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In Viaggio 07 | Sabina Guzzanti

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viaggio

Non si dice indio non si dice mummia non si dice sacrificio

Salta, mai sentita nominare prima. Eppure a modo suo è una gran città. Sono arrivata verso le quattro del pomeriggio e sono ripartita alle otto di mattina. Non me la dimenticherò.
Ho posato le valige nella Finca, qui si dice Finca. Ho ammirato l’eleganza della struttura e dell’arredamento con orgoglio, la finca è gestita e ristrutturata da una coppia di Italiani. Mi sono connessa velocemente a internet, salutato amici e parenti e sono andata a fare un giro in città.
Noto più di un negozio di strumenti musicali con molti strumenti andini. Mi sono già simpatici. Tante facce indie e tante mescolanze. Volendo qui lavorano bene l’argento, me l’hanno detto le zie di Buenos Aires. Butto un occhio e mi comprerei per me o per un regalo un braccialetto un anello, una cosa di queste con l‘argento mescolato al tessuto. Peccato che mi sia fatta convincere dalla ragazza dell’agenzia a visitare il museo. Era talmente entusiasta, direi anche determinata, ha vinto. Sopporterò un’ora di coccetti e pettinini Inca. Ha chiamato una guida per me che  alle sei mi aspetta davanti al Maam alle sei. Non posso squagliarmela. Ho venti muniti di tempo e do’ un’occhiata alla cattedrale sulla stessa piazza del museo.  Le chiese qui sono tutte colorate, attraenti. La cattedrale è rosa confetto. Entro e penso, la casa del Dio dei poveri. Non ho mai pensato niente del genere entrando in una chiesa. Non c‘è possibilità di una conversione, registro una differenza.

Rifletto sul concetto base del cristianesimo.  Solo nella povertà l’esistenza è dignitosa. Solo i poveri sono degni di rispetto. State coi poveri, vivete in povertà. Non ha detto aiutate i poveri, chiedete alla Cuccarini e Giletti di fare una colletta. Piuttosto radicale sì.
Ciò detto il giro della cattedrale è presto fatto, mi presento al museo con dieci minuti di anticipo. Alle sei non si vede nessuno, alle sei e dieci nemmeno, faccio il biglietto ed entro.
Un giovane con barba e codino guida un gruppo di turisti. Parla con un tono di voce molto alto e gli costa fatica. Per prendere il respiro usa “sì” come intercalare e ci  mette il peso che si mette su un bastone in una salita.
– Allora dovete capire che parliamo di una civiltà, di una cultura molto diversa dalla nostra, sì?
Si può essere o non essere d’accordo ma bisogna avere rispetto sì?
Questo è molto importante, rispetto! È molto importante sì?
Perché bisogna capire innanzi tutto che dal loro punto di vista non stavano morendo, si stavano ricongiungendo con la divinità e che era un grande onore per loro. Sì?
Per questo, per rispetto, noi non usiamo la parola sacrificio ma la parola “offerta” chiaro? Questo è molto importante, sì?

Oibò, penso io, dove sono capitata? Sacrificio offerta morte? Di che stiamo parlando?Ho capito male? Il tizio con quella foga parlava di sacrifici umani? Si può o non si può essere d’accodo? Oibò.
Mi viene in mente Apocalypto e il sottile messaggio di Mel Gibson: “ècché solo l’americani hanno fatto li massacri? Sempre a dì poveri indiani, poveri indiani però pure loro finché hanno potuto mica c‘andeveno piano co le mazzate”.

