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Mattarella, Sanremo, Riforme e Parlamento

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Mattarella, Sanremo, Riforme e Parlamento

Non ho visto Sanremo ma mi è piaciuto. Percepito a distanza, somiglia un po’ all’elezione di MATTARELLA. Un evento che avrebbe potuto ancora una volta irritarci profondamente, che invece è trascorso senza danni.

Le altre notizie sono meno rassicuranti. Mi sembra di capire che la crisi internazionale è forse scongiurata lasciando che gli Ucraini si scannino tra di loro.

I VIGILI romani provano a buttarla in caciara con gli slogan contro mafia-capitale quando non c’è un proprietario di un locale a Roma che non confessi a microfoni spenti di pagare la mazzetta a questi cavalieri dell’influenza on demand.

I TAGLI alla sanità hanno provocato la morte di una neonata. I rappresentanti delle istituzioni si indignano in attesa che diventi un evento normale come gli immigrati affogati in mare.
E pure gli affogati sta volta sono più del solito grazie ai tagli decisi dagli oligarchi che hanno preso il comando dell’Europa mentre guardavamo Sanremo di cui sopra.

I giornali titolano PUGNI e SCHIAFFI in parlamento, dicono “per le riforme”. Non spiegano quali. Non spiegano su cosa si discute. Riportano accuratamente gli insulti e le polemiche su chi ha cominciato.
Sanno che i video delle risse sono più cliccati ma soprattutto sanno che dobbiamo pensare che il parlamento non serve come dice Renzi.
La BOLDRINI urla a loop: “non è una bella pagina”. La voce risuona nel cranio vuoto, ricorda una preside ottusa, la burocrazia dei conventi per ricchi.

E quali sono le conseguenze politiche della fine del patto del Nazzareno?

Da un punto di vista romantico il fatto che BRUNETTA può ancora una volta fantasticare d’essere D’Artagnan duellando nei Tg, imponendo la sua sgradevolezza come arma letale.

Da un punto di vista più realistico la conseguenza è che Berlusconi comincia a vendere azioni Mediaset. Finché il patto andava le sue azioni continuavano a crescere. Vende prima che calino perché non vuole lasciare in difficoltà i suoi figli.
Lo scopriranno quelli che per tanti anni lo hanno considerato come un padre e che oggi navigano nella merda?
Non sono nel suo testamento i tanti DISGRAZIATI che lo hanno adorato. Mentre sono soddisfatti i suoi complici nel PD in particolare, che non hanno più bisogno di lui come alibi.

Sono loro ormai il mondo di mezzo. Braccia aperte a chi sta alle loro regole. L’Italia ha un nuovo boss. Il suo primo soprannome era ‘u rottamatore. Poi come Provenzano da ‘U tratturi cambiò in ‘U ragionieri, Renzi è passato a ‘u geniu, da quando ha eletto Mattarella, manco avesse inventato l’impasto per la pizza.

In tutto questo si capisce che i 5 stelle si stanno battendo come leoni e questo ci conforta.

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6 Commenti

  1. Tra patti rotti e brunetti arrabbiati c’è un solo punto fermo che unisce tutti i parlamentari (a parte l’abbassamento delle preebende), nessuno ha intenzione di far cadere il Governo. La pensioncina gratuita a 5 anni di nullafacenza fa gola a tutti.

  2. Qualcuno sa quale sia il termine utile (ovvero il tempo di permanenza minimo) perché scatti la pensione del parlamentare? Sarebbe interessante saperlo, così ci si fa due calcoli per capire quando questo governo obbrobrioso potrebbe cadere.

  3. ti ho vista a novellara (re) dopo la proiezione del film. Avrei voluto chiederti tante di quelle cose.. ma il microfono lo passavano solo in platea, io ero su una minchia di palchetto lussuoso 🙂 ho sollecitato il mio comune (Gonzaga, provincia di mantova) ad invitarti e a proiettare la trattativa anche da noi. il nostro teatro organizza cose interessanti ogni tanto. spero davvero che ti chiamino, altrimenti organizzo io una petizione. complimenti davvero per il tuo lavoro..

  4. a leggere oggi sul fatto quotidiano, Sembra che io abbia sbagliato: dalla XVII legislatura (quella attuale) vengono applicate integralmente le norme in vigore dal 1 gennaio 2012, secondo le quali è necessario aver svolto almeno 5 anni effettivi di mandato per accedere al vitalizio (che comunque sarà maturato non prima dei 60 anni di età). Questo vuol dire, ad esempio, che chi è entrato in parlamento per la prima volta soltanto con questa legislatura (tipo tutto il M5S) dovrà accumulare ancora 3 anni di mandato per ottenere il vitalizio. Per gli altri parlamentari si tratta di sapere quanto tempo sono rimasti in carica in passato (credo che nel PD ci siano molti alla prima legislatura, ma non conosco i numeri). Mi scuso per le informazioni inesatte che avevo dato in precedenza, ma mi ha tratto in inganno un post di Marco Cappato sul suo blog in cui evidentemente si riferiva ai parlamentari della legislatura precedente (il post era dell’aprile 2012 e quindi valeva ancora un “regime di transizione” per il vitalizio). Mi scuso anche per il testo in maiuscolo ma sembra che io non riesca a usare il minuscolo nel compilare il form (ho provato ad usare un altro browser ma sembra che non cambi nulla).

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