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Interrogatorio Napolitano, le domande su stragi e trattativa stato mafia

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Interrogatorio Napolitano, stragi e trattativa stato mafia

Oggi Napolitano non risponderà alle domande già lo sappiamo. O meglio risponderà che la trattativa non esiste e che non l’ha mai sentita nominare. Per fortuna conosciamo tante risposte. Certo qualche uomo della classe dirigente che collabora ci aiuterebbe a far luce su tutto, ma anche se questo non dovesse mai accadere abbiamo la certezza che le persone coinvolte in quelle vicende mentono. Che non sono degne quindi di governare, né di ottenere promozioni, né pensioni d’oro, né consulenze d’oro. Non sappiamo se devono andare in prigione, ma sappiamo che devono uscire di scena con disonore.

A questo proposito leggete questo ottimo articolo su repubblica che spiega con chiarezza alcune delle gravi menzogne che arrivano dalle alte cariche istituzionali e prova che i governi che si sono succeduti dal 93 a oggi hanno mentito sulla trattativa stato mafia.

PALERMO – In un archivio del ministero dell’Interno è conservata la storia segreta degli anni più drammatici d’Italia, gli anni delle bombe di mafia. È l’archivio che custodisce i verbali dei Comitati nazionali per l’ordine e la sicurezza, il massimo organismo deputato alla protezione della Repubblica e dei suoi cittadini. Nei giorni delle stragi del 1992-1993, si riuniva spesso il Comitato, presieduto dal ministro dell’Interno, dai vertici delle forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza. E poi lanciava solenni comunicati stampa per ribadire la linea della fermezza del governo contro i boss. Ma i verbali rimasti per vent’anni in una cassaforte della “segreteria speciale” del gabinetto del Viminale raccontano tutta un’altra storia.

Raccontano che nel 1993 un pezzo dello Stato decise all’improvviso di revocare il carcere duro al gotha di Cosa nostra. Senza un’apparente ragione, mentre le bombe continuavano ad esplodere in giro per il paese. E qualcuno protestò con forza. Anche questo scontro ai vertici delle istituzioni raccontano i verbali. Uno scontro che fino ad oggi non era mai emerso. Anzi, l’allora ministro della Giustizia Giovanni Conso ha sempre ripetuto che la decisione di non prorogare 300 decreti di 41 bis fu una sua “scelta personalissima “. Ma adesso i file dei Viminale dicono diversamente. E oggi Repubblica è in grado di ripercorrere questa nuova storia dopo aver letto le 456 pagine che raccolgono la cronaca dettagliata di nove comitati nazionali per la sicurezza. Questi documenti, che risultano declassificati nel 2012, sono ora agli atti al processo per la trattativa Stato-mafia.

L’allarme sul 41 bis. Bisogna iniziare dall’ultimo comitato desecretato per capire quale verità sia stata nascosta per vent’anni. È il comitato del 16 dicembre 1993. Il solerte funzionario del ministero incaricato di verbalizzare annota la presenza del ministro dell’Interno Nicola Mancino e prende nota degli interventi. Il capo della polizia Vincenzo Parisi solleva il problema dei blocchi stradali: “Dall’inizio dell’anno ce ne sono stati 192”, spiega. Il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Luigi Federici è preoccupato invece per i “centri potenziali di disordine legati al settore del lavoro”. Sembra che l’emergenza delle bombe non sia più un problema.

All’improvviso, prende la parola il procuratore nazionale antimafia Bruno Siclari e dice in modo schietto: “Preoccupa molto il pericolo degli attentati, ma preoccupa anche il regime carcerario, per il rallentamento del rigore nei confronti dei detenuti”. È un allarme preciso. Il 41 bis è stato depotenziato. E Siclari è il primo a denunciarlo.

“Oltre che sensibilizzare i magistrati di sorveglianza, sarebbe opportuno anche un segnale del governo per delineare una linea più dura”.

