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Scalfari e la batosta del PD

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Scalfari e la batosta del PD

L’analisi al commento di Scalfari sulla batosta presa dal PD

Proprio mentre pensavo a come la nostra classe dirigente e la sinistra in particolare abbia sottovalutato la questione Berlusconi quando si era in tempo a fare qualcosa, mi è caduto l’occhio sul giornale che ho comprato ma non avevo ancora aperto.

Scalfari scrive del congresso del pd. Prende spunto dal fatto che in un talk show della sette, Veltroni e D’Alema sono stati definiti dei cretini.

Io stavo proprio pensando per l’ennesima volta che questi errori sono sostanzialmente riconducibili alla vanità.

Che siano cretini o intelligenti sono persone in modi diversi molto concentrati su sé stessi e poco sul mondo, loro due e la maggioranza di quelli che lì dentro hanno potere.

Dice Scalfari non è vero che il pd ha preso una batosta se lo si confronta con le batoste degli altri partiti della sinistra europea.

Argomento che trovo specioso poco utile al nostro caso in cui il tema non è la debolezza della sinistra ma la sconfitta della democrazia. dice non era facile mettere su il pd in così poco tempo è stato un miracolo.

Altra affermazione discutibile. non ci sembrava un progetto credibile quello del pd quando è nato e i fatti ci hanno dato ragione.

Si che miracolo stiamo parlando e qual’è il merito di avere fuso due partiti che dissentono radicalmente su punti fondamentali, che non si sa su quali punti siano d’accordo?

Dice Scalfari, certo bisogna tornare a fare politica sul territorio. e chi ha sventrato la struttura che era già in modo così efficace e sperimentato ben radicato sul territorio in nome di un partito “leggero”?

Una parola che nella comunicazione viene fatta passare come una qualità dell’anima una citazione letteraria e che nella concretezza ha significato abolizione di quel poco di partecipazione che c’era?

Non si sa cosa si intenda per “leggero” come non si sa che significhi la parola “riformista” visto che non c’è nessun accordo su quali riforme fare né tra i dirigenti, né ancora meno tra i dirigenti e l’elettorato?

Dice Scalfari, Veltroni ha detto che più che vincere l’importante è svegliare l’italia dall’ipnosi in cui una parte del paese è caduta. dice, questo ha detto il cretino, come a dire, può un cretino fare un’affermazione così profonda?

Anche questo argomento non so cosa ne pensiate voi non mi pare incisivo. Cosa ha fatto quest’uomo che ha avuto tanto potere in questi anni, che ha pure avuto la possibilità di rifondare il suo partito per risvegliare e cambiare l’italia?

A dirlo siamo capaci proprio tutti e in tanti sappiamo dirlo in modo più appassionato e convincente di Veltroni.

Ancora una volta andando a stringere qual’è il senso dell’editoriale?

  1. dire io sto con Veltroni (quindi Franceschini? A proposito non di cretini ma di non classificati, non pervenuti, non eletti, non nati, non formati);
  2. dettare quali sono secondo scalfari i punti imprescindibili condivisibili solo perché generici;
  3. il solito pericoloso sospetto e a questo punto irresponsabile sfoggio di vanità: ho fatto una proposta che è stata accettata: chi prende meno voti appoggia quello che ha la maggioranza relativa.
    Perché? perché un uomo così autorevole rispettato gratificato potente apprezzato sente la necessità di mettere il cappello su una proposta così ovvia?Per poter dire se succede, hanno seguito il mio consiglio? Ho svolto un ruolo di alta diplomazia?
    Dipenderà da una promessa fatta a Scalfari che si eviti o meno una scissione? E nel caso si tratterà davvero di una scissione o di un naturale ritorno a due identità che sono state messe insieme artificialmente in nome di un sogno che, pure quello, non ci è mai stato spiegato, ci è stato semmai tradotto in inglese. Che sogno? A dream. ah ecco…

Per precisare anche il pensiero del post precedente su barbara spinelli, siamo tutti d’accordo che l’italia attraversa varie crisi e anche una crisi culturale. ci crediamo davvero che la cultura abbia una funzione? che non sia un titolo nobiliare ma uno strumento di intervento nel mondo?