Scendo per vedere se nel frattempo la mia guida è arrivata e la incrocio infatti all’entrata. È piccolissima, incinta e affannata. Si chiama Adriana. Cominciamo la visita.
Dalle prime parole penso: questo museo è più di un museo è un’esperienza, è una porta. Meno male che sono venuta.
Cominciamo con un video in cui parlano gli archeologi che hanno partecipato alla spedizione sullo Llullaillaco. Adriana ha preso parte anche lei alla spedizione nel ‘99, bella fortuna averla come guida.
Benché il giovane prima di Adriana  abbia parlato chiaro, l’argomento è troppo sconvolgente. Ci metto dieci minuti buoni per accettare che il tema sia proprio quello. L’ho sentito, ma non mi è entrato in testa faccio la gnorri con me stessa.
– abbiamo dovuto fare diversi accampamenti perché il vulcano Llullaillaco è alto 6700 metri. Sulla strada vedi abbiamo trovato queste rovine. Questa probabilmente era il luogo dove il sacerdote preparava i bambini per l’ultima volta.
-quali bambini?
– i bambini prescelti che salivano per questo sentiero, facevano un ultima tappa qui dove hanno bevuto un po’ di chicha e sono saliti sulla cima dove li abbiamo trovati.
– cioè qui ci sono le mummie dei bambini?
– tecnicamente non è corretto chiamarle mummie perché il processo di mummificazione è tutt’altro. Se pensi all’Egitto i corpi venivano svuotati e imbalsamati, qui non è successo niente del genere. I tre bambini sono morti congelati, noi la chiamiamo morte bianca.
– ma stiamo parlando di tre bambini uccisi per essere sacrificati?
– sì, piuttosto che dire sacrificio è più corretto parlare di offerta perché così veniva percepita da tutti anche da quelle che per noi sono vittime.
Lo Llullaillaco  era una montagna sacra per gli Incas. Sempre si facevano offerte alla montagna e salire alla cima era un modo per connettere il popolo con gli dei. I bambini che venivano offerti erano bambini nobili. Era un onore per la famiglia essere scelti.
Vedi questa era la corona di piume? È della più grande che aveva circa quindici anni ed era una vergine del tempio. Le vergini avevano compiti importanti, solo una vergine per esempio poteva cucinare per il re. Lei accompagnava gli altri due di sei e otto anni come per proteggerli. Questa corona di piume bianche vedi, anche queste piume rosse che ornano la borsa vedi? Questa è una borsa per le foglie di coca
– per le foglie di coca?
– si le foglie di coca si portavano sempre sia per i rituali, sia per sentire meno la fatica camminando, si portavano sempre
– si portano anche adesso
– si anche adesso certo
– Dicevo queste piume colorate, vedi anche su questa collana sono azzurre? vengono dagli uccelli dell’amazzonia e sono il segno della potenza dell’impero Incas che va dal nord fino a un pezzo del Cile e dell’argentina e prende anche una grande parte della foresta amazzonica.
– ma gli Indios hanno ancora il culto della montagna?
– noi non usiamo questa parola indios a loro non piace, diciamo meglio, aborigeni o popolazioni originarie
– un po’ lungo ma va bene
– sì comunque molte montagne sono considerate sacre e c’è anche una grande polemica su questi scavi, su questo museo, in altri musei hanno dovuto togliere i corpi
– perché ce ne sono altri?
– in tutte le montagne si trovano corpi. E secondo la credenza locale è sacrilegio portarli via. È anche pieno di gente che spera di trovare oro, tombaroli li chiamate così?
– sì esatto! parli italiano?
– un poco. Costanza l’archeologa della spedizione che mi ha portato con loro è italiana ho imparato poco poco. Ma a dire il vero io non c’ero quando hanno scoperto i bambini, ho seguito solo gli scavi delle rovine e delle strade che poi guardiamo.
– quindi dicevamo questi tre bambini sono stati sacrificati ma diciamo offerti e hanno sofferto, i genitori erano contenti?
– i genitori erano molto onorati. Li hanno accompagnati fino quasi all‘ultimo. Poi si sono fermati in questa costruzione con il sacerdote che gli ha fatto bere della chicha, sai cos’è?
–  sì, vino di mais
– brava come lo sai?
– l’ho sentito in tante canzoni
– ah bello. Dunque con questa bevanda alcolica i bambini erano come un po’ in trance, poi a quest’altezza fa molto freddo, si sono seduti in questa piccola caverna preparata per loro e si sono addormentati, si muore in pochi minuti con il gelo. Per questo in questo caso è stata una morte molto dolce.
– altre volte non era dolce?
– altre volte no, in altri posti rompevano la testa o altre cose.
In questa caverna insieme ai bambini, sono stati ritrovati tutti questi oggetti per accompagnali nell’altro mondo. Vedi? Sono tutti doppi i sandali perché si pensava che il cammino fosse lunghissimo e le scarpe si sarebbero consumate.
Poi ci sono i lama con i loro pastori d’argento, vedi i lama si vede che sono maschi e femmine. Ci sono queste bamboline d’oro che rappresentano i bambini.
Vedi come erano messi questi oggetti? Gli Incas non avevano scrittura usavano i simboli. C’è un gruppo di lama che parte e un gruppo che arriva. Questo c’è per ognuno di loro.  Ma non sappiamo che vuol dire. Vedi il disegno sul poncho della bambina? È un serpente con due teste e al centro c’è un continente. Forse un giorno scopriremo il significato. Sono messaggi forse.
Questi bambini li chiamano anche messaggeri del tempo per questo. Portano un messaggio però ancora non sappiamo quale.
Ecco vedi questo è il bambino, si vede che è sereno. Vedi queste corde che ha tutto attorno?
– sì. perché l’hanno legato se era d’accordo?
– le corde servono perché dopo morti non si cada non ci si afflosci per rimanere seduti dritti. Ce le hanno tutti vedi? Questa è la ragazza di quindici anni. Il viso di lei si vede meglio, non è nascosto tra le ginocchia. Vedi che ha la guancia piena? Sono le foglie di coca, ce le hanno tutti e tre.
Abbiamo fatto le analisi e abbiamo scoperto che avevano appena finito di mangiare, è stato ritrovato cibo nei loro stomaci. La ragazza era raffreddata aveva muco nei polmoni. Era in corso l’ovulazione. Gli organi interni sono intatti. E vedi il piccolo? Vedi quei puntini bianchi? Sono le uova dei pidocchi. Gli archeologi si sono presi dieci minuti in cui hanno fatto tutte le analisi possibili. Nella parte dietro ci sono le foto, indossano tute bianche e maschere per non contaminarli. Dopo di ché sono stati messi in questi frigoriferi speciali.
– ma quando li hanno trovati come li hanno visti, dov’erano, com’erano?
– li hanno trovati sotto una roccia in una specie di recinto di pietre dentro il ghiaccio. Per scongelarli senza danneggiarli hanno usato acqua calda e con pazienza consumato il blocco.
Guarda questo piccolo lama d’argento lo vedi che ha un buco?
– sì?
– è stato un fulmine. Ha colpito la bambina sul collo l’ha attraversata e poi ha colpito il lama. Vedi che è annerita?
– ma è stata colpita dopo che era morta?
– sì certo dopo. Vedi anche lei ha una guancia con un malloppetto di foglie di coca…
– sì. Ma perché ha il viso così allungato?
– era un segno di distinzione della nobiltà. Da neonati il cranio veniva stretto con delle sbarre di metallo, legate poi con delle corde, per dare alla testa una forma allungata, o alla fronte una inclinazione più orizzontale.
Queste che abbiamo visto adesso sono copie dei corpi,  l’originale è in quella vetrina. In questo momento possiamo vedere il bambino. Si espongono a turno le altre due vengono conservate in speciali frigoriferi. Anche questa esposta, vedi, dietro c’è un sistema di climatizzazione molto complesso. Non devono entrare in contatto con nulla che li possa contaminare. Guarda la pelle com’è ben conservata. Erano di un colore abbastanza scuro. Guarda le scarpe.
– ma sono saliti a seimila e ottocento metri con queste ciabattine senza calze?
– non si usavano le calze, però ha un poncho di lana pregiata, è di bicugna una specie di lama selvatico che ora è protetto. Vedi il tessuto com’è fino?
Ricevute tutte le spiegazioni che sono in grado di assimilare mi fermo a guardare.
Una ondata di silenzio si propaga dalla vetrina.