Un’altra denuncia. Così, oggi sappiamo che in quello scorcio di fine 1993 il governo, non solo il ministro Conso, aveva modificato la sua linea antimafia. Dopo Siclari, parla il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Adalberto Capriotti. Se la prende con i magistrati che “non adottano la linea dura”. Ma pure lui deve riconoscere che “questo è dovuto anche agli interventi politici motivati da esigenze di carattere generale”. Interventi politici sul 41 bis? Di chi? Non ce n’è traccia nelle pubbliche dichiarazioni di quei giorni. Chiede di parlare il vice direttore del Dap, il magistrato Francesco Di Maggio, che non usa mezzi termini.

“L’articolo 41 bis crea molte preoccupazioni perché su 1232 provvedimenti ben 567 sono per delega del ministro della Giustizia e di questi soltanto 8 sopravvivono, mentre gli altri vengono revocati. I rimanenti 66 provvedimenti, invece, che non sono provvedimenti delegati, sopravvivono in numero maggiore: soltanto 26 vengono revocati dal magistrato”.

Come dire, il vero problema non sono i giudici, ma il ministero della Giustizia. Nel comitato del 10 agosto, Di Maggio era andato oltre, chiamando in causa il governo. Le sue parole sono a pagina 357 dei file del Viminale:

“È opportuno che il governo mantenga ferma la sua posizione sull’articolo 41 bis”.

L’anonimo verbalizzatore sottolinea la parola “governo”. E il ministro Mancino che dice? Cambia argomento.

Ammissione di sconfitta. Da quell’archivio del Viminale emerge soprattutto la debolezza dello stato in quei mesi terribili. Il 3 giugno, all’indomani della strage Falcone, il capo della polizia apre il suo intervento dicendo che mancano le auto blindate. Il 24 luglio, cinque giorni dopo l’attentato a Borsellino, ammette che “l’attività informativa non ha funzionato”. E siccome il paese protesta, propone anche di fare attività di “controinformazione”. Il capo della Dia, il generale Tavormina, suggerisce di trasferire i magistrati a rischio all’Asinara, perché in Sicilia nessuno riesce più a garantire sicurezza. Ma il capo del Dap, Nicolò Amato, avverte che i rischi sono anche sull’isola: “Non è stato rispettato l’impegno di inviare 50 poliziotti e 50 carabinieri “. Parisi risponde che sono già partiti. Amato ribatte che non sono mai arrivati. Il 30 luglio 1993, all’indomani dell’ennesimo attentato di mafia, Parisi dice:

“Dobbiamo ammettere che il dispositivo di sicurezza non ha funzionato; esiste al riguardo una responsabilità collegiale”.

Mentre gli analisti del Viminale brancolano nel buio. E qualcuno si vanta che “tutte le manifestazioni di reato – dagli omicidi alle rapine – sono diminuite del 21,72 per cento”.

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22 Commenti

  1. Beh, confesso: dietro al titolo di repubblica mi aspettavo di trovare nuove e fulminanti rivelazioni…. Invece niente. Ho qualche anno in piu’ per ricordare che l’applicazione del 41 bis fu oggetto di un vasto dibattito nel paese, con i radicali che si dicevano contrari per ragioni umanitarie: anche loro complici della trattativa? ma per favore….

  2. Le immunità e i privilegi servono a non far emergere la verità, nei casi come questi..il fatto che esistano italiani a cui piace napolitano è inquietante ed inspiegabile, e la dice lunga sullo stato in cui si trova l’italia. se e quando napolitano uscirà di scena, sarà sempre troppo tardi.

  3. attendiamo i verbali. al momento la lotta “interpretativa” tra il “fatto quotidiano” e gli altri giornali e’ netta.

