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Repubblica e disinformazione: Giornalismo e terremoti

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Repubblica e disinformazione: Giornalismo e terremoti

Ricevo e  pubblico  una mail di una giornalista giapponese che denuncia imprecisioni di un articolo di Repubblica che copio sotto. Chissà perché pare che giornalismo e teremoti proprio non vadano d’accordo. Ad ogni modo eccola:

Cari, ho scritto che non vi avrei piu’ inviato notiziario dal Giappone, ma, ritengo necessario inoltrare questo messaggio di Marco Del Bene, docente della storia giapponese all’Universita’ di Roma, per segnalare un altro sciacallaggio giornalistico oltre a ogni limite di tolleranza.

Condivido pienamente la posizione del collega, anche se io non sono piu’ lettrice della Repubblica, perche’ lo boicotto gia’ da anni, ahime, per l’identico motivo, per alcuni fatti italiani di cui ho avuto accesso diretto alle fonti delle notizie, per es. le medesime conferenze stampe ecc..

Aggingo soltanto un paio di precisazioni perche’ la falsita’ dell’articolo e’ cosi evidente e riguardno i fatti conosciuti da tutti.
Sono i piccoli dettagli che evidenziano comunque il livello di comprensione dell’autore dell’articolo.
– I morti riconosciuti – le salme raccolte – sono intorno a 10 mila (la data del 20/3 il numero non superava 8 mila);
– nessuno parla del trasferimento della capitale a Kyoto, dove mi trovo.
– Il nome della citta’ che ha evacuato l’intera popolazione non e’ Futunaba, bensi’ Futabacho.

Un caro saluto,
Yukari Saito

IL REPORTAGE
Tokyo capitale in agonia
“Qui non vivremo più”
Paura e incubo radiazioni: in quattro milioni sono già fuggiti da quella che era percepita come una città modello
DAL NOSTRO INVIATO GIAMPAOLO VISETTI

TOKYO – Per otto giorni Tokyo è stata una metropoli spaventata ma in attesa di buone notizie. Oggi è una capitale in agonia. Si presenta come prossima al collasso e prevede il peggio. In poche ore la residua fiducia ha ceduto allo sconforto. L’esodo lento dei giorni scorsi ha assunto la dimensione della fuga. Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica. Nella periferia nord di Tokyo arriva invece l’onda dei disperati che scappano da Fukushima e dalle città distrutte dallo tsunami. A far precipitare la situazione, l’innalzamento del livello di rischio nei reattori, nuove scosse di terremoto e la convinzione che il governo minimizzi una crisi fuori controllo. È scattato però anche il primo vero allarme-contaminazione. Il governo ha ammesso che tracce di iodio radioattivo sono state rinvenute nell’acqua potabile di Tokyo e delle aree vicine. Livelli anomali, ufficialmente sotto i limiti di legge e non immediatamente pericolosi per la salute, ma l’impatto pubblico della notizia è stato tremendo. Radioattivi anche il latte proveniente da Fukishima e alcune partite di spinaci prodotti nella prefettura di Ibaraki. Già in commercio, non si sa dove siano finiti. La popolazione dell’area metropolitana, oltre 35 milioni di individui, prende atto che la vita di una delle capitali più importanti del mondo
è già irriconoscibile. La domanda non è più quando Tokyo tornerà al business e alla quotidianità smarrita, ma se ciò risulterà possibile. Il crollo del traffico e della folla per strada è impressionante.

Pochi passanti, protetti da cappelli, ombrelli e mascherine, ignorano i centri commerciali del centro, in gran parte chiusi. La sindrome da alimenti contaminati lascia deserti i ristoranti e decima chi finora si era dedicato all’accaparramento di viveri. A Ginza, la via dello shopping, alcuni ambulanti mettono all’asta compresse di iodio sul marciapiede, a prezzi esorbitanti, come fossero spacciatori. A ruba un unico genere: i giornali che informano sugli orari dei black-out. Da tre giorni l’immondizia si accumula per le strade. I camion sono privi di benzina e gli inceneritori non possono sprecare elettricità. Solo il tempio di Senso-Ji, ad Asakusa, è affollato più del solito. La gente si raduna a pregare e a bruciare incenso. I cibi confezionati, purché prodotti prima dell’11 marzo, sono introvabili e il loro prezzo è salito di sette volte. Invenduti i generi freschi. Migliaia di taxi sostano in attesa di clienti già lontani, mentre le stazioni dei treni scoppiano di viaggiatori carichi di scatole e valigie. Molti distributori di carburante sono chiusi e quelli aperti non vendono più di dieci litri di benzina a testa, da portarsi via in una tanica. Il mercato immobiliare è impazzito. In una settimana il valore delle case a Tokyo è sceso del 30%, del 70% nella prefettura di Fukushima. A Osaka, Kyoto e Kobe è salito del 40%.

