Home Politica Rolling Stone, Sabina Guzzanti su “De Andrè speciale Fazio”

Rolling Stone, Sabina Guzzanti su “De Andrè speciale Fazio”

CONDIVIDI
Rolling Stone Sabina Guzzanti De Andrè Fazio

Rolling Stone, Sabina Guzzanti su “De Andrè speciale Fazio”

L’ho scritto per il sito di rollingstone.com, vorrei che lo leggeste anche voi. Non è per mettere le mani avanti, è proprio un periodo in cui mi interessano solo i racconti che comprendono la loro costruzione.

In questo caso, tutto comincia da un sms lunghissimo che arriva e mi dice:

“ti va di scrivere su De André speciale Fazio?
Ma non è che Fabrizio era un musicista mediocre ( per esempio musicalmente negli anni 70, dopo arrangiamenti degli anni sessanta di Riverberi e prima di “Crêuza de mä“)?
Un bravo studente di lettere e basta?
Un boyscoutt cattocomunista che non a caso è ancora intoccabile?
Un pretino?
E non è deteriore il “deandreismo” soprattutto se espresso da Fazio?
O invece è stata una serata civile di riscaldamento di anime perdute?
Perché non si può criticare e se lo fai sembra che pisci nell’acquasantiera?”

Da due, tre mesi, ho preso a svegliarmi tardi, tardi. Effetto della tourné. Ora non sono nemmeno in Italia. Prove di esilio. Sarà più sano che me ne vada? Che ci sto a fare in un paese dove non posso fare film, non posso fare tv e come apro bocca mi linciano?

L’sms è arrivato alle 11 di mattina e mi ha convinto ad alzarmi, perché mi eccitano le domande.
Rispondo: “De André mi piace, lo conoscevo pure e gli volevo bene. Fazio non l’ho visto ma posso immaginare. Se lo trovo su internet potrei criticare l’impostazione del programma non De André”.

Ci sono delle canzoni di De André che non sopporto. Che se ne sento tre di seguito mi impicco. Non ho difficoltà a dirlo. Ma a parte quelle, mi piace incondizionatamente.

Certo la cristianità è un elemento che infastidisce sempre. Così ormai indistricabilmente legata all’ipocrisia, che non si pensa all’una senza l’altra. E non ci piove, il suo è un approccio cristiano. Cristiano apocrifo per l’esattezza, come quello di Fo.

Che però, viene comunque percepito come un sottoinsieme del cristiano ipocrita ed è vero che è grazie a questo elemento, che si può essere accettati e anche protetti nel nostro paese.

Mi viene in mente che, prima di partire, avevo intravisto Dori Ghezzi in un tg, che diceva, più o meno, che se Fabrizio fosse vivo avrebbe in questo periodo scritto canzoni d’amore.

Una frase che suona indubbiamente loffia di questi tempi.

Per quel poco che la conosco, sono sicura che non pensa esattamente questo.

Che è solo una donna pratica, che sa come sono fatti i TG, e si muove per fare in modo che l’omaggio a suo marito sia, semplicemente, più grande che si può.

E’ l’amore che parla appunto, non l’amore universale. L’amore specifico per una persona. Si può perdonare eccome.

Cerco su internet, trovo lo speciale a pezzi su youtube.

Scorro velocemente, ma da quanto è morto? 10 anni di già?

Mi ricordo che l’ultima intervista che ha rilasciato, era piuttosto “libera” sulla questione mafia. Qualcosa come: “è molto più mafioso il governo della criminalità organizzata”.

Guardo su Wikipedia, una frase dell’intervista è citata. Ne hanno scelta una che dice:

« Se nelle regioni meridionali non ci fosse la criminalità organizzata, come mafia, ‘ndrangheta e camorra, probabilmente la disoccupazione sarebbe molto più alta. »

 

Certo potrebbe essere anche frainteso. Ma oggi tutto viene subdolamente frainteso e manipolato, tanto vale dire quello che si pensa.

Clicco sulle clip di Fazio. Che sia tristanzuolo è indubbio, direi inevitabile.

Su Google, leggo: Otto milioni di ascoltatori. Che fame che c’è di senso.

Basta l’odore della libertà. Aromi chimici come quelli dei succhi di frutta, che comunque ti fanno sentire meglio. Potevi prendere una birra, invece hai bevuto E112, che ricorda il mirtillo. Il ricordo di mirtillo può fare bene in mancanza d’altro. De André non sarebbe stato d’accordo, ma lui se lo poteva permettere il mirtillo vero. Infatti quando l’hanno rapito ha detto: hanno fatto bene.

Fazio apre dicendo che libertà è la parola che meglio racconta De André. La libertà che Fazio non si può permettere. Che nessuno degli ospiti si può permettere. Che nessuno degli autori del programma, dei dipendenti della televisione pubblica, si può permettere nemmeno di sognare, perché se la sogni, si vede. Deve sembrare che tu sia convinto di essere liberamente come sei costretto ad essere.

Continuo a scorrere le clip. Molto tristanzuolo. Gli ospiti quasi tutti invecchiati male. Sembra che nessuno abbia fatto in tempo a scegliersi la tonalità, quasi sempre troppo bassa.

La festa della retorica si chiude con una stending ovation per il suono lunghissimo di una sirena di una nave in collegamento dal porto di Genova. Giulietti, di articolo 21, scrive che il programma è stato “un esempio di tv di qualità” o qualcosa del genere.

L’assurdità più pura, ma abbiamo smesso di stupirci no?

Ci sono diverse gaffes che quando tornano a galla, mi fanno contrarre, ora questo, ora quel muscolo. Dopo l’ultimo concerto, che Fabrizio ha fatto a Roma, pur sapendo che stava morendo, sono stata piuttosto petulante nell’esprimere il mio disappunto perché non aveva cantato Don Rafaè.

Non sono stata capace di dire quello che sentivo in generale e in particolare, che considero quella canzone un punto definitivo sul dibattito sull’identità italiana. Un capolavoro. La vera riappacificazione. E da uno dei possibili esili del mondo globale, in cui non c’è bisogno di muoversi, né per scappare, né per stare in prigione. Penso a una scena di un film sull’Italia. I calciatori della nazionale, mano sul cuore, stadio pieno che prima della partita cantano:

“A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi bacio v’imploro
chillo duorme co’ mamma e co’ me
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè”

Se avessimo la forza di scegliere questo come inno, io lo canterei fiera, con la lacrima e tutto. La morale cristiana apocrifa io la trovo condivisibile: tutte le vite hanno un senso estetico ed etico, se raccontate per quello che sono. Quello che ci rende brutti, sono le bugie, la chiesa e la borghesia sono il loro regno.

Anche noi italiani, se ci cantassimo per quello che siamo, saremmo belli da vedere. Ma siamo cristiani ipocriti, appunto e non ce lo possiamo permettere.

Commenta questo post

62 Commenti

  1. Io lo speciale di Fazio non l’ho visto. Non l’ho visto perché da anni non accendo più la televisione, preferisco internet, leggo i giornali esteri, faccio tutt’altro e accendo la tv solo per vedere i dvd.
    Non posso dunque parlare dello speciale di Fazio.
    Però una domanda te la farei: se tu (magari fosse vero) fossi in tv e ti avrebbero chiesto di FARE uno speciale su De André (cioé tu al posto di Fazio) come lo avresti fatto?

