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Pirateria, veri pirati noi siam… contro il sistema lottiam

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LA PIRATERIA

Affrontiamo la questione della pirateria, s’è sempre detto di farlo facciamolo ora che è un momento morto e non c’è niente da discutere (non mi dite che volete parlare di fini, di veltroni e dell’udc?).  Siamo su un tir in bilico tra la terra e il vuoto del canyon, credo che tutti quando ci domandiamo cosa vorremmo che succedesse tra le varie opzioni che ci si presentano pensiamo, speriamo di restare ancora un po’ così. quale momento migliore per intavolare una discussione di principio su una faccenda che qualcuno potrà intendere come marginale ma volendo potrebbe anche intendersi come rappresentativa di altre tante cose. ad ogni modo penso sia importante discuterne soprattutto per mettere a fuoco atteggiamenti che si mascherano da ideologie e che qui vorrei dimostrare sono di comodo.

l’argomento principale a favore del fatto che film e musica si possano scaricare che a mio parere fa acqua, è che essendo la cultura un bene di tutti e un bene fondamentale si debba poter fruire gratuitamente. a quest’affermazione io obietterei che pure il cibo e i vestiti sono un bene fondamentale ma nessuno teorizza, o pochissimi teorizzano e mettono in pratica, di prenderseli gratuitamente nei negozi. non si fa per non venire arrestati.

la pirateria invece da noi non è punita e io qui sostengo che l’unica ragione per cui prendono film gratis è perché lo si può fare impunemente.

la nostra società si fonda per ora sul denaro e non sullo scambio per esempio. tutti lavoriamo e riceviamo denaro. c’è chi guadagna di più e chi guadagna di meno secondo criteri che sono senz’altro discutibili. anche questo si sente spesso dire: non vogliono che si scarichi perché fanno i film o fanno musica per farci i soldi. ma tutti lavoriamo per soldi, tutti campiamo con i soldi. quelli che lavorano nel cinema o nella musica possono guadagnare tanto o poco ma perché ci si sente autorizzati a mettere in discussione questo guadagno e non quello di un commercialista, di un dentista, di un costruttore, di un notaio che hanno entrate in media molto  molto più importanti? forse perché per mettere in discussione l’intero sistema sociale una vita non basta mentre per prendersi un film basta un clik? e c’è qualcuno che vuole pure sentirsi rivoluzionario perché scarica? almeno ruba e stai zitto. anche a me capita di farlo ma non me ne vanto.

per esempio scarico  vecchi film che non si trovano, serie tv che non sono ancora uscite anche se poi quando escono ritengo che sarebbe giusto comprarle o film che si devono vedere per ragioni impellenti anche se poi una volta visti ritengo sia giusto comprarli.se non li compro è perché non mi piacciono, per punire chi l’ha fatto.

ritengo pure che i film dovrebbero essere disponibili a un prezzo più decente anche nelle sale, che 7 euro sia troppo. questa è una cosa giusta che ha detto veltroni. vedo pure che però tanti che si lamentano perché costa troppo magari spendono 7 euro per un mojito (o per 2 mojito). per questo per quanto riguarda draquila credo al 99% che riusciremo a fare una versione scaricabile a offerta libera tra pochi giorni, perché è giusto, (e  non è  stato facile convincere distribuzioni, librai, edicole ecc.)

altro argomento che sento spesso e non ho mai capito su cui vi prego di illuminarmi è la storia dei diritti d’autore liberi.

spiegatemi come chi scrive di mestiere o produce di mestiere opere di vario genere dovrebbe vivere? se tutti scaricassero film e musica come in parte già avviene la conseguenza quale altra può essere se non che non si riesca più a produrre nulla? può darsi anche che sia meglio così, non siamo noi a decidere, ma questa filosofia non dovrebbe implicare un’idea di mondo, di organizzazione sociale completamente diversa? e se la implica perché non se ne parla mai e si parla solo dei diritti liberi? mi spiego meglio: vogliamo un mondo in cui tutto sia libero, non si paghi niente e si torni allo scambio? benissimo, ma deve valere per tutto non vi pare?

però a parte la polemica se ci sono argomenti seri a favore dello scarico libero vi prego di farmeli conoscere, non li ho mai capiti. non mi sono nemmeno troppo applicata ma ora eccomi sono tutta orecchie

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334 Commenti

  1. La penso come te. Chi di mestiere fa prodotti intellettuali, deve poterne vivere. Chi produce il grano, chi il pane e chi, sotto varie forme, idee, ma in tutti i casi si tratta di lavoro. C’è chi frega i software di micro$oft e si giustifica dicendo che zio Bill è fin troppo ricco e ladrone, ma poi, gli stessi fregano anche interi CD ai lo gruppi rock preferiti, agli artisti per cui vanno in estasi e che amano alla follia. Il perchè è molto semplice: perchè si può. Perchè tutto ciò che è digitale può essere duplicato.

    Quello che alcuni difensori della pirateria contestano, filosoficamente, è la proprietà privata delle idee (mi esprimo rozzamente, ma il concetto è questo). Beh, una cosa è la scienza, il pubblico dominio di scoperte utili all’intera umanità, altro sono i film, le canzoni, i libri ed il software…

    Tornare allo scambio (o al comunismo, ecc…)… Ma questo è davvero un altro argomento. Guardando Avatar mi è venuto in mente che da quando l’uomo ha smesso di essere cacciatore-raccoglitore (ossia dal neolitico, quando iniziò l’agricoltura e la possibilità di accumulare, oltre che di possedere le terre e fare le guerre per esse), da allora, dicevo, sono iniziati tutti i guai e non hanno fatto altro che peggiorare. Non credo che si possa tornare indietro e non credo nemmeno più al socialismo, data la natura umana. Un cambiamento, se mai avverrà, non andrà ad incidere solo sul capitalismo (questa è solo l’ultima variante storica di ciò che avviene dal neolitico), ma proprio sull’uomo (e finora, da Budda, Gesù, Marx, hanno tutti miseramente fallito, non è poco).

    Bene, che bell’ottimismo che mi è uscito fuori di primo mattino, niente male eh?

  2. se i prezzi dei DVD/CD fossero la metà, se i prezzi dei cinema fossero la metà, se i prezzi degli spettacoli fossero la metà (30€ per andare a vedere Grillo??), se la pay-tv (l’unica che ti dà la libertà di scelta) costasse meno e ti facesse scegliere i canali che vuoi vedere, se la tecnologia si fosse fermata a 50 anni fa’ (basta parlare del digitale, chi non ha mai fatto la copia di un cd su un’audio-cassetta scusa? era pirateria anche quella, cambia solamente il supporto..) allora tutto questo discorso sarebbe giusto..
    in più ci mettiamo che non si può fermare la conoscenza, e che se c’è gente che aiuta altra gente permettendo di creare copie da supporti originali allora è giusto che non sia vi sia limite..

  3. …aggiungo carne al fuoco: i film in streaming?

    io trovo che il concetto di arte di cui parli, non sia percepito così da chi l’arte non la fa: per la maggioranza, l’arte è ESATTAMENTE come un maglione di lana! Siamo un popolo di accattoni che si scandalizza se un cd costa 22 euro; che compra solo libri compresi nelle 8.50; che vola solo quando ryanair ha le offerte. Quindi, non è di arte che si parla, ma di soldi, appunto.
    Personalmente, non sono una grande scaricatrice (!), ma devo ammettere che un cd prima di comprarlo, lo ascolto per un po’ 🙂
    I film che mi piacciono li guardo al cinema, gli altri in streaming (i tuoi li compro o me li faccio regalare e poi li guardo anche al cinema e spesso li ri-guardo al cinema 😀 ). I libri li compro.
    E’ intricatissima la questione giovani-cultura-pirateria: grazie alla possbilitá di scaricare “il mondo”, ragazzi che prima non andavano al cinema oggi vedono (anche) film di qualitá e sono piú curiosi per ció che concerne la musica, MA non sono schizzinosi come gli appassionati:
    vedono film con audio sfasato e pessimo in generale; la qualitá del video non li scompone; non si emozionano con le copertine di cd.
    PERÒ ne vedono e ne sentono tantissimi.
    L’unica soluzione è che sia lo Stato a pagare: in internet solo prodotti di qualitá, messi nell’etere direttamente dalle case produttrici, fruibili da tutti e una buona ricompensa data agli artisti dallo Stato (come lo stipendio di un impiegato statale). E ovviamente chi vuole va al cinema!
    🙂

  4. Ho un cugino (mio cuggino, mio cuggino) che lavorava (da sei mesi fa altro) come dirigente (ha fatto la gavetta dall’inizio – montare i palchi ai concerti negli anni 80) in una casa discografica e con lui abbiamo sempre discusso del problema. Una delle cose che asseriva quando io gli dicevo che la musica (CD) costa troppo, era: “Quanto ti costa un libro (ad esempio)? Quante volte lo leggi? E un cd? Invece, quante volte lo ascolti?”. Quando io gli dicevo che le case discografiche non fanno abbastanza per favorire la nuova musica giovane (quella degli sconosciuti però che suonano nelle cantine e nei pub, non quelli di Amici), lui diceva che andava un certo tipo di musica. E quando gli dicevo: “Bello il nuovo disco di …xyz….” . Risposta: “Sì, ma non vende. Non m’importa se poi fa il tutto esaurito ai concerti, a me importa che venda i CD”.
    Quello che mi sento di dire personalmente in base alla mia esperienza è che CHI “scarica” per malattia da collezionismo e pretende di avere sul suo disco fisso esterno tera e tera di MP3 che non ascolterà mai (l’altro giorno ho calcolato che il contenuto di mp3 su un h.d. di un collega è ascoltabile, senza mai fermarsi, 24ore su 24, in 12 anni), IN GENERE NON COMPRA MAI NIENTE. CHI invece scarica per amore della musica o del cinema, in genere assaggia e POI COMPRA l’originale e soprattutto possiede molti cd e dvd di musica e film originali. Ama l’arte e la cultura e quindi l’artista.
    Il tempo uccide i cd masterizzati (fisicamente e nell’anima). Spesso i cd masterizzati si rovinano e soprattutto quando vai a riprenderli in mano anni dopo ti viene il voltastomaco. Sono involucri senza anima, non hanno cuore, nè sangue.
    Se invece riprendo in mano il primo disco di vinile che comprai negli anni ottanta. Un Umberto Tozzi da brividi, sento ancora il profumo che c’era nell’aria quando ascoltato quelle canzoni… …Qualcosa Qualcuno, Non va che volo, Mamma Maremma … etc… E chiudo, grazie. Lewis.

  5. Guarda, sui film non so come funzioni la questione, e sicuramente il tuo è un discorso sensato (anche secondo me comunque il cinema è un po’ caro), ma per quanto riguarda la musica ti posso garantire che 25-30 euro per un cd sono una follia. Siamo arrivati al punto in cui i prezzi dei cd sono così esorbitanti che c’è da chiedersi perchè. La risposta non è troppo difficile: perchè chi fa musica non è più in grado di farlo. Gli studi di registrazione vengono occupati mesi per la sola fase di registrazione (sovraincisioni di 6-7 chitarre, 3-4 voci. batterie da campionare per i trigger), dopodichè le fasi di mixaggio e mastering durano circa altrettanti mesi. Spesso le sole registrazioni durano così tanto perchè purtroppo i musicisti non sono in grado di suonare (ma questo non succedeva quando si registrava in presa diretta, e ciò che era importante era un bravo fonico). I prodotti che si usano oggi per fare un cd (schede audio, plug-in, ecc) costano cari, e quindi gli studi costano cari. Allora perchè io devo dare 25-30 per un prodotto che magari a livello sonoro poi rende bene, ma che mi costa tanto perchè non chi ci mette il nome e la faccia non sa più suonare? Perchè devo spendere 40 euro per vedere un concerto dal vivo? (siamo arrivati al punto che qualche anno fa un concerto di tom waits costava 90 euro! tom waits!) Io sono d’accordo che chi fa musica deve poterci campare, ed è giusto che sia così, ma come succede sempre qui in Italia una volta che abbiamo capito come ci si guadagnerebbe onestamente gonfiamo i prezzi. Peccato che chi troppo vuole nulla stringe, e quindi ci becchiamo ciò che ci meritiamo. E la cosa triste, è che con questo metodo, restano solo gli artisti per il target che fa guadagnare di più alle case discografiche. E per quanto, ad es. Vasco Rossi, sia stato in qualche modo un simbolo per la generazione tua e di mia madre (siamo lì…), io sinceramente voglio vomitare quando gli sento violentare un pezzo dei Radiohead perchè ha finito i soldi per la cocaina. Glieli devo dare io comprando i suoi cd oppure andando ai live?! Ma non scherziamo! Insomma, se si tornasse a dei suoni in studio veri (e non sovraincisi mille volte perchè “spaccano” di più) e quindi anche dal vivo (perchè poi per far suonare dal vivo come nel cd devi portare miliardi in compressori, EQ, ecc…) i prezzi sarebbero accessibili, la musica sarebbe sicuramente meno schematica e più libera (non sempre vincolata dal cd, vedi i led zeppelin che dal vivo cambiavano i loro pezzi o i loro soli) e tornerebbe ad essere arte. Poi mi sento di fare un appunto per i film: io sono venuto a vedere Draquila al cinema quando lo hai presentato a Padova, e l’ho trovato agghiacciante (dovrebbe essere un complimento…), ma se voglio andare al cinema (non sono cinefilo) non so da che parte girarmi… sinceramente di dare 7 euro per vedere avatar o transformers o comunque gente che si spara e scopa ogni due per tre non mi va. Che devo fare? Oramai il mercato è sovrappopolato da film del genere (e da musica del genere, se mi spiego)… Mi spiace che si debba scaricare musica, ma come dicono giustamente i prophilax: “io non sono il figlio di berlusconi” e quindi se voglio ascoltare musica o guardare film mi dovrò adeguare. Se però qualcosa mi piace davvero poi lo compro.
    Un abbraccio.
    Ciao!

  6. Il discorso è complesso, ma non più di tanto se si mettono alcune cose al loro posto. Ci sono infatti alcuni preconcetti pro e contro che andrebbero sistemati una volta per tutte.

    I paladini del copyright paragonano la pirateria al furto: sbagliato.
    La pirateria dei media NON è furto ma duplicazione (e spesso si tratta di una duplicazione economica e molto facile da realizzare).

    I pirati sostengono invece che la cultura, in quanto tale, sia un bene di prima necessità e come tale vada elargito gratis: sbagliato.
    La cultura non è un bene indispensabile per la sopravvivenza altrimenti non si capirebbe perché i leghisti riescano a vivere abbastanza da raggiungere un età valida per il suffragio.

    Il terzo preconcetto scomodo è quello che quantifica le perdite semplicemente valutando le copie pirata in circolazione e moltiplicandolo per il prezzo dell’originale: 200000 copie pirata per 20€ = danno di 4 milioni di euro. Se le Lamborghini potessero essere duplicate con la stessa facilità ed allo stesso costo di un MP3 ce ne sarebbero milioni in circolazione ma questo non significa che la Lamborghini avrebbe perso milioni di clienti e miliardi di introiti.

    Se poi si potessero duplicare pagnotte con la stessa facilità di un MP3 si verrebbe chiamati Gesù e non pirati, questo però è un altro discorso.

    La realtà è che il prezzo di vendita dei media dipende dal valore che può essere attribuito “tipo di contenuto” ma non al “contenuto vero e proprio” e neppure al supporto impiegato; e questo prezzo è spesso esagerato.

    Un E-book che non ha richiesto stampa, rilegatura, trasporto, etc. e che è arrivato a destinazione sfruttando la connessione internet pagata dall’acquirente stesso dovrebbe avere un prezzo simbolico di qualche decina di centesimi… non costare solo il 15% in meno della copia cartacea! Il 15% non ti ripaga nemmeno della “scomodità” di leggerlo su un display.
    Un CD di musica rap di Giangermana Kitticonosce costa come un CD della Berliner Philharmoniker… ad anche “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” costerebbe come gli altri due se i Beatles fossero vivi e lo pubblicassero domani. La stessa cosa vale per i film al cinema e per i libri.
    Lo scandalo non è la pirateria, ma il fatto che i libri di Hemingway e quelli di Vespa, a parità di peso, costino la stessa cifra! Anzi, quelli di Hemingway essendo ristampe vengono via anche a molto meno.

    Va infine detto che non è mai stato dimostrato che la pirateria abbia mai sottratto cifre alle vendite, anzi, in campo musicale e teatrale sembrerebbe che porti ad una maggiore conoscenza degli artisti ed a maggiori presenze a concerti e spettacoli. L’esatto opposto.

    Personalmente ritengo sia l’ottusità di produttori e distributori a ridurre gli incassi degli artisti, non la pirateria.
    Ma alle “major” degli artisti importa poco rispetto al mantenere in piedi il loro baraccone di potere, clientelismo e servizietti derivati. Cercheranno quindi di tenere il tutto in piedi il più possibile fino a quando verranno spazzati via da nuove forme di commercio (iTunes Store & C.) e non dai pirati.

    Da utenti onesti, dovremmo batterci per accorciare la scadenza dei diritti sulle “opere artistiche e di ingegno” a pochi decenni (20-30 al massimo) in nome della libera circolazione della cultura e stabilirne l’inderogabilità in maniera definitiva (per evitare che colossi come la Disney prolunghino i propri diritti all’infinito alla faccia dei meno abbienti).
    Dopodiché chiedere che vengano stabiliti prezzi di vendita tali da renderne assolutamente ingiustificabile la duplicazione dal punto di vista pratico piuttosto che legale (vedi i .99 cent a canzone o il prezzo corrente dei quotidiani).
    Ne guadagneremo tutti; utenti, artisti e produttori.

    -T2

  7. Parlo da informatico, quindi sono, per un certo senso “di parte”, dobbiamo renderci conto conto che stiamo vivendo in una nuova era, mi rendo conto che è difficile comprenderlo o perlomeno è difficile accettarlo per noi che siamo sempre stati abituati alla carta stampata, al vinile, alla pellicola del cinema. Sono anche convinto, dato che vivo di “bit”, che il fenomeno informatico ha risvolti sociologici ed economici a dir poco rivoluzionari, ciò che prima era nero, con un click domani, nel futuro, potrà essere bianco, ciò che gli autori ieri diffondevano attraverso editori, librai ed edicolanti, domani diffonderanno a tutto il mondo gratuitamente e indiscriminatamente a neri-bianchi-gialli-verdi …. capisco che tutti si domanderanno che questo in fondo potrà essere giusto, che questo ridurrà alla fame categorie intere di persone, che nessuno sarà + motivato a scrivere ecc….ecc…. ebbene guardiamo solamente che salto ha fatto ‘informazione e le risorse culturali da quando iniziamo a navigare su internet, guardiamo quante nozioni ogni giorno leggiamo ed impariamo rispetto a 20 anni fa, guardiamo quante persone ogni giorno si collegano per seguire blog, giornali, notiziari, video, forum, social network… di ogni tipo e di ogni lingua….. insomma ognuno di noi grazie al libero e gratuito accesso della rete, ed alle sue risorse, fruisce gratuitamente di una infinità di notizie che fino a ieri era semplicemente “impensabile” . Capisco che noi siamo una generazione “di mezzo” e siamo ancora giustificati a difendere vecchie modalità ( anche giuste dal nostro punto di vista ) , ma il futuro sarà ben altro, credetemi, le potenzialità della rete sono incredibili, i nostri figli tra venti anni avranno davanti a loro cose “che noi umani degli anni ’80 non riusciremo neanche a immaginare” :)) . Il libero e gratuito scambio ormai è irreversibile e farà parte della vita quotidiana, non può essere fermato da nessuna legge, da nessun politico, nessun capo di Stato, dovremmo in qualche modo esserne consapevoli, internet sta davvero cambiando il mondo e scaricare film, libri e musica sarà una pratica che diventerà sempre + diffusa tanto che già alcuni gruppi musicali e qualche scrittore gia’ scrivono e rilasciano testi scaricabili gratuitamente.

  8. argomento talmente ricco , e sabina ne ha gia visto tutte le ramificazioni , da scriverci un libro o passare nottate a discuterne

    perche’ si considera normale piratare films , musica ecc e non beni di consumo ?

    penso che inconsciamente tutto cio’ che e’ ludico lo consideriamo superfluo dunque ci sentiamo un po’ colpevoli di spendere e non esitiamo minimamente a farlo effettivamente perche’ e’ semplice e non rischioso , la paura del gendarme ha sortito i suoi effetti in francia solo x una piccola parte d’internauti , molti hanno trovato vari raggiri come le reti vpn anonime ecc

    anche i programmi o addiritura i sistemi operativi sono piratati , che ludici non sono , qui penso entri in gioco l’economia se non la miseria , programmi e os sono piratati da chi non puo’ permettersi l’acquisto di un nuovo pc con os gia’ installato e non vuole spendere i vari 30 , 40 euro per quei programmi che l’interessano , chi non ha problemi di soldi senza essere ricco non si sogna minimamente di piratare programmi e os , ne conosco moltissime di queste persone

    questo e’ l’esame pratico e concreto dell’argomento , dopo passero’ al lato ideologico , ma prima vorrei spendere 2 parole sul famigerato mp3 e sul suo corollario , il divx che per fortuna resta e restera’ un formato di comodo x scaricare films in anteprima e avere un idea se vale la pena noleggiare il dvd quando uscira’

    ma l’mp3 da formato di comodo quale e’ nato 15 anni fa x scaricare musica con i modems lentissimi di prima dell’adsl e’ diventato di fatto uno standard universale x usufruire della musica allorche’ avrebbe dovuto scomparire con l’apparizione della banda larga e dello storage miniaturizzato .
    dico io , se sul tuo ipod puoi mettere 1 000 ore di musica in formato compresso DI MERDA , non e’ meglio metterne 100 in formato cd ? o ti allontani da casa x un periodo cosi’ lungo che 100 ore di musica non ti bastano ?
    ok , lo so che inconsciamente tutti vorremmo avere TUTTA la musica su un unico supporto , ma alla QUALITA’ non ci pensate ? , ascoltati un cd con una buona cuffia e poi l’equivalente in mp3 e poi , se l’uso delle cuffie e delle discoteche non ti ha reso mezzo sordo , mi dirai se non ti vien voglia di sputare sull’ mp3
    stesso discorso x lo scaricamento , scaricare un album in formato cd e’ come scaricare un film in dvx , stesso tempo impiegato , per cui non vedo perche’ sto cazzo di mp3 continua ad esistere
    ricordo che le compilations personali si possono fare anche estraendo da un cd i brani che ci interessano
    colgo l’occasione x lanciare ufficialmente la campagna ANTI MP3 , spero sarete in molti ad aderire , questo formato deve SCOMPARIRE , e’ un REGRESSO e non un progresso , mi stupisco che nelle majors nessuno abbia pensato a lanciare un vasta campagna pubblicitaria in favore del PROGRESSO rappresentato dal DVD musicale , una sorta di HD del suono , standard meraviglioso entrato nel dimenticatoio per colpa di ciechi che sono pure sordi…

    sogno di una campagna internazionale a favore del dvd musicale in cui quelli che ascoltano gli mp3 farebbero la figura di trogloditi , l’industria musicale avrebbe tutto da guadagnarci come lo sta facendo col video in cui l’innalzamento continuo della qualita’ limita di fatto l’interesse per la pirateria , vai a scaricarti un film da 30 giga..

    altra cosa da aggiungere , i films vanno visti in SALA preferibilmente mega sala come i cinema di una volta e non in una multisala con lo schermo che sembra un mega televisore , anche questo e’ un regresso …

    Ora abbordiamo l’argomento dal lato ideologico , la proprieta’ artistica e il suo dovuto riconoscimento morale e pecuniario , quello che sta piu’ a cuore alla Sabina e a tutti gli artisti che si fanno un MAZZO a creare

    come tutto cio’ riguarda le idee e le opinioni si va a finire sempre nell’estremismo , nel caso dei diritti d’autore e della proprieta’ artistica , gli estremisti pensano che NULLA ci appartiene , quello che il genio di un artista ha creato appartiene di fatto all’inconscio collettivo o mente universale di morrisoniana memoria , dunque a tutti

    al che si potrebbe ribattere che anche condividendo quest’opinione filosofica estremista , chi si e’ fatto il mazzo mentalmente e anche manualmente e’ uno solo …

    piu’ terra a terra resta il problema eterno dell’eguaglianza , della ricchezza , ecc

    l’egualitarismo estremista preconizzerebbe che chi ha creato un opera che nessuno caga abbia lo stesso compenso di chi ha creato un mega successo , in pratica tutti saremmo i dipendenti di un mega stato che compenserebbe tutti in maniera uguale alle ore effettive lavorate , ma si sa che il paradiso e’ un utopia perche’ gli uomini sono degli STRONZI che cercano sempre di fottersi e di fare i furbi e che lo STIMULUS principale e’ di ELEVARSI sopra gli altri , se si soffoca quest’istinto primordiale la societa’ va in decadenza , o almeno e’ quello che generalmente si pensa …

    corollario di cio’ e’ il problema della ricchezza , che filosoficamente parlando si deve associare alla fruizione del BELLO , neanche in paradiso tutti possono avere una ferrari , una rolls , mega villa in riva al lago , ecc ecc

    chi ha l’eta’ si ricordera’ l’estremismo autonomo dei 70 in cui si contestava la ricchezza delle rock stars e li si considerava degli stronzi complici del sistema capitalistico percfhe’ avevano preso gusto al lusso , al BELLO …

  9. Ho letto alcuni commenti e non mi sono piaciuti (solo alcuni).
    1) se i CD costano troppo (vero), i brani si possono acquistare su iTunes dove un album costa molto meno della metà e si possono perfino acquistare i brani singoli, solo quelli che piacciono. Questo dimostra che se un CD costasse anche solo 50 centesimi, e gli smanettoni potessero fregarlo, lo farebbero di certo.
    2) Certo, un po’ di pirateria, youtube e quant’altro aiutano la pubblicità per un artista, ma il danno è comunque di molto superiore, basta guardare i redditi dei canzonettari di successo di oggi confrontandoli con quelli di ieri (e pure le case discografiche).

    Ultimo, vi faccio una confidenza, forse non ci avete mai pensato. Quello che fa irritare un artista è la concezione che il suo non sia un lavoro. I musicisti suonano per divertimento, cos’è un lavoro? Questa concezione, signori, del musicista saltimbanco e servo, viene da santa romana chiesa, e affonda le radici nella negazione dei sensi. Una volta mia cugina mi fa: “caro, al mio matrimonio ci sarà anche un pianoforte, così se vorrai potrai anche divertireti a suonare.” Ho detto tutto o no?

  10. Sono d’accordo con Sabina.

    L’unico aspetto positivo del poter scaricare gratuitamente è, secondo me, la possibilità di conoscere cose che altrimenti uno non si comprerebbe e grazie a questa conoscenza fa poi guadagnare chi ha prodotto l’opera.

    Ad esempio: scarico un cd di un gruppo che non conosco (e che quindi non comprerei a scatola chiusa), mi piacciono e quindi decido di andare ad un loro concerto, oppure di comprare il nuovo disco quando esce.

    Però questo meccanismo potrebbe benissimo essere gestito dagli artisti in modo legale, cioè tramite l’offerta gratuita di scaricare del materiale per ragioni promozionali.

  11. sono d’accordo. le opere dell’ingegno vanno comunque tutelate e devono ricevere i loro sacrosanti diritti, come un qualsiasi prodotto fatto con le mani.il problema, come anche nel prezzo della frutta o della verdura o della carne, è che ci sono troppi passaggi e troppi intermediari che devono guadagnarci sopra, e così il prezzo alla vendita sale vertiginosamente. ciò non toglie che non sia assolutamnete nè giusto nè tantomeno legale giustificarsi col prezzo troppo alto per poter scaricare gratis. battiamoci per abbassare i prezzi boicottando l’industria del cinema o del libro o quella discografica e non utilizzando più i loro prodotti, ma non deve esserci l’alternativa gratis altrimenti sarebbe scorretto.

  12. Mmm cara Sabina non so se sono io ad avere innescato questa discussione, con il mio post. Ho l’impresione di sì e se è così mi fa piacere perché questo è un argomento che m’interessa particolarmente. Io in qualche modo lavoro nel tuo campo: mi occupo di produzioni e noleggio attrezzature cinematografiche e video e quando lo faccio esigo di venire retribuito nei tempi e nei modi stabiliti. Per cui mi trovi veramente d’accordo sul diritto di essere retribuiti per la propria attività. Io devo confessati che non scarico da internet ne musica ne film, a meno che la contingenza non me lo richieda. Ma per la mia mania del possesso, compro quasi sempre il DVD o il CD.
    Non amo guardare film al computer con l’audio fuori sincrono e le immagini che barellano. Mi piace avere l’originale da conservare e mettere insieme alla mia collezione di migliaia di dischi, DVD, e CD.
    Quello che ho detto nel post l’ho detto a titolo provocatorio, volevo sapere quando e come poter vedere il tuo film, ho cercato su internet ma non ho avuto notizie che mi confortassero.
    Per quanto riguarda i diritti d’autore liberi, credo che ci si riferisca alle licenze di alcuni siti tipo Jamendo. Ma questo è tutto un altro paio di maniche. Ci sono autori sconosciuti, che mettono a disposizione della rete le loro opere e credo lo facciano a titolo d’investimento, sperano di ricevere tanti consensi e tante richieste. Aspettative male o ben riposte. In fondo molti autori in erba stampano a loro spese i loro libri e li regalano a parenti amici… spergiurando di aver trovato un editore che li pubblica.
    Comunque tornando ai diritti d’autore, sono d’accordo con il fatto che debbano essere pagati, penso che dovrebbero esserci dei prezzi equi (anche perché all’autore in genere vanno dal 3 al 7 % del prezzo di vendita. Comunque l’idea di mettere ondine scaricabile a offerta libera non mi piace. Non so, mi ricorda la vecchina che vende i rami d’ulivo davanti alla chiesa. Preferirei che ci fosse un prezzo giusto per tutti.

  13. Domanda: applichereste la stessa analisi/valutazione al sistema dell’istruzione (fonte primaria per poter usufruire di cultura)?
    se si applica lo stesso ragionamento per la scuola, ne verrebbe fuori che sarebbe giusto e opportuno pagare (direttamente) per poter ottenere un’istruzione, per poter usufruire di “cultura”, pagare la scuola in funzione del livello di preparazione fornita, di preparazione dei docenti, pagare i testi ecc, ecc…
    allora perché non applichiamo le dinamiche del commercio anche alla sanità????

  14. Al di là dello scaricamento rimane il fatto che uno se lo può sempre masterizzare il cd o il dvd. è un fatto che dipende principalmente dalla coscienza che quell’uno ha. quest’anno ho pubblicato un mixtape di musica funk (faccio il dj) e i primi a comprarselo sono stati gli amici più stretti, a cui magari intendevo regalarlo. molte persone me lo hanno chiesto gratis, in alcuni casi pretendendolo! non è che io vado dal salumiere e giusto perchè lo conosco mi prendo due etti di prosciutto e me ne vado senza pagare. ma molta gente pensa che chi fa arte vive di emozioni. personalmente sono d’accordo nello scaricare brani pagando, non nel rubarli. mi piace il fatto che se uno vuole si può comprare una sola traccia di un cd, abbattendo così tutti i costi relativi alla distribuzione, produzione del cd, stampa etc..
    bisognerebbe entrare nella mentalità che chi vuole arte, chi parla di arte in questo paese deve per prima cosa sostenerla! un paio di birre in meno a settimana e ti compri il cd! o vai ad un concerto! oppure non ci vai e va bene così. però poi è inutile lamentarsi che non si organizza mai niente.uno deve scegliere. siamo abituati adesso con internet ad avere tutto il mondo a portata mano, ma poi in fondo non lo conosciamo. sappiamo tutte le notizie in tempo reale, ma ce le scordiamo un attimo dopo. odiamo il berlusconismo, ma poi non sappiamo in fondo spiegare il perchè immersi come siamo nella massificazione generale (di cui quel cancro si nutre!). è un discorso ampissimo…è anche forse la chiave per svoltare questa società…prima dell’insabbiamento totale!
    con ciò sia cosa chè ho visto quello che è successo a luttazzi…anche lì si parla di copyright no?

  15. “se poi una volta visti ritengo sia giusto comprarli.se non li compro è perché non mi piacciono, per punire chi l’ha fatto.”

    Attenta a non incartarti.
    Non li compri per punire chi ha fatto il film brutto, ma come fai a sapere se è brutto finché non lo vedi?
    Se non ci fosse stata la possibilità di scaricarlo, saresti andata al cinema a vedere un film brutto, ma non avresti avuto l’opportunità di punirlo, e gli avresti già dato i soldi per permettergli di farne un altro ancora più brutto.

    Non è una difesa alla pirateria, evidenzio solo come, se decidi di fare un discorso anti-pirateria, tu debba essere totalmente coerente, senza la minima eccezione, altrimenti non puoi distinguerti dal resto dei pirati.

  16. A mio parere la parola pirateria andrebbe cancellata proprio, almeno nel senso che oggi si dà! Ma perchè deve essere un reato conoscere, approfondire! Faccio un esempio: io amo particolarmente alcuni cantanti, che per me tutto quello che producono va a genio, e compro il prodotto originale a scatola chiusa, sò che mi piacerà..molta gente è fan di un personaggio pubblico e compra il prodotto originale..ma mi spiegate perchè dovrei comprare un disco pubblicizzato solo perchè la casa discografica deve fare soldi su quel cantante..e poi di quel disco si salva una canzone e il resto è da buttare come spesso capita. Nel cinema è pure peggio, nn è così che spesso queste grandi produzioni americane hanno tanta pubblicità un trailer avvincente e poi sono dei film che dopo che esci dal cinema rimpiangi il biglietto e pure il popcorn?! A loro piace fregare noi con la pubblicità ingannevole..ci bombardano e poi si tratta di film vuoti pieni di effetti speciali magari ma nn ti lasciano niente..allora perchè noi nn dobbiamo fregare loro?! Perchè nn rimborsano gli spettatori delusi del film? o chi compra un cd pieno di porcate? Io avrei una bella lista di film visti al cinema di cui vorrei il rimborso!
    Per finire aggiungo, lo stato ha previsto in via cautelare di mettere una tassa che và alla siae sul’acquisto di cd-r, dvd-r, pen-drive, lettori mp3 ecc. ma a questo punto mi chiedo, visto che ho pagato una tassa in anticipo che và alla siae, vuol dire che su quel cd-r sono autorizzato a masterizzare anche materiale scaricato dalla rete?! Sennò non ha senso che io pago questa tassa in più alla siae! e quindi nn si può parlare più di pirateria perchè da cittadino onesto ho pagato l’equo-compenso!
    Per quanto riguarda gli Artisti, si rifacciano alla siae, e producano prodotti di qualità che viene voglia almeno di acquistarli in originale!

  17. Ciao Sabina, ciao a tutti.
    A mio parere, ci sono due livelli diversi da prendere in considerazione.
    Un primo livello, di puro utilizzo o diffusione del prodotto, che si tratti di libri o film o canzoni: lo scarico perchè non lo conosco e mi incuriosisce (ma non tanto da spenderci dei soldi) o perché mi va di vederlo/ascoltarlo ma non mi interessa più di tanto. Come dire: ho sete, ho voglia di vino e prendo un mezzo litro della casa.
    Un secondo livello è quello degli appassionati, degli intenditori o degli specialisti. Io non compro cd di Lady Gaga, ma di k.d. lang sì. Non compro il dvd di Avatar, ma di Draquila o di Donne per l’Abruzzo sì. Personalmente, i libri li compro sempre, tutti, perché sono un’appassionata di lettura e, in pratica, una collezionista di libri. Come dire: ho sete, ho voglia di vino ma non di uno qualunque, ho proprio voglia di quel particolare Chianti che ho provato e mi è piaciuto tantissimo, anche se costa un po’.
    Nell’era del digitale, una cosa è ascoltare con l’mp3 mentre vado in tram una canzone a caso della playlist di una radio qualcunque, e un’altra andare apposta a comprare quel particolare cofanetto di cd di quello speciale artista che voglio e cerco. Sono due esperienze diverse, per le quali sono disposta a pagare in maniera diversa.
    Io ho scritto un libro, stampato in 500 copie, tutte vendute a chi ci teneva ad avere un mio libro, fisico, in casa, con il mio nome stampato sopra, e magari una dedica personale. Adesso lo metterò scaricabile gratuitamente su internet, perché chiunque sia curioso possa leggerlo, e magari al prossimo libro che scriverò dire: “questa la conosco, mi piace, la compro”.
    Il prodotto cd, dvd, libro è per appassionati, collezionisti (o per i ricchi, che possono permettersi di riempirsi la casa di qualunque cosa). L’idea che c’è dietro, il canovaccio della storia, la melodia della canzone, la trama del film, la poesia, l’intuizione geniale, la battuta comica giusta… quelle sono inestimabili, non si può pagare per quello. Quanto vale “M’illumino d’immenso”? Non esiste cifra. So quanto vale, però, la raccolta completa delle poesie di Ungaretti nella prima edizione originale.

  18. E’ una motivazionee economica “se posso averlo gratis ed in 2 minuti, non lo pagherò, indipendentemente dal costo”. SE posso scaricare un album intero gratis, perchè pagare 1 euro per una canzone su itunes?” questo è il ragionamento che fanno tutti.

    In ogni caso, dal mio punto di vista:
    Non l’ho mai capita sta storia della pirateria vista dagli occhi degli artisti. Se scarico un cd musicale è proprio perchè non l’avrei comprato in negozio. Come posso essere considerato “ladro” ? Ogni volta che io prendo una canzone da internet non ho rubato niente, perchè se non ci fosse la possibilità di prenderla da internet non la comprerei. Il musicista non “ha venduto un cd in meno” ed io non gli ho tolto guadagni. In più non lo rivendo nè ci guadagno io a mia volta alle sue spalle quindi …dov’è il problema?
    Se mi piace un gruppo, vado a vederlo live, ed i cd li compro se devo fare un regalo, se “l’oggetto” la scatola, il booklet, la qualità del suono, sono un valore aggiunto che merita un prezzo. Nonostante si possano scaricare anche quelli..
    Non è una questione di principio è proprio perchè se lavoro 12 ore per 50 euro mi sento truffato a comprare un cd, per 30 euro con uno scatolo un libretto e tutto che non mi interessano, e mi sento ancora più truffato a pagare 1 euro per un file, senza avere neanche un oggetto. Ma se non ci fosse la possibilità di scaricarlo, quel cd non lo comprerei e basta.
    A volte, anzi no spessissimo, cerco su wikipedia i gruppi per similitudine gruppi diciamo poco famosi, che non si sentono per radio, e magari ne scarico qualche canzone per “provarli” e scoprirli.. Spesso mi capita che mi facciano cagare, altre volte mi piacciono e me ne procuro il cd. Quel gruppo da quel momento ha un “fan” in più e se dovesse fare un concerto probabilmente lo andrei a vedere (se mi piacessero abbastanza in proporzione al prezzo del biglietto del concerto). Se non esistesse la possibilità di scaricarli non potrei farlo e starei a sentire (come facevo quando ero piccolo) quello che mi passa la radio e mtv o quello che mi passano gli amici. questo per quanto riguarda la musica.

    Per i video è un discorso più complicato. Vedere un film in streaming vuol dire dal mio punto di vista avere la comodità di scegliere un film anche vecchio, anche che non mi piace o visto solo perchè magari è una perla del trash e poterlo vedere a) senza dover pagare b) senza dover uscire di casa per andarlo a fittare c)senza dover scegliere tra la videografia a disposizione del noleggio.
    Questo senza togliere niente al vederlo al cinema. Ho tutta la videografia dello studio ghibli (uno studio d’animazione giapponese) comprata regolarmente per collezionismo, per supportare chi si è impegnato a portarlo in italia e perchè in quel caso mi piaceva l’oggetto.

    Se esce un film al cinema che mi interessa o mi incuriosisce sceglo un giorno in cui il biglietto costi 4 euro (che sono una cifra irrisoria) e me lo vado a vedere. Se m’è piaciuto davvero tanto mi compro il dvd.
    Lo streaming è un’altra cosa.
    in streaming cerco
    1) un film che non sono andato volutamente a vedere al cinema perchè non mi interessava più di tanto, non mi intrigava o magari già sapevo fosse più o meno fuori dai miei canoni. Un film per cui non pagherei in pratica.

    2) Oppure un film più o meno vecchio o irreperibile. Come con le canzoni, trovo un regista o uno sceneggiatore che mi piace e ne vedo la videografia un po’ alla volta. Consiglio i film che mi colpiscono agli amici, loro li consigliano ad altre persone, li vediamo assieme e quando quell’autore fa un nuovo film si va tutti a vederlo al cinema. Ma quest’operazione è fatta proprio perchè non costa niente rischiare, sennò non la farei, come non la facevo quando non ne avevo la possibilità.

  19. mmh, cara Sabina, alla base c’è un sottile disprezzo per i mestieri creativi e chi li fa. è un disprezzo provinciale e antico, che adesso si sente più leggittimato grazie alle sparate di certi governanti, a certa tv, e al fatto che si può scaricare tutto impunemente.
    è un disprezzo ingnorante e invidioso che dilaga nei commenti in rete. Fare musica, scrivere libri, fare cinema, è considerato roba da privilegiati in quanto tale. (perchè loro si e io no? Vedono i soldi come risultato ma non capiscono il lavoro che c’è dietro, sono indotti a pensare che partecipare a un talk per mostrare le tette o per presentare un libro sia la stessa cosa) scaricare diventa quasi un risarcimento all’ingiustizia sociale che sentono di patire. Ci vorrebbe un’educazione al rispetto del lavoro creativo, ma la veggo buia.

  20. Io credo che chi scarica non dia nessuna perdita ai produttori e autori. Mi spiego, se un ragazzino si scarica una decina di cd in un mese, non è che se non lo avesse fatto si sarebbe comprato dieci cd in un mese, perché non ha li sordiiiiiiiiiiiiiiii ! Quindi lui non è un potenziale cliente , non c’è un mancato guadagno. La situazione sarebbe rimasta invariata. Lo stesso dicasi per coloro che scaricano film, spesso ne scaricano diversi, ma anche se non lo facessero non andrebbero mai a vederseli tutti al cinema o a comprarli, perché spenderebbero troppo, neanche si sognano di andare così spesso al cinema, ma in compagnia ci vanno lo stesso perché è un modo per svagarsi in compagnia, come quando si dice: mangiamo fuori stasera? Non sono potenziali clienti mancati. Se si vietasse lo scarico, si scoprirebbe che gli introiti di vendita non avrebbero nessun rialzo, benchè impercettibile. Andiamo a Napoli, la maggior parte dei cd dei neomelodici viene venduta contraffatta, ora a parte che questo è reato perché il venditore guadagna su un’opera di altri, questo è il vero furto, resta il fatto che quelli che li comprano non hanno tanti soldi per permettersi gli originali. Identicamenete chi è appassionato e se lo può permettere si compra l’originale.
    Io ritengo totalmente ridicolo per esempio scaricare musica classica in mp3. Infatti la mia collezione di Beethoven Vivaldi Bach e sinanco Cage ecc ecc è in cd originali.
    Così come parallelamente ritengo totalmente ridicolo scaricare un libro di Vespa o la canzone di Menomaleche… Vespa può stare tranquillo…

  21. Fabio, i numeri ti danno torto. È vero che non tutto il materiale piratato si tradurrebbe in un acquisto. Ma una parte cospicua sì. Chi ha 300 CD piratati, se non potesse piratare, almeno 50 li avrebbe pagati.

    La classica in mp3 non va bene, daccordo, ma anche questo dimostra qualcosa: lì, dove i classicomani non amano piratare, i danni da pirateria sono molto inceriori. Si tratta di un pubblico molto più ristretto, esigente, e pure un pochino più rispettoso.

    Ps non Fabio, ma un altro sopra ha detto la perla del giorno: la musica è cultura e come la scuola e la sanità non andrebbe pagata. Ah ah ah, qualcuno informi il simpaticone che 1) insegnanti e medici mangiano anche loro tre volte al giorno, 2) insegnanti e medici vengono regolarmente pagati tutti i mesi, 3) a pagarli sima tutti noi, con una cosa chiamata tasse (forse le paga anche il simpaticone, chissà…)

  22. Tutto giustissimo e condivisibile ma aggiungerei anche che agli artisti dovrebbe arrivare buona parte degli introiti della vendita dei cd, dvd o libri e dei diritti siae ma nel mondo reale non mi pare vada così.
    Hanno spinto per introdurre una tassa sui supporti digitali espandendola anche agli hard disk dicendo che così si dava una boccata d’ossigeno agli artisti, ma gli artisti hanno davvero ricevuto più soldi o sono finiti nei bilanci del baraccone siae, dei sui dipendenti e dei soliti pochi che arraffano tutto a discapito dei piccoli artisti?
    Senza considerare che metti una tassa perchè qualcuno potrebbe commettere un reato vuol dire che avendo pagato già per il crimine sono legittimato a compierlo.
    Se il sistema messo in piedi per tutelare i diritti degli artisti sottrae più reddito di quello che arriva agli stessi nelle tasche forse è il caso di pensare a qualcosa di diverso, compensi più equi che vadano direttamente nelle tasche di chi produce l’arte.

  23. Esiste una differenza tra “rubare” un oggetto e “duplicarlo”. È come se io comprassi una mela, trovassi il modo di duplicarla 100 volte, ma non potessi farlo perchè in tal modo le altre mele del supermercato rimarrebbero sullo scaffale.

    Limitandomi alla duplicazione e libera distribuzione di prodotti cinematografici, credo che le nuove tecnologie digitali necessitino una ridefinizione dei modelli di business. Mi pare he il punto sia la salvaguardia degli incassi dell’home video, perchè gli incassi complessivi delle sale cinematografiche sono stabili negli ultimi anni, con una leggera crescita se si allarga la visione agli ultimi 10 anni (dati cinetel: da 84 milioni di biglietti nel 2001 a 99 milioni del 2009), dove c’è stato il boom della duplicazione dei film. Il cinema (inteso come sala cinematografica) non rischia il fallimento.

    Evidentemente l’home video, strutturato come se ancora si vendessero delle videocassette, non funziona più. Mi pare inevitabile che lo sfruttamento commerciale delle opere, una volta tolte dalle sale, sia destinato a produrre meno utili. Magari si potrebbe pensare ad un archivio digitale online, dove scaricare liberamente anche i vecchi e introvabili film, magari dietro il pagamento di un abbonamento a prezzi abbordabili, anche da pagarsi nell’abbonamento per l’adsl come alcuni propongono in altri paesi.

  24. Sono d’accordo con Sabina, la musica e l’arte in generale vanno pagati agli artisti, soprattutto quelli che suscitano in te delle emozioni (per questo condivido l’idea di “testare il prodotto” prima di acquistarlo). I cd e certi spettacoli dal vivo sono effettivamente troppo cari per chi guadagna 1000 euro al mese (la maggior parte). Ma la mia domanda è questa: quali sono le quote del prezzo del cd che vanno all’artista, al produttore, alla distribuzione e altri intermediari? Non è che succede come agli agricoltori che prendono pochi centesimi per un prodotto che al supermercato costa 20 volte tanto?