Un bambino vestito di rosso, coi capelli neri neri, accovacciato e ornato elegantemente con piume e fettucce di tessuto colorato, è arrivato dal quindicesimo secolo al ventiduesimo addormentandosi insieme a due compagni.

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57 Commenti

  1. che bel racconto, Sabi. Io mi ricordo di Juanita, che sta in Peru, Arequipa. Solo che a lei la uccisero con un colpo alla nuca. Stai facendo un viaggio stupendo!!!!

  2. Interessante, ho pensato che bello l’illuminismo (non sopporto religioni, preti e superstizioni, meglio perfino i positivisti scientisti che pure odio). Eppoi la poetica del buon selvaggio, anche questo abbiamo digerito da qualche decennio. Mi sa che certe psicosi deliranti di massa si sono poi trasformate in modalità pseudoculturali. Anche il nazismo fu così. Oibò davvero.

    Ciao cara Sabina, sempre stimolanti i tuoi racconti! Baci

  3. Sconvolgente l’immagine dei tre bambini lasciati a morire di freddo sul vulcano.
    Leggevamo della Festa Inca del dio Sole, l’Inti Raymi.
    Il pellegrinaggio, lungo giorni, nel gelo, verso la montagna, vista come luogo di incontro con la divinità.
    Dei bambini, come i tre di cui hai raccontato la storia, nobili, ‘belli e in perfetta salute’ accompagnati come offerta, per ricongiungersi con gli dei.
    Ma ci sono la fatica e la paura, tenute a bada con la ‘chicha’.
    Il rito protende verso l’alto.
    Ma l’ultima immagine che descrivi è di un bimbo accovacciato, di certo per il freddo, che sembra voglia sottrarsi a quell’incontro.

  4. Forse non mi sono spiegato chiaramente. Intendevo dire che trovo indegna quella pratica dei sacrifici umani: a quei bambini gli davano alcool e coca perchè sapevano che sennó avrebbero avuto paura! Quindi dovevano per forza essere consapevoli della porcheria che stavano per fare. Ripeto: meno male che abbiamo avuto l’illuminismo, a liberarci da religioni e superstizioni.

  5. non e`per prendere le parti del sacrificio ma la coca la masticano tutti le foglie ti tengono solo su qui la vendono al supermercato e un bicchierino di chicha e`come un bicchierino nemmeno di grappa. non e`con lo stordimento che li hanno convinti ci credevano erano davvero onorati per le loro convinzioni non morivano

  6. Anche i bambini masticavano la coca e si ubriacavano abitualmente? Ma a parte ció è evidente che in quel frangente gliela davano per stordirli perchè li stavano portando a morire. Non so se mi spiego.