Perché se è così allora c’è qualcosa in questo modo di vedere, esercitare, trasmettere la cultura che non funziona. se non funzionano i trasporti dipenderà dai responsabili dei trasporti. L’edilizia dai costruttori, ministeri, leggi sull’edilizia.

Il degrado culturale dipende davvero dall’ignoranza della gente? Dal fatto che sono così deboli da lasciarsi ipnotizzare? E’ così perché me lo dici tu che sei colto? Mi sembra che anche qui è il controllore che controlla il controllato. Cos’è la cultura? E’ la capacità di incidere, di lasciare un segno o il potere di scrivere in prima pagina? Io dico che vi dovete impegnare un po’ di più ragazzi.

Per quanto riguarda il pd è inutile e dannoso fare finta che si possa risolvere tutto con un atteggiamento semplicemente costruttivo, minimizzando le catastrofi. l’estate scorsa in qualche trafiletto abbiamo letto che il pd in campania tesserava con la camorra. L’altro ieri abbiamo letto che un assessore pd è stato assassinato da due tesserati pd a revolverate in campania.

Le parole uguaglianza libertà solidarietà non bastano a tenerci uniti. Sappiamo perfettamente, abbiamo preso atto, abbiamo sofferto, siamo già stati increduli mille volte e abbiamo ripreso atto altre mille volte che non c’è nessun modello di società condiviso. C’è un po’ di retorica, tanta zozzeria e tanto squallore, nessuna determinazione, nessuna compattezza, nessun sogno se non individuale a cominciare da quello di Veltroni.

Questo atteggiamento “costruttivo” (non abbiamo poi perso tanto, basta elencare pochi punti su cui sono d’accordo tutti) si fonda solo sulla speranza che berlusconi sia al capolinea.

Non è vero però che l’eventuale sua caduta apra spazi alla sinistra e se li apre sono solo spazi di negoziazione su affar concreti non spazi di democrazia.

Se ci fosse un’idea condivisa nemmeno sul modello di democrazia, ma sulla necessità, sul valore della democrazia, non saremmo arrivati a questo punto. ancora una volta una strategia fondata sulla presunta debolezza dell’avversario per non fare la fatica di chiedersi: che società vogliamo costruire? E che tipo di lavoro bisogna fare e chi lo deve fare?

Per quanto riguarda la questione spicciola perché poco risolutiva di chi ci auguriamo che vinca le primarie c’è poco da scegliere perché non c’è né un leader né un progetto.

L’unico che può guidare ‘sto pd in una fase di passaggio a non si sa che cosa è Bersani e vincerà per la spinta all’autoconservazione.

Marino dice cose giuste che condividiamo ma ormai le cose giuste le sanno dire in tanti, possiamo discutere su chi le ha dette prima ma l’importante è che le idee gli elettori se le sono un po’ chiarite.

Tra dire le cose giuste e guidare una bolgia come il pd ce ne corre. se vince Franceschini è Caporetto, primo perché è Franceschini, secondo perché che rimangano uniti o no i dirigenti, è l’elettorato che si scinderebbe comunque.

Quindi vincerà Bersani e saremo da capo a dodici a domandare ma che intenzioni avete? Volete fare sopravvivere il vostro apparato e ritardare la disintegrazione il più possibile o rimettere su un partito che rappresenti gli interessi dei suoi elettori?

Nei prossimi giorni ricomincio le riprese, non so se riuscirò a scrivere. Vi lascio con queste riflessioni.