  2. ho visto lo speciale di fazio su de andrè perchè amo le sue canzoni ed ero curioso di vedere come le massacravano….che dire; a parte che sono convinto che fabrizio una trasmissione così l’avrebbe odiata, a parte il fatto che la melensaggine e la lecchineria di fazio mi disturba profondamente, concordo con sabina sul fatto che gli ospiti sono quasi tutti invecchiati male e hanno cantato peggio…..non lo so,tutte queste commemorazioni post mortem e di jimi e di janis edi jim e di chi piu’ ne ha piu’ ne metta suonano false come un soldo di stagno e riescono quasi a farti disamorare di loro… proprio delle messe cantate, ci mancava solo il sagrestano che passava alla fine a raccogliere le offerte con la saccoccia!!!!!

  3. sabina non avresti dovuto rispondere alla domanda di divas… per il semplice fatto che DOBBIAMO assolutamente uscire dalla mentalità che chi critica qlc dovrebbe saper fare di meglio!
    E’ un qualcosa che il berlusconismo c’ha ficcato in testa e che fa in modo che nessuno posso più dire nulla su quello che non gli va.
    Se c’eri te a fare lo speciale qlc1altro ti avrebbe criticato ed è così che deve essere. Ma non si può CHETARE una critica per il semplice fatto che chi critica dovrebbe saper fare di più
    Non potrei criticare i musicisti, xkè non sono un musicista… e così via, regia, recitazione, canto e UDIT! UDITE politica!

  4. No, non ci stupiamo più di nulla.
    Abbiam visto di tutto, la nostra emotività è stata stuprata a tal punto dai vari servizi “strappalacrime” e dai tentativi di manipolazione via stampa, etere e la via di tutti i giorni che ne è rimasto ben poco.
    Per ritrovarla bisogna fare 6 mesi da eremiti in mezzo ai boschi.
    La nostra mente è stanca…cos’altro?
    Darwinismo sociale impera.
    Non diciamo mai, nemmeno a noi stessi, ciò che pensiamo. Fa spavento.
    Comunque:
    L’odiata ipocrisia finto-borghese serve. Siam troppo complessi, noi umani, ed anche contoversi.
    Altrimenti ci pichieremo per il posteggio, oppure riceveremo degli insulti gratuiti o meno a tutte le ore.La volgarità più spinta invaderebbe ogni cosa ecc…

    Come sempre è una questione di misura.
    E’ veleno come la medicina. Ma sempre la stessa cosa.
    Suppongo che vi faccia schifo un simile ragionamento, ma è ciò che penso.
    Com epenso che Annunziata è un insulto al giornalismo e alla logopedia.

    E che Fazio è un illustrazione enciclopedica al come un inutile inetto possa comunque farcela nella vita. O yeah!

    PS: preferisco di gran lunga il buddismo zen. Professore(defunto oramai) D.T: Suzuki su tutti! Peccato non aver tempo e pazienza.

  5. Sabina cara, per quello che ti svegli tardi tardi, vedo che alle 2 sei ancora lì che posti… C’avrai il fuso o non so che, credo.
    Lo speciale di fazio, sì l’ho visto un po’ (a causa di Faber) ma di sfuggita, fra amici e birra (qua ci si riunisce spesso verso sera): molto patetico e retorico, simil-comesichiamaquellocieco?
    Mi sono risposta da sola alla domanda che una volta m’ero posta, e cioè, la Sabi manco da fazio va? E invece è proprio come dici tu, credono di far liberamente quello che sono costretti a fare.
    De Andrè invece l’ho sempre ascoltato, ma con misura (disciamo), pur’io, eheh.
    Anch’io reputo Don Raffaè la sua canzone più grande e azzeccata, oggi più che mai, m’è sempre sembrata l’inno di tutti gli italiani… chi è che non potrebbe sentirla sua?
    (per quanto riguarda vilipendio cercherò di bissare qua a gallipoli ;-))

  6. Qualcosa sulla libertà.
    Scusate se scrivo uno sproloquio, ma vorrei raccontare che cosa succede in un altro pezzo di Europa.
    Ho vissuto un anno e mezzo in Olanda. La patria del libero pensiero, il simbolo dell’anticonformismo, il pluralismo religioso, le canne, le prostitute ecc. ecc.
    Non ho vissuto lì da turista e nemmeno da Erasmus. Ho abitato in un paesino alla periferia estrema di Amsterdam, su un lago, con il mio ragazzo, olandese. Ho visto insomma l’Olanda degli Olandesi, più che quella degli stereotipi.
    Sicuramente la televisione olandese è più libera di quella italiana (non ci vuole molto). Lì ho potuto vedere documentari sull’Italia, fatti da italiani, che mostravano cose che nemmeno io sapevo, e che da noi non si vedrebbero mai in televisione. Lo stesso per i telegiornali e gli altri mezzi di informazione. C’è sicuramente maggiore possibilità di accesso alle notizie.
    Ogni sera, in prima serata, dove noi avremmo Striscia la Notizia, loro hanno un programma sulla sicurezza stradale. Una roba da andare in coma da sonno, per un italiano. Una telecamera sulla volante della Stradale, che va in giro per le autostrade a fare multe milionarie, generalmente per eccesso di velocità. In effetti in un anno e mezzo non ho mai visto un solo incidente stradale. Funziona? Non so, magari è perché in Olanda il limite di velocità è 120, e in realtà più spesso 100.
    Sarà perché gli Olandesi sono molto più propensi di noi a dare ascolto alle prediche di uno stato paternalista, e molto più efficienti nel riscuotere le multe.

    Eppure l’Olanda, per un italiano, appare ad uno sguardo più ravvicinato come il paese dell’omologazione. Tutti hanno la stessa macchina, vivono nello stesso tipo di casette prefabbricate dell’ikea, nei paesi c’è un solo supermercato, nelle città di media grandezza ce ne sono meno di dieci, magari anche meno di cinque.
    Pur ospitando le culture più diverse, dai Pakistani ai Marocchini ai Surinamensi, la possibilità di scegliere, la varietà non solo di consumo, ma anche semplicemente nell’espressione della propria personalità e del proprio pensiero critico, è minima se confrontata con l’Italia.

    Guardando da vicino, si scopre che nella democrazia olandese esiste un Ufficio Centrale della Pianificazione, cui a ogni elezione i partiti inviano il loro programma e che elabora delle previsioni dettagliate sull’esito dell’economia in caso di vittoria.
    Così, in teoria, gli olandesi quando votano sanno esattamente dove andranno a parare. In pratica questo significa che l’intera programmazione economica è affidata all’Ufficio Centrale, che gestisce il programma informatico in base al quale le proposte dei partiti sono giudicate.
    Non basta. Gli Olandesi, da qualche anno, hanno un utilissimo programma informatico, disponibile su internet, per orientarsi al momento del voto. Si tratta di un questionario a risposta multipla, che il cittadino può utilizzare per capire meglio quale sia realmente il suo orientamento politico. Tu rispondi e loro ti dicono a che partito appartieni. Il test è sponsorizzato sulla lettera che ti arriva insieme alla scheda per votare. Sì: in Olanda si vota per corrispondenza. Per posta.
    Dicono loro, per votare più responsabilmente. Il software è piaciuto così tanto che è stato adottato anche dagli Americani alle ultime elezioni. Non è uno scherzo: http://www.kieskompas-usa.nl/

    Il punto è che gli Olandesi non sono scontenti. Non si ritengono poco liberi, meno che mai manovrati. Gli Olandesi sono fiduciosi nel sistema, nella buona fede dello stato e quasi certi che tutto è al meglio nel migliore dei mondi possibili.