Grattacieli con migliaia di uffici si svuotano nella capitale, mentre affittare lontano può superare i listini di Hong Kong. Tra venerdì e ieri la fuga di multinazionali, ambasciate, banche e centri amministrativi delle industrie, ha seminato il panico tra chi non ha un luogo sicuro dove rifugiarsi. Nel distretto finanziario migliaia di impiegati stanno sgomberando armadi e scrivanie, restituendo un’immagine da crack in Borsa. La capitale trasloca a Kyoto, come un tempo, oppure a portata dell’aeroporto internazionale di Osaka. A Tokyo i grandi alberghi chiudono, a sud è impossibile trovare una camera per settimane. La rabbia contro il governo è sempre meno trattenuta. “Devono dire in anticipo cosa può succedere – dice Reiko Fukushima, direttore di un’importante catena di negozi – non confessare quanto è già avvenuto. Se la nube atomica investe Tokyo non possono pretendere che smettiamo di respirare”. Il premier Naoto Kan ha invitato invano l’opposizione di centrodestra a formare un direttorio di unità nazionale, per affrontare uniti l’emergenza più grave dalla fine della seconda guerra mondiale. All’agonia di Tokyo e allo spettro di un’esplosione nucleare, si somma l’ecatombe nelle prefetture sommerse dallo tsunami. La capitale è presa d’assalto da migliaia di eco-evacuati e da decine di migliaia di senza tetto fuggiti da gelo, fame e terrore.

Volontari distribuiscono pasti, acqua e coperte. La folla dei disperati ha però bisogno di medicine, toilette, letti, di lavarsi e cambiare vestiti fradici. L’intero villaggio di Futunaba, vicino a Fukushima, ieri è stato trasferito a Saitanama, poco a nord di Tokyo, causando la sollevazione dei residenti. Secondo i medici l’emergenza igienico-sanitaria, con 800 mila persone costrette per ragioni diverse ad abbandonare case e ospedali, è prossima ad esplodere non solo nelle zone disastrate. Tragico il problema dello smaltimento delle vittime dello tsunami, fra 25 e 40 mila. I forni crematori non hanno energia e le bare finiscono in fosse comuni. In Giappone l’inumazione è una traumatica novità: l’ultima violenza di un incubo che sembra lontano dalla fine.

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24 Commenti

  1. Fortunatamente esistono Twitter e ustream, perchè basandoci sui tg delle ultime due settimane il mondo è imploso e si è rigenerato una quarantina di volte. Se dal disastro giapponese è derivato qualcosa di positivo è sata l’assoluta incompetenza e mistificazione (questa poi se dovuta a ignoranza o solo a fancazzismo non l’ho ancora capito bene eh)dei nostri mezzi di comunicazione quando si va un po’ più in là dell’uscio di casa.

