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Rerefendum trivelle, SE TUTTI I FALLIMENTI FOSSERO COSì

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REFERENDUM TRIVELLE

REFERENDUM TRIVELLE, SE TUTTI I FALLIMENTI FOSSERO COSì

Coraggio, che il 30% degli italiani siano civili non è una cattiva notizia. Pensavo peggio.
Quando si permette che l’informazione sia sotto il controllo del governo, passa qualsiasi abominio.
Ricordiamoci che durante la resistenza i partigiani saranno stati un 200mila. Gli altri erano tutti schierati dalla parte delle torture e dei genocidi, della retorica più ridicola e dell’ipocrisia più bieca. E si sentivano pure moderni e scaltrissimi. Erano dei mostri e guardavano agli oppositori come a degli sfigati.
Lasciamo che cantino vittoria. E continuiamo a spiegare ai nostri concittadini che non hanno votato quanto siano stati irresponsabili infantili e anche purtroppo un po’ indegni.
Sono come insetti sedati e impacchettati dal ragno. L’idea di liberarsi provoca loro un senso di fatica. Se urli che stanno per essere mangiati, protestano perché li disturbi. Hanno la sensazione di dormire ma non è un sonno naturale.
Si sono rifiutati di capire. Hanno pensato “ma perché me le vengono a chiedere a me queste cose che sono tecniche?”, arrotolandosi ancora un po’ nella ragnatela.
E invece non erano cose tecniche, erano cose semplici: ci sono delle multinazionali che estraggono il petrolio nei nostri mari, con impianti ad altissimo rischio, che producono solo l’1% del fabbisogno energetico e non pagano nemmeno le tasse. Siete d’accordo? E più ingenerale credete che il futuro sia il petrolio o le energie rinnovabili?
I coatti, nel senso dei prigionieri, le descrivono a loro stessi come “tecniche”, perché gli fa fatica mettersi contro quelli che comandano. Gli fa fatica sembrare diversi anche se gli uguali sono come i corpi di Matrix, creature che esistono solo per farsi vampirizzare.
Noi una trivella nel cuore non ce la siamo fatta impiantare. E nemmeno Mattarella che checché se ne dica, è stato coraggioso. Molto diverso da Napolitano che più invecchia e più ci dimostra d’essere peggio di quello che avevamo sospettato.

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8 Commenti

  1. Io sono così amareggiata…e soprattutto arrabbiata. Per le cazzate sono tutti italiani pronti a difendere l’onor di patria, i primi a correre allo stadio per tifare le squadre del cuore, a correre a far shopping il primo giorno dei saldi, a mettere subito la bandiera di uno stato colpito da terrorismo come immagine profilo perché lo dice il Tg…quando invece si tratta di andare a votare per esprimere semplicemente la propria opinione e non perché qualche politico ti ha allungato una 50€ e ti ha pure promesso un posto di lavoro o magari per esprimere preferenza per un parente o un amico be’ lì vince la pigrizia. Il risultato di questo referendum per me è la conferma che la maggioranza degli aventi diritto al voto non ha a cuore per prima cosa il suo diritto a scegliere e poi il futuro del nostro mare e del nostro Paese. Un Paese così ricco di bellezza non ce lo meritiamo. E poi si lamentano anche di Renzi! Se lo meritano.

  2. La produzione complessiva di gas e petrolio è pari, rispettivamente, all’11,8% e al 10,3% delle necessità del Paese, percentuali che si traducono in un risparmio di quasi 5 miliardi l’anno sulla bolletta energetica.
    il 50% del gas viene estratto da piattaforme situate nell’Adriatico, proprio in corrispondenza di alcune delle località balneari più rinomate del Paese e nessuna di esse ha mai, nel corso degli anni, subito dei danni, anzi il settore turistico si è ampliato e proprio in quelle zone sono presenti numerose spiagge con la goletta verde. Le procedure di ricerca ed estrazione sarebbero non solo iper-controllate (in particolar modo dall’ISPRA, l’Istituto Nazionale di geofisica, e dai ministeri competenti), ma anche sicure.
    … LA RAGNATELA DELL’IGNORANZA!!!!

    • Risparmi sulla bolletta? Ma petrolio e gas sono mica tuoi o miei o dell’Italia, eh? Sono delle multinazionali che le estraggono e lo mettono sul mercato. Stamane a Radio3 un economista spiegava perchè così lo stato ci perderà. Se c’è una scadenza per il rinnovo della concessione le piattaforme lavorano, se non hanno scadenza estraggono un cubo all’anno (tanto il prezzo è bassissimo e non conviene scannarsi), così restano sotto soglia e non pagano royalties e lo stato non incassa niente. Un costo per il nostro Stato!
      Le località balneari non hanno subito danni!? In Emilia Romagna incassano 7,5 milioni di royalties l’anno; la subsidenza provoca l’abbassamento di 1 cm l’anno delle spiagge, 100 km di costa, 1 milione di metri cubi di sabbia, costo per il ripascimento 13 milioni.
      Le piattaforme fanno i danni e la Regione salda il conto.
      Paolo, la prossima volta informati un po’ meglio, sveglia!