    Sabina, io su queste cose ragiono da contadino (non lo sono), da persona semplice. Se mandi tuo figlio a morire sai benissimo cosa stai facendo, non c’è antropologia culturale che tenga. Se poi vuoi la dimostrazione erudita, beh ormai si sa che atteggiamenti come l’empatia e la pietà sono innati e non dovuti alla cultura (neuroni a specchio). I sacrifici umani non sono cultura ma psicosi di massa istituzionalizzate. Questa è solo la mia modesta opinione.

  7. io non ci vedo niente di male in questi sacrifici
    poi l’alcool e le foglie più che stordirti ti mettono in uno stato di comunicazione maggiore

    stanotte ti ho sognata guzzantina! ho sognato che andavo a vivere un anno in Argentina e poi tu venivi in vacanza e ci incontravamo al bar

  8. ciao sabina. continuo a seguirti in questo viaggio che ha sempre più sfumature oniriche. Interessante la visita al museo e interessante la storia della guida sulle “offerte” che venivano fatte alle varie divinità.In tutte le forme di “superstizione” sono presenti i sacrifici o “offerte” a seconda di come si vuole definirli, io ho una mia teoria in proposito: di solito si definiscono “offerte” quando ci si vuole pulire la coscienza e prendere una forma di distanza, come dire: “è stato quasi un onore!” e infatti a quanto dice la guida i genitori di quei piccoli erano “onorati” e poi la definizione di “morti bianche” completa il quadro. la definizione di sacrificio invece mette subito in luce il senso ed è più diretta, diciamo che non lascia spazio all’imaginazione? tanto per dire…anche nella religione di santa romana chiesa sono presenti “sacrifici” e/o “doni” uno su tutti quello di Isacco, “offerto” da suo padre Abramo alla “volontà”? divina….ricondotto alla ragione, Abramo (chissà se anche allora esisteva la chicha,magari ne hanno offerto un pò anche a lui per placare la furia omicida!) risparmia la vita ad Isacco.
    Sabina, sarebbe curioso sapere se oltre alle foglie di coca che vendono nei supermercato si riesce a trovare pure della canapa che a quanto dice beppe grillo in uno dei suoi spettacoli è stata fatta sparire dalla circolazione, visti i numerosi utilizzi possibili. Ti saluto e ti abbraccio forte! ciao!!!!

  9. Cara Sabri, è bellissimo leggere i tuoi racconti di viaggio; spero un giorno di poterli trovare raccolti in un libro. Grazie, perchè mi fai viaggiare col pensiero, credo che non potrò mai permettermi di andare così lontano, ma mi ritengo fortunata perchè qui in Sardegna trovo cmq scorci del mondo….Credimi, i nuragici erano altrettanto interessanti ed evoluti, ma non praticavano offerte umane……. Quando torni?! Qui sta per crollare tutto il castello di carte del piccolo uomo…..cesare lo chiamavano…..in tv c’è un gran silenzio però……..

  10. Cara Sabi, è bellissimo leggere i tuoi racconti di viaggio; spero un giorno di poterli trovare raccolti in un libro. Grazie, perchè mi fai viaggiare col pensiero, credo che non potrò mai permettermi di andare così lontano, ma mi ritengo fortunata perchè qui in Sardegna trovo cmq scorci del mondo….Credimi, i nuragici erano altrettanto interessanti ed evoluti, ma non praticavano offerte umane……. Quando torni?! Qui sta per crollare tutto il castello di carte del piccolo uomo…..cesare lo chiamavano…..in tv c’è un gran silenzio però……..

  11. brrrrrrrrrrrrrr ividi. Non avrei potuto guardare quei corpi.
    Anche i popoli caraibici sono legati ad antichi riti con le divinità e la terra ed anche se non ci credo mi hanno sempre affascinato nei viaggi che ho fatto, ma non fanno sacrifici umani, non che io sappia almeno. Le pratiche delle “offerte umane” possono esercitare un fascino morboso in chi ha un’inclinazione sadica, si pensi agli adepti che ancora oggi ha il satanismo… O alla disperazione dei kamikaze musulmani… Sono d’accordo con musicista, per fortuna è arrivato l’illuminismo….
    Ma non credo che Sabin voglia in alcun modo circondare i sacrifici umani di un’aurea divina, semplicemente immersa in quella realtà ha registrato suoni, senzazioni, spiegazioni, racconti, odori, colori e ce li ha riportati per come le sono arrivati

  12. @Sabina

    Per la questione caratteri speciali, a parte le combinazioni di tasti (tipo ALT + numero) che qualcuno giustamente ti ha detto, in Windows c’è la Mappa caratteri. La puoi aprire, oltre che cercandola nel menu, anche cliccando su Windows+R (tasto con la bandiera di windows insieme alla R di RUN) e poi scrivendo charmap.
    Con quella ti puoi divertire a mettere la ñ ma anche i vari ¡ (punto esclamativo iniziale), ¿ (punto interrogativo iniziale), la ç nel caso del catalano (mi pare anche in francese), gli accenti chiusi tipo á e chi più ne ha più ne metta…

    Veramente interessanti i tuoi racconti. È un piacere leggerti.
    Certo che, non per fare il provinciale, ma alla fine la religione più sensata della storia mi pare che fosse quella greco-romana. Molto interessante conoscere le altre, ma immedesimandosi… Che paura! Neanche il cristianesimo non sarebbe stato male, ma tale com’è stato ridotto dalla Chiesa….