    La libertà è partecipazione…?

  7. sono contenta che tu condivida Lilly. per valerio ho risposto a divas perché la conosco è una di noi e se fa una domanda è perché è curiosa non per polemizzare, almeno credo. mi smentisca se sbaglio. certo non avrei risposto altrimenti sono d’accordo con te

  8. l’articolo è bello, cattivo e graffiante come la sabina che mi piace. sulla definizione di de andrè cristiano apocrifo avrei dei dubbi: è una chiave di lettura, che vale come quella che lo vuole anarchico. personalmente lo reputo un grande poeta, anche se non supportato da una identica vena musicale. Su fazio ed il resto non avrei saputo dire meglio. forza e coraggio sabina, in tanti ti amiamo!

  9. ..lo speciale su De Andrè nn l’ho visto.. quindi nn apporto alcun commento..

    Riferendomi alle tue “prove d’esilio”.. spero che tutti coloro che sono stati colpiti dall’ “editto bulgaro” vengano riabilitati a fare televisione.. così finalmente avremmo qualche programma decente..!! E nn quelle schifezze (si salva poco..) che siamo “contretti” a sorbirci..

    Sabina.. pensa se tu prendessi il è posto il di “Porta a porta”.. almeno per 4 sere avremmo una persona di un certo calibro ad allietare le serate.. seppur in seconda serata e l’insetto (per dirla alla Travaglio) finirebbe di dire stupidaggini..

  10. GRAZIE Sabina!
    No, la mia non era una polemica, assolutamente! Solo una semplice domanda.
    Valeriobell sono d’accordo con te: il critico fa il critico, non deve sapere fare di più. 🙂

  11. ho visto lo speciale…fino alla fine. ci sono state cose molto belle come Jovanotti nel cimitero di spoon river e Fernanda pivano (miticuzza!), unica rimasta, insieme ad alda merini, poetessa italiana. Scrittori e registi come Maggiani e Olmi.

    il tutto sempre molto pacato, fuori dagli schemi, per carità, non si esce.

    Articolo molto bello. Sono d’accordo con te, Sabi. E’ inutile parlare di libertà quando la liberta non esiste. E soprattitto è inutile parlare di liberta quando ci si rende perfettamente conto (fazio lo sa, non è stupido) del fatto che non esiste, che viene negata.

    De andre credo che la sentisse la libertà, quella vera. Ci manca la sua grande testa. Il suo grande pensiero.

  12. Io dello speciale ho visto solo la parte della littizzetto, perchè mi diverte molto.
    anche a me sabi è piaciuto il tuo articolo ed il tuo “punto di vista”…
    Bellissima, ovviamente, anche la tua versione di don raffaè. 🙂
    Grazie Marghe per il tuo racconto, in effetti è molto interessante venire a conoscenza di queste esperienze…

    e Brava Sabi che te ne sei un pò uscita dall’italy, anche se per poco. beate te!
    ciaoooo!!

  13. Fiumi di sangue scorrono sulle nostre coscienze. C’è qualcosa di peggio del fascismo? Sì, è la coscienza piccolo borghese indifferente ai richiami del sangue, del dolore e della pietà. Sabina, con rispetto parlando, mavakkagher…

  14. non centra nulla ma…Sabi ma che son gia finiti i biglieitti per il palalottomatica?
    o non esistono ancora?
    cazzarola nn li trovo..

  15. l’ho visto perchè adoro de andre’e…sono di parte lo adoro tutto! il tuo articolo mi è piaciuto molto ,non hai ipocrisie, sei chiara e sincera.
    sgalla…mi dispiace , ma all’arrivo di jovanotti nel cimitero….quasi vomitavo! non parliamo degli altri………

  16. Siamo circondati dal marcio…ma non esiste solo quello. Scaviamo e ci accorgeremo che non esiste solo sporcizia. Jovanotti nel cimitero era circondato dalla soria, camminava tra la storia. Sembrava catapultato in un altro mondo. Che esistano luoghi nei quali potersi rifugiare non mi fa vomitare, ma respirare.

  17. non parlare di cristianesimo è praticamente impossibile. puòi odiarlo. puòi disprezzarlo. ma in un mondo come questo, prima o poi, ci sbatti la faccia contro e, anche per distruggerlo o sputtanarlo, ci devo perdere dietro del tempo. Cmq se ci fosse il vero cristianesimo (in alcune cose) non sarebbe male. e poi de andré aveva sempre quel suo sguardo… diverso. geniale.
    fazio aveva buone intenzioni. è innegabile. dai. ma, come sempre, si fa prendere da quel suo istinto di conservazione. si accontenta della sua illibertà.

    obiettivamente de andré avrebbe odiato certe cose del programma. ma che ci possiamo fare? non è facile fare bene. soprattutto se si ha come termini di paragone uno come de andré. dai, non è stato malaccio. (Finardi gran voce)
    qui mi taccio.
    tutto quello che ho detto è opinabile. quindi non perdete tempo a incazzarvi, vi prego.

    un abbraccio a tutti

  18. io come inno preferirei questo… una volta la mattina, una a pranzo, due a cena.

    “Non avrai altro Dio all’infuori di me,
    spesso mi ha fatto pensare:
    genti diverse venute dall’est
    dicevan che in fondo era uguale.

    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.
    Credevano a un altro diverso da te
    e non mi hanno fatto del male.

    Non nominare il nome di Dio,
    non nominarlo invano.
    Con un coltello piantato nel fianco
    gridai la mia pena e il suo nome:

    ma forse era stanco, forse troppo occupato,
    e non ascoltò il mio dolore.
    Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
    davvero lo nominai invano.

    Onora il padre, onora la madre
    e onora anche il loro bastone,
    bacia la mano che ruppe il tuo naso
    perché le chiedevi un boccone:

    quando a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.
    Quanto a mio padre si fermò il cuore
    non ho provato dolore.

    Ricorda di santificare le feste.
    Facile per noi ladroni
    entrare nei templi che riguargitan salmi
    di schiavi e dei loro padroni

    senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.
    Senza finire legati agli altari
    sgozzati come animali.

    Il quinto dice non devi rubare
    e forse io l’ho rispettato
    vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
    di quelli che avevan rubato:

    ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.
    Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
    quegli altri nel nome di Dio.

    Non commettere atti che non siano puri
    cioè non disperdere il seme.
    Feconda una donna ogni volta che l’ami
    così sarai uomo di fede:

    Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
    e tanti ne uccide la fame.
    Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore:
    ma non ho creato dolore.

    Il settimo dice non ammazzare
    se del cielo vuoi essere degno.
    Guardatela oggi, questa legge di Dio,
    tre volte inchiodata nel legno:

    guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.
    Guardate la fine di quel nazzareno
    e un ladro non muore di meno.

    Non dire falsa testimonianza
    e aiutali a uccidere un uomo.
    Lo sanno a memoria il diritto divino,
    e scordano sempre il perdono:

    ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.
    Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
    e no, non ne provo dolore.

    Non desiderare la roba degli altri
    non desiderarne la sposa.
    Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
    che hanno una donna e qualcosa:

    nei letti degli altri già caldi d’amore
    non ho provato dolore.
    L’invidia di ieri non è già finita:
    stasera vi invidio la vita.

