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Quo Vado, VIVA CHECCO ZALONE!

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QUO VADO CHECCO ZALONE TRILER E RECENSIONE

Quò Vado, VIVA CHECCO ZALONE!

QUO VADO CHECCO ZALONE TRILER E RECENSIONE – I libri, i film, i programmi tv più brutti del mondo normalmente sono quelli che hanno avuto un gran successo. Ma ovviamente è pure possibile che abbia successo un opera valida, sennò come te lo spieghi Michael Jackson?

Quo Vado non è una commedia qualunquista, è una commedia scritta bene. E’ davvero esilarante.
E se da un lato ogni paese ha la sua commedia popolare che esalta il nazionalismo: c’è il quo vado francese, quello inglese e quello tedesco e tutti vanno bene al botteghino, questo di Zalone alla fin fine contiene più elementi di critica e di osservazione della realtà che tanti film finto-impegnati e finto-colti.

Quando scappano dalla Svezia e si trasferiscono in Calabria, la sequenza di gag descrive la situazione in modo meno ipocrita di tanti film sulla mafia o sul disagio sociale.

Nella sua esaltazione dell’italianità è pure problematico: traspare la consapevolezza che quelli che elenchiamo come nostri valori, (dal modo corretto di cuocere la pasta, all’abuso del clacson, allo stupore genuino per la parità dei diritti), non siano davvero “valori” ma siano quelle 4 cagate sempre le stesse, che ci ripetiamo per proteggerci e creare un surrogato di identità comune.

Quello che siamo all’oggi, arretrati, pigri, ladri, lo ha descritto meglio Zalone di tanti altri e lo ha fatto con una freschezza e una vitalità che fa ben sperare.

Mi era piaciuto anche Sole a Catinelle. Indubbiamente destrorso nei contenuti, ma pieno di ottime gag, ben costruito, mi ha fatto ridere e mi ha suscitato il rispetto che un lavoro ben fatto merita.

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3 Commenti

  1. Tranquilla Sabina,
    tutti quelli che in Italia hanno ancora la possibilità e la voglia di sorridere (non certo quelle 4000 persone che si sono suicidate nel 2015 ecc……) l’hanno visto.
    Distinti saluti e non si faccia scrupoli nel cancellare i miei commenti da destrorso.

  2. mah non credo che sia destrorso, non prende per il culo la sinistra ma gli stereotipi che riguardano i sinistroidi, bella analisi comunque, condivido. una voce fuori dal coro della voci fuori dal coro.

  3. Sabina non trovo altro da aggiungere a quello che hai scritto. il signore che ha scritto sopra evidentemente non ti ha mai vista nemmeno in foto, non ti conosce e non sa che dai tuoi spettacoli si vede che ragioni in un certo modo. Dicono che sei un’artista “di sinistra”. Sei un’artista che fà satira, politica e di costume, poi che la satira non possa mai essere “di destra” è un altro paio di maniche….Riguardo al signore di cui sopra: non si preoccupi, Sabina non teme il confronto. E lei?

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