  2. Sono felice che tu abbia pubblicato l’email di Yukari, di cui sono in piccola parte ed indirettamente co-responsabile. Nell’articolo del Visetti Non ho visto citare chiaramente nessuna fonte ufficiale, non ho letto nessuno dato sui valori di radioattività, non ho visto alcun link. Il tutto mi sa tanto di articolo costruito, volendo fare un commento generoso, per “sentito dire”. Ma qual è il fine di questi proclami apocalittici inventati a tavolino? Attirare l’attenzione? Ma è giornalismo questo? Noi non siamo giornalisti ma riportiamo meglio che possiamo i valori di radioattività misurati sul campo, abbiamo letto i dati della borsa di Tokyo, visualizziamo ogni giorno le webcam e manteniamo contatti con gente che vive a Tokyo. E non siamo pagati per farlo. Il panico, lo stress la tensione che possono generare articoli del genere sono pericolosissimi e certe dichiarazioni catastrofiste non possono e NON DEVONO essere fatte così alla leggera, senza adeguata documentazione. E non perché non lo voglio IO ma perché è ETICAMENTE ALTAMENTE SCORRETTO nei confronti delle persone, delle Nazioni, dell’economia, delle relazioni internazionali tra stati, degli equilibri geopolitici. L’etica deve stare sopra a tutti gli interessi particolari perché è la misura più nobile del valore della razza umana. Ti allego un articolo che ho pubblicato su di una mia page Facebook e che sta girando adesso su Twitter/Facebook ed Internet in generale in risposta agli articoli come quello di Visetti e che ho intitolato: GIAPPONE, RADIOATTIVITA’ E SCIACALLI.
    http://www.facebook.com/pages/-Asian-Power-/142555995768454#!/notes/-asian-power-/giappone-radioattivita-sciacalli/170967246288935
    Un abbraccio
    Moreno -Mon-san-

  3. A proposito di Giappone: se dovessimo elencare tutte le idiozie che sono state pubblicate in questi giorni successivi al terribile tsunami non basterebbe un blog intero.

    A proposito invece di idiozia (senza offesa): come è possibile che la Guzzanti aderisca e sostenga la setta religiosa Soka Gakkai, organizzazione che è tutt’uno col partito ultranazionalista-xenofobo di estrema destra Komeito ??? Organizzazione che da decenni fa terribili danni culturali in Occidente (in Giappone la conoscono bene e non abboccano) diffondendo un metodo “self-teaching” di stampo americano e proponendolo a persone (in buona fede ma ignoranti in materia) come “buddhismo” ???????????? Il Buddhismo (quello vero) è una cosa molta, molto seria, cara Sig.ra Guzzanti, e sarebbe ora di finirla di pubblicizzare il movimento SG fondato dal noto “Berlusconi giapponese” Mr.Ikeda per fare proseliti tra persone ingenue che non conoscono l’argomento (e che magari stanno attraversando un momento di debolezza). Come è possibile che avvenga questo nel 2011 ??? Ma lei, Sig.ra Guzzanti (come Roberto Baggio), è mai stata in Giappone ? Sa cos’è la Soka Gakkai ? Ha mai studiato il Buddhismo ? Sa che esisono molte associazioni di “vittime della SG” ?? Conosce le loro storie ??
    E’ davvero paradossale tuonare (giustamente) contro quel buffo ometto che abbiamo come “premier”, tuonare contro la disinformazione di massa, e poi dare sostegno ad una setta che approffita dell’ingenuità delle persone e si fonda sull’inganno culturale come la SoKa Gakkai. Glielo ripeto gentilmente cara Guzzanti: il Buddhismo è una cosa molto seria, la invito studiare le tradizioni originali (Theravada e Zen in primis), e a informarsi meglio su chi è il Signor Ikeda, cos’è il partito Komeito e cosa fa in Giappone. Chiamare Ikeda “sensei” (maestro) equivale a cantare “meno male che Silvio c’è”…. Paradossale e inquietante.

    Sentitamente auguro a Lei e a tutti ogni bene, serenità, e …tanta consapevolezza.
    Ma la IMPLORO: s’informi!!!

    Francesco (una Laurea sul Buddhismo, 20 anni di pratica, e decine di ritiri intensivi tra Thailandia e Giappone).

  4. La verità è che i giapponesi stanno minimizzando gli effetti del disastro, per timore dei possibili effetti economici successivi.
    Ma la verità è tragica. Se c’è iodio radioattivo nell’aria e nell’acqua di Tokio dovrebbero chiudere le scuole, far usare solo acqua in bottiglia, dire alla gente di lasciare la città oppure, in alternativa, di uscire il meno possibile.
    Ci saranno migliaia di casi di tumori e leucemie. E per decenni.
    Gli ufficiali OMS arrivati di recente, parlano di contaminazione dei cibi “molto peggiore del previsto”.
    Minimizzare purtroppo non serve a nulla.