    Ma adesso che viene la sera ed il buio
    mi toglie il dolore dagli occhi
    e scivola il sole al di là delle dune
    a violentare altre notti:

    io nel vedere quest’uomo che muore,
    madre, io provo dolore.
    Nella pietà che non cede al rancore,
    madre, ho imparato l’amore”.

    (Il Testamento di Tito, F.De Andrè)

  19. e perchè non un inno diverso per ogni stagione? oggi andrebbe bene “il bombarolo”, e lo dedicherei ai partigiani che stanno lottando in palestina. Coraggio ragazzi…
    P.S. anche fazio è in cerca di “crediti”, ma non è da biasimare. la dignità sabina la paga con la censura: in cambio ha diritto a potersi riflettere allo specchio senza vomitare.

  20. Leggo quando posso, ma solo oggi mi registro, dunque salve a tutti!
    Ampiamente condivisibile l’articolo, ci sono delle parti che sottoscriverei in pieno ma diverrei un’altra dei tuoi “prodi” che non sanno far altro che assecondare ogni tuo dictat. Dunque ribatto solo su alcuni punti, tanto di elogi ce ne sono fin troppi. (Meritati, e ne sono convinta!)
    Ho intravisto il programma di fazio, non tutto a dire il vero. Ma abbastanza per apprezzare l’ottima interpretazione di Franco Battiato, e se la sua vecchiezza è marcia allora la libertà ha un sapore di acredine grigia, e vorrei respirarne continuamente. Dori Ghezzi l’ho trovata stanca, e Fazio a metà tra il patetico e il convinto. Comunque sia, il sentimentalismo esasperato credo fosse solo sincero, ad oggi. Troppo scomodo un tempo, ma sai, a volte la morte ha contribuito alla creazione di miti utili per dare una sorta di legittimità ad idee altrimenti poco edificabili. Quelle di Fabrizio lo erano davvero, poco edificabili intendo. Soprattutto oggi. De andrè diventa un “mito” perchè non esiste la prassi che dovrebbe seguitare a tanta sincerità di giudizio di cui tutti, chi più chi meno, ci sentiamo portatori. Lasciano che diventi un mito per un semplice motivo: la nostra pigrizia mentale. Non lo temono, si marcia su questa che è diventata caratteristica fondante dell’italiano medio: grande pensatore e paroliere ma è al pensiero che resta ancorato. Ci siamo tutti dentro, chi più chi meno altrimenti la rivoluzione starebbe già infuriando da sud a nord.
    Io non conoscevo Fabrizio dieci anni fa, avrei avuto dieci anni. Oggi ne ho venti e sono alla ricerca di molte cose, non credo nei miti e la mia prospettiva di giudizio non è ancora troppo disillusa per credere nella libertà della mia musica (se il mercato l’accoglierà quello è tutto un’altro conto).
    Ho vent’ anni, e odio le tendenze di massa e le facili dichiarazioni di ateismo che fanno tendenza. Sono alla “ricerca”, e me ne vanto. Credo che la superficialità con cui scrivi che ipocriosia va a braccetto con cristianità sia degna di certi intellettualoidi filo-sinistroidi cui credo tu non appartenga, spero. Mi dichiaro, o meglio mi sento spirituale, non religiosa, e vicina a una certa cristianità (non dissimile a quella che si coglie dalla poetica di deandrè, ma anche di moltissi altri. lui è “solo” uno tra tanti) e non cattolica ne tantomeno appartenente ad una Chiesa piuttosto che a un’altra. La legittimità di questa istituzione è molto discutibile per quanto mi riguarda e credo che la tua sia una generalizzazione infondata. Forse è la cattolicità, oggi (ma anche ieri), che va a braccio con l’ipocrisia ma la dottrina cristiana è altro. E poi, le generalizzazioni e le categorizzazioni in generale legittimano concezioni distorte che insistono su somiglianze vero-simili che uccidono l’individuo. Me ne guardo bene ogni volta.
    Vivo in una Sicilia, in una Italia che si nutre di categorizzazioni per differenza, e il mio provincialismo ha affinato la mia capacità di giudizio operata “dal margine”. E’ ancora acerba, ho ventanni me ne rendo conto.
    E’ chiaro che l’inno lo canterei insieme a te fiera e a “squarciagola” con tanto di ola tamarra da stadio!
    Comunque sia, per lo spettacolo di Palermo in molti non abbiamo trovato biglietti disponibili, tutto esautito! Possibilità di replica??
    Buona permanenza all’estero, te che puoi!!

    R.

  21. @ ridens
    a volte è necessario generalizzare. se non potessi dire che i fascisti o gli israeliani sono cattivi dovrei elencarli uno ad uno per nome e cognome. sarebbe complicatissimo. più facile viene con i nani: basta indicarne uno solo. per quanto riguarda i miti, chi non ha la fortuna di essere “spirituale” è costretto a ricercarne di terreni. a proposito, ieri me ne è inciampato uno: non sapevo che travaglio fosse filoisraeliano.saluti.

  22. difo,
    ti sei perso un pezzo di storia recente per strada.. 😉
    il nano non è uno solo, adesso c’è il nanosecondo detto anche nano-caccola2, ovvero,l killer della pubblica disamministrazione: l’infame “Biondetta”
    piu’ qualche altro replicante…

  23. @ difo
    questa di travaglio mi è nuova, mi documenterò. Per quanto riguarda le categorizzazioni di cui parlo è chiaro che delle volte sono necessarie, tutto si fonda su questo concetto di assimilazione per somiglianza oggi. il mio non avere miti, non preclude il fatto di avere profonda stima e ammirazione che ho per tanti. è semplicemente un modo, a mio parere, più “sano” per accostarsi al dialogo!
    saluti a te difo

  24. l’ho cercata ora su youtube. La Nannini c’era da Fazio, ma l’ha cantata molto meglio al colosseo,non c’è paragone…
    Ciao Sabina,condivido quello che hai scritto su don raffaè, che dovrebbe essere il nostro inno…Ed è vero,questo è il paese delle ipocrisie.Dove i pluricondannati del pdl fanno il processo alle intenzioni a Di Pietro perchè il figlio ha segnalato qualcuno- quando loro, oltre ha raccomandare hanno truffato con i peggiori mezzi e sono collusi con i poteri più loschi..-,il tutto rispecchia un po’ la morale di questo paese, in cui la parola d’ordine sembra essere -fai la morale agli altri,ma mai a te stesso-.