  25. Sono una appassionata di musica ed l’ho sempre acquistata regolarmente e in notevole quantità, poi per un Natale di qualche anno fa ho comprato un cd al mi babbo di musica italiana e l’ho pagato 38€ (20 tracce) dal quel giorno ho iniziato a scaricare quasi tutto per due motivi il primo è che non trovo mai ciò che voglio e secondo se gran parte dei soldi che mi chiedete per un cd vanno all’artista può andare ma non è così, inoltre molte cose le riesco a trovare solo free es. qualche mese fa stavo cercando dei pezzi degli Immortal Technique sono riuscita a trovarli solo “pirati” e l’impegno ce l’ho messo tanto! C’è un’altra questione piccola ma fastidiosa spesso quando scarichi pagando su es itune di quei brani che compri non puoi neppure farti una copia su cd e non và certo a favore della “legalità”
    So che non andrebbe fatto ma allora perchè è così semplice qualcosa non torna…..
    Questa è una piccola testimonianza diciamo “pratica” che teorizzata fa più o meno così: sono pienamente d’accordo che il lavoro di chiunque deve essere riconosciuto economicamente ma te non fa il ladro chiedendomi cifre esose e stai sicuro che non io non “rubo” più!
    Ciao
    Cristina

  26. Diritti d’autore liberi non significa necessariamente gratuiti. Vi sono tante licenze. Associare libertà a gratuità non è un argomento che mi sarei aspettato da una Sabina Guzzanti. Peccato.

  27. … definire “pirati” chi non condivide un modello economico mi sembra azzardato, visto e considerato che è la collettività (con le sue tasse) a farsi carico del controllo di tale modello economico, e le paga anche chi non condivide questo modello.

    Il motivo principale per cui la fruizione di un’opera (canzone, libro, film, …) dovrebbe essere gratuita, a prescindere dal numero di volte che viene ascoltata o vista, si trova nel concetto di “creazione di valore”, anche economico.

    Il valore (prezzo) di un’opera è (o dovrebbe essere) legato alla sua complessità di creazione o di esecuzione, ovvero all’arricchimento che la collettività ne ha dalla sua messa in circolo. Il prezzo di un’opera dovrebbe essere pagato immediatamente a chi la crea e a chi la esegue, perché è il soggetto che crea valore economicamente. D’altra parte, chi la copia e la diffonde, che valore crea?

    Quindi, perché dobbiamo pagare un presunto “diritto alla copia”?
    (a parte l’obbligo di legge, ovviamente…)

    i miei 2 (euro)cents
    spotlessmind*

    ps. … il fatto che i beni fondamentali siano oggetto di scambio economico è una realtà, ma non è detto che debba piacere: in alcune culture, ritenute generalmente “inferiori” o “arretrate”, è d’obbligo operarsi per il sostentamento di tutti gli individui di una comunità, a prescindere dalla “proprietà” dei beni di sostentamento.

  28. Un altro divertente argomento a favore del “facciamo un po’ come cazzo ci pare” assai diffuso, leggendo i post, è: “fare una copia non significa mica rubare”… Ah ah ah, che ridere, non è che per caso, nella fattispecie (CD, film, libri) sono proprio LE COPIE ad essere VENDUTE? Cosa dovrebbe fare un cantante vendere e guadagnare solo DALLA PRIMA COPIA? Diciamolo a Zucchero: su dai, ti diamo 30 euri e poi basta, le altre copie me le faccio io da solo. Ma almeno le canne, quelle ve le fanno pagare tutte o solo la prima? Mi sa che oggi ne avete pagate già più di una…

  29. Io Draquila al cinema lo vidi e anche gente ti portai, ti dico anche dove: al Tibur. Alla fine la gente applaudiva come a teatro, uno sfogo collettivo. Molto bello, spero che ti faccia piacere. Ciau

  30. Sono un informatico abbastanza smanettone e vi faccio una domanda : se voi potreste duplicare una qualunque cosa ad un prezzo ridottissimo o addirittura gratis lo fareste? la mia risposta istintiva e sincera è SI e penso che sia la stessa della maggior parte delle persone (quelli che dicono di no vorrei veramente metterli alla prova). Premesso questo ogni tanto forse è bene anche ragionare un po oltre ad agire d’istinto e quindi penso che se tutti non pagassero la musica i film ecc… ci sarebbe meno produzione culturale e solo quelli che già hanno i soldi potrebbero dedicarsi a tempo pieno a queste attività. Allo stesso tempo però ritengo che la proprietà intellettuale sia dell’artista non delle major che per anni hanno guadagnato eccessivamente sugli artisti (informatevi qual’è la percentuale sul costo di film al cinema o di un cd che va all’ artista) e ora grazie ai formati digitali e alla rete il loro ruolo tenderà sempre più a ridursi. Non riesco invece proprio a capire chi scarica e poi si giustifica dicendo che se gli piace lo compra o lo va a vedere al cinema per due motivi : il primo è un motivo pratico : quanti film o cd avete scaricato magari vi sono pure piaciuti e poi non avete comprato? Il secondo è un motivo teorico : Se scaricare è sbagliato/illegale allora nel momento in cui scarichi hai già sbagliato/commesso un reato. Personalmente io cerco di prenderere il più possibile i libri (tranne quelli universitari che affermo orgogliosamente di scaricare ma per altri motivi) li prendo in prestito nelle biblioteche e spesso anche i film (non sono un collezionista e non sento il bisogno di possedere un cd o un film mi basta guardalo poi lo riporto). La musica si può ascoltare sulle radio, sui podcast, ecc…… e per quanto riguarda il sofware uso software libero (spesso gratuito a volte a pagamento). A me personalmente sembra un ottimo compromesso che ne dite?

  31. @alfonso: infatti sanità e istruzione la paghiamo, direttamente con le tasse e indirettamente con le imposte.

    @Sabina:Per quanto riguarda Draquila, molto bello ripeto, sono curiosa di sapere se sono stati pagati i diritti per tutte le foto prese da internet – e ce n’erano diverse- e se sono stati menzionati gli autori. Io ad esempio ne ho notate alcune che furono scattate in Campania durante la manifestazione per gli inceneritori. Poi c’era un pezzo di filmato di quando hanno buttato giù i cancelli, il famoso “noi non ridevamo” e quello è uscito in rete prima del tuo film …So che non era compito tuo occuparti di ciò -pagamento diritti, menzione autori ecc-, dato che già avevi la grossa responsabilità della regia e non potevi certo pensare anche a quello … E sicuramente se ne sarà occupato qualcun’altro. Me lo confermi?

  32. La dico prima in maniera rozza e sbrigativa.
    I diritti d’autore Mozart non li aveva e questo non gli ha impedito di essere Mozart. Intendo dire che ci sono tanti modi in cui un artista può (e deve) essere retribuito per la sua arte, e i diritti d’autore sono solo uno di questi, che ha operato (uso già il passato) solo per una fase della storia, legata alla fisicità del supporto. Chi ha inventato la digitalizzazione, doveva prevedere che questa avrebbe significato la fine dei diritti d’autore, punto.
    Ora la ridico in maniera più articolata.
    Con l’invenzione dei dischi è nata un’industria, e la possibilità che una parte dei proventi venisse destinata agli autori, oltre alla correttezza che questo fosse il sistema più giusto di retribuirli, e non (solo) sulla base di contratti forfettari. A parte i “favolosi anni 50 e 60” della nascita del consumismo e dei “giovani”, ci sono stati due grandi momenti in cui sono venute fuori generazioni di artisti arricchitesi coi diritti d’autore: l’epopea delle radio libere, prima, e il libero noleggio dei cd, dopo, in minore. Questo perchè ogni mercato ha bisogno prima di crearsi che di essere protetto, e la libera circolazione di idee è uno dei veicoli migliori di promozione. Le radio libere sono state fagocitate dal mainstream, finendo per trasmettere tutti le stesse canzoni imposte dall’industria discografica. Il divieto di noleggio ha dato il colpo di grazia alla possibilità di ascoltare gratis o quasi una cosa nuova che ti incuriosisce prima di spendere cifre spropositate per l’acquisto del cd. Tutto ciò ha spinto l’industria discografica a rifugiarsi nelle battaglie legali, da un lato, e nella necessità di affrontare costosissime campagne pubblicitarie per lanciare novità, che proprio perchè costose spingono ad andare sul sicuro di scelte “commerciali” o presunte tali, e come ultimo mostro hanno prodotto i talent show. Alla domanda “ma allora l’artista come campa?” rispondo “suonando”. Tu sudi io ti pago. Anche caro, secondo i meccanismi della domanda e dell’offerta. Poi se mi piaci tanto fammi un bel vinile con tanto di copertina multipagine coi testi e io me lo compro. Se sei sconosciuto, fatti un sito dove REGALI gli mp3 dei tuoi brani, fai 100 concerti l’anno, e se sei bravo riesci a campare della tua arte. Se diventi un big, fai i vinili di cui sopra.
    Che poi è questo il motivo per cui invece i libri e in misura minore il cinema non hanno gli stessi problemi della musica: un libro è un oggetto con un valore intrinseco, e gli ebook potranno crescere ma mai soppiantare i libri, e un film è ancora una cosa che si vede meglio al cinema che a casa. Un consiglio all’industria cinematografica? fate la guerra ai blue ray e alle tv megaschermo hd 3d, non ai pirati, e fate campagne pubblicitarie sulla bellezza di un film al cinema con gli amici, non sul terrore dei pirati.

  33. Sabina non mi fraintendere, specifico che la mia non è un’accusa, in quanto il tuo film sarebbe stato comunque completo e valido anche senza quelle foto vecchie prese da internet e senza quel filmato. E’ un documentario ricco di interviste, sei andata sul posto a parlare con le persone, a trovare testimonianze e avete saputo creare un bel filo conduttore. Non voglio togliere assolutamente nulla all’eccellente lavoro che hai/avete fatto. La mia è, ripeto, una semplice curiosità legata al dibattito che hai sollevato.

  34. @ Musicista
    ok forse ho sbagliato esempio (a parte che tutti moriamo, ma solo i Mozart passano alla storia)
    Famo Puccini? Verdi? oppure fai tu: la storia è piena di letterati musicisti poeti scrittori che hanno vissuto della loro arte quando non esistevano i diritti d’autore. O capovolgendo l’argomento: non è uguale vendere tele o riproduzioni delle stesse, lo stesso per le sculture, eppure ci sono molti pittori e scultori morti di stenti come mozart. Resta che ogni arte ha il suo specifico modo di retribuire chi la paga: se non è riproducibile, la vendita dell’opera, se è ripetibile come il teatro la sua rappresentazione ripetuta, in questo senso fare il musicista è assimilabile a fare teatro. Il vinile finchè ha retto ha permesso la distribuzione dei diritti d’autore ai musicisti, ma purtroppo come supporto è stato superato (dall’industria miope, non dal fruitore di musica), mentre ad esempio il libro no e infatti funziona. Questa è la realtà, le persone intelligenti e adulte si adattano alla realtà e non picchiano i piedi chiamando la polizia a cacciare i pirati cattivi. E infatti i più intelligenti tra i musicisti hanno abbandonato quella battaglia e si fanno il culo a suonare e rendere ogni spettacolo un evento da vedere e pagare volentieri. I cd li vendono a bordo palco, ma considerano l’introito come accessorio.

  35. @Musicista

    … e cosa c’è di strano? Farsi pagare il lavoro di comporre la prima copia è molto comune tra gli artigiani, e farsi pagare per ogni esecuzione è la norma per qualsiasi lavoratore… cosa c’è di strano, in tutto questo? Non capisco. Invece, ritengo sia una forte sperequazione la possibilità di arricchirsi senza alcun tipo di sforzo e solo “sfruttando” un’idea, per quanto originale (e Mozart, per la cronaca, non era povero!).

  36. …eh no non era povero, morì ricchissimo infatti: andate a scuola, o tacete su ció non conoscete.

    All’altro del Verdi/Puccini: ricchi, vero… I loro eredi godettero dei diritti fino a 50 anni dopo la morte.

  37. Inutile stare a dire…le cose di producono? Allora si comprano e si pagano….Costa troppo??? E invece di intossicarsi con le sigarette o bere…non si puo’ comprare un buon film o ascoltare buona muscia? Per chi e’ assetato di cultura… Inutile anche trovare scuse per poter scaricare tutto senza rispettare chi produce le cose,chi si e’ impegnato,chi ha sperato in una gratificazione…Si chiama rispetto del lavoro altrui, perche’ lo e’ a tutti gli effetti.

  38. Cara Sabina, anche io – come hai detto di fare tu – punisco le produzioni che reputo pessime non andandole a vedere al cinema oppure non acquistando i CD e non andando ai concerti.
    Poi però qualcuno mi chiede “come fai a dire che una produzione è pessima senza averla vista o sentita?”. E qui casca l’asino: qualsiasi risposta mi dipingerà come il solito prevenuto che giudica senza sapere.
    In realtà con gli anni ho acquisito abbastanza esperienza nel cinema e nella musica che riesco a decifrare la qualità di un prodotto attraverso una moltitudine di elementi che arrivano prima ancora della visione o dell’ascolto, così oggi mi risparmio un bel po’ di soldi altrimenti sprecati.
    Però, gran parte di questa esperienza nasce dalla conoscenza approfondita di una moltitudine davvero ampia di produzioni, e se le avessi acquistate tutte ora magari sarei un bravo critico, ma anche un povero in canna. Insomma ho scelto il “lato oscuro” pur di accrescere le mie qualità e capacità di giudizio.
    Grazie a questo ho scoperto intere annate di produzioni di cui la maggior parte di persone non sa assolutamente niente. Intere discografie o filmografie di personaggi dimenticati dai distributori che la rete mi ha permesso di goderne a piacimento. Anche questo è un reato, eppure dentro di me mi fa sentire più fiero che umile.
    Riassumendo, nessuno tra quelli che ho scaricato ha mai perso un Euro per colpa mia, perché quelli “brutti” non li avrei comunque acquistati, e gran parte di quelli che mi sono piaciuti li ho ripagati andando al cinema e ai concerti. Infine, quelli che non vendono più continuano a vivere almeno in modalità artistica, con qualcuno che ancora ne apprezza l’operato, sebbene non esista la possibilità di fargli arrivare un centesimo attraverso un qualche acquisto.
    Dunque, dove sta il problema? Sta nel fatto che ai produttori e ai distributori non piace vedere che la gente risparmia sui loro prodotti, dimenticandosi che il motivo principale sta nel fatto che il rapporto qualità/prezzo che offrono è veramente pessimo. Da che mondo è mondo non sono certo gli acquirenti che devono prendersi la responsabilità della mancata vendita di un prodotto: se non investono in protezioni anti-copia serie (ed esistono) è proprio perché sanno che la cosiddetta “pirateria” gli fa più bene che altro, visto che le vendite non prenderebbero mai un’impennata tale da giustificare lo sviluppo di una miglior protezione delle opere.
    L’ipocrisia, si sa, è una bestia sempre in agguato.

  39. spotlessmind scrive: “ritengo sia una forte sperequazione la possibilità di arricchirsi senza alcun tipo di sforzo e solo “sfruttando” un’idea, per quanto originale”
    ecco, più sopra parlavo del sottile disprezzo verso chi fa un lavoro creativo…qui c’è pure il disprezzo verso il colpo di genio…ovviamente, spotlessmind se mai avrà un idea geniale, non cercherà assolutamente di vivere sfruttando la sua inventiva, si farà pagare solo una volta come un lavoro qualsiasi che si può ripetere in serie. Niente ufficio brevetti, niente diritti.
    E comunque, impegnarsi mesi, anni, per arrivare a quell’idea, non è lavoro e non può costare vera fatica.

  40. @Gimmy

    Perdonami ma non ho compreso correttamente il tuo intervento, infatti confondere il copyright con i brevetti è un errore concettuale piuttosto grave.

    Se leggi qualche intervento più sopra, ho parlato di artigiani e non di operai: quindi apprezzo (e pago) il lavoro creativo.

    Ritengo, tuttavia, che un’idea geniale priva di sforzo nell’implementazione (sforzo di studio, di dedizione o di pratica fa poca differenza) non crea valore, in quanto chiunque (senza sforzo) può farla. Per vivere è necessario, come giustamente scrivi, di sfruttare inventiva e capacità, che non sono certo “frutto” di un’idea bensì di un allenamento e di una dedizione, nonché di tanti sforzi. D’altra parte, se lo sforzo è tale da renderti indispensabile, ecco là che la tua opera sarà (o dovrebbe essere) ben pagata. Come qualsiasi artigiano ricercato.

    Quello che volevo sottolineare nel mio precedente intervento è che il copyright, così come è concepito, garantisce un guadagno spoporzionato rispetto al valore dell’opera (e allo sforzo profuso). Guadagno che si amplia in funzione della duplicazione/diffusione dell’opera piuttosto che dallo sforzo (creativo) di chi la crea, quindi non legata a un miglioramento complessivo della società.

    @Musicista

    Per quanto riguarda Mozart, ti invito a leggere qualsiasi biografia: poi, ogni compositore ha la sua vita.

  41. Un po’ di tempo fa ho sentito un musicista, o presunto tale, dire una cosa intelligente riguardo la questione. Ovviamente il suo punto di vista non era intelligente quanto la sua affermazione, del resto non potevo aspettarmi troppo data la statura del personaggio. Bene il tizio diceva sostanzialmente questo: attenzione voi che scaricate dal web pensando che sia gratis, in realtà non lo è affatto perchè per collegarvi ad internet dovete pagare, quindi tanto vale che i CD (o i film o i libri o le suonerie dei cani scorreggioni) li comprate al negozio e siamo tutti più contenti. La parte intelligente, a mio parere, di questa affermazione è la prima, certo esistono reti wireless free ma chiaramente tutti gli utenti del vuvvuvvvù hanno sottoscritto un abbonamento ad un provider che gli garantisce la connessione in cambio di soldoni cash. Questo vuol dire incassi giganteschi per tali compagnie telefoniche, beh la mia idea applicabile in un paese diverso da questo evidentemente, ma forse servirebbe una galassia diversa, sarebbe quella di destinare per legge una parte di tali ricavi ai detentori dei diritti di ogni opera pubblicata ufficialmente o meno sul web, in modo da garantire tutti e di mantenere per i detentori dei diritti stessi ogni altra possibilità di diffusione (cinema, GDO, parrocchietta, festivàl dello gnocco fritto). Poi mi ricordo che le leggi su internet in Italia le fanno Romani, Giovanardi e la Meloni e scappo su Pirate Bay…
    P.S A proposito di Pirate Bay lo sai che in Svezia è diventato un partito e alle ultime elezioni non è andato nemmeno tanto male?

  42. Cara, Bella e Brava Sabina,
    ricordo al tempo delle cassette (C90-C60-C120) era una consetudine (mai tanto criticata) per chi, come me, non avesse possibilità economiche, di duplicare l’LP dell’amico-parente etc. e poter così fruire e CONDIVIDERE (bella parola), egli e correlati conoscenti, delle musiche che viceversa non avrebbero avuto a disposizione all’ìoccorrenza; ovviamente coloro che acquistavano il 33 giri si beneficiavano di un’audio HI-FI e di rimpinguare le proprie preziose raccolte; chi utilizzava il nastro spesso doveva beccarsi un fruscio di fondo tipico ed intrinseco della duplicazione analogica. Oggi lo SCANDALO DELLA CONDIVISIONE (detto pirateria) nasce dal fatto che la riproduzione digitale ci da finalmente la possibilità di beneficiare di un duplicato pressocchè pari all’originele e durevole; ma non è cosa nuova lo scambio tra persone di brani, film, libri, etc; scambio inter-culturale che allarga la conoscenza e fa crescere le coscienze. Ovviamentre nulla preclude la possibilità di acquistare ciò che è piaciuto avendone le disponibilità. Percui, così come all’epoca ci si scambiava e si duplicavano cassette (all’ora tutto era un tantino meno vasto e quindi meno scandaloso percui nessuno si sognava di parlare di “pirateria”, poichè ciò avveniva tra persone che si incontravano fisicamente in spazi relativamente vicini, mentre oggi è tutto più su grande scala ed amplificato poichè tramite la Rete lo scambio diviene inter-nazionale ed extra-nazionale!) dico che oggi ci si scambia film e musica e questo a beneficio di tutti anche di chi produce cose meno apprezzabili, magari non riuscite benissimo o solo di difficile comprensione e non per questo verranno penalizzati dalle leggi di mercato; percui se una cosa non è della giusta misura e non è ben promossa non si vende e quindi nessuno o quasi se ne avvantaggia. Preciso che chi ti parla è un bassista NON-professionista ma che non saprebbe e non potrebbe vivere senza suonare; tuttavia anni addietro, fatte le mie prime esperienze di professionismo, decisi che mai avrei asservilito una cosa così libera(e liberatoria) e bella come l’arte e la libera espressione al profitto ed allo schiavismo del lavoro; percui oggi preferisco sopravvivere ‘lavorando’ ma non suonando seppure è questa la mia passione. Ecco perchè comprendo poco chi mi parla di profitto in settore artistico che per sua natura andrebbe tenuto fuori dalle logiche di mercato del lavoro e di lucro; pur rispettando chi produce arte e ne fa la sua professione. Ad esempio è puerile vedere che i Police fanno oggi un concerto dopo così tanti anni e vedendo le loro performance a Tokio vedi che anche a NewYork hanno ripetuto gesti, detto le stesse frasi, quasi come se il pubblico fosse sempre lo stesso così come l’energia necessaria per affrontare audience così diverse; e questo avviene solo per la logica del profitto e della produzione poichè penso che Sting e company non hanno alcun bisogno di ripetersi per farsi capire ed apprezzare; però è con tali sistemi che hanno fatto e fanno soldi a palate. Scusami e scusate delle quattro chiacchiere e grazie della gentile attenzione.
    Spero di essermi espresso al meglio non tanto in difesa di chi non acquista opere e copia e scarica a tutto vapore, ma quanto per chi non condivide per nulla l’attuale rapporto che si è voluto instaurare per logiche di potere e di profitto tra artista e fruitore.
    Condividiamo e condividiamoci tutti e tutto: idee, musica, poesia, impressioni ed emozioni, esperienze ed improvvisazioni, cibi e bevande, spazi reali e quelli virtuali; la vita è breve per tutti e va vissuta intensamente, pure per chi non ha soldi!!!!:…
    Un saluto a tutti ed un ringraziamento al Blog della dolce Sabina che mi ha dato lo spunto e la possibilità di esprimermi(gratis). ciao armando.

  43. Esperienza Personale da spettatore:

    tramite la “pirateria” ho potuto scoprire artisti che mai e poi mai avrei potuto ascoltare alla radio o vedere in tv. Artisti che ho scaricato e ascoltato con piacere sono stati ripagati dai soldi del bigl…ietto che ho comprato per vederli suonare dal vivo. Piano piano cerco anche di ripagare chi mi ha regalato delle emozioni comprando almeno un cd per ognuno. Certo che a 20 euri a cd è dura! Infatti aspetto che scendano sotto i 10 euri (ma sotto i 10 euri le case discografiche vendono in perdita? Perchè non vendono da subito sotto i 10 euri? o pensano forse che l’arte col tempo si svaluti?!)
    Discorso identico per i film. Diverso per i libri: mi scasso troppo a leggere sul pc. Quindi compro, versione tascabile a 9 euri, ma compro.

    Esperienza Personale da “musicista”:

    Suono in un gruppo che vende pezzi su itunes, ma nel contempo mette a disposizione alcuni di questi pezzi su youtube e myspace. Sostanzialmente ci piratiamo da soli. Perchè? Perchè se non usiamo internet per arrivare a + gente possibile come pensiamo di poter un giorno riempire gli stadi?

    Secondo me il problema degli artisti sta nella Distribuzione. Le case discografiche pretendono troppi introiti. Bisogna ridefinire il rapporto tra produttore e artista. I tempi sono cambiati. E non possiamo pensare di ingabbiare tutti coloro che scaricano. Sono solo tempo e risorse buttati.

    Diceva uno che ne capiva di leggi:

    Se due persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” togli il cartello.

  44. spotlessmind, mi hai beccato, probabilmente l’errore concettuale è molto grave, mea culpa mea culpa…ma nemmeno paragonare l’idea originale e innovativa all’artigianato mi suona troppo bene…

    comunque, tornando al discorso principale, continuiamo pure a lamentarci della grande produzione di remake, film di merda e musica di merda, e di tutte le croste che ci propinano le multinazionali e gna gna gna…. ma perchè un indipendente dovrebbe sbattersi a creare qualcosa di originale nella cultura e nello spettacolo, se poi la risposta è il disprezzo, l’essere confuso con l’artigiano che fa tavoli su misura, e guadagnare le briciole di autori copioni e strapagati che riciclano gli scarti?
    va be’..dovrebbe bastargli la nostra eterna gratitudine…

    Sabina facci un altro tavolo, che poi lo copiamo gratis

  45. Ragazzi, nessuno si scandalizza per quanche copia, ma qui, soprattutto in Italy si esagera… Eppoi, come diceva Sabina, almeno facciamolo in silenzio. Mannò, ci si vuole perfino sentire dei paladini della giustizia! Ma andate a nascondervi, popolo di arraffoni mediterranei (sto ridendo). 🙂

    @Giovanni Pipitò
    Sii obbiettivo, però, quello di cui parli tu è un’altra cosa, è pura e semplice pubblicità. Vuoi farti conoscere e fai bene, ma mediamente il mercato ha subito un crollo disastroso grazie alla pirateria. Uno vede il tuo gruppo su youtube e gli piace la tua musica: a questo punto però tu vorrai che il tizio venga su iTunes ad acquistare almeno qualcosa, o sbaglio ??? Senno sareste masochisti… Alla fine qualche utente deve pagarvi. O Sbaglio? E chi ti paga alla fine, a sentire certi discorsi (non tuoi), lo fa ad libitum, sicchè potresti anche morire di fame, se fosse per quei paladini della giustizia di cui sopra (altra risata). 🙂

    @Armando
    Se, come dici, vuoi “condividere” un film (esempio) con tua sorella, gli puoi benissimo “prestare” il dvd, ti pare? Questo è legale. Ma no, voi volete fare la copia, e da quella un’altra e un’altra ancora: alla fine paghi uno e prendi 30… Ti sembra onesto?

    @spotlessmind
    Ripeto, Mozart morì talmente povero che venne seppellito in una fossa comune. E a 37 anni aveva composto più di 600 composizioni (e non erano canzonette da 3 min l’una, con 8+8 battute di musica vera in tutto). Ebbe una vita non da pezzente, ma nemmeno agiata (anzi) e questo solo finchè l’arcivescovo e il duca vollero in parte mantenerlo, ma non fu mai ricco, anzi, alla fine, per vivere accettò di scrivere perfino musica per strumenti meccanici. Se fosse vissuto nel nostro secolo sarebbe stato molto più ricco di tutte le pop-star, infatti ha venduto molti più dischi Mozart negli ultimi 50 anni di chiunque altro.

  46. Non vorrei sembrarti troppo romantico però penso che la creazione artistica nasca da un desiderio interno, spirituale, a volte inarrestabile. L’arte genera da una passione. Sicuramente viviamo in un sistema basato nella mercificazione e nel denaro però credevo che, proprio attraverso la tua “militanza”, tu volessi un mondo diverso, un mondo in cui l’artista trasmetta emozioni ad altri esseri umani e a se stesso e non debba pensare a dover pagare il mutuo.
    Pensa a com’era il mondo prima dell’avvento della stampa. Circolazione orale delle informazioni, cultura di elite. E pensa adesso a quanta informazione c’è grazie alla tecnologia. È ragionevole che le persone, avendone la possibilità e la curiosità, usino la tecnologia a loro disposizione. Sono convinto che, nonostante i download degli internauti, ci saranno sempre delle persone con la voglia di scrivere, dipingere, scolpire, girare film, prendere in giro i potenti…
    Si possono finanziare moltissimi lavori artistici e non solo attraverso lo Stato, anche se per me sarebbe l’opzione più giustificabile. I mecenati ci sono, a volte lupi mascherati da agnelli, però ce ne sono anche alcuni onesti. Ci sono molte forme di fundraisers, internet ne offre un sacco e già si stanno usando. Questo potrebbe garantire il Creative Commons License e quindi risolvere in parte il problema. Fino a quando l’argomento verrà affrontato solo dal lato economico e non inserito in un contesto più amplio sarà solo un dibattito sterile, che non porterà a nessuna soluzione

  47. @Musicista
    >Sii obbiettivo, però, quello di cui parli tu è un’altra cosa, è pura e semplice pubblicità. Vuoi farti conoscere e fai bene, ma mediamente il mercato ha subito un crollo >disastroso grazie alla pirateria.

    Mah…io sto crollo non lo vedo. Vedo solo discografici e artisti da major che si lamentano. Fnac a profusione…concerti a iosa con biglietti da minimo 30 euri…video musicali da centinaia di milioni di dollari…multisala in ogni dove con biglietti anche da 8 euri (10 col 3D) e un servizio di merda (neanche un addetto alla sala che faccia stare zitti i bimbiminkia che vanno al cinema solo x fare casino!).
    Ma dov’è sta crisi? E poi che vuol dire che se la gente condivide i miei pezzi su emule è pubblicità e se invece condivide quelli di un artista major è reato?
    Io non capisco sti distinguo.
    E poi se è reato è reato sempre! anche quando si SCARICANO POCHI PEZZI.
    Prendiamo anche l’esempio del software (la roba + piratata al mondo!). Il sistema operativo più piratato? Windows! E’ il più diffuso sulla faccia della terra e ha permesso a Microsoft di avere un sostanziale monopolio (non mi pare la microsoft sia in bancarotta!). Cos’è? Pubblicità?
    Il software di video editing più piratato? Photoshop! Adobe continua a sfornare software alla grande e intanto rende la gente che vuole lavorare con la grafica Photoshop-dipendente.
    …e potrei tirare all’infinito.

    Ripeto…il problema pirateria non lo vedo!

  48. Secondo me il punto è più terra terra: se si dicesse tutti in coro “va bene, questo è un furto, impediamolo” allora si dovrebbero chiudere tutti i server che ospitano film e musica pirata… E fino a qua FORSE si riuscirebbe fare. A quel punto però tutti gli “scaricatori” troverebbero sicuramente altri modi, per esempio per una determinata canzone basterebbe trovare il video su YouTube e scaricarne solo l’audio in mp3, come già fanno in tanti. Quindi che si fa? Si blocca anche YouTube? E poi qualcuno potrebbe argomentare: “che differenza c’è se io scarico un mp3 da eMule invece di aspettare che la canzone passi alla radio e registrarla da lì?”.

  49. Sabina, scusa se sono prosaico, ma ti rendi conto che parli anche ad una generazione che prende tra gli 800 e i 1200 euro al mese (quando va bene)? Prima di musica e DVD vengono il pane, le bollette, i figli, il mutuo, la benzina e altre cose ancora in ordine sparso. Una multa ci sconvolge i conti di un mese, così come un conguaglio del gas o un tubo che perde. Capisco l’importanza di pagare l’arte, per carità, ma sta diventando una cosa non popolare, fatta per chi se la può permettere: e chi non se la può permette cerca di averla comunque tramite YouTube o i peer-to-peer, anche per non essere tagliato fuori. Ma poi, anni fa, non avevamo tutti in casa tante cassette duplicate?

  50. Ma no Giovanni, windows ha fatto i soldi perchè è stata venduta una copia regolare obbligatoria per ogni pc venduto su questa terra.

    Per il resto sei tu che hai detto che metti i pezzi da piratare, hai detto ci piratiamo da soli: ripeto non è che ti pirati, ti fai pubblicità, e consapevolmente. Ho detto: fai benissimo, se va bene a te… Avrai una qualche convenienza.

  51. Musicista, non abbiamo i dati e una casistica fatta come Dio comanda, possiamo andare solo per ipotesi. Io metto gli adolescenti come principali clienti di musica leggera. Tu dici 50 cd? Io dico che se un adolescente compra 50 cd da 20 euro nell’arco che va da 13° al 17° anno di età , i genitori lo crocefiggono sul tavolo della cucina. A qualcuno risulta che i Tokio Hotel si siano mai lamentati della crisi discografica, che le fans scatenate si siano fatte mancare i loro “””preziosissimi cd”””???
    Dunque chi grida alla crisi? E sicuramente se lo sono anche scaricato, per averlo anche nel pc quando “studiano”.
    Il film di Sabina Draquila è un caso a parte, in zona c’è un multisala della Medusa. Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta… aspetta aspetta… ma niente… la maggior parte dei frequentatori di quelle sale non hanno avuto il piacere di vedere questo film. Sabina cara… gli vogliamo fare questo piacere ai Letta? E facciamoglielo.

  52. @Gimmy

    Se non ti suona bene è perché non hai fatto mai l’artigiano… o l’artista. 😉

    A ogni modo, anche l’indipendente più creativo ha studiato sui libri scritti da altre persone, ha appreso l’arte dai suoi maestri e le competenze dai suoi mentori, ha preso l’idea per un copione dalla vita di un suo amico e il colpo di scena dalla sua biografia, e per nessuna di queste cose ha mai dovuto pagare nulla. Forse non ha inserito neanche una citazione per ringraziare nei titoli di coda.

    Questo accade perché l’idea più nuova di questo mondo ha le sue radici nelle idee pre-esistenti, e chi “crea” un’idea trasforma sempre qualcosa che esiste già.

    Nulla si crea e nulla si distrugge, e questo vale anche nel mondo delle idee, sulle quali il modello del “copyright” fa affidamento.

    @Musicista

    “L’immagine che vuole Mozart morto povero e dimenticato da tutti non corrisponde pienamente al vero. La sepoltura in una fossa comune era consona allo status sociale di Mozart e non fu dettata da motivi economici. Mozart, d’altronde, pur non godendo di un successo strepitoso negli ultimi suoi anni di vita, era pur sempre imperial-regio compositore di corte con un modesto stipendio di 800 fiorini l’anno”. citato da Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Mozart

    Se fosse vissuto nel nostro secolo, è probabile che avrebbe risposto al post di Sabina sostenendo il mecenatismo. 😉

    ps. e Windows è diventato il SO più diffuso proprio grazie alla pirateria, non di quel sistema operativo ma del “papà”, un certo MS-DOS, che divenne illegale possedere senza licenza da un giorno all’altro…..

  53. Voglio dire che i ragazzi li comprano, pochi e “”””buoni”””” e comprano sempre lo stesso numero che si possono permettere sia che scaricano che non scarichino.
    In più la maggior parte di loro li riceve o li offre in regalo. Questo è il principale mercato, ininfluente sulla pirateria.

  54. Mozart sostenitore del mecenatismo? Ma sai chi era l’arcivescovo di Salisburgo? Erano carogne e tali le considerava Mozart. Il quale morì povero in canna, lo dimostrano le sue ultime commissioni. E non fu mai ricco, ma sempre a dover mendicare a quei bastardi di mecenati, che oltretutto erano pure gretti e ignorantissimi.

  55. Su Photoshop, lasciatemelo dire, seimila euro di programma!!! Chi se lo compra? Giusto il professionista che ne ha bisogno e che lo utilizza per lavoro, lavoro per il quale poi quei seimila euro rientrano, e che è obbligato a comprarlo perche senza la licenza la finanza gli fa un culo a tarallo. La Adobe non si sognerebbe mai di perseguire un utilizzatore privato perché sa benissimo che anche se questo non lo potesse scaricare, non lo comprerebbbe maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaai!!!!!!
    I clienti della Adobe sono i professionisti, quali i fotografi, i designer e tanti altri. Nessuno di loro lo ha piratato.

  56. @Musicista

    Ero ironico, ovviamente! 😉

    Mendicante o no (a tuo giudizio), prendeva uno stipendio e non morì povero: questo mi sembra sufficiente per smentire l’affermazione secondo cui “Mozart morì talmente povero che venne seppellito in una fossa comune” (e questo l’hai scritto tu).

  57. Personalmente compro cd o dvd originali se mi piacciono particolarmente, mi piace averli. La questione è una sola, come anche sabina tu evidenziavi nel tuo post, ovvero il denaro. Il punto da sollevare riguarda infatti il perché un disco pubblicato 50 anni fa oggi ancora te lo fanno pagare 20 euro, mentre all’estero te lo danno per 5 euro scarsi, lo stesso identico, anche se uscito da pochi mesi in alcuni casi. E ugualmente per avere il dvd di un film del 1920, oggi devi sborsare minimo minimo 15 euro se ti va bene, se ti va male arrivi a 25 euro. Ed è una cosa scandalosa. Sul piano etico-legale mi trovi d’accordo sulla scorrettezza della pirateria, ma se non si va incontro agli acquirenti in qualche modo, ma anzi gli si pongono ostacoli nell’acquisto, la pirateria avrà il suo giusto spazio. Perché un conto è avere i buoni propositi e cacciare il soldo per comprare un cd che ci piace, un altro è sentirsi sfruttati fino all’eccesso da chi, indubbiamente, vuole solo sfruttarti. l’altro ieri ero a firenze, in un negozio in centro, volevo comprare un film classico, uno di quelli già visti ma che mi piacciono. Anno 1946. Ebbene non l’ho neppure tirato fuori dallo scaffale. 22 euro costava.
    Per quanto ne so la siae ci fa pagare una “tassa” di acquisto supplementare anche su ogni tipo di memoria virtuale, dalle pendrive ai cellulari, nel caso in cui DOVESSIMO usarla per roba pirata. Della serie: succede solo in italia.

  58. E ve lo dico, voglio comprare Menomalechesilvioc’è, originale nella sua bella custodia, da conservare come cimelio storico del “Come eravamo!”.
    E la colpa è tutta di Sabina, perché io neache sapevo che era un prodotto con tanto di autore alla Siae registrato. Pensavo fosse uno di quei soliti inni scritti così, tanto pe’ canta’… come l’inno alla Roma, l’inno alla fig… a. Invece è proprio un documento in copyright autentico, come lo era Faccetta Nera e Giovinezza..
    Grazie Sabina, di avergli fatto pubblicità, ora come faccio a togliermelo dalla mente? Lo vogliooooo e con la bella faccia di Silvio in copertina che sorride come San Filippo Neri-Proietti.
    Grazie Sabbiiiinaaaaaaa grrr… azzzzie!!!

  59. Ed ecco a voi la top ten intitolata “le 10 migliori ragioni per piratare cd, film e tutto il resto”

    10. Scopiazzo di tutto, mi serve per informarmi.
    9. Scopiazzo di tutto, copiare invece che comprare non è un furto. Non sono mica mele!
    8. Scopiazzare non è un danno, sono solo i bambini che scopiazzano perchè la loro paghetta è bassa.
    7. Scopiazzare non è un danno, anche io faccio scopiazzare i miei pezzi (anche se poi mi rifaccio su iTunes, dove me li comprano).
    6. Chi scopiazza lo fa perchè è bello condividere le emozioni.
    5. Chi scopiazza lo fa perchè così quegli sfaticati degli artisti imparano che dovrebbero farsi mantenere dai briatori e dai montezemoli (mecenati) come faceva Mozart (e Apicella).
    4. La pirateria favorisce il superamento della figura dell’artista borghese e quindi si combatte il capitalismo: è un utile strumento rivuzionario.
    3. Scopiazzare è leggitimo perchè i cd costano troppo per chi guadagna 1000 euro al mese, anche se, a pensarci bene, con quello stipendio sarebbe ora di tirare un bengala a Bonanni, invece che preoccuparsi di piratare i cd.
    2. Piratare è leggittimo perchè gli artisti guadagnano troppo e dovrebbero solo “suonare”.
    1. Piratare è leggittimo perchè gli artisti guadagnano troppo: ci penso io ad abbassargli il reddito! Potrei semplicemente rinunciare ai loro prodotti, ma mi sollazzano troppo.

  60. Un’ultima cosa.. se solo scopro qualcuno che scarica l’ultimo best-sellers di Vespa, giuro, lo denuncio alla Siae. A mio avviso, Vespa è troppo generoso, una sua opera prima della Mondadori supera solo le venti euro, secondo me è poco. I suoi capolavori dovrebbero costare almeno, e vado per difetto, duecento euro, 300, anche 500 euro a copia. Ma che dico, mi volgio rovinare, 1000 euro a copia. Di giornalisti come lui ce ne sono pochi, è un tesoro, li vale tutti.

  61. Bravo Musicista, li condivido tutti, aggiungi anche quelli che dicono:
    11 Scopiazzo tutto perché anche se non lo facessi non comprerei un cazzo lo stesso.

    ‘notte

  62. Salve

    L’argomento è molto complesso ed andrebbe affrontato da diversi punti di visti, mentre trovo sia stato posto in maniera confusa oltre che di parte.
    Io mi trovo d’accordo con i commenti di: cugino (di campagna?), Tropicalista e armando.

    buonanotte a tutti

  63. la pirateria è sempre esistita e sempre esisterà. anche gli antichi romani combattevano gli antichi pirati, e spesso vincevano i pirati. quindi, fare un discorso serio sui pirati è tempo perso, è una guerra persa in partenza. i pirati hanno una mentalità vincente, sono decisi, determinati. Gli artisti non possono offendere i pirati, perché i pirati sono permalosi e cattivi. Quindi, cari artisti, lavorate, fatevi pagare bene, date sempre il massimo, e lasciate in pace i poveri pirati, perché se si incazzano… gli antichi romani ne sanno qualcosa.

  64. @Musicista: mille euro al mese, sotto i 35 anni, in Italia li guadagna chi è così fortunato da fare un lavoro che detesta per 6/8 ore al giorno. Guardatevi meglio attorno.

  65. Ah ah ah, quanti pollici in giù che mi sono preso oggi… Ma non dovevano servire per fermare i troll? Non servono mica per dire mi piace / non non mi piace. Altrimenti la discussione con chi la si fa? Mi sa che voi pirati siete un po’ con le braccina corte, più che altro. Perfino la satira della top ten alla Late Show mi avete stroncato, ahi ahi ahi, poco senso dell’umor non depone bene… 🙂

  66. Io rintraccio questi motivi:
    – una vera opera d’arte non può essere dell’artista dato che si puo parlare d’arte solo nella “morte” del soggetto artista.
    – vendere un opera, farsela pagare è come scopare a pagamento
    – mercificare l’arte offre il fianco alla possibilità di strumentalizzarla
    – in un opera come draquila (che ho apprezzato moltissimo9 come si fà a rintracciare il confine di proprietà tra i soggetti ripresi e l’autore?

    Boh secondo la vera ri-evolzione è quellla di non usare piu i soldi, come d altro canto faccio ma la cosa ancora piu importante è non usare la volonta logica!

    …cosa sei disposto a perdere….: tutto peer essere libero di essere umano!

    J aime les CLOCHARDS…

    Love

  67. Dieghito, ma falla tu quell’arte che dici, dove l’artista “muore” (scongiuri). Tutto quello che dici trasuda di platonismo e di cattolicesimo, per non dire banale e sentimentale. Come disse Nietzsche: ringiovanisci!

    L’arte non è ispirazione, è solo e semplicemente artigianato, lavoro duro, tanti anni di sacrifici e di studio.

    Buona notte a tutti

  68. @ musicista : capisco, evidentemente per te l’arte è questo… con quello che costano gli idraulici!
    Intendevo dove l’artista inteso come ego muore…mai sentito parlare di un certo carmelo bene…?
    Platonismo, cattolicesimo opere d’arte del logos atte a distrarre dall’esperienza…tu mi sembri attrezzatissimo, in amor conta la musica non le parole cantava il buon benigni…
    Sarà che dell’artigianato di cui parli ne abbiam le tasche piene, di quell’artigianato che produza bellezze stetiche senza sabgu!
    Vogliamo la bellezza estatica quella che cura…
    Musicista! senti non pensare!

  69. “di quell’artigianato che produza bellezze stetiche senza sabgu!” = di quell artigianato che produce bellezze estetiche senza sangue”

    Pardon

    LOve peace e sesso sfrenato almeno mi togli l ‘epiteto di cattolicesimo!

  70. accipicchia! ho aperto il blog e guarda quanti commenti e articolati. sicuramente è un tema interessante. un argomento che riconosco valido dall’altra parte è ci sono tanti sistemi mica solo scaricare gratis. valido ma in italia ancora non in vigore. ho visto che su itunes americano compri e noleggi film. io ci ho provato col mio succede che i librai e i distributori si oppongono e non te lo vendono.
    quelli che dicono duplicare non è rubare boh, mi sembra specioso degno di un ghedini, di un porro di uno di questi. per aggiungere specioso allo specioso anche le mele se volete le duplicano con le coltivazioni transgeniche e noi continuiamo a pagarle anche se sono doppioni.
    ma questo lo dico per ridere.
    mozart viveva senzi diritti d’autore dice qualcun altro. nei secoli scorsi le orpere venivano commissionate dalle corti e anche godute prevalentemente dalle corti. il paragone non ha senso.
    il punto è sempre questo: viviamo in un sistema che ha queste regole. sono d’accordo che le regole si possano e si debbano cambiare, ma scaricare gratis perché non si viene puniti non è cambiare il sistema. è fare una cosa che ti fa comodo anche se arrechi danno.
    chi dice non è vero che si arreca danno, questo ragazzi è straprovato, il cinema soffre enormemente della pirateria, ha avuto perdite immense. la musica non ne parliamo.
    ad ogni modo penso anch’io che come sempre dal disordine nasceranno nuovi equilibri ma questo non mi fa sentire autorizzata nel frattempo a non domandarmi cosa sto facendo, a favore di chi e contro chi.
    @ alice
    ma ti pare che non pago i diritti per le immagini utilizzate in un film? ma ti pare possibile? la tua curiosità prima che diventi sospetto la potevi risolvere leggendo i titoli di coda dove gli autori delle immagini sono tutti menzionati. in particolare quelle dello sfondamento “noi non ridevamo” sono di luca cococetta, un ragazzo in gamba dell’aquila che fa anche lui documentari menzionato insieme a puliafito altro autore da cui abbiamo preso l’immagine della sbarra che cala con scritto ALT e quelle dei ragazzi fermati mentre facevano volantinaggio in un campo.

  71. @Sabina
    Duplicare non è rubare.
    Questo non significa che, dal momento che duplicare sia piuttosto facile, sia automaticamente giusto farlo e debba anche essere reso legale.

    esempio:
    a) Mario invita Franco a casa sua, Franco vede un CD sulla scrivania di Mario se lo mette in tasca e se ne va.
    b) Mario invita Franco a casa sua, Franco vede un CD sulla scrivania di Mario lo infila nel suo portatile lo converte in MP3 e rimette il CD a posto.

    In (a) l’artista del CD NON viene danneggiato ma Mario sì, in (b) è invece l’artista a subire un danno mentre Mario non se ne accorge nemmeno.
    Franco si è comportato male in entrambi i casi ma se c’è un reato, è un reato palesemente DIVERSO. Non è una Ghedinata.

    Il furto di una opera artistica lo si ha, ad esempio, quando un cantante ruba uno spartito a qualcun altro (successo moltissime volte) e deruba l’autore dei guadagni ma anche della proprietà intellettuale e conseguentemente di tutto il tempo ed il denaro che l’artista ha speso per produrre l’opera in questione.
    Ma per motivi che esulano dalla mia capacità di comprendere, l’appropriazione indebita di opere altrui fa meno scalpore della pirateria.

    L’altro furto è quello sulla retribuzione degli artisti.
    La percentuale che un autore prende dalla sua casa editrice o discografica gira intorno al 5%. Quota che spesso tende al NULLA% nel caso di artisti giovani… e poi ci si lamenta della pirateria?

    Sono d’accordo a mettere sotto processo la pirateria per spulciarne tutti i possibili aspetti (i risultati sorprenderebbero), ma mi piacerebbe venisse fatto altrettanto anche su quel 95% del prezzo di copertina che non finisce nelle tasche dell’artista.

    Poi, Sabina, ho capito dove vuoi andare a parare (almeno credo). Vedere i propri film all’interno dei circuiti di sharing fa piacere fino ad un certo punto, no? Prova però a chiederti quanto successo avrebbe potuto avere Draquila 20 anni fa, in condizioni simili ma senza fan a propagnadarlo gratis via facebook e twitter.
    Persino Bondi ha, suo malgrado, contribuito al successo del film e solo perché via Internet i suoi spassosi deliri sono stati diffusi ovunque in un istante.

