avvisi cittadini, le serate a teatro, le processioni di Pasqua…
    E la gente passeggiava per le vie, sembrava un film al rallentatore…i negozi chiusi, le case imbragate, le mura sgretolate e tutte le macerie ancora in terra.
    Ovunque militari: più che una città terremotata, sembrava una città in guerra, appena bombardata…
    Non siamo riusciti a scattare nemmeno una foto, tranne una alle macerie di una zona periferica, che fosse emblematica, fatta quasi di nascosto, perché sembrava uno sfregio, da portarsi via per non dimenticare.

    ‘L’Aquila è la metafora dell’italia in questo momento. le speranze di sollevarsi sono pochissime ma quelle poche a maggior ragione vanno protette. facciamo in modo che chi vuole continuare ad essere padrone della sua vita possa farlo e apra la strada ad altri.’

  3. Utente Registrato  taniaa Scrive:

    Ciao Sabina, sei fantastica come al solito…in questi giorni ho anche visto lo spettacolo di tuo fratello…la gelmini di caterina mi fa impazzire…dalle mie parti il film di moore non è ancora uscito, non me ne sono persa uno dei suoi film e, francamente, mi fido molto anche del tuo giudizio….a proposito, che ne pensi del no-berlusconi day promosso dalla rete? Ci andrai? Baci

  4. Utente Registrato  stefania duzzi Scrive:

    Presidente, sono con Lei.. bisogna debellare alla radice questi disgraziati che sostengono una certa solidarietà disinteressata che getta del fango sul Governo italiano..!

  5. Utente Registrato  giano Scrive:

    …e la chiamano Protezione Civile… :-(

    “Notizie dal campo di san Giacomo.

    Il campo verrà definitivamente smantellato lunedì mattina, ma oggi la protezione civile ha ritenuto opportuno togliere il servizio mensa e i bagni chimici, con evidente disagio per le persone che ancora risiedono nel campo.

    Un gesto brutale e non necessario, dal momento che tra pochi giorni andremo tutti via.

    Come se non bastasse, con metodi intimidatori, è stato ingiunto ad una famiglia di rumeni da un maresciallo dei carabinieri, sia per telefono che in sede di colloquio di abbandonare il campo entro domani mattina, pena l’arresto.

    Atteggiamenti di tal genere hanno poco a che vedere con la civiltà e con la protezione.

    Si sta dando un giro di vite per intimidire le persone ed obbligarle ad abbandonare i campi: e per chi è straniero e onesto la situazione è ancora più difficile.

    La famiglia rumena è stata invitata a lasciare il paese. Il terremoto si trasforma così, strumentalmente, anche in occasione di bonifica del territorio. Del resto, essendo venuti meno molti diritti in nome dell’emergenza questo giochetto ha molte probabilità di riuscire.

    Mi chiedo dove sia finita la pietas, che futuro ci aspetta se non si rispettano le persone neppure quando si verificano tragedie come quella che ci ha colpito. “

  6. Utente Registrato  mimmo guarino Scrive:

    Grande Sabina,
    grazie di esistere :-D

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