    • anche a genova era supercontrollato ma e’ successo quello che non doveva succedere.
      CHI PAGA ADESSO? SICURAMENTE I CITTADINI,E PER IL NUCLEARE LE UNICHE CENTRALI PRONTE, ERANO GIA’ VECCHIE ,LE CENTRALI NUCLEARI DOVREBBERO DISMETTERLE TUTTI PERCHE’ SIAMO SEDUTI SU UNA POLVERIERA,RISCHI TERREMOTI-RISCHI TERRORISMO-E CHI PIU’ PIU’ NE METTA.LE FONTI RINNOVABILI SONO GIA’ MATURE,MA I POTERI FORTI NON CI VEDONO GUADAGNI E LE OSTEGGIANO IN TUTTI I MODI. L’ENERGIA E’ UNA BELLA TORTA CHE FA GOLA AI POTERI FORTI E NON VA GIU’ DI DIVIDERE LA TORTA CON LE ENERGIE RINNOVABILI(SONO COME GIOVANI CHE DEVONO COMBATTERE CONTRO VECCHI POTERI AGGRAPPATI CON LE UNGHIE E I DENTI ALLE FOSSILI E AL NUCLEARE)

  3. È vero che l’esperienza dovrebbe insegnare a non commettere gli stessi errori!
    Evidentemente così è stato.
    Mi riferisco al referendum di molti anni fa sul nucleare.
    Anch’io votai per non avere il nucleare sul bistro territorio nonostante alcune delle centrali fossero pronte per la produzione di energia.
    Ci siamo accollati costi enormi per lo smantellamento e per lo smaltimento. Senza contare che ai confini nordici della penisola italica ci sono molte centrali nucleari che potrebbero, in caso di malfunzionamenti danneggiare la nostra popolazione!!

    Evidentemente molta gente ha memoria delle esperienze vissute e si comporta di conseguenza

  4. Ma chi è che ha scritto prima? Un dipendente Shell o Total? Vedi incidente di Fegino, Genova, già abbondantemente martoriata da incapacità e disonestà. Non esiste la sicurezza se la logica che vince è contenere i costi.

  5. Caro Paolo,
    goletta verde……….Ma ti sei mai fatto un bagno vicino a Ravenna una delle belle località di cui parli?
    Parlare di iper- sicurezza poi, mentre la raffineria Iplom vicino a Genova sta sversando petrolio nel mar Ligure… bèh fa sorridere, o piangere.
    Sapevi che fino a vent’anni fa circa, diverse ricerche scientifiche dicevano che il fumo di sigaretta e il cancro ai polmoni non erano strettamente collegati?
    E che le stesse ricerche erano finanziate dai produttori di tabacco?
    Ma soprattutto perchè in altri paesi dell’ unione si stanno promuovendo iniziative a favore dell’ energia pulita e in Italia si parla al massimo di rinnovare o meno i permessi per le trivellazioni?
    Non è forse questa la vera aberrante ignoranza?

  6. In questo referendum si era diffusa l’idea che, se si “studiava” bene il quesito era più intelligente non votare e se si dichiarava la propria capacità di analisi critica contro il referendum si sembrava ancora più intelligenti.
    Ne ho sentiti troppi dire che il referendum era “inutile” e fare la faccia di chi la sa lunga.

    30 % sembra non male considerando la campagna denigratoria e sabotativa che è stata fatta perchè il referendum perdesse. Però è anche poco considerando che non costava davvero niente alzare il culo e dire la propria contro una palese porcheria come le trivelle vicine alla costa.

    Non è sufficiente votare i partiti, bisogna anche votare ai referendum per dare ai partiti una qualche forza nell’andare eventualmente contro a poteri consolidati.

    La famosa rete web ha definitivamente dimostrato di non essere meglio della TV. Anzi ha effetti ancora più deleteri, perchè riesce a indurre in alcuni casi uno stato confusionale che porta all’allontanamento dai problemi e al qualunquismo, in tanti un incredibile senso di superiorità intellettuale (che è una chiusura cognitiva peggiore dell’indifferenza), per essere riusciti a formarsi una propria idea illusoriamente personale, grazie a qualche articolo raggiunto tramite google.

    Almeno un 10 % secondo me rientra in questa fascia di intelligentoni che non sapevano nulla e hanno pensato di aver capito tutto per aver letto degli “articoli” su internet. Sono rimasti ciechi al fatto che si parlava di perforazioni che smuovono le falde, che fanno abbassare le coste, che distruggono in continuazione tonnellate di risorse naturali non rinnovabili, che rischiano sversamenti in mare e si sono fatti intortare nelle “questioni tecniche”, nei “pareri degli esperti” nelle accuse di “politicizzazione”.

    A meno di non avere già forti competenze nei temi è difficile da soli farsi una vera cultura tramite internet. L’interazione reale tra persone è più che mai necessaria ed è più che mai importante che gli intellettuali onesti e le persone dello spettacolo oneste si mobilitino con più forza. C’è bisogno di movimenti e di figure di riferimento super partes di grosso spessore, che ricuciscano il legame tra informazione, analisi, cuore e azione.

    Sperò che il M5S ragioni su questo fatto. Internet e i social non sono una soluzione, erano uno strumento di marketing innovativo, ora nemmeno quello, possono restare uno strumento di comunicazione efficace, ma non rappresentare un “luogo” e tanto meno democratico, in quanto virtuale, “messo in scena”, programmato, controllato in tutto e completamente manipolabile e manipolatorio. E soprattutto c’è bisogno che sviluppi un’idea del mondo e la persegua in modo coerente, ad esempio è per la crescita del PIL e dei consumi o per la decrescita del PIL e dei consumi? La vera lotta politica globale sembra quella. Che credibilità ha a lottare contro le trivelle se poi è a favore dell’attuale sistema produttivo che costruisce le trivelle?

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