  25. è un piacere leggere , a volte;

    anarchico , … l’anarchico non ha patria , la sua patria è il suo cuore , poi viene il resto;
    la falsità borghese , non può escludere la falsità dei sentimenti , e il maestro l’ha capito ,
    un borghese , sentimentilasta , o romantico che cerca la leggerezza vorrebbe rimanere sospeso in un soffice zucchero velato ,
    ma il romanticismo , questo romanticismo , non è amore , non è un uomo , non è un sentimento , è appena un ideale
    una sorta di sogno vagamente abbozzato, che rimane tale perchè non esiste nessuna continuità ,
    esiste il superamento di questo romanticismo , che senza perderne la memoria affronta la realtà ,
    si cerca nelle cose , si affera , si perde , si soffre , è nel freddo che nasce il sentimento;

    una bella questione , deandrè cristiano; come si supera il romanticismo , si supera dio , affermando che questo dio non esiste
    esistono uomini che l’hanno costruito , esistono profeti , che hanno lasciato scritti o di lui hanno scritti , e su questi
    profeti una cultura si è propagata , nella bontà , nella cattiveria , nella solitudine , nelle depressioni , nelle speranze ,
    negli auguri , nel rinnovamento … e come i cattolici si confrontano con il loro dio , altri si confrontano con gli uomini , e con le cose ,
    se nei testi sacri esistono dei pensieri , i cattolici li adottano come propri , altri li superano e si confrontano , li vedono
    nelle cose e nelle persone; se oggi deandè fosse vivo , forse avrebe scritto di un trans che da uomo diventa donna , e avrebbe
    parlato della sua resurrezione e l’avrebbe chiamato gesù , e questa sarebbe stata una poesia d’amore;

  26. Devo dire che il mio commento c’azzecca poco o nulla con l’argomento trattato nel tuo ultimo post, me ne rendo conto.
    Ma dopo essermi vista lo speciale del Tg 1 dell’11 Gennaio, intitolato “Donne e potere”, ed essermi fatta qualche approfondita ricerca sulle esponenti del genere femminile che ci hanno rappresentate, in passato, e che ci rappresentano oggi, in questo nostro Paese, ho sentito l’irrefrenabile bisogno di venirti a cercare.
    Fai qualcosa, te ne prego. T’imploro proprio.
    Hai una grande passione per la politica, hai dignità e sentimento, e pure un cervello niente male, lasciatelo dire.
    Credi sia utopico sperare di vederti, un giorno non troppo remoto, Presidente(ssa) della Camera, tipo? .. Presidente(ssa) del Consiglio?
    O magari anche “solo” Ministro, toh… Sarebbe un bel salto di qualità, rispetto all’amica Mara, le cui prodezze sono ben visibili a tutti in una rapida ricerca su Google Immagini.
    Ok, mi ero ripromessa di essere breve. L’amarezza e l’ora tarda mi portano al delirio.
    Saluti!

  27. Salve a tutti…sono registrato da tantissimo ed è la prima volta che scrivo.
    lo speciale di fazio l’ho visto tutto e vi dirò…essendo che col mio gruppo suono anche De Andrè ho potuto “esaminare” lo speciale sotto vari aspetti…e devo dire che tutto sommato è stato un bello speciale(ho detto troppe volte speciale?). Dal punto di vista puramente “canoro” ho avuto anche io l’impressione (come Sabina) che avessero scelto delle tonalità troppo basse…poi c’è stato qualcuno che avrebbe fatto meglio a starsi a casa ma…lasciamo stare!!!dal punto di vista trumentale e di arrangiamenti è stato semplicemente perfetto anche perchè nell’orchestra c’erano alcuni che hanno suonato con De Andrè per anni (vedi Bandini, Cordini,Mark Herris)…Dal punto di vista “emotivo” o “emozionale” o “emozionazzico” ci sono stati 2 o 3 momenti che hanno “salvato” lo speciale come l’intervento di jovanotti che, pur avendo preso tonalità che non sono state ancora considerate legali, è stato molto toccante, sia per il posto in cui si trovava sia per la sua emozione personale che faceva capire veramente quanto ci tenesse a quel pezzo.L’altro momento fondamentale è stato il crueza de ma di cristiano de andrè alla fine (la sirena al porto anche è stata carina) dove posso solo alzare le mani…due bouzuki…sembrava una orchestra intera…quando uno ci sa fare ci sa fare!Diciamo che le banalità e la retorica ci sono state ma tutto sommato è stata una bella cosa e sapete cos’è…ho passato 3 ore davanti alla televisione in santa pace…
    ci stavo riflettendo l’altro giorno guardando un tg(e non era neanche di mediaset)…stavano facendo un servizio sulle ciglia…ma io me ne sono accorto solo dopo qualche minuto di ascolto…e mi sono incavolato per lo stato di torpore e ipnosi collettiva alla quale ci hanno ridotti! forse ho sbraitato per una decina di minuti….fatto che dè che tra tutto quello che passa la tivi oggi come oggi la cosa più interessante è diventata la pubblicità!Comunque la scorta di dvd (o videocassette!) di Totò, de filippo, troisi c’è sempre…dvd nuovi anche ma, come spesso fa notare anche Sabina dalle sue recensioni, non si trova molto di “commestibile”!e poi che devi fare…suoni un po’ la chitarra…di lavorare con sta crisi non se ne parla… la notte non si dorme (ecco perchè alle 3 sto qui a scrivere)…e ti ritrovi a 25 anni con l’ansia…

    nonostante tutto quelle 3 ore sono state una piccola boccata d’aria…

    notte a tutti….avevo scritto un altro mezzo papiro ma l’ho cancellato…spero di non aver scritto troppe cavolate…ho gli occhi mezzi chiusi per il sonno

    dannato 56k che mi si disconnette ogni 30 secondi…vi saluto sognando l’adsl che qui non arriverà mai….come la rivoluzione….

  28. (un blasfemo , che fu uccisero di botte da coloro che cercarono ciò che non pessedevano)

    Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
    più non arrossii nel rubare l’amore
    dal momento che Inverno mi convinse che Dio
    non sarebbe arrossito rubandomi l’ io.

    Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
    non avevano leggi per punire un blasfemo,
    non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte
    mi cercarono l’anima a forza di botte.

    Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
    lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
    nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
    a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male.

    Quando vide che l’uomo allungava le dita
    a rubargli il mistero d’una mela proibita
    per paura che ormai non avesse padroni
    lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

    …mi cercarono l’anima a forza di botte…

    E se furon due guardie a fermarmi la vita,
    è proprio qui sulla terra la mela proibita,
    e non Dio, ma qualcuno che per noi l’ha inventato,
    ci costringe a sognare in un giardino incantato,
    ci costringe a sognare in un giardino incantato.

  29. @ auryn
    purtroppo avevo appena adeguato lo sguardo ad altezza nano, quando ne hanno trovato uno ancora più piccolo. sarà perchè cadiamo sempre più in basso (saranno mica personaggi metaforici?).