  5. x Vix Vaporub:

    Hai fonti attendibili ? Hai dati ? Sei a Tokyo ? Sei in contatto con persone che sono a Tokyo ? Perchè non citi i dati ?
    Io sono in costante contatto con amici di Tokyo, gente che ha anche blog, con tanto di DATI, di misurazioni fatte anche DA CITTADINI PRIVATI con foto di contatori g. pubblicate in rete che indicano le misurazioni delle radiazioni in tante zone di Tokyo !!! (Lo sai ce ne sono più in centro a Roma, anche in questi giorni? Fonte: misurazione ufficiale e dichiarazione fatta dalla protezione civile italiana a Tokyo). Ci sono ineri blog inoltre conj tante testimonianze di come sia la vita in questi giorni a Tokyo. Scritti da gente CHE E’ LI’, ORA. Sono in contatto quasi quotidiano con amici che vivono a Ikebukuro, Ueno e Shibuya (tutte zone centrali di Tokyo), e mi dicono cose ben diverse da quelle che leggo sui giornali. Certamente non bisogna minimizzare, e nel contempo non bisogna fare allarmismi senza essere informati molto bene. E per essere informati bisogna spegnere tv, radio e cestinare i quotidiani, tutti canali nei quali scrivono assurdità del tipo:

    – “i giapponesi hanno le mascherine per proteggersi dalle radiazioni” -> !!! i giapponesi indossano SEMPRE la mascherine in caso di raffreddore, per non contagiare gli altri, e per difendersi dalle allergie da polline (Ora è la stagione del polline in Japan… tra l’altro la comica è che maschierne del genere cosa potrebebro contro le radiazioni nucleari ???)
    – ” i treni vengono puliti ogni giorni da squadre speciali per cancellare eventuali residui della nube tossica” -> !!!! Quelle “squadre speciali” sono le normalissime squadre che OGNI GIORNO, da sempre, fanno la PULIZIA ORDINARIA sugli Shinkansen (“treni proiettili”). Ho preso tante volte quei treni e posso assicurare che quella è la normale manutenzione delle eccezionali ferrovie nipponiche…
    – “Tokyo: una città deserta” -> Pregasi collegarsi alle numerose web-cam in real time. A Tokyo la vita è normalissima, la gente esce, va al ristorante, a lavorare. NON c’è proprio alcun esodo da Tokyo.

    Più altre bufale a DECINE scritte negli ultimi giorni.
    Possibile, anzi probabile, che il governo Giapponese non dica tutto (l’attuale governo tra l’altro non ha per nulla credibilità presso gran parte della popolazione), ma in ogni caso: ci si può fidare di canali di “informazione” del genere ???

    Le chiacchiere sono aria, quello che contano sono dati e fonti.

  6. Ho vissuto per diverso tempo a Tokyo e in Giappone e sono d’accordo e confermo anche io ciò che sostiene Oniwakamaru. Ho sentito un’amico due giorni fa e mi ha raccontato cioò che vede e vive nella quotidianità è sicuramente un momento difficile ma seminare terrore è assurdo
    questo link magari può essere d’aiuto
    http://jpquake.wikispaces.com/Journalist+Wall+of+Shame

    non sapevo di Sabina in Soka Gakkai……. ouch! Mi è stato detto diverse volte in Nihon che si esce da quella setta… solo orizzontali e il loro partito Komeito …. maaamma mia….. fanno apparire Borghezio un boy scout del PD

  7. @ dati e fonti
    da che mondo e mondo sono suppellettili del giornalismo,
    chi si fida più di un giornale?
    comunque credo che tutti abbiano capito che il giappone ha mostrato un grande controllo,
    anche di fronte a notizie incerte,
    in ogni caso contrastanti anche tra le varie agenzie per la sicurezza.

    interessante è capire perchè i giornali falsificano le notizie in un certo modo,
    è la maggior utilità di un giornale…

    in questo caso, mi pare che repubblica cavalchi l’onda del no al nucleare
    che si sta levando in giro, inoltre da noi il nucleare fa parte assieme
    a legittimo impedito e acqua del prossimo referendum importante per una certa parte politica,
    la nostra,
    parte della quale è quella a cui repubblica vorrebbe rivolgersi,

    sarò terribilmente OT ma la volglio pensare così,
    anche perchè è sinceramente ridicolo che i giapponesi si possano sentire offesi per articoli italiani fantasiosi,
    palesemente improvvisati il cui fine non dichiarato è di sensibilizzare ad un certo pericolo,

