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VANITY FAIR INTERVISTA SABINA GUZZANTI

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Vanity Fair intervista Sabina Guzzanti

Precisazioni sulla mia intervista rilasciata a Vanity Fair

Oggi è uscita una mia intervista su Vanity Fair. Lo stile è quello e non discuto, da anni mi sono rassegnata a vedere le mie parole tradotte in una lingua aliena e al fatto che in questa traduzione si perda molto.

Questo vale per tutti i giornali, non per Vanity Fair in particolare che anzi, rispetto ad altri ha tanti pregi. Sono costretta però a smentire con urgenza una grave inesattezza che mi viene attribuita.

In copertina scrivono che io avevo le intercettazioni (riferendosi allo scandalo grandi eventi) da prima.

La cosa è inventata di sana pianta. Quello che ho detto è che, stando lì (a L’Aquila) e osservando la Protezione Civile in azione, era chiaro a tutti che c’era qualcosa di strano e, di questa faccenda dei grandi eventi di cui l’opinione pubblica non sapeva nulla, lì si parlava costantemente.

Detto questo è sempre un piacere poter parlare qui con le mie parole senza interpreti. Ho visto che il trailer vi è piaciuto e ne sono felice.

Un abbraccio, Sabina Guzzanti.

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23 Commenti

  1. Ok sabì ,,, andrò a vedere il film, il trailer promette.
    Ma quando ci decideremo ad ascoltare tutti ( o almeno le persone oneste ) Monicelli, io mi candiderò prima come cacciatore e poi come boia .
    Non è più tempo di resistere, non c’è più nulla per cui farlo ,,, che eravamo fregati lo dicevamo già dieci anni fa .
    Ora è tempo di riconquistare ,,, e non mi sembra ci siano rimasti metodi democratici per farlo .
    Un abbraccio ,,, dea madre .

  2. Carino il trailer, un po’ troppo parziale, però c’entra il pensiero alla base della politica berlusconiana o meglio, di Berlusconi.

  3. Grazie Sabina, del trailer, del film e del chiarimento: di quest’ultimo non c’era bisogno!!
    Anzi, a pensar male… a giugno riproporranno la legge sulle intercettazioni, meglio cominciare a diffondere concetti da usare poi nei dibattiti: “qualcuno aveva e intercettazioni prima che fossero rese pubbliche !!”…

  4. “È impossibile aver la meglio su un ignorante usando degli argomenti.”
    Così diceva Samuel Taylor Coleridge.

    Del perchè è spiegabile con l’incapacità di quest’ultimo di comprenderli gli argomenti ( solide dimostrazioni razionali ) per affidarsi di più alle opinioni ( malleabili e distorcibili ) del più arrogante .
    Dunque partendo da qui anche un film sui latrocini dei preti e dei fascisti a L’Aquila sarà un solido argomento che servirà a rafforzare le convinzioni degli oppositori a questo regime clerofascista, cioè dei già convinti della sua bestiale criminalità, ma che non sposterà di una virgola le convinzioni del pecorume ignorante che lo appoggia – notate a questo proposito che secondo ultime statistiche quasi l’80 per cento degli italiani è incapace di comprendere ciò che è scritto .

    Servirà ben altro per rovesciare il sistema .

