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Michael Moore

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E per continuare con i sogni ho sognato un uomo che mi domandava come andava il film. Era Moore dimagritissimo un’altra persona. Ci avvicinavamo al banco del bar dove era seduto un uomo importante e mi veniva in mente che non li avevo presentati: questo è Michael Moore dicevo a quello seduto che era Moore nella forma che conosciamo.

Mi sono svegliata di venerdì il giorno in cui è uscito nelle sale Capitalism che mi auguro andrete a vedere di corsa.

La sfida è più grande che in Sicko. Fare di un film un saggio sul mondo contemporaneo, cercare di tirare le fila del percorso occidentale, sulla democrazia fondata sulla libertà di mercato: da dove si era partiti, dove ci siamo persi, le prove evidenti degli errori, possibili vie d’uscita come la disobbedienza alle regole che vanno contro i diritti fondamentali dell’uomo.

Il lavoro di ricerca dopo tanti anni, la squadra di persone che lavorano con lui è così perfezionato che riescono a trovare anche materiali di grande importanza storica sconosciuti al pubblico. In particolare un discorso di Roosevelt dove si afferma la necessità di definire meglio il concetto di democrazia in modo che includa il diritto di tutti a una vita dignitosa alla salute e a tutte quelle cose che sono contenute anche nella nostra costituzione che viene portata come esempio di civiltà e lungimiranza.

È un film pieno di cose, troppe ce ne sarebbero da dire, troppe scene si devono per forza buttare perché proprio non ci stanno.

L’obbiettivo è il grandangolo quasi fisso. Come a volere sfondare lo schermo; come a volere insegnare, trasmettere, propagandare col megafono la bellezza di tenere gli occhi bene aperti. Occhi aperti per guardare una cosa e quello che c’è intorno, da dove viene, cosa produce chi si arricchisce e chi subisce, che tipo di società di comunità si crea.

Mi pare che dopo Fahrenheit 9/11 Moore senta e si assuma la responsabilità di rifondare il pensiero socialista anche a costo di esporre i suoi lavori a grandi rischi. Cosa c’è di meno allettante che un film che affronta la sanità pubblica? Correreste al cinema per vedere un film sulle ASL? Eppure Sicko è un film perfetto.

Questo Capitalism è sicuramente più divertente di Sicko e più fruibile.

Sono sinceramente curiosa di sapere cosa ne pensate.

Un abbraccio

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8 Commenti

  1. ho visto Capitalism, è fatto bene, divertente, moolto carina la canzoncina su Cleveland, a differenza degli altri manca un po’ di dati, di informazioni, sulla crisi e sulla bolla finanziaria alla fine non dice più di tanto, comunque dice molto chiaramente che il capitalismo serve solo a una elite ristretta per arricchirsi enormemente, gli altri si arrangino. Quello che non mi è andato è il peana su Obama, ha dimenticato di aggiungere che gente come Summers e Geithner, indicati come responsabili della crisi ai tempi di Bush & company, alla fine sono sempre lì nel suo governo, anche Moore a dispetto della realtà sembra terrorizzato dal fatto di criticare Obama, che mi sembra sempre di più una fantastica operazione di marketing..

  2. Non vedo l’ora di vederlo.Ho letto il tuo articolo sul “Fatto” in cui rispondi alla Spinelli.Sono daccordo con te quando dici di non tenere le distanze dal “popolo”.Io ho una mia idea sul perchè la gente non si informa,non reagisce .Credo che molta gente ha paura di perdere e di perdersi.Di non vivere quel poco che la vita gli da.Molti non sono abituati a lottare ,ma soprattutto non sono abituati al “coraggio”.Il coraggio non è un momento di volontà in cui si compie un atto ,un azione.Il vero coraggio è il dopo,il “e adesso che sono libero e che ho detto la mia ,che faccio?Ho lavorato diciotto anni come operaio.Ho avuto coraggio e sono stato anche vigliacco.Per paura di perdere il posto,di essere emarginato.Ho avuto coraggio per rabbia e per schifo verso certe azioni che non approvavo.

  3. Belli li sogni!

    Secondo la sognologia già prima descritta, manco a dirlo sei Micheal Moore, in tutt’e due le maniere. Due lati della stessa persona, o due forme. Prima/dopo? Te non documentarista/poi documentarista? Non importante/importante? Il mio studio psicanalitico fallirebbe oggi/dopo pochi giorni?