  30. “ARMA LETALE”
    Storicamente con i “SOLDI” i signori “PRE-POTENTI” hanno sempre comprato “TUTTO”, comprese “GIUSTIZIA” e “COSCIENZE”.
    Dovremmo essere bravi ad utilizzare proprio i “TROPPI SOLDI” contro di loro, come un “BOOMERANG”, denunciando in maniera “INSISTENTE” e “CONTINUATIVA”, “DOVUNQUE” e a “CHIUNQUE” che siccome qualsiasi “ALTRO” problema nasce dal fatto che ne hanno “TROPPI”, che ogni “INGIUSTIZIA” nasce da questa “DISUGUAGLIANZA” socio-economica e che ogni “COSCIENZA” può essere facilmente “COMPRATA” dai “SOLDI” (specialmente se si è in “DIFFICOLTA'” o se si sta morendo di “FAME”), solo “UNENDOCI” c’è la speranza (almeno quella) che possano perdere la loro “PRE-POTENZA”, per poi ridistribuire la ricchezza a favore dei “SERVIZI” in favore della stragrande “MAGGIORANZA” dei cittadini.
    La loro “STRATEGIA” del “DIVIDE ET IMPERA” ormai è chiara: oggi i “PRE-POTENTI” parlano di “QUESTO”, domani di “QUELLO”, dopodomani di “QUEST’ALTRO”, fra tre giorni di “QUELL’ALTRO”, quindi ricominciano da capo, sapendo benissimo che tanto la gente, la quale se n’è già dimenticata, continua a parlare e a ri-parlare di “TUTTO” (che poi in pratica significa parlare di “ARIA FRITTA”), senza mai concludere “NIENTE”, esattamente come vogliono (da sempre) i signori “PRE-POTENTI”.
    Nessuno di noi, ripetiamo “NESSUNO DI NOI”, dice che non bisogna “INFORMARSI/INFORMARE”, “DISCUTERE/LITIGARE” (con moderazione), anzi, purché però nel frattempo ci si “UNISCA” per abbattere i soliti, eterni, troppi muri rimasti ancora in piedi nel Mondo, ma ciò si può fare solo se ci si “UNISCE” davvero.
    E, secondo noi, l’unico “MEZZO” davvero “EFFICACE” per “COAGULARE” più gente possibile è utilizzando come “ARMA” proprio i “TROPPI SOLDI” dei “PRE-POTENTI” di ogni “CASTA”, facendo in modo che gli si rivolgano contro.
    Chi dice che si può “UNIRE” le persone “COMUNQUE” e “DOVUNQUE”, a prescindere da “COSA” e da “COME”, senza considerare le “DIFFERENZE” culturali, ambientali, sociali, religiose, razziali, politiche, significa che o non conosce la Storia del Mondo oppure è solo in “MALAFEDE”…

    Ah dimenticavamo, oggi c’è in più un altro potentissimo “MEZZO”, pressoché “GRATUITO”, che può darci una mano: “INTERNET”…

    http://emergenzademocratica.blogspot.com

  31. Bello l’articolo,rende perfettamente il programma.
    Ho visto lo speciale ed è sempre piacevole risentire certe canzoni ma, per quanto potenzialmente interessante per aprire numerose finestre sull’Italia, si è mantenuto un tono da veglia pasquale e zero contenuti. La sensazione era che stessero tutti pronti lì per abbracciarsi e mettersi a piangere. La serata era organizzata modello TELETHON con i collegamenti dalle piazze ecc.
    Fazio non si sostiene è troppo viscido,sembrava un pretino al momento della benedizione. Pallosissimo,come piace ai più. Inizialmente Fazio mi piaceva, dava l’impressione di essere sinceramente sincero ma col tempo ha svelato una sincerità di chiesa.
    Tuttavia, malgrado tutto, non sono d’accordo con la disdetta del canone rai come ho letto sul blog di Beppe Grillo perché la tv è nostra e sono loro a dover disdire e smammare. Il nostro compito è quello di farli alzare col culo dalla poltrona e condurli alla porta e, passando, chiudendo le finestre. Dal parlamentare al damerino della rai. Sono sicura che ognuno nel proprio piccolo si stai operando per questo e arriverà un momento in cui tutto questo schifo non ci sarà più. Sono convinta che il tempo alla fine sani le cose, se ovviamente siamo noi a volerlo

  32. Quando mi reco all’estero gli indigeni che di volta in volta incontro , quelli più espansivi e gioviali, all’apprendere della mia nazionalità italiana si esaltano immancabilmente riconoscendomi come mafioso ,,, ” Brafo italiano , spaghetti , MAFIA .”
    Qualche anno fa mi incazzavo e cercavo a stento di spiegare le differenze , di evitare le generalizzazioni ,,, e quelli immancabilmente cambiavano espressione e da gioviali ed aperti diventavano cupi e diffidenti .
    La stessa espressione di diffidenza che , quasi trentanni fa , vidi disegnarsi sul viso dell’impiegata dell’Arbeitsamt ( ufficio di collocamento tedesco ) alla quale avevo presentato una domanda , quando rispondendogli sulla mia appartenenza ad una religione gli dissi : “Sono ateo ” ,,, la sua risposta infastidita e sorpresa fu che gli italiani per essere tali dovevano essere tutti cattolici .
    A quei tempi l’italiano emigrante stava lentamente evolvendosi , da semplice prestatore d’opera diventava imprenditore , e le nostre imprese erano apprezzate in germania e svizzera per talento , capacità e gusto . Ma esistevano ancora larghissime sacche di ignoranza atavica da esportazione , come quelle che notavo nei circoletti per italiani che mi indicavano i connazionali residenti . Entravi là dentro e tornavi indietro nel tempo , la foto del duce appesa al fianco di Paolo VI ( era morto da qualche anno , ma era sempre preferibile ad un papa polacco ), la madonnina in un angolo con il relativo contorno di ceri e lucciole intermittenti ,,, e poi non capivo un cazzo della lingua che vi si parlava , un misto di siculo-calabro-lucano residuo non evoluto dai primi dell’ottocento .

    Oggi se all’estero mi chiamano mafioso non mi incazzo più ,,, sorrido e confermo ,,, Come recentemente mi è capitato in Ungheria addirittura l’oste si è precipitato contento della festa a prendere una bottiglia di un misterioso liquore , sull’etichetta c’era scritto “Cosa Nostra ” con sullo sfondo il faccione di vito corleone-marlon brando .

    Ieri a leggere Il bellissimo articolo di Sabina e l’inno nazionale proposto, m’è tornato in mente tutto questo e una scena particolare di un film con Nino Manfredi : Pane e cioccolata ,,, quando a lui emigrato in svizzera non rimane che unirsi a un gruppo di clandestini napoletani che dormono in un pollaio con le stesse galline che devono uccidere e spennare per sopravvivere , ed estasiato dalla visione di un gruppo di giovani svizzeri, biondi e puliti chiede ai suoi vicini di pollaio ,,,
    “Ma io sò come voi ?” E quelli sorridenti ,,,, ” Si , si .”

  33. ciao. non ho visto lo spettacolo. De André credo di conoscerlo ma ci sono ancora tanti versi che magari ascolto e riascolto e sembrano mutare vcome le stagioni. altri sembrano cambiare senso col tempo, la mia vita che va.
    penso che in Italia non si possa evitare di parlare di cristianesimo: nel bene e nel MALE lo stato della chiesa è stata parte integrante della nostra storia. se lo si vuole smontare nelle sue forme impositive lo si deve conoscere. ne conosco appena qualche verso…ma vorrei “distruggere” l’ipocrisia che si cela dietro un sorriso.
    allacciandomi al testo di Un blasfemo, io, alla fine, penso che dovremmo considerare il paradiso come la terra che ci è dato di vivere . e dovremmo agire in modo che sia un paradiso. questo mi dà anche parte della misura di quanto siamo ancora distanti da una equa distribuzione delle risorse

  34. nel ’99 io avevo appena iniziato a lavorare per gli spettacoli, facevo ancora l’aiuto tecnico, tra gli altri ebbi anche l’incredibile onore di lavorare per Fabrizio e non lo dimenticherò mai, quando mi dettero la notizia mi sentti vittima di un’ingiustizia, lo ricordo con le lacrime agli occhi, che meravigla sarebbe vedere i ragazzetti studiare al liceo De Andrè.speriamo.