    Una cosa sicura sarà la morte per consunzione naturale del pidocchietto padano ,,, ma ci sarà da aspettare e soffrire inerti, non è detto infatti che il tizio buffo muoia tra breve, io ad esempio sto ancora aspettando la felice dipartita da questo mondo di quell’altra bestiola clericale che risponde al nome di Andreotti , e quando sono nato io questo tizio era già bello maturo e saldo al potere.
    Un’altro metodo “democratico” per liberarci in breve tempo di questi pidocchi è il ricorso ai vecchi metodi di lotta proletaria ( già mi immagino tante menti ottuse che volgono lo sguardo da un’altra parte ) , metodi peraltro ai quali hanno fatto bel ricorso appropriandosene i fascisti durante la legislatura Prodi, ovvero lo sciopero selvaggio e io insisterei ad oltranza e il boicottaggio sistematico e feroce .
    Ricorderete senz’altro lo sciopero dei camionisti che mise in ginocchio l’Italia durante le festività natalizie del 2007, quello dei tassisti romani ( a proposito vi segnalo che queti ultimi sono tutti fascisti ,,, guardatevene bene !) che spinsero Bersani e Veltroni a scendere a patti con loro ,,, ecco è questo il punto ,,, se proprio non si ottiene l’obiettivo primario di spazzare via il sistema si spinge la controparte con questi ancora efficacissimi sistemi almeno a scendere a dei compromessi.
    E poi c’è il boicottaggio del quale ho sempre parlato anche qui ( ne parlava bene anche Eco ) e praticato e che viene sempre trattato con superficialità e come espedimento naif, mentre ci si dimentica che uno dei fondatori del popolo viola, Mascia, subì violenza fisica: i picciotti di mediashopping lo “corcarono” di botte e gli ficcarono una scopa in culo per la sua iniziativa di boicottare il Biscione ( BoBi ) ,,, un metodo quindi che se ben coordinato e applicato ( qui sta il problema ) dà molto fastidio a chi intende solo il valore del denaro e da non sottovalutare nelle sue ricadute pratiche .
    L’unico metodo veramente rivoluzionario a mio parere ,,, non consumare !
    Per coordinare questi metodi servirebbero i potenti mezzi di informazione di una forza di opposizione convinta come lo erano i fascisti che li attuarono nel 2007 ,,, che purtroppo al momento attuale non abbiamo, vedendoli invece piuttosto conniventi e collusi col regime .
    O potremmo fare da noi come ha fatto il popolo viola per organizzare una manifestazione coronata dal successo ,,, rivelatosi però sterile .

    Poi è chiaro insistono anche altri metodi, che però non sono ben accetti dai benpensanti, e sono i metodi non democratici.
    Quelli che sta attuando in Kirzighistan in queste ore il popolo stufo dei latrocini e della criminalità dei padroni insediati dai russi e dagli americani o quelli delle magliette rosse in Tailandia che hanno occupato la sede della tv pubblica .
    Ma per vedere attuati questi serve ancora più miseria e disperazione diffusa ( non si dispera quindi ) capace di imprimere coraggio anche nel popolo più beota e telerincoglionito .
    Per l’inno io insisto a vedere e udire bene ancora ,,, Bella Ciao !!

    Bisognerebbe organizzare delle cellule di Liberazione Nazionale organizzate in Brigate comandate da elementi capaci di segnarsi i nomi e colpire i delinquenti .
    Lo può fare il nano inventandosi i paladini delle libertà, i circoli della libertà ,,, perchè non possiamo farlo noi ?

    P.S. Dedicato a Bobo.
    Se fosse così come dici non si vedrebbero i motivi per cui il tuo padroncino si affanna tanto al punto di rischiare la galera anzitempo per epurare chi parla male di lui dalle aziende pubbliche e private in suo possesso .
    Piuttosto quello che dici conferma l’efficacia di voci non appecoronate, perlomeno contribuiscono a dar forza e rinsaldare l’esercito degli uomini liberi .

  5. Sospeso in aria il punto di vista si allarga………gli uomini diventano piccoli come formiche, le vie maestre divengono sentieri in cui nitidamente si vedono gli arrivi e le partenze dei tracciati.
    Si rimane in attesa del gesto di inizio. Accadrà?
    Nelle nobili regole della scienza, per ogni azione si ottiene una reazione.Ad ogni passo avanti eseguito sul percorso, corrisponde un passo in meno alla fine del medesimo.Le cose non sono mai del tutto uguali al pensiero originario.L’ovvio è la spugna dei mentacatti, tutto assorbe.
    Potrei continuare con altre banalità, ne dico solo un altro paio: Volante Rossa e rivolta armata, due fantasmi che non fanno più paura, se rimangono parole scritte…….