  4. ieri ho visto il film…e quelli di Moore sono gli unici film che mi fano commuovere! ehehehe..davvero! non piango mai per nessun film, ma quando per esempio in capitalism si vedono quelle comunità che si uniscono e sfidano le leggi, lo stato.( “When I say People You say Power!!) quando vedo gruppi di persone che decidono di svegliarsi, unirsi e lottare per quello che obiettivamente sembra essere giusto, cioè avere un diritto ad una casa, ad un lavoro, ad una vita. Quando vedo che alla fine ce la fanno e invece di ingoiare lacrime e rabbia ricominciano a sorridere beh allora non ci sono storie che mi emozionano di più. Moore (anche con i precedenti lavori è stato così) ha la capacità di parlare la lingua più facile e compresa da tutti, punta dritto e in due ore riesce a fare un resonto dettagliato della civiltà moderna.
    Penso che non sia per niente facile. E’ bello che sia riconosciuto in america, che sia trattato “malgrado tutto” bene. Questo significa che ha centrato i bersagli, che è stato intellettualmente onesto…che dice probabilmente cose giuste, vere, nel senso che sono riconosciute tali dalla comunità.
    Ti da un’energia pazzesca, e una voglia di lottare unica. E davvero qui in Italia di lottare abbiamo bisogno…di unirci…e di creare vie alternative al sistema.
    Riguardo Obama ho apprezzato il fatto che facesse vedere come una parola di un presidente, può muovere le persone. Se il presidente degli Usa dice “sono vicino a quella comunità di persone che lottano per quella causa” chi lo vede in tv (e magari non aveva la spinta di fare niente) si sente in diritto di prendere coperte, cibo etc. e di andare ad aiutarli. Le parole di un Presidente contano più di qualsiasi striscione, e questo Obama lo sa bene. quindi apprezzo il suo continuo (anche se solo a “parole”, è sempre un passo avanti!) stare a fianco dei più Poveri (bisogna riprendere in mano questa parola!), di chi ha perso casa, lavoro, dignità, diritti sociali.
    Mi è piaciuto molto il video di Roosvelt, veramente pazzesco!
    E anche l’analisi che faceva Moore riguardo le percentuali. L’1% degli Americani è ricco e gestisce i movimenti di denaro del paese. Il 95% ne subisce le conseguenze. L’1% però ha paura del 95%, perchè tutti hanno il diritto al voto. Una persona è uguale ad un voto! quindi volendo la maggioranza, in una democrazia, può cambiare governi, sistemi attraverso le votazioni, e non importa di quanto denaro e potere disponga. Tutti in teoria hanno lo stesso, identico potere in mano: IL VOTO. Ho provato a trasportare la stessa analisi in Italia. E il risultato è: si ok abbiamo il voto, ma che ce ne facciamo? in poche parole chi votiamo? abbiamo il voto, ma non abbiamo chi votare. Penso sia questo il crollo della democrazia.

  5. visto il film..bellissimo in quanto interessante come sempre è cio che è intelligente
    alla fine Moore dice che vorrebbe un mondo dove la democrazia vincesse sul capitalismo, un mondo dove ci fosse spazio per tutti
    beh penso che il modello italiano di capitalismo, se sta cazzo di giustizia funzionasse, si avvicinerebbe molto al mondo auspicasto da Moore

  6. Visto Capitalism ieri sera: molto interessante.
    Ci hanno colpito soprattutto:
    – il parallelo iniziale con l’antica roma: azzeccatissimo
    – il sottolineare che il capitalismo ha portato alla concentrazione della ricchezza è in mano all’1% della popolazione. Lo slogan preferito del capitalismo, più volte ripetuto nel film, è tutti possono decidere di fare quello che vogliono. Dai risultati, non sembra proprio!
    – la panoramica desolante di ciò che la popolazione subisce e ha subito dal capitalismo: perdita della casa, truffe bancarie e assicurative. Aberrante la polizza del ‘contadino morto’.
    – la distruzione della giustificazione pseudoreligiosa del capitalismo
    – la constatazione che la costituzione americana sembrerebbe giustificare maggiormente la nascita di uno stato socialista, piuttosto che capitalista

    @marus: grazie del link! Grandissimo Moore!

  7. …scusate se uso la parte per i commenti a Micheal Moore, ma non so dove altro postare…
    Volevo chiedere a Bandirali e Terrone un commento su “Parnassus”… Sono andata a vederlo due volte (non mi capita mai, unico precedente, Million Dollar Baby) e devo dire che sono rimasta incantata dallo spettacolo imbastito da gilliam; penso anche che la scelta degli attori sia stata azzeccatissima per dei personaggi cosi stravaganti…Qualche dubbio mi è rimasto sull’intreccio in sè, forse era il caso di approfondire un po’ certi passaggi, o spiegarli meglio, non so…
    Voi che ne dite?

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