    non credo poi che chi vive certi drammi si senta scoraggiato o abbia il tempo di leggere articoli di giornali esteri che , mi sembra l’ultimo dei problemi, è anche offensivo pensarlo

    falsificare per minimizzare e tacere invece, mi sembra molto molto molto più grave

    in ogni caso:
    ora che c’è la mal parata il nostro governo
    ci sta dicendo: il nucleare è sospeso, non ne parliamo più,
    i giornalisti di destra dicono: è finito, non se ne parla più,
    ma la loro strategia è: non se ne parla più finchè il referendum non sarà passato indenne,
    poi se non si raggiungesse il quorum diranno con grande boria:
    1 gli italiani hanno detto che vogliono il nucleare,
    2 che vogliono il leggittimo impedito
    e 3 non gli frega niente dell’acqua se diventa privata

  8. @ Oniwakamaru @ Nino. Io faccio parte della Soka Gakkai qui in italia e da 12 anni pratico il buddismo di Nichiren Dashonin utilizzando le guide del maestro Daisaku Ikeda. Le notizie che arrvano dal Giappone tramite la SGI. è che si sono attivati utilizzando i Kaikan come centri di accoglienza. Del Komeito non sò molto, credo sia di destra. Io non sono di destra, e in Italia la Soka Gakkai non fà politica anche se qualcuno a tentato di utilizzare i compagni di fede a scopi elettorali, il nostro direttore Tamotsu Nakajima è stato chiaro, separare la pratica dalla politica nelle nostre attività. In Italia noi della Soka Gakkai ci si incontra nelle case si recita Daimoku e Gonghio, ci si conosce e ci si confronta, persone di diverse estrazioni sociali che probabilmente mai si incontrerebbero nella quotidianità e in fondo facciamo filosofia. Io personalmente recitando DAIMOKU spesso comprendo il mio tutto dove stà! Quello che fà la Soka Gakkai in Giappone giusto o sbagliato è un problema del Giappone. Quello che fà in ìtalia riguarda me e gli altri, che posso condividere se sono d’accordo o dissociarmi al contrario.Credo che la…cosa seria…Sig. Oniwakamaru è condividere la vita. Un vaso di acqua sporca in um mare di acqua chiara .

  9. x Marcello, mille grazie per il suo intervento e l’attenzione al mio post. Cerco di rispondere:

    le scelte individuali in materia di pratica spirituale o psicologica (il Buddhismo autentico orginario è una scienza della mente e non una “religione”) non si discutono (se non sono nocive agli altri) e le rispetto profondamente. Non fanno certo eccezione i praticanti SG. Le vie sono molte, non ne esiste una giusta o una sbagliata, il sentiero lo facciamo noi camminando.
    Fatta questa premessa: a mio modesto modo di vedere lei denota il classico atteggiamento dei praticanti SG al quale facevo accenno prima: persone in buonissima fede che hanno sensibilità di “ricerca spirituale” (per questo ovviamente ho sincero e profondo rispetto anche per i praticanti SG), ma del tutto disinformate su cosa sia davvero la SG e sopratutto su cosa sia il Buddhismo.

    Le cose da dire sarebbero moltissime, ma non è questa la sede, quindi mi limiterò a pochi punti:

    – Le attività Soka Gakkai-Komeito fatte fuori Giappone non sono affatto svincolate. Tutt’altro! fanno parte di un preciso progetto pianificato dai dirigenti in Giappone, al fine di fare “proseliti” all’estero in modo, tra le altre cose, di essere riconosciuti come religione ufficiale in più Paesi possibili e godere di benefici finanziari (es: in Italia è in atto da anni il costante intento di accedere al’8 per mille!!!). In Giappone la SG-Komeito è un movimento politico ultranazionalista xenofobo che predica, tra le altre cose, “la supremazia del Giappone sul mondo e la cacciata di tutti gli stranieri dal Giappone” (slogan TESTUALI recitati dagli altoparlanti dei lussuosi SUV che spesso in periodi di elezioni girano per le città giapponesi)