  6. Ho visto il Trailer! Complimenti Sabina! Sei la “Michael Moore italiana”! Solo con meno barba e più tette! Beh… con meno barba, sicuramente… Ricordo che quando mi capitò di vedere al telegiornale quella povera vecchia disperata davanti ad un Arcangelo Berlusconi con annesso cappellino giallo dire – Aiutaci Silvio- e lui, gongolante, abbracciarla e prometterle il sicuro ingresso in paradiso pensai…
    – Come cazzo fa sta telecamera ad essere sempre lì al momento giusto?
    Ma è l’Italia dell’Arcangelo… quella del Vedo / non vedo… quella del rubo / non rubo… Noooooon ho mai avuto rapporti con puttane e mafiosi…
    meno male che qualcuno può ancora permettersi i di mettere il culo su un vassoio per darci modo di poter rifiutare il piatto del giorno…
    Guzzanti, Luttazzi… Una voce che viene dal basso, da chi ascolta e cerca di capire… Senza che un Minzolini debba dirci cosa pensare…
    Grazie Sabina per la lotta che, temo, sarà ancora lunga.
    Tu sei bella e giovane (pur non somigliando a Moore) ma l’Arcangelo ha un erede naturale…. Che oggi parla solo di mediaset premium .. e domani avrà un saaaacco di processi da evitare.

    Un bacio.
    A.

  7. ho visto il trailer ed ho istintivamente esclamato (e fidati,questo è un gran complimento):” E’ ‘na pazza!”
    che tradotto significa che dici quello che pensi come ti pare alla faccia de chi te vo’ male.
    a me il titolo non fa impazzire, ma fa niente…almeno è frutto della rete:-)
    un gran in bocca al lupo per il lancio.io ne parlerò per quanto mi riguarda.
    baci

  8. Ciao Sabina

    Purple Rain è difficile da cantare in coro, a meno che si decida di cantare il solo ritornello che poco comunque non è

  9. Faccio capolino dall’orrido mondo della comunicazione perché chiamato in causa e, quindi, in debito di una precisazione. Sono Luca Dini, il direttore di Vanity Fair, e il titoletto incriminato in copertina è una nefandezza tutta mia.
    Non mi sarei mai sognato di attribuire davvero a Sabina Guzzanti un’affermazione che sarebbe inventata di sana pianta, e oltretutto con le gambe corte, perché in palese contrasto con la bella intervista che abbiamo avuto il piacere di pubblicare.
    Il titolo, interno o di copertina, ha un suo codice linguistico, più suggestivo che letterale, perché deve lanciare un concetto (e invogliare alla lettura) in 5-6 parole. A me pareva evidente – e sicuramente sbagliavo – che «Io le intercettazioni le avevo viste prima» non significasse letteralmente il possesso delle intercettazioni, ma l’aver saputo vedere, prima dello scandalo, un andazzo che era già evidente, e che noi dei media avevamo pigramente ignorato. Se avessi avuto dubbi, sicuramente avrei fatto un titolo diverso. Con il senno di poi, due virgolette intorno a “viste” avrebbero forse evitato equivoci. Con il senno di poi, appunto.
    Tutto questo per dire che non ci permetteremmo mai di inventare un’affermazione tanto «pesante», e se inconsapevolmente lo abbiamo fatto, ne chiedo scusa a Sabina Guzzanti e a tutti voi.
    Luca Dini
    Vanity Fair

  10. “Che qualcosa non andasse a L’Aquila, io l’avevo capito prima che si leggessero le intercettazioni”

    Ecco, questo era il titolo corretto. Meno accattivante di quello strillato in prima pagina, parecchio più lungo, molto più noioso/burocratico.

    Effettivamente sarebbe bastato scrivere “visto” tra virgolette, e il senso sarebbe stato più chiaro. Comunque è raro, ed apprezzabile, che un direttore si assuma le responsabilità degli errori che può aver commesso.

    Una perla, in quell’orrido mondo che pullula di “bravi” che si specializzano a spacciare per assoluzioni le prescrizioni o a diffamare con qualsiasi mezzo gli avversari dell’editore di riferimento.

