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“I persuasori occulti” di Vance Packard

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“I persuasori occulti” di Vance Packard 

Come ci manipolano e come se ne viene fuori, le letture e la discussione sul blob girano attorno a queste domande.

Ecco un altro libro che mi sta appassionando dopo Castells, “I persuasori occulti” di Packard. E’ un saggio molto noto, che quando uscì nel 58 fece molto scalpore. Speiga come la pubblicità entra nel nostro inconscio e ci condiziona come consumatori e non solo.
a questo proposito, sempre il mio documentarista preferito Adam Curtis, ha fatto una serie di documentari per la BBC intitolati the centoury of self. Anche la serie Mad Man è fondata su queste teorie.

io lo trovo illuminante e vi leggo dei pezzi a libro iniziato, per darvi un’idea.
la parte precedente a quella che leggo, è impressionante oltre che abbastanza divertente. Descrive il percorso capitalisti americani, esaltati per la produzione che ogni anno cresce e cresce oltre ogni possibile previsione. l’esaltazione si trasforma in panico quando si domandano: e se poi non ce li comprano tutti questi prodotti? siamo negli anni 50 e la vendita inizia a diventare importante quasi quanto la produzione.
le ditte cominciano a rivolgersi alle agenzie pubblicitarie, che cominciano a sottoporre gli americani a numerosissimi test. il risultato dei test preoccupa i produttori: gli esseri umani sono bizzarri. le loro scelte troppo spesso non sono razionali. Allora cominciano ad essere coinvolti dalle agenzie pubblicitarie psichiatri, psicologi, sociologi e antropologi. Gli studi che cominciano in quesgli anni sono quelli che nell’ottanta, troveranno la chiave per ridurre ai minimi termini, la democrazia.

Allego la lettura del 3° e 4° capitolo per ora
Fatemi sapere sempre cosa ne pensate che ci tengo

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16 Commenti

  1. Ma i nostri “persuasori occulti” si sono accorti che il reddito disponibile per i consumi e’,qui da noi. (quasi) inesistente?

  2. riporto un riassuntino di packard fatto bene da wikipedia:

    Effetti della pubblicità sull’individuo

    Vance Packard, esperto nel campo della pubblicità, nel suo libro pubblicato nel 1957 I persuasori occulti, parla dello spettatore come di un individuo privo di una valutazione o un criterio razionale, ma accecato dal desiderio di possedere l’oggetto o l’idea di cui la pubblicità si fa portatrice a tal punto da entrare, senza rendersene conto, nel meccanismo manipolatore della psicologia della pubblicità. Packard distingue da una parte il popolo, ovvero una massa informe plasmabile, e dall’altra i persuasori, o peggio, i manipolatori. In pubblicità viene data molta importanza alla replica infinita del messaggio che dà luogo al bombardamento pubblicitario, in modo tale che il destinatario si trovi in una situazione di déjà-vu, continuamente bombardato da messaggi brevi, concitati e ripetuti in maniera ossessiva. Avere familiarità e conoscenza dell’oggetto reclamizzato aumenta la percezione di gradevolezza di questo e fa sì che il compratore sia attratto piacevolmente dall’acquisto. Inoltre si parla di primacy e recency, ovvero alcuni studi dimostrano che nella mente del destinatario rimangono più impresse le prime e le ultime informazioni di un messaggio.

    ….

    mi fa venie in mente un libro di tecniche di vendita che avevo per caso sbirciato in una libreria anni fa dove si davano le statistiche riguardo al numero delle ripetizioni in tv di una pubblicità e l’incidenza che aveva sugli acquisti… da 1 a 10 si arriva al dato massimo che quando una persona vede un messaggio pubblicitario 10 volte la probabilità di acquisto diventa il 100%

  3. dato ovviamente statistico, il che significa che su 1000 telespettatori, se 200 di loro vedono lo stesso messaggio 10 volte, sicuramente ci saranno 200 che acquisteranno quel prodotto, chi lo comprerà dopo averlo visto solo 5 volte, altre non lo compreranno nemmeno dopo 10 volte, ma la media è quella

  4. la pubblicità è efficace anche con limitato reddito disponibile in quanto mira alla capacità d’indebitamento ancora molto alta nelle famiglie italiane. nella ricerca del consenso politico agisce in modo meno diretto ma con efficacia tutt’altro che trascurabile se attivata in modo multimediale come il nostro caimano ben sa.

  5. Lo stesso meccanismo che produce il GF o altri programmi consimili che rendono famose persone altrimenti anonime, rendendole appetibili al pubblico.

    “Ah guarda questo detergente, ne fanno anche la pubblicità in televisione!”
    “Ah guarda quello, è apparso in uomini e donne”

    La conoscenza è il primo passo dell’assimilazione e dell’accettazione.

  6. Lo sanno bene gli agenti dello spettacolo che piazzano i loro personaggi esattamente come i pubblicisti piazzano i prodotti .
    Si tratta di una nostra debolezza, tra l’ignoto e il noto scegliamo il noto; la paura di ciò che va oltre la nostra conoscenza.

  7. Ma è anche un fattore di logica disarmante, politicamente. Si è al grado di apprendimento infantile, il bambino indica solo ciò che conosce, mentre per ciò che non conosce fa un’espressione titubante.

  8. Sui consumatori (anche quelli piu’ recalcitranti) la pubblicità ha un influsso potentissimo. basti pensare a tutte le carte che abbiamo nel portafogli e che presentiamo nei negozi per avere o sconti sulla spesa o gadget vari, illudendoci di non pagarli. certe pubblicità sono imbrogli per le menti che vengono sedate e addomesticate ad hoc (con tecniche psicologiche efficaci) affiche’ si compri e si torni a casa contenti e convinti di aver fatto L’AFFARE. sono consapevole del fatto che la pubblicità porti nel cervello un’immagine che viene registrata e in qualche modo agisce nel subconscio, emergendo nel momento opportuno. la razionalita mi ha fatto comprendere il potere di questo fenomeno e cerco di comprendere cosa mi spinga all’acquisto di una determinata cosa piuttosto di un’altra. Spesso sono combattuta tra prezzo e pubblicità (una volta sono stata in un supermercato 1 ora senza riuscire a comprare nulla!!!!) All’uscita mi sono sentita una deficiente! altra esperienza personale su come la pubblicità faccia presa sulla gente è stata la vendita per poco tempo delle aspirapolveri Folletto porta a porta. Beh l’abilità di certi venditori e la debolezza di certi clienti lì era lampante per non dire sbalorditiva! la vendita è pura e fine arte psicologica. grazie sabina appena posso leggero’ i capitoli da te proposti.

  9. ricordo che presi questo libro perchè ne avevo letto nel saggio “ritorno al mondo nuovo” di huxley.

    mi impressionò molto l’uso della psicologia che si decise di praticare, ovvero a scopi politici di dominio e sottomissione. Mi ricorda, per questo, la violenza ancora più esplicita di Shock economy di Naomi Klein.

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