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13 Commenti

  1. Un articolo demente. Buona parte del discorso si regge sul fatto che, secondo scalfari, il risultato di veltroni sarebbe stato buono perche’ alle elezioni il pd ha ottenuto il 33% dei voti ed ancora adesso sarebbero, secondo i sondaggi, intorno al trenta per cento. Non si pone minimamente il problema che l’azione politica successiva e’ stata – ed e’ – totalmente inesistente. La stupidita’ di veltroni, e di tutto il gruppo dirigente del pd – e’ di non essere stato in grado di organizzare la piu’ elementare opposizione alla deriva populistica di b. se non di averlo addirittura avantaggiato ..

    Ma in fondo scalfari si capisce, il grande merito – non detto – che riconosce a veltroni e’ quello di aver cancellato la sinistra da questo paese, un obiettivo ogettivamente riuscito, con vari mezzi a partire dalla retorica sul “voto utile” per finire alla legge tanto voluta dal pd per abbassare la soglia alle ultime elezioni europee al 4%

    Scalfari ha ragione e’ ingeneroso dargli del cretino, non e’ da tutti riuscire nullificare un partito con una storia come quella del pci in un ameba insignificante ed inutile per continuando a gestire il consenso di gran parti dei suoi elettori. Questi sono geni del male.

  2. Ciao Sabina,
    l’articolo in questione non l’ho letto, ma dalle tue parole è come se lo avessi fatto…La cosa triste di tutto questo sta proprio nel fatto che ormai la “sinistra” si concentra solo sulle debolezze del Mini B, della sua eventuale e prossima (?) caduta..ma qui si fermano e non vanon oltre. La dramamticità del tutto è che i controllori spiegano ai controllati come fare per farsi controllare meglio…E’ tutto abbastanza desolante. Sarebbe bello avere un’opposizione solida, con idee, progetti, VALORI veri…e invece è tutto e solo uno specchio delle vanità….in cui chi ci si riflette viene stegato e diventa poi come quegli altri…. Non so se andrò a votare alle primarie. Ho i calcoli alla cistifellea e non vorrei che la bile, mossa da diversi conati di rabbia, me li facesse spostare e farmi fare una bella Kolika biliare….mah…..Come dicevano Luca e Paolo in quella vecchia trasmisisone komica ” Pessimismo e sconforto”……

  3. Ps malinconico
    A Sabì…ma ti ricordi “La TV delle Ragazze”, “Tunnel” ,”Pippo Kennedy”…..Sai che a volte penso di essermeli sognati quei tempi? 🙁

  4. che noia questo scalfari…ma come fate ancora a leggerlo?? il degrado della cultura in in italia ovviamente non dipende dall’ignoranza della gente. è un po’ un serpente che si mangia la coda…. secondo me si usa troppo la parola “cultura” a sproposito. quando non si sa che dire, o il problema è troppo vasto e difficile per essere analizzato in profondità si dice…”è un problema culturale”. aboliamola sta parola…
    però ripeto un punto che per me è fondamentale: non aspettiamo che sia la società dei trasporti a cambiare i treni, ovviamente battiamoci perchè questo avvenga, ma rendiamoci autonomi.autotrasportiamoci! non si può pensare che la gente subisca tutto, sempre. che si “ipnotizzi”. secondo me questi del pd usano staparola perchè in realtà vorrebbero dire “siete dei caproni! ignoranti! fate schifo! ma come fate a votare uno che ha così poco gusto??” per non dire tutto questo dicono “come fate a farvi ipnotizzare?”. allora cercano di “svegliarci” per ipnotizzarci nell’altro senso… ma il problema non è l’ipnosi…è che se almeno la metà delle persone accetta le infamie di questo governo lo fa perchè evidentemente ha talmente tanta merda attorno che non la distingue più.
    poi che vuol dire “colto”?? queste persone come scalfari vivono poco o niente la vita di tutti i giorni, sono persone da museo, che hanno perso il contatto con la vita in carne ed ossa, affaticati come sono ad accumulare inchiostri e lettere nel cervello. qui penso si esprimano idee, non ci si mette su piedistalli di cartone.