    – a prescindere dalla reale natura politica della SG: la pratica SG NON fa parte di alcuna tradizione Buddhista riconosciuta, in quanto la recitazione di un mantra secondo le modalità insegnate dalla SG è ritenuta da qualsiasi tradizione Buddhsita come PURA SUPESTIZIONE che porta a rafforzare i meccanismi del desiderio e quindi dell’attaccmento (attaccamento ai propri desideri che si vogliono realizzare con la recitazione di un mantra, attaccamento al gruppo di pratica e all’associazione, ecc….). Ciò rafforza l’EGO che è invece proprio l’oggetto di analisi e presa “di distanza” che si ottiene tramite le complesse e durissime pratiche di meditazione e concentrazione che si praticano nel Buddhismo (tecniche: Satipatthana, Vipassana e Zazen). Un fatto oggettivo e inopinabile è che la pratica SG NON HA NULLA A CHE FARE CON IL BUDDHISMO. (Non è un’opinione, è un dato di fatto in quanto non è riconosciuta da NESSUNA tradizione Buddhista). La SG strumantalizza il termine “Buddhismo” per far presa su persone che non non conoscono la pratica e la storia originale delle tradizoni Buddhiste.

    – Nichiren: tale figura è fondatore storico di un movimento settario fanatico e integralista che per le sue carratteristiche, persino lui, non è considerato Buddhismo, ma una degenerazione nevrotico-integralista degli insegnamenti buddhisti. Nichiren predicava la violenza e la morte di tutti coloro che non riconoscessero nella pratica da lui insegnata “l’unica via”. Un esempio a caso (traduzuone TESTUALE) tra tanti citabili:

    scritti di Nichiren Daishonin, 2, 97: – “Tutti i templi Nembutsu e Zen come il Kencho-ji, il Jufuku-ji, il Gokuraku-ji, il Daibutsu-den e il Choraku-ji dovrebbero essere rasi al suolo, e i loro monaci e praticanti dovrebbero essere portati alla spiaggia di Yui per essere decapitati. Se ciò non verrà fatto, il Giappone sarà sicuramente distrutto!”» – (Traduzione testuale dal giapponese ad opera di Ph.B. Yampolsky, pagine 140-141 di “Selected Writings of Nichiren”, New York 1990).

    (quindi…personalmente , avendo fatto un paio di ritiri intensivi negli ultimi anni, in uno tempio affiliato a uno di quelli citati, tutt’ora esistenti, con un maestro Zen di tradizione Soto, sarei stato passibile, secondo Nichiren, di essere decapitato in spiaggia……. Non dimentichiamo che Il Buddhismo in verità è quanto di più lontano possa esistere dalla violenza e dal non rispetto per le opinioni altrui…)

    – il paradosso poi è che in Giappone i seguaci di Nichiren (considerati dei fanatici integralisti) comunque NON RICONOSCONO (persino loro) la SG. Anzi detestano Ikeda perchè ha strumentalizzato persino la figura di Nichiren fondando un movimento suo con scopi politico-finanziari. Ikeda (tra i primi 20 uomini più ricchi dell’Asia) tra l’altro ha numerosi procedimenti penali a suo carico in Giappone (non ultimo il famoso caso del tempio mai costruito in Giappone dopo aver raccolto grosse donazioni di denaro da praticanti in giro per il mondo…). Ho conosciuto a Tokyo personalmente una coppia di anziani seguaci di Nichiren, due figure stimate e rispettate dagli adepti di questa setta (che sono una piccola minoranza) : le assicuro ceh quando si nomina Ikeda diventano “verdi” di rabbia. Cito una loro frase: “Ikeda è un truffatore che ha unico scopo potere politco e finanziario, se i gaijin (stranieri) che lo seguono sapessero davvero chi è e cosa fa….”

    Le cose da dire sarebbero moltissime altre, ma siccome non è la sede (mi scuso anzi con tutti per l’argomento OT e per la lunghezza del post) è giusto fermarsi qui.

    Ribadisco il mio profondo e sincero RISPETTO per gli amici praticanti SG, ma li invito sentitamente a studiare a fondo e informarsi da fonti al di fuori di quelle SG (e dei loro testi pubblicati da loro casa editrice). Le concluosioni sorgeranno da sè, in base alle proprie libere valutazioni, come testimoniamo le numerosissime esperienze di ex.praticanti (molto anche ex. dirigenti, alcuni di rilievo) che continuano ad aumentare. L’intento di ciò che ho scirtto è solo quello di fare CORRETTA INFORMAZIONE, nell’irrinunciabile rispetto verso le scelte intime personali, che non si possono certo giudicare estrapolandole da quelli che sono i contesti del proprio percorso personale. .