  35. sabi nn so cosa dirti vivi tu in italia io devo pensare in italia a nn ammalarmi ed a partire è la tragica realtà che devo vivere nel paese peggiore d’europa per la mia vita

  36. mi piacete voi fuzzanti molto a vasto in casa mia nn posso portare nessuno devo evitare , sono coercizzata a farlo , devo evitare mia madre se no m’ammalo , quindi nn porto nessuno a vasto o in casa da una donna che devo evitare ormai per nn ammalarmi , tiste ma necessario , nulla condivido più con la mia famiglia senza avvocato almeno rimango sana

  37. convivo con una madre che ormai pur di nn rispettare la mia volontà mi manda all’ospedale per svenimento oppure cardiopatia nn entrambe le cose sono persona coraggiosa nn ho il panico sono due cose distinte due dolori procurati da mia madre che nn rispetta la mia volontà nè la mia persona per parlare con mia madre mi serve un avvocato ……………………………………………………………………..brutto e vero , solo per nn avere malattie pensa te

  38. @ Sabina

    Come spero ricordi, ti stimo tantissimo, ma stavolta non condivido quasi nulla di ciò che appare nell’editoriale.

    Inizio dall’SMS: “ti va di scrivere su De André speciale Fazio? Ma non è che Fabrizio era un musicista mediocre ( per esempio musicalmente negli anni 70, dopo arrangiamenti degli anni sessanta di Riverberi e prima di CreuzadeMa)? Un bravo studente di lettere e basta? Un boyscoutt cattocomunista che non a caso è ancora intoccabile? Un pretino?”

    Chi ha scritto questo SMS? Il campione mondiale di qualunquismo borghese? De Andrè non era un musicista mediocre, scriveva in uno stile semplice ma efficace, neorinascimentale. Certo bisogna avere le orecchie per sentire gli accordi… Se mancano quelle diventa dura.

    De Andrè era sicuramente un trasgressore (soprattutto per la sua epoca, ma non solo). Era anche un anarchico. Uno che ha espresso nelle sue canzoni la critica più netta che si possa fare all’ipocrisia perbenista borghese e cattolica. Che c’entra la definizione di “cristiano apocrifo”? E “Il suo è un aproccio cristiano”, da dove salta fuori? Mai ascoltato “Bocca di rosa” O “Via del campo”? E Dario Fo, un cristiano apocrifo anche lui? Non fu cacciato e per anni estromesso dalla RAI per le sue idee anticonformiste?

    Quanto allo scarso Fazio-Fabio, non vale nemmeno la pena parlane, soprattutto dopo aver parlato di De Andrè.

    Io al tuo posto avrei risposto a quell’SMS dandogli degli idioti. Invece sembra che cerchi di “salvare il salvabile” di De Andrè: questo francamente è un po’ “tristanzuolo”.

    Ciao

    Davide

  39. Pur apprezzando le tue perplessità sul programma di Fazio, non condivido del tutto i tuoi giudizi sul valore musicale di Fabrizio. Se è pur vero che ha avuto collaboratori musicali straordinari, non si può disconoscere l’eccezionale validità della poesia e della musica di De Andrè nello scialbo panorama italiano. Piuttosto lo spettacolo di Fazio è stato carente musicalmente, con ospiti invecchiati male, che facevano fatica a reinterpretare Fabrizio. A mio avviso, la performance del figlio Cristiano, purtroppo in coda, è stato l’unico momento musicalmente ” toccante”. Comunque Fazio ha lavorato,in questa occasione, con artisti di tutto rispetto, ed il risultato musicalmente è quello che abbiamo visto. Se la musica italiana è questa, non possiamo fargliene certo una colpa.

  40. Sabina, io leggo spesso il tuo blog, so più o meno il tono che usi quando scrivi qui, so che scrivi di getto, tra un viaggio e l’altro, di corsa, a “flusso di coscienza”. Ho letto il post su De André dopo aver visto lo speciale di Fazio, ma questa volta non sono riucito a non commentare quello che hai scritto e soprattutto il modo in cui l’hai fatto.
    E cioè voglio dire che sono rimasto molto deluso, perché alla fine della lettura mi sembra che tu non abbia detto niente, perché speravo che mi raccontassi un po’ il tuo pensiero su De André, hai detto anche che lo conoscevi. Perché devi sempre usare il blog come se parlassi ai 4 tuoi amici che già sanno tutto quello che pensi? Perché anche in quest’occasione, in cui si parla di un grande, che dici di stimare anche tu molto, che è stato celebrato in tv in una maniera per molti versi scontata e cioè con gli ospiti che cantano ma non dicono niente sul perché De André era veramente grande (vedi Fernanda Pivano, presente ma muta), tu non fai altro che dire quattro cose, in maniera superficiale, accennando a mozzichi concetti che andrebbero un minimo specificati, almeno un minimo!
    Ci dici che a parte alcune canzoni il resto ti piace, mentre ad ascoltare quelle ti impiccheresti: ma quali sono queste canzoni, ce lo vuoi dire?? A cosa serve scrivere un blog se tu ti metti sul piano di linguaggio che potresti avere con uno che ti conosce da una vita?! E questo articolo andrebbe su Rolling Stone? Ma cosa ci capisce uno che legge e non segue il tuo blog tanto almeno da sapere che tu ti diletti spesso a scrivere così?
    Era un’occasione importante, secondo me, e tu l’hai persa, come altre volte per questo modo povero con cui ti piace comunicare. A me sarebbe piaciuto leggerti, sapere qualcosa da una che l’ha anche conosciuto e che non è una testa qualunque, che stimo e con cui condivido tante idee, una che spesso le esprime al posto mio quelle idee, “elevandole” con la sua arte; questo è quello che rende grandi gli artisti.
    Parliamo di Fazio, delle gaffes nel suo speciale (a proposito: ti disturberesti a citercene un paio?), del concerto al Brancaccio, della retorica di certe celebrazione, ma una volta possiamo parlare anche di Fabrizio De André?

  41. Sono daccordo con buona parte di quello che ho letto, ma d’altronde mi chiedo:
    se non Fazio, col suo modo da “pretino spretato”, allora chi?
    In un paese dove la gente si offre gratis, o è addirittura disposta a pagare per essere pessimo, non riesco a biasimare chi non se la sente di osare e lo ammette, come ha fatto stasera.
    Però ha portato qualche milione di persone davanti ad una delle persone italiane più degne del 20esimo secolo. Rubandole, per una volta alla noia della domenica sera.
    Sicuramente si poteva fare di più e meglio, ma questo vale per chi, come noi sapeva già di cosa si stava parlando, per tutti gli altri, l’alternativa era il nulla della tv generalista.

  42. Ciao Sabina e ciao a tutti,
    contribuiamo molto volentieri alla discussione con il video dell’ intervista al “nostro” De Andrè:

    PARLA DE ANDRE’: “BASTA CON LE CELEBRAZIONI, CHE NOIA FAZIO”
    sul nostro blog satirico “L’Allegro Franchino”
    http://allegrofranchino.wordpress.com/

    Saluti;
    Morinibros
    L’ Allegro Franchino

  43. Carissimi, a volte la Sabina tocca punte elevatissime di analisi, che se estrapolate dalla sua fobica avversione per gli apparati ecclesiastici, toccano l’archetipo dell’introspezione sociale. Nell’anima la Libertà di pensiero della ricerca della verità, nel cuore il socialismo rivoluzionario di Marx cioè la negazione di qualsivoglia istanza spirituale. Nell’anima il ricordo simbolico e magico di De Andrè nel cuore la voglia di riassumere i dieci comandamenti in uno solo: vi è un solo Iddio il benessere; a lui tutto sacrificherei, tutto, fuorchè gli averi materiali. E con questa logica deve essere letto il commento rilasciato dalle pagine del suo blog, sulla serata a tema organizzata da Fabio Fazio in onore del decennale della morte di De Andrè. Chi di quelli, che hanno ascoltato almeno per due volte le sue canzoni, in questi giorni di osanna mediatici e istituzionali, non ha mai pensato:

    “Ci sono delle canzoni di De André che non sopporto. Che se ne sento tre di seguito mi impicco. Non ho difficoltà a dirlo. Ma a parte quelle, mi piace incondizionatamente”.