  5. Ci sembra di capire che Scalfari creda che Veltroni abbia compiuto il miracolo di unire due anime politiche molto diverse tra loro, margherita e ds, nel pd e in poco tempo sia riuscito a fare in modo che questo partito fosse uno dei più forti della sinistra europea perché non ha subito crolli, ma solo randellate (?!).
    Perché poi Veltroni se ne sia andato con la coda tra le gambe abbandonando la sua creatura dopo questa gloriosa ‘non sconfitta’ delle elezioni non è dato di sapere.
    Il grande progetto del pd (il famigerato ‘dream’ di veltroni) ancora non ci sembra molto chiaro.
    Questi ‘pochi punti condivisi’ sono molto nebulosi e la tanto sbandierata ‘concretezza’ non si vede.
    Nessuno che ponga al centro di nessuna discussione il valore della democrazia, non a parole, ma in modo concreto, nessuno che si chieda ‘che società vogliamo costruire? e che tipo di lavoro bisogna fare e chi lo deve fare?’
    Si sente già parlare di ‘dopo berlusconi’, ma ahinoi, purtroppo siamo ancora al ‘durante berlusconi’.
    Dicono di voler essere un’alternativa di governo e poi Veltroni dice che l’importante non è vincere, ma ‘svegliare l’italia dall’ipnosi’ (?!). E qui siamo sempre alle solite: non è un po’ troppo tardi per questi discorsi? L’Italia è in ipnosi da molti anni: loro dov’erano? Dobbiamo dedurre che si siano solo appena svegliati?
    Il loro progetto per un’Italia del dopo b. è semplicemente quello di autoconservarsi e distribuire i loro uomini sulle poltrone?

  6. Mi sembra giusto ripartire dalle basi, ovvero dalla trasparenza nel dichiararsi prima di tutto a favore della democrazia, visto che di questi tempi non è così scontato. Però la smettiamo di chiamare il PD un partito di sinistra?! Guardiamo in faccia la realtà. Non solo il “dream” è simile ai democratici americani. Sembra quasi offensivo tenersi anche la parola sinistra nell’etichetta del partito.
    Saranno alla deriva, ma sicuramente non approderanno ai lidi che vorrei.
    Io ho seriamente paura del dopo-Berlusconi.
    Prima pensavo che fosse la totale incapacità degli esponenti del PD a fomentare questa situazione. Mi dicevo: “Ma come! Non esiste un momento migliore per la sinistra! Dovrebbero gioire! Un qualunque politico decente e con un pò di palle saprebbe intervenire, B non fa che fornire continui spunti per essere distrutto!”.
    E invece ora mi rendo conto che non è così. Che loro sono incapaci non c’è dubbio, ma tutto l’apparato B è veramente studiato nel dettaglio. Sono stronzi non stupidi. Non c’è un solo momento, un solo gesto che non abbia una spiegazione.
    Non c’è una battuta o una reazione che non abbia una sua posizione logica nel meccanismo di conduzione del sistema. E se una rotella scappa, l’azione successiva deve ricondurre tutto sulla “retta” via – vedi il meraviglioso rincorrersi di sparate post lodo alfano.
    E’ un sistema mostruoso a mio parere, ma ha una sua orrenda coerenza che regge.

    Sarà una lunga e fredda notte, il post-B : http://www.youtube.com/watch?v=mAqJez9AjZw

