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Tragedia Lavagna, una lezione per chi?

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Tragedia Lavagna, una lezione per chi?

C’è qualcosa che lascia molto perplessi nel discorso della madre del ragazzo che si è suicidato a Lavagna.
Una sorta di predica ai giovani “sbandati”, quando ci saremmo aspettati tutti di sentire una donna sconvolta dai sensi di colpa.

Salta agli occhi la contraddizione di una madre che predica ai giovani di comunicare senza la mediazione dei cellulari, di guardarsi negli occhi, proprio lei che si è rivolta alle forze dell’ordine per risolvere un problema con suo figlio.
Si sbaglia nella vita, si fanno errori anche gravi e irreparabili come questo.

 

I genitovi adottivi del ragazzo suicida di Lavagna durante la celebrazione dei funerali

Quel discorso pronunciato al

funerale però ci fa venire il dubbio che questa donna, sia ancora convinta al cento per cento di stare dalla parte della ragione.
Ci sorprende come dei pensieri scritti per schierarsi con forza dalla parte di ciò che è buono e giusto, risultino tanto grotteschi.

Non sappiamo niente del suicida se non che aveva quasi 16 anni, che fino a poche settimane fa andava bene a scuola ed era considerato un fico.
Sappiamo che aveva cominciato a fumare hashish e che aveva confessato di avere un po’ di fumo in camera sua.
Sappiamo che mentre la madre assisteva alla perquisizione della guardia di finanza che aveva chiamato lei, lui ha deciso di togliersi la vita.

Non so chi possa utilizzare la sua storia per dare una lezione a chi.

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