    Non è facile dirlo Oggi ma la sua anima libera non ammette calcoli di sorta. Poi nella descrizione del Fazio parlante esce d’impeto dal suo cuore il “lucifero” marxista.

    “Certo la cristianità è un elemento che infastidisce sempre. Così ormai indistricabilmente legata all’ipocrisia, che non si pensa all’una senza l’altra. E non ci piove il suo è un approccio cristiano. Cristiano apocrifo per l’esattezza, come quello di Fo. Che però viene comunque percepito come un sottoinsieme del cristiano ipocrita ed è vero che è grazie a questo elemento che si può essere accettati e anche protetti nel nostro paese.”

    Chi di noi nostalgici non ha pensato:

    “Mi viene in mente che prima di partire avevo intravisto Dori Ghezzi in un tg che diceva più o meno che se Fabrizio fosse vivo avrebbe in questo periodo scritto canzoni d’amore. Una frase che suona indubbiamente loffia di questi tempi. Per quel poco che la conosco sono sicura che non pensa esattamente questo. Che è solo una donna pratica, che sa come sono fatti i tg e si muove per fare in modo che l’omaggio a suo marito sia semplicemente più grande che si può. E’ l’amore che parla appunto, non l’amore universale. L’amore specifico per una persona. Si può perdonare eccome.”

    Condividiamo condividiamo. E questa:

    “Mi ricordo che l’ultima intervista che ha rilasciato era piuttosto “libera” sulla questione mafia. Qualcosa come: è molto più mafioso il governo della criminalità organizzata. Guardo su Wikipedia, una frase dell’intervista è citata. Ne hanno scelta una che dice: « Se nelle regioni meridionali non ci fosse la criminalità organizzata, come mafia, ‘ndrangheta e camorra, probabilmente la disoccupazione sarebbe molto più alta. » certo potrebbe essere anche frainteso. Ma oggi tutto viene subdolamente frainteso e manipolato, tanto vale dire quello che si pensa”.

    Dai, se non fosse stato così non l’avremmo amato. Nel pensiero duale, Sabina alterna, l’anima al cuore, in un susseguirsi frenetico fra l’epica narrativa e la tragico mania.

    “Clicco sulle clip di Fazio. Che sia tristanzuolo è indubbio, direi inevitabile. Google leggo: Otto milioni di ascoltatori. Che fame che c’è di senso. Basta l’odore della libertà. Aromi chimici come quelli dei succhi di frutta che comunque ti fanno sentire meglio. Potevi prendere una birra invece hai bevuto E112 che ricorda il mirtillo. Il ricordo di mirtillo può fare bene in mancanza d’altro. De André non sarebbe stato d’accordo ma lui se lo poteva permettere il mirtillo vero. Infatti quando l’hanno rapito ha detto: hanno fatto bene. Fazio apre dicendo che libertà è la parola che meglio racconta De André. La libertà che Fazio non si può permettere. Che nessuno degli ospiti si può permettere. Che nessuno degli autori del programma, dei dipendenti della televisione pubblica si può permettere nemmeno di sognare perché se la sogni si vede. Deve sembrare che tu sia convinto di essere liberamente come sei costretto ad essere. Continuo a scorrere le clip. Molto tristanzuolo. Gli ospiti quasi tutti invecchiati male. sembra che nessuno abbia fatto in tempo a scegliersi la tonalità, quasi sempre troppo bassa. La festa della retorica si chiude con una stending ovation per il suono lunghissimo di una sirena di una nave in collegamento dal porto di Genova. Giulietti di articolo 21 scrive che il programma è stato un esempio di tv di qualità o qualcosa del genere”.

    Il finale consacra il rebis alchemico tra le due cose e l’enfasi del messaggio universale stabilisce la retta via da intraprendere:

    “Ci sono diverse gaffes che quando tornano a galla mi fanno contrarre ora questo ora quel muscolo. Dopo l’ultimo concerto che Fabrizio ha fatto a Roma pur sapendo che stava morendo sono stata piuttosto petulante nell’esprimere il mio disappunto perché non aveva cantato don rafaè.

    Non sono stata capace di dire quello che sentivo in generale e in particolare che considero quella canzone un punto definitivo sul dibattito sull’identità italiana. Un capolavoro. La vera riappacificazione. E da uno dei possibili esili del mondo globale in cui non c’è bisogno di muoversi né per scappare né per stare in prigione penso a una scena di un film sull’Italia. I calciatori della nazionale, mano sul cuore, stadio pieno che prima della partita cantano:

    A proposito tengo ‘no frate

    che da quindici anni sta disoccupato

    chill’ha fatto quaranta concorsi

    novanta domande e duecento ricorsi

    voi che date conforto e lavoro

    Eminenza vi bacio v’imploro

    chillo duorme co’ mamma e co’ me

    che crema d’Arabia ch’è chisto cafè

    Se avessimo la forza di scegliere questo come inno io lo canterei fiera con la lacrima e tutto. La morale cristiana apocrifa io la trovo condivisibile: tutte le vite hanno un senso estetico ed etico se raccontate per quello che sono. Quello che ci rende brutti sono le bugie e la chiesa e la borghesia sono il loro regno.

    Anche noi italiani se ci cantassimo per quello che siamo saremmo belli da vedere. Ma siamo cristiani ipocriti appunto e non ce lo possiamo permettere.”

    Continuiamo a condividere l’anima del testo e in parte forse anche la crociata sulla parte ludica dello stesso. Ma don rafaè inno nazionale e per giunta a tutela dell’identità italiana ……………………………………………..

    Andrea Cevasco
    http://www.andreacevasco.com

  44. Ciao, molto carino il post ma veniamo a me.

    Tutti in televisione hanno paura. Lo vedi nei loro occhi, nei loro atteggiamenti, sanno che stanno in una fiction e non possono permettersi dire delle cose.

    Molti non sanno neppure quali sono gli argomenti che non possono dire e cosi’ soffrono sempre, durante lo show.

    La loro attivita’ celebrale e’ al 100% concentrata sul capire se quello che sta succedendo in studio va bene oppure se devono cambiare discorso.

    Insomma fanno soffrire anche chi per sbaglio li guarda.

  45. De Andrè e il Testamento di Tito mi fanno respirare perchè ribaltano il senso dei dieci comandamenti:

    Ieri per caso ho incrociato Dio in persona, e gli ho strappato una promessa:-
    trovate uno solo italiano che abbia letto la Bibbia e non manderà più in onda il Fatto di Monica Setta su Rai Due!!!!

    Esodo 32 (versetti 26-27)
    (subito dopo aver ricevuto i dieci comandamenti.. ad personam..)
    Mosè si pose alla porta dell’accampamento e disse:<>. Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi. Gridò loro:-<>

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here