    ¡Besos!
    ¡Y ke siguas disfrutando de tus vacaciones!

  13. @marcella
    ciao marcella avevo proposto anch’io a sabina di mettere i racconti in un libro, la mia idea in un post precedente era stata appoggiata anche da un un altro che non ricordo il nome, siamo già in tre. magari facendoci vedere numerosi o pochi ma convinti 🙂 sabina si potrebbe decidere. ciao!!!

  14. ahahaha, due pollicioni all’ingiù perché ho detto che non ci trovo niente di male in questi sacrifici..

    bravi! siete tornati il vecchio forum di una volta!

  15. Pardon, tuas è plurale, tuam… tuam… noo è latino… ma… ma… tu ti ta ta… è francese, taia… toia toia scrittura…
    saludos ( e che ca… almeno questi so’ esatti)

  16. Bello, ben scritto, ma … raggelante! Tre poveri niños congelati nell’eterna attesa di un incontro con dei che non esistono.
    Se questi niños delle classi dominanti erano felici di essere offerti agli dei, non oso pensare come se la passavano i sottoproletari dell’epoca. Per fortuna, il termine “sottoproletario” non era ancora stato inventato.

  17. @Sebastiano

    Ero io, ero io, Sebastiano, uno dei tre…

    Ma ad ogni modo non credo siamo solo noi. Penso che sarebbero parecchi ai quali farebbe piacere leggere Sabina. Molti non lo scrivono nel blog, altri magari non arrivano al blog per mille ragioni. Ma credo sarebbero parecchi.

    E penso non ci sia bisogno di convicerla. Secondo me già ha la pulce nell’orecchio, come si dice… 😉

  18. @ Jeff Caird

    Hey ciao! scusami ma proprio non ricordavo il tuo nick. beh a me è venuta in mente la storia del libro perchè sono racconti molto belli da leggere e rileggere, l’ho buttata lì, poi se qualcuno mi segue e se riusciamo a convincere sabina o a mettergli la pulce nell’orecchio ben venga no? come sono solito dire: “o numerosi o pochi ma convinti”. ciao!!!!

  19. ciao, mi piace tutto quello che ho visto fatto da te, le tue gag, i tuoi film, dall’inizio credo. ora stò seguendo i tuoi racconti di viaggio e, non sarà una grande sorpresa, temo, mi piacciono anche questi. un bacio Luisa

  20. Ciao Sabina, sono Carlotta una ragazza di 23 anni, vorrei semplicemente chiederti un consiglio e cercare di capire.
    In Italia non è più possibile vivere democraticamente da ormai molti anni, ma certo è, che negli ultimi tempi lo è sempre meno. Nel 2006 io vivevo in spagna (mannaggia a me e al giorno che sono tornata) e assistendo da lontano al cambio di governo ho pensato che forse restarmene in Spagna era la cosa migliore da fare notando che nonostante la sinistra salì al governo stava lavorando per la destra di Berlusconi. (esempio il conflitto di interessi enorme di Berlusconi e chi per lui si intascava i nostri soldi). Ma purtroppo sono tornata e la mia vita ha avuto un calo enorme. Non che prima ero una benestante anzi,lavoravo anche 18 ore al giorno per potermi permettere un buco di casa e un mezzo (motorino) per gli spostamenti casa lavoro, spese mediche ecc. Ora mi ritrovo dopo 3 anni a lottare (e pensate a chi non ha la mia età ma molta di più e un bagaglio di sudore sulle spalle per mantenere la famiglia) ancora una volta per sopravvivere. Per avere un piatto di pasta o quel che sia al giorno, per ricevere visite mediche, per riavere il diritti che troppe volte ci sono stati tolti e ci verranno tolti.
    Io mi chiedo e ti chiedo, ora che tu sei all’estero(e questa non è assolutamente una critica) non trovi che forse si sta meglio là?
    Io non vorrei abbandonare l’Italia e gli Italiani che troppo in questi giorni e anche prima stanno lottando per i loro diritti, e ciò mi fa sentire orgogliosa di essere italiana. Ma notando che dall’altra parte la risposta è e sarà sempre quà decidiamo noi (berlusconi) la prima cosa che penso è allora rimanici tu in questo paese di ingiustizie, di mafia, di dittatura. Mi viene difficile riuscire a stare in un paese dove i nostri nonni o genitori hanno lottato tanto per la democrazia, dove hanno pagato con le loro vite e fatica la liberazione, per poi vederlo regredire di nuovo a tutto ciò. Si in forma diversa, perchè sono convinta che ora come ora non possono ancora tornare alle forze vere e proprie che usavano prima per zittire gli italiani, ma sono altrettanto convinta che presto ci arriveremo.
    Allora in breve la questione è una: è meglio scappare ora da questa Italia che non è degli Italiani ma di un mafioso pericoloso dittatore falso e incoerente? o dobbiamo aspettare che ci viene tolto anche il diritto di andare all’estero?
    o meglio, rimaniamo e facciamo una rivoluzione civile ? ci riprendiamo i nostri diritti? ma tutto questo come può avvenire se la corruzione è ovunque?
    siamo veramente inferiori di numero a chi accetta questo personaggio e accetta che gioca con le vite degli italiani?
    e ancora, perchè l’europa non fa niente per aiutarci da questo delinquente?