  4. ..com’è preparato e telegenico di battista, eh?
    sembra sempre che pubblicizza un buon dentifricio..
    che dopo, mangiato – si sa – bisogna lavarsi bene i denti..
    bah: il dibattito politico è come al solito a zero. Ed è azzerato da una tarantella (è corretto scrivere così?), che dura da più di 20 anni. Perd’io! sapete che gira gira la notizia della trattativa ieri la de-scrivevano meglio su Ilgiornale?
    Almeno due risate te le strappano sempre: tipo Feltri si occupava di un’ingiustissima condanna a 30 mesi di carcere per peculato (o simil abuso d’ufficio) ad Augusto Minzolini, che proprio in qst giorni s’è ricordato di saperne a pacchi sui rapporti di pezzi deviati dello Stato con i Corleonesi, che sotto passati sotto l’egida di Provenzano si son scoperti meno aggressivi. Bah.. peccato che il tuo film, Sabina, giri in pochissime sale e per vederlo occorre avere l’ostinazione di macinare km e inquinare il Creato…sennò, a sto punto, mi sentirei curioso… Sarebbe fichissimo che con i loro potenti mezzi, i mafiosi ne controfacessero uno, tipo di risposta alla telefonata di mrs riina e clio napolitano. Ma la figlia di Riina nn rilascia interviste ognitanto? e sull’argomento non ha nulla da dire? Insomma, oggi come oggi, la versione dei vertici di Cosa Nostra è l’unica davvero interessante per i fantastici ragazzi degli under 60…gli under 30 già stanno al cinema…gli over 80 se ne strafregano, ché han altri pensieri…in pratica : https://www.youtube.com/watch?v=LKgy4JriQHQ ??
    Restano 70enni cauti, 60enni distratti e vili, 50enni incupiti per ragioni economiche: hanno scoperto un oggi troppo incerto per pianificare il futuroprossimoindicativo, 40-30enni contemplativi, capaci ma fermi perché la generazione precedente si sente ancora gagliarda e fresca.
    si percepisce che sono stufo parecchio?
    seb/sad

  5. Cara Sabina,
    non trovo più traccia del suo film sui siti dedicati al cinema in visione, Non riesco nemmeno a sapere quanto abbia finora incassato, é come fosse scomparso! Confesso che la sua presenza a quell’orrendo talk di santoro, mi ha lasciata di stucco, ma non riesco a credere “La Trattativa” sia già stato estromesso dalle sale cinematografiche Italiane. Se le cose stanno così, non esiterei a parlare di autoritarismo strisciante della pegGior specie. Mentre naturalmente il renzismo idiota dilaga. Comincio ad avere paura.

  6. in italia abbiamo avuto 50 anni di democrazia , che ha significato 50 anni di democrazia cristina , a torto o a ragione …
    con il crollo del muro nel 1990 e’ cambiato tutto , l’america ha scaricato la politica italiana , e tutto il sistema di accordi se ne e’ andato a fare friggere…
    insomma … fu tutta roba da democristiani …

  7. parentesi fuori tema.
    1 Signorini ama in modo viscerale piersilvio; ogni tre per quattro esce un servizio sui pettorali del suo amato padroncino.
    2 L’orda dell’esercito di giornalisti berlusconani, ha fatto quadrato intorno Signorini, mettendo le mani avanti. Il calippo della Pascale e i “pompini” della Carfagna tutto ok e l’allusione del gelato della madia è volgare?
    Il calippo della Pascale è una cosa, il gelato della Madìa un’altra. La Pascale si esibiva con altre ballerine sulla canzone del Cafone, noto e simpatico comico di area campana, con il quale lavorava. E la canzone era una scherzosa allusione, fondamentalmente volgarotta, quindi era voluta.
    3 La Carfagna aveva fatto sesso con berlusconi, causa iniziale della crisi coniugale; uno scambio di favori, volgare in tutto il suo svolgersi e proseguito con altri “nuovi” soggetti politici, sempre con il meccanismo di poltrona in cambio di sesso.
    Queste sono volgarità reali, un costume volgare da denunciare anche con parole forti, al pari della battuta da caserma del direttore di Chi.
    4 Signorini ha detto che non ha mai visto nessuna mangiare il gelato come lo mangia la Madìa.
    Io l’ho visto e più volte.