  7. un paese , sia esso civilizzato o meno , ovvero sia esso rispettoso di principi che rendono gli uomini liberi ed uguali nella loro umanità , o meno , possiede sempre una cultura; la chiameremo cultura di destra , di sinistra , fascista , la chiameremo cultura ebraica , mafiosa , omofobica , hippy , fattostà che ogni qual volta la società che vediamo ci apparirà in una determinata forma , al termine cultura aggiungeremo l’aggettivo che ci pare più appropriato , perchè la cultura di una società sono le caratteristiche delle relazioni sociali che gli individui sviluppano tra loro;
    dire che in un paese non c’e cultura , equivale a dire che in questo paese non c’e’ società o che la società che si è sviluppata non ha nessuna forma;
    ed è una riflessione interessante , perchè risponde alla domanda che cos’e’; dire non è nulla o dire è qualcosa di informe a mio parere è come dire non lo so che cos’e’;gia.
    in passato qualcuno definiva la generazione corrente come la generazione ics , ma questa generazione o le passate non sono e non sono mai state ontologicamente un’incognita, semmai il punto di domanda nasveva all’osservatore che aveva la necessità di leggere qualcosa che continuava per lui a rimanere un mistero indecifrabile , eppure l’alfabeto umano non è mai cambiato , ed i linguaggi moderni non sono poi così sofisticati;

    a partire dagli anni ottanta fino ad oggi è andata via via configurandosi una cultura di cartone , fatta di apparenze e di impressioni , catturate dalla televisione , che ha il potere di modellare a proprio piacimento questa cultura : le conversazioni se non addirittura i ricordi di infanzia si basano sulla televisione che si vedeva e che ci impressionava; i modelli coi quali quotidianamente ci ritroviamo spesso sono modelli televisivi; una società in qualche modo figlia della televisione e che oggi si ritrova a vivere un conflitto (che potrà forse portare alla maturità) con il proprio padre-padrone;
    per essere più chiaro : non sto dicendo che la televisione sia un fenomeno negativo in assoluto , può produrre anche fenomeni in qualche modo positivi , non è questo il punto , sto dicendo che comunque produce delle impressioni , posticce e cartonate che alienano quelle che sono le percezioni unmane reali riferite a condizioni reali che tali non sono , e da questo presupposto una televisione etica dovrebbe realizzarsi;

    questa capacità di modellare una cultura , sebbene di cartone (per nulla solida) , fa parte di quel grande potere che può far diventare padroni di un paese , ma tutto questo non è per nulla nuovo , vedi ‘quarto potere’ di orson welles , per ricordare appunto che l’immagine televisiva non è di per sè negativa; la questione etica nella televisione italiana fino agli anni settanta (all’età dell’oro) è stata sempre basilare per chi la conduceva , e se anche pasolini diceva in tv a biagi che la tv è una finzione e potere che uccide la democrazia , questa stessa tv è stata l’unica che nella sua sciatteria ha unito l’italia rendendola una repubblica; (quella grande cosa di tutti , dove tutti potevano usarla a piacimento quanto ne volevano)

  8. scusa sabina.
    tutto condivisibile, tra l’altro per me scalfari in questo periodo è come l’impepata di cozze a colazione, tranne questo punto che proprio non capisco:
    “marino dice cose giuste che condividiamo ma ormai le cose giuste le sanno dire in tanti, possiamo discutere su chi le ha dette prima ma l’importante è che le idee gli elettori se le sono un po’ chiarite.”
    io la vedo un pò diversa.
    per la prima volta questo partito fa un congresso serio, per la prima volta c’è uno che è fuori dal coro, o meglio, più che la persona è la sua mozione che è fuori dal coro.
    laicità, merito, contrarietà al nucleare, una posizione chiara sull’immigrazione e sul lavoro, sul berlusconismo.
    liquidarlo semplicemente come uno che dice le cose giuste ma che son capaci tutti, beh, mi sembra un pò superficiale, perchè fino adesso nel PD le cose giuste io non le avevo ancora sentite.
    e se invece lo sostenessimo?
    se invece lo andassimo a votare in MASSA e facessimo capire che vogliamo fortemente uno che dice le cose giuste e che poi magari le fa?
    che poi non è solo marino, è anche giuseppe civati, è anche paola concia, sono soprattutto idee.
    a fronte di due altre mozioni che sono la perpetuazione del conflitto d’alema veltroni, coi prestanome.
    un conflitto di persone e non di idee (e confìdivido la tua valutazione sul perchè rischia di vincere bersani).
    ma per una volta, la prima volta, in cui si può fare qualcosa di concreto per evitare che le cose vadano come questi vogliono che vadano, ma cazzo non facciamo niente?
    dai sabina.
    vota marino.