    p.s. scusa per le mille domande per i mille dubbi, ma è la prima volta che ti scrivo e i dubbi sono tanti. Ammiro chi sà molto più di me e senza prepotenza ti dico è vero ho 23 anni sò ben poco della politica in Italia, ma quello che sò (anche grazie a te e a persone come te) mi basta per dire : questa non è l’Italia dove voglio vivere!

    Spero di essermi espressa bene visto che in testa ho una grande confusione con tutto quello che vorrei scrivere e citare come esempi per mostrare l’Italia corrotta .
    Spero anche in una tua risposta anche se il mio post non è molto inerente al tuo, scusa ma non sapevo dove scrivere il tutto.
    Insomma torna presto in Italia che abbiamo bisogno di persone come te 🙂
    Con immensa stima e affetto
    Carlotta.

  21. Ciao Sebastiano! Allora partiamo da tre, e anche io credo che prima o poi questi racconti di viaggio Sabina li stamperà.Cara Sabina, spero che per il tuo rientro cesare sarà denudato……..

  22. @marcella.
    Ciao Marcella! ok dai! fondiamo un club dei favorevoli al libro? mi verebbe fuori un “forza 3” visto che sin’ora siamo in tre a volerlo ufficilamente ma quel “forza 3” mi suona male soprattutto il forza…..cmq, scherzi a parte un caloroso saluto!!! ciao 🙂

  23. ma sei in argentina!

    non so che genere di viaggio tu stia facendo, se sei di fretta, se hai tutto programmato.. non ho letto tutti i tuoi racconti.
    ma quanto mi piacerebbe bere una birrozza con te!!

    (sono in provincia di formosa, qua potresti conoscere dei paesini piccolini ma interessanti, la gente è molto semplice. sono in una piccola comunità che cerca di aiutare un pochino)

  24. penso a chi dal futuro visiterà le nostre città, i nostri cimiteri…
    i nostri sacrifici…
    sabina in reperto raiot parlava del cimitero delle parole.
    in onore di quale dio le abbiamo sacrificate?

  25. @ aspirinb

    Al dio denaro, o mercato. fai un pò te. ormai le parole vengono dettate dalla misura in cui la tv le usa. andrà sempre peggio, ma forse, forse, l’unica è quella di crearsi degli spazi propri, crearsi un archivio, un enciclopedia dove poter trovare le parole e soprattutto trovare il loro senso. ciao.

  26. @Sebastiano

    Giusto, ridare un senso alle parole.
    Parole come democrazia, libertà, diritto, lavoro, politica, costituzione, voto e mille altre, che quando ne sentiamo parlare di questi tempi viene da rabbrividire, per come vengono storpiate, travisate, violentate.
    Al cimitero di Reperto Raiot ce ne sarebbero da aggiungere…
    Dobbiamo tornare a dirle queste parole, dirle bene e dirle forte, con tutta la loro ricchezza, il loro valore e il loro significato.

    Ah, per il libro di Sabi: ‘forza 4’! 😉

  27. @Carlotta grazie per quello che hai scritto, e nonsei affatto confusa. Come vedi la classe dirigente si persenta come un puggile scorretto che tira colpi proibiti e sia l’arbitro che la giuria asssegnano punti e anche se va al tappeto, contano all’infinito, fino a che il moribondo non si rialza e incolpano l’avversario di colpi bassi nonostante il detentore del titolo sia dopato. Come se ne esce? (Senza chiavi non se ne esce) Se ne esce vivendo in pieno la nostra vita, lottare, riposare quanto occorre nutrire il corpo e la mente,lottare riposare…senza retrocedere. Immaggina il sole che brucia continuamente istante dopo istante. Noi possiamo brillare di luce propria se allarghiamo il limite dei nostri cuori.

  28. @Marcello Paternesi Meloni
    Ciao Marcello grazie per la tua risposta e credimi ogni giorno si cerca di lottare, ma quando ci toglieranno anche questo diritto (e siamo a buon punto) dove andremo?
    Proprio ieri parlavo con una mia ex collega di lavoro spagnola, beh la situazione anche là non è delle migliori però per lo meno cè ancora la libertà di informazione e di espressione e penso molta più democrazia di quà. Però continuo a sentirmi traditrice pensando di andarmene da questa Italia, sarà che sono sognatrice e spero sempre di lasciare questo paese con la consapevolezza che la democrazia è viva.