    Questo è il mio ultimo intervento, onde non tediare ulteriormente con argomentazioni non inerenti a quelli del sito.

    Serenità e consapevolezza tutti 😉
    GANBARE NIHON! (forza Giappone)
    Francesco

  10. Grazie Francesco dei dubbi che mi fai solleticare, ma io mi trovo bene recitando daimoku e ad incoraggiare altre persone a sentire il loro cuore.
    Serenità a te
    Marcello

  11. @Oniwakamaru-Francesco

    Salve Francesco, proprio perché come dice lei “le cose da dire sarebbero moltissime, ma non è questa la sede”, mi piacerebbe poter approfondire l’argomento. Ho vissuto per un anno in Giappone e il suo percorso “spirituale” mi incuriosisce particolarmente. Se me lo permette, mi piacerebbe porle qualche domanda! Le lascio la mia mail dove potrà, eventualmente, contattarmi. maktub85@libero.it

    Saluti 🙂

  12. Mamma mia quante sciocchezze.
    Sono anche io in contatto con Tokyo. La mia ragazza vive e lavora lì. Anche lei si è spostata da Tokyo. Inoltre ho la fortuna di conoscere il giapponese e ascolto le conferenze stampa della Tepco su NHK e TBS… Per quelli come Oniwakamaru che minimizzano il problema: attenzione, state facendo il gioco del governo giapponese e di qualsiasi altro governo che si possa trovare in questa stessa situazione. Un governo non direbbe mai a 33milioni di persone di lasciare una città. A me basta sentire esperti (tra cui il nostro Rubbia) per capire che la situazione è grave. Vi ricordo che “per fare tornare a vivere” il popolo giapponese, le tv giapponesi hanno deciso di parlare meno (e in alcuni casi di non parlarne affatto) riguardo la centrale di Fukushima. Oniwakamaru, i giapponesi, che ritengo uno dei migliori popoli al mondo, hanno un grande difetto: non ammettono che il Giappone possa avere un problema e si fidano molto di quello che gli raccontano. Questo signfica chr al momento non sono una fonte attendibile al 100%. La situazione è molto grave e il fatto che loro siano molto tranquilli lo si deve in parte alla loro cultura e in parte a quello che gli stanno raccontando. E poi il livello 6 di allerta è un dato di fatto che nn sottovaluterei.

  13. @Okinawamaru
    Convivo con due ragazze di SG da 6 mesi ca. e inizialmente ero ben disposta perchè naturalmente affine alla filosofia buddhista (anche se non mi ci sono mai avvicinata perchè fondamentalmente non saprei da dove partire, poichè guardandomi attorno ho sempre percepito molte buffonate e farloccaggini ad hoc per occidentali in cerca di “rassicurazioni” in un mondo che li scombussola). Mi è bastato però poco per percepire sensazioni poco positive, e nonostante i tentativi delle stesse di farmi provare (tentativi portati in atto con lo stesso atteggiamento di un venditore della Folletto o di Herbalife…al punto da farmi scherzosamente associare questa SG a una sorta di azienda multilevel…ma hanno la percentuale sui nuovi ingressi???) ho iniziato a tenermene sempre più alla larga.
    Non mi ero mai informata sulla SG, le mie vibrisse mi dicevano semplicemente che qualcosa non era convincente. Ti ringrazio per i tuoi post, mi è venuta voglia a questo punto di saperne di più e informarmi per dare delle basi concrete alle sensazioni di pelle.
    Vedo che altri hanno espresso interesse nel proseguire il discorso in privato, farebbe piacere anche a me ma non vorrei portarti via troppo tempo.
    Se ti va: sileasupergirl@gmail.com

  14. @ Sailia: Mi dispiace che le tue conviventi hanno insistito su una tua probabile adesione alla pratica buddista..ma succede di incontrare anche questo. Io personalmente invito a recitare Daimoku se la persona che conosco sta attraversando un particolare mometo di difficoltà. Aderire all’associazione è una scelta personale che passa attraverso un percorso di fede che si sviluppa attraverso esperienze personali. Non prendiamo percentuali…In bocca al lupo!

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