  9. esiste quindi una cultura televisiva , posticcia e fragile , apparente , che ricalca un po’ quell’estetica predisegnata che porterà alla disperazione diceva kirkergaard , ed una successione di culture e sottoculture che appaiono minori e che faticano ad emergere e a coesistere; c’e’ chi poi si lamenta del fatto che non c’e’ cultura , sottointendendo implicitamente che non si è realizzata quella cultura che si era idealizzata , e che se non unica aveva da essere per lomeno la dominante e la portante, rimanendo nella frustrazione di una realtà che non trova corrispondenza in questi ideali , e di una incapacità sia di modificare i propri ideali sia di incidere in questa realtà in cui si vive;
    purtroppo per questi , l’insoddisfazione diventa il più delle volte immateriale , perchè non si riesce nemmeno a scontrarsi con la realtà ed altre volte non si riesce nemmeno ad afferare lo scontro , e questo perchè non sono limpidi gli ideali , perchè non si riesce a capire e a chiarirsi quale tipo di cultura si vorrebbe concretizzare;
    e l’impressione è , che questi che dicono in questo modo che non c’e’ cultura stiano chiedendo aiuto , ma a chi , a coloro che in qualche modo paiono avere gli strumenti per cambiare , i politici e le società altolocate; per quanto riguarda la borghesia , esiste una cultura borghese , fatta di sapere sofisticato , di sofismo splendente , che è stato oggettivizzato e che si indossa come si indossasse un gioiello o un qualsiasi altro orpello di narcisismo , questo pensiero culturare ha come obiettivo quello di prendere la forma di un comodo divano dove poter adagiare la propria bestialità; la cultura borghese è funzionale all’edonismo nei suoi massimi raggiungimenti; (l’altra sera a cena in una casa borghese , mi guardavano male e straniti offesi dalla povertà dei miei vestiti e dei miei modi , alcuni erano perfino offesi pensavano che facessi lo snob , ‘ma come si permette lei , a mostrare la sua povertà , chi crede di essere’ , ebbene quando vado al cesso , mi ritrovo praticamente dentro un salone , ero smarrito , e dopo aver individuato la tazza del cesso , rimango incerto se poter calpestare i tappeti , tralaltro chiari , quando sono arrivato di fronte a quella tazza , non ce l’ho fatta , avevo sintetizzato in quel momento che cosa potesse essere la depravazione) la cultura borghese è un contorno che si mette per imbandire la tavola , quel gioiello narcisistico , quella depravazione di piacere che è diventata natura;
    la cultura politica , invece ha concluso un ciclo , non è più il grande punto di riferimento , e ci ritroviamo con gli ultimi vecchi che si sono ritrovati a prendere il treno del sessantotto sapendo che da qualche parte comunque sarebbero arrivati , alle prese con una giovinezza che gli è passata chissà come sotto mano , e che oggi non ci stanno e vogliono ancora un’altra possibilità , vogliono tornare giovani a correre dietro alle ragazzine , vogliono tornare giovani a mitizzare la grande impresa , e stanno ancora lì a vivere un presente che non serve a preparare il futuro ma a recuperare un passato (idioti : l’altro giorno ho sentito un direttore di giornale che diceva noi abbiamo fatto il sessantotto , ed abbiamo cacciato quei porci vecchi che stavano al potere; tocca adesso a questa generazione fare il loro sessantotto e cacciare noi vecchi porci , e lo diceva quasi orgoglioso che nessuno potesse togliergli la seggiola da sotto; il sessantotto è stato fatto , con tutto quello che ne è conseguito , e non avrebbe senso ripeterlo sarebbe tragico ripetere una esperienza già vissuta (è come se un giovane oggi vorrebbe tornare a ripetere le esperienze dell’asilo per recuperare la sua infanzia) , nessuno vuole fare il sessantotto per diventare un vecchio porco intento a salvare una vita già vissuta;

  10. non condivido questa posizione di Scalfari, e non so che gli è preso per appoggiare cosi a spada tratta il Pd e sopratutto Veltroni e la sua corrente.
    Ho 26 anni, ed ho votato solo una volta alle europee del 2001… una classe politica che riesce a non far votare ragazzi della mia età ( da sempre i più appassionati ) è una classe politica da eliminare in toto. Non lo capiranno mai, e comunque rimarranno ai loro posti!!!