  8. ..buonsabato,
    mi chiedo nelle città in cui almeno dagli anni ’90-’95 ci son prigioni con il 41-bis, quanto hanno trattenuto nelle sale cinematografiche #LATRATTATIVA? Ho ascoltato alcuni interventi di Sabina sul suo film e l’aspetto più interessante è che vuol cogliere i meccanismi attualmente in funzione tra Politica e Cosa Nostra. Dopo l’arresto di Provenzano (2006) mafiopoliticamente cosa è successo? Sembrano 8 anni di nulla e, invece, proprio con questo nulla ci stanno derubando di tutto, soprattutto di prospettive nitide. La politica, che agisce relativamente allo scoperto ha fatto quest’altalena: Nel 2006 vinse Prodi di un’inezia, con la legge elettorale modificata col solito patto delle ampie strette di mano e strizzate d’occhio…e nello stesso periodo, arrestano provenzano, un ‘moderato’ non in perfetta forma fisica, che durante la latitanza, a Marsiglia, si è fatto operare alla prostata da un urologo che poi ha pensato bene di far uccidere, per non lasciare tracce scomode. Non succede nulla per due anni, finché il governo dell’unione scivola sulle solite bucce del Paese delle Banane.. e nel 2008 torna in cattedra Berlusconi, per la quarta volta in 14 anni, che strapazza Walter Veltroni, autore all’epoca di una campagna elettorale pseudo-omertosa, dove oltre a non nominare l’avversario menzionava di rado il programma. Già dal PdL si era sfilato Casini, nel corso del solito biennio all’italiana, pure Fini si organizza autonomamente e il Premier resta nudo con i suoi scandali sessuali da proteggere e l’Italia praticamente denudata e lasciata alla mercé di un’Europa rigida e austera. Capisco che in questo magma di niente, la Mafia si organizza e fa affari. Lo fece notare anche Francesco Rutelli, forse da Santoro, che nei periodi di crisi economica le organizzazioni con buona liquidità hanno maggior potere di ricatto sul mercato… E la politica che fa? S’impantana con due governi tecnici in successione (prima strani ed estranei tecnici tecnici, poi nostrani politici politici), bloccando ogni ragionamento ma disciplinando un mondo del lavoro che ormai fa schifo alla maggiorparte degli under 40? Insomma il fatto che la metà delle persone si rifiuti di lavorare e di cercare lavoro, perché le condizioni offerte legalmente sono poco migliori di quelle promesse da un caporale che ti porta su un furgoncino a cogliere chissàquale ortaggio… Questo meccanismo è il virus più contagioso, su cui specula la criminalità: sostituire la dignità personale, facendo scendere il singolo a compromessi con la propria coscienza. Se non si sta bene di famiglia, da qui il passo per delinquere è breve.. sbaglio? Non siamo stati in grado di proporre una legge o un sistema di leggi, volte a legalizzare i traffici illeciti di Mafia, Camorra, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita… tipo: traffico degli stupefacenti, prostituzione, controllo maggiore di aste e appalti. Roba non complicata, che avrebbe giovato a qualsiasi manovra finanziaria. E’ talmente logico da sembrare ovvio e noioso, da ripetere.. da riscrivere. Pensate un po’…la Norvegia, con il petrolio, riesce a garantire a tutti i suoi abitanti cure mediche accessorie e costose come quelle dentistiche.. Noi italiani, che con la cocaina e le droghe in generale potremmo lasciare il caffè pagato alla Francia e all’Austria continuiamo a essere lo zerbino di mezzomondo. seb.

  9. … a milano stanno occupando abusivamente le case popolari… nella necessità dei padri di famiglia fanno bene ad allacciare abusivamente acqua luce e gas … serve una rivoluzione … milano in rivolta !!!

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