    Internet è così… da molto e ma qualche volta pretende. Prima di arrabbiarsi bisognerebbe mettere su un piatto della bilancia tutti i pro ed i contro e vedere OGGETTIVAMENTE da che parte punta l’ago.
    Se non si usa una bilancia ben tarata spesso si finisce per ritenere i pochi “contro” molto più fastidiosi ed importanti dei “pro”.

  72. Secondo me la contraddizione grossa di questo discorso e’ proprio la premessa.
    Te dici: “l’opera intellettuale e’ un prodotto e quindi va retribuita, al pari di una pagnotta o di un maglione”. Non sono assolutamente daccordo, non perche’ pensi che l’artista sia un privilegiato o perche’ si diverta, anzi, gli artisti sono degni di rispetto come chiunque.
    Il problema e’ materiale, per dirla come Marx di mezzi di produzione.
    Posso duplicarmi un motorino? Forse, ma ci vuole conoscenza tecnica, tempo, pezzi che devo comprare. Tempi e costi alti. Quindi non lo faccio
    Posso duplicarmi un CD? Si, ci vuole poco e ho la disponibilita’ del mio mezzo di produzione (il PC). Quindi lo faccio.
    Il resto mi smenra pura ideologia, un po’ fine a se’ stessa.
    Se io ho la proprieta’ dei mezzi di produzione, produco. Se non produco e’ perche’ e’ piu’ conveniente compare. Mi spiego meglio: tutti (o quasi) hanno un forno a casa, hanno l’acqua, potrebbero comprarsi la farina e fare il pane. Chi lo fa? Quasi nessuno. Perche’? perche’ ci vuole tempo e fatica, sono disposto a spendere per risparmiare tempo e fatica. Per scraicare una canzone o un film non ci vuole fatica e il tempo si sta accorciando grazie alla tecnologia.
    La tecnologia ci permette la scelta di fare o comprare, questo e’ un concetto universale che vale in Italia come in Groenlandia o Terra del Fuoco.
    Quindi secondo me l’artista deve cambiare modello di business.
    Se prima come cantante il grosso lo guadagnavo vendendo i dischi, oggi il grosso lo guadgano con i concerti dal vivo, che non sono duplicabili, in quanto sono uno spazio fisico con gente reale, non un prodotto immateriale.
    Lo stesso dicasi per lo scrittore. Prima guadagnavo vendendo libri, oggi magari guadagno di piu’ con le presentazioni o le “ospitate”>
    Qualcuno dira’: “non e’ giusto, fa schifo”. Puo’ darsi ma e’ cosi’.
    C’e’ anche qualcuno che ci prova a trovare soluzioni alternative: i wuming (scrittori bolognesi) sul loro sitto fanno scaricare tutto, poi avvertono che se nessuno comprera’ i loro libri allora saranno costretti a smettere di scrivere. Mi sembra che la gente scarichi e loro vendano lo stesso, non sono deperiti 🙂

    Veniamo ai film. Perche’ vado al cinema invece che stare sul divano a casa? perche’ al cinema ci vado anche per vedere gente, per stare in mezzo alle emozioni e ai commenti che la sala mi da. E questo lo pago. Il film lo potrei vedere a casa. Quindi il regista/produttoe/attore dovrebbe puntare al cinema a basso costo per far si’ che il guadagno venga dalla massa di persone.
    E’ come il pane: se pago una pagnotta un euro la compro, se costasse 10 euro me la farei in casa.

    Quindi, da aziendalista. l’unica cosa che propongo agli artisti e’: cambiate il vostro modello di business.

  73. CIAO SABINA,
    una sola parola per comprendere molte cose…EMPATIA
    immedesimandoci nelle necessitudini delle persone che abbiamo come interlocutori e possiamo capire meglio i loro punti di vista.
    Mi immedesimo ad esempio in un regista, che vede nel danno della pirateria un problema fondamentale del suo lavoro. Comprensibile il rigetto di questa persona all’aspetto della pirateria.

    Ora però immedesimiamoci in un ragazzo/uomo/persona che non ha lavoro stabile e/o che guadagna 700 euro al mese, (COME ME.. facile per me immedesimarmi) che per SOPRAVVIVERE deve pagare 500 euro d’affitto 100 euro di mangiare al mese ( magari approfittando delle offerte del MCDONALD) e per andare al lavoro deve usare una macchina scassata vecchia (sperando di non dover fare riparazioni), pagare l’assicurazione auto una volta all’anno, fare il pieno di benzina due volte al mese (100 euro al mese di benza), o fare l’abbonamento ai mezzi pubblici una volta al mese diciamo 40 euro minimo al mese (che poi le persone che incontri sui mezzi pubblici diventano il tuoo unico punto di socializzazione, perchè di uscire alla sera a bere una birra con gli amici non se ne parla piu’) … e con 50 euro che avanza del suo stipendio dovrebbe comprare un film?un CD? andare a un concerto?
    oppure con 50 euro al mese che avanza preferiresti che si tenesse in contatto tramite internet (ORMAI UNICA FONTE DI INFORMAZIONE LIBERA E NON CONTROLLATA IN ITALIA A DISPOSIZIONE DI TUTTI) e che da internet ne trae il massimo vantaggio?

    Allora io proporrei questo…. come per la sanità pubblica dove chi è al di sotto dei 7500 euro all’anno può accedere alle cure mediche in modo gratuito (anche se per farsi curare un dente io ho preferito rinunciare e tenermi il dente rotto visto le lungaggini)
    PROPONGO
    che anche per le opere CULTURALI come FILM – LIBRI – MUSICA – TEATRO -EVENTI CULTURALI DI VARIO GENERE ci sia un libero accesso e/o dei costi diversificati a seconda delle fasce di reddito (MAGARI FACENDO PAGARE UN FILM A NOLEGGIO 200 EURO A CHI HA UN REDDITO PARAGONABILE A DIRIGENTE FIAT e lo stesso film 10 euro a chi come me non ha grandi mezzi di sostentamento).

    Ricordo con rammarico quando i CD musicali costavano pochi euro, quando si andava a un concerto spendento 30 euro calcolando anche il panino con salamella e peperoni che si comprava al baracchino fuori dal concerto e il costo della benzina dell’auto condivisa in 3 o 4 persone usata per andare al concerto. Oggi come minimo ci vogliono 60 euro e già è fuori BUDGED per me.

    SE SOLO PERSONE CHE RIENTRANO IN UNA DETERMINATA FASCIA DI REDDITTO POSSONO ACCEDERE A STRUMENTI DI COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE CULTURALE (AD ESEMPIO DOCUMENTARI COME DRAQUILA [STUPNEDO] CHE IO HO ACQUISTATO CON UN ENORME SFORZO ECONOMICO VISTO IL MIO REDDITO) SOLO QUELLA FASCIA DI PERSONE SARà SENSIBILIZZATA… E COME SI PRETENDE POI CHE LE PERSONE NON CREDANO AL PRIMO PSICONANO CHE SI PRESENTA IN TV E DICE “TAGLIAMO LE TASSE… LIBERTà…. LAVORO…. BLA BLA BLA BLA BLA.” ?

    P.S. da questa settimana sono di nuovo senza lavoro (contratto a tempo determinato scaduto e ovviamente non rinnovato) son disponibile a fare di tutto, anche a spalare la “cacca” purchè in modo onesto… possibilmente nella provincia di milano vicino a Malpensa tanto per intenderci. grazie
    ciaoo

    Maurizio

  74. http://www.jamendo.com/it/album/26737 (per esempio…)
    Jamendo è un buon esempio, certo non teorizza che gli autori possano campar d’aria, ma è diversa la filosofia su cui si basa la diffusione e la remunerazione (della musica, in questo caso), ma sopratutto rende la possibilità d’ascolto indipendente dalle scelte editoriali, troppo spesso poco coraggiose, di case discografiche e radio commerciali.
    “I Rein (in particolare, a mio personale giudizio, anche e sopratutto l’altro album, est, potrebbero piacerti, ndb) ) portano avanti un modello di produzione artistica aperto, fondato sulla condivisione. Questa attitudine li porta a contare sull’appoggio di un vasto pubblico, sulla collaborazione con decine di altri artisti e sul convinto sostegno di radio e media indipendenti. Pur avendo rinunciato a produzione e distribuzione, inoltre, i Rein vendono migliaia di dischi sposando la politica del “costo equo”. Costruiscono un vero e proprio fenomeno alternativo: un modello di musica “equa e solidale”.
    I Rein pubblicano con licenze Creative Commons, pensano che la cosidettatta “pirateria” vada riabilitata e intesa come uno straordinario mezzo di promozione, si sono cancellati dalla S.I.A.E. (Società Italiana Autori ed Editori) per portare avanti le loro politiche, e fanno scaricare gratuitamente e legalmente i loro dischi dal portale europeo JAMENDO, con cui stringono uno stretto rapporto collaborativo”.
    Prova a navigare su jamendo, ci sono cose interessanti

  75. Probabilmente tutta questa discussione è solo un gran polverone di luoghi comuni.
    Le opere di qualità vendono eccome, e pure tanto. Il mercato dei videogiochi è completamente sommerso dalla pirateria, eppure Halo Reach, uscito pochi giorni fa, ha venduto per oltre 200 milioni di dollari il PRIMO GIORNO. Starcaft 2, uscito un paio di mesi fa, ha incassato 40 milioni di dollari solo nelle PRIME 48 ORE! Manco serve dire che la versione pirata era fin da subito su Internet, eppure la realtà è questa.
    In musica, nel 2009 gli U2 hanno venduto biglietti dei concerti per oltre 108 milioni di Euro. Il nostro Andrea Bocelli, nello stesso anno, ha incassato oltre 10 milioni di Euro (tra concerti, CD e iTunes). Se questa è crisi…
    Per parlare dell’Italia, patria dei cinema deserti, Avatar di James Cameron ha incassato oltre 2 milioni di Euro nel solo giorno d’uscita!
    Sarà mica che chi si lamenta della pirateria dovrebbe prima farsi un bell’esamino di coscienza e capire se la propria opera vale la spesa prima di lamentarsi del fatto che tutti se la scaricano ma nessuno ci spenderebbe mezzo Euro?…

  76. MI associo a bluto.
    Jamendo e’ un esempio lampante. Le licenze CC ( Creative Commons) sono un modo per tutelare entrambe le parti, artista e usufruitore, e allo stesso tempo promuovere la diffusione della cultura, dell’arte e delle idee. Mai sentito parlare dei WU MING ex Luther Blisset? Autori di Q, Manitoba, 54,ecc..? Loro mica muoiono di fame! Eppure i loro libri sono TUTTI scaricabili INTEGRALMENTE E LEGALMENTE DAL LORO SITO, e pensate un po’, con il BENEPLACITO DELLA CASA EDITRICE!!!! E addirittura hanno il coraggio di viverci bene con gli incassi dei loro libri! Trent Reznor e i Nine Inch Nails hanno cominciato a rilasciare per il download tutti i loro album. GRATIS. E non sono sotto un ponte.
    Quindi intanto non venitemi a dire che queste licenze non funzionano o che la libera circolazione delle opere danneggia in toto l’artista. Non e’ praticamente mai così. Sapete chi furono i primi ad alzare il polverone sull’allora killer application per download di musica Napster? Lo ricordate? Io si perchè la usavo come un pazzo essendo un pischello che faceva le superiori e non aveva un cazzo di soldi per comprarsi dei cd. I METALLICA. Lars Ulrich, batterista della band, comincio’ a sparare merda dicendo che Napster rubava soldi alle case discografica. Da allora la RIAA(la mafiosa e lobbystica associazione dei discografici americani) non ha mai smesso di perseguire con fior fiore di avvocati i cosiddetti pirati.
    Avete mai visto i Metallica sotto un ponte? Io no. Girano con le Ferrari e vivono in mega ville di lusso. E gli introiti dei loro cd non sono diminuiti di molto.Anzi.

    Attenzione però. Non sto parlando di chi scarica musica per stampare cd pirata e RIVENDERLI a prezzo piu’ bassi magari dandoli agli immigrati che li offrono per strada. Quella e’ mafia e come tale va spazzata via dalla faccia della terra.
    Il mio discorso e’ piu’ generale e si basa sulla collaborazione e sulla diffusione della cultura. QUALSIASI FORMA DI CULTURA.

    Per altro: come si fa a dire che un opera d’arte ha quel “valore”? Come si fa a valutare un’idea? Una creazione artistica? In base ai costi di produzione? Ah, quindi i CD delle major dovrebbero costare 10 euro. Altrimenti non tornano i conti. Per stampare un cd materialmente a una major ( che quindi ne stampa centinaia di migliaia) costa circa 5 centesimi. LA registrazione? Quella non centra nulla, i soldi li mette il produttore che fa un contratto con la major. Se il primo master non piace i soldi ce li rimette solo chi ha prodotto il disco non la casa discografica in se. Quindi perche’ io devo pagare 30-40 euro per un cd?

    Perche’ non posso andare a vedere Vasco, Zucchero, i Rolling Stones , Bob Dylan o chi diavolo mi pare e spendere 15 euro? In fondo fanno molto pubblico quindi per la legge del mercato più gente porti a vedere il tuo spettacolo piu’ dovresti abbatter i costi e quindi tenere basso il prezzo, giusto? Ma anche se non fosse così, perchè diavolo devo pagare 40,50,60 euro!!!??? Questa e’ libertà? Libera circolazione di idee e cultura?? No, vi prego non ditemi che ci credete ancora.

    Ho buttato un occhio ai commenti e ho letto di gente che usa toni molto poco empatici( tanto per riprendere un post precedente). Pirati tirchi, pirati ipocriti che ammantano di ideologia un atto di per sè illegale. Può essere. Io personalmente credo che CHIUNQUE debba poter usufruire di un prodotto culturale a PRESCINDERE dal proprio reddito, classe sociale, eta’, razza o religione.
    Se ascolto un gruppo sconosciuto su internet e devo farmi spedire il loro cd dall’america o dal Giappone non posso far altro che pagarlo almeno il doppio a causa del trasporto, della spedizione ecc. Perche’ in Italia nessuno lo distribuisce. Devo pagare: la SIAE, la dogana, il trasporto, il corriere. E la band? Quella la paga la SIAE,o meglio, paga chi scrive la musica e il testo(le canzoni son divise in 24-esimi, 12 per la musica e 12 per il testo). Ma una miseria.Allora, per usufruire di cultura
    in questa societa’ dominata dal capitale e dall’egoismo io credo che l’unico vero modo di sabotare e uscire veramente dallo schema sia scaricare, copiare, diffondere. Il piu’ possibile. Senza sentirsi neanche mezzo secondo in colpa.

    Avrei migliaia di altre argomentazioni, ma questo e’ un tema che credo sia molto difficoltoso da trattare in una discussione su un blog.

  77. Gentile Sabina,
    colpelvomente, solo ieri sera ho visto Draquila e sono rimasta sconvolta.
    Le volevo fare i complimenti perchè si tratta di un vero e proprio documentario che niente a a che vedere con l’antiberlusconismo che molti millantano.
    Rabbia, commozione, incredulità è quello che mi ha suscitato questo film ; non è vero come dice Rossella che alla ifne del film mi beavo dell’ennesima sferzata a Berlusconi, no, mi sono vergognata profondamente profondamente..
    Mi sono chiesta ancora una volta come si può ? come?
    Siamo andando alla deriva e il problema è che la maggior parte delle persone ignora .

    Grazie per il Bellissimo film , documentario ma anche drammaticamente emozionante.
    Monica

  78. @fabio @spect

    Quello che si capisce, dietro alla marea di minkiate che dite, è che, alla fine di tutto:

    1) VOI non pagate un centesimo per l’arte di cui godete
    2) Comunque (significa: in qualsiasi modo) campino gli artisti che piratate, non è certo grazie a voi, dato che non sborsate nemmeno un centesimo.
    3) Ergo, alla fine della fiera, gli artisti lavorano per voi e voi non pagate un soldo bucato.

    Come si chiama chi gode del lavoro altrui senza pagare un soldo? LADRONE? Ecco cosa siete, dei ladroni, che magnano senza sborsare.

    Vi chiedo: se foste voi a lavorare per qualcuno, e quel qualcuno non vi pagasse, che direste?

  79. ci avviamo sempre piu’ velocemente verso il p2p condito di crittografia.

    qualcuno perde tempo e risorse a mettere pezze legali ad una diga che non resiste piu’…

  80. @spotlessmind, se tu sai che io non ho fatto ne l’artigiano ne l’artista, chi sono IO per darti torto? 😉

    resta la questione cruda: ci sono lavoratori che sono pagati a percentuale sulle copie vendute….se lecopie non vengono vendute o sono piratate, non guadagnano una sega…
    è capitato spesso che un opera pagata una miseria al suo misero autore, abbia poi fruttato di miliardi in copie vendute al furbo venditore….da qui è nata l’esigenza di tutelare il diritto d’autore
    basta mettersi nei panni dell’autore…e tutto risulta più chiaro e semplice

  81. E DELL’IDENTITA’ AUTORIALE NON NE PARLIAMO?

    Negli anni ’70 Steve Paxton e un gruppo di danzatori strastufi di non essere perfetti per la classica e con la voglia di creare un nuovo mondo si sono messi a creare la “contact improvisation”. Un movimento che ha cambiato la danza contemporanea e influenzato ogni stile e ogni vocabolario, anche quello classico.
    Steve Paxton non ha mai voluto mettere diritti d’autore.
    Ha voluto trasmettere dei principi e ha amato vedere in che modo questi principi hanno preso vita in altri menti e in altri corpi…. come si sono trasformati…
    questi pionieri sono stati i miei maestri e ho avuto la fortuna di conoscerne il cuore.
    Io mi occupo di danza e nello specifico faccio “l’autrice” oltre che laboratori di danza….
    Confesso però che sono molto attaccata alla mia identità autoriale…. e non è solo un aspetto economico (da fame per la danza) ma è proprio legato ad un concetto di identità. Mi dico, è importante la riconoscibilità del lavoro, ma poi mi chiedo: non è che un modo per nascondere il mio ego?
    I miei maestri l’ego l’hanno sparpagliato nell’universo, ma io proprio non ci riesco.
    Ho fatto un progetto e ho avuto un’idea originale che l’hanno portata avanti senza di me, dato che era coinvolto quello che poi è diventato il mio ex-ragazzo.

    Il progetto è cresciuto, ed è finito anche su una paginona intera del giornale “il fatto”. Ma il mio nome? Depennato.
    confesso:

    A ME MI TIRA IL CULO!

  82. @Musicista: forse l’hai già fatto, comunque ti prego di distinguermi dall’altro “fabio”, che ha il nome in minuscolo e ha scritto cose ben diverse dalle mie. Grazie.

  83. Io sono d’accordo con Sabina.

    Secondo me tutta questa gente che difende lo scaricare gratis musica e film semplicemente non vive di quello. Se no gli girerebbero eccome.

    E’ triste dirlo ma l’occasione fa l’uomo ladro.

    Chi scarica non credo rubasse film e musica quando non c’era internet. O non tutti almeno. Si duplicava su cassetta, e di nuovo perché nessuno ti vedeva e ti beccava. E anche questo non era giusto se vogliamo essere onesti.

    Gli autori e i musicisti con questa tecnologia ce l’hanno nel culo, ecco tutto. Probabilmente si inventeranno nuovi modi per guadagnarci ma se la Guzzanti non facesse un euro perché tutti hanno scaricato il suo film il giorno dopo cambierebe mestiere perché deve campare.

    Si dica che sta cambiando un’era, ma non si dica che è giusto ed etico scaricare.

  84. @sabina (mozart viveva senzi diritti d’autore dice qualcun altro. nei secoli scorsi le orpere venivano commissionate dalle corti e anche godute prevalentemente dalle corti. il paragone non ha senso)

    è appunto questo che intendevo dire: i diritti d’autore sono (stati) un modo di vivere della propria arte, nella musica strettamente legati al supporto vinilico. ogni epoca ha il suo, il mecenatismo era uno. oggi quelli che hanno capito fanno tanti concerti e campano con quelli e magari coi cd venduti a metà prezzo sotto palco, e usano la rete per farsi pubblicità regalando i propri mp3 (cito giovanni pipitò, che sottoscrivo in pieno https://www.sabinaguzzanti.it/2010/09/22/veri-pirati-noi-siam-contro-il-sistema-lottiam/#comment-20870: è ora di togliere il cartello, qui si fuma).
    i libri secondo me non spariranno mai, e semmai soffrono di più della incultura dominante che dell’avvento delle fotocopie e degli ebook.
    i film la loro crisi la devono alla televisione, e al fatto che una volta il cinema era l’unica forma di intrattenimento popolare e poi non più, più che alla pirateria: chi si accontenta di vedere un filmato di pessima qualità sul proprio schermo per quanto grande forse al cinema non ci sarebbe andato manco prima.
    secondo me il problema è da risolvere tramite una battaglia culturale generale, come dice a modo suo paolo rossi in Niente paura, mentre invece la guerra commerciale/giuridica alla pirateria è già persa e comunque è inutile. Al limite, l’unica sarebbe fare destinare alla siae una quota dei guadagni da fastweb tim infostrada eccetera…

  85. @cugino: veramente già paghiamo una quota per recuperare una parte delle perdite a causa delle duplicazioni illegali ogni volta che acquistiamo un qualsiasi supporto che li possa memorizzare o duplicare. Ad esempio quando compriamo un masterizzatore, un iPod, un CD vuoto, una pennetta USB, una scheda di memoria, ecc.
    Se già questo è ingiusto, pensa quanto lo sarebbe far pagare di più la connessione ADSL solo perché altri potrebbero usarla in maniera illegale!

  86. Ciao a tutti,
    purtroppo non ho tempo di leggere gli altri commenti, quindi mi scuso se dico cose già detto. Almeno non sarò influenzato da altri.

    Premetto che rispetto molto la posizione di Sabina, e il mio parere vuole essere di dialogo costruttivo, non di polemica.

    Non condivido il paragone con le altre forme di mercato, tipo alimentare. La produzione di qualsiasi bene ha un costo oggettivo variabile legata al singolo prodotto che i materiali digitali non hanno. Un paragone più calzante può essere quello con un qualsiasi spettacolo dal vivo: se qualcuno si mette a sbirciare il circo da un buco nel tendone non è preso come esempio di etichetta, ma neanche per un ladro. Se chi non vuole spendere per un film se lo guarda gratis non fa perdere nulla. Anzi: potrebbe, proprio come Sabina, volersi fare un’idea per comprarlo solo nel caso fosse di suo gradimento.

    E’ una nuova prospettiva legata al digitale con cui credo si debba fare i conti. Un libro lo possiamo sfogliare, un film è un prodotto che allo stesso modo si potrebbe pagare solo dopo aver capito di cosa si tratta. Questo spesso aiuta, non penalizza il mercato. Anche se molti prendono senza pagare, a prescindere l’opera in questione continua a vivere, anzichè morire negli scaffali, e con essa vive il suo autore.

    Sabina secondo me non ti rendi conto di quanto devi alle centinaia/migliaia di copie scaricate di ‘Zapatero’. Grazie ad esse il tuo messaggio ha sorvolato le stronzate di chi lo ha boicottato, cosa che non avrebbe potuto fare se la semplice verifica del prodotto avesse avuto un prezzo. Molti di coloro che hanno visto quel film scaricato sono finiti nel tuo blog e hanno parlato di te, ti hanno pubblicizzato più o meno consapevolmente, hanno, come dicevo sopra, mantenuto in vita il tuo messaggio perchè non richiedeva un ‘ticket’. Anche in questo caso torna il problema della distribuzione, che non consentiva di trovare ovunque il film. E del resto ora è ancora più difficile trovare Zapatero.

    Qui si allaccia il problema dell’età dei film, a cui hai anche accennato tu. Quando un film ha solo 3 anni, se non è un best seller, non si trova più, proprio secondo quelle leggi del mercato che dovrebbero tutelare l’autore, perchè non conviene distribuirlo. Ha senso tutto ciò? Non credo. perchè un’opera non potrebbe essere liberamente visualizzata dopo i primi 3 anni di vita, a puro scopo di documentazione? In fondo anche i diritti d’autore hanno una scadenza (70 anni), e dare accesso alle opere vecchie non danneggerebbe un mercato che di fatto è già morto, anzi lo rivitalizzerebbe.

    Esempio classico di cultura: i libri. Esistono le biblioteche. Fotocopiarli è reato ma è un reato tollerato, e il principio è lo stesso, la diffusione della conoscenza.

    Teniamo conto anche del mercato televisivo attuale. In un paese normale un film di successo andrebbe in tv (e senza 6 ore di pubblicità in mezzo). Nessuno si scandalizzerebbe se venisse visto o registrato in tv. Quindi chi scarica può anche essere orfano di una tv libera e non un noleggiatore che vuole risparmiare.

    La soluzione ad offerta libera è la migliore e ti ringrazio di questa scelta. Ti dimostrerà (o almeno lo spero) che il pubblico è abbastanza maturo per ricompensare un’opera senza un obolo obbligatorio, come avviene da sempre per qualunque spettacolo di strada, in cui si paga in proporzione a tante cose, non ultima la fiducia dell’artista nella capacità dello spettatore/consumatore di giudicare il suo prodotto e quanto vale anche in base alle sue tasche.

    Penso che di argomenti ce ne siano altri ma mi devo fermare qui, anche per non fare troppa confusione. Siamo di fronte ad una nuova frontiera della distribuzione che viene spesso criticata solo in quanto diversa, e non nel suo complesso. grazie agli mp3 di emule si spende 10 volte di più per i concerti, ma si sorvola spesso su questo, come del resto qualsiasi gadget viene comprato per la fama del prodotto che rappresenta, non per le copie vendute. E vogliamo parlare degli sponsor? Ricordiamo che c’è gente che paga per pubblicare (ad es. articoli di ricerca) perchè sa che il valore di una cosa e del suo autore è legato alla sua diffusione.

  87. @Gimmy

    Ognuno di noi dovrebbe sentirsi libero di esprimere il proprio punto di vista, che rispecchia (necessariamente) la propria esperienza: non si tratta di dare torto o ragione, ma di arrivare a un punto in cui si condivide una visione complessiva, di cui ognuno (me compreso) è portatore parziale. Dovremmo cercare di sfruttare le nostre reciproche diversità e di non fermarci al riscontrare che esistono.

    Tornando al punto, il fatto di voler collegare il “rendimento” di un pezzo (cioè il “valore” di un’opera) al numero di volte che è copiata è, a mio avviso, la radice di tutti i mali. Il fatto che l’autore abbia accettato di esser pagato miseramente non significa che abbia ragione ad aver accettato, o che bisogna tutelarlo in una misura sproporzionata al reale valore del lavoro svolto.

    Insomma, per dirla più semplice: perché, se un autore decide di comporre una canzone per una certa somma (compenso), poi può guadagnare da quel pezzo per ogni volta che è ASCOLTATO? A parte il fatto di essere imposto per legge, ovviamente.

    @sabina guzzanti

    Ai giorni nostri le “corti” esistono ancora, e si chiamano “pubblico”. Il pubblico (come la corte) paga(va) complessivamente per godere dell’accompagnamento musicale o di uno spettacolo. Ecco perché (nel settore musicale) i concerti funzionano e la distribuzione sta fallendo: perché il passaggio dal “live” al “registrato” equivale a perdere quel “valore aggiunto” che fa dell’esperienza qualcosa di non replicabile. Ciò che è facilmente replicabile è privo di valore.

    E il cinema sta fallendo non per la pirateria bensì perché arrivo a pagare 11 euro di biglietto per vedermi venti minuti di pubblicità!! :(((
    (… ed è successo proprio con la proiezione di Draquila …)

    L’analogia con l’agricoltura transgenica, poi, fa venire i brividi: la maggioranza delle multinazionali vuol proprio “brevettare” sequenze di DNA alla stregua di un libro o una partitura… non è questo frutto del modo di pensare “alla copyright”?

  88. [correzione all’ultimo intervento]
    Ovviamente per “Draquila” mi riferivo alla durata della pubblicità e non al prezzo del biglietto, che mi pare oscillasse tra i 7,5 e gli 8,5 euro (cmq troppo per sorbirsi ANCHE la pubblicità!!).

  89. Situazione banale: un musicista suona per UN fruitore. Lo sforzo per la sua performance vale TOT, quindi l’unico fruitore gli deve corrispondere TOT.
    Situazione più complicata: il musicista fa la stessa performance per DUE fruitori; lo sforzo è lo stesso, e quindi vale sempre TOT. Se ciascuno dei fruitori paga TOT il musicista, i due fruitori si sono privati della giusta somma per il servizio fruito, ma il musicista guadagna il doppio del TOT che merita: si trova esattamente con TOT in più. Se invece ciascun fruitore corrisponde al musicista metà TOT, il musicista ha il giusto compenso, ma ogni fruitore si trova con metà TOT in più di quanto deve avere. Questo è un problema tipico del lavoro intellettuale: in uno scambio di lavori, un lavoro astratto toglie caratteri di univocità allo scambio. Si risolve semplicemente. Se il musicista ha fatto la sua performance e non è stato pagato, si trova in passivo di un TOT, e ciascun fruitore in attivo di un TOT. Rendiamo equa la situazione: un fruitore dà al musicista il suo TOT, e all’altro fruitore togliamo il TOT, e lo teniamo da parte; ora sono tutti a zero. Il TOT rimanente può essere diviso in tre: ogni persona sarà in attivo di un terzo di TOT; la situazione fra i tre è sempre equa, ma con in più un guadagno. Ma ciò va bene in un mondo fatto di tre persone: se ce n’è una quarta che non è andata al concerto, si troverà sotto di un terzo di TOT rispetto agli altri, i quali si ritrovano soldi che non provengono da nessuno sforzo, bensì dalle proprietà “moltiplicative” del lavoro astratto. Allora il TOT che avanzava va diviso per tutte le persone, che abbiano assistito al concerto o no, che abbiano suonato al concerto o no.
    Morale della favola per sette miliardi di persone: 1)qualunque sia il numero di fruitori al concerto, ogni fruitore paga TOT; 2) di tutti i TOT pagati, uno solo va al musicista; 3) tutti gli altri TOT vanno in beni, servizi pubblici gratuiti, distribuiti-ATTENZIONE- nel mondo intero: il lavoro astratto produce (produrrebbe) beni, non statali, ma mondiali. Questo mondo ideale è evidentemente molto diverso dal nostro: 1)un concerto di due ore costerebbe a ciascuno – diciamo –180euro anziché i reali 30euro; 2)la star prenderebbe 180euro per la sua serata, invece dei reali 180000; 3)il pianeta pullurerebbe di scuole gratuite per astronauti e calzolai, campi da calciotto gratis, mense gratis, robot che ti fanno massaggi gratis, … Invece, nella realtà, la star – insieme alla SIAE – tiene per sé i 180euro più tutto quello che andrebbe distribuito nel mondo. Quanto ai 180euro che si pagano nel mondo dei puffi (ammesso E NON CONCESSO che in quel mondo 180euro pesino come in questo mondo) si possono fare solo battute. E ne faccio una io: 180euro sono moderatamente tanti; invece di andare a sentire Vasco Rossi vado a sentire Wagner.
    Tutto ciò, non dimenticando le giuste mediazioni tra “star” e “band di quartiere”.
    E allora, chi pensa che “quel” mondo sia giusto, pensa di essere derubato in “questo”, e quindi pensa che NON SARA’ MAI RIPAGATO DEL MALTOLTO ANCHE PIRATANDO PER TUTTA LA VITA FILM, MUSICA, ECC.

  90. Sabì!
    Ci credo che ti senti in dovere di comprarteli i film e i cd che ti piacciono o che vuoi vedere/ascoltare.
    Chiaramente hai un conflitto d’interessi non da poco in questo ragionamento.
    Oppure con il tuo intelletto vuoi essere al di sopra di ogni ingerenza economica?
    Se paghi volentieri suddetti prodotti posso anche azzardare che forse non ti sia mai capitato di non poterteli permettere..
    Della serie che è facile fare il frocio con il culo degli altri..
    Bello il paragone con il pane ed i generi alimentari in genere.. Infatti, a seconda delle coscenze, se non ho i soldi per mangiare, rubo il cibo. Giacchè vivo con 1100 euro al mese io e la mia ragazza, o i film non li guardo e i cd non li ascolto, oppure li scarico.. Altrimenti me li comprerei perchè è molto più figo avere prodotti originali e di alta qualità audiovisiva. Mi sembra abbastanza pragmatico come ragionamento.
    E questo era dal canto mio..
    Dal canto tuo vorrei capire una cosa che mi sfugge.. Il film documentario l’hai fatto per informare l’opinione pubblica in merito a dei fatti molto gravi o lo hai fatto per arricchirti? Altrimenti con un triste ed intricato ragionamento si dovrebbe dedurre che ti arricchisci, o tiri a campare ma non credo, sulle disgrazie degli altri.. No?
    Se così non è, e lo spero, penso che dovresti felicitarti che più gente possibile scarichi gratuitamente il tuo documentario e che questo abbia la sua massima diffusione ed efficacia.. Io spero che molti scarichino il tuo film e che abbia una grande diffusione..
    Io l’ho scaricato..
    Complimenti quindi per l’idea di renderlo ad offerta libera..
    Marco

  91. da parecchio non visitavo il blog perchè…, perchè. comunque fa piacere sapere che ci siete sempre. ciao a tutti e scusate l’intrusione.
    ah, sui pirati informatici!… ci hanno lasciato un laghetto dove depredarci tra di noi. belli i tempi in cui si solcavano i mari all’assalto dei ricchi galeoni!

  92. ciao a tutti.
    ho letto quasi tutto, non vorrei essere ripetitivo però credo che un punto vada sottolineato.
    se oggi è possibile condividere contenuti, non lo è grazie all’attività di loschi figuri che nell’illegalità costruiscono macchinari illeciti che consentono questa attività.
    nel 99% dei casi chi si lamenta del file sharing sono gli stessi soggetti economici che vendono e quindi guadagnano sui mezzi che si usano per fare file sharing.
    se chi scarica è un pirata, quelli sono comunque “complici”.
    io non nego affatto che la proprietà intellettuale possa e debba essere difesa.
    ho qualche dubbio invece sul fatto che le stesse multinazionali che ti trattano da pirata siano poi quelle che ti vendano il masterizzatore o il pc.
    poi andrebbero fatte mille distinzioni fra contenuti (film e cd nuovi, film e cd vecchi).
    però il concetto base è che a volte la tecnologia confligge con i sistemi di produzione e non c’è niente da fare.
    sono i sistemi di produzione che si devono adeguare.
    è successo con la televisione che ha costretto la radio a cambiare, il cinema parlato che ha soppiantato il muto, la televisione che ha radicalmente modificato il mercato del cinema, l’home video etc..
    a volte da un cambiamento l’industria (e l’artista) guadagna, altre volte perde.
    in questo caso la variabile impazzita è che non sono più le industrie a regolare il mercato, ma questo cambiamento fa si che sia l’utilizzatore a regolarlo col suo comportamento.
    ricordiamoci che però lo fa perchè l’industria gli ha venduto i mezzi per farlo.
    io credo che sia radicalmente sbagliato discuterne in termini di pirateria criminalizzando chi scarica e che sia corretto invece affrontare la questione in termini di bilanciamento di interessi ed esigenze sulla base di dati oggettivi.
    i “sordi” che mancano possono in parte essere fatti entrare in altro modo e suddivisi fra gli artisti.
    vanno recuperati dal costo delle connessioni, da minitasse sui mezzi meccanici.
    si potrebbe prevedere ad esempio che chi scarica file da internet debba pagare alla società telefonica una sopratassa di X euro al mese che va ad un fondo da suddividersi fra gli artisti “scaricati”.
    ma il concetto fondamentale è che non si argina il fenomeno con la repressione.
    bisogna assecondarlo e conviverci, cambiando “sistemi di produzione”.
    secondo me, eh.

  93. Corriere della Sera del 23 settembre 2010 pag 31
    “Jean-Luc Godard guida il fronte di intelletttuali per il download libero”

    “La proprietà intellettuale non esiste. Il diritto d’autore?
    Un artista non ha che doveri”

    Ecco! Non solo sei gratificato dall’essere ispirato dall’Arte, vuoi pure i soldi!!!

    Meditate su chi è un artista e chi no!

  94. Certo chemvoglio puremi soldi: quando vado al supermercato a comprarmi il cibo (quella roba che si mette in bocca, canne a parte), mi chiedono in cambio euro, non le minkiate che spari. Credo che Godart convenga sul fatto che anche gli artisti debbono vivere mangiando, a meno chè non si sia completamente rincoglionito.

  95. I Radiohead hanno fatto parecchi soldi con lo scaricamento dell’ultimo album e il pagamento a piacere: ricordo di aver messo 0 così per provare e la cosa mi ha permesso comunque di scaricare l’opera. Secondo me ero un costo calcolato, altrimenti avrebbero impedito di farmi pagare zero (non era tecnicamente difficile).

  96. piccolissimo contributo personale.

    ho lavorato per tre anni col mio gruppo ad un disco che abbiamo deciso di non pubblicare con una casa discografica, perché i contratti che ci sono arrivati erano da miseria, indegni. Lo mettiamo in rete, commenti della stampa di settore (prog rock) estremamente positivi (fin troppo).

    Se tutti scaricassero il disco senza pagarci l’euro a canzone che costa succederebbe solo una cosa: sarebbe l’ultimo disco. E’ vero che lo facciamo per passione, ma le spese che sosteniamo per produrre la nostra musica esistono e come dice Sabina il sistema è basato sui soldi. Nessuno ti regala le ore di sala d’incisione, nessuno ti regala il tecnico, nessuno ti regala gli strumenti o la sala prove e via di questo passo. E il motivo è che è giusto pagare per usufruire di un servizio, perché dietro ad ogni servizio c’è il lavoro delle persone e il lavoro va riconosciuto.

    Non entro nel merito di tutta la discussione, ma volevo solo farvi riflettere sul fatto che scaricare gratis si può fare tecnicamente ma ha delle conseguenze e queste non sono tutte positive.

  97. E comunque diamo il giusto valore alle cose!

    Una pizza costa 8 euro, una birra 5, un pieno di benzina 70, una visita di un ortopedico 150, un pacchetto di sigarette 4… ma di cosa stiamo parlando? Qualsiasi film dopo un po’ di tempo te lo ritrovi nel cestone di mediaworld a 9 euro se non a 5, i videogiochi dopo un anno te li danno all’edicola con la rivista, il cinema al mercoledì costa 5 euro…

    Io sono d’accordo che alcuni prodotti costano troppo all’uscita ma veramente non riesco a tirare la linea dritta fra questa considerazione e “quindi è giusto che li scarico gratis”.

  98. …..mi faccio un giro ed entro in una chiesina sperduta (è una ricostruzione di fantasia… ovvio)…. ingresso libero da secoli e secoli… per pregare, per ripararsi dalla pioggia, per mangiarsi un panino in santa pace…… ma guarda che affreschi!!!!!
    ….ripasso dopo qualche tempo (un paio d’anni??? vabbè… diciamo di si…)… tutto buio… non si vede niente…. ma che succede….???
    ops.. per accendere la luce bisogna mettere due euro nell’apposita fessura! ….si è scoperto che gli affreschi erano di tal tizio da burlonia (pittore famoso donnaiolo poi redento….)….
    …due pani, tre cipolle, mezzo pollo ed un frutto per ogni metro d’affresco…..
    poi è evidentemente morto e di lui (non capisco se dei pani o degli affreschi) ci si è dimenticati fino a che a qualcuno non è venuto in mente di farci i soldi….

    due pani, tre cipolle, mezzo pollo ed un frutto….. metro e chiave dell’attuale….

    come si chiamava quell’altro tipo? Baudrillard mi pare…..

  99. @alessandro
    è vero, il lavoro va riconosciuto.
    però bisogna anche adeguarsi ai tempi.
    si è parlato di beni materiali e del fatto che nessuno consentirebbe di uscire da un supermercato senza pagare la merendina.
    però i dati oggettivi, la realtà, ci dice che oggi produrre un cd è come mettere la merendina fuori dal supermercato, sul marciapiede, in bella vista, con accanto una scatola per le offerte.
    e ci stupiremmo se l’offerta la facesse uno su dieci?
    questa è la rete.
    che poi è solo il superamento dello spazio e del tempo per qualcosa che si faceva anche prima.
    prima andavo dal mio amico Gino a duplicare fisicamente il cd, prima ancora a registrare l’audiocassetta, oggi mi collego con hans a berlino (senza conoscerlo) e lo copio dal suo pc senza muovermi.
    forse oggi è il caso di modificare in qualche modo il fare musica o cultura, tenendo conto della realtà.

  100. @Bullo

    Se è per questo è anche facile prende a calci la prima vecchietta che incontri per strada… Io dico che a questo punto vorrei che la polizia postale venisse a nasare nei vostri pc, pieni di emule e di tutte le peggiori zozzerie che ci girano dentro. Quindi che vi dessero dei 5000 euri di multa alla volta. Dopo non direste più: ma è così facile, perchè non dovrei farlo?

    Gli artisti lavorano come tutti gli altri, e come tutti gli altri devono essere pagati.

  101. Diciamo anche un’altra cosa vera e cioe’ che soltanto ad essere degli smanettoni dei virtuosi di internet si è capaci di “rubare” film e musica. Se questo fosse davvero il futuro, allora è come se soltanto coloro che sono in grado di scassinare casseforti possono avere accesso al denaro e quindi al cibo. Chi si mette dietro ad un computer e fa queste cose non lo fa per bisogno e tantomeno per lapassione verso quel gruppo musucale oppure quell’attore ma solo per sentirsi qualche gradino piu’ su di coloro che dice di ammirare, insomma secondo me è uno sfigato.

  102. Dieghito, basta con questi luoghi comuni, platonico-cattolici nonchè anoressico-spiritualistici.

    Sei un criminoso e fai un uso criminoso del mezzo informatico!!! 🙂

  103. Per puro dovere di cronaca, vado alla Ricordi Feltrinelli per chiedere il capolavoro artistico di musica leggera: Menomachesilvioc’è. Il commesso mi guarda con un mezzo sorriso, l’altro lato è cascante in segno di compassione, silenzio imbarazzante, glielo ripeto mi dà il suo diniego. Sicuro che non c’è? magari in una compilation… No, non c’è. Io rattristato, mi guardo intorno spaesato. Mi ricordo dell’altro eccezionale pezzo: Silvio Forever, cantato da una che ha la voce di Cicciolina, provo a chiedere. “Silvio fo che?? ” Ed io timidamnete ed a voce bassissima, perché mi accorgo che qualche avventore ha steso l’orecchio: Silvio f o r e v e r. Quello si mette a ridere. Sorrisini anche da parte dei clienti intorno; io mi domando: Porcamiseria, e l’80% di consensi? . No, dico, questo ha vinto le elezioni con la maggioranza, dove cacchio sta ‘sta maggioranza, si può sapere dove sono quelli che lo hanno votato? Qualcuno lo avrà votato, dove sono? Si nascondono dentro le tane? Escono di notte come i pipistrelli? Io sto facendo una bella figurella di merdella, manco qualcuno che apprezzi e mi conforti con un bravo, il coraggio di palesare il suo amore per il nostro amato presidente. OOh, niente. e che sarà? Un appestato?

  104. E quindi, Sabina, non accostare mai la parola di Silvio a forever, altrimenti scatta la querela da parte dell’autrice. Dici tutto, Silvio cacca, Silvio nano, Silvio sdfgdg ma maaai Silvio forever.

  105. @ Musicista

    Ci fai un elenco delle tue opere così evitiamo di scaricarle?
    Non vorrei per sbaglio rubarti qualcosa e danneggiarti mandandoti in fallimento!

  106. Leggo spunti interessanti. Spero vengano considerati tutti, perché la questione viene calcolata troppo spesso approssimativamente.

    Per dirne un’altra Sabina (parlando serenamente), se il problema sono i soldi, questo blog, che come vedi è strapopolato e reso importante da tanti cosiddetti ‘pirati’ che senza averti scaricato o visto su youtube forse neanche ti seguirebbero, te ne può portare con uno sponsor, che può anche essere uno sponsor etico, perché no? Dici che non si troverebbe? Io forse mi illudo ma penso di si.

    A proposito di sponsor…. Se concordassi di postare il tuo film con sponsor su youtube (si può fare) dopo 3 anni dall’uscita, pensi che ci rimetteresti? Io penso di no.

    Insomma, se il punto fosse: ‘come faccio a guadagnare i soldi che si guadagnavano una volta con un film di successo?’ (come ricordavi tu è legittimo che te lo domandi, il tuo è un mestiere… Ma buttando un altro paragone: se le casse dei concerti fanno arrivare la musica fino alle strade, bisognerebbe chiedere a tutti di tapparsi le orecchie?)
    La risposta te la darà la distribuzione a libera offerta sul sito. Oppure potrebbero esserci tante soluzioni in streaming, a pagamento o sponsorizzate… Tanto come hai letto nei cinema gli sponsor ce li ficcano lo stesso…

  107. TESI AVVALORAMENTO PIRATERIA (intesa come libertà di effettuare copie di opere d’arte)

    premetto di aver letto molti post precedenti ma non tutti, e spero che non ci sia un post simile a questo che vado a scrivere:

    Nel Medioevo, la distinzione tra artista e artigiano era decisamente meno immediata che per l’epoca contemporanea.
    Addirittura, con il termine autor si intendeva, nella documentazione ufficiale dei cantieri delle chiese medioevali, il committente piuttosto che l’architetto-progettista.
    Oggi i concetti di “arte” e “artista” vengono generalmente applicati a seconda della cultura di riferimento, e valutando le componenti estetiche e di originalità.
    .
    Dunque tutta la discussione se sia GIUSTA o NO la PIRATERIA verte intorno alla commercializzazione delle opere d’arte.

    Distinguiamo pertanto il PIRATA che effettua una copia ad uso personale dell’opera d’arte (io mi copio ad esempio la gioconda, magari son bravissimo e la faccio identica all’originale ma non la commercializzo come originale e specifico che è una copia nessuno potrà mai accusarmi di aver tolto un acquirente a leonardo da vinci)

    L’arte nella grande distribuzione sta nell’effettuare una commercializzazione di elevata qualità del prodotto artistico, la cui copia anche se consentita (non a uso commerciale, cioè non si deve copiare per rivendere la copia) non raggiungerà la qualità di un prodotto originale.
    Oggi la tecnologia purtroppo (per l’artista, autoro,produttore) appiattisce questo divario fra originale e copia.

    Ma è una cosa normale … i tempi cambiano… al tempo di Leonardo fare un quadro aveva delle difficoltà tecniche maggiori di quelle odierne, scolpire la pietà di michelangelo aveva delle difficoltà maggiori in passato di quante che ne siano oggi per realizzare la stessa statua….

    E prendendo proprio come esempio il CODICE di LEONARDO il quale celava i propri studi tecnici con una “criptatura” della sua scrittura, per impedirne la copia.

    Mi spiace per i contemporanei artisti che devono affidandosi a dei mecenati come avveniva in passato per pagarsi la pagnotta, oppure si possono trovare soluzioni come quelle introdotte dai musicisti (sempre ovviamente prima gli stranieri)che intelligentemente considerano i propri pezzi musicali come “l’anteprima del proprio spettacolo live”
    Quindi se io vado a un concerto ad esempio di Trent Reznor (cantante dei NiN e produttore musicale titolare di una delle case discografiche + grandi in america) il quale dice “scaricate la mia musica da internet Gratis e poi venite a sentirci suonare dal vivo”(l’ha detto lui in un suo concerto italiano a Milano), io penso che questo artista da saggio imprenditore ha compreso che è impossibile opporsi alla tecnica, alla modernità, e che la vera qualità di un artista sta nel fare cose originali che nessuno sa fare come lui live (o che poche persone .. i veri artisti, i migliori)

    La stessa cosa vale per gli attori, … se sei bravo come attore magari sei in grado di fare uno spettacolo teatrale live (quindi unico e inimitabile) di alta qualità, e sarai ricmpensato da coloro che verranno a vederti live perchè sei bravo.