  29. @ giano
    ciao giano! anche tu nel club del “libro”? bene dai! vediamo se riusciamo a convincere sabina! un caro saluto! ciao!

  30. Sabina è bravissima a scrivere e saremmo in tanti a leggere con gioia il suo prossimo libro. Non voglio fare il critico letterario (odio i critici), però mi piace quello che scrive perchè non satura mai, non dice troppo, si astiene e ti fornisce un mondo stimolante e ricco. Da lettore non voglio saturare nemmeno io, preferisco rimanere sempre con qualcosa in sospeso, non perchè non abbia le idee chiare (anzi sapete che le ho fin troppo, al limite del troppo sicuro), ma perchè preferisco sempre l’arte alla razionalità.

  31. @carlotta
    scusa se non ti ho risposto mi ci vorrebbe un po’ di tempo e sono sempre di corsa in ritardo pure con le puntate del blog ma ho visto che ti hanno risposto molto bene gli altri un abbraccio e ci sentiamo con più calma

  32. @sabina

    Ciao Sabina, la tua risposta arriva proprio mentre sto rivedendo la tua conversazione con Sonia Alfano al Parlamento europeo, mi rendo conto dei tuoi mille impegni e anzi sono contenta che tu sia in Argentina (anche con un pò di invidia 🙂 ) un abbraccio anche a te e goditi questo viaggio! a presto

  33. @Marcello
    Marcello io sono certa solo di una cosa, che fino a che avrò orecchie occhi e voce le userò per informarmi e informare…il 29 intanto si scende in piazza e vediamo che succede!

  34. ciao a tutti vengo adessoadesso da mille e mille battaglie virtuali combattute su YouTube contro orde immense di qualunquisti balordi commentanti l’ episodio di philippe daverio contro la confraternita del pititto al festino di Santa Rosalia a Palermo e sono davvero distrutto…e’ tutto inutile lo so ,la vera guerra e’ fuori e si combatte nella quotidianeta’ ma e’ impressionante il numero di gente che spara a zero su dei poveracci che manifestano contro cammaraten e il per il diritto alla casa…e’ più forte di me e quindi rispondo a tono.
    pero’ arrivo qui sul blog di Sabina e finalmente una boccata di aria fresca,grazie davvero di cuore ,
    ora non voglio paragonarla all’aria condizionata 🙂 ma tant’è …
    grazie per questi racconti sono davvero belli ,ho apprezzato in particolare il sottotesto di mel gibson di apocalipto(non sembra anche a voi il nome di un ghiacciolo?)
    ok scusate il fuori blog, vi saluto ,il guerriero va a riposare…;)
    ciao Sabina ciao tutti

  35. Il 29 è una grande opportunita. vorrei vedere un grane fiume di gente multicolorata che lentamente silenziosa come quando si marcia dietro un feretro si stipa tutta intorno al parlamento. Io ci vado con questa speranza.

  36. @elenabondi: ma che scrivi qui con il tuo nome vero? Minchia ma non lo sai che se cerchi lavoro ti digitano su google e esce fuori tutto? E se vogliamo sparare minchiate a raffica come si fa? Io per esempio CREDO CHE ESISTANO ALTRE FORME DI VITA, CREDO NEGLI UFO, ma non sono così affermata da potermi permettere di farlo sapere a tutto il mondo…Cmq vabè vorrà dire che ci hai già riflettuto tu su quello che devi fare …Io te l’ho detto di cuore perchè sei gentile. baci.

  37. E COMUNQUE VOLEVO DIRE GENTE SVEGLIA!!! SVEGLIA MINCHIA!!! MIGLIAIA DI EMAIL A RAFFICA E LINK SULLA MORTE DI PIETRO TARICONE!!ORE DI TELEGIORNALE E PROGRAMMI TV DEDICATI A TARICONE , MORTO-GUARDA CASO- IL GIORNO STESSO DELLA SENTENZA DELL’U—!!
    GUARDA CASO…ERA IN OSPEDALE, SI SAREBBE POTUTO SALVARE MA…E’ MORTO LO STESSO GIORNO DELLA SENTENZA DELL’U—. QUALCUNO NE HA PARLATO? NO, NESSUNO…SOLO MILIONI DI LINK SU TARICONE…CI VUOLE POCO AD UCCIDERE UNO TRA LA VITA E LA MORTE PER CREARE UN CASO CHE DISTOLGA L’OPINIONE PUBBLICA DA UNA SENTENZA STORICA…

    DIFFIDO CHIUNQUE DAL DIFFONDERE dati sulla mia persona e dichiaro altresì che quando sopra detto è frutto della mia invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.

  38. PIETRO TARICONE OMICIDIO PERFETTO. NEL GIORNO PERFETTO IN CUI DELL’U— VIENE CONDANNATO A SETTE ANNI PER MAFIA … NESSUNO SE NE E’ ACCORTO, 29 GIUGNO 2010.

    QUANTO SOPRA DETTO E’ IL FRUTTO DELLA FANTASIA MALATA DI UNA PERSONA CHE NON CREDE ALLA TELEVISIONE.

    CIAO. ALICE

    elena: pensi potrei scrivere una cosa del genere con il mio nome e cognome? Baci

  39. Altro che stare a discutere tra “offerta” e “sacrificio”. Questo si chiama pluriomicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi.

  40. alice

    dici che è per questo che non trovo lavoro? perché scrivo su questo blog?
    🙂

    comunque le mie idee sono le mie idee, e mi sento in diritto di dire ciò che penso con il mio nome
    non ho bisogno di nascondermi, anzi voglio fare teatro, cinema, scrivere.. appunto per fare sapere al mondo ciò che penso

    PS taricone era venuto a prendere il gelato da me, in quella famosa gelateria di roma dove non mi hanno pagato..l’ho servito io: era simpatico, alla mano e per niente montato. tutto il contrario di come lo facevano apparire in televisione.
    però la notizia di dell’utri l’ho sentita lo stesso. se uno vuole sente.

    come il fatto che l’80 %dei camerieri non è in regola. lo sanno. è che fanno finta di non saperlo.

  41. @elena: pure io, però devo lavorare per campare.
    Vabè tu l’hai sentita la notizia. Certo si tratta di una strana coincidenza, lo stesso giorno…Ma è anche vero che le coincidenze capitano nella vita, quindi boh…Meglio pensare che sia solo una coincidenza.

  42. sicuramente poi qui la notizia della condanna dell’innominabile l’hanno letta e sentita tutti. Ma provate a chiedere a dieci persone a caso della nostra età. Gente del popolo, gente tra i 18 e i 30, gente come quella che la domenica va ar mare a “piasse er calippo e a bira”(notizia fondamentale da trasmettere al tg). Chiedete se conoscono Taricone e se sanno chi è dell’utri. Io l’ho fatto, per curiosità. 10 su 10 sanno chi è taricone. Uno solo chi è dell’utri. Secondo me non è tutta colpa loro.
    Ma non esiste alcuna prova di quello che ho detto e quindi sono solo illazioni, che tra l’altro mi fanno paura perchè in fondo non sono una persona temeraria.

  43. ciao Sabina, il tuo racconto dei bambini del museo mi ha fatto pensare al tuo sogno durante quella notte assurda..una sorta di precognizione? Chissà se è anche questo l’essere veramente entrati nel viaggio..

  44. Dunque..sono Peruviana.. la mia Città e l’ultima scoperta, uno del più antiquo al mondo! SICAN!..da molto piccola ho amato mi razza e mi gente..nonostante il mio cognome e di origine Romano…del XIV secolo.
    La nostra civilita no era Neardental…dunque, sapevamo invece tanto e molto di più
    il nostro origine e un mistero basato nella stessa natura del Uomo e del Cosmo. Lavorabamo sofisticatamente tutto.. i metalli, il cottone..tutto quello che toccavamo era squisito nel arte, perfezionisti…in armonia con la natura..
    I sacrifici gli facevamo ben volentieri..non c’era Chiesa c’era soltanto la consapevolezza della vita e della morte
    più nobile eri più eri in debito con il Cosmo i Signori dovevano essere esempio del popolo.
    Il popolo gli amava perché non c’era tirannia..c’era solo saggezza e guida nel Signore che governava perciò tante volte .. le sue figlie più belle e vergine venivano istruite educate e scelte per essere la salvezza di nostro popolo
    non c’era attacamento alla materia.. non c’era attacamento ai metalli preziosi.. gli avevamo e gli usavamo, basta
    nessuno rubata del oro .. nessuno pretendeva niente.. veniva lavorato raffinatamente per abbellire il Signor supremo.
    L’oro glielo abbiamo regalato alla corona Spagnola… e a la Chiesa, Tramite Colombo e Valverde… a cambio de pace e vita.
    Perché la contaminazione che portavate voi le malattie..come la Peste.. ‘Scorbuto e Sifili.. stava provocando una strage.
    <>..volete che mi converta.. mi batteserò ..sarò ” Giovanni Atahualpa”!!
    ma lasciatici.
    Invece…avete sempre voluto tutto e di più.— e non avete imparato niente ancora dopo 20 secoli.!!.
    La Coca e una bevanda, e una pianta sacra.. che ci toglie il mal de pancia e la vertigine..quando salivamo su in alto 5,000 metri..a lavorare le patate e a pasturare le auquenedi…a quando portavamo il cibo alle grotte glaciali per immagazzinare il cibo per un paese intero di sfamare!!.
    La historia e bella quando si conosce per bene..Sono a la Vostra disposizione..
    g.a.samillan@gmail.com
    La Droga ..l’hanno inventato doppo– !! mica noi peruviani

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