    … ho anche pensato di votare alle primarie Marino, perchè almeno basa la sua candidatura sui capisaldi della sinistra, e lo fa bene…. ma poi visto che non raggiungerà mai il 51% alle primarie andrà a finire che appoggia Franceschini , non voterò..anche questa volta.

    P.S. qualcuno dice agli altri schieramenti di Sinistra ( sinistra e libertà, rifondazione, comunisti italiani ecc) che per avere voti ed essere rieletti, si spera….
    devono farsi vedere per strada!!!!!!!!!!!!!!!e non sperare d’essere chiamati a porta a porta, ballarò, annozero ecc ecc

  11. cultura , è un insieme di caratteri umani che l’individuo acquisisce all’interno della propria società ed oggigiorno è in continuo mutamento; piccoli o grandi cambiamenti , il più delle volte inconsci altre volte impercettibili da parer che nulla è mutato , a volte è la stessa cultura in continua strutturazione e ristrutturazione che aggrega e disaggrega in un divenire semplice da capire se sintetizzato in un passaggio di stati , un arricchimento ed un depauperamento , altre volte il passaggio culturale avviene tramite una frattura;
    in tutto questo spesso per alcuni risulta evidente il depauperamento , quell’impoverirsi che rischia di estinguere determinati caratteri , ed è ricorrente in questi quasi la paura di perdere qualcosa senza poterla più recuperare : questo che ho appena scritto in realtà fa parte di un pensiero più generale ed alto che fa parte dell’esistenzialismo , ed ha come oggetto la vita e la paura di perdere la vita , e all’interno di questa le paure-matrioska del perdere l’adolescenza , perdere la giovinezza , perdere noi stessi;
    la vita si consuma , come le sue fasi , e ciò che più non si sopporta è il non riuscire a cogliere l’essenza di tutte queste cose; personalmente io ho la nausea della mia adolescenza , e della mia giovinezza , ciò che voglio adesso è la maturità e non c’e’ malinconia per queste appena elencate;
    intorno a noi vi sono una serie di linee d’ombra , al di là del quale non sappiamo vedere chiaramente , e sta a noi scegliere quali superare e quali no , i più abili sanno vedere anche al di là , altri rimangono incerti a volte improgionati in quella linea d’ombra;

    la cultura vive dello stesso paradigma; il cambiamento culturale lo si può sintetizzare con la modernità , e l’opposizione a questa viene definito come un atteggiamento da conservatore reazionario; senza entrare nei dettagli , dico che questa modernità portà con se mutamenti che possono essere definiti oggettivamente positivi ed oggettivamente negativi , poi ve ne sono altri che sono correlati tra loro in una relazione di causa effetto , a noi sta la capacità di saper vedere e saper giudicare; per quanto mi riguarda , le culture possono essere le più diverse e si possono aggrovigliare e generarne di nuove e via dicendo , e questo a mio avviso può avvenire in una sola maniera , ovvero quella di mantenere una base di civiltà; è più corretto per me domandarsi , e verificare se esiste questa base di civiltà;

  12. Ve lo confesso senza troppa vergogna: non ce l’ho fatta proprio a votare per le primarie. Di fatto non credo in nessuno dei tre come segretario di partito. Mi sono arrovellata per giorni e giorni per arrivare alla conclusione più logica, più sana, quella che paradossalmente non avevo neppure preso in considerazione! E non sono affatto pentita…

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