    Se sei un distributore di film… la tua qualità sta nell’elevata qualità tecnologica che metti nel tuo prodotto. Come detto prima purtroppo la tecnologia moderna appiattisce il divario in questo caso… ma non del tutto… quindi se uno fa una copia dell’originale ma di inferiore qualità e se la tiene per se, e non la fa circolare (guadagnandoci sopra) poi le persone interessate a vedere il film in alta qualità si rivolgeranno al distributore originale.

    Poi come detto nel post precedente ci dovrebbe essere un accesso a fasce di reddito ai prodotti artistici .. livello di civiltà e cultura + elevato di una società si misura anche con la possibilità di accedere all’arte e alla cultura in modo eguale per chiunque.

    scusate se mi sono dilungato molto, so di essere tedioso a volte ma credo di aver dato anche dei buoni spunti di riflessione.

    “Sabina ti amo 🙂 ”

    Ciao

    Maurizio

  108. Io frequento le biblioteche pubbliche, prendo i libri in prestito, li leggo e poi li restituisco.
    Tra l’altro nelle biblioteche ci sono anche i DVD in prestito.
    Esistono le biblioteche, forse, perchè la cultura non può essere fatta solo per chi può
    spendere.

  109. Un argomento pro-pirateria anche qui molto diffuso è: “artisti, lasciate copiare liberamente cd e dvd, potete accontentarvi dei guadagni degli spettacoli live, soprattutto perchè all’arte ed alla cultura deve poter accedere anche chi ha un reddito non elevato”.

    In primo luogo va detto che da sempre, solitamente, gli artisti guadagnano molto di più dalle serate. Solitamente vale il prinicipio: meglio 100 serate sicure l’anno che il disco. Indipendentemente dalla pirateria, gli introiti veri vengono delle serate, per la maggior parte degli artisti. Quindi tutti quei gruppi che fanno scaricare gratis dicendo “venite ai concerti”, ma di più, vogliono pure passare per paladini della giustizia, autocelebrandosi come dei rivoluzionari, quelli sono i più pellicciai e rabbini di tutti, altro che superamento della proprietà intellettuale delle idee. Quelli sanno benissimo come funziona il bisiness che tengono in piedi: la pubblicità è l’anima del commercio. Niente di amorale, per carità, ma che almeno abbiano la decenza di tacere e di non voler passare per dei paladini della giustizia.

    Secondo però: che dire di tutta quella musica che per le ragioni più svariate non ha un riscontro dal vivo? Ci sono musiche che si fanno solo in studio (elettronica), musiche da film, ci sono artisti che per libera scelta si propongono solo su cd (Mina), ci sono gli attori di cinema, i registi e gli sceneggiatori: chi l’ha detto che per vivere debbano tutti essere obbligati a fare anche il teatro? Sabina lo sa fare benissimo, ma non è detto che tutti possano o debbano addirittura essere obbligati a farlo. In ogni caso, Sabina o chi per lei ha il sacrosanto diritto di essere retribuita per OGNI tipologia di lavoro che fa. La genialità, la creatività, quello che non ti da un dentista o un impiegato, quelle sono comunque un di più e sono comunque inestimabili. Valgono comunque oltre un’ottica lavorativa. Ma questo non è un buon motivo per negare che c’è anche l’aspetto lavorativo, per tutte le attività lavorative di ogni artista, comprese quelle che i pirati (furbi) vorrebbero gratis.

    “all’arte ed alla cultura deve poter accedere anche chi ha un reddito non elevato”. Certo, anche alla frutta ed alla verdura dovrebbe poter accedere chiunque, come pure, soprattutto, tutti avrebbero il diritto ad avere un lavoro, fin da giovani, non precario, e retribuito come si deve. Ma questo non dipende dagli artisti. Gli artisti non hanno dipendenti, non sono imprenditori o padroni, non vivono da nababbi grazie al lavoro altrui come fanno i padroni. Ci sono le grandi case discografiche, e non mi piacciono per niente, verissimo, sono loro le prime a prendersi la fetta grossa del malloppo. Ma piratando, assieme alle case discografiche si danneggiano anche gli artisti. Come quelli che dicono boicottiamo la fiat. Benissimo, provate a dirlo agli operai che ci campano, vivi vi si mangiano. Il sistema non si cambia in questo modo: non ci si riesce proprio.

    Ribadisco ancora quello che ho detto sopra, nessuno si scandalizza per qualche copia (danno limitato), ma far girare emule tutta la notte, che mentre ti scarichi un film al giorno ne distribuisci altri tre, questo no! Eccheccavolo, altro che furto, questa diventa un’associazione organizzata per il furto.

  110. Cara Sabina, motivi SERI per “scaricare” ci sono. Un lavoratore che lavori tutti i giorni SA o DOVREBBE SAPERE quando è sottopagato o sovrapagato, ed ha come termine di misura una qualità della vita dignitosa (una casa, una utilitaria, lo stomaco sazio,..). Con semplici calcoli è possibile anche quantificare uno stipendio commisurato al proprio lavoro (e forse il risultato SERIO è pubblicato), ma non c’interessa. Ora, una rockstar come fa ad essere ultramilionaria, pur ammettendo – fatto praticamente assurdo – che lavori tutti i giorni??? E’ evidente che ha troppi soldi in più! Chi glieli ha dati? Beh, un pò tutti, dal capitalista milionario al metalmeccanico. Domanda facile: chi ci rimette? Non certo il capitalista milionario: i soldi che lui dà alla rockstar li prende tra i tanti soldi in più che ha già, e il capitalista resta sempre con soldi in più. Ci rimette il metalmeccanico. Insomma, tra imprenditori, liberi professionisti “così” e persone di spettacolo “colà”, tutti sono pieni di soldi oltre la soglia della dignità: soldi in più pagati da lavoratori comuni; E ALLORA MOLTI DI QUESTI LAVORATORI COMUNI, “SCARICANDO”, SI RIPRENDONO UNA FRAZIONE PICCOLISSIMA DI QUELLO CHE QUEI SIGNORI GLI RUBANO. Ora considera un artista POVERO, che ha fatto fortuna con un solo prodotto, e campa in povertà grazie ai diritti d’autore su quel prodotto. Quanto c’ha lavorato? Un mese? Un anno? A un certo punto il suo guadagno supererà comunque il compenso per un anno di lavoro; sei povero, ma hai soldi in più. Anche io sono povero: li voglio anch’io, li scarico sotto forma di file! Ovviamente questo è un discorso al limite: i soldi devono anche essere disponibili in tempi giusti per campare e non per tenere l’artista in agonia..ma si capisce che si tratta di un tiro alla fune tra miserabili. Sta al senso di solidarietà il “sostegno”, alla generosità la “carità”, all’intelligenza il discernimento tra sostegno e carità.
    Infine c’è pure l’artista che produce qualcosa e ci guadagna il giusto o purtroppo ci resta sotto – vedi ad esempio “Rockpolitik”-: “scaricare” è sbagliato, ma ciò è BANALE. Chi ammetterebbe di averci ragione?

  111. @musicista
    non mi sembra che l’esempio della vecchietta sia calzante, comunque, vabbè.
    per la cronaca, io non ho mai scaricato un film, preferisco il noleggio (ma qualche volta, confesso, mi hanno prestato dei dvd) e ho scaricato qualche canzone per curiosità tempo fa, oggi quel che ho sul pc l’ho regolarmente pagato su itunes.
    tra l’altro, ho una marea di vinili e credo che sarebbe del tutto lecito se scaricassi in versione digitale quel che ho regolarmente pagato a suo tempo.
    ma per questo ho preso un marchingegno che mi consente di trasformare il vinile in mp3 (certo perde qualità ma lo posso ascoltare in auto) ma sempre di roba mia si stratta.
    e se mi è scappata qualche canzone dei beatles o degli stones, non credo che i superstiti o gli eredi andranno sul lastrico per questo.
    perchè per mia fortuna me lo posso permettere.
    io parlo di un fenomeno.
    se la vuoi buttare sul personale fai pure, ma perdi di vista il fenomeno.
    chi subisce i veri danni sono gli autori come sabina, i giovani musicisti come alessandro.
    quel che dico io è che internet è un fenomeno che ha lati positivi e controindicazioni, ma è la realtà entro cui ci si deve muovere.
    serve capire, non criminalizzare, e trovare delle soluzioni che assecondino il fenomeno, perchè contrastarlo è impossibile.

  112. …cerco di essere sintetico, calmo e tranquillo….

    @tutti….

    aprite gli occhi e la mente per favore…. la “pirateria” è solo un modo (direi più che tollerato per quanto falsamente combattuto) per alimentare il motore di una civiltà persa nella soddisfazione di bisogni indotti….

    …pirata o no… prima o poi comprearai qualcosa… sia pure il nuovo modem adsl strafico per continuare ad essere pirata…. oppure, alla fine comprerai un dvd… o un lettore mp3 o un telefono…. ed il sistema economico che vive sull’indurre l’uomo a soddisfare bisogni non reali sarà contento….

    date una sommaria letta (non che sia una bibbia, ma almeno è uno spunto di riflessione) a ciò che nel 1970 scriveva Baudrillard… date una guardata a qualche spezzone di un film di Pasolini senza guardare gli attori in primo piano… apprezzando gli “sfondi”… o a qualche riga di quell’altro là… quello che ha scritto sull’essere o sull’avere! 🙂

    non fatevi trascinare in discussioni che non hanno veramente senso…. o che lo hanno davvero relativo…

    fate pensando… pensando bene! 🙂

  113. (Sabina come mai il mio precedente commento è ancora in attesa di moderazione? 🙂

    Vorrei sottolineare come il “prodotto” dell’artista sia di tipo particolare, tanto da rendere il confronto con beni materiali fuorviante.
    Normalmente uno che lavora è pagato per il lavoro che fa. Faccio il pane e lo vendo, e vengo pagato. Oppure faccio il pane (e il mio datore di lavoro lo vende) e io vengo pagato. O anche: faccio il consulente in ambito X e i miei consigli vengono pagati. Ma non per questo ricevo un tot per ogni volta che i miei consigli vengono applicati… non so se è chiaro il messaggio.

    Per me è giusto pagare l’artista, ma il rapporto diretto tra le copie di una canzone e ciò che l’artista percepisce mi lascia un po’ perplesso.

    Ci sono altri lavori che hanno una componente diciamo così artistica, o meglio sono opere d’ingegno. L’architetto ad esempio usa il suo ingegno per realizzare le case (ci sono architetti dozzinali così come ci sono musicisti dozzinali, e architetti geniali al pari dei musicisti).

    Cosa sia arte e cosa no è faccenda ben spinosa… non per nulla wordpress, il software che tu usi per pubblicare i tuoi posto, ha un motto: “code is poetry”.
    Ma a parte questo: essendo wordpress gratuito, pensi (pensate) che gli sviluppatori vivano di aria? (Altro esempio: la IBM investe milioni per scrivere -anche- codice libero -contribuisce ad esempio al kernel linux-. Come lo spiegate?)

    Insomma, non esiste l’equazione “posso scaricare gratuitamente” = “muoio di fame”. E per me tutto sta nello stabilire un modo e una quantità equi per i prodotti dell’ingegno. Capisco che non sia cosa facile, ma di una cosa sono sicuro, e cioè che la situazione attuale equa non lo sia affatto.

  114. @mrjive dice “non esiste l’equazione “posso scaricare gratuitamente” = “muoio di fame”. ”

    Di certo non esiste l’equazione: Musicista entra nel conto bancario di mrjive e gli frega il 30% tutti imesi = mrjive si incazzerebbe come una jena.

  115. Comunque mi sono stufato di ripetere sempre le stesse cose. Leggetevi gli interventi di Alessandro sopra, si è spiegato meglio di me.

  116. musicista. sono sincero non l’ho capita.

    Comunque, non solo a parer mio, l’equazione *non* esiste. Ne ho portato esempi, tanti altri ce ne sono. Se hai esempi contrari sono ben contento di leggerli.
    Io sostengo che è da rivedere il modo.

    Un altro esempio per sottolineare le contraddizioni del modo attuale:
    come è possibile che scaricare un album ad esempio da ibs in fomrato mp3 (quindi senza supporto fisico e in qualità peggiore) sia solo poco più conveniente (attualmente un euro in meno) che comprarlo alla fnac? Tutti i costi del supporto, del packaging etc?

  117. Rispondo a MUSICISTA

    Non vedo perchè un gruppo che fa della pubblicità l’anima del commercio (COME DA TE DETTO PRIMA) non possa pensare COERENTEMENTE e DIRE (visto che la censura sul pensiero e sulla libertà di espressione ancora non è LEGGE in ITALIA) che sono daccordo con chi scarica la loro musica e che preferiscono vedere le persone ai loro concerti piuttosto che vendere un milione di CD? Dove sta scritto che è amorale dirlo? Bisogna dire solo le cose che fanno comodo a se stessi?

    Non è l’esistenza di una cosa sbagliata a giustificarne un’altra ugualmente sbagliata!!!
    Non è che l’esistenza della fame nel mondo giustifica il fatto che si inquini l’ambiente per produrre (PER ESEMPIO)
    Non è che l’esistenza della povertà guistifica lo spacciatore di droga che vende la roba per sfamare la propia famiglia (PER ESEMPIO)
    Non è che la disoccupazione giustifica l’assenza di mezzi di protezione sui posti di lavoro (che causa ogni giorni in ITALIA due/tre vittime sui posti di lavoro PER ESEMPIO)
    Non è che la necessità di energia da parte delle indutrie giustifica la costruzione di CENTRALI ATOMICHE
    Non è che la costruzione di dighe per la generazione di energia elettrica (come in TURCHIA) giustifica il massacro e il genocidio di alcune etnie (PER ESEMPIO)

    Ci sono dei principi MORALI/SOCIALI/CIVILI che non perdono di importanza (propiro perche’ sono PRINCIPI lo dice la parola stessa) nemmeno in raffronto a altre problematiche.

    Accedere all’arte e alla cultura in modo eguale per tutti è un PRINCIPIO di civilità (non a caso in fase di REGIME solo le classi benestanti accedono a livelli di cultura/istruzione superiore) e se la “PIRATERIA” permette questo va difesa proprio perchè rappresenta l’uguaglianza fra classi sociali.

    PACE FRATELLO
    Buona Bloggata

    “Sabina quanto sei bella!”

    Maurizio

  118. La maggior parte delle volte che vado al cinema, compro un dvd o un cd mi sento truffato…Un dvd alla prima pubblicazione ha un prezzo solitamente molto alto….dopo pochi mesi il prezzo è dimezzato….un anno dopo te lo trovi in edicola al prezzo di una rivista. Questo è normale? stesso discorso per i cd….e così per l’ abbigliamento…per i telefonini….Come si chiama tutto questo? Consumismo? Chi può oggi permettersi di acquistare ogni prodotto musicale e cinematografico che viene pubblicato? con i prezzi proposti oggi è davvero impossibile.perlomeno per me..Parliamo della qualità, cosa scegliere? neanche i propri artisti preferiti sono una garanzia, gli ultimi tre album del mio artista preferito si sono rivelati una gran delusione….vuoi ascoltare della buona musica? vedere un buon film? quali sono i mezzi per avere informazioni su della buona musica o del buon cinema? il passaparola forse, non i media che sono influenzati dalle grandi distribuzioni…Cosa resta quindi?

  119. @….

    sono in partenza e dubito di poter riscrivere e rileggere prima di lunedì…. mi dispiace…..

    @Maurizio

    ecco… cominciamo ad andare nella direzione giusta….

    @mrjive…

    alcune considerazioni sarebbero un tantino da affinare….

    lancio l’idea per il week… ma dedicarci davvero poco materialmente perché sarebbe brutto passare troppo tempo davanti un pc…

    tema: che cosa sono i bisogni indotti?

    traccia… il sito delle mercanzie cinesi che ha il nome del capo dei quaranta ladroni….. .com…

    esercizio da fare…. guardarsi allo specchio per capire che faccia si assume davanti ad una vetrina e che cosa c’è dietro quella faccia….

    se il week è bello io lascio la giacchetta ed il cravattino, prendo la tenda e vado a fare un giro con la mia compagna e i bimbi in mezzo alle montagne con qualche amico…
    ci portiamo qualche cosetta, la chitarra e qualche lbricino….
    i pomodori per la bruschetta li prendiamo dal contadino e pure il vino…
    la tv la lasciamo a casa insieme a pc, cellulari e tutti il resto…

    a lunedì… felici giorni a tutti

  120. Francesco, tu affina pure, è quello che sto dicendo: non si può impostare tutto su bianco/nero.
    Forse non so spiegarmi io, allora chiedo venia.

    ps buon w.e. in montagna, porta pure la chitarra ma non ti azzardare a suonare pezzi non tuoi senza auto-denunciarti 🙂

  121. Maurizio Genoni: tu per vivere che fai? Lavori o vivi sulla groppa di qualcun altro? Lavori? Sì, bene, posso farlo anch’io, sì o no?

    Eppoi, posso dire una cosa a margine? Piantatela una buona volta di confondere la giustizia sociale col mammismo mediterraneo, sempre lì a piagnucolare sotto la finestra “questo spetta anche me, me lo dovete dare”. Siete i soliti arraffoni all’italiana, dei furbetti, altro che sinistra. A Napoli dicono “chiagne e fotte”, ecco cosa siete.

    Bene, adesso che mi sono incazzato, è meglio che chiuda davvero. Inutile provare a farvi capire che anche gli artisti sono dei lavoratori. Chi si vanta di fregare ad un altro lavoratore non ha la minima stima da parte mia.

  122. @Musicista
    Tu dici

    Vedi che qua abbiamo capito: la definizione di lavoratore che tu “pretendi” è un insieme di due sottoinsiemi: “insieme degli artisti” e “insieme dei lavoratori non artisti”, i quali hanno hanno proprietà diverse, tra cui quelle per cui -secondo te- derivano meriti diversi per gli elementi dei due sottoinsiemi (artisti e lavoratori non artisti); sei tu che non hai capito la tua definizione.

  123. Cicognara ci sei o ci fai? Qualunque normodotato capisce che sto battendo il chiodo sul fatto che l’artista è un lavoratore come tutti gli altri.

    Adesso mi raccomando, continuate a sfogarvi votando coi pollicini in giù…

  124. @musicista
    forse c’è un equivoco di fondo.
    io non dico che l’artista non debba essere retribuito per quello che fa.
    dico che esiste una situazione oggettiva che va affrontata pragmaticamente.
    e senza ipocrisie, perchè, ad esempio, sai qual è il campo dove internet ha praticamente devastato il commercio di dvd?
    il porno.
    adesso chi ha un pc va gratis su uno dei mille siti tipo youporn fino a farsi venire la tendinite alla mano (ogni riferimento è puramente casuale).
    e chi li compra o noleggia più i dvd?
    ma lo sai che la metà dei noleggi ha chiuso perchè viveva letteralmente sui dvd porno?
    frega qualcosa a qualcuno di questo?
    qualcuno ha mai protestato per questi lavoratori?
    eppure anche i superdotati e i noleggiatori devono mangiare, o no?
    e cos’hanno fatto?
    l’industria ha cambiato mezzi e lavora in altro modo.
    usa i siti gratuiti per incentivare gli abbonamenti a quelli a pagamento, non prende un euro per il visitatore occasionale, ma si fa pagare da quello assiduo che non si accontenta.
    il fatturato è calato, senza dubbio e molti che prima ci campavano adesso dovranno fare altro (si butteranno in politica?).
    quindi io non dico cosa è giusto e cosa non è giusto.
    dico che questo è e che invece di incazzarsi bisogna ragionare (come fa sabina ad esempio con draquila) per adeguarsi allo stato di fatto.
    tutto qui, con il massimo rispetto per la vostra arte.

  125. E’ un dibattito molto interessante. Personalmente condivido parte della posizione di chi e’ a favore della pirateria, e parte della posizione di chi e’ contro.

    Ci sono dei discorsi che non mi sembrano giusti, come il dire “le rockstar sono ricche quindi rubo” perche’ e’ chiaro che la pirateria colpisce soprattutto i giovani artisti e, soprattutto, limita la possibilita’ delle case discografiche di investire in artisti piu’ di nicchia, meno mainstream, anche se potenzialmente promettenti. Quindi in questo senso danneggia un po’ tutti, perche’ una casa discografica avra’ sempre vantaggio a promuovere le Britney Spears o le boy band – dove il giro di soldi deriva in minima parte dalla vendita dei dischi – e sempre meno vantaggio a promuovere artisti veri. Quindi semmai internet rende le rockstar ancora piu’ ricche e tutti gli altri piu’ poveri.
    Non credo nemmeno che il costo dei CD, sia pure alto, sia un fattore importante. Molte persone li prenderebbero gratis dalla rete anche se costassero 1 euro in tutto.

    Eppero’ bisogna anche accettare il fatto che i bit non sono atomi e che la tecnologia ha cambiato le cose per sempre. E’ vero che un musicista e’ un lavoratore, come un salumiere, per dire. Pero’ il salame non si duplica, i bit di un CD si’. Se per assurdo esistesse il teletrasporto o si potessero duplicare gratis gli oggetti anche il concetto di proprieta’ cambierebbe un pochino, o no? Solo che per gli atomi e’ assurdo ma per i bit no, e allora non si puo’ fare un discorso solo basato sulla morale (copiare e’ rubare).

    Bisogna dire che internet da’ anche l’accesso a tutto lo scibile musicale e cinematografico, e anche questo e’ importante. Se sento parlare di Miles Davis e non so nulla di lui posso scaricare un suo disco, ascoltarlo e innamorarmi del jazz. Oppure decidere che non mi interessa e scaricare una sinfonia di Beethoven. La circolazione di conoscenza arricchisce. Trenta anni fa avrei potuto fare lo stesso solo se avevo un amico gia’ appassionato di jazz o di classica che mi prestava un LP. Oggi e’ come se il giro di amici si fosse esteso al mondo intero. Sarebbe un peccato tornare indietro. Certo non e’ che senza internet la gente comprasse qualunque cosa, e’ ovvio che gran parte di quello che si scarica non sarebbe comunque comprato in nessun caso.

    Poi, non tutto e’ bianco o nero. E’ un reato scaricare la puntata di House che e’ andata in onda in America lunedi’ scorso? In teoria si’, ma e’ davvero cosi’ sbagliato farlo? L’hanno data in tv, “bastava” essere in America per vederla. In teoria senza internet chi ha un amico che vive li’ potrebbe chiedergli di videoregistrare la puntata e di mandarla… sarebbe lecito? E se invece la si prende dalla rete e’ meno lecito? E perche’?

    Bisogna anche dire che l’avvento di internet ha causato un gigantesco passaggio di denaro dai produttori di contenuti agli internet carrier. La gente compra meno DVD e CD e paga 40 euro al mese a Telecom o a fastweb per la broadband con cui scaricare le cose gratis. Questo i provider lo sanno cosi’ bene che lo mettono persino nelle loro pubblicita’. Forse non sarebbe illogico tassare il costo dell’accesso a internet e versare il ricavato a SIAE o simili.

    Poi c’e’ YouTube, un sito legale, che appartiene a Google, dove si trovano TUTTE le canzoni del mondo. Perche’ il peer to peer e’ male e YouTube no? YouTube vive di pubblicita’, e ha stretto accordi con molti produttori, a cui versa parte dei ricavi. Ecco, io penso che il mondo della musica e del cinema debba cominciare a considerare seriamente a nuovi canali di distribuzione, a nuovi modelli di business basati anche e soprattutto sui ricavi pubblicitari.

  126. @Musicista
    Collerico collega, io non voglio costringere nessuno a leggere commenti che ho già postato, però non posso neanche ripetermi. Se vai al commento che ho lasciato alle ore 9.22 am di questo 24 settembre (una decina/dozzina più indietro), trovi la critica di una logica economica che può essere condivisa da chi, come te, ritiene che un artista sia un lavoratore come tutti gli altri. Altrimenti, ripeto, non hai capito -secondo me- la tua stessa definizione di lavoratore.

  127. ciao sabina,
    il P2P è un’ottima idea per molti aspetti, il primo dei quali è rinnovare il sistema di distribuzione abbassando i costi (vedi iTunes, se costasse veramente di meno). secondo me sarebbe opportuno diversificare il prodotto: una versione a qualità più bassa a prezzo contenuto (tipo un 720p, che è buona ma non è 1080p) e una in alta qualità (1080p con l’audio strafigo, tipo i bluray di ultima generazione) ad un prezzo onesto. questo aiuterebbe moltissimo a combattere la pirateria: un film di non altissima qualità a €4, per esempio, con la sicurezza di avere comunque un file decente (cosa non frequente nelle community P2P) sarebbe molto conveniente, magari pagandolo con le prepagate.

    e tutto questo lo dice uno che usa il P2P pirata dall’epoca di WinMX. la mia giustificazione della pirateria non poggia sulla libertà della cultura e altre manfrine superficiali, bensì su un dato secco: al cambio lira/euro, ormai diec’anni fa, i cd musicali già costavano 20 mila lire, e tutti a dire che erano un’enormità. nell’arco di un anno s’è arrivati a 15 euro e di lì a 20 euro il passo è stato breve. ora: mi son sentito preso per il deretano, ampiamente. dato che scaricare è illegale, la cosa assomiglia molto all’evasione fiscale, con la differenza che la pirateria è estremamente democratica, ed è l’unico sistema col quale posso fregare le major (perchè, diciamocelo, gli mp3 non sono una meraviglia), senza contare che, come dici tu, si possono trovare film e musica altrimenti irreperibili.
    anche i cinema sono osceni: 7,50 € solo perchè i multisala han fatto sparire i cinemini vecchio stile, che si trovano col lanternino (e per fortuna che si trovano).

    un’ultima cosa: “viva zapatero” non l’avrei mai potuto vedere senza il P2P, con la differenza che i film seguenti son corso a vederli al cinema portando amici (tra l’altro: c’ero anch’io la sera che hai presentato “le ragioni dell’aragosta a padova” e… non siamo tutti come il tizio che t’ha premiato per la laicità o quel che era 😀 ): nel mio caso, ad esempio, non credo tu ci abbia rimesso – insomma: quando si dice che il P2P funziona anche come pubblicità è vero.
    draquila lo acquisterò in dvd, dovesse costarmi 40€.
    scusa la prolissità,
    ciao!

  128. @musicista (PURTROPPO SI VA UN PO’ FUORI TEMA MA MI SEMBRA ANCHE GIUSTO CHIARIRE E DEFINIRE BENE ALCUNE COSE CREDO IMPORTANTI)

    Prima di tutto i concetti/principi non dipendono dallo status sociale di cui le persone fanno parte (o perlomeno non dovrebbe essere così) una persona dal Q.I. normale riesce a discernere fra principi e necessità….
    (CONSIDERANDO CIò CHE ASSERISCI) te lo spiego:
    i principi sono gli ideali verso i quali si dovrebbe tendere tutti gli individui al fine di migliorare umanamente, socialmente, cilturalmente.. ecc ecc.
    le necessitudini sono come dice l’etimologia della parola le necessità, i bisogni (spesso per sopperire ai bisogni le persone son costrette a compiere atti illegali)

    ANTICIPANDO il tuo ragionamento asserirai che chi è in ristrettezze economiche o chi vive sulla sua pelle delle necessidutini economiche/sociali commette atti illegali e pertanto non giustificabili moralmente. La legalità non è = alla giustizia… OVVIAMENTE … in un regime spesso la legalità è usata come arma nei confronti del popolo.

    Seconda cosa chi ti dice che io sono comunista? e che ti frega se sono o no comunista?
    Io per tuo sommo piacere ti informo che mi sento affine alla filosofia di William Godwin … se non sai chi è .. accedi alla cultura tramite internet e scaricati i suoi testi leggili se e se riesci comprendili!!! male non ti fanno!!

    Infine per ultima cosa…(ma non ultima) che ti frega di cosa faccio per vivere?

    Dovessi analizzare il tuo comportamento direi che appiccicare etichette alle persone perchè forse non sei in grado di sviluppare un sereno confronto ideologico.

    Mi sembra un modo piuttosto ingenuo/adolescenziale di far valere le TUE ragioni.. molto meglio credo apportare le proprie motivazioni ponendo esempi, oppure dimostrando i difetti delle logiche altrui .., ma visto i tuoi post precedenti credo che interloquire con te sia abbastanza inutile. vorrà dire che preferirò leggere i post di altri blogger che seppure concettualmente opposti alle mie idee di capactà espositive maggiori.

    grazie, ti auguro una buona bloggata. 🙂

    “Sabina sei splendida come un raggio di sole”

    Maurizio

  129. Sabina vuoi risolvere la tua questione personale sulla pirateria? Vuoi fare in modo che in futuro film come Zapatero o le ragioni dell’aragosta, che io NON ho visto, e che mai vedrò, perché non li scarico, non restino rari prodotti introvabili? Si? Ok, fai pace con Marina Berlusconi, così agevola la levata dell’ostruzionismo alle tue opere, alla distribuzione cinematografica e sale Medusa. Allora, vai da lei, fatti ricevere, togliti scarpe con tacco o rialzo, preferibili le infradito, gonna lunga e larga per non far notare che ti pieghi le ginocchia per raggiungere la sua altezza. E poi inventa qualsiasi cosa, la fantasia non ti manca. Dici, che so? che tu eri innamorata di Piersilvio, sin da ragazzina e che poi il tuo amore si è trasformato in rancore perché lui preferì la Toffanin. Ma ora che hai capito quanto bene per l’Italia sta facendo Silvio… che si sacrifica per noi…



    vabbe’… continuerò a cercare Zapatero… fa niente

  130. Scusate ho notato che il blog verte prevalentemente intorno alla pirateria … e invece Sabina aveva anche chiesto di dire qualcosa su diritti d’autore liberi, forse meglio conosciuti nel mondo dell’informatica come OPEN SOURCE oppure FREEWARE ed anche NO PROFIT… termini consueti a chi utilizza software.

    Ho lavorato come programmatore per alcuni anni e posso portare la mia esperienza diretta sui diritti di autori liberi nel campo del software.

    la definizione da wikipedia è la seguente:… In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso.

    Alla filosofia del movimento open source si ispira il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Wikipedia è un chiaro esempio…

    Cosa ne deduciamo? … che esistono artisti che mettono le loro opere gratis in circolazione … sno dei pazzi? dei criminali che minano il sistema? degli ignoranti?…

    ai posterIORI la’RDITA sentencia 🙂

    “Sabina sei fantastica!”

    grazie a tutti dell’attenzione e per oggi stacco e chiudo a domani mattina

    Maurizio

  131. “se ci sono argomenti seri a favore dello scarico libero vi prego di farmeli conoscere”

    vogliamo uscire dalla schiavitù al piu presto !!!!!
    la cultura è la nostra unica via d’uscita.

    a Sabi! cè vo far pagar’ Er’ uscita?

  132. Salve a tutti, leggo da tempo questo blog ma scrivo un commento per la prima volta.
    Credo che sia bello discutere su cosa teoricamente sia giusto o sbagliato, chi sia sbagliato
    scaricare film o musica è chiaro e chiunque metta in campo altre argomentazioni sta
    tentando di dimostrare l’indimostrabile.
    Il fatto è che, per quanto ingiusto, è un fenomeno con cui si deve convivere, che è
    impossible fermare, per fermare il download illegale si dovrebbe chiudere internet,
    per fermare la copia di film in dvd o musica si dovrebbero distruggere tutti i computer.
    Quindi è una realtà che non si può neanche arginare.

    Io parlo da artista, anche se non professionista, ho prodotto di tasta mia diversi cd
    musicali. Il fatto è che, se si vuole avere un ritorno economico dal proprio lavoro si
    deve puntare su: qualità del lavoro (basta cloni di cloni di cloni), sperare che ci siano
    degli appassionati che comprino cmq il lavoro e puntare sulla distribuzione digitale, quindi
    sul pagare per gli mp3 molto ma molto poco, così da incentivare a fare la cosa giusta.
    Inutile vendere i cd musicali a 20 euro, rimangono sugli scaffali.

  133. a volte mi sento in colpa perché “scarico” (e compro decisamente poco, ma non sono mai riuscita a far sentire in colpa nessuno per il fatto di non avere uno stipendio e per quanto la cosa fosse innaturale). però non sono del tutto d’accordo sul fatto che chiunque produca arte-letteratura ect..debba necessariamente camparci. oggi è più probabile che delle idee originali vengano da chi non ha la necessità di vivere grazie ad esse piuttosto che da coloro che “nascono” artisticamente con l’idea di vendere il loro prodotto a tutti i costi. anche un musicista appassionato, posto di fronte all’imperativo delle vendite, sarà disposto a sacrificare le sue intenzioni e il suo desiderio di ricerca. anche lo stato, tramite il min. dei beni culturali, pensa che sia più importante finanziare un film in proporzione a ciò che presumibilmente incasserà, e allora inventa motivi di “interesse culturale” per abomini in pellicola come Tre metri sopra il cielo e Lezioni di volo. la cosa buffa è che a capo di tale ministero sembra ci siano sempre personaggi che non solo non hanno la minima idea di cosa sia “interesse culturale” o artistico, ma sono anche poco ferrati in materia economica…quando non scelgono deliberatamente di finanziare film che non vedrà nessuno solo perchè diretti dalla propria amante.
    la controversia risiede nel fatto che questo “sistema” rischierebbe di danneggiare più gli emergenti che coloro che hanno già avuto modo di farsi conoscere, e che hanno anche possibilità economiche tali da ovviare ad eventuali “perdite” inflitte dalla pirateria.
    come si abbatte allora la controversia? secondo me gli artisti più oculati ed intelligenti hanno in parte trovato una soluzione: con le dovute proporzioni, per esempio, si potrebbe imitare la commercializzazione del cd dei radiohead “in rainbows” di 3 anni fa. ma questo implicherebbe anche un atteggiamento diverso nei confronti del “mostro” digitale e della terribile era del download

  134. @sabinaguzzanti: era curiosità, non sospetto. E quelli che hanno scattato le foto durante le manifestazioni per gli inceneritori li avete pagati e nominati? E avete pagato i diritti per quello che ha scritto l’inno “menomale che Silvio c’è”?
    Ci hai detto tu che potevamo fare delle domande.

  135. alice, ma ti pare questo il modo migliore di porre domande a chi dici di amare (e conoscere)?
    mi sembra quello giusto per insinuare il sospetto negli altri.. di questi tempi quelli che colgono al volo ‘minchiate’ sono in aumento purtroppo

  136. @Davide

    Ciao, ho letto il post, punrtroppo hai ragione quando dici “cloni” ma quelle sono scelte individuali che compiono gli “artisti” che decidono di esporre il proprio lavoro.

    Personalmente (se hai letto i miei post) sono a favore della pirateria, per le motivazioni addotte prima, ma nonostante ciò capisco lo stato d’animo di chi come te produce qualcosa (qualsiasi sia il tipo di prodotto MUSICA, LETTERATURA, PITTURA O TEATRO) e non vede la corrispondenza da parte del “mercato”.

    Questo è un rischio “DI IMPRESA”… chi produce lo deve accettare… come si deve accettare che magari il proprio lavoro non piaccia.

    Come accennato in un post precedente gli artisti moderni, forse dovrebbero fare la scelta come succedeva per i grandi autori del passato, di cercare un mecenate, oppure di capire che l’arte appaga prima di tutto lo spirito, non sempre le tasce.
    Ad esempio i grandi pittori del passato (MOLTI non tutti) sono divenuti famosi solo dopo morti, e hanno magari vissuto in situazione di stenti.

    Non voglio dire che è giusto che gli artisti non abbiano un riscontro economico, ma penso che un artista (se non sostenuto dal mecenate) debba svolgere un lavoro secondario che lo possa mantenere (purtroppo non c’è lavoro per nessuno… c’è crisi anche nella cultura).

    Ho contribuito anche con un accenno precedentemente sul diritto d’autore, parlando del Open Content (diritti d’autore liberi) e ho anche accennato alla tecnologia che rende molto + facile copiare opere d’arte E aggiungo è + facile anche produrle opere d’arte, … ad esempio in passato i pittori andavano in cerca dei componenti “chimici” per produrre i loro colori oggi basta entrare in una coloreria e trovi tutti i tipi di pennelli e colori che vuoi.

    Concorderai che a fare la differenza fra artista ricco e artista povero è il riscontro che si ha,… penso ad esempio a gruppi musicali italiani (musica indipendente autoprodotta) ad esempio gli Afterhours si autoproducevano all’inizio della loro carriera hanno girato molto di paese in paese facendo concerti (mi ricordo ormai parecchi anni fa le feste delle birre di paese) e guadagnado popolarità con le loro capacità e originalità non certo piazzando il loro prodotto in TV.

    Cio’ che affermo è che l’artista ormai per guadagnare non deve sperare di vendere i cd, altrimenti devi rivolgerti alle agenzie di pubblicità dove puoi piazzare anche un prodotto di qualità pessima, tanto attraverso i canali pubblicitari vendi di tutto (vedi ad esempio i cosidetti “Artistucoli” prodotti dai programmi TV che magari hanno qualità tecniche e canore discrete ma che non hanno originalità o personalità….. ma questo è un mio parere personale).

    Ho fatto anche l’esempio precedentemente di Trent Reznor (leader dei Nine inch Nails e titolare di una delle case discografiche maggiori in america) lui ha iniziato parecchi decenni fa dal nulla … ha prodotto alcuni dischi che all’epoca erano davvero originali, con i soldi che fece riusci a acquistarsi la casa discografica stessa che l’aveva lanciato. Ma la differenza fra lui e te è che le case discografiche prima credevano nelle POTENZIALITa’ e davano i mezzi agli artisti per poter produrre, oggi non rischiano +… non investono… e ribadisco ormai in nessun campo in Italia C’è CHI INVESTE.

    La pirateria è dunque lo strumento di ROTTURA, l’ingranaggio che non gira nel sistema detto GLOBALIZZAZIONE … per questo va sostenuta (secondo me).

    Se il mondo fosse perfetto… sarebbe tutto diverso… anche SILVIO! 🙂 O forse no?

    “Sabina sciogli questo dilemma Bibblico!”

    Grazie davide del tuo intervento

    ciao Maurizio

  137. @auryn consiglio non richiesto è sospetto. Ho chiesto il tuo parere? No e allora tienitelo.

    @Sabina: io ti ho fatto una domanda e tu rispondi come mia mamma “potevi fare …” Lei risponde sempre così. Mamma hai fatto il caffè? Lei si gira male e ti dice “lo potevi fare tu” Ma io te l’ho chiesto proprio per saperlo, non l’hai fatto e lo faccio che problema c’è? Oppure mamma hai visto quella cosa… E lei risponde sempre “E lo potevi vedere tu”. Per favore non rispondere più come mia madre e se ti secca rispondere, allora non ci chiedere di fare domande.

  138. post scriptum: l’adorazione io non l’ho mai fatta neanche della madonna, auryn .

    Sabina comunque le mie domande sono sempre valide se non ti secca rispondere sulla Campania e su quel bell’inno … Non è un’intervista per scoprire chi è l’assassino, stiamo parlando di un semplice documentario, sapete? Grazie, ciao

  139. davide dice: “chi sia sbagliato scaricare film o musica è chiaro e chiunque metta in campo altre argomentazioni sta tentando di dimostrare l’indimostrabile.”

    Ti stai sbagliando di grosso, di argomentazioni ce ne sono molte, alcune sono state riportate qui.
    Partire da assiomi come quello che metti in campo tu non alimenta certo la discussione, al contrario o la tronca o dà il via a scontri muro contro muro, alimentano solo fraintendimenti e confusioni (scaricare = scaricare materiale illegale, allora masterizzare = masterizzare musica e film senza le necessarie autorizzazioni etc.)

    Ripeto per l’ennesima volta: non si tratta di dire è giusto o sbagliato pagare gli artisti, ma se l’attuale stato delle cose sia l’unico possibile, sensato, giusto e al passo coi tempi.

    L’utilizzo di licenze libere è comunque ad oggi una possibilità interessante e come tale va considerato. Non un obbligo, non la verità, non il verbo.

    I contenuti della rivista “internazionale” (quelli scritti per la rivista ovviamente e non quelli attinti da quotidiani) sono rilasciati sotto creative commons ( http://www.internazionale.it ). Sono dei pazzi barbari?

    Nessuno ha risposto a tutti gli esempi portat nei vari post, questo ai miei occhi significa qualcosa.

  140. maurizio genoni scrive: “gli artisti moderni, forse dovrebbero fare la scelta come succedeva per i grandi autori del passato, di cercare un mecenate, oppure di capire che l’arte appaga prima di tutto lo spirito, non sempre le tasce.”

    Quindi io dovrei andare da un riccastro col cappello in mano a chiedere di farmi mantenere? E’ questa la tua idea di anarchia e di giustizia?

    Poi qualcuno si stupisce pure se un lavoratore nel mondo dell’arte si incazza leggendo ‘sta roba.

  141. mrjive scrive: “Nessuno ha risposto a tutti gli esempi portat nei vari post, questo ai miei occhi significa qualcosa.”

    Siete voi, pro-pirateria, che non avete risposto -anzi non vi ponete nemmeno il problerma- sul fatto che in tal modo danneggiate anche e soprattutto gli artisti. L’ha detto benissimo un ragazzo (alessandro) sopra: se non mi pagate nemmeno un euro a traccia, io il prossimo cd non riuscirò a farlo.

    Mi va benissimo tutto ciò che combatte il sistema, linux e quant’altro: però solo quando ciò è fatto liberamente, da chi decide di prestare la propria opera gratuitamente. Anche costoro, questi volontari, per vivere faranno comunque qualcos’altro che gli frutti, altrimenti creperebbero di fame.

    Posso io, col vostro permesso, s’intende, produrre qualcosa e venderlo, senza padroni né dipendenti sfruttati? Se poi il mio lavoro non vi interessa, non compratelo, mica siete obbligati. Però vi piace, lo chiamate addirittura cultura: e lo volete gratis, pretendendo che io viva d’aria come le tartarughe magiche di cui parlano gli antichi testi cinesi. E suvvia..

  142. Musicista, pro pirateria (termine abbastanza idiota) non mi sono mai professato. Ho cercato di portare una chiave di lettura più articolata, ma tant’è: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Evviva il sistema attuale. Non cambiamo mai nulla che è meglio, sicuri verso la meta.

    Ah, ovviamente nessuno di voi poveri artisti si è mai sognato di duplicare un cd o una cassetta, giusto? Ci si sente danneggiati solo quando il lavoro è nostro, quello degli altri importa meno. Vabbè. Io comunque ho scaricato cd e film, molti (molti) li ho comprati e li compro anche e soprattutto dopo averli scaricati, ascoltati e apprezzati. Alcuni li ho comprati senza averli ascoltati e li vorrei buttare e nessuno mi rsarcisce.

    Bon basta così che tanto chi vuol capire ha capito e il resto sono trollate.

  143. Un artista deve poter campare, in teoria, di arte. Ma non può prendersi il compenso dai “diritti d’autore”: il compenso viene dallo sforzo messo, dalle ore di lavoro. Punto. Se il lavoro è poco, non è colpa di Pinco Pallino, che deve pagargli i “diritti”: è colpa del fatto che, tra i tanti lavori che non è facile fare, c’è quello dell’artista. E ALLORA SI CAMBIA LAVORO, O SI PRODUCE SPORADICAMENTE ARTE COME LAVORO COLLATERALE AL LAVORO DI ROUTINE. Un artista deve campare d’arte, MA NON AD OGNI COSTO. Questo vale per tutti i LAVORI: chi vuole fare lo scienziato teorico o l’epistemologo, come lavoro di routine fa il ricercatore o il professore. E non per nulla molti grandi musicisti sono anche professori (pur sfruttando l’abuso del “diritto” d’autore, evidentemente insoddisfacente in alcuni casi), e i pittori campano anche facendo cartoline per il web, o siti web (tutti lavori di routine). Ci dobbiamo METTERE IN TESTA CHE LA PROPRIETA’ INTELLETTUALE non esiste, se non come ente legale idiota e iniquo come tanti altri. Esiste solo la PATERNITA’.
    Certo, me li immagino Ligabue, Pieraccioni, … che insegnano musica, cinema…! Me li immagino meglio agli sportelli, o in cantiere!

  144. Musicista Scrive:
    25 settembre 2010 alle 10:05 am Vote: Add rating 1 Subtract rating 1

    maurizio genoni scrive: “gli artisti moderni, forse dovrebbero fare la scelta come succedeva per i grandi autori del passato, di cercare un mecenate, oppure di capire che l’arte appaga prima di tutto lo spirito, non sempre le tasce.”

    Quindi io dovrei andare da un riccastro col cappello in mano a chiedere di farmi mantenere? E’ questa la tua idea di anarchia e di giustizia?

    Poi qualcuno si stupisce pure se un lavoratore nel mondo dell’arte si incazza leggendo ‘sta roba.

    NO MUSICISTA NON TI DEVI INCAZZARE PERCHè IO SCRIVO STA ROBA CHE RILEGGENDOLA è UNA CONSIDERAZIONE OVVIA, BANALE, NORMALE.

    E PER FARTI CAPIRE CHE HAI PRESO UNA POSIZONE ALQUANTO ERRATA, TI FACCIO RISPONDERE DA SOLO ALLA TUA DOMANDA

    TU DOVRESTI(VORRESTI) ESSERE PAGATO SOLO PER IL FATTO CHE PRODUCI QUALCOSA CHE TU CONSIDERI ARTE E CHE MAGARI AGLI ALTRI NON PIACE? O VORRESTI ESSERE PAGATO SOLO PERCHè APPARTIENI ALLA CATEGORIA “ARTISTA” ?

    LA GIUSTIZIA CHE CENTRA? DOVE STA L’INGIUSTIZIA? PER APPELLARSI ALLA GIUSTIZIA CI DEVE ESSERE UNA INGIUSTIZIA
    è INGIUSTO NEL NON ESSERE SOVVENZIONATO?
    SE CERCHI LA SOVVENZIONE AUTOMATICA A PRESCINDERE DALL’OPERATO CHE COMPI ALLORA VAI A FARE IL POLITICO … LORO SONO I MODELLI PERFETTAMENTE COMBACIANTI ALLE TUE ASPIRAZIONI, GENTE CHE NEL MIGLIORE DELLE IPOTESI NON FA UN CAZZO E CHE PRENDE I SOLDI… SPERIAMO DI NON VEDERE TROPPE DELLE OPERE DEI POLITICI CHE GIà CI STA LO SPICONANO alias HARMENZOON BERLUCSAND CHE RIEMPIE L’ITALIA DI “GRANDI OPERE”

    see you later

    “Sabina quanto sei Bona!!” 🙂

    Maurizio

  145. Premessa a questo punto inevitabile, per sgombrare il campo da dubbi: io non parlo per interesse personale e non campo grazie ai diritti d’autore. Nessuno qui mi ha accusato di questo, lo chiarisco solo a mio beneficio.

    @Antonio Cicognara

    Tu vorresti che un’ora di lavoro di un artista fosse pagata come un’ora di lavoro di un operaio o chiunque altro. Tipo quelle banche del tempo dove ognuno presta la propria opera in cambio di altra opera ed ogni lavoro ha uguale dignità e uguale valore economico. Niente in contrario, ma questo assetto sociale deve prima essere realizzato. Nel frattempo, se uno fa un cd, l’unico modo che ha per viverci è quello di guadagnarci un tanto a copia (spesso facendo la fame per anni).

