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Legge bavaglio, tutti in piazza

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legge bavaglio intercettazioni

Legge bavaglio, tutti in piazza

La legge Bavaglio (intercettazioni) avanza, oggi è una giornata di lutto. Ha fatto il primo passo la legge contro le intercettazioni che metterà definitivamente al riparo la criminalità organizzata e i suoi rappresentanti politici da qualsiasi tentativo di contenimento.

Criminali e corrotti, tutti quelli che succhiano il denaro pubblico, fatto delle tasse pagate dagli insegnanti che fanno la fame, dagli operai impiegati e tutte le persone degne di rispetto di questo paese, potranno rubare la vita degli italiani agendo liberi e incontrastati.

Questo è il conflitto di interessi: un gruppo che va al potere per farsi gli affari suoi e gli affari dei suoi alleati paralizzando le istituzioni democratiche.
L’opposizione, la cgil, devono organizzare una manifestazione nazionale.

Non deve passare questa legge. I viola che fanno, sapete niente? C’è qualcuno che fa qualcosa?

Mi hanno detto che all’interno di questa legge ci sarebbero anche norme che limitano internet. Che estendono le normative della carta stampata ai blog e altro.

Cioè la necessità di un direttore responsabile, che sia un giornalista professionista ad esempio.

Vi risulta? Qualcuno ne sa qualcosa?

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17 Commenti

  1. Riportiamo un articolo di Repubblica, riguardo alle limitazioni su internet.
    http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/12/news/censura_internet-4024364/

    Con queste norme il governo vuole colpire anche internet.
    Limitazioni sui blog e sul 2.0: nel ddl intercettazioni una norma che rischia di passare sotto silenzio

    La norma dice che “Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.
    Senza rettifica entro le 48 ore si è passibili di una multa fino a 12.500 euro

    La norma non riguarderebbe solo i blog, visto che i termini “siti informatici, telematica e informatica” usati nel dispositivo sono tanto generali da comprendere ogni forma di espressione digitale.

    Anche chi sa di avere ragione, rinuncia ad affermare il proprio diritto e talvolta si accorda fuori della aule di tribunale se può, perché sa che si trova in uno stato di inferiorità rispetto a chi può pagare gli avvocati migliori.

    Il carattere intimidatorio dell’articolo è evidente.
    Si sta dicendo di voler equiparare un blogger a un giornalista professionista, un sito a una testata registrata, senza però dargli le garanzie di legge e i finanziamenti pubblici che molti giornali e testate hanno.
    D’ora in avanti chiunque avrà timore di pubblicare un’informazione se non verificata e non dimostrabile nell’immediato, su un camorrista, un politico colluso, una violenza subita.

    E’ cosi che si scivola verso il conformismo e l’autocensura.

    In un paese dove a causa dell’anomalia di un capo del governo che è anche il maggiore editore del paese, sono spesso i comici a spiegare le leggi contorte del governo, i semplici cittadini a difendere la Costituzione, i siti indipendenti a denunciare le illegalità, non ci possiamo proprio permettere di perdere la voce dei senza voce.

  2. La libertà di espressione è direttamente proporzionale al fastidio che essa da al potere costituito.
    Lottare per ottenerla significa che essa è già ristretta, altrimenti non avrebbe senso parlarne. Lottare “contro” il potere politico-economico dominante per ripristinarla non ha senso…Perchè? Perchè l’unica via possibile è una rivoluzione interiore, poichè non è possibile convincere le masse con la dialettica; le masse sono ahimè influenzabili. Domanda retorica: se gli “intellettuali” e i giornalisti stessi sono abbagliati dal potere, come pretendere che le masse facciano la rivoluzione?
    Lottare apertamente contro i soprusi del potere è un dovere morale ma anche un martirio inutile, encomiabile e giusto ma inefficace, poichè la realtà e i fatti danno ragione all’ economia.
    La colpa è però dei popoli che scelgono l’ignoranza.
    Un uomo saggio dice sempre: il ladro ruba o per necessità o per dolo: il vero colpevole è chi glielo consente: le istituzioni; per paura, per viltà, per vantaggio.
    Tuttavia è necessario che chi ama e apprezza la libertà creda in essa come in sè stesso: l’unica rivoluzione possibile è quella interiore. Si parte sempre ed ogni volta dall’inizio non dal disastro.
    SABINA SEI SEMPLICEMENTE FANTASTICA

  3. Lutto nazionale…vero, e un’ altro bel pezzetto della nostra tanto cara democrazia se ne và….l’hanno denominata legge bavaglio e questo già da un idea di cosa ci attende… è l’estremo tentativo del pdc di correre ai ripari dopo il disastro Scajola e la rivolta del popolo della libertà che lo ha costretto a queste nuove performance da attore consumato. Poveretto è stato sfruttato da tutta una serie di mascalzoni che hanno rubato alle sue spalle(ovviamente a sua insaputa) concludendo la sua interpretazione con la pregnante dichiarazione:
    “Rubano tutti, o quasi tutti. Non capisco come si possa approfittare di una carica politica”…. ma se non lo capisci tu con la tutta la tua esperienza figurati noi!!
    già perchè se questa legge fosse già stata in vigore noi non ne avremmo saputo nulla…
    pare che , oltre a tutte le limitazioni proprie dell’inutilizzabilità delle intercettazioni e il conseguente bastone tra le ruote al lavoro della magistratura,
    l’articolo 28 di questa legge estenda le limitazioni dai giornali anche ai blog e internet, i blogger diventanterebbo responsabili di quanto scritto sul loro blog dai vari utenti con varie pene pecuniarie come deterrente…. è un bel casino!!

    Qualcuno si sta muovendo…… il popolo viola ha in programma una manifestazione ” anti-bavaglio” venerdi 21 maggio alle 14.00 in piazza Montecitorio a Roma.
    C’è il consueto appello online a questo indirizzo http://www.nobavaglio.it
    ed un iniziativa che consiste nell’appellarsi alla coscienza dei i membri della commisione di giustizia inviando loro una mail spiegata meglio nel profilo di facebