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In viaggio 02

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viaggio

Entrare nel viaggio. Non basta spostarsi. Bisogna trovare la porta. Autocontrollo e pazienza. I pensieri sono frenetici e ancora insensati. Una chiacchiera continua e poco interessante. Perché sono venuta qui? Frasi sul senso del viaggio. Propositi e aspettative di incantesimi. È tutta robaccia. La faccio scivolare via. Chissà se mai tornerò a Buenos Aires. C’è da vedere gli Italiani in Argentina cosa hanno fatto, come se la sono passata. Ci sono le tracce delle guerre di indipendenza. C’è un palazzo massonico aperto in nome della trasparenza da quando venne alla luce la p2. È aperto ma è spesso chiuso. Ci sono i quartieri degli immigrati di tanti paesi europei e quelli degli immigrati contemporanei. Ci sono le tracce delle guerre di indipendenza dalla spagna e della cacciate degli inglesi. Il Tango e le tracce di Luca Prodan, voi l’avete sentito nominare? Suo fratello Andrea è un bravo attore l’avrete visto. Luca è venuto in Argentina ed è morto giovane ed è stato un divo del Rock e un amatissimo cantautore. I giovani rendono omaggio alla sua tomba. C’è il teatro con l’acustica migliore del mondo dicono. Ci sono naturalmente i posti dove si balla il tango da vedere. C’è la birreria dove si trovavano i nazisti. C’è il palazzo dove torturavano la gente. E la casa rosada e le chiese. I quartieri coloniali. Il porto doveve vivono quelli pieni pieni soldi con degli impianti di sicurezza che fanno paura. Ci sono quelli che dopo la crisi si sono organizzati e fanno commercio equo e solidale. Ci sono le scritte sui muri contro i banchieri:i andatevene fuori, farabutti truffatori. C’è il palazzo francese portato dalla francia pietra su pietra. Ci sono pure i musei naturalmente e ci sono posti dove il vino è buonissimo. Ci sono tutti i posti in cui è stato Borges. E io ho… prima di crollare dal sonno realisticamente 10/11 ore. Poi c’è domani.
E intanto il chiacchiericcio mentale mi infastidisce. Può darsi che abbia un po’ di paura? Può darsi che sia il fuso orario? Senso del dovere, stress, ansia da prestazione. Di che? Lascio scivolare via. Ci vuole pazienza. Specie se si cammina ci vuole un po’. cammino cammino per il quartiere dove stavano gli italiani poi san telmo, plaza de mayo. In molti posti ballano il tango e passano col cappello. Tutto pieno di bandiere del napoli e noi quando qui è appena l’ora di pranzo siamo già eliminati dai mondiali. I sosia di Maradona si fanno fotografare. È una bella città? È come me l’aspettavo? Me l’aspettavo? Si vede che è un po’ europea, ma pure parecchio americana. È tutto gigante, tutto troppo, l’occhio non si posa. Poi vedi gli uffici dai vetri con le poltrone di pelle sbucciate, i pavimenti giallini, i muri grigini le facce arrese alla forza di gravità ed è proprio il sud america che immaginavo. E poi i bar grandissimi antichi e accoglienti. Tutto un po’ rottino. Troppi metri quadri ci sarebbero da sistemare. Cambi la moquette in un posto sono ettari di moquette. Stessa cosa per ceramiche e facciate. Troppa roba come nei piatti. Persone gentili, dolci, pacifiche. Vincono la partita e non stromabazzano, niente clacson non te ne accorgi quando segnano. Hanno un miliardo di teatri. Un miliardo. Le strade giganti ogni 50 metri hanno una galleria che attraversa l’isolato e dentro ci sono otto teatri trenta cinema sei bar otto ristoranti e hanno ancora i negozi di dischi! Di cd ma negozi, non mega store. Negozzi un po rotti belli pieni pieni di dischi. Ed è pieno di librerie. Librerie enormi. Piene di libri ovunque non tipo Feltrinelli multimediali coi cartonati, no. Solo scaffali pieni di libri di tutte le razze scontati, antichi, nuovissimi a pile.
E cammino cammino. Sono arrivata oggi, viene il buio presto perché è inverno e per me è gia notte fonda. Salgo su un autobus il 29. È molto facile prendere l’autobus. Un signore allegro un po’ pazzo quando perdo l’equilibrio dice attenzione non si deve fare male attenzione, va a gravare sulla spesa pubblica e ride. E continua a parlare. Parlano tutti. Parlano facile.
Io realtà quando ho imparato lo spagnolo ho imparato l’argentino poi ho imparato a parlare con un accento più neutro. Mi piace sentirli parlare con quella specie di lagna, come descriverla il tono è un po’ depresso, è gente che va in analisi, glie la paga la mutua l’ha pagata anche nella crisi. Hanno visto tutto, sanno tutto, non si lasciano prendere dall’entusiasmo sono disillusi, sono carini da ascoltare. E mi rimetto subito a parlare come ho imparrato. mi diverto a dire scià scegò, scio soy e a dire flaco al flaco e gordo al gordo. Sono a casa anche qui. Ma sono arrivata. Fermo un taxi è ora di dormire. E sulla strada domando che quartiere è e chi ci vive. Capisco dalle risposte che è uno di sinistra, non critica la presidenta dice che ha costruito vari edifici e che era dai tempi di peròn che non si faceva niente. Dico che non se ne sente dire un gran bene della presidenta anche sui nostri giornali scrivono che si preoccupa solo dei suoi vestiti. Lui dice e non ti pare una cazzata? Fa la presidenta si deve vestire bene per forza. Si in effetti…
Mi spiega che la padrona de el clarìn cerca di distruggerla. che è una donna terribile, la più potente, la più ricca dell’argentina, che ha sposato il padrone de el clarin che poi è morto e ora è tutto suo. E che è una fascista e che ha due figli di desaparecidos che ha preso mentre stavano ammazzando la madre.
Accidenti, dico io, è un mostro la signora.
Un mostro si chiama De Noble, non ha avuto figli da marito e all’improvviso saltano fuori questi due. Io sono scappato durante la dittatura ho vissuto in Spagna dieci anni. Questo è il tuo albergo?

Senti ti posso invitare a prendere un tè e ti continuo a raccontare?
Dico – mmm, un tè va bene ma sono arrivata oggi per me sono le cinque di mattina…
Ci fermiamo nella stessa piazza dove ero andata all’alba a cercare un caffè. Ora è tutto aperto. Posso avere un mate? No. Il mate non si vende nei bar. Il mate si fa a casa. Molti girano con una sacchetta con il mate che in realtà è la tazza con la cannuccia e la yerba. Visto da di fronte il signore è abbastanza buffo ha molti tic più che altro. E mi dice se devi scrivere o fare un documentario su queste cose devi sapere
Penso: un documentario? Ma come gli è venuto in mente, non gli ho raccontato niente di me. Si vede che ho assunto ormai un attitudine inquisitiva, sembro una giornalista davvero.
Io facevo parte di un gruppo che si chiamava tendencia, che era la sinistra peronista
– Non erano i Montenero i peronisti?
Esatto ma tendencia era diversa noi pensavamo che si doveva combattere con le idee, i Monteneros… dicono che tutto è cominciato quando i Monteneros hanno deciso di entrare in clandestinità quando rapirono e giustiziarono il generale Aramburu, la sai la storia?
Dico no, Aramburo non lo conosco e comincia a raccontarmi la storia di quest’uomo che fece sparare o bombardare la folla durante una manifestazione ora non mi ricordo ma i per questo motivo venne rapito e giustiziato.
Mi dice segnati questo libro, tiro fuori il quaderno e scrivo: Timote di Feinmann. Feinmann è un grande personaggio. È stato anche consulente del governo, ma poi si è disilluso e se n’è andato. È un filosofo. Una mente. E sai perché si chiama timote il libro? Dal nome del quartiere dove hanno tenuto prigioniero aramburu. Un quartiere degradato della periferia.
Se vuoi ce l’ho a casa il libro andiamo e te lo regalo. Dico no sei molto gentile me lo compro. – E insomma tu eri di tendencia per questo sei dovuto scappare, anche se non eravate armati come l’erp o il prt?
– certo dovevano scappare tutti. All’inizio la dittatura ha cominciato a prendere i leader. Poi hanno cominciato a prendere i vice. Poi quelli sotto ancora. Poi chiunque pensasse, avesse un’idea, si dedicasse ad attività sociali. Se lo chupavan, y paf, desaparecian…
Avevano messo in piedi una macchina gigantesca. Che impiegava centinaia di persone. Quando a un certo punto avevano assassinato tutti la macchina si sono domandati: e adesso che ci facciamo con questa macchina? È un peccato buttarla via. E hanno cominciato a fare sequestri. Chiedevano il riscatto. C’è una donna, la moglie di un industriale a cui hanno sequestrato il marito che ha pagato e non li ha più sentiti. Dopo anni si sono rifatti vivi per chiedere altri soldi per rivelare dove era sepolto. Ti posso fare una domanda, mi dice.
Dico sì con un’espressione molto corrucciata.
Dice perché secondo te gli esseri umani fanno questo e in tanti appoggiano le dittature e ogni sorta di porcheria.
– oddio che domanda. Non lo so. Sarà un fatto comunque di ignoranza se agiscono contro sé stessi. Ma non ho nessuna voglia di affrontare queste discussioni così larghe.
– un fatto culturale, sei un’idealista. Io penso che gli esseri umani siano…
E non ha il coraggio di pronunciare la parola “belve”.

L’albergo è vicino durante il ritorno mi racconta che lavora di notte per via di una malattia, una sorta di allergia al  sole. Erano in vacanza in brasile lui e sua moglie in un posto dove si faceva surf e non si erano accorti che la corrente era fortissima. Stavano per affogare e l’ultima cosa che si ricorda prima dello svenimento è di avere dato una manata sul culo della sua compagna per metterla in salvo sulla tavola. Quando si è svegliato qualcuno lo aveva soccorso. L’abbronzatura è una difesa del corpo e lui era molto abbronzato. Lo stress lo ha colpito nell’organo che in quel momento era più debole, la pelle. Da allora non può più stare al sole. Anche per questo sua moglie lo ha lasciato, certo le ragioni sono sempre tante quando si divorzia, ma questa era una di quelle. Ora è molto contento di vivere la notte e pensa al suo taxi come a un cavallo con cui gira per buenos aires che trova magnifica e che non lascerebbe mai.
Sono sicura che non voglio andare a casa sua a prendere il libro?
Si sono sicura, grazie per questi racconti.
Penso che quando cominci a parlare con gente che non conosci, ascoltare storie che ti colpiscono vere o inventate che siano, è segno che il viaggio è cominciato. O che manca poco.

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23 Commenti

  1. E’ già la seconda o terza volta che capito qua nel giro di tre anni (non è un offesa, non è un complimento).
    Belle le storie di viaggi. Anche questa. Poi traspare quel velo paranoide del tipo “ma il taxista è solo un taxista, o in realtà sta seguendo degli ordini?” Che poi magari uno se lo può chiedere anche di una persona che conosce e non capirlo dopo degli anni.
    Difatti per questo non ci si può mai fidare di una persona se almeno non la si ha mai vista completamente ubriaca. Che poi nel tuo caso del taxista magari non era il caso, soprattutto se stava guidando.
    Buon viaggio.

  2. Ho visto Draquila stasera al cinema Maestoso, sala 4 una trentina di persone. Alla fine del film ho gridato bastardi!, bastardo! E hò invitato gli altri spettatori a fare altrettanto dicendo che stiamo annegando nell’indignazione, gli astanti guardavano me e i titoli di coda. Allora ho detto che dovremmo sputarci in faccia l’uno con l’altro e me ne sono andato. Brava Sabina hai realizzato un’opera formidabile che rende giustizia agli aquilani che avevano capito di essere stati truffati e dovrebbe svegliare gli illusi affezzionati. Grazie! Sii prudente..

  3. Sabina! è la prima volta che vedo il tuo sito…
    molto piacevoli da leggere i tuoi racconti !!
    quanto mi piacerebbe andare in Argentina! qui a Valencia ho molti amici argentini, vediamo se qualcuno mi ospiterà mai! xD
    Ti volevo fare i complimenti per Draquila, veramente un gran lavoro!!! 😉

    que lo pases muy bien en Argentina!!! un abrazo !

  4. Idolo Luca Prodan, ‘El pelado’, ancora oggi a più di 20 anni dalla morte. ( http://www.youtube.com/watch?v=GoUUf5AELGU )
    Idolo Maradona.
    E quando leggiamo della presidenta che si preoccupa molto del suo look, ci viene in mente per associazione di idee un altro idolo nazionale: Eva Peròn.
    Hai trovato ancora tracce del culto di Santa Evita, oppure è stata messa in soffitta?
    Ci ha colpito il fatto che tu dica che ‘tutto è un po’ rottino’.
    Hai l’impressione che queste siano come delle macerie di un passato lasciato ormai alle spalle, sulle quali si sta costruendo qualcosa di nuovo, o sono la testimonianza muta di un’inerzia un po’ sonnacchiosa?

  5. mmm….fascisti -peronisti da una parte… fascisti e basta dall’altra …..bel quadretto in Argentina no?…..
    La situazione politica degli anni ’70-’80 sembrava fosse solo un esperimento mal riuscito della CIA ,frutto della mente malata di agenti fuori controllo ma,oramai, troppo potenti e troppo coinvolti per essere richiamati o liquidati cosi’ come niente….”Lasciamoli lavorare mr Jhones” disse qualcuno al pentagono”In fondo gli Argentini sembrano avere una pellaccia,resistono a tutto …un’altra sangunosa dittatura non sara’ poi un granche’ da sopportare per quelli li’….guardi quest’anno c’e’ il mondiale di calcio(1978),lasciate che lo vincano e ce li terremo ancora un po’ buoni quei fanatici…..ah dimenticavo: Che sia anche un’ ottima annata per il Malbec!”….
    Piu’ o meno credo sia andata cosi’…..
    …..What a sadness……
    Sabi se vuoi avere un idea piu’ chiara di quello che e’ successo realmente ti serve un osservatore al di sopra del peronismo….io ti suggerisco di parlare con i vecchi libertari….sono gli unici che riuscirono a mantenersi politicamente (e non solo)lucidi in quegli anni assurdi…..vedrai….
    Per il resto divertiti e non mangiare troppi grassi (missione praticamente impossibile! )
    Ma non te la vai a fare una sciata a Luglio?….Non te la perdere!!!
    utar
    utar

  6. Hola Sabina! que tal? visto che ti trovi in argentina….ieri sera ho visto il tuo film, Draquila. che dire, dopo aver letto il libro “protezione civile spa” ho avuto ancora più chiaro quello che quei “signori” volevano o hanno fatto dell’talia. complimenti hai smerdato quella gentaglia alla grande! sei immensa!!!! com’è Bueno Aires? hai visitato qualche tangheria? hai visto il monumento al grande Carlos Gardel che per gli argentini è quasi una divinità!!! posta qualche foto se puoi!!! buona permanenza e buon tango, se mai dovessi ballarne uno.

  7. E’ incredibile e meraviglioso come la tua anima lavori quando il tuo corpo è in vacanza; sei fatta per questo, per tutto questo, è la tua natura, e non mi stupirei se tornassi davvero con l’idea di un documentario. Sei un pensiero che arriva alla noce delle cose; per questo mi fido di te. Grazie per gli sprazzi di luce che racconti.
    Fai anche buona vacanza, però, e riposati, che te lo meriti.

  8. sabi, il 14 luglio il Senato Argentino approva (dovrebbe approvare) la legge sui matrimoni omosessuali e anche sulle adozioni (legge già approvata dalla camera).
    Q gana tengo de ir a Argentina!!
    Grazie per i tuoi racconti e come se ci portassi con te.
    Besos

  9. Ciao Sabina
    bellissimo e interessante racconto di viaggio. E’ proprio cosi che si conosce davvero un paese, parlando con persone che vogliono condividere un pezzetto della loro vita con chi è disposto ad ascoltare.
    Grazie di renderci partecipi della tua esperienza, direi che il viaggio è decisamente iniziato..
    Ti abbraccio e cmq….. occhio ai tipi strani………….
    Claudia

    p.s. Anche se devo dire che in effetti ..sei tu forse il tipo strano….quindi voi…….laggiu’ occhio!

  10. mi accodo,
    sono molto belli i racconti di viaggio, ne vogliamo ancora!!!

    Concordo anche sul commento più sopra, sul fatto che non ci si può fidare di una persona fin quando non la si vede ubriaca ..
    Questo comunque mi fa riflettere: quindi nei locali, offriamo da bere alle ‘fimmine’ non per accompagnarle nella disinibizione, ma bensì solo per farle diventare sincere?
    Sarebbe una scoperta rivoluzionaria ..

  11. Questo è un post molto più bello e profondo di mille appunti di viaggio stupdamente in vendita.
    Grazie per averlo scritto. Adoro, letteralmente,. questo perdersi con se stessi e vagare per le strade di un altro posto, un qualsiasi altro posto.
    E’ un viaggio solitario, pensando agli amici a casa e vivendo ogni passo, ogni scalino come un episodio importante della vita.

    Bravissima, come sempre, Sabina. Grazie di cuore.
    Continua ti prego, continua a farci viaggiare con te.

  12. Ciao Sabina,todo en orden y nada en su lugar?Guarda ti scrivo per consigliarti (a te ed a tutti gli/le utenti del blog) due documentari veramente imperdibili: Il primo si chiama “ORO NAZI EN ARGENTINA” di R.Pereyra. E’ uno studio lucidissimo dell’oramai famoso (ricordi anche il romanzo ed il film?) PIANO ODESSA (la fuga di capitali e uomini del terzo reich verso il Sud America) e delle sue implicazioni a livello politico e sociale nell’Argentina dalla fine della guerra ad oggi.
    Credo sia un buon trampolino di lancio per cominciare a districarsi attraverso la complicatissima (ma in realta’ quasi banale, una volta sbrogliata la matassa) situazione CONTEMPORANEA del Paese in cui ti trovi.
    L’altro doc che straconsiglio a tutti i viaggiatori che raggiungono la nazione del Tango y de las Empanadas e’ “FUERZA AEREA SOCIEDAD ANONIMA” di E.Pineyro(con la “gn” che non trovo mai su sta cavolo di tastiera).Un cuadrettino della corruzione ai massivi livelli civili e militari……lo stesso regista diresse qualche anno prima “WHISKEY TANGO ZULU” ma quello te lo risparmio….non vorrei mi diventassi troppo paranoica e di conseguenza troppo Argentina!!!!
    Prendi atto?
    utar

  13. Sabina,

    bello il racconto. E capita a fagiolo, perchè andrò in Argentina in vacanza a fine settembre. Faremo il nord, per addolcire l’inverno.

    Ho ben presente la cantilena argentina, nel parlare. Qui a Barcellona ci sono moltissimi centro e sud-americani, e la loro è la cantilena più simpatica (oltre, ovviamente, a quella dei brasiliani, ma in quel caso già sforiamo nel portoghese).

    Spero aggiungerai altri racconti di questo tipo; è molto interessante leggere degli aspetti meno… come dire… piú giornalistici e meno da quida turistica.

    ¡Besos! (si me puedo permitir…)

  14. Sabina, grazie per i tuoi racconti, sono coinvolgenti, mi sembra quasi di essere li con te, o meglio mi sembra di osservare una città a me sconosciuta attraverso i tuoi occhi, che poi in effetti è proprio questo quello che succede…
    perchè mi è nata questa voglia di farmi un viaggio in solitaria per conoscere posti e gente nuova?? perchè d’improvviso un viaggio in una spaiggia caraibica ha perso gran parte dell’attrattiva che aveva prima???
    Forse perchè anche solo il racconto di una realtà nuova ti apre la mente e ti lascia qualcosa, il mare ti rilassa ma al ritorno ti porti in patria ben poco…
    Forse un pò xchè sono imbrigliata al lavoro senza apettative su alcun tipo di viaggio e svolazzo con la mente

    Non credo sia un caso che questo tassista ti abbia raccontato le sue esperienze, la sua vita, la storia del suo paese con l’implicito invito a farne una documentario, credo che quello che siamo sia spesso più chiaro agli altri ( sconosciuti compresi) piuttosto che a noi stessi ma in forma aleatoria, mandiamo inspiegabilmente dei segnali che qualcuno coglie, forse perchè particolarmente ricettivo o forse solo xchè in quel particolare momento ha bisogno di raccontarsi e trova orecchie pronte all’ascolto.
    Buon proseguimento!!!

  15. Ciao Sabrina volevo farti sapere che la proiezione di Draquila qui a München ha avuto grande successo. Cinema pieno (moltissimi italiani) risate amarissime e un lungo applauso a fine proiezione. Brava e grazie.

  16. Volevo solo precisare, che la mutua non paga l’analisi agli argentini ,non ci sono siringhe negli ospedali ….figuriamoci l’analisi!!!
    Quello che si dice Mostro Noble ,del origine dei suoi figli è una cosa molto seria x essere trattata con tanta leggerezza.Meglio documentarsi ,prima di scrivere certe cose ,No?

  17. Sabina,
    divertente e, come sempre, accanito il tuo sguardo.
    Mi sorprende un po’ il fatto che ti colpisce il fatto che ” tutto è un pò rottino” a Buenos Aires.
    In fondo Buenos Aires ci stà gia insegnando che l’estetica architettonica ed il design sono cose che soffrono. Soffrono di bisogno di mantenersi ‘giovani’… come certe signore.
    L’Argentina fa quello che può, credo… ed è moltissimo.
    Da quello che ho capito ci scrivi di una prima impressione. Lo fai benissimo, con molta generosità… curiosità…
    Ma il vero fascino dell’ Argentina si assapora lentamente, nel tempo…
    La generosità si fa sentire in modo costante, implacabile struggente. Loro non vogliono niente in cambio.
    Stiamo parlando di un paese che non cessa di sorprendere, e quasi sempre, positivamente.
    Pieno di simboli, segnali onirici e di spirali di magia, si attorciglia attorno al tuo cuore.
    Spero che potrai assaporare il suo sapore, scoprire le sue tante sorprese, anche quelle modernissime, e quelle del futuro che forse saranno lontane anni luce della technologia asfixiante e disumana del vecchio, stanco ma anche elegantissimo ‘signor occidente’.
    Un abbraccio virtuale,
    Sumito.

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