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Tsipras le elezioni farsa

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Tsipras elezioni farsa

Tsipras elezioni farsa

Sulle elezioni in Grecia l’opinionismo si esericita su questi punti:

a) Solo la metà dei greci ha votato

b) Non c’è nessun clima di festa come c’era invece alle politiche e alla vittoria del no.

c) Tsipras ha fatto fuori il gruppo alla sua sinistra e si alleerà di nuovo con la destra radicale

d) Tsipras dovrà fare nei prossimi mesi tutto quello contro cui si è sempre battuto.

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Su ogni quotidiano e immagino stasera e domani in tv, gli esperti si eserciteranno a ricamare su questi argomenti, ognuno cercando di trovare una chiave leggermente diversa dagli altri, questione di sfumature, per giustificare il proprio ruolo.
Noi spettatori avremo comunque la sensazione abbastanza netta che si tratti di una farsa e se ne abbiamo la forza, seduti sul divano nelle prossime sere commenteremo:

a) Per forza la gente non va a votare se qualunque cosa voti, la politica deve essere per forza una sola.

b) Certo che non c’è un clima di festa visto che le condizioni di vita già durissime diventeranno ancora più difficili.

E rispetto ai due punti successivi ci divideremo: ci sarà chi dice Tsipras è un coglione e/o un traditore e chi dice non ha alternative, può solo stringere i denti e sperare che l’FMI convinca i tedeschi a ristrutturare il debito.

Noi spettatori penseremo al solito che gli esperti che parlano e scrivono sono dei mestieranti. Gli esperti penseranno al solito che la gente è sempliciona, condizionabile e impreparata.

Nessuna di queste opinioni inciderà sulla realtà, non perché discutere sia inutile ma perché nessuno propone un sistema economico e politico diverso da questo. Per questo la discussione è finta come sono finte le elezioni in Grecia e direi ovunque sul pianeta.

Qual è il sistema economico alternativo? Il ritorno al socialismo? La socialdemocrazia?
Io direi un sistema che rimetta il denaro al suo posto. Che il denaro torni ad essere semplicemente un mezzo di scambio e non possa mai diventare il fine di nessuna impresa.
Io vorrei una società in cui sia politicamente e culturalmente inibito ogni gesto che abbia come fine principale l’arricchimento. Che si tratti di una fabbrica di automobili o di un libro, di ricerca scientifica o di agricoltura. Non si tratta di abolire il denaro, né di impedire ai più capaci di avere le giuste soddisfazioni. Ma di fare in modo che il denaro non possa essere una ragione di vita per nessuno.

Non soni i soldi il problema. E’ l’accumulo smodato di capitale che porta e ha sempre portato a guerre e catastrofi ambientali e sociali. E non esistono ricchezze smodate che non siano state costruite con la prepotenza e la rapina. E la prepotenza e la rapina non sono compatibili con la democrazia.

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4 Commenti

  1. Si calcola che oggi il denaro virtuale (generato puramente dalla finanza) è diventato dieci volte quello reale. L’effetto penso ovvio sia uno sfruttamento sempre più intenso ed esteso di risorse umane e risorse naturali, per dare una base reale a quello che è stato fatto nascere in modo astratto.

    Si parla sempre di movimenti dal basso, ma perchè non c’è un movimento dall’alto, premi nobel, ricercatori, artisti, persone dello spettacolo che si mettano insieme e formino almeno un gruppo organizzato di opinione. Un movimento in grado di comunicare e generare colpi di scena almeno mediatici per portare ad avanzamenti sacrosanti nella politica internazionale.

    Siamo in un’epoca in cui odiamo le ideologie cattive e anche buone, il collettivismo e anche il senso di collettività, il dittatore ma anche ogni leader. Forse un gruppo di persone intelligenti, famose e disinteressate potrebbe farcela ad introdurre qualche cambiamento se formasse un gruppo unito.

    E’ giusto partire e lottare dal basso, ma perchè chi ha il potere della conoscenza, dell’intelligenza e della fama non lo usa facendo rete. Perchè ogni grande personalità va per conto suo, frammentato nella sua singola eccellenza?

  2. Non credi che il M5S abbia i tuoi stessi obbiettivi? A parte Dario Fo che parteciperà alla festa di Imola, perché tanta indifferenza verso chi sta tentando davvero di cambiare in meglio l’Italia? Buon lavoro Sabina

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