  11. Un titolo ha solo il dovere di essere evocativo dell’articolo per poi essere da quest’ultimo ridimensionato. E’ una banale regola del giornalismo. Mi sembra che quello sulla Guzzanti abbia assolto al proprio dovere. Il problema è un altro: Vanity avrebbe dovuto essere meno ingenuo e fantasioso visto il tipo di personaggio che ha intervistato. Sono una donna di sinistra nel DNA, adoro Santoro, Travaglio, Grillo, e tutti quelli che, in qualche modo, mettono in difficoltà la mia parte politica e cercano di costringerla a darsi una mossa. Lei, signora Guzzanti, vorrebbe essere una di loro, ma il suo approccio non è construens, bensì sempre e solo destruens. E’ capace solo di sputare veleno e chiunque commetta un seppur lieve errore diventa il suo peggior nemico. Per chi non se lo ricordasse, in una puntata di Annozero, ha dipinto Riotta (Gianni mi manchi!!!! ) come il peggiore dei giornalisti del mondo, aggiungendo che tutti i giornalisti della Rai rubano il posto a professionisti più validi. Ecco, signora Guzzanti, si lamenta di un titolo che fa semplicemente il mestiere di “titolo”, ma si sente libera di fare dichiarazioni pesantissime su chiunque. Oppure penso al suo intervento in Piazza Navona in cui ha detto davanti a centinaia di persone (o milioni?…) che la Carfagna è lì al suo posto perché “ha succhiato l’uccello” di Berlusconi. Anch’io trovo indecente che quella donna ricopra la carica di ministro, ma probabilmente la sua affermazione è più inesatta dell’innocente titolo di Vanity e, per di più, ha rovinato una bella manifestazione facendola scivolare nel becero. Spero, signora Guzzanti, che lei per prima cominci ad essere un pochino più precisa nelle sue affermazioni prima di scagliarsi contro la mancanza di un paio di virgolette.

    Rinfreschiamoci la memoria:
    Guzzanti vs Riotta:
    http://www.youtube.com/watch?v=ijabwW4jhF0

    Guzzanti vs Carfagna
    http://www.youtube.com/watch?v=lUxaDoJzM9w 

  12. Signor Dini, lei crede sia sufficiente riportare le sue scuse (e relativo chiarimento) solo sul blog? Io credo che dovrebbe rimediare con un’altra ‘copertina’, virgolettando: «Io le intercettazioni le avevo “VISTE” prima». Non sarebbe male se riportasse sul suo giornale tutta la ‘precisazione’. (forse lo ha già fatto?) Penso che solo così potrà riscattare interamente l’errore commesso (per quel che mi riguarda).

    Resto in ‘attesa’ di un gentile e ‘sollecito’ riscontro 😉

  13. arrivo a lavoro e in cima alla pila delle riviste di modelle scosciate e uomini impanati delle ragazze del turno prima, vedo scritto il tuo nome…COME SI AZZARDANO ANCHE SOLO A PRONUNCIARE IL SUO NOME!!! e infuriato mi precipito a pagina 144 per scoprire anche la + piccola falsità.
    a parte la storia delle intercettazioni (…il fatto che tu abbia chiarito dimostra la tua chiarezza e trasparenza) ho scoperto questo bellissimo sito che visito per la prima volta, e il l’uscita del tuo nuovo film.
    spero sia nello stesso stile di viva Zapatero…sei stata la prima a farmi aprire gli occhi.
    ti seguirò nei prossimi giorni…ciao sabina

  14. Auryn: non ho mai pensato che la questione potesse risolversi sul blog. Semplicemente mi sembrava doveroso, tanto per cominciare, venire qui a spiegare. Sicuramente ci torneremo sopra nel giornale. Non l’abbiamo «già fatto» perché, essendo un settimanale, usciamo una volta a settimana.
    Pepe: sicuramente pubblichiamo «modelle scosciate e uomini impanati», ma non estorciamo interviste, e abbiamo grande rispetto per le persone intelligenti. Senza escludere che possano essere scosciate. O impanate (bella definizione, by the way).
    Luca Dini
    Vanity Fair

  15. Vorrei capire come mai il mio primo commento non è stato pubblicato. Forse perché criticavo la signora Guzzanti? Mi viene da pensare questo perché ho rispettato tutte le regole del blog. Gradirei una risposta.

  16. Fair… Play a Luca Dini per gli interventi !
    Magari bastava un “le avevo previste” o un “le prevedevo”…
    salvano titolo, capacita’ di Sabina e chiarezza.

    ps. complimenti per il Suo lavoro

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