    Nel frattempo, concretamente, vale quello che diceva alessandro: se non mi pagate nemmeno un euro a traccia su iTunes, io il prossimo disco non potrò proprio farlo. Se si ritiene un musicista o un autore di cinema guadagni troppo, che la sua ora lavorata sia sopravvalutata rispetto all’ora di lavoro di un operaio, non comprate i suoi prodotti. Ma piratarli, a quel punto, mi sembra quantomeno contraddittorio, alla Ghedini, come diceva sopra Sabina.

  146. Abbiamo letto gli altri commenti e volevamo dare un nostro piccolo contributo.
    Siamo più o meno tutti d’accordo sul fatto che il sistema di produzione, distribuzione, promozione e diffusione di musica, libri, film o quant’altro stia mostrando la corda.
    Soprattutto con l’avvento del digitale e delle nuove tecnologie, sempre più alla portata di tutti.
    E’ un fatto anche che però oggi come oggi nella nostra società funziona così, anche se associare l’arte all’industria un poco stona.
    L’artista spesso fa dell’arte il suo lavoro, per cui è naturale che una produzione artistica debba essere pagata e che l’artista ci debba guadagnare.
    E’ lontana l’epoca dei mecenati. Anche se pure quel sistema aveva i suoi aspetti negativi e spesso gli artisti si ritrovavano costretti a produrre delle opere su commissione, che mortificavano la loro creatività.
    Per produrre un film, o per incidere un cd ci sono dei costi che devono essere in qualche modo ripagati. Altrimenti tutti si fermerebbero all’opera prima.

    Di problemi se ne sono evidenziati molti.
    Da una parte l’eccessivo costo che rende difficile la fruizione di film, musica e libri, in special modo per i ragazzi, che ne sono i principali consumatori.
    Poi l’eccessiva sperequazione tra quanto effettivamente incassa un artista e quanto invece guadagnano major, editori, distributori ecc.
    Di certo non è con la pirateria che si può sperare di cambiare questa impostazione, scardinando lo strapotere delle major.
    Queste troveranno di certo altre strade per continuare a fare soldi a vagonate. Quelli che ci rimettono in prima battuta sono gli artisti esordienti, o gli indipendenti.
    Come ha detto Alessandro, ‘se tutti scaricassero il disco senza pagarci l’euro a canzone che costa succederebbe solo una cosa: sarebbe l’ultimo disco.’
    Può essere utile per ‘assaggiare’ un cd prima di comprarlo, un film per decidere che non vale la pena vederlo. E più o meno tutti abbiamo confessato di farlo.
    Ma risolve a nostro avviso un problema contingente, non il problema in termini generali.
    Non è questa la strada da percorrere, se si vuole davvero cambiare e fare in modo che la cultura e l’arte siano davvero alla portata di tutti.

    Vendere musica o film online a prezzi davvero più competitivi (sia singola canzone o film, o con sottoscrizione di abbonamenti) è una buona alternativa.
    L’idea lanciata da Sabina per Draquila ci sembra ottima (sempre che la distribuzione accetti di farlo).
    Per i libri la riteniamo un po’ più complessa, nonostante il buon successo degli ebook, che sono comunque troppo costosi, per essere davvero considerati convenienti rispetto ai libri.
    Le licenze tipo GNU GPL in ambito informatico, stanno davvero avendo buoni risultati.
    Anche alcuni progetti Creative Commons.
    A nostro avviso occorre proprio cambiare il modo di gestire l’interazione tra i diversi soggetti, cercando di eliminare il più possibile gli intermediari, che danno poco valore aggiunto, ma sono quelli che si pappano la fetta più grossa (vedi ad esempio la SIAE).

  147. @musicista
    Sei patetico nella tua testardaggine. Io lavoro nel campo dell’educazione e se insegno a un bambino a leggere o scrivere, non mi aspetto una retribuzione ogni volta che in futuro questi sfrutti i miei insegnamenti. E inoltre ogni giorno il mio sforzo sarà quello di personalizzare il mio atto educativo per OGNI individuo, con tutto il carico di responsabilità che tutto ciò comporta. E questo per 1500 euro al mese. Ieri ho assistito ad un concerto gratuito fatto da persone che svolgono tutt’altro lavoro; erano preparatissimi, sicuramente più di alcuni “musicisti” che vanno cercando i diritti d’autore.

    P.S. Vivo con un musicista “vero”che non si fa (e non fa agli altri) tutte le tue pippe mentali; forse sarebbe il caso che perdessi il tuo tempo a studiare la musica, visto che ti firmi “musicista”( o forse è il tuo cognome?) senza dare la possibilità agli altri di “apprezzare la tua effettiva preparazione. Altrimenti
    VAI A LAVORARE!

  148. @Musicista

    Ho già detto che non bisogna campare PER FORZA di musica. Nel commento postato ieri 24 settembre 9:22 am (ti avevo consigliato di leggerlo, per snellire le discussioni), ho anche detto che è BANALE che scaricare qualcosa di un poveraccio non è giusto…ma dev’essere proprio poveraccio! Se hai pochi soldi perché campi dei “diritti” del poco lavoro che riesci a vendere, pure pochi soldi, a un certo punto NON sono tuoi!
    Eppoi quando ci si pone il problema: PIRATERIA, GIUSTO O SBAGLIATO? si parla di piratare persone che CAMPANO sui “diritti”. Vuoi farmi credere che se io penso che il lavoro di Vasco Rossi è sovrapagato, il comportamento giusto è NON COMPRARE e basta? Cioè, se io scarico Vasco Rossi faccio una cosa sbagliata???
    Non so se qualcuno si è accorto della realtà: CAMPARE ONESTAMENTE da “creativo” (come compositore di musica da film, come cantautore, come regista di film importanti) è quasi IMPOSSIBILE! Tu guadagni onestamente da “creativo” quando stai delle ore di lavoro contate a fare qualcosa, come i ricercatori; e pure lì la creatività è molto limitata da mansioni di routine, ripetitive (questo e quel calcolo, controlla la temperatura dell’acqua, monta il rivelatore, ecc.). Einstein ha fatto la Relatività mentre lavorava all’ufficio brevetti. Toglietevi dalla testa che DOVETE campare a tutti i costi come artisti, se siete gente COMUNE come un calzolaio, un arrangiatore, un professore di musica, uno scienziato, e non un MEZZO MOSTRO del mondo dello spettacolo!!!
    Spielberg non concorderà mai con ciò, e dovrà giustificare il suo indotto con una possibile spiegazione: l’artista è superiore, merita di più, chissà perché…ma merita di più. Ma in realtà non sente di giustificare proprio niente: molte coscienze, come quella di Spielberg, sono “a posto” perché non si pensa ai paradossi della PROPRIETA’, che sia quella privata o intellettuale. Paradossi e ingiustizia.

  149. @giano

    ciao giano… ho letto attentamente il tuo post e devo dire che veramente non so se votare a favore o contrario ho il seguente dilemma… cercherò di spiegarmi:

    Hai detto: “Di certo non è con la pirateria che si può sperare di cambiare questa impostazione, scardinando lo strapotere delle major.”
    Invece è proprio il fatto di poter reperire facilmente e a costo 0 i prodotti delle major che ha scatenato le reazioni (vedi proposte di “censura” telematica e chiusura dei server P2P in Italia mediante l’incorruttibile classe politica italiana) ovviamente con esiti negativi perchè non può una società (PER FORTUNA) controllare tutto il mondo e pertanto anche se in Italia hanno chiuso i server per la condivisione (parola molto significativa CONDIVISIONE) non hanno potuto far nulla sui server stranieri.

    {{{p.s. Pensa se già ora che le Major che si lamentano della scarsità di vendita (e che quindi son costrette a tenere i prezzi bassi per vendere) se riuscissero a obbligare tutti a comprarsi i cd a che livelli salirebbe il loro costo… per AUTOprodurre circa 1000 cd musicali il costo complessivo per la realizzazione è di circa 5 euro a cd (incisione – mixaggio – stampa della copertina tutto compreso l’ha fatto mio fratello per quetso te lo so dire con precisione) e lo stesso prodotto lo vendono loro che ne producono magari 10000 e con costi quindi produzione abbattutti che vogliamo far ribilanciare con i costi di distribuzione… insomma conti fatti ci guadagnano il 200%}}}

    e su questo punto mi trovo dunque in contrasto con te… però….

    Mi trovo perfettamente daccordo sul proporre la propria musica su siti internet a bassissimo costo, e qui nasce il problema pratico… potrebbe esserci chi acquista quel brano per ascoltarlo e che poi lo rimette in circolazione sui P2P a costo 0.
    Senza poi contare le beghe per eventuali diritti d’autore… chi a prodotto per primo il pezzo? chi lo ha scritto? chi lo ha interpretato?

    Ad esempio le musiche che si usano nelle pubblicità in tv a volte non pagano i diritti d’autore … sai perchè? perchè se tu cambi anche solo una nota sulla partitura e ripoponi lo stesso ritornello della canzone per la siae tu hai prodotto un nuovo pezzo di tua proprietà.

    Andiamo però oltre a questi problemi cerchiamo di cogliere il vero nocciolo della questione che sembra radicarsi sul fatto che il lavoro di un artista non venga adeguatamente ricompensato.

    Io ritengo che le soluzioni ai problemi sopra citati sono le seguenti

    1- il mecenatismo (che non vuol dire solo eseguire dei lavori su commissione.. ma trovare chi crede nella tua arte/capacità come galleristi, o organizzatori di eventi che ti sovvenzionano per fare ad esempio concerti, mostre, eventi – in cambio avrebbero una percentuale sugli introiti forniti dall’affluenza, a quel punto fornire i brani ad esempio in anteprima gratis diventerebbe una forma di pubblicità che poi spinge le persone a vedere l’ertista dal vivo, perchè poi LIVE lo spettacolo offre sempre qualcosa in +)che tra le altre cose oggi può essere effettuato mediante mezzo telematico, l’unica cosa è che bisognerebbe riuscire a entrare in contatto con il produttore (cosa non semplice a volte)

    2- l’autoproduzione

    3- la costituzione di associazioni culturali che praticando la raccolta di fondi interna ai suoi sostenitori poi reinvestono i medesimi in attività di sviluppo mirate agli interessi … ad esempio (la metto in modo sintetico tanto da banalizzare ques’ultima ipotesi) un gruppo che si riunisce a leggere libri gialli, indice un concorso per la realizzazione di un libro giallo, i partecipanti devono associarsi versando una quota, chi vince il concorso verrà “sostenuto” dall’associazione medesima.

    spero di averti illustrato in modo chiaro il mio punto di vista

    🙂 ciao

    “Sabina sei la Mejoooo!!!!”

    Maurizio

  150. @antonio cicognara

    Hai scritto: “Ho già detto che non bisogna campare PER FORZA di musica.”

    Embè? Chi sei tu per decidere come posso o non posso vivere io? Ma stai scherzando veramente, spero.

    Hai scritto: “Toglietevi dalla testa che DOVETE campare a tutti i costi come artisti”

    Togliti tu dalla testa che io devo campare secondo la TUA opinione. Io non obbligo nessuno a comprare alcunchè.

    Non ti piace che un artista guadagni oltre il tempo che impiega strettamente per produrre? E tu non comprare quel prodotto. E se sei coerente non fruirne nemmeno piratandolo. Altrimenti, oltre che incoerente saresti pure una bella faccia di bronzo.

    Ps. La cosa divertente è che io realmente mi guadagno da vivere principalmente come dici tu, cioè facendo l’insegnante (di conservatorio).

  151. @Musicista

    E chi decide per te? Ho il potere di obbligare te o Vasco Rossi? Aaaah, era retorico!
    Allora senti questa:
    edrtio fenale sdave torti nuevo cosito andrubale tarta tarta zanevolli, scapollo satollo me carbubbio
    dimenticavo: una goccia di mantisone.

  152. Bravo Musicista

    fatti rispettare.
    Io ho capito che hai ragione, i tuoi argomenti mi hanno illuminato. Sono pentito e convinto che sarebbe meglio tagliarsi una mano prima di scaricare ed ascoltare un mp3 pirata.
    D’ora in poi ascolterò soltanto la musica per la quale, in qualche modo, ho acquistato il diritto di farlo, ho il dubbio se possa ascoltare la radio, tu cosa dici, posso? Forse si perchè la radio manda la pubblicità ed è questa a pagare…… cazzo, ma la pubblicità non sono io e nemmeno li compro quei prodotti, meglio pensarci bene non vorrei pentirmi un’altra volta.
    Per ora, visto che le mani mi servono, per non cadere in tentazione, butto tutto ciò che ha a che fare con l’mp3 (pc, lettori vari, memorie, autoradio etc.), probabilmente non ascolterò più nulla o quasi, ma l’importante è non rubare, non voglio nè avere la coscienza sporca nè danneggiare dei poveri artisti, che siano questi gli U2, Apicella o quello di quell’innooooo……………

  153. Hai ragione Marco. Comincia ad essere un po’ ridicola la mia presenza qui. Anzi avrei fatto meglio a tacere, tu continua pure col tuo sarcasmo e a vantarti di rubacchiare ció che disprezzi. Se ti diverti così fai pure.

    Buon proseguimento a tutti

  154. Correva la fine del 1999 e con le infinite potenzialità di internet programmi come napster e winmx mi permisero di accedere ad un tale quantità musicale di generi ed etnie diverse che altrimenti sarebbe stato impossibile conoscere. Smettetela di fare i piagnoni, questo è un nuovo mercato e ormai mica tanto nuovo, le case discografiche se ne facciano una ragione, la pacchia è bella che finita, prima dell’avvento dell’mp3, l’Italia possedeva il triste primato del costo dei cd più caro in Europa, penso si sia speculato abbastanza no? ci sono decine di migliaia di nuovi artisti e band emergenti che commercializzano i loro prodotti su internet a prezzi ragionevolissimi, con la possibilità di ascoltare o scaricare gratuitamente demo o brani originali, certo se poi siete interessati a musica di un certo tipo buona per decerebrati mentali tipo rossi, ligabue, apicella o tutta la pappetta confezionata che passa su mtv o simili, fate bene ad essere perseguitati civilmente e penalmente per lo scambio o condivisione illegale di mp3, ve lo meritate proprio. Detto ciò la buon anima di mio padre ha sempre venduto corredo di altissima qualità per spose novelle e non mi si sembra si sia mai incatenato chissà dove o abbia fatto lo sciopero della fame perchè la bassetti o similari vendevano a 1/50 del prezzo gli stessi articoli. La condivisione sarà sempre più potente e nessuno fermerà tutto ciò, per fortuna.

  155. Riguardo la storia dei diritti d’autore liberi, chi lavora a programmi open source (Linux, Mozilla, ecc) lo fa per passione, e’ vero, ma anche per fare “curriculum”. Da studente lavori a un progetto open source, impari e ti fai conoscere, e poi magari finisci a Google.
    Inoltre, dietro sistemi come Linux ci sono anche grosse societa’ come IBM, Oracle che hanno interesse a offrire servizi e applicazioni su questa piattaforma. Alla fine, anche se non sembra, anche da Linux qualcuno ci guadagna. Solo che non sono i programmatori, e non sono sicuro che la cosa sia cosi’ giusta. (Portando l’esempio alla musica sarebbe come se i musicisti facessero dischi gratis e poi gli unici a guadagnarci fossero gli internet provider che vendono l’accesso agli mp3).
    Insomma, diffidate dai giudizi troppo manichei. In quanto al comunismo… boh, davvero credete ancora che sia una grande idea?

  156. Imparate da Silvio, che nonostante sia un artista, un GRANDE artista, vive con altro e non si lamenta che il suo cd fatto con il collaboratore in chitarra Apicella, venga ignobilmente scaricato da

  157. Una sfumatura della stessa problematica: forse pagheremmo più volentieri i soldi di un cd e di un dvd se sapessimo che gli autori ne prendono buona parte, e non una parte infinitesimale. Perché se io scrivo una canzone, devo per forza pagare la SIAE e non posso distribuirla gratuitamente? Perché altri (che non hanno in nessun modo collaborato alla creazione del mio prodotto) devono avere un ricavato dalla mia opera? Per il resto sono d’accordo con molti dei commenti sopra: troppo costosi se messi a confronto con la situazione economica di un giovane medio (che è il principale “pirata”) e comunque chi ama un autore ne compra i libri-dvd-cd-vinili-qualsiasicosa faccia.
    Scaricare non ha tolto soldi all’industria del cinema o della musica. Perché se non mi posso permettere un cd, non lo compro, quindi scaricandolo non faccio nulla che possa togliere i soldi a chi lo produce. Non è un’alternativa. Se lo scarico è perché non posso comprarmelo. O non mi piace abbastanza da farlo. Prima si registravano le audiocassette dalla radio o si duplicavano… è uguale. Poi che non sia giusto e corretto farlo è un’altra storia….

  158. Dimenticavo una cosa… che abbiamo le biblioteche, spesso piene di libri nuovi, musica e dvd. Sarebbe bello vedere i dati di chi va in biblioteca piuttosto che scaricare.. e se attrezzandole al meglio con le ultime uscite diciamo dopo pochi mesi già disponibili gratuitamente al prestito i dati sulla pirateria cambiassero. Perché allora non ci sarebbero scusanti!

  159. @gabriella
    🙂
    io ho la tessera della bibblioteca… non ci vado mai (non mi piace il bibbliotecaio… è inquietante) … ma i dvd nella biblioteca del mio comune sono inesistenti.. oggetti di fantascienza 🙂 forse dovrei provare a cercarli nel reparto tra i racconti di verne 🙂

    seriamente le bibblioteche pubbliche sono mal curate poco aggiornate… perlomeno lo è quella del mio paese, e oltrettutto internet offre altre comodità… puoi effettuare ricerche immediate … puoi ascoltare immediatamente un brano, puoi usufruire di molti vantaggi che il servizzio “pubblico” non è in grado di rendere.

    Bisognerebbe chiedersi chi da i fondi per attrezzare le bibblioteche? …i comuni? ma se non hanno soldi nemmeno per coprire le spese ordinarie perchè se li pappano tutti i componenti delle varie giunte comunali…… come sempre è “un serpente che si morde la coda” un circolo vizioso si anomalie che rendono impossibile accedere ai servizzi in italia in modo paritario.

    “un bacio virtuale Sabina”

    Maurizio

  160. il punto di vista idealmente corretto è, secondo me, questo:

    la rappresentazione artistica di qualsiasi tipo deve essere “pagata” quando si tratta di

    (1) “Rappresentazione diretta e unica”, es: teatro, concerto, recital, sfilata, vernissage, lettura, cinema*, etc… = il pubblico paga per vedere lo spettacolo

    (2) “Prodotto artistico compiuto fisicamente esistente”, es: dvd, cd, quadro, libro etc.. = il pubblico paga per comprare un prodotto

    (*il cinema semba riproduzione seriale ma in realtà sono multi-rappresentazioni che avvengono in luoghi precisi e in orari stabiliti caratteristiche delle rappresentazioni)

    Se invece si tratta di

    (3) “subprodotto immateriale del prodotto artistico”
    Va fatto pagare solo se la sua funzione è a scopo o a supporto di lucro, es: ascoltare musica in discoteca o in un bar, collone sonore, pubblicità, fare un film da un libro, diritti in generale, etc… = chi la usa paga l’autore dell’opera perchè grazie a lui ci guadagna direttamente o indirettamente.
    Deve invece essere gratuita se a scopo ludico o personale, es: ascoltare musica scaricata sul pc, videoregistrarsi un film o scaricarlo, recitare una poesia ad un amico, guardare foto di quadri, citare versi o brani = è un atto di libertà personale che compio in base a ciò che ho a disposizione, quindi non può costare…

    La riprova più ovvia è la Poesia: nel momento in cui imparo a memoria una poesia posso recitarla
    “gratis” a chiunque e se sono abbastanza bravo a recitare o se la poesia è davvero bella sono
    in grado di generare un emozione in chi ascolta ovvero di far “fruttare” correttamente quell’opera.
    Allo stesso modo posso fotografare un quadro, una scultura che mi piace e riguardarla…
    Per analogia mi sembra ovvio possa scaricaremi un brano in mp3 per riascoltarlo quando ho voglia.
    Deve essere l’autore a creare un prodotto FISICO talmente invitante da convincermi a comprarlo
    o a fare concerti talmente belli da convincermi ad andarci e pagare il biglietto…ma se voglio semplicemente
    ascoltarmi una sua canzone devo pagare?? Il file sharing è sempre esistito solo che una volta si chiamava
    tape recording: si andava a casa dell’amico con una bella musicassetta da 60 vergine e si registrava l’album
    che lui aveva comprato… (stesso discorso per le videocassette a anche allora come oggi le copie sono sempre
    di qualità inferiore).
    Insomma… Possiamo sfruttare anche noi qualche piccolo vantaggio da quest’era di comunicazione globale?

  161. Io scarico quei film che o sono introvabili o sono delle ciofeche. i capolavori li acquisto in dvd: è un “mio” orgoglio poter mostrare la copia originale.
    Per chi trova esorbitante il prezzo di un ingresso al cinema o di un dvd può prendere in prestito il film nelle biblioteche o videoteche comunali: a parma esiste una videoteca comunale molto rifornita.

  162. Questo famoso saggio è stato, anzi fu scritto negli anni Trenta:
    “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”
    Walter Benjamin

    Di che parliamo? del sesso degli angeli?

  163. Tu dici giustamente che va difeso il diritto dell’autore che “produce”arte o cultura come altri fanno altro!Ma questo discorso,non ti pare porti di nuovo alla cultura e la sapienza riservata a pochi?vogliamo tornare ai codici segregati nei conventi e accessibili solo alla Casta?Questo è un motivo per cui,per fortuna(ma non so ancora x quanto..)la Scuola è gratuita.Mi dici:ma poi io come campo se lavoro gratis?Bè,ma il tuo tipo di “prodotto”è particolare al punto tale che,tu stessa,ti stai battendo accioccè l’ultima tua opera venga offerta liberamente.Non penso tu la faccia x questo ma certamente,talvolta,una scelta del genere(in questo settore,ripeto,particolare) può portare + frutti economici,riflessi dalla larga diffusione del “manufatto”,che non dalla sua vendita classica.Quando la Sony inventò il videoregistratore,ci fu un’alzata di scudi del mondo cinematografico,si diceva:”è la fine del Cinema,l’abolizione del diritto d’autore!”,ebbene,sai meglio di me,che fu d’allora che il Cinema(ed a traino tutto il multimediale),ha avuto la sua espansione planetaria.In Inghilterra,ho saputo,si è costituita una schiera di artisti che ha deciso di porre tutte le proprie opere in rete per il “free download”!.. e se l’hanno fatto,una ragione ci dovrà pur essere.Infine c’è un’altra cosa:è da un pò che non sono + un’infante anzi l’altro giorno ho compiuto i sessanta(sic!) e posso dire di non aver mai avuto tanta opportunità di allargare le mie conoscenze come da quando è apparso internet e la cosa mi garba non poco anche xchè,come tanti della mia de-generazione,pur essendone molto portato,non ho potuto continuare gli studi giovanili per debolezza economica della famiglia.Perciò,Pensaci Giacomino… mhh..scusa,Sabina!Un abbraccio.Alberto

  164. Sabina, con quest’uscita corporativa mi hai proprio fatto cadere le braccia. Lo sai tu che lo stipendio medio in Italia (per coloro che hanno la fortuna di avercelo, un lavoro) è di 1000 euri al mese? Non puoi portare come esempio qualche figlio di papa’ che hai visto pagarsi un mohito 2 euri per invocare proibizione (e conseguente repressione) della pirateria informatica. I sistemi di comunicazione oggi permettono lo scarico gratuito: è reazionario proporre forme di proibizionismo anche per quest’attività. Significa polizia in rete, sanzioni, processi che rovinerebbero molte persone. Un artista quotato oggi riceve emolumenti dagli sponsor, poi ci sono milioni di artisti che suonano (o realizzano documentari, o libri) da decenni e nessuno se li caga perchè non hanno i contatti giusti. Io sono andata a vedere draquila al cinema perchè volontariamente ho deciso che era un film che andava sovvenzionato. Ma in un paese che manganella la gente che chiede che sia ricostruita la propria casa, non ha senso che una come TE chieda repressione. Se un artista è abbastanza in gamba per viverci, col suo lavoro, buon per lui. Non ce la fa? si cerca un altra entrata, come fanno milioni di persone che scrivono, dipingono, fanno film – a gratis, per se stessi- in questo paese. a tecnologia ha portato questa possibilità, per fermare la quale l’unica possibilità è una “militarizzazione” del p2p e della rete. Fai la critica della società, dei suoi gangli nodali, poi invochi repressione perchè senti toccate le tue taschine…ma per piacere…con rispetto parlando. Un discorso alla Veltroni, ecco cos’è.

  165. @Alberto G.

    sottoscrivo tutto … la pensiamo allo stesso modo.

    Aggiungo che il mercato dell’arte è in continua evoluzione e che l’abilità dell’artista sta nell’adattarsi alle mutazioni imposte dal progresso.

    Io non ho la lungimiranza di poter indicare quale sarà il business del futuro nel campo del cinema.
    Provo a ipotizzare che come è avvenuto per i disci in vinile che sono stati sostituiti dai cd e che probabilmente presto verranno sostituiti dalle chiavette usb o dalla vendita diretta della musica on line …anche per il cinema ci sarà un’evoluzione….l’abilità sta nel saper individuare quale sarà il business del futuro, inserirsi in quel settore riversandone la propria arte e cogliendone i frutti per primi.

    Mi è venuta in mente un’idea, la propongo qua a SABINA

    Che sia in futuro il teatro on line l’innovazione su cui puntare? Attori che recitano in anteprima su un set virtuale e spettatori che accedono allo spettacolo solo mediante un’adesione a pagamento (una biglietteria on line), facciamo due conti, se ci fossero anche 50000 spettatoti collegati on line che pagano 2 euro a testa per vedere una o due ore di teatro/recitazione 50000 x 2 euro = 100000 euro… costi di produzione BASSISSIMI? una connessione a internet, mezzi tecnologici a bassissimo costo, tutto gestito mediante pc… se poi aggiungi costi per pubblicizzare bassimmi anche questi (queste sono le opportunità che offre internet, l’abbattimento dei costi) e se poi pensi che con l’abilità e l’interesse che suscita SABINA, Sabina… voglio il diritto d’autore su questa idea 🙂

    Ciao
    Maurizio

  166. Inizia a venirmi il voltastomaco.

    Ma è mai possibile che il 95% delle persone abbia in testa i soldi innanzi tutto? Ma che popolo siamo?
    Non è accettabile che si vada o no al cinema per premiare o punire l’autore o gli attori di un film! Questa cosa è demenziale. Ti attrae quel film che oggi danno al cinema? Vai e guardalo. Non ti attrae? Non andare. Soltanto andandoci però si può verificare se la sensazione che avevamo era giusta. Non riesco a comprendere tutte le altre sovrastrutture.
    Andare a vedere un film in prima visione in una sala cinematografica non ha niente a che vedere con guardarsi a casa lo stesso film scaricato nello stesso periodo, sono cose semplicemente non accostabili, stessa cosa si può dire per le altre forme d’arte riproducibili digitalmente.
    Ed il discorso, per me, qua è già chiuso.

    Nel caso precedente se non si paga il biglietto del cinema si commette sicuramente un reato, che non son sicuro sia il furto, ma ammesso e non concesso di diventare ladri, in questo caso, per riuscire a diventare ladri tramite internet, questo dovrebbe riuscire a digitalizzare il nostro corpo e trasportarci fisicamente nella poltrona libera del cinema, penso che ancora passerà del tempo. Mentre per i film scaricati penso (anche se non son sicuro perchè non mi interessa) si parli di sanzioni amministrative, un po come sostare in divieto di sosta, doppia fila…… non so se mi spiego, e il pagamento di una sanzione va allo stato, mentre il danno economico, chi lo ha subito, dovrà dimostrarlo. Ora evito di fare esempi lampanti di richieste di risarcimento che sicuramente molti di voi hanno considerato assurde.

    Vi chiedo poi per favore di non mettere sullo stesso piano un quadro con un cd, è uno sbaglio troppo grave. Fare un ragionamento è non avere chiara la differenza equivale a costruire un grattacielo senza fondamenta, ………

    Sabina sei una grande artista

  167. C’E’ CHI, PRIMA DI SCARICARE, ACQUISTAVA 4 O 5 CD ALL’ANNO (SE ANDAVA BENE), PER MERA MANCANZA DI SOLDI, E DI QUESTI CD SPESSO GLIENE PIACEVANO UN PAIO (SE ANDAVA BENE); IL RESTO DELLA PROPRIA MUSICA MAGARI LO DUPLICAVA DA CD DI AMICI, NON PRIMA DI ESSERSI ACCERTATO CON L’ASCOLTO CHE ANDASSERO BENE. IN DEFINITIVA IL PROPRIO ACCRESCIMENTO CULTURALE MUSICALE ERA LIMITATO….BASTI DIRE PER ES. CHE ANCHE SE SI FOSSE EVIDENZIATO IN UN GIOVANE L’INTERESSE PER UN CERTO TIPO DI MUSICA DIVERSO DA QUELLO CHE NORMALMENTE ASCOLTAVA (PER ES. LA CLASSICA) DIFFICILMENTE AVREBBE POTUTO DECIDERSI A SPENDERE SOLDI PER QUALCOSA TUTTO SOMMATO DI SCONOSCIUTO, PREFERENDO ANDARE SUL SICURO (???). LO STESSO GIOVANE, QUANDO CI FU LA POSSIBILITA’ DI SCARICARE, SI APRI’ AD UN NUOVO MONDO. E’ VERO CHE IL MERCATO NE RISENTE, PERCHE’ ADESSO QUEL GIOVANE NON COMPRA NEMMENO QUEI 4-5 CD ALL’ANNO….MA LO SI PUO’ CAPIRE, CONSIDERANDO I PREZZI ASSURDI DEI CD. ALL’UNIVERSITA’ I PROFESSORI PREDICANO DI COMPRARE I LIBRI CHE SPESSO COSTANO DAI 50 AI 100 EURO E GLI STUDENTI SPESSO FANNO LE FOTOCOPIE PER UNA SPESA DAI 10 AI 20 EURO….MA… SI POSSONO BIASIMARE? PRIMA DI TUTTO SE I PREZZI DI QUESTI BENI FOSSERO RAGIONEVOLI (COSA CHE NON ACCADRA’ MAI), MAGARI QUALCOSA DI DIVERSO E FAVOREVOLE PER IL MERCATO POTREBBE ACCADERE. SCARICARE E’ FORSE ILLEGALE, COME FARE FOTOCOPIE, MA NON PENSO SI POSSA ARRESTARE, MA SI PUO’ LIMITARE….PER ES. SE OGNUNA DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE RIMUNCIASSE A UNA PICCOLISSIMA PARTE DEL LORO GUADAGNO SULL’ADSL DI OGNI FAMIGLIA (ANCHE SOLI 50 CENTS), DA DESTINARE ALLE CASE DI PRODUZIONE E AGLI ARTISTI…MA RINUNCEREBBERO? MUTATIS MUTANDIS QUANTO DETTO VALE ANCHE PER I FILM.

  168. @Valentina,

    Scusa ma questo discorso sul fatto che la gente guadagna poco quindi puo’ prendersi le cose gratis se e’ valido non andrebbe applicato a tutto? Perche’ solo alla musica e ai film? Anche spostarsi e’ un diritto, andiamo in una concessionaria di automobili e prendiamocene una. Poi tutti a fare il pieno gratis al distributore. E comunicare non e’ un diritto? Basta pagare abbonamenti e bollette per il telefono e il cellulare. Anzi, quelli che ho citato sarebbero diritti ancora piu’ fondamentali di quello di poter guardare un film.

    La seconda obiezione che ho e’ che voi che siete a favore della pirateria adducete motivazioni anche valide ma continuate a glissare su un punto. Quando gli autori dicono che se tutti copiassero loro non avrebbero i mezzi per produrre niente, dicono la verita’.
    Perche’ magari un cantautore ce la fa anche a comporre musica nel tempo libero e mantenersi con un lavoro vero. Gli basta una chitarra, e una volta ogni tanto registrare le canzoni in qualche modo. Ma il cinema? Come si fanno i film senza soldi? Persino un documentario in digitale come Draquila avra’ richiesto una troupe, tecnici, fonici, regista, direttore della fotografia, mezzi e troupe per spostare attrezzature e cineprese, ecc… Non credo ci possa essere un film piu’ economico di Draquila da fare, ma parliamo comunque di almeno 100mila euro… chi ce li mette? E come si potrebbero fare film piu’ costosi con attori, costumi, location diverse, ecc? Se la pirateria e’ lecita ed e’ quindi giusto che non si incassi nulla, quale modello economico per il cinema proponete?

  169. @Marco

    aimè marco la società in cui viviamo si regge su un sistema economico basato sui soldi.
    Sarebbe meraviglioso poter escludere i soldi dal mondo, concretizzando un ideale di società che si basa sul raggiongimento collettivo di obiettivi sociali e standard di vita sempre + elevati,…. ma questo non è attualmente fattibile (e comunque si va un po’ fuori tema).

    Però vorrei capire perchè non dovremmo mettere sullo stesso piano due arti come la musica e la pittura, se puoi spegarmi meglio cosa intendevi dire, e cosa centra mettere queste due cose su piani differenti in relazione alla pirateria.

    E’ palese che per la realizzazione di un cd si usino mezzi diversi rispetto a chi realizza un quadro,.. anche se a me a volte viene voglia di dipingere usando il pianoforte come pennello 🙂 🙂 🙂

    “Sabina… qualcuno ha detto <> … non è che il fondatore del partito dell’amore ha intenzione di scappare?”

    Maurizio

  170. @Marco (e tanti altri)

    Parliamo di cose concrete e verificabili. Supponiamo che tu, per esempio, ti scarichi gratis (cioè piratandolo) un film di Sabina. Te lo guardi e diciamo che lo apprezzi, ne trai godimento, cioè fruisci di un’opera d’arte. È evidente che questo tuo godimento non sarebbe mai stato possibile senza il lavoro di Sabina (lavoro creativo e inimitabile, come quello di qualsiasi artista). È altrettanto evidente che hai goduto di qualcosa senza pagare un bel niente, senza nulla corrispondere a chi ha reso possibile, tramite il proprio lavoro, quel tuo godimento.

    Tutto il resto sono solo chiacchiere.

  171. @Paolo

    “Scusa ma questo discorso sul fatto che la gente guadagna poco quindi puo’ prendersi le cose gratis se e’ valido non andrebbe applicato a tutto? ”

    Si andrebbe applicato su tutto, facendo una distinzione essenziale, beni e servizzi “basilari per la comunità” i quali vanno condivisi fra tutti, facendo poi al loro interno una suddivisione fra beni di primaria importanza come Alimentazione, sanità, abitazione, ecc ecc.. e beni culturali, quale istruzione pubblica, cultura ecc ecc.
    Andrebbe applicato su tutto …che tutti avrebbero diritto di essere assistiti quando stanno male
    andrebbe applicato su tutto …che tutti abbiano di che sfamarsi
    andrebbe applicato su tutto …che tutti abbiano diritto a un posto dove vivere

    e poi c’è il superfluo …..

    e come detto pocanzi NON é SBAGLIATO idealizzare una società perfetta, dove c’è un po’ di tutto (non il superfluo) per tutti, ma questo non è realizzabile in tempi brevi, bisogna anzitutto che concordiamo nel voler raggiungere questo obiettivo (COSCIENZA SOCIALE) e da li si parte per poi evolvere, progredire, diventare migliori di ciò che siamo sia individualmente che socialmente.

    tornando alla tua seconda obiezione ovvero gli autori di film che dicono “se non ci pagano quello che abbiamo fatto come facciamo a fare il prossimo?”
    io prima di tutto chiedo.. “e da dove hai preso i soldi per fare il primo film?”
    Se il primo film è stato un capolavoro avrai recuperato i soldi per i prossimi progetti… tutto sta a trovare il modo di commercializzare un progetto e in post precedenti ho già dato le risposte di come si potrebbe fare (che poi variano a seconda dei tempi, dei prodotti, della tecnologia esistente),
    e poi (anche questo già detto in post precedenti) esiste sempre il RISCHIO di IMPRESA… chi realizza qualcosa di qualsiasi cosa si tratti ,che siano beni o servizzi o arte, corre il rischio che la sua REALIZZAZIONE non trovi un acquirente e che quindi abbia investito male.
    Nessuno ti tutela da quel rischio… anzi si… far parte di una collettività, che come ho detto poco fa garantisce almeno la dignità della persona, perlomeno ti da la garanzia che se “ti va Male” perlomeno non ti trovi in mezzo a una strada “col culo per terra”.
    Poi sta al TALENTO, GENIALITA’, AUDACIA, FORTUNA, trovare quel qualcosa in + che fa andare BENE le cose.

    E’ troppo facile pensare di voler fare la ROCKSTAR senza accettare di poter restare un disgraziato qualunque tutta la vita.

    “Sabina sei la mia Rockstar”

    ciao
    Maurizio

  172. @Musicista (e pochi altri)

    L’essenza dell’arte è provare piacere nel dare piacere

    La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere

    Il pudore inventò il vestito per meglio godere la nudità… non girare nudo Musicista che se no smetto di godere!! 🙂

  173. @Maurizio

    Sono ASSOLUTAMENTE d’accordo che i beni essenziali, come il diritto all’assistenza sanitaria, dovrebbero essere garantiti a tutti. Questo vale anche per i beni culturali. Ma mi chiedo se l’avere l’ultimo disco di Lady Gaga nel proprio ipod sia un bene essenziale o superfluo. E perche’ l’ipod lo si voglia comprare e il suo contenuto invece no. Secondo me qui si sta anche razionalizzando un po’ troppo: siccome copiare da internet e’ facile allora e’ anche lecito. In passato si copiavano le cassette, e’ vero, ma la qualita’ della copia era scadente e comunque ti serviva un amico con l’accesso all’originale. Copiare non e’ un male in se’, ma bisogna anche ammettere che la musica si e’ sempre copiata ma che il fatto che oggi si possa farlo in modo cosi’ semplice ed efficace sia anche un problema e non solo un’opportunita’.
    Per il cinema, non ti seguo tanto quando chiedi “e da dove hai preso i soldi per fare il primo film?” perche’ e’ evidente che oggi produrre un film e’ una scommessa che si gioca sulla speranza che gli incassi e agli altri ricavi da diritti televisivi e vendite di dvd arrivino a coprire almeno le spese. Ma se in assoluto copiare e’ lecito allora non ha senso parlare come tu fai di rischio di impresa, perche’ il modello economico si spezza e non si capisce bene da dove i soldi dovrebbero ritornare. Se copiare e’ lecito pagare e’ inutile. Tra l’altro poi nota che la pirateria danneggia piu’ un film come Draquila (che puoi vedere a bassa risoluzione sul tuo computer senza perdere molto) piuttosto che un film come Avatar (che se non lo vedi al cinema in 3D e’ inutile vederlo).

  174. Genoni, mi piace il tuo idealismo: vuoi che ti portiamo anche il caffè e le pantofole, magari un bel massaggio, per sollazzare meglio sua magnificenza? Tutto gratis, s’intende, noi artisti non dobbiamo abbassarci al denaro… Soprattutto quando si tratta di nutrire lo spirito di sua signoria. Ai signori, si sà, tutto è dovuto. 

    Genoni non ricordo bene se ti ho già mandato dove dice Grillo… Nel dubbio: ma vaff… 

  175. @Paolo

    INFATTI hai detto bene sull’ iPod .. non è fatto di avere nell’Ipod l’ultimo di Lady Gaga .. ma il fatto che tu riesca a sentire il suo brano è importante.

    LA COMUNICAZIONE che sta nell’arte perchè l’arte esprime qualcosa, suscita sensazioni, questa è la chiave di volta relativa al nostro dibattito.

    Cos’è la cosa importante nell’arte, che tutti possano apprezzarla, che tutti ne possano essere toccati, interessati, (non che a tutti debba piacere) che tutti possano esprimere un giudizio su qualcosa.

    Hai detto perfettamente anche per quel che riguarda i FILM, si gioca sulla speranza degli incassi e questo combacia perfettamente con il RISCHIO d’impresa… ti faccio un esempio se io penso di essere un grande regista e prendo tutti i miei soldi li investo in un film e le cose mi vanno male, non è che devo recriminare che io ho investito i miei soldi, semplicemente ho fatto un film che non piace.
    Tu rispondi .. però se le persone lo scaricano e non lo comprano tutti lo vedono, piace a tutti ma io non intasco nulla.
    Vero, ma in post precedenti ho detto, che sarebbe giusto avere dei prezzi di accesso ai “Beni Culturali” che variano a seconda del proprio reddito, e non è nemmeno tanto utopistico ma non voglio entrare nel dettaglio di tecniche di distribuzione, in conclusione se una persona non ha i mezzi economici per poter accedere a “BENI COMUNI” (non surplus) dovrebbe essere concesso loro di accedervi gratuitamente.

    Ti faccio un esempio su un prodotto diverso ma che forse chiarirà meglio il mio ragionamento: Ho lavorato anche in un centro commerciale, nel settore alimentare per legge i centri di distribuzione di massa devono mettere a disposizione di centri sociali, case per anziani, collettività il 10% dell’invenduto…. questo viene fatto perchè la grande distribuzione BUTTA il 70 % del cibo come invenduto (CON LA FAME CHE C?é NEL MONDO) e per recuperare socialmente un po’ questo costo viene fatto obbligo di una percentuale di “RECUPERO”. Sai cosa fanno i gestori della grande distribuzione… esempio reale: avanzi carne di qualità elevata (FILETTO DI VITELLO) che costa (ESAGERO per far capire) 30 EURO al kilo, e avanzi le frattaglie di maiale da 2 € al kilo, il direttore del centro commerciale ti fa buttare via la carne di prima qualità per dare tutta carne di bassa qualità ai centri sociali, e quella è carne che comunque resterebbe invenduta e sai per quale motivo… risposta di un direttore: SE TU SEI IL CONSUMATORE RICCO CHE VIENE A PRENDERE LA CARNE DI VITELLO E VIENI CHE QUELLA STESSA CARNE VIENE DATA AI CENTRI SOCIALI POI NON TORNI QUI A COMPRARLA.
    incredibile!!

    Mi rendo conto di essere ripetitivo, ma devo ribadire il concetto… VIVIAMO IN UNA SOCIETà SBAGLIATA, DISTORTA, IN CUI GLI IDEALI NON SI PERSEGUONO PERCHè DICONO CHE SONO STUPIDAGGINI.
    NON SI REALIZZA PURTROPPO TUTTO IN UN GIORNO NE IN UN MESE NE IN UN ANNO… MA BISOGNA TENTARE DI MIGLIORARE LE COSE SE NO CHE CI STIAMO A FARE SU QUESTA TERRA?

    🙂

    MI HA FATTO MOLTO PIACERE PERò TROVARE UNA PERSONA COSì DISPONIBILE A ASCOLTARE PAOLO

    “Sabina non concepire altra felicità che quella, irraggiata dalla sola tua presenza” 🙂

    Maurizio

  176. @Musicista

    Non ti abbassare al denaro … abbassa qualcos’altro Musicista 🙂 ( e non intendo il volume) HIHIHI

    Non ho mai conosciuto nessuno che non valeva un fico secco, che non fosse irascibile.

    S@bina I love you

  177. Quanto idealismo e quanti idealisti, che poi rubacchiano nottetempo e di nascosto, danneggiando chi ci lavora. Idealisti che rubacchiano dove possono, dove non rischiano nulla, sapendo di danneggiare chi ci lavora. Che coraggiosi questi idealisti… E che nobiltà d’animo, pretendere che gli artisti non si occupino di denaro, mentre nottetempo e di nascosto gli rubacchiano a più non posso.

  178. “Jean-Luc Godard guida il fronte di intelletttuali per il download libero”

    “La proprietà intellettuale non esiste. Il diritto d’autore? Un artista non ha che doveri”

  179. … il motto di Gable si addice assai di più a quello che pensa un pirata mentre scarica. Non credo che mentre scarica un pirata pensi ai doveri degli artisti di cui parla Godart.

  180. …secondo me tu ti sei stancato di campare con la musica. Prendi le cose come un dovere e questo certo nn ti aiuta. Smettila di lavorare, imbarbonisciti e vedrai che -ri-troverai gli stimoli e il rispetto per il tuo talento…comunque sei simpatico, mooolto contraddittorio ma simpatico!

  181. Dieghito, sbagli a pensare che io sia stanco di lavorare. Quando lavoro non penso certo ai soldi, forse è questo che non ti torna… A differenza di molta robaccia che si sente in giro, dove si capisce benissimo che è stata fatta pensando ai dollaroni (soprattutto gli arrangiamenti sono molto accondiscendenti, spesso). Ció che io chiedo è che quello dell’artista venga riconusciuto come un lavoro al pari di tutti gli altri (anche in questo senso gli artisti amano spesso definirsi artigiani, evocare le botteghe rinascimentali, o il significato greco della parola arte, arte-tecnica, cioè abilità, cioè mestiere: la tua idea di artista riguarda solo il periodo romantico, e poi forse nemmeno quello).

    L’imperativo morale di Godart, detto così, non lo condivido. Se io scrivo un pezzo, ogni esecuzione nelle sale da concerto avrà una certa riuscita anche grazie al mio lavoro: trovo quindi giusto che, se si paga un biglietto, io possa avere la mia parte, al pari degli interpreti. Per questo motivo nacquero i diritti d’autore: affinchè i compositori vedessero riconosciuto il loro lavoro.

    Anche Sabina, quando fa un film come Draquila, mentre lo fa, non pensa certo ai soldi, e dal risultato si capisce, infatti ne esce quella cosa che tutti gli artisti cercano: l’autenticità. A maggior ragione io sono contento, come suo fruitore, di corrisponderle una retribuzione. Nessuno mi obbliga, lo scelgo io.

    Non c’è nulla di contraddittorio in tutto ció. Grazie1000 per la simpatia, anche a te.

  182. @ paolo”la gente guadagna poco quindi puo’ prendersi le cose gratis se e’ valido non andrebbe applicato a tutto? Perche’ solo alla musica e ai film?”

    Perchè, dato lo sviluppo dei sistemi informatici, proibire lo scarico gratis sarebbe REPRESSIONE, PROIBIZIONISMO, INTROMISSIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE IN INTERNET e nella vita privata della gente.
    Perche’ la musica e i film in Italia sono pagati dagli sponsor
    Perchè c’è un sacco di gente che produce arte ma non riesce a viverci e quindi, GIUSTAMENTE, fa un altro lavoro.
    L’arte che deve sopravvivere è quella che va nel senso del mercato: per questo HO PAGATO per vedere draquila al cinema.
    Ti rigiro l’obiezione: perchè un operaio dev’essere cassaintegrato perchè il mercato “non tira piu” e questo però non deve valere per un musicista?
    Se l’arte produce lucro bene, stante il progresso che danneggia sempre qualche settore MA NON SI FERMA (nè viene criminalizzato, come qui si tende a fare) , se non è cosi, come tanti artisti fanno, si vive di altro.
    E’ un principio di equità che evita l’eccessivo uso di repressione di oggi, che se si facesse come dice Sabina, verrebbe esteso al p2p e al download.

  183. io in linea di massimasarei daccordo con te Sabina ma io dico: prima abbassiamo i prezzi dei biglietti per i cinema,concerti e spettacoli teatrali poi abbassiamo i prezzi per i dvd,cd e programmi vari e poi possiamo discutere con più onestà.
    Io mi comprerei tutti i dvd delle serie tv che amo,o i cd dei gruppi che ascolto..ma non posso.
    Indi, prima si abbassano i prezzi e poi si condanna chi scarica.. 🙂
    saluti

  184. @ maurizio genoni

    Mi chiedi:
    “Però vorrei capire perchè non dovremmo mettere sullo stesso piano due arti come la musica e la pittura, se puoi spegarmi meglio cosa intendevi dire, e cosa centra mettere queste due cose su piani differenti in relazione alla pirateria.”

    Io ho parlato di: “un quadro con un cd”.
    Proprio perchè se mettiamo sullo stesso piano le arti dunque, per esempio, la musica e la pittura non possiamo fare un paragone tra un quadro ed un cd. Un quadro è l’opera d’arte un cd è una riproduzione dell’opera d’arte, paragonerei un cd ad una littografia, ed un mp3 ad un’immagine qualsiasi di un quadro…… il resto va da se.

  185. Io ho visto il tuo film al cinema.Ho pagato. Mi è piaciuto. Ti do ragione i film vanno pagati così come gli artisti. Ma te li hai pagati quelli che hai intervistato per Draquila oppure li hai intervistati e “retribuiti” portando le loro testimonianze sugli schermi? Cioè giustamente e ripeto giustamente dei cache (per l’uso dell’immagine, delle loro storie ecc ecc) e delle royalties di Draquila andranno anche agli “artisti” di l’aquila?

  186. Ammazza quanta gente che scrive. (che strano, eppure gli argomenti sono sempre interessanti.) Va bene! Va bene così!.
    Io credo che sia giusto pagare, sia che l’opera rappresenta un capolavoro o viceversa… immane. Per il semplice motivo che dietro un prodotto, ci sono persone che ci lavorano,come accade ogni giorno nella quotidianità. c’è chi è bravissimo e mette tutto il suo impegno in un progetto sia che è commerciale con zero cultura
    o viceversa. Semplicemente perché è il suo lavoro e perché non finisci mai d’imparare da quello che si fà, se lo si fà con lo spirito di ricerca per migliorare o snellire il prodotto. Quindi è giusto pagare. Proposta severa: Diminuizione del prezzo (almeno della metà )di musica e film. Divieto di publicazione fuori dai circuiti proposti, per cinque anni. Aumento sostanzioso del prezzo di cd e dvd e inasprimento del mercato nero!?!?!?!!!’………….uhhaha ah ah..ah aha ahahaaaaeecqr ahqah me venuta la tosse dal ridere! achak! akha! ha ha ha aaaaha ha akha! Scusi signor vigile.. signor vigile scusi…c’è un signore di colore all’angolo che vende cd vuoti…Si ho sò!..Ma nun’vargno niente….sò na sola…no li compri…dia retta ammé….ancheperché..seppoi incontra er collega mio…chennovo… e jetrova qua robba…quello a porta ar comando..eddopo so cazzi!!

  187. @Musicista

    no so se ti riferivi a me dicendo:
    “Parliamo di cose concrete e verificabili. Supponiamo che tu, per esempio, ti scarichi gratis (cioè piratandolo) un film di Sabina. Te lo guardi e diciamo che lo apprezzi, ne trai godimento, cioè fruisci di un’opera d’arte. È evidente che questo tuo godimento non sarebbe mai stato possibile senza il lavoro di Sabina (lavoro creativo e inimitabile, come quello di qualsiasi artista). È altrettanto evidente che hai goduto di qualcosa senza pagare un bel niente, senza nulla corrispondere a chi ha reso possibile, tramite il proprio lavoro, quel tuo godimento.”

    c’è una pecca nel tuo ragionamento: la VERA opera d’arte comprende (deve comprendere) il “supporto” di fruzione al suo interno. Una commedia teatrale ha come supporto fisico il teatro (luogo fisico) ed attraverso tale supporto si compie (cioè veicola ed emoziona). Se vedo quella stessa commedia in TV non raggiungo minimamente il livello emotivo ed empatico che provo stando a teatro, proprio perchè il teatro è e deve essere parte integrante dell’opera.
    Allo stesso modo l’emozione che provo ascoltando dal vivo un cantante in un suo concerto non è certo paragonabile a quella che provo se ascolto il brano in mp3 sul mio pc. Per il cinema deve essere lo stesso: un vero cineasta crea un’opera cinematografica che solo nella proiezione cinematografica trova il suo compimento globale, se così non è vuol dire che c’è un difetto “artistico” alla base.
    Nel caso di Draquila, per esempio, pur riconoscendo le doti artistiche di Sabina, non posso dire che si tratti di un’ Opera d’Arte… è un documentario, un’inchiesta giornalistica fata molto bene, interessante etc… ma non è un’opera d’arte: non emoziona la forma espressiva, emoziona il contenuto che è reale e non creato.
    Il fatto che la fruzione di Draquila al cinema o in TV non faccia cambiare di molto il giudizio complessivo sull’opera, significa che il “Cinema” non è il suo contenitore (o supporto di fruizione) più naturale… Sarebbe forse stato più corretto un passaggio televisivo, un evento pseudo-teatrale, un libro con dvd, un dibattito pubblico etc…
    Oppure doveva trovare sponsor o inventarsi altre forme di remunerazione e regalarlo…

    Alla fine il concetto di fondo è questo:
    io sono libero di fare quello che posso e se oggi posso scaricarmi un film lo faccio finchè la cosa non diverrà fisicamente impossibile (se mai accadrà).
    L’artista, invece di piangere sui soldi persi grazie alla pirateria, si ingegni (se è davvero un artista) a creare un’opera d’arte che sfrutti il proprio supporto di fruizione in maniera artistica cosicchè io sarò “costretto” a comprare il prodotto pur di assaporarlo compiutamente. Sono sicuro che in parte l’industria cinematografica americana ha capito questo aspetto ed è per questo che sempre di più i film sono in 3D (il supporto di fruzione diventa essenziale).
    La pirateria potrebbe in alcuni casi essere vista come uno stimolo creativo per l’artista.

  188. @Marco

    io penso che tutte le attività che portano a forme di espressività creativa siano arte.

    Certamente se dobbiamo paragonare un quadro a un cd … dobbiamo prendere in esame la sensazione estetica che suscita il quadro e la sensazione uditiva che suscitano i brani eseguiti nel CD… al di la del supporto “tecnico” io considero arte l’abilità di suscitare sensazioni, tanto + intensa è la sensazione che è capace di darmi un’arte qualunque essa sia (pittorica, fotografica, musicale, danza, canto, poesia, ecc ecc) tanto + valore le attribuisco (perlomeno è il mio parere.

    Ma perdonami continuo a non trovare il nesso fra questo e la Pirateria.

  189. @Marco Spontini

    Non credo mi riferissi a te, ma al Marco (senza cognome). che aveva scritto appena sopra di me.

    Tu dici: “c’è una pecca nel tuo ragionamento: la VERA opera d’arte comprende (deve comprendere) il “supporto” di fruzione al suo interno.”.

    Questo punto di osservazione è ininfluente ai fini di ciò che vuoi dimostrare. Il punto di vista dirimente è un altro: stai godendo di qualcosa, qualsiasi cosa essa sia? Se sì, allora è lecito chiedere un compenso.

    I dati non sono tangibili, cioè non si toccano, ma sono qualcosa di concreto. Possono modificare la realtà Nella fattispecie il tuo stereo sarà pilotato a produrre qualcosa di cui altrimenti non potresti godere. Certo non si deve pagare il costo del supporto, ed infatti su iTunes, costano molto meno.

    —————————————-

    Poi, se qualcuno scarica qualcosa, nessuno si scandalizza, tutti lo abbiamo fatto. Ma far girare emule tutta la notte, che mentre scarichi un film, ne distribuisci altri 10, non va bene. Meno ancora vantarsene (non è il tuo caso) o fare i paladini della giustizia o addirittura gli anarchici.

  190. Genoni, non mi devi nulla, magari quando scriverai le tue memorie di anarchico intitolate “Una vita vissuta nel pericolo”, citami con uno sberleffo.

  191. @Musicista

    No Non vorrei mai che a causa del mancato introito della tua esibizione artistica letterraria sfoggiata sul blog venissero meno le tue future composizioni, il mondo dell’arte ne subirebbe un danno troppo grave,
    alcune dei tuoi scioglilingua sono davvero da Antologia dell’italiano “I dati non sono tangibili, cioè non si toccano, ma sono qualcosa di concreto.”
    ma che mente geniale potrebbe mai scrivere “tangibili” e poi affermare “cioè non si toccano” e poi riaffermare “sono qualcosa di concreto” .. potevi anche riaffermare che sono Impalabili, solide, volattili, ecc.. ecc. facendo a zig zag fra il dizionario dei sinonimi e quello dei contrari ma mantenedo la stessa coerenza che ahi in tutte le affermazione che hai precedentemente effettuato in tutti i tuoi post 🙂

    mi sa che se lo legge Sabrina te la chiede in prestito la battuta “I dati non sono tangibili, cioè non si toccano, ma sono qualcosa di concreto.”
    sa molto della classica frase che pronuncerebbe il mitico SILVIO

    Vai così che sei forte Musicista… un genio

    mi inchino (senza piegare la schiena che se no poi temo per il deretano)

    S.Y.L.

    Maurizio

  192. Bravo Genoni, complimenti anche in logica.

    A dire il vero, non mi stupisce che tu non capisca un concetto alla portata di tutti: che i dati, pur non essendo tangibili, sono qualcosa di “concreto”, nel senso che sono qualcosa di reale e capace di influire sulla realtà.

    Bello anche il tuo lapsus “Impalabili” invece che “impalpabili”. Detto a proposito dei dati, cioè di ciò che il piratone scarica. Questo tradisce l’agressività di fondo (invidia) che ti spinge ad agire.

  193. @musicista

    mi sto pisciando sotto dal ridere.. basta perfavore.. sei meglio di un cinepanettone di natale.. pietà!!!

    una domanda devo portela.. non è che sei parente del Santo di Arcore? San Silvio l’unto dal signore? hahahaha

  194. Ivano, tu (come altri) non hai minimamente idea, vedo, di quanto Sabina abbia VERSATO,SPESO e RICEVUTO a L’Aquila …in mille ‘termini’.. tutto compreso! moolto più nobili e COSTRUTTIVI degli sproloqui di chi si crede nel giusto sostenendo la ‘pirateria’..
    Ivano, domande che neanche ti saresti posto se avessi seguito tutte le tracce(ma anche la metà sarebbero bastate), che dal 6 aprile/maggio09 in poi, Sabina ha disseminato.. prima sul blog..per non parlare di quelle di cui non ha fatto cenno e non solo per modestia: perchè le veniva naturale..!!!
    se tu come gli altri le seguiste quelle tracce, conosceste l’artista della vita, non solo di cinema e teatro (pensatela pure come una sviolinata da parte mia. non so se vi converrebbe..forse per pigrizia o disinteresse, sì)

    senza astio..ma un pochino brucia 😉

    p.s.: chi puo’ faccia girare il link
    “Il traffico dei cuccioli si deve fermare”

    http://www.lav.it/index.php?id=1491&mm=11

  195. voglio essere breve e circonciso 🙂
    io sono un quarantenne disoccupato che si diletta a scrivere suonare etcetc
    e sono iscritto alla siae .
    ogni semestre la suddetta azienda mi manda il bollettino dei pagamenti 
    e ho sempre la brutta senzazione che mi prendano in giro :
    avere 37 euro dare 37 euro ,totale 0 euro !!!
    e questo ogni santo semestre…vi pare serio ?ora per quanto riguarda la pirateria dico solo due cose (o forse tre)
    se i cd costassero 10 euro li comprerei
    se il biglietto del cinema costasse 4-5 euro andrei piu spesso al cinema invece di guardare film in streaming o scaricare a manetta.
    se alla siae fossero piu onesti e pagassero tutti TUTTI gli autori invece della solita sezione DOR o i jingle che passano in rai ,sarei daccordo con te sabina.
    ok ,autori ,musicisti etcetc lavorano esattamente come gli altri ,ma non e’ che forse la colpa ce l’hanno le case discografiche o di produzione e via dicendo tutti i vari intermediari ?
    a questi prezzi io scarico da internet e ne vado fiero .

    p.s. : e non dimentichiamoci che e’ grazie anche allo sharing che oggi molte comunita’ internaute sono cresciute e sono riuscite a raggiungere un sacco di gente facendo seria informazione su molti argomenti che altrimenti non avremmo avuto occasione di conoscere.

  196. @auryn

    io concordo che Sabina (come molti altri) abbia investito nel suo progetto… ma se leggi i miei post precedenti in cui parlo del “rischio d’impresa” forse riesco a spiegarti il mio punto di vista.
    però ragazzi se scriviamo e riscriviamo sempre le stesse cose è dispersivo.. i post leggeteli… perfavore.
    Se invece scriviamo delle novità articolando il blog su punti diversi, anche magari riprendendo dei punti precedenti per svilupparli forse sarebbe + interessante.

    🙂 ciao

  197. auryn, condivido anche le virgole.

    ———————————-

    @Sabina, un po’ più su, Monica ha scritto:

    “Gentile Sabina,
    colpelvomente, solo ieri sera ho visto Draquila e sono rimasta sconvolta.
    Le volevo fare i complimenti perchè si tratta di un vero e proprio documentario che niente a a che vedere con l’antiberlusconismo che molti millantano.
    Rabbia, commozione, incredulità è quello che mi ha suscitato questo film ; non è vero come dice Rossella che alla ifne del film mi beavo dell’ennesima sferzata a Berlusconi, no, mi sono vergognata profondamente profondamente..
    Mi sono chiesta ancora una volta come si può ? come?
    Siamo andando alla deriva e il problema è che la maggior parte delle persone ignora .
    Grazie per il Bellissimo film , documentario ma anche drammaticamente emozionante.
    Monica”

    Sabina, questo vale più di tutto. Più di tutti gli insulti, più o meno velati. Vale più di chi non capisce una beata mazza di cosa sia l’arte e di cosa ci voglia, quali sacrifici e quali abilità per farla. So come ti puoi sentire. Nel mio piccolo, so di che si parla.
    Davvero non ti meritavi molti dei post che ho letto. Accontentati della tua autenticità e di chi, come Monica, la riconosce. Non è poco.

    Con tutta la stima che posso, per l’artista e per la persona, un bacio
    Davide

  198. @ maurizio genoni

    Hai ragione, Musicista è proprio divertente, raggiunge vette inimmaginabili per i comuni mortali, prima ho scritto (seriamente) che mi è piaciuto un suo post, chiaramente intendevo preso singolarmente, ho visto che non ha tardato a tornare in se. Tu certo gli fai da spalla, ma che risate…..Tra l’altro attento hai scritto un SabRina……

    @ Musicista

    Marco Spontini non sono io e tu invece ti riferivi a me (e tanti altri), ma sottoscrivo la sua risposta integralmente, chiarisce anche a Genoni parte di quello che non riesce a capire di quello che ho già scritto.

  199. @musicista scusami tanto ma invece di prendertela con chi scarica perche’ non parli di tutte le porcherie che fa la siae ,di tutti i guadagni “illeciti” delle case discografiche che mettono sul mercato musica schifosa a 40 euro al pezzo (manco fosse eroina).
    scusa se non ho letto tutti i tuoi post e gli altri (sono piu di 200)
    pero’ chi ti parla e’ un musicista (almeno credo :)) che in teoria ci vorrebbe campare con le cose che fa.
    ma fin quando associazioni a delinquere come la siae o major di turno si comporteranno come veri e propri mafiosi , io continuero’ a scaricare e non mi sognero’ mai di crocifiggere qualcuno se ruba anche le mie di opere. ci vanno di mezzo gli artisti e questo e’ un delitto daccordo ,ma se noi che scarichiamo siamo gl

  200. @musicista scusami tanto ma invece di prendertela con chi scarica perche’ non parli di tutte le porcherie che fa la siae ,di tutti i guadagni “illeciti” delle case discografiche che mettono sul mercato musica schifosa a 40 euro al pezzo (manco fosse eroina).
    scusa se non ho letto tutti i tuoi post e gli altri (sono piu di 200)
    pero’ chi ti parla e’ un musicista (almeno credo :)) che in teoria ci vorrebbe campare con le cose che fa.
    ma fin quando associazioni a delinquere come la siae o major di turno si comporteranno come veri e propri mafiosi , io continuero’ a scaricare e non mi sognero’ mai di crocifiggere qualcuno che ruba persino le mie di opere. ci vanno di mezzo gli artisti e questo e’ un delitto daccordo ,ma se noi che scarichiamo siamo gli esecutori materiali ,i mandanti sono le case discografiche ,siae etcetc .non so se questo ragionamento fa di me un pessimo paladino della giustizia in odore di anarchia,ma tant’e’…

  201. Marco, ma anche tu mi fai cadere le braccia, abbi pazienza.

    Tu hai scritto: “se non si paga il biglietto del cinema si commette sicuramente un reato, che non son sicuro sia il furto, ma ammesso e non concesso di diventare ladri, in questo caso, per riuscire a diventare ladri tramite internet, questo dovrebbe riuscire a digitalizzare il nostro corpo e trasportarci fisicamente nella poltrona libera del cinema, penso che ancora passerà del tempo. ”

    Ed io ti ho risposto: “Parliamo di cose concrete e verificabili. Supponiamo che tu, per esempio, ti scarichi gratis (cioè piratandolo) un film di Sabina. Te lo guardi e diciamo che lo apprezzi, ne trai godimento, cioè fruisci di un’opera d’arte. È evidente che questo tuo godimento non sarebbe mai stato possibile senza il lavoro di Sabina (lavoro creativo e inimitabile, come quello di qualsiasi artista). È altrettanto evidente che hai goduto di qualcosa senza pagare un bel niente, senza nulla corrispondere a chi ha reso possibile, tramite il proprio lavoro, quel tuo godimento”.

    Lasciate stare se le poltrone dei cinema o i quadri si possono toccare, mentre i film e la musica digitali no, non siamo mica tutti scemi, eccheccavolo. La fruizione evidentemente avviene anche in assenza di qualcosa che possiate toccare o saltarci sopra col sedere. E per quella fruizione pagate, cazzo, pagate o almeno tacete, fatelo di nascosto. O se è troppo per voi pagare per qualcosa che non potete annusare e palpare, almeno non venite a dire a me che faccio ridere.

    E anche in questo caso non ho detto nulla di diverso dal post che ti era piaciuto tanto.

  202. @Milingo

    Hai, non ragione sulla siae, DI PIU’. Per il resto, io non criminalizzo assolutamente nessuno. Se uno vuole scaricare che faccia. Io lo faccio solo raramente e questo non mi sembra una colpa (l’ho detto 4 o 5 volte, minkia). Non mi piace emule, dove scarichi e nel mentre distribuisci a valanga. In questo caso, se tutti lo facessero, il lavoro va veramente a puttane. Ma è così difficile ammetterlo?

  203. be,visto che nessuno mi caga neanche di striscio ,lascio perdere gli epigoni e mi rivolgo direttamente a te sabina.
    sabina per favore riprenditi, non so se il tuo post e’ stato scritto piu per provocare una giusta discussione o solo per dire la tua, in ogni caso e’ un discorso molto pericoloso.
    intanto non capire che la pirateria e’ una conseguenza e non una causa non e’ degno della tua intelligenza.
    ogni volta che si tira in ballo la pirateria si finisce per parlare di presunte regolamentazioni di internet.
    attenzione per carita’ sai bene a chi tutto questo fa comodo.
    internet deve rimanere per come e’ ,cioe’ assolutamente libero ,anarchico ,persino peggio dico,caotico,pieno di immondizia ma anche trabboccante di verita’.
    avrei preferito che tu facessi un discorso basato sulla estrema ingiusta e mafiosa condotta di aziende come la siae, o come le grandi major (loro si che stanno affossando noi artisti).
    e ti assicuro che tra noi due quello che si dovrebbe lamemtare della pirateria non sei di certo tu. preferisco mille volte che qualcuno scarichi illegalmente le mie opere che costringere internet a darsi na regolata (anche solo per lo sharing).
    far passare la gente che scarica per degli irresponsabili e’ penosamente snob da parte tua, quasi tutte le persone che conosco non possono permettersi di comprare piu di un cd al mese o un paio di serate al cinema ogni morte di papa.
    tu ci mandi (metaforicamente) al patibolo e poi ci dici che facciamo le vittime,che insomma ci atteggiamo a pirati a dei marmocchi che devono far vedere alla mammina quaaanto sono stati cattivi…scusa sabi’ io sono un tuo ammiratore 
    ma stavolta hai detto na stronzata (anche pericolosetta a giudicare la reazione di tutta una serie di affezzionati epigoni)

    p.s. ti ricordo anche che c’e’ stata gente che si e’ fatta mesi e mesi di galera per avere masterizzato un cd, quindi torno a chiederti, perche’ sto post? spero che almeno leggerai il mio tra gli altri 258

  204. …e io che mi sono pure messo a discutere seriamente con voi. Adesso capisco perchè vi faccio ridere.

    @milingo
    Figurati, milingo, è stato un piacere (mesi e mesi di gaglioffa? ahi ahi ahi…. uhhh che male!). Stammi bene e tieniti lontano dai guai, mi raccomando.

  205. @musicista sarcasmo non recepito perche’ assolutamente fuori luogo,
    se non credi a me chiedi a sabina,vedrai cosa ti risponde.
    non ho parlato di quel ragazzo arrestato per fare il figo,
    ma per far capire quanto questo post di sabina sia inutilmente provocatorio nel merito della sua opinione tranne che certamente utile per aprire una sempre giusta discussione.

  206. ma che sarcasmo, scherzi?

    il post di sabina non è provocatorio. Lo vedi così perchè parti dal presupposto che la tua opinione in merito sia una specie di religione. Date per scontato che sia una specie di risarcimento. Col però che in quel modo danneggiate anche altri lavoratori. soprattutto, te lo dico sottovoce, vi da fastidio sentirvi in colpa: non ve lo si può proprio dire che sbagliate e che danneggiate chi lavora, come sabina, per esempio. Ma nessuno vuole far leva sul senso di colpa, è solo una spiacevole conseguenza. Ristammi bene. Ora torno al programma dei suoni, ciao

  207. mi sa che il religioso qui sei tu e prendi tutto quello che dice sabina per oro colato . e poi perche’ parli al plurale?
    sai anche io lavoro come sabina(non e’ mica l’unica al mondo),e non ho mai creduto che la mia opinione 
    fosse immutabile ,pero’ preferisco essere derubato delle mie opere che essere derubato della mia liberta’.
    io non mi nascondo dietro ad un dito ,io scarico,io rubo,ma chi e’ il vero ladro qui?
    io che scrico il filmetto o le major che vendono i loro prodotti a prezzi esagerati ed inarrivabili per la maggiorparte delle persone?o gente che prende un pacco di soldi per uno stronzo jingle che passa in rai mentre gente che suona dal vivo da anni fa la fame e si mangia i bordero’ compilati della siae ?l’unico qui a non volere cambiare opinione sei tu (e qualche altro epigone).
    cavolo prendersela con i ladri di polli invece di prendersela con chi affama la gente (metaforicamente parlando)
    hai detto bene e’ proprio un rimborso visto che un cazzo di cd costa 40 euro e un cristo di cinema 15 euro ,poi uno si butta sulle pere… ma di che opinioni parli poi ,questi son fatti altro che opinioni. costringiamo le major ad abbassare i prezzi ,lottiamo noi artisti per farci trattare dalla siae in maniera equa, questo dovremmo fare no combattere il ragazzino che scrica da internet. 

  208. Gira e rigira, siamo arrivati al dunque. Per chi scarica è un risarcimento. Nei confronti di un mondo ingiusto, dove tutta la ricchezza sta nelle mani del 10% della popolazione, e questo è un fatto. Un risarcimento preso dove si può… Da chi si può.

    Non ho altro da dire. Non saprei cosa altro dire.

  209. A proposito di quei capolavori artistici dei cinepanettoni. Non ho mai scaricato un cinepanettone e mai sono andato a vederlo al cinema. Come mai a Natale le battute di Christian De Sica incassano un sacco di soldini? E sono sicuro che si tratta delle “opere” più piratate. Mi dispiace se la mia assenza come spettatore abbia nociuto all’incasso degli autori artistici delle battute di De Sica. “Ma va a mori’ ammazzato” “Famme ‘na pom.pa” “E ‘sti caz.zi!” “A te e tu’ sorella!” Poi quella geniale, una vera chicca artistica poetica: “Buzzicozza!”. E questa sì che merita tutti i 10 euro di uno spettatore di bocca buona. Ma siccome io sono un poco esigentino, a Natale, se andrò per la prima volta nella mia vita al cinema a vedere il cinepanettone di De Laurentis con la Belen, dopo avere sborasto le 12 euro, dopo aver visto il film, per far tornare di conto, all’uscita dal cinema pretendo che mi aspetti Belen con l’auto prestatagli dal figlio di De Laurentis (con il quale Belen già avrà copulato) e mi paghi anche la cena, prima e dopo.

  210. @Fabio
    concordo e aggiungo “PRRRRR” ovvero al pernacchiona che nei cinepanettoni viene sempre fatta come sberleffo un classico copiato dai film di toto e peppino che in quanto a contenuti risprtto al cinepanettone ne avevano da vendere.

    @Musicista
    sempre intento a appiccicare etichette a tutti vedo, quasi che se tutti fosse obbligati a comèerare il tuo demo te diventi ricco… ma a me il cd della tua fanfara di paese non mi interessa , non te lo compero, rimani senza soldi lo stesso, 🙂

    @Milingo
    lascia perdere il collerico Musicista, lui ha la sua arte da far fruttare, comunque io ti leggo milingo magari non ho letto il 100 di tutti i post ma il 90% si 🙂 a volte non scrivo a tutti per non riempire il blog di ripetuti discorsi.

    @Marco
    Grazie per la correzione … a volte non rileggo ciò che scrivo e la tastiera mi tradisce …

    @Sabina
    perdonami se ho scritto Sabrina, se succede la “S” me la mangio 🙂
    ti voglio bene

    Grazie a tutti per l’attenzione
    Maurizio

  211. @maurizio oh ok ,grazie. pero’ non mi sento di lasciare stare nessuno ,sono un ragazzo molto generoso 🙂

    @ musicista ma no che dici viviamo nel migliore dei mondi possibili dove siamo tutti ricchi e soprattutto andiamo al cinema tutti i giorni e compriamo cd che non sappiamo piu dove mettere…scarichiamo perche’ siamo viziosi e ladri dentro,nell’animo…mbah!
    svegliaaaa in italia non si vendono dischi da decenni ormai e gli unici che continuano a guadagnare stranamente sono i menager e le loro aziende ,mentre il 99% degli artisti/autori fa la fame, e non per colpa di chi scarica ma perche sono sfruttati come schiavi(guarda un po anche gli scrittori ,e tranne qualche sparuto ebook di certo non si scaricano libri da emule). 
    qui nessuno fa la vittima come invece lasci intendere tu (forse perche’ sei tu che piagni ), io sostengo il contrario ,
    bisogna lottare contro questo sistema di cose, ed io lo faccio con i mezzi che ho (e non parlo chiaramente solo di scaricare film o musica che sono alla fin fine mezzucci).
    io mi sono dovuto iscrivere per forza alla siae se no la colonna sonora che mi era stata commissionata non poteva essere usata, e di questo mi pentiro’ finche’ campo…guarda ti auguro di provare quello che ho provato io ricevendo per anni i bollettini siae che erano delle vere e proprie pernacchie rivolte al sottoscritto. a me per un film che ha girato i migliori festival d’europa c’e’ sempre stato un bello zero come estratto ,informati invece su quei mafiosi della sezione DOR ,su gente come michele guardi’ che su quella sigla di merda sulla rai si fa le ville,altro che pirati ,MAGNACCIONI ecco che sono.informati sui concerti fantasma nelle chiese e di quanto prendono alcuni presunti compositori per un concerto eseguito senza spettatori e  soltanto davanti ad un incredulo prete ,informati altro che 
    emule altro che torrents altro che streaming.
    basta che se no la rabbia…

  212. premesso che allo scarico di film dalla rete preferisco di gran lunga noleggiarli, e premesso che talvolta alcune canzoni le scarico da emule…. ma si tratta pur sempre di roba ben ben “passata”, credo che il problema non sia tanto quanto la pirateria faccia male all’economia dello spettacolo, quanto piuttosto come mai si creano le condizioni perchè la fruibilità di tutto quello che può essere arte debba incappare nel fenomeno della pirateria. E’ vero altri beni di consumo per un motivo o per l’altro non sono così piratabili come il campo artistico, vuoi perchè non si appoggiano per la loro distribuzione sulla tecnologia informatica, vuoi perchè è troppo necessaria l’intermediazione diretta dell’usufruttuario e quindi…. Ritengo però ci sia un altro elemento fin qui trascurato: ovvero che l’arte (intesa come musica, film,spettacolo) è qualcosa di intimamente sentito come proprio come qualcosa che ci appartiene, se non al corpo all’anima, quindi la naturalezza di rivendicarne il possesso viene più spontanea. Altra cosa è poi analizzare la struttura economica che sta alle spalle della distribuzione musicale ed artistica in genere, credo che bisgnerebbe abolire la SIAE, mandare a casa tanti bei papaveri e boiardi di stato che campano sbracatamente appoendo un timbro o una firma. E non diciamo che tanti di questi enti inutili e di personaggi altrettanto inutili servano a qualcosa; sono loro a miio giudizio la causa dei costi troppo elevati di un cd. se non ci fossero questi signori, se non ci fosse questa modalità di gestione di questa attività umana che appartiene all’umanità. forse ci sarebbe meno pirateria.

    p.s. Sabina…hai fatto caso che la Marcegallia parla esattamente come te quando imiti Dalema ? Ma proprio uguale !!

  213. Milingo, ma perchè prendi sempre quello che dico come se lo dicessi in senso ironico? Parlavo seriamente. Sulla Siae ti ho già dato ragione prima.

  214. @musicista

    tu dici:
    “Questo punto di osservazione è ininfluente ai fini di ciò che vuoi dimostrare. Il punto di vista dirimente è un altro: stai godendo di qualcosa, qualsiasi cosa essa sia? Se sì, allora è lecito chiedere un compenso.”

    Di base è un ragionamento sbagliato: godo di mille cose che non pago nella mia vita (da un tramonto ad una serata con amici a, visto che sei musicista e anch’io, suonare un brano).
    Tornando a film/musica etc…: anche quando guardo un film, una partita o un concerto in TV godo di qualcosa ma senza pagare nulla. Questo perchè l’emittente viene remunerata dalla pubblicità che è uno scotto che sono disposto a pagare pur di vedere gratis il film o la partita. Il modello in questo caso è corretto, io non vedo la partita allo stadio o il film al cinema ma in TV dove l’effetto emotivo è molto molto minore, non mi rimane in mano nulla di concreto ne ho assistito ad un evento unico ed irripetibile… è proprio il caso in cui secondo me non ha senso “chiedere soldi”.

    E poi mettiamoci in testa un fatto che taglia la testa al toro: scaricare film o musica è “tecnicamente” possibile ed è praticamente impossibile da vietare… se anche vietassero tutti p2p etc… io potrei sempre mettere in piedi un sistema via mail di scambio dati e l’unico modo di capire cosa scambio sarebbe leggere le mie mail cosa che viola la privacy etc… internet è stata fatta per scambiare dati… non glielo si può impedire. Troverei quindi più costruttivo e intelligente cercare modalità di sfruttamente economico delle proprie opere che tengango conto di quest’aspetto e che anzi lo sfruttino (l’anno scorso sono andata al concerto di un gruppo che non avrei mai conosciuto in vita mia se non llo avessi scarivato per sbaglio… quel gruppo ha guadagnato grazie alla pirateria… l’mp3 piratato è stata la miglior pubblicità potessero farsi).

  215. Ciao Sabina, il punto non è che scaricare gratis non sia o non debba essere un reato; il punto è se sia giusto o no che alcune persone possano vivere di rendita solo perché abbiano scritto una canzoncina, perché cantino o perché siano attori famosi e non abbiano più bisogna di lavorare; ricordo quando ero adolescente che comprare un disco era una spesa importante, pensa che per decidermi se era il caso o no di comprare “Ancora tu” di Lucio Battisti ascoltai il disco in negozio e, prima di comprarlo, mi chiesi se ne valesse la pena: era una spesa superflua, ma conservo ancora oggi quel vinile.Ricordo che negli anni ottanta non c’era una sola band rock che venisse a suonare in Italia, ricordo che c’erano pochissimi concerti di famosi rockers, invece ora ci sono concerti di chiunque: ovvio vendono meno dischi; non mi fraintendere scarico musica e films, ma compro i libri ed ho una fornita biblioteca personale, ma vado anche spesso al cinema e magari il film che scarico è proprio quello che ho già visto in sala. Tornando a quello che voglio dire: ti sembra giusto che io debba lavorare dalle otto alle diciotto ore al giorno per una busta paga che possa oscillare dai duemila ai milleduecento euro al mese e alcuni possano vivere tranquillamente solo perché autori di un motivetto di successo?Ho visto i tuoi films e le tue trasmissioni di satira e ti ammiro molto per per quello che dici e per le informazioni che dai e in “Draquila” sei stata molto pungente: dovrebbero vederlo tutti in modo particolare quelli che votano a destra. Maurizio.

  216. @Marco
    <>

    Questo e’ il punto fondamentale. Impedire l’utilizzo di sistemi come emule o torrent e’ difficile. I provider possono tener traccia di tutte le connessioni fatte; e’ anche vero che esistono meccanismi per aggirare questi controlli, proxy server, ecc, ma poi le cose diventano complicate anche per gli utenti.
    Ma anche se fosse possibile limitare la pirateria in internet i cd si copierebbero in ogni caso. Anche se per assurdo domani sparisse internet chi ha un cd potrebbe continuare a ripparlo in mp3 e i file cosi’ ottenuti potrebbero essere scambiati manualmente, da amico ad amico… e non si dice che in non piu’ di 6 passi si arriva a chiunque? 🙂
    Si creerebbero club di “scambisti” (in senso buono :-), i cui membri potrebbero incontrarsi periodicamente e scambiarsi (o meglio, copiarsi) piu’ o meno legalmente mp3 a piacere. Questo con le audiocassette non si poteva fare perche’ la riproduzione danneggiava la qualita’, ma con il digitale si puo’ copiare all’infinito. Alla fine avremmo tutti anche piu’ musica pirata di oggi anche senza internet.
    Da questo punto di vista, non ci sono santi: bisogna che chi produce media trovi nuove forme di distribuzione.

  217. Maurizio scrive:
    “Ricordo che negli anni ottanta non c’era una sola band rock che venisse a suonare in Italia, ricordo che c’erano pochissimi concerti di famosi rockers”

    Beh, non e’ che non venissero perche’ non avevano bisogno di soldi. Non venivano per due ragioni: la cultura musicale in Italia non era granche’ e soprattutto, negli anni 70, il clima in Italia era da incubo. Un gruppo straniero non veniva certo qui per farsi processare come capito’ a tanti artisti italiani… Poi negli anni 80 le cose sono migliorate, ma il marchio d’infamia per un po’ e’ rimasto.

  218. Il tema è scottante e ogni contributo sembra aggiungere qualcosa alla questione.
    Vorrei aggiungere alcune altre riflessioni:
    1) Tutti possono trovare dei validi motivi per scaricare gratis (per prova, perchè i CD costano tanto solo di tasse allo stato, perchè ogni volta che si compra un CD vergine o una qualsiasi memoria si paga anche la SIAE per quello che copierai, perchè molte cose sono comunque porcate, perchè tanto la qualità complesiva è sempre inferiore all’originale e quindi in realtà non si ruba un prodotto ma se ne prende una brutta copia) ma la questione di fondo è che purtroppo non sarebbe legale.
    2) Legame labile tra legalità e onestà: tutti in fondo ammettiamo l’illegalità se è per fini che noi giudichiamo buoni, quindi onesti.
    3) Mi ricordo che una volta esisteva il noleggio dei CD musicali? L’hanno abolito su pressioni SIAE con incredibile miopia perchè ci si faceva le copie in cassetta, (parecchi hanno chiuso la loro attività di noleggiatori), non si rendevano conto che almeno un po’ guadagnavano e che permettevano a molti di avere nuove conoscenze musicali. Perchè non ripristinarlo?
    4) La qualità dei supporti come il vinile è innegabile, perchè non ritornare all’analogico? Le copie digitali da vinile danno un’idea della musica ma sono orrende.
    5) Se un CD originale costasse 5 euri chi non lo comprerebbe? Durata illimitata, ottima qualità.
    6) Comprare on line un mp3 è assurdo, è musica compressa e non ha supporto solido, non avrà mai vero successo.
    7) Il mettere una versione gratuita on-line un pò incopleta rispetto all’edizione in vendita la trovo un idea perfetta.
    8) Credo che dietro a tutto ci sia una intenzionalità che va aldilà di tasse, artisti e pubblico: internet e il P2P saranno la nuova piattaforma per il controllo di massa. (Questa l’ho sparata grossa) In fondo cosa ci vorrebbe a creare un formato elettronico che non può essere copiato: esiste già il superaudio Cd non è copiabile perchè esistono solo i lettori di tale supporto non i masterizzatori e i supporti e infatti non è mai stato ad oggi cpiato un solo superaudio CD.
    9) Le biblioteche pubbliche, istituzioni sacrosante, garantiscono la fruizione della cultura gratuitamente ai cittadini, pian piano mettono sempre più a disposizione CD e DVD, perchè non ampliarle ulteriormente! Permettono persino alle persone di incontrarsi, anche se di sfuggita, e in ogni caso i prodotti che mettono a disposizione sono acquistati legalmente.

  219. Sabina se ci sei batti un colpo.

    Secondo il mio modestissimo parere il dibattito ha espresso tutte o quasi tutte le argomentazioni in proposito, che soprattutto a favore del download gratuito non sono poche.

    Credo che vecchia concezione di pagamento di un’opera e la nuova prospettiva offerta dal digitale saranno sempre sempre in una guerra che porterà il sistema attuale, volente o nolente, a saltare. Questa la ritengo una grandissima rivoluzione culturale, di cui ci ringrazieranno le prossime generazioni (o meglio ci dovrebbero ringraziare). La cultura intesa come risorsa aperta e non blindata sarà l’unica ricchezza che il futuro riserverà a un mondo sempre più corrotto. Qualcuno pensa che moriranno gli artisti, lo so bene, ma si sbaglia di grosso. Morirà solo buona parte del marketing che ha dominato la diffusione delle opere. Gli artisti che capiranno davvero che le regole sono cambiate sapranno sempre guadagnare dal loro lavoro, agli altri lasciamo le invettive verso chi li onora del suo download.

  220. Ciao a tutti. Il discorso è in effetti molto complicato.

    Una cosa che ci tengo a far notare è che nel nostro paese, più che una politica di repressione, c’è un vuoto normativo per quanto guarda il download LEGALE. Negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Australia, ecc, per esempio, su iTunes si possono scaricare film e serie tv, mentre in Italia no. Questo perché negli ultimi dieci anni di boom informatico, ci si è concentrati solo sulle tv. Ancora una volta, qual è il bastone negli ingranaggi del progresso?? Già, lui..! Non è accanimento, è che non c’è niente da fare.
    Ad ogni modo, l’italiano non può agire nella legalità, come Sabina, io stesso e molti di noi vorremmo, acquistando a 99 cent l’ultimo episodio di Lost in contemporanea con la programmazione tv o un film in concomitanza dell’uscita del dvd. Ecco che allora andrò a scaricarlo da un sito di torrent o a guardarlo in streaming.

    Altro discorso per la musica. E qui parlo da musicista. I canali mainstream ostacolano i piccoli artisti. Su Youtube, ad esempio, solo i big hanno un tasto di download diretto: ascolti, ti piace, clicchi, compri via iTunes. E proprio sul neonato social network di iTunes, Bing, la storia si ripete: si trova il profilo di Ligabue, ma la band di provincia, che pure paga un abbonamento per poter vendere attraverso iTunes, non può crearsi uno spazio. E ancora, su Myspace da un anno sta scritto che stanno “lavorando a un metodo per rendere possibile l’acquisto di musica”, ma ancora non si sa nulla e inoltre, da alcuni mesi, non è più possibile nemmeno far scaricare, come incentivo promozionale, i propri brani gratuitamente. In più, c’è la SIAE (una cricca a tutti gli effetti) che vampirizza gli artisti, distorce il mercato e dalla quale, sono certo non vedrò mai fruttare nulla (le entrate non copriranno nemmeno i costi di iscrizione). Grane da musicista a parte, anche qui, se l’utente non trova, che so, gli Ufomammut (da Torino), cosa farà? Li scaricherà con un torrent in 5 minuti.
    Ed è un peccato, perché ogni click da torrent potrebbe aiutare la discografia D’AUTORE a rinascere. E lì la colpa è tutta delle case discografiche e vale in tutto il mondo.

    Insomma, è vero, è un massacro. Non so a chi vada peggio, film o musica, ma tra i due, in linea teorica, il problema dei film è il più facile da risolvere.
    (e inoltre il digital divide, allo stato delle cose, nelle zone sprovviste di banda larga, favorisce i canali di acquisto tradizionali -e legali- dei film, mentre il musicista indipendente, da quella zona è semplicemente tagliato fuori. Ossia, se vivo in un piccolo comune senza banda larga, il dvd di Sabina -o di Lost- lo comprerò, magari, al supermercato, mentre il cd dei Blastema non lo troverò mai).

    Chiudo con un’ultima riflessione, ossia che il download pirata, pur privando l’artista di un guadagno diretto, ha un enorme ritorno in visibilità. 500.000 pirati sono comunque un pubblico che si raggiunge e che potrà venire al nostro prossimo concerto/spettacolo o che può decidere, correttamente, di acquistare un disco o un dvd una volta ascoltato/visto. E’ una magra consolazione, ma aiuta a buttare giù il boccone.

    Un saluto a tutti. E, Sabina, sei grande!
    GRAZIE!!!

    Riccardo

  221. @Davide

    Concordo con ciò che hai detto, i vari punti da te esplicati sono un percorso logico coerente.
    Costi + bassi fanno a loro volta aumentare la fascia di persone disponibile a accedere in modo “tradizionale” (mediante acquisto) ai vari prodotti.
    Non sarebbe la soluzione definitiva al problema pirateria ma ne ridurrebbe molto gli effetti.
    Purtroppo in un sistema complesso sono molte le variabili che intervengono, perciò apposrtare un’unica soluzione non basta a eliminare il problema.
    Credo sia un problema invece inventare un formato audio non copiabile, anche perchè nel momento in cui tu produci audio puoi registrarlo, ma queste sono disquisizioni tecniche.
    Io penso che il nocciolo del problema nasce intorno al giusto percepimento economico che l’artista deve ricevere dalla sua creazione… che aimè è difficile da stabile, perchè chi può dire quanto valore ha un artista? se prendiamo come parametri la sensazione che suscita l’opera d’arte come si fa a misurarla? E se cio’ che produce non piace?
    Le altre professioni sono + semplici da commisurare perchè si ha un oggetto valutabile in base all’utilità.
    Io mi sono espresso in molti post precedenti a favore della Pirateria semplicemente perchè la considero il sintomo di un malessere sociale e non una causa, credo che come per tutte le cose non si riuscirà mai a eliminare del tutto la pirateria, come non si riuscirà mai a eliminare del tutto la fame nel mondo, come non si riuscirà mai a risolvere completamente il problema della disoccupazione, … anche se si puo’ idealizzare una società in cui queste cose sono possibili e anche se è giusto tentare di raggiungere questi ideali. (l’ho già detto anche questo precedentemente, ma mi sembra giusto ripetere per copletezza nel dialogo).
    Le bibblioteche pubbliche dovrebbero garantire l’accesso gratuito, ma le realtà purtroppo non coincidono con la logica.. e una grossa parte del problema è proprio questo. Anche perchè se le biblioteche non funzionano bene chi si lamenta? chi non ha i mezzi per accedere alla cultura in modo diverso (oneroso)si lamenta ma le lamentele di persone che hanno il reddito basso non hanno lo stesso volume d’ascolto/risonanza di chi ha tanti soldini.
    Come ho detto prima sono tanti i fattori ….
    Credo di aver spiegato abbastanza chiaramente

    ciao

    “Sabina… sei Bona come il pane fresco”

    Maurizio

  222. @davide feliciano
    c’è un punto che non è stato in effetti chiarito del tutto, che è quello dell’illegalità.
    perchè questa illegalità non è considerata univocamente tale.
    c’è il famoso discorso della modifica della legge urbani dallo scopo di lucro al profitto, ma alla fine il concetto base è che comportamenti identici effettuati con modalità diverse (copio il cd del mio vicino di casa ad uso “personale”) non sono sanzionati, mentre quel che in effetti sembra essere l’oggetto del’azione legislativa non è l’azione in sè ma le sue modalità e la sua ampiezza.
    di converso, pare che controllare senza mandato dove uno naviga e cosa scarica sia violazione più grave dello stesso scaricare, il che rende problematico imbastire un procedimento.
    per questo le azioni delle major (altrove) sono state cause civili di risarcimento, ma qui dall’illegalità si passa all’illiceità e al danno economico, perciò tecnicamente non si potrebbe più parlare di “delinquenti” e “pirati”.
    ma a maggior ragione, se la stessa autorità non può sfrucugliare fra i file altrui senza mandato, tanto meno può farlo un privato e per questo le iniziative (almeno in italia) delle case discografiche (caso Peppermint) si sono risolte in un nulla di fatto, con l’autorità delle comunicazioni che mi pare abbia vietato l’uso dei dati raccolti (questi si) illegittimamente.
    anche da questo punto di vista non se ne esce facilmente.

  223. Davide ha scritto:
    “esiste già il superaudio Cd non è copiabile perchè esistono solo i lettori di tale supporto non i masterizzatori”

    Ma sai, ci vuole davvero poco a portare l’audio da un device a un altro; se ci fosse interesse l’avrebbero gia’ fatto. Basta che una persona sola abbia un dispositivo che manda l’uscita di questo lettore alla scheda audio di un computer, e l’mp3 puo’ farlo lui, e da quel punto si copia… 🙂
    Ci sono alcune cose che mi incuriosiscono nel tuo post:

    – La qualità dei supporti come il vinile è innegabile, perchè non ritornare all’analogico?
    A dire il vero il formato dei CD si basa sul teorema di Nyquist che dice che l’audio di un CD dovrebbe essere indistinguibile dall’audio analogico, per frequenze < 20KHz (sopra le quali noi umani non percepiamo nulla) per cui e' ben strano che il vinile "suoni" meglio. Boh?

    – Se un CD originale costasse 5 euri chi non lo comprerebbe? Durata illimitata,…
    Una cosa digitalmente duplicabile dura molto di piu' di qualsiasi supporto fisico che la contiene.

    – perchè tanto la qualità complesiva è sempre inferiore all’originale e quindi in realtà non si ruba un prodotto ma se ne prende una brutta copia)
    Bisogna avere un orecchio davvero raffinato per percepire la differenza tra un mp3 e il suo CD originale, se l'mp3 non e' compresso troppo. Alcuni miei amici musicisti mi dicono che loro a volte sentono la differenza nel caso di musica classica. Non credo proprio che per brani pop o rock cambi molto. Credo che sia piu' l'idea della compressione che da' fastidio, ma guarda che anche l'audio della TV e' compresso, per non parlare del video.

  224. mi sembra obbligatorio a questo punto, visto che ho sollevato molte volte l’accusa a sabina guzzanti circa la sua completa disinformazione sul download che non le ha comunque impedito di diffondere dall’alto del suo piedistallo opinioni accusatorie in merito.
    Mi fa piacere che sia disposta ad affrontare il problema ed ascoltare chi ne sa qualcosina, giusto per esperienza.

    allora, prima di tutto quello che serve sapere è il contesto: siamo in un periodo storico nel quale ci sono delle tecnologie che nel giro di poco tempo sono diventate obsolete, ma soltanto per certuni. i cinema sono dei luoghi che molti ritengono fuori luogo per molte ragioni (non c’è niente da condividere o avversare, è così) soprattutto per coloro i quali si servono di film e altro non per spegnere il cervello, ma per accenderlo. A questo punto c’è un problema che deve subito essere sviscerato: le produzioni cinematografiche di oggi sono qualcosa che serve a spegnere il cervello o ad altro ? se andiamo a vedere le produzioni nelle sale la risposta si da da se, e quindi l’utilizzo di un computer che dia modo di “prendere”, di “scegliere” senza bisogno di “attendere” che qualcuno si decida a fare rassegne su questo o quell’autore, o che si diano la pena di mettere dei film decenti (ebbene si sabina non abbiamo gli stessi gusti in materia) non è tra le soluzioni più sceme.

    Appartiene a una visione altamente borghese e bigotta credere che il cinema sia solo riposo e relax e che la classe operaia debba goderni i natali al nilo. mi dispiace proprio ma la rivoluzione di certi registi IMPONE che si abbia per loro una considerazione che non sia affatto di natura economica. Vorrei proprio che mi deste un esempio di un autore che ha denunciato il fatto di esser stato scaricato come un matto e di esser morto di fame. Esiste dalle vostre parti qualcosa che somigli alla materia grigia ?? qualche minimo elemento di ECONOMIA ??? sapere cosìè un target economico ? per farla breve, quello che scarica non è già di suo un target economico perché non si scarica il film di merda che fanno al cinema si scarica pezzi di storia che conserva nei suoi HD per condividere e lasciare in eredità ai suoi affetti. si scarica discografie intere di gente che suonava quando la musica si faceva dopo anni di esercizio quotidiano di minimo 8 ore al giorno. state certi che chi scarica non si scaricherà mai un cd di sanremo… e comunque quelli che si scaricano il cd di sanremo stà tranquilla che se lo comprano anche.
    quelli che sono scaricati sono anche celebrati ovunque e, anche solo per essere così tanto scaricati ricevono ingaggi lavori e quant’altro.

    stà diventando ridicola questa pretesa di dover difendere i diritti di quelli che scaricano… di istillare questo surrettizio senso di colpa per aver visto i film di woody allen senza aver spulciato questo o quel videonoleggio.

    si potrebbe comunque concepire un sistema altamente sofisticato in cui lo scaricamento corrisponde a una preferenza e in base al numero di preferenze vengono elargiti dei soldi che gli stessi utenti potrebbero mettere, tipo 1 euro al mese.

    pagare i beni di consumo….. ma riflettete di tanto in tanto di quello che i vostri cervelli concepiscono, mica può esserci sempre qualcuno a dirvi cosa pensare.

    Ma che scenario stà disegnando la guzzanti… vuole sapere chi scrive di mestiere come deve vivere se tutti scaricano i suoi libri. io credo felicissimo e al contempo in un benessere economico datogli anche da quelli che non vogliono lacerarsi gli occhi a leggere su di uno schermo e che vedono che il prezzo delle fotocopie è inferiore a quello del libro di 1 euro e che quindi non ne vale la pena… MA SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    di che futuro andate raccontando …. a che serve generare talmente tante falsità ?????

    W IL DOWNLOAD CHE E’ LA COSA PIU’ GIUSTA E LEGALE CHE SI PUO’ FARE PER L’ECOLOGIA DELLA MENTE

    dovreste fare dei post su quali cose belle avete scaricato ultimamente, ma siete così indietro che parlate di cosa è giusto o no scaricare…….. BUONANOTTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  225. @Daniele Manno

    Non è nuova la tua posizione in questo dibattito. Tu se del tipo “chiagne e fotte”, come dicono a Napoli. Te lo dice un comunista.

  226. @Bullo

    “….l’oggetto del’azione legislativa non è l’azione in sè ma le sue modalità e la sua ampiezza.”

    purtroppo non è così stando alla legge italiana.. se ti beccano con un cd copiato (o qualsiasi altro materiale coperto da copiright) a niente vale se sei in possesso della copia originaria o meno, ti sanzionano (in quanto illegale) per una cifra di circa 1016 euro (NON ricordo bene la cifra ma + o meno è questa) per ogni copia che hai fatto.

    Inoltre per tua informazione, (visto che a me è succeso un paio di volte di essere perquisito illecitamente senza aver commesso nessun tipo di reato) possono in caso tu corrisponda alla descrizione di qualcuno segnalato effettuare una perquisizione, ad esempio dell’auto su cui viaggi e relativi bagagli, e se durante la perquisizione ti trovano dei cd non originali (e magari sono pure rompicoglioni questi che ti hanno fermato) allora ti comminano la sanzione.

    Questa è l’italia in cui la legge bastona i ladri di polli e premia chi specula su tutti (come le major)

    L’illegalità quando è effettuata da un regime (come quello che vige tuttoggi in italia) è l’unica forma di ribellione al regime stesso… al tempo del Fascio quante cose erano illegali? non si poteva fare nulla .. ogni cosa era illegale….. ma era giusto o sbagliato opporsi al regime?

    La mia filosofia (William Godwin) personale è fndata sul rifiuto ogni forma di comando/imposizione/potere e va da se che ovviamente rifiuto tutto ciò che ha anche solo la parvenza del regime.

    (la Ragione è la luce che illumina il cammino umano ed è il faro da seguire. La società può cambiare, sebbene gradualmente, quanto più la mente degli uomini si apre alla ragione.)

    va bhe non voglio sforare nell’argomento filosofico / politico / sociale.

    Ciao

    Maurizio

    “Sabina sei tutta da baciare dalla testa in giu!”

  227. la pirateria invece da noi non è punita e io qui sostengo che l’unica ragione per cui prendono film gratis è perché lo si può fare impunemente….

    non è così… davvero… non è così….. basta trascorrere una mattinata a piazzale clodio (Roma – Tribunale Penale per chi non lo sapesse) ed assistere a qualche udienza…. “alcuni” “pirati” vengono puniti… alcuni….
    è vero che però ci sono settila pesi e cinquantamila misure…. però….

    ..sono consapevole che il dubbio “ma questo è un troll” a qualcuno verrà… però io continuo sulla mia linea…. chi era quello che parlava di maieutica? …vabbè…

    insomma, sono tornato dal week tra le montagne… bello…. ci siamo divertiti davvero un sacco… tralascio i dettagli…. comunque… vado avanti…
    faccio roma – bologna tutte le sante settimane… la mia compagna vive a bologna, aspettiamo un altro bimbo ed io lavoro a roma…

    questa mattina.. a bologna…, prima di partire, siamo andati in centro (abitiamo fuori… meno male…) e siamo passati davanti lo stabilimento della perla…
    c’erano un sacco di ragazze… manifestavano… tutte in cassa integrazione….
    una mi ha colpito… si è buttata in mezzo alla strada con un cartellone in mano “suonate per favore”…..

    capito??? capito bene????? suonate PER FAVORE

    sai quella frazione di secondo…??? che ca##o devo suonare? la chitarra? lo stereo? ….. ma porc### il clacson……. per farsi sentire… e almeno… per essere contenta che qualcuno, leggendo quel cartello, l’avesse riconsociuta…. donna, lavoratrice… madre…. manifestante…. essere umano….. tutto…. in un colpo di clacson!

    allora… ma che stiamo a discutere di pirateria, diritti liberi (rutti liberi no?), mp3, computer, dvd…. e tutto il resto….. SVEGLIA!!!!

    chi è che si connette con un 486 e modem a 28.8????

    alla festa dell’unità di bologna…. la metà dello spazio era dedicata al supermarket delle automobili…. e mica delle trabant…..

    quando torno a roma faccio la e-45 perchè pago meno rispetto all’autostrada e ascolto la radio…. e mi sono messo a sentire pure “quella che parla solo di economia” ed oggi ho scoperto che hanno fatto uno studio per scoprire che se guadagni fino a 58.000 euro (netti) all’anno sei felice… dopo non cambia niente….
    aho… la mia compagna guadagna (se va bene… perché in fondo il suo è un cottimo) 800 euretti al mese…. io.. è meglio che mi suicido….

    spendo 27 euro di gasolio e 10 per i pezzi di autostrada che devo fare…
    il bollo e l’assicurazione…
    il mangiare…
    i pannolini…
    i libri per la scuola…
    le bollette….
    e tutto il resto….
    viviamo con l’incubo che la figlia si ammali perché non tutte le medicine sono “a gratis”…
    i pannolini per il piccolo che arriva???
    sono divorziato… ho già un figlio….

    quando mi fermo alle stazioni di servizio…. i cd in vetrina li guardo solo… poi penso…

    o li ascolto alla radio della macchina quando capita e fino a che l’avrò.. perché prima o poi arriva il fermo amministrativo….
    oppure… me li scarico dal mulo….
    oppure….
    ma sai che c’è… chi se ne frega….
    ascolto la mia compagna che canta le canzoncine al bimbo in pancia….

    questi sono diriti LIBERI

  228. @ maurizio genoni

    ?????????????????????????????????????????????????????????????????????:

    “Il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 68 – intitolato “Attuazione della Direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione” – introduce modifiche alla disciplina in materia di compenso per la riproduzione privata per uso personale di fonogrammi e videogrammi (“copia privata”). Tali modifiche sono contenute negli articoli 9, 39 e 41 del Decreto. Le modifiche sono contenute nell’articolo 9 (con il quale sono stati introdotti nella Legge 22 aprile 1941, n. 633 gli articoli 71-sexies, 71-septies e 71-octies), nell’articolo 31 (con il quale è stato sostituito il comma 3 dell’articolo 182-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633), e negli articoli 39 e 41 del decreto.

    Le nuove norme si basano sugli stessi principi della precedente Legge 5 febbraio 1992, n. 93 , che aveva introdotto per la prima volta in Italia il compenso per la “copia privata”, e cioè:

    è prevista un’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori;

    in virtù di tale eccezione, al consumatore persona fisica è consentito di riprodurre legalmente, per uso esclusivamente personale , fonogrammi e videogrammi;

    a fronte del beneficio che il consumatore persona fisica trae dalla facoltà di “copia privata” è previsto un compenso a favore di autori, artisti e produttori;

    tale compenso è corrisposto sugli apparecchi di registrazione e sui supporti vergini.

    La legge 21 maggio 2004 n. 128, modificando il 4° comma dell’art. 71-septies, ha introdotto la previsione di sanzioni amministrative a carico di coloro che non adempiano agli obblighi di legge.

    Ambito di applicazione dell’eccezione per “copia privata”

    Possono beneficiare dell’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori solamente le persone fisiche, a condizione che la riproduzione di fonogrammi e videogrammi sia effettuata:

    per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali;

    mediante l’utilizzazione di apparecchi di registrazione e supporti vergini per i quali sia stato corrisposto il compenso per “copia privata” previsto dalla legge.

    Alle condizioni sopra indicate, le persone fisiche possono dunque effettuare riproduzioni di fonogrammi e videogrammi, senza il consenso preventivo (licenza) di autori, artisti e produttori.

    In tutti gli altri casi, la riproduzione di fonogrammi e videogrammi – in assenza del consenso preventivo (licenza) di autori, artisti e produttori – comporta violazione del diritto esclusivo di riproduzione degli stessi autori, artisti e produttori, ed è pertanto illegale e penalmente perseguibile . ” *

    *Pezzo preso da un sito a caso, non puoi farmi spaventare così, poi se ci sono novità…………
    ora controllo anche meglio

  229. Hai aperto il vaso di Pandora

    Spero almeno tu le abbia chiesto il permesso, o pagato i diritti per farlo. Già mi viene il dubbio se il termine Pandora sia protetto da Copyright.

    Ma qui sta il punto.
    E’ giusto il cibo per tutti? No Excuse 2015, cibo diritto alla vita?
    Cioè uno deve potere mangiare perchè esiste?

    Sarebbe bello.
    Non è che poi diventa però, il cibo c’è per tutti, ma appena non vi va bene qualcosa, non fate casino sennò vi etichettiamo come malati di mente?
    Della serie, pancia piena, culo al caldo, ma poi in riga e a testa bassa?

    Ma il punto è che se tu puoi mangiare perchè esisti, allora perchè non puoi avere una casa di proprietà perchè esisti?
    E se puoi avere la casa, perchè non le manutenzioni, idrauliche, elettriche, edilizie
    E se puoi avere le manutenzioni, perchè non i vestiti,
    E se puoi avere i vestiti, perchè non il riscaldamento
    E se puoi avere il riscaldamento, perchè non l’energia elettrica
    E se puoi avere l’energia elettrica, perchè non il computer
    E se puoi avere il computer, perchè non i software
    E se puoi avere il software, perchè non i film
    E se puoi avere i film, perchè non le attrici che si esibiscono a casa tua?
    E se puoi avere le attrici, perchè io non posso avere te?

    🙂

  230. Hai aperto il vaso di Pandora

    VERSIONE 2

    Ma se devi pagare per i film, perchè allora non devi pagare anche per i portali che hanno comunque un lavoro dietro
    e se devi pagare per i portali, allora perchè non devi pagare per l’enciclopedia on-line
    e se devi pagare per l’enciclopedia on-line, perchè allora non devi pagare chi ti spiega un concetto
    e se devi pagare chi ti spiega un concetto, allora perchè non devi pagare per occupare il suolo pubblico quando cammini
    e se devi pagare per occupare il suolo pubblico quando cammini, allora perchè non devi pagare l’aria che respiri
    E se devi pagare per l’aria che respiri, allora perchè non devi pagare per chiamarti Sabrina, chi ha detto che i nomi non possono avere un copyright
    E se devi pagare per chiamarti con un nome, chi ha detto che le singole lettere non possano essere protette da copyright, magari devi pagare per usare anche quelle.

    Morale della favola.

    Servono regole?

  231. @marco

    La mia posizione su questo è diversa: se vuoi più copie per uso personale le devi pagare tutte! Vuoi goderti 2 copie? Ne devi pagare 2!!!

    Ah ah ah, scherzavo, ci avevi creduto eh? Ovvio che per uso personale uno puó sacrosantemente duplicarsi la copia acquistata, e ci mancherebbe altro. Ma anche masterizzarsi ció che si è comprato su iTunes.

  232. non saprei se devo premettere @arthur….

    @marco devo scrivere….. inutile postare lo “stralcio”….. qualcuno ti direbbe “aria fritta” 🙂

    …però @arthur

    io sono intimamente convinto.. di più… proprio nel respiro di ogni giorno….. di ogni secondo…. di ogni istante e spemre di più…
    che abbiamo veramente perso tutti quanti la misura…. ma proprio persa….

    io ho il pensierò di una vita nuova che già è e che tra poco potrò vedere…. già perchè la mia compagna “se la gode” già da adesso…
    e vivo l’esperienza di condividere tanto con le persone che abbiamo intorno..
    l’amica che ti dice “non comprare il lettino… te lo do io…”
    la busta di vestiti dismessi dell’altra che ti arriva a casa “così puoi vedere se qualcosa può andare”…
    noi avremo un maschietto… e quindi i vestiti della bimba li passiamo a qualche altra amica che da poco… ha una bimba…
    non credo che ci siano diritti…. credo che ci sia l’essere… punto e basta… essere quello che siamo…

    i pomeriggi al parco con i bimbi… sono lontano anni luce da tante cose…. davvero tante…
    per noi, ed io dovrei essere nella posizione di non pensare neanche queste cose ma per mia intima scelta mi ci ritrovo…,
    il caffè ed il cornetto al bar….. son cose serie….

    io non parlo, e non chiedo, di avere…..
    io ho il desiderio, la tensione, di poter serenamente essere…. a volte ci riesco a volte no….

    posso scrivere quello che voglio sul diritto d’autore… dare ragione al pirata o all’autore (è il mio lavoro)… ma ho scelto diversamente…

    le mie scarpe “da lavoro” sopra sono perfette… sotto hanno i buchi…..

    pagare…??? si è giusto perchè il contrario, putroppo, è utopia…. non perché non sia possibile..
    ma perché, perdonate la provocazione, perchè ci ritroviamo qui…..

    ma che sia possibile in un giusto bilanciamento…. che sia umano!

    cerchiamo le tracce di questo…. dentro di noi… poi discutiamo….
    mentre digitiamo le nostre idee…. c’è Annina che prepara i suoi cartelli per domani mattina…
    c’è Chiara che apre la busta per vedere se ci sono vestitini per Ale…
    c’è Mauro che deve svegliarsi alle tre per accendere i forni della pasticceria così domani vi mangiate il cornetto….
    c’è Fabrizio che deve cambiare le gomme al furgone perchè se lo fermano….
    c’è Roberto che non ha pagato l’assicurazione alla macchina…. ma deve girare per prendere gli ordini….
    c’è Annina che alle cinque si deve svegliare per andare a lavorare…
    c’è Claudio che ama la sua compagna… e cerca di fare ogni giorno “quel qualunque cosa per te.. amore mio”…

    non credo che a “queste vite” importi la qualità di streaming, la compressione, la conversione analogico/digitale……
    forse qualche nota per stare allegri…. ogni tanto….

    questo non è “e se puoi avere….”
    queste non sono le affermazioni di un diritto…

    è solo essere….

  233. è’ FUORI TEMA SCUSATE SE POSTO QUI è PROBABILE ANCHE CHE NESSUNO LO LEGGERA’ CMQ

    SABATO 25 SETTEMBRE C’è STATA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CON CORTEO A ROMA CONTRO LA VIVISEZIONE!

    Lo sapevate? sabina lo sapevi?? perchè in italia non se ne parla nessun giornale ha parlato di questo?

    I GIORNALI LO SAPEVANO.. CREDO CHE NEMMENO IL FATTO… HA FATTO O DETTO NULLA..PERCHè? E I TG POI NON NE PERLAIMO COME SE LA COSA NON FOSSE NEMMENO AVVENUTA… SOLO IN ITALIA.

    NON ERA SOLO UNA MANIFESTAZIONE “ANIMALISTA” MA UN MODO PER ATTIRARE L’ATTENZIONE SU FATTO CHE

    Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609 che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici.

    Il testo proposto nella sua prima versione del novembre del 2008, era fortemente innovativo rispetto al vigente e, anche se non totalmente coerente con le ottiche animaliste, presentava numerosi punti migliorativi per la tutela e il benessere degli animali da laboratorio; purtroppo tale testo nel corso dei mesi è stato modificato attraverso vari passaggi, tutti peggiorativi. La lobby vivisettoria ha, infatti, ben saputo veicolare le scelte politiche per ottenere maggiore libertà e minori restrizioni nel ricorso al modello animale.

    Tra gli articoli più negativi abbiamo:

    -la possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin
    dal 1991),
    -la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie),
    -il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente
    -la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.

    VOI LO SAPEVATE?
    PERCHè NON SI PARLA ANCHE DI QUESTO??

    Notte a tutti

  234. così… poi vado a dromire…. ho veramente bisogni di farlo…

    ma voi… nella vita “reale”…. che fate?

    il vostro giorno… com’é?

  235. A questo punto mia madre direbbe: “chie ghere chistionu si nde cominzede” (è sardo, l’ho scritto come si pronuncia) cioè:
    chi vuole una discussione se la inizi.

  236. Mi rendo conto di non aver mai fatto complimenti a Sabina.
    Mi sento svilito dalla fantasia di Maurizio Genoni.
    Il mio orgoglio ne risente, e sono costretto a farne uno anch’io….

    SABINAAAAAAAAAAA, ADOTTAMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!

  237. non vorrei essere stato male interpretato quando parlo di diritti d’autore.
    @maurizio non sono daccordo con te quando dici che un autore non dovrebbe guadagnare sui diritti di una sua “canzoncina”.
    per niente daccordo,il lavoro di un artista ha spesso a che fare con il dolore ,e creare quella che tu poi chiami canzoncina spesso e’ invece il frutto di un vero e proprio parto .
    persino quando scrivo un raccontino di una paginetta ,ti assicuro che ci butto il sangue sul lavoro,poi magari lo pubblico gratis su internet ma questo non significa che sia privo di valore o io non ci possa guadagnare con i diritti ,il lavoro dell’artista e’ esattamente come tutti gli altri lavori.
    ed e’ solo per questo che io mi incazzo con quei mafiosi della siae,solo per questo,privilegi e ingiustizia.

  238. I dieci motivi per cui Sabina dovrebbe adottarmi.
    Di sonlito sono sempre dieci, come le dieci domande su Noemi:
    1) Invece di rischiare di farti strattonare da brutti ceffi di tassinari, chiama me ed in un batterbaleno vengo a prelevarti alla stazione, all’aeroporto, al porto di Civitavecchia.
    2) Tenendomi sotto controllo, potrai assicurarti che non attenterò alle finanze degli autori artistici, con scarico pirata.
    3) Risparmieresti sulla badante romena, polacca, russa, perché ti farei io da badante. E se non vuoi risparmiare, te la controllo io, la badante, se è conveniente.
    4) (…) chi vuol capire capisce
    5) … senti… ti accontenteresti di 4 motivi?

  239. @Francersco

    …allora basta parlare di pirateria, ognuno farà come si sente di fare.
    Grande francesco, mi hai fatto ricordare un frammento di eraclito il Grande:

    quale solco di vita fenderemo

    .

  240. ma quanti messaggi sul blog…

    saranno perlomeno la metà di musicista che vuole lobotomizzarci con la sua nenia.. leggiamo un po’.. si si sono i suoi, sempre le stesse cose dice e senza convincere nessuno … va bhe.. meno male che ci sono gli altri che perlomeno portano un po’ di spessore al Blog.

    🙂

  241. maurizio, non interessa a nessuno se ci stiamo reciprocamente sulle balle.

    ————————–

    per tutti gli altri: quello che ho scritto sopra è assolutamente sincero e senza i doppi sensi (li vede solo maurizio).

  242. Ho sempre volutamente identificato internet con il computer o l’acronomiZZato p.c.;perchè l’apparecchio è la sola certeZZa E per unO della mia età che ha avuto la fortuna vedere A come Andromeda con quei grossi elaboratori elettronici da soli sufficienti a farci immaginare il Futuro io associo internet al Futuro e a Lucio Dalla.Quindi ciò che di buono è su Internet è per mè Futuro Buono” il Pensiero cioè la facoltà relativa alla formazione di contenuti mentali come diceva Dante Lo pensiero è proprio atto della RagiOne perchè le bestie non pensano che non l’hanno” ebbene il Pensiero,così amabilmente descritto a QuaTrro Mani DA Devoto e Oli ,di persone Illuminate debba essere a bigna,gratis a Cosenza,per Tutti Se ho ben capito simpatica quanto bella Sabina,mi piaccione le tue labbra,il problema da superare è il mutuo di coloro i quali possono essere ritenuti Illuminati Cosa ne pensi di realizzare un network di abitazioni da metter a disposizione di questi stupendi Esseri Viventi in modo da sgravarli da questo fardello? E tù,se ritieni la mia modesta idea anche solo sufficiente,metteresti a disposizione la tua Cupa a CS casa? CIAO

  243. @Poloponp

    Ottimo spunto di osservazione quello conclusivo tuo.
    Penso di averlo toccato anche io in alcuni miei post precedenti, però è ottima l’idea di coinvolgere direttamente le persone che difendono il diritto di remunerazione per l’artista chiedendogli direttamente, “considerando che anche io ho ideee valide, perchè non mi mmetti a disposizione le tue disponibilità economiche così realizzo la mia arte?”… bella e sagace “provocazione”! Bravo

    Mi piace!

    Anche Sabina mi piace 🙂

    @Musicista
    a me non mi stai sulle balle…. ti trovo simpatico 🙂
    sei tu che mi tieni troppo in considerazione tant’è vero che l’unica cosa che riesci a esprimere chiaramente è “(li vede solo maurizio)” riferendoti ai doppi sensi, quando non ho nemmeno fatto accenno a nessun doppio senso, hai forse la coda di paglia? … mi rileggerò quello che hai scritto tenendo in considerazione che c’erano i doppi sensi, e i sensi unici c’erano? e il divieto di sosta?
    Non è che sei un ausiliario del traffico e mi dai l amulta per sosta in zona vietata? 🙂

    S.Y.L.

    Maurizio

  244. ci riprovo:

    @Francersco

    …allora basta parlare di pirateria, ognuno farà come si sente di fare.
    Grande francesco, mi hai fatto ricordare un frammento di eraclito il Grande:

    quale solco di vita fenderemo

    .

  245. eccomi….

    stavo cercando di leggere tutto quello che è fluito dalla mia dipartita onirica…..

    mi stavo anche dedicando ad altri aspetti del termine “pirateria”….. che più che in termini di copia illegale…. ridefinirei come
    elusione necessitata di costi soggettivamente insostenibili…

    detto questo… mi sono reso conto che si è “pirati” anche guardando la tv in streaming e, credo, anche ascoltando la radio….
    pirati qui e pirati là…. “contro l’essere insorgono….” (a occhio….)….

    detto questo…

    io continuo a vedere e sentire, come emozioni… certo non come parole ascoltate, una grande tensione ad apparire….
    non voglio sbagliare, ma credo che l’approccio “spiegatemi sta pirateria….” debba essere un tantino rivisto…

    @Musicista
    ognuno farà come si sente di fare….

    è giusto… perché quel “come si sente di fare” sarà l’espressione di ciò che è…..

    e forse è questo il problema… chi è il pirata di turno….

    ho chiesto “che cosa fate nel reale” per poter sentire quali fossero le realtà di confronto da immaginare…. certo, e non voglio esprimere
    un giudizio, molti scrivono e nel fare questo si manifestano completamente estranei al mondo che io vedo…
    quello delle manifestanti davanti lo stabilimento della perla, quelli con cui scambio i vestiti per i piccoli, quelli che incontro nel mio lavoro,
    quelli che mi danno fiducia e quelli a cui manifesto la mia…

    credo che sia, in fondo, una questione di priorità che ognuno può liberamente organizzare.
    il ragazzino “vittima” del pc magari per “colpa” dei suoi genitori;
    il quarantenne smanettone…
    lo sfigato di turno…
    il mafioso…
    il senegalese sulla spiaggia…..
    potrei contunare all’infinito…

    ma alla fine di una cosa sono sicuro… che quella “spinta” che ti prende e ti porta a downloddare, è solo una manifestazione (una delle tante)
    della tensione ad avere… si, questo è sicuramente un “pirata” ma è anche una vittima, ed io vedo la PERSONA vittima….

    poi…. ci sono altre ipotesi… io le scrivo, poi ci riflettiamo…

    esiste una bella idea che riguarda i bimbi, il futuro in cui ci proiettiamo…
    si chiama “nati per leggere”… l’idea? appena sei in grado di tenere qualcosa in mano ti ci metto un libro!
    è una sintesi estrema, ma rende l’idea.

    ci siamo incontrati.. papà e mamme e ci siamo detti: “bella cosa”.. ma un librino scemo costa almeno 7 euretti… che facciamo?
    allora…
    per i più piccoli li compriamo in modo coordinato e poi ce li scambiamo;
    se ci riusciamo, qualcuno lo facciamo noi (tipo i cartonati)…
    e poi..
    e poi facciamo un bel sacrificio… prendiamo uno scanner in “cooperativa” e li copiamo….

    ma “per eraclito”!!! siam pirati….!!!!

    ma “stracci”… quello della “ricotta” di pasolini…. era a suo modo un pirata?

  246. @Francesco

    Certo Pasolini avrebbe criticato la pirateria, per i motivi che dici tu: consumismo che addomestica i cervelli e la libertà. Come quando disse che il consumismo stava riuscendo a distruggere quello che il fascismo non era nemmeno riuscito a scalfire (l’età del pane, ossia la consapevolezza nel mondo contadino).

    Per eraclito siam pirati: verissimo…

    Chi vuole scaricarsi tutti i frammenti di Eraclito in pdf (è legale) in una bellissima traduzione (era quella dei libri mille lire, stampa alternativa).:
    http://lineofaborder.files.wordpress.com/2009/04/eraclito.pdf

    Su “quale solco di vita fenderemo” volevo provocare o approfondire altri tuoi voli onirici… Quando ti verranno, parlaci ancora…
    ciao
    Davide

  247. senza la “pirateria” come fa un individuo che ad esempio non può permetterselo, a vedere un monologo di daniele luttazzi?
    siamo costretti a scaricare illegalmente certe cose, l’importante è non abusare.

  248. @Davide (Musicista)

    sai una cosa? …questo blog… questi post….
    verranno “letti” dai crawler dei motori di ricerca….
    elaborati come keyword rilevanti….
    i nostri “discorsi in gruppi” saranno anche una bella spinta della densità di keyword….
    e miglior posizionamento per un numero sterminato di query…..

    discorrendo del nostro esser pirati…. alimentiamo la pubblicità dei bisogni indotti…..

    ci arrivi?

  249. Film e canzoni vengono anche trasmessi attraverso la televisione e la radio, ma fin dall’avvento dei registratori nessuno ha mai detto che registrare video o musica fosse un reato, tanto che negli anni ’80 il boom del videoregistratore decretò la comodità di poter registrare un film e poterlo vedere in orari più confacenti alle proprie attività, magari saltando anche quella poca pubblicità che allora veniva inserita tra il primo e il secondo tempo. E nessuno ci vietava di poter prestare una cassetta, o, al limite, anche di regalarla se il film non ci aveva particolarmente entusiasmato, e qualcuno ce l’aveva chiesto. Ricordo ancora le radio portatili con registratore incorporato, e di come cresceva il cumulo delle cassette stereo 7 che sembravano nutrirsi dentro la pancia di quegli apparecchi, fino a quando colmi non venivano espulsi per diventare la colonna sonora di tante storie, come se ogni esistenza potesse essere annotata solo se accompagnata dalla sua musica. Tutto ciò costituiva violazione dei diritti d’autore? Io non lo so, ma se così fosse nessuno se n’è mai accorto, anche perché i dischi si vendevano ugualmente, e gli amanti dell’Hi-Fi ci tenevano a mostrare i loro impianti, e la loro collezione di Lp li inorgogliva, perché erano consapevoli di avere orecchie capaci di distinguere la purezza di un suono d’alta fedeltà. La stessa cosa vale per i film, chi ama il cinema non si accontenterà mai di vederli nel surrogato di un divx, e non rinuncerà mai alla suggestiva atmosfera di una sala al buio, capace di confonderci fino a farci credere, talvolta, che le immagini sullo schermo siano la testimonianza di ciò che di noi si è sempre taciuto, o come se quell’infingimento, con la potenza nitida delle sue figure e del suo suono, potesse veramente, per la sua durata, diventare il succedaneo della nostra vita, rafforzato dall’incongruente espressione del nostro volto tra ciò che siamo e ciò che sogniamo. Quindi, personalmente, credo che le major non subiscano nessun danno, e non penso che se un giorno dovesse essere possibile scaricare da internet i libri di cui abbiamo bisogno per rendere meno dense le ombre dentro cui ci muoviamo, noi lettori smetteremmo di comprarli. Non si vuole capire che ciò che si ama necessita soprattutto di anticipazione e di immaginazione, che si generano e si manifestano solo davanti a figurazioni reali, e sfogliare un libro, guardare un album, scegliere un Dvd, è già una sorta di viaggio non meno affascinante di quello che comporterà la lettura, e l’ascolto, e la visione, per le divagazioni che sfuggono ai margini delineati di quel libro, di quel disco, e di quel film.
    Tuttavia, ritornando alle questioni tecniche, mi chiedo se duplicare una cassetta è diverso dal registrare un film dalla televisione, mi sembra che ambedue le sorgenti siano coperti dal diritto d’autore. E allora, perché ciò che una volta era tollerato se non permesso, adesso viene perseguito? E non mi convince il discorso sulla eventuale legittimità della copia personale per salvaguardare il proprio investimento, perché allora dovremmo convenire che non è tanto l’atto della duplicazione ad essere illecito quanto l’uso che se ne fa. Entrambe le ipotesi comportano incongruenze e contraddizioni, perché non mi risulta che ad oggi sia stata vietata la vendita dei programmi atti a superare la protezione dei dvd e dei cd musicali, né tantomeno che siano state perseguite le case che li producono e li distribuiscono; d’altra parte, nessuno mi vieta di prestare un dvd comprato regolarmente, ma se fosse lecito duplicarlo per un uso personale, quale sarebbe la differenza tra il suo prestito e quello dell’originale?
    Vabbè, per non essere costretto a darmi risposte che non so, mi dico che tutto questo c’entra poco con il file-sharing, e allora cerco di capire cosa succede di così grave nelle reti p2p. Accade che qualcuno paga regolarmente un dvd o un cd musicale, e ne fa una duplicazione, quasi sempre, sconveniente, perché per rendere più leggero il file da distribuire è costretto ad alterare l’originale sottoponendolo a compressioni molto alte, e, nel caso di un dvd, ad eliminare anche tutto ciò che di solito lo rende un prodotto appetibile, come ad esempio il finale alternativo, le interviste con le voci del regista e dei protagonisti, le scene tagliate, e, insomma, tutti gli extra che non è possibile vedere nemmeno al cinema. Può la mistificazione avere lo stesso credito della verità? Anche se questo nel mondo reale succede spesso, trasportarlo nel mondo dell’arte è come incriminare qualcuno che regala copie della Gioconda accusandolo di demotivare i potenziali visitatori del Louvre. Non so in base a quale criterio artistico e giuridico è assimilato all’originale ciò che di fatto risulta manipolato e alterato, e che è diventato tutt’altro rispetto alla sorgente da cui ha tratto il motivo della sua esistenza. Certo la trama rimane la stessa, ma di questo passo ci vieteranno di raccontare le storie che amiamo con una pretestuosa difesa dei libri da cui le abbiamo apprese, e non saremo liberi di cantare le canzoni che ancora incendiano la nostra memoria, perché ce lo proibiranno, con la stessa presunzione di chi vorrebbe impedire ai pesci di saltare perché smettano di sognare il volo.

  250. no.. nulla…

    però….. ram ddr4 la nuova frontiera dell’over clock, paolo maldini, maradona si è candidato per effettuare test sulla f1 2010 al posto di valentino rossi reduce da una jam session con paolo-rossi…

    potrebbe essere una soluzione “reattiva”…

    domani sono a napoli…

    ci leggiamo in serata

  251. @rask

    …vedi… è il possesso del “finale alternativo” che frega…. vittima dei bisogni indotti….
    ..prodotto appetibile…

    “l’argent de poche”… non ha finali alternativi….
    “una vita violenta”… non ha finali alternativi….

    …da comprare in edizione “special”, “limited” o altro….

    come quelli che “ti compri una 33 e sei subito alfista”….

    avere per essere…….. siamo sul filo….

    @tutti
    siete andati a vedere il sito dei quaranta ladroni.com?
    no….
    qualcuno a fatto copia/incolla con “nati per leggere”?
    no….
    qualcuno si è preoccupato di sapere che di cosa cavolo scriveva Baudrillard?
    no….
    quando lo scriveva?
    no….
    qualcuno si è preoccupato di chiedere “Ma che succede allo stabilimento la perla di bologna”?
    no….
    “il respiro del tempo” (paola manuzzi)?
    no….

    ….alla via così….

  252. Franc.

    “…da quando l’uomo ha smesso di essere cacciatore-raccoglitore (ossia dal neolitico, quando iniziò l’agricoltura e la possibilità di accumulare, oltre che di possedere le terre e fare le guerre per esse), da allora, dicevo, sono iniziati tutti i guai e non hanno fatto altro che peggiorare. ”

    L’ho scritto nel mio primo post (è anche il primo di questo 3d).

  253. Il discorso è molto più complesso.
    Quando si compra qualcosa, si paga un oggetto, e non un valore artistico. Altrimenti i prezzi dovrebbero essere diversi, e per ognuno di noi.
    Che poi, quindi, tantomeno può essere un parametro il valore affettivo che noi gli diamo.
    Poi, premesso che (per ogni prodotto) meno si paga meglio è, per quanto riguarda contenuti multimediali, il famoso “supporto” non è secondario.
    Comprare un vinile rispetto ad un mp3 in rete, ce ne passa di differenza.
    Comprare un libro, rispetto ad un dvd, ce ne passa di differenza. Dei film ci sono mille edizioni, non sei sicuro di quello che vedi-senti, ecc.
    C’è poi ancora un aspetto. La fruizione. Un libro resta per sempre. Un disco, quasi, già meno. Un mp3 o un film, ancora per nulla. Cambiano i formati, i modi di fruizione appunto.

    In sintesi, posso dire che preferisco la cultura al mercato. Se scarico un’opera non mi sento di rubare, ma ti conoscere una cosa in più. Ritengo anche giusto che l’artista, che ringrazio, possa guadagnarci tanto per viverci. Ma non so in che modo. E poi, non lo deve fare per soldi.

    Tra l’altro il cinema c’entra solo in rari casi con l’arte. Perchè devo pagare soldi per vedermi l’attore di turno?!?

  254. @e
    ..se fossimo un tantino più Persone… basterebbe il “pizzaware” generalizzato….

    @musicista
    sai che non saprei…. forse…. ma non sono in grado di accettarlo….
    perché….
    perché, credimi, ogni giorno vivo esperienze che mi spingono in direzioni molto diverse…
    molto lontane dal trovare una qualche reale utilità dal “puro disquisire” della pirateria….

    ecco perchè cerco di “aprire” questa discussione…. spero di poter veder nascere “inferenze”….

    ma, lo ripeto, se questa è una fotografia…. alla via così…..
    lasciare che ognuno decida del suo timone…
    spero che sia consapevole…
    che con coscienza sappia leggere la sua bussola…
    tutto qui

    quando scrivo dei “no….”
    un pochino di delusione c’è, anche qualche traccia di frustrazione….
    ma io non sono il possessore della verità, al massimo son convinto di portare il mio essere con tutte le emozioni
    che vivo

  255. Come risolvere il problema… beh è cosa complicata, però la pseudo soluzione che hanno trovato in Spagna, paese in cui vivo, mi sembra assurda. Allora, funziona più o meno così: qualsiasi prodotto tu compri (computer, hard disk, cd, pen drive, riproduttori mp3, etc…), paghi in anticipo un canone… un piccolo canone, però obbligatorio. O meglio, il canone e`incluso nel prezzo del prodotto. Per esempio, qualche mese fa ho comprato un mac (circa mille euro) e nello scontrino risultavano un po’ meno di 4 euro di canone.
    4 euro non influiscono sul mio bilancio mensile, non ci compro nemmeno un pacchetto di sigarette, però per me è una questione di principio. Cioè, è come se io comprassi un motorino e mi dicessero che mi tolgono in anticipo un canone perché sicuramente commetterò qualche infrazione che non verrà rilevata da vigili urbani, polizia e quant’altro e quindi i soldi me li tolgono in anticipo. Ora io, per esempio, non scarico quasi nulla: mi piace avere cd e film originali, lo faccio quando non mi è possibile reperirne alcuni o perché non si trovano più sul mercato o perché devo aspettare di tornare in italia per poterli comprare.
    Col canone cosa risolvono? In pratica mi stanno dicendo: ok, fai pure come ti pare, scarica tutto lo scaricabile… Uno, avendo pagato il canone, finisce per sentirsi autorizzato a procedere in questo senso… Questi soldi finiscono alla SGAE, che è l’equivalente della nostra SIAE e come vengano gestiti è cosa alquanto oscura.

    Un’ultima cosa. La Guzzanti ha ragione quando rivendica il sacrosanto diritto degli autori a percepire dei soldi per il loro lavoro. E che si commette un furto quando si scaricano gratis i frutti del loro lavoro.
    Però, soprattutto nel caso del cinema, qui in Spagna, gli artisti (in alcuni casi… sedicenti tali) vengono in gran parte sovvenzionati con soldi pubblici. Se di mercato e di soldi si tratta, allora che si prenda atto di questo fatto non solo quando fa comodo. Io non credo che senza sovvenzioni la qualità scomparirebbe o che i prezzi lieviterebbero considerevolmente. Insomma, la Filarmonica di Vienna o di Berlino sono delle “macchine da far soldi”, e credo che nessuno possa avere da ridire sulla loro qualità.

  256. @ rm

    ssssss parla piano, non uscire con queste idee spagnole rivoluzionarie, Bondi potrebbe sentirti e copiarle.
    A proposito……… in Spagna hai sicuramente visto Draquila al cinema no?

  257. @m

    È proprio così che andrà a finire: canoni dappertutto. Per dire che chi pensa di fare rivoluzioni con la pirateria rimarrà mooolto deluso. A dire il vero, per accorgersene, sarebbe bastato guardare chi è che scarica e cosa scarica, in massima parte. Al primo posto sicuramente i pornazzi. Questo fa capire che chi si aspetta accrescimento della consapevolezza o proteste sociali a partire dalla lotta ai diritti d’autore, rimarrà scornacchiato. Ma tanto eh… Il popolo è bovino, sia quello che compra felice, che quello che scarica le stesse cagate.

  258. Leggendo molti dei vostri post sul blog vedo che c’è ancora poca chiarezza fra il reato di COMMERCIALIZZARE una copia di un prodotto e invece CONDIVIDERE una copia dello stesso prodotto.

    Secondo me c’è una differenza IMPORTANTE fra chi vende copie non originali di FILM/MUSICA/ARTE (assoggettabile a un falsario) e chi invece li condivide.

    Il primo crea una copia a scopo di lucro il secondo crea una copia allo scopo di diffondela e portarla a conoscenza di tutti.

    Una alternativa alla commercializzazione tradizionale potrebbe essere questa, .. io apro un sito che si comporta come un distributore di film gratuiti (con un investimento iniziale ovviamente , come si fa per ogni attività), richiedo la registrazione dell’utente per l’accesso al sito in modo tale che certifico quanti uenti si collegano per vederlo, vendo alle aziende che vogliono fare pubblicità pubblicitari che vengono trasmessi durante la “proiezione del film” (come avveniva per le tv), pago una percentuale al produttore/regista stabilita mediante contratto stipulato all’atto dell’acquisto del film/musica/o qualsiasi altro prodotto artistico.

    Così facendo gli artisti + noti stipulerebbero contratti + vantaggiosi mentre gli artisti meno noti avrebbero la possibilità di avere spazzi di uguale diffusione e potrebbero proporre il loro prodotti su larga diffusione.

    Così facendo si avrebbe anche un ulteriore possibilità : se un paese (come in Italia) si tenta di controllare la diffusione di materiale audio/video per ovvi motivi di speculazione (vedesi licenze varie) basta trovare un server che trasmette da un paese straniero che non essendo assoggettato alle leggi (italiane o anche comunitarie) non può essere chiuso, bloccato, fermato e i cui costi comunque sono uguali se non addirittura inferiori a quelli del sistema italiano.

    Mi sembra una soluzione moderna/equa e che risolverebbe il problema della pirateria in Italia.

    @Musicista

    son sicuro che a te non piace perchè te sei fissato .. no fissato al pavimento con la colla… convinto che la pirateria è una malattia sociale non una conseguenza
    🙂

    Se vuoi ti fisso .. con lo sguardo

    SABINA ti bacio, ti stringo, ti abbraccio… ti

    Maurizio

  259. ciao sabina, partiamo dal presupposto che anch’io trovo ingiusta la pirateria,però ,proprio in occasione dell’uscita di draquila,non ho avuto la possibilità di andare al cinema e ci tenevo molto a vederlo ,allora ho pensato vabbè quando esce il dvd lo prendo in videoteca e me lo guardo a casa. La settimana scorsa , con varie tessere alla mano, esco e vado nella videoteca sotto casa, chiedo :” avete draquila?” e la ragazza dietro il bancone :” che?” . forse pensava all’ultima saga vampiresca. Ok, mi dico provo in un ‘ altra. Insomma ne ho girate 3 e il risultato: sempre lo stesso.Draquila non c’è. Allora mi sono detta che era mio diritto vederlo e ahimè l’ho scaricato. Alla luce della mia ricerca infruttuosa penso che se molta più gente lo scaricasse poco prima del voto o prima di mettersi comodi davanti ad un tg della mediaset tutti vedrebbero le cose nella giusta prospettiva.anzi io lo proietterei su maxischermi nelle piazze più grandi d’Italia se potessi. So che è un torto nei tuoi confronti e mi dispiace ma il tuo film per me è stato illuminante e quindi dico meno male che c’è un modo per vedere le cose che magari qualcun altro vuole oscurare!

  260. tentate pure di affondare il colpo, mettendo in serio rischio la vostra intelligenza e quella dei vostri lettori, filoguzzantiani e sabina in specie, ma credo che la logica abbia sempre il sopravvento di fronte a minacce tipo zingari, ladri, o scaricatori illegali…. se volete proprio difendere a spada tratta la vita del capitale drogato mayor e da pubblicità scandalose e ripetitive, ditemi un pò QUALE AUTORE VI E’ POSSIBILE CITARE PER DIMOSTRARE CHE IL DOWNLOAD ILLEGALE RENDE POVERI I POVERI AUTORI.

    forse al massimo non lo rende ancora più ricco, ma sono certo che rachmaninov adesso dei miei soldi non se ne fa più molto…

    avete perso la strada nel bel mezzo del cammino,
    e sotto gli applausi di ascoltatori stanchi
    vi credete di essere ancora in una posizione di lotta.

    vi attende una delusione sotto forma di capelli bianchi,
    di sorrisi sempre più tirati e di molti meno libri.
    l’industria culturale è forse il solo mondo che vi resta

    e lo abbracciate come la grassa prostituta che può ancora
    offrivi una carezza.

    Ops, scusate. ma emule ha appena finito di scaricare le favole al telefono di gianni rodari che vado a sentirle illegamente… chissà con quale occhio torvo mi avrebbe osservato se fosse stato ancora in vita pensando che gli stavo rubando un soldino.

  261. @francesco

    è bello sentire che anche in italia esistono persone come te.
    Ma al di là di quel triste paesino che al massimo ha rarissime eccezioni, esiste un sito chiamato freecycle, operativo in tutto il mondo tranne che da noi… nel quale ti inscrivi col solo obiettivo di donare qualcosa di cui non ti servi più ad un altro. donare o ricevere si intende. Gente che, completamente senza nessun interesse se non quello di non ingolfare il pianeta buttando cose ancora intatte, ti da tutti i suoi carnet di note che chissà in quale occasione particolare ha deciso di comprare in serie (una sessantina)… oppure un aspirapolvere che funziona benissimo, oppure tavoli, macchine, biglietti di concerti a cui sa in anticipo che non potrà andare, vestiti, bici, strumenti musicali, televisori eccetera.
    Vivere l’esperienza di ricevere mail di questo tipo lascia davvero da parte il sentimento di essere un bersaglio commerciale che deve servirsi dei suoi soldi per poter pensare.

    economia e relativismo sono 2 concetti che non devono vivere vite così separate.

    conosco gente cui fare shopping serve per calmarsi, o forse per riacquistare la fiducia in se e l’orgoglio umiliati. io so di poter vivere in un altro modo. non do nessun giudizio di valore ma chiedo di poter essere anche io e di aver tutelati i miei diritti.

    però purtroppo l’italia non è ancora pronta a sentire discorsi che mettano in gioco i soldini e il loro valore.

  262. @Daniele

    …allora sono felice di darti una bella notizia…. freecycle c’è pure da noi… certo non come in altre parti del mondo, ma c’è (pochi ma buoni?)
    puoi seguire il gruppo su yahoo….

    @Maurizio
    server estero? impraticabile…. si può “oscurare” l’ i.p……..

    a stasera

  263. Ciao Sabina,
    bisogna studiare nuove forme di acquisto.
    Perché non fai come i Radiohead, NIN o Prince? Un solo furgone può contenere Dvd originali di un determinato film per la domanda di diverse regioni se non tutto il paese, so che la pubblicità costa cara ma le due cose sommate non giustificano l’esorbitante prezzo del disco al dettaglio. Perché non investi nella possibilità di poter acquistare i tuoi prodotti solo sul tuo sito attraverso paypal ? Non arginerà la pirateria ma i costi destinati alla distribuzione si ( e in essi voglio includere anche il costo dei commessi di cui parla Marilena, che posso capire sprovvisti della copia ma non della consapevolezza dell’esistenza del prodotto ).
    Devi perdonarmi, non ho visto il tuo Draquila perché dopo il trailer mi è presa una inc____tura e vivo in un continuo Fight or Fly, più Fly, verso un altro paese dove andare a vivere. Ti adoro , e dopo aver visto la tua foto sulla locandina di Vilipendio ho scoperto che sei molto più carina di quello che pensassi (ah, il Flash sul tuo sito è pesantissimo), ma ultimamente ,non riesco più da 4 anni a guardare la televisione e da un pò di tempo a leggere le testate on line giornalistiche italiane, mi informo di quello che accade in Italia su di un sito che ha i server all’estero contenente gli articoli, tradotti da volontari, usciti su testate giornalistiche straniere . Il sito è:
    http://italiadallestero.info/
    Vorrei anche invitarti ad un esperimento . Esistono in rete applicazioni gratuite come PeerGuardian che vengono utilizzate come filtri per il peer to peer. Di default, anche se non stai scaricando, solo navigando ( è sempre un download il visualizzare la pagina di un sito), ti appaiono in una tabella dinamica ,che già sta filtrando, i Ping di alcuni server che stanno registrando gli accessi ad un sito pur non facendone parte, per “statistiche”. Se provi a questo punto ad affiancare a questa applicazione un’altra per scaricare il tuo film, durante il processo di scaricamento è interessante leggere i nomi e gli IP di quelli che ti sta filtrando. Se noti che alcune voci compaiono frequentemente ripetute nella tabella, a segnalare ripetuti tentativi di contatto, puoi tracciarne la provenienza con un programma di tracciamento del traffico e se non altro arrivare almeno a conoscere l’IP dell’ultimo proxy dietro al quale si sono nascosti e la sua fisica posizione nel globo. Sogno di vedere la tua espressione davanti allo schermo dopo queste tre operazioni.
    Un abbraccio .

  264. Io non rubo un film quando lo scarico. E’ che ho organizzato una “caccia al tesoro” tra i miei amici per invitarli a trovare film che ho scaricato.
    E’ un gioco che faccio con i fans. E poi io li miglioro i film che scarico. Attraverso il mio sguardo attanziale, mentre son lì che guardo il mio film sulla mia bella poltrona, magari al momento giusto faccio un rutto epocale. Magari coprendo una battuta del film. Ed ecco che te l’ho migliorato.
    Ma chi non è addetto ai lavori non lo può capire. E comunque sostenere il contrario è diffamazione.

    saluti

  265. @maurizio genoni Ciao volevo dirti che mi fà piacere incontrare altra persona che visita il blog di Sabina perchè attirato non solo dalle sue mirabili qualità interiori ma anche per le sue labbra e aggiungo oggi anche per i suoi occhi Spero che quest’altro complimento mi metterà al riparo da eventuali rimproveri per aver postato quanto seguirà in uno spazio,come dire, non pertinente causa diversità oggetto discissione Si tratta della donna più chiacchierata del globo:Sakineh Vorrei nel mio piccolo contribuire a quello che fanno nel resto del mondo:provare a salvare una vita umana che ha contribuito nel suo grande intento umanitario a perpetrare la nostra specie nel tempo Come dire oltre ad essere meritevole di un cappio come vogliono farci credere una sparuta e sputabile minoranza di iraniani,ebbene è anche una MAMMA di un figlio che ha nuovamente invitato Noi Italiani a dargli nuovamente da par Nostro una mano a sciogliere questo cappio.Mi è capitato mentre dormivo questa notte di vedermi seduto ma sospeso nell’etere E mi è venuta in mente una cosa Un sogno Un uomo con sulla fronte una macchia costituita da elementi vasali dilatati e tortuosi a struttura anomala e con in mano una Lanterna,questa priva di macchia,ripetere come un Mantra queste quattro parole “STO CERCANDO UNA DONNA”mi sono svegliato e,già questo di per sè un buon segno,ho provato a capire,altro buono e Giusto intento,cose si celasse sul lato B del sogno Sarà stata la delusione di aver appreso da ALFRED ADLER DI NON E,,ERE CON MIO SOMMO DISPIACERE UN OMOSE,,UALE,sarà per un’altra vita,o l’aver appreso che fù uno dei primi seguaci di Freud per i più intimi Froid A SPINGERMI AD introsospettarmi per tutta la mattinata sul significato di tale sogno quando giunto nei pressi del palazzo Comunale della mia Città ho visto due enormi occhi guardarni Amorevolmente.Si tratta di un fotone di questa POVERA DONNA SAKINEH Se tu e chiunque altro vorraà farlo sarò felice di continuare con contenuti alla mia portata a come dire almeno provarci CIAO

  266. A chi piacciono le labbra, a chi gli occhi… a me piacciono 4.8 cmq di carnagione situati sul braccio, a 5 cm sotto il gomito, lato dorso mano. Con lo stesso livello di conoscenza di chi apprezza gli occhi e le labbra.

  267. Cara Sabina,
    il tema, personalmente, mi sembra molto più complicato di quanto possa fare apparire l’opinione di un artista, un discografico o un pirata.
    Sto facendo un danno scaricando la musica di Mario Rossi, perfettamente sconosciuto e che si sta introducendo nel mondo dell’arte? Può darsi. Può anche darsi che in realtà proprio facendo questo io gli faccia pubblicità. Per contro, è giusto che Madonna guadagni più della Montalcini o di Rubbia? È giusto che il suo prodotto faccia guadagni nei decenni, pur essendo registrato solo una volta, mentre un artigiano la propria sedia la vende solo una volta? Ha guadagnato abbastanza, Bill Gates, per Microsoft Office 2003, in 7 anni, venduto in scala planetaria? Sarà riuscito a dare la tredicesima ai suoi programmatori?

    Io capisco il tuo punto di vista. Non sei ne Bill Gates, ne Madonna. Ma non è cosí semplice. Non basta dire “scaricare è immorale”. Dipende. Da cosa e da chi è fatto.

  268. @francesco

    Quello a cui ti riferisci per l’oscuramento è l’AAMS, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, censura opera il blocco delle agenzie non conformi alle loro regole, per aggirare questo problema basta cambiare il dns o se siete un po’ esperti di registro di sistema una piccola modifica e si supera il “blocco”.
    Ripeto le regole di internet essendo il sistema fondato su regole internazionali (per fortuna) ci consente di aggirare le restrizioni dittatoriali.
    Internet è un grande strumento, basta saperlo sfruttare nel modo giusto.

  269. @Poloponp

    Sabina, oltre che essere una donna stupenda, credo abbia dimostrato già di avere enorme sensibilità e si sarà sicuramente già interessata.

    io personalmente Appoggio sicuramente la scelta di difendere qualsiasi vita umana.
    Appoggio la battaglia in difesa della vita di SAKINEH.

    Non sono in grado ovviamente di stabilire se abbia commesso o meno il reato, ma non è certamente mediante una lapidazione o una impiccagione che si fa giustizia.

    Temo che sia però altrettanto giusto riservare a ogni tema il giusto spazio, in fondo confido anche che la maggior parte dei partecipanti a questo blog, abbiano la sensibilità di interessarsi individualmente alla vicenda e di riportare nei blog già esistenti il proprio sostegno, così da non disperderlo su diversi “fronti”.

    Persino Musicista .. no lasciamo perdere Musicista no,… lui non vede al di la del suo naso…stavo per dire una cavolata.

    Ho voluto sdrammatizzare un po’…

    Grazie comunque del complimento

    Ciao
    Maurizio

  270. @maurizio genoni

    anche… ma credo che quello sia piuttosto “grezzo”…. per “intersezioni professionali” me ne hanno descritti ben altri…. ma in ogni caso credo che porterebbero solo ad una riduzione statistica e temporanea del fenomeno che si vuole contrastare, e ancora – e questa è esperienza personale – capita che gli operatori, pur di lucrare di più abbattendo alcuni costi, ti “delocalizzano” loro…. vabbè ma così andiamo davvero o.t.

    sono stato a pomigliano… due ore…. l’ultima volta c’ero stato nel 2005….. perchè il film non è stato girato lì?

    non è uno sviare.. attenzione… mi sento ancora nel tema principale (pirateria)…

    due riflessioni “al volo”…

    – ma siamo sicuri (credo di ripeterlo) che il problema da analizzare (complesso o meno) sia davvero la pirateria… che tra le altre cose cerchiamo di frammentare in una miriade di situazioni pratiche (@tutti con considerazioni varie) quando poi ci si deve necessariamente confrontare con gli “elementi costituitivi della fattispecie prevista dalla norma penale” dove basta premettere un “chiunque” è già il toro è decapitato? …mi dico… tanto come la giri giri l’elemento oggettivo c’è sempre… discutiamo al massimo dell’elemento soggettivo (@Jeff tutto sommato porta questo concetto)…..e dai e dai, almeno io, si finisce nello scoprirsi letteralmente “incistati” in un marasma ancora più grande…. che non può essere districato visto che nella sua aberrazione è un meccanismo perfetto ed autosostentante (ormai… ma non da neolitico…)….

    che faccio? mi butto nell’attacco frontale? …chissà quanti (dei meno famosi) ci hanno provato…

    non credo sia la via giusta…

    ma se provassimo a vederla in modo un tantino differente?

    ci troviamo a scambiarci idee e considerazioni personali, anche giudizi dai ammettiamolo, in merito ad un comportamento (perché è di questo che parliamo) che noi stessi (già noi stessi…) abbiamo giudicato riprovevole a tal punto di prevedere una specifica norma penale… cavoletti… non è una misera questione civilistica: io e te, uno contro l’altro davanti ad un giudice…. no… qui è lo stato nella persona del p.m. di turno che chiede giustizia in nome di tutto il gruppo sociale… qui l’eventuale condanna è pronunciata “in nome del popolo italiano”… cioè anche in nome nostro: @tutti…. più o meno – contemporanemanete – pirati! ops!

    c’era un professore all’università che andava blaterando di etica, morale e diritto come un sistema di cerchi concentrici che funziona quando bene o male stanno uno dentro l’altro… non che sia una visione statica… anzi.. quando qualche confine comincia a spostarsi “qualcuno” dovrebbe intervenire per capire il perché e modificare qualche cosa… prendendo atto che uno dei tre sistemi è cambiato…. dimenticavo… quel qualcuno che @tutti abbiamo preposto a quel compito….
    nel caso concreto… votando….. già, votando…

    almeno uno dei miei tre cerchi da “pirata” non coincide con i tre cerchi ipotetici…. però, anche se magari non ho neanche votato, quel tizio sconosciuto che si chiama “legislatore” lì… c’è l’ho messo io!!! ed è lo stesso tizio che, legiferando, regolameta i mercati…. gestisce le tasse, regolamenta la pubblicità e tante altre cosette…

    quel signore (un chiunque… non uno particolare contemporaneo come verrebbe in mente di pensare)… non è che si sveglia la mattina e dice (con il suo verbo legislativo): “ma sai che tico? vista ‘sta massa di rinco@@@@@@ti… produttore di tal bene (inutile) smettila di ossessionare @tutti in modo che almeno la metà si convincano di avere bisogno di cose di cui non hanno bisogno ma che, guarda caso, tu produci e vendi…. allegramente….”
    …è quel signore che ci ho messo io….
    non è che quel signore si preoccupare di dire “ma che c’entra ‘sta gnocca nuda di venti metri per trenta appesa al muro…. per fare pubblicità alla suoletta di una scarpa?”….. e così via….
    questi sono davvero esempi minimi….. ma minimi minimi… perché con un minimo di attenzione troppe ne passano… e alcune… farebbero scattare anche i sistemi di parental control più avanzati… ma non nel cervello di @tutti…..

    ho finito le sighe e quindi… le vado a comprare….

    però… mi dico… a forza di scrivere.. qualche “chiave di attivazione maieutica” prima o poi troverà una serratura da far scattare.. ed allora saremo in due a produrre chiavi di attivazione… e mi piace pensare che l’evoluzione della baracca sia almeno quadratica….!!!

  271. ..questa è fantastica…
    hanno cambiato il distributore automatico di sigarette…

    ora si possono acquistare (tutti prodotti refigerati)….
    – sigarette;
    – merendine oscene al cioccolato (o catrame….);
    – birre;
    – gratta e vinci…. e

    GEL IGiENIZZANTE PER LE MANI!!!!!!!

    ..ecco… cose come questa……

  272. Magari leggendo le prese di posizione di artisti come Moby, Alicia Keys o altri di questo livello qualche argomento a favore lo trovi.
    Non mi meraviglia comunque che la difesa della proprietà provata dell’opera d’arte provenga dalla sponda della presunta satira antiberlusconiana. Il populismo è sempre proibizionista. Alla faccia di Walter Benjamin.

  273. @Francesco

    Accipicchia ti vedo un po’ pessimista …. io sono un po’ + ottimista (credo)

    non credo sia un sistema che si autoalimenta all’infinito, proprio perchè io credo nell’evoluzione dell’essere umano (Musicista a parte:-) )

    Non penso sia un sistema modificabile in breve tempo , anzi son cambiamenti nell’ordine di decine di anni, ma considera che dall’avvento dell’era industriale, la tecnologia e di conseguenza lo stile di vita e le relative problematiche sociali hanno subito motamenti radicali.

    E la pirateria ne una componente del sistema… non credo durerà in eterno. magari fra 10 anni non ci ricorderemo nemmeno di cos’è la pirateria informatica, eppure occupa uno spazio importante nella societa odirna.

    scusate oggi ho la testa affollata di idee e non riesco a esprimere concetti in modo chiaro, quindi rimando a un altro momento 🙂

    comunque leggo tutto che mi piace molto sentire l evostre opinioni…

    francesco + positività.

    🙂

    Ciao Sabina luce dei miei occhi

    Maurizio

  274. …Sono pienamente d’accordo con Sabina:bisogna Cacciari pecunia.Anzi vorrei aggiungere con il Suo permesso che tale itruttivo compitino settimanale che la Nostra Amica ci ha assegnato amorevolmente mi suggerisce di inserire ciò che nOn necessariamente passa solo su internet.Penso ai Libri dell’eroe TRAVAGLIO.Volete conoscere la VERA VERITà?aLLORA PAGATE E NON FATE FOTOCOPIE,:; @POLOPONP sei un villano.servirti dell’omosessualità per attegggiarti a persona erudita.Vergognati.Sei la feccia sfregggiata della stessa Medaglia.La tua mente è(come direbbe il miticotravaglio)incompatibile con il pensiero.E mi sarei fermata quì.Ma sono certa che sei FALLACE NELL’ANIMa.Allora ti dico:nella tua città stanno ultimando un grattacielo:sali fino al 38 Piano e fai un bel volo. …..Z. Scusami Sabi ma quando quando ci vuole ci vuole CIAO

  275. sono tanti i fattori che portano le persone a rubare.
    in italia tantissima gente e’ convinta che il furto,il sotterfugio,le menzogne siano tendenze da vantarsene.
    essere onesto in un paese dove la democrazia non esiste e’ una missione.
    pochi riescono a non mollare.
    capisco profondamente gli atteggiamenti di chi non approfondisce e assume un atteg. superficiale.
    e’ una forma di difesa .
    la giungla impone queste regole sbrana,scappa,nasconditi.
    devo dire che non vedo ne un inizio ne una fine,ne vittime o carnefici.
    sento che chi e’ sincero anche se cade ogni giorno potra’ resistere in questa epoca cosi’ malata.
    molti occhi delle nuove generazioni tremano solo a pensare che domani esiste.
    credo profondamente nella forza della vita che genera cambiamenti nelle peggiori condizioni.
    quello che conta e’ la sincerita’,il lavoro su noi stessi,il desiderio di essere felici qualunque cosa accada.
    si ritornera’ alle balere,alle cantine, alle candele nelle sofitte.
    che notti romantiche ci aspettano.
    la mia passione e’ sempre stata la musica,suono le percussioni ed organizzo eventi.
    vivo in un paese di 1500 persone e ogni anno ne porto 3500 per sentire musica.

    dopo 10 anni ho deciso di smettere, il risultato era che ci rimettevo, si ubriacavano, drogavano e non appezzavano tutto il mio lavoro .
    coai’ ho deciso di smettere di voler far capire agli altri ma iniziare a influenzare con il mio atteggiamento.
    cosi adesso organizzo serate per chi desidera veramente farne parte .
    sabato 9 ad esempio partira’ un barcone al lago di bolsena per il VIAGGIO NEL SILENZIO.
    poesia ,pittura,musica ,lirica,strumenti medievali,teatro saranno offerti da tutti gli artisti che esprimono il loro talento per gli altri ,per il piacere di generare emozioni.
    tutti offrono cio’ che possono nessuno offre o prende soldi.

    per quanto riguarda l’aspetto economico tanti settori sono caduti, l’agricoltura,l’edilizia,la musica,il cinema ecc ecc.
    anche se tanti altri sembra che non ne risentono e’ questione di tempo.
    nella giungla se una sola specie ,per quanto insignificante sia, tende a scomparire tutti ne pagheranno le conseguenze.
    presto i lupi se non vorranno morire di fame mangeranno cicoria
    e le volpi astute patate selvatiche.
    chi ha le ali inizziera’ a volare e cantando osservera’ tra i rami piu’ alti la straordinaria forza della vita

  276. @francesco

    mi piace proprio il progetto nati per leggere. ho studiato di recente un libro che secondo me può interessare sia la conversazione (col muro) che stà avendo luogo su questo sito riguardo la pirateria, sia la vostra pratica. Il libro è di Michael Tomasello ed è un pò vecchiotto perché scritto nel 99′ prima delle utilissime informazioni sul funzionamento e l’esistenza dei cosiddetti neuroni a specchio. in poche parole si tratta del ruolo dell’adulto durante il periodo della crescita cercando di assecondare il più possibile, o di provocare dei momenti che tomasello chiama di “attenzione congiunta”. Il libro in se può essere anche uno solo tra i tanti strumenti. Mio padre ad esempio ricordo che da bambino mi “leggeva” delle storie, ma in realtà le inventava perchè il libro lo tenevo io per guardare le immagini e lui ci metteva sopra una storia che ogni sera era diversa. Nel corso di queste lettura si verificava che io a poco a poco comprendessi che stavamo facendo un gioco di ricerca e voltassi pagina al momento in cui ritenevo fosse giunto il momento di dare una svolta alla storia e che mio padre avrebbe dovuto parlare di ciò che veniva narrato dalle immagini della pagina successiva. Dei giochi di ricerca possono essere di natura intellettuale o pratica e non si è ancora capito quanto utili essi siano per le sorti del pargolo che invece che di sculaccioni o violenza ha solo bisogno di capire come funzionano le cose. Purtroppo certi burberi non si accorgono che se non spiegano ai loro figli le cose attraverso giochi di questo tipo, le loro spiegazioni assomiglieranno sempre a degli ordini e non verrano mai riflettute ma solo eseguite. questi stessi burberi (che possono essere Dentisti, dietologi scaricatori di porto o dirigenti) prenderanno le loro tozze o sottili mani e le faranno vibrare contro il volto del bambino non sapendo che è l’ignoranza -loro prima di tutto- a fare fare al bimbo qualcosa di sbagliato.

    riguarda la “pirateria” (mi viene da ridere a chiamarla in questo modo, mi sembra di chiamare una biciletta una maniera di eludere la fatica che si farebbe a raggiungere un posto x correndo a piedi) quando utilizza il concetto di “dente d’arresto”. questo non è altro che ciò che più di tutto ci distingue dagli altri primati: ed è il sapere, da parte di una comunità o di un gruppo, riconoscere la superiorità di uno strumento nuovo rispetto ad un altro nell’ottenere un medesimo risultato. E’ valido l’esempio della bibcicletta, come è il caso dell’invezione di uno pseudo martello per affilare le lance al posto della semplice pietra. E’ come avrete capito, il caso del download rispetto al cd, dvd.

    Una moltitudine di fattori denotano il sostanziale miglioramento, ed il fatto che un giorno verrà regolamentato -anche se ci sarnno sempre i modi per eluderlo per i meno abbienti- non spaventa proprio nessuno. Eccetto qualche comunista rimasto alla storiella dei cacciatori-raccoglitori. Regolamentare il download io lo immagino come fare pagare un canone, non alto come iTunes che ovviamente è per benestanti, annuo, magari in base al reddito (ma non attardiamoci su riflessioni di questo tipo che per ora non ha alcun senso), e ridistribuire il ricavato direttamente all’artista in base alle percentuali di download.

    una manciata di utopici vantaggi da una politica di questo tipo:

    -luoghi orrendi come la Fnac sparirebbero e ci sarà spazio per luoghi pubblici dove incontrarsi non col pretesto di fare shopping.
    -questi piccoli ufo col buchetto al centro da 800 mg o da 4 gb che sono prodotti in larghissima scala e che un giorno ci dovremo chiedere dove cazzo mettere visto che sembrano poco ricilabili, potranno essere prodotti in minor numero fino all’estinzione.
    -l’arte potrà smetterla di essere appannaggio dei ricchi e a permettersi rachmaninov finalmente saranno quelli che hanno le orecchie che funzionano. quanti beati ricchi ho sentito ascoltare musica che nemmeno un barbone accetterebbe di sentire.
    -tutti gli occupati dell’industria (milioni di persone competenti) potrebbero essere usati per cose più utili nell’interesse generale.

    mi duole che fra i libri selezionati della mostra per bimbi da 0 a 3 anni non ci sia nemmeno un piccolo piccolo libretto di gianni rodari. Io non negherei mai a mio figlio la “grammatica della fantasia”.

    date un’occhiata a questo articolo e ditemi cosa ne pensate: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/wp-content/uploads/2009/08/La.Promessa.di.un.mondo.senza.copyright.pdf

  277. questa volta devo dirti che sei di parte,io penso che quando non c/è molto denaro che circola esiste l’ingegno,per cui uno si attrezza,non puoi dare la colpa a una persona che nonostante tutto vuole rimanere “acculturata” anche se povera e senza lavoro.Diciamo che diverso è il concetto per chi specula con queste cose.

  278. e io non gliela do affatto. almeno spero di non lasicare intendere questo. Ma ho visto coi miei occhi persone a me vicine e piene di talento, spegnersi irreparabilmente perché in seguito alla morte del padre hanno dovuto prendere in mano di colpo l’economia familiare facendo lavori uno più massacrante dell’altro. Un giorno lo andai a trovare ce lavorava in fabbrica a Verona. Mi face paura perché non lo vedevo da tempo e i suoi occhi spenti, finiti i sorrisi iniziali dell’incontro fra amici che non si vedono da tempo, una cena svelta e una serata davanti il teleschermo erano i soli stimoli che poteva permettersi dopo la fatica accumulata.

    Cper risponderti più chiamaramente Massimo vorrei dirti che quando non c’è denaro che circola e non grava nulla sulla tua schiena ce la tua testolina, puoi benissimo fare come me che con 600 euro al mese ci pago l’affitto e le bollette e per mangiare vestirmi leggere coltivarmi, coltivare le mia piantine di basilico, vedere film documentari ecc ecc uso l’ingegno. Talmente bene che si direbbe che io sia ricco. e in effetti mi ci sento.

    ma metti un giorno spunta un figlio come una piantina.

    metti che succede qualcosa.

    la mia testolina non è la sola cosa che dovranno portarsi le mie fragili spalle e in quel momento saranno guai. forse ormai ho preso il vaccino. dopo aver compreso che wittgenstein e celine non parlavano così diversamente solo che wittgenstein si limitava a mettere punti interrogativi mentre celine abbondava di esclamazioni da piccolo inventore che cerca di importunare il professor Y come può.

    A me non mi sono più chiari i valori che in questo sito si vogliono trasmettere. Mi vien da ridere a pensare che sabina guzzanti possa sperare che i download vengano una volta per tutte sconfitti da sistemi efficaci che riescano a tassare o multare chi lo fa (peraltro impossibile grazie all’invio di piccolissimi “pacchetti” da parte di una moltitudine di persone quindi non si passa mai un film. si passa una parte di dati. e mi vien ancor più da ridere pensando al fatto che qui si speri di creare un’indignazione tale nei confronti del download così da instillare nel lettore questo valore minacciando sciagure e povertà per i poveri artisti. I quali però non hanno nome a quanto pare: chi fra gli artisti superscaricati che non è riuscito a pagarsi l’affitto questo mese ? quali persone in concreto dobbiamo avere sulla conoscienza ?? vorrei sapere dei guai economici di britney spears (che non scaricherei nemmeno sotto tortura, ma che credo sia abbastanza downloddata) e di quelli di daniele silvestri, o di francesco guccini. Se qualcuno mi facesse partecipe di queste problematiche mettendoci anche la faccie credo che smetterei di scaricare subito (uso la strategia G.F. se la casa è sua mi dimetto perché è talmente fuori dalla realtà un pensiero di questo tipo che si può scommettere quanto si vuole.
    Forse sono giusto un pò meno ricchi del dovuto. Ma dovuto perché ? chi ha stabilito che gli stipendi di calciatori cantanti pop cineasti e attori debba essere così elevato ? La guzzanti ? Charlie Parker è morto e non perché scaricavano la sua musica da internet, ma perché un ammasso di porci albini non la smettevano di speculare sulla sua musica pagandolo una miseria pur sapendo che quello che faceva quell’uomo non era nemmeno immaginabile retribuirlo con tutto l’oro del mondo. E oggi sarebbe felice sapendo che le sue registrazioni sono in circolo nell’etere.

  279. la pirateria è come la globalizzazione può piacere o no ma è inarrestabile.
    Io posso fare una scansione della “Gioconda” che non mi darà mai le stesse sensazioni dell’originale, ma posso copiare esattamente la stessa sequenza di bit che escono dalla sola di incisione di un concerto.
    In altre parole la pirateria non si concentra sul contenuto dell’opera ma sul suo supporto fisico.
    Spetta agli autori trovare soluzioni (d’altra parte molti pittori si preparavano da soli i colori per evitare di avere copie “pirate”delle tonalità)
    Si ricordi SONY che alcuni anni fa ha speso miliardi per siglare i propri film DRM, è bastato un forum turco con un programmino di 174K per mandare al diavolo tutto l’apparato della multinazionale

  280. Aggiungono altre due ideuzze, a favore della “pirateria”, temo.

    L’andamento storico è un aumento dell’arte prodotta, dello spettacolo e degli artisti,
    aumento dei fruitori relativi,
    aumento esponenziale dei mezzi di diffusione,
    parallelamente a questi c’è il relativo aumento enorme del fatturato dell’indotto
    e delle persone impiegate (attorno a mass media, editori, pubblicità e relative aziende ecc.)

    Sembra che il mercato nella sua “infinita” libertà si stia cannibalizzando:
    Il settore della diffusione mediatica, che culmina con internet (banca dati di tutto ciò che è riproducibile digitalmente),
    che finisce per agire contro le aziende legate al “copiright” delle opere (per riassumere, tutto ciò che è legato ai prodotti “commerciali” dell’artista),
    che però si nutrono della diffusione mediatica stessa per essere vendute e ora anche fruite.

    Il problema della pirateria non è tanto nel mancato pagamento dell’artista, secondo me,
    che comunque può guadagnare con i propri live e con gli eventuali suoi sponsor (aziende, mecenati, ecc),
    (perlomeno come faceva nel passato, prima del 900) ma più nel settore che ruota attorno ai suoi prodotti commerciali.
    Binomio arte e commercio ammettiamolo, non esiste. L’artista vive del commitente e del pubblico, non dovrebbe diventare un’industria,
    come invece è avvenuto negli ultimi decenni.
    Inoltre attori di fama e cantanti star non è certo giusto che diventino multi-milionari (gli fa spesso male!).

    Altro fatto (anzi idea): secondo me la vera arte, o meglio la realtà profonda dell’arte, non è riproducibile per nulla,
    è stato qui più volte detto in vari commenti, quindi non può mai essere veramente piratata.
    Non è riproducibile la magia dell’arte visiva,
    non è riproducibile l’atmosfera della musica dal vivo,
    ne la magia del teatro nel rapporto vivo tra attore e spettatore,
    non è nemmeno riproducibile la diretta televisiva (sigh) per questo ha ancora ascolti alti,
    e non sono riproducibili veramente bene dischi vinili, whs, cd, dvd, libri, fotografie ecc.
    Non lo sono ne nel contenuto, ne nella confezione (che ha la sua parte) o meglio,
    per farlo bene (vi assicuro) occorerebbe una spesa che rischia di superare l’acquisto dell’originale,
    non fosse altro per il tempo impiegato.

    In fondo cosa c’è di male se le aziende che sfruttano il copiright dell’arte altrui diminuiscono il fatturato e si devono spostare su altri settori?
    Cosa dovrebbero dire i programmatori di software che si vedono copiati i propri prodotti informatici,
    senza la minima possibilità di fare un concerto con i propri bit? Eppure proprio loro
    hanno inventato cose come il freeware e l’opensource, modi nuovi di far valere i propri contenuti dando per scontata la loro libera riproducibilità.
    Quello che vuol fare Sabina mettendo una versione di Draquila in download, cos’è se non commercializzarne una versione “freeware”?

    Concludo con la speranza che l’evoluzione della pirateria
    porti ad una maggiore consapevolezza sulla qualità dell’arte (arte in genere) e sulla sua importanza.

  281. cara sabina, ma non capisci che è proprio tutto il sistema che non va? hai ragione che dovrebbe essere fondato sullo scambio e non sui soldi, ma se lo commenti così non fai una bella figura. i diritti d’autore non dovrebbero esistere. sono un sopruso e una forte limitazione della libertà, che alla fine va contro l’arte. lo so che scadrebbe la professionalità di gente che non potrebbe più vivere di questo. ma se fossero compensati al momento dell’uscita del proprio film, o canzone, o sketch, o quello che sia, qualcosa gli rimarrebbe e se è vero che la mancanza di dedizione assoluta alla creazione della propria opera porterebbe a una perdita di tempi di lavoro è anche vero che artisti dilettanti e non professionisti si troverebbero con i piedi più in terra, vivendo da dottori, falegnami, dipendenti, ecc. se ne avvantaggerebbe la loro arte che sarebbe più genuina, più vicina alla gente e anche perchè no, più sofferta e quindi meno sofisticata da studi tecnici ma più fine e sentita. i cinematografari si facciano saldare a fine film, i cantanti alla vendita di canzoni ecc. ma poi basta, diventa patrimonio dell’umanità. lo so che al momento è pura teoria, poichè siamo ingessati in una società fatta così, ma dobbiamo parlare di come sarebbe giusta o di addattamenti alla meglio? ammiro chi scarica e chi disubbidisce al sistema anche se io lo faccio poco.

  282. vorrei aggiungere: la mercificazione dell’arte e della cultura è un processo che la impoverisce col tempo. è inevitabile. ma penso che nonostante la provocazione del tuo blog, cara sabina tu ne sappia ben più di me. non riusciresti a fare una satira così fine e coraggiosa se tu non fossi conscia di tutto questo. ma gl’interessi sono forti, ed è una buona idea studiare, o far studiare, i commenti dei tuoi potenziali clienti. non si sa come girarla questa patata bollente.

  283. Vorrei aggiungere alcune riflessioni:

    in riferimento ai diritti d’autore a me non sembre giusto che le case discografiche ad esempio continuino ad incassare i diritti d’autore di artisti morti da tempo,ma
    è ancora più ingiusto che li ricevano visto che non anno realizzato nessun’opera, commercializzandola anno già realizzato un belpò di soldi visto che il costo per la realizzazione di un cd è ridicolo. I diritti d’autore doverbbero andare all’utore e alla sua morte le sue opere dovrebbero essere libere ed usufruibili da tutti. Per non parlare del prezzo di un cd oltre 20 euro per 10 o 12 canzoni che è più di un’euro e mezzo a canzone non è un prezzo molto equo visto che vendono questa canzone milioni di volte.

  284. Io credo, molto semplicemente che, se gli artisti vogliono guadagnare lo devono fare come tutti in relazione al lavoro che fanno e una volta sola. Se un minatore, un cameriere, un lavoratore qualunque vuole guadagnare deve lavorare tutti i giorni tutte le ore necessarie a comporre il suo reddito. Se un artista vuole guadagnare deve recitare, cantare, fare un film e verrá pagato. Un musicista deve fare concerti e cosí verrá pagato. Perché dovrebbe pensare di guadagnare tutta la vita e di piu pure se per una volta suona, registra un disco, fa un film. É come che se il minatore venisse pagato tutta la vita per una giornata di lavoro…….
    Il diritto d’autore é solo uno specchio per le allodole, non esiste. Perché l’opera d’ingegno deve valere tanto e quella del lavoro umile pulito giornaliero e decente no!

  285. Credo che il discorso sia molto complesso. Sabina ha ragione quando dice che chi produce cultura deve poter vivere del suo lavoro. Dire: per guadagnare canti o reciti e vieni pagato per il tuo lavoro è simpatico, ma non ha senso. Per gli attori e spesso per i cantanti è già così: recitano e sono pagati per il loro lavoro giornaliero; il problema si pone per gli autori e suppongo che chi dice che il diritto d’autore non deve esistere proponga che proprio gli autori vengano pagati per le loro ore di effettivio lavoro…. Ora, per scrivere una sinfonia un dramma teatrale, una sceneggiatura, ci può volere un anno e più. Quindi ORa io immagino un teatro che vuole fare un testo teatrale attuale: dovrà pagare l’autore per un anno. Paghiamolo anche poco, diamogli 1000 euro al mese e quel piccolo teatro si troverebbe a pagare 12.000 (leggi 240000 tra trattenute e tasse )euro per pagare solo l’autore per un testo teatrale nuovo (che magari cadrà alla prima rapresentazione e non verrà mai replicato) . Ora, ci vuol poco a capire che questa idea, se applicata avrebbe una sola conseguenza: i teatri smetterebbero di produrre spettacoli contemporanei – già adesso lo fanno di rado- e finiremmo per non produrre più nulla di nuovo. Forse si salverebbero le Major del cinema che – visto il loro mercato immenso – potrebbero pagare gli autori per il loro lavoro. E non penso che il fine di chi contesta il diritto di autore sia di aiutare solo i grandi del mercato culturale.
    Tuttavia, al riguardo esiste un problema molto serio per quanto riguarda la musica.
    Quando noi paghiamo 20 euro un CD noi mica paghiamo 20 euro al cantante, o al musicista o agli autori. No, li paghiamo a una casa discografica. SE la casa discografica mettesse quei 20 euro nella produzione e nella distribuzione del CD mi andrebbe anche bene; ma è ovvio che non è così: tra incicsione, stampa spese di registrazione eccetera dubito che la produzione di un cd superi i 5 euro… e dove va a finire il resto? Ovviamente va a finire nel maggior capitolo di spese di una casa discografica, ovvero nella promozione – specie in quella fatta a nero, sappiamo tutti che c’è… E’ questo che mi spaventa nell’attuale mercato discografico. Paghiamo il CD affinchè ci convincano ad acquistare quel CD. E’ come avere un Minculpop che ci paghiamo noi… Nel caso della musica non riesco a non apprezzare Emule e tutte quelle cose che consentono, oggi, di andare in tasca a chi vuole indottrinarci.
    PEr altri campi, come la produzione video e cine il discorso è parzialmente diverso in quanto le spese di produzione di un film sono infinitamente maggiori (a fornte di un costo del DVD spesso uguale a quello dei CD!!!); in questo caso non esiste – a mio avviso – alcuna giustificazione seria. Ed è verissimo che la gente lo fa perchè non c’è rischio. La tendenza andrebbe combattuta ma non con gli strumetni miopi usati fino ad oggi.

  286. Su ogni cosa ci vuole buon senso.
    Se compro un libro, cosa ho comprato?
    se lo legge mio figlio commetto reato?
    se lo presto a un amico doppio reato?
    il libro è di mia proprietà (escluso il contenuto) e ne faccio ciò che voglio, lo sottolineo o ne evidenzio delle parti, lo presto, lo regalo, il cartaceo è mio!!
    in formato digitale lo stesso libro (esludendo tutte le spese: stampa, commercializzazione trasporto nei punti vendita, sovraccarico del costo ad ogni passaggio il che dovrebbe portare il costo ad essere molto, ma molto inferiore del cartaceo;questo sicuramente non avverrà)
    identiche domande di sopra:
    cosa ho comprato?
    se lo legge mio figlio commetto reato?
    se lo presto a un amico doppio reato?un saluto a tutti nel blog

  287. se i cd costassero di meno se ne comprerebbero di più. IO scarico, ascolto e se mi piace lo compro, se invece compro e non mi piace che fare? buttarlo? dopo che ho speso 21 euro? siamo mica matti

  288. inoltre:
    per venire incontro alla tua necessità di capire il mondo “libero” ti invito alla lettura di una breve introduzioncina alla licenza GNU http://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.it.html (dal padre del software libero Richard Stallman). Molto probabilmente per chi si è trovato a scrivere codice aperto e LIBERO o collaborare in progetti liberi (per es. informazione indipendente) tutti questi principi sono di immediata comprensione.
    Se ciò non bastasse a convincere che anche le pubblicazioni classiche (saggi, romanzi, immagini, video, musica) hanno la reale possibilità d’esser libere, ricordo a tutti l’esempio di Q (e le seguenti pubblicazioni) di Wu-Ming.

    Per quanto riguarda la mia esperienza (vale a dire una povera mentecatta che non ha certo i soldi per pubblicare), quando un mio lavoro è stato pubblicato a nome di un altro, l’unica maniera di difendermi è stata la rete. Rendere immediatamente consultabile il mio lavoro (in Creative Commons), scaricabile online, è stato l’unico modo “proteggermi” in qualche modo. No, non ho avuto denaro, ma almeno si sta svelando col tempo la natura di baronetti universitari di sinistra radicale (ormai stanchi di studiare e inclini a preferire il palcoscenico del popolo viola) e fondazioni di sinistra che pronunciando il loro nome dovrebbero sciacquarsi la bocca. A differenza del mondo di carne, in rete la credibilità non è una leziosità, è il fattore primario.
    Mi si obietterà: “andare in tribunale?” come ho detto, sono una povera mentecatta. I benestanti hanno i soldi e il tempo per andare nei tribunali.

    Ancora una cosa: normalmente se sento un artista scagliarsi contro la “pirateria” (ma che è? quella degli scantinati, decine di masterizzatori e mercatini estivi? o in calderone ci mischiate il p2p???) la mia reazione è di non comprare più sue opere: significa che nemmeno s’è impegnato a conoscere e capire il fenomeno. E se il tempo l’ho avuto io…
    Inoltre, se non esistesse il p2p o il rapidshare (a cui cmq preferisco il p2p per ovvie ragioni politiche) personalmente metà delle mie esperienze intellettuali dell’ultimo anno (film, anime, drama, libri) non sarebbero state possibili. In Italia, per quanto sia stato già caldeggiato, alcune cose non vengono pubblicate per cecità, pigrizia o più semplicemente per ignoranza. Eppure sono fenomeni che hanno un seguito impressionante, questo grazie alla rete e alla condivisione. Per esempio, mai sentito parlare di fansub?

    Certamente il sistema siae/proprietà intellettuale/brevetti è ciò che fa sentire al sicuro chi già si è affermato (e che data la visibilità non avrebbe certo tutta quella necessità), ma si tratta di un sentiero non seriamente praticabile per chi sta emergendo.

  289. Il mio modo di essere pirata è questo. Ho acquistato un dominio e messo su un blog sulla scuola da tre o quattro giorni. Deve servire a raccogliere e diffondere informazioni su ciò che accade ogni giorno a studenti, insegnanti, bambini, precari del mondo scolastico. In pochi sanno cosa succede davvero nelle scuole: non lo sanno quelli che ne sono usciti da tempo e neppure quelli che le frequentano perché ci posano i figli. Scuotiamoci e diamo una scrollata al sistema, sembriamo precisamente sotto ipnosi collettiva. Ci stanno portando via una cosa preziosa (e uno degli strumenti per esprimere il nostro dissenso). www amolascuola.com – http://twitter.com/#!/AmoLaScuola.

  290. Scrivo da 22enne cresciuta nell’era digitale, computer in casa per uso personale da quando avevo 6 anni, periodo di download selvaggio tra i 13 e i 16/17, cominciato prima con i “record” delle canzoni sulle cassette dalla radio e poi passato sull’allora programma adibito al peer to peer, WinMx.

    Poi mi sono iscritta a Design, e ho capito quanto valessero le idee, e quanto fosse facile farsele portare via, ma soprattutto di quanto il lavoro artistico o creativo sia sottovalutato da chi non fa parte di quel mondo. Ho intere schiere di conoscenti che pensano che io passi le giornate a disegnare senza sapere nemmeno bene cosa, e che il processo progettuale da cui scaturiscono nuove idee sia una specie di miracolo divino, che si risolve da solo nel giro di una decina di minuti, basta essere ispirati. E dire che la mia Facoltà è ancora considerabile abbastanza “tecnica”!!!

    Quello che cerco di dire è che io stessa quando ho cominciato ad avere due soldini da parte e una carta ricaricabile a disposizione, mi sono affidata a iTunes, con grandi soddisfazioni anche dal punto di vista “sentimentale”, cosa che non credevo possibile. I cd su iTunes tra l’altro costano molto meno: niente costi di trasporto, di produzione di custodie, etichette etc, niente distributori. So che non è romantico come andare in un negozio di CD, ma siccome tanto finiranno comunque tutti sull’ iPod, la differenza non è molta e contribuisco anche a risparmiare risorse, che in questo caso non fa mai male.

    Per questo giudico assolutamente ingiustificabile il ragionamento sulla “cultura libera” o sul “costa troppo” proprio perchè fatti spesso da gente che non solo potrebbe permettersi di pagare tutto quello che scarica, ma che in generale non capisce l’impegno che c’è dietro ad un lavoro artistico, che merita di essere ripagato.

    Per i film mi arrangio in streaming, non avendo la TV. Spero che prima o poi qualcuno inventerà un iTunes completo di film, recensioni e anteprime, o una specie di Megavideo evoluto in cui possa guardarmi i film in HD pagando un abbonamento mensile.

    E poi in fin dei conti, dover spendere dei soldi per l’arte porta anche ad essere più selettivi, e ogni tanto non guasta, visto le porcate a livello musicale/cinematografico che circolano.

  291. ci sono artisti come moby o i radiohead che diffondono gratuitamente interi dischi sui rispettivi siti internet, e non mi sembra muoiano di fame. io sono uno studente e non posso permettermi di spendere 20-22 euro per un disco, ne per un DVD; se costassero meno sicuramente ne comprerei di più, motivo per cui li preno all’estero. per i libri ci sono le biblioteche, ma è illegale anche fotocopiare interamente un libro. se la cultura costasse poco, maggior ragione se gratuita, creerebbe più accessibilità da parte di tutti. e ripeto, non penso che gli artisti muoiano di fame perchè non vendono dischi. ultima cosa: ci sono molti artisti emergenti che saltano fuori mettendo libri o canzoni su internet gratuitamente, e questo va soltanto a loro favore.

  292. mi è capitato di leggere a lato il titolo di questo tuo vecchio post e visto che chiedi opinioni e/o consigli in merito vengo a dirteli …come un addetto ai lavori di vecchia data. (Ex pirata audiovisivo degli anni 80-90-2000 ma con attività regolare)

    Ebbene, dove sta la remissione o il guadagno degli artisti in caso di pirateria via web o via formati analogici-digitali ? Praticamente NON C’è REMISSIONE …TUTTE CAZZATE…
    ALL’ATTO PRATICO C’è SEMPRE “QUALCUNO” CHE CI GUADAGNA DALL’ALTO E POTREBBE BENISSIMO PAGARE GLI ARTISTI IN LINEA TEORICA DANNEGGIATI!

    ti spiego:

    quando ci fu l’avvento dell’home video le major americane (paramount warner columbia)
    erano in mano yankee-giudaica … ma con il tempo il potere tecnologico dei vari sony panasonic (national) e jvc attraverso la penetrazione mondiale di apparecchi e supporti (milioni di video e milioni di cassette nonchè l’home theatre) fece sì che tali società COMPRASSERO GLI STUDI DI HOLLYWOOD !! divennero made in Japan!
    perchè la produzione audiovisiva non poteva arrestarsi altrimenti la vendita dei supporti (vhs vergini e materiale tecnico) sarebbe morta.
    A questo punto appare lampante che i “benefit” del ricavato vadano anche agli artisti!
    come avveniva con il finanziamento dei film e degli album musicali. In sostanza i “diritti siae” si trasferivano ai supporti registrabili o alle stesse macchine
    preposte alla registrazione. Se tutto questo mercato fosse stato regolato e regolare ovviamente…
    in America succedeva, qui da noi….c’era un “nano”…impelagato anche con le case cinematografiche oltre che con le TV .

    Sai quanto rendeva l’uscita dei film pirati ogni anno all’origine ?
    Quasi un miliardo di lire esentasse tutto al nero !
    Ecco dov’era la sòla per gli artisti italiani e stranieri (con i film importati)
    Perchè il miliardo ricavato non andava sul finanziamento diretto delle nuove opere !…na na na ! Percui guadagnavano i giapponesi, i cinesi e i koreani…
    costruttori di video e cassette vhs !

    Quindi si evince che non si tratta di “rubare la pagnotta” e mangiarla di nascosto come se fosse il forno del pane!…Dato che si ha bisogno di attrezzature e supporti creati dagli stessi addetti ai lavori nonchè FINANZIATORI dell’altrui ingegno !

    ora tutto il discorso lo rapporti al web-rete-internet e i suoi addetti ai lavori
    I PROVIDER DELLE TELECOMUNICAZIONI CHE CI MANGIANO E STANGANO ASSAI I FRUITORI DELLA RETE…CHE NON è GRATIS, EH !

    basta solo andare a vedere chi sono tali “personaggi” più o meno fisici-giuridici!
    “la pirateria è un’invenzione dei soliti noti che hanno bisogno di inventarsi i ladri per rubare in modo indisturbato e a norma di legge”

    ciao bella

  293. Sabina, è inutile, è fatica sprecata. lo hai detto tu stessa: taccagnano 7 euro e poi però se li sbevazzano. ho letto solo commenti improntati all’ipocrisia. costoro fanno tanto i “libertini”, ma poi per un loro centesimo ti accoltellerebbero. senza contare poi il danno culturale che fa la pirateria. il cinema non da’ soldi solo alle star, ma anche a sarte, elettricisti, carpentieri e corrieri. insomma, ci sono dei costi. a questo punto, sapendo che la filiera dell’home video viene distrutta, i produttori si limitano solo a fare filmacci commerciali che possono puntare al loro mese di gloria al cinema e poi, soprattutto, ai passaggi televisivi. ai giorni nostri certi autori come lucio fulci, ruggero deodato, dario argento (quello di una volta, non il “bollito” di oggi), enzo castellari, umberto lenzi e fernando di leo non camperebbero manco un giorno. grazie, pirati, anzi: ladroni. grazie a voi oggi posso bearmi con “scusa ma ti voglio sposare”, “twilight” e “i soliti idioti”.

  294. Ciao sabina, mi permetto di consigliarti (ma spero che tu li conosca già) i lavori dei wu ming e le loro idee riguardo l’argomento da te citato. penso che sia la giusta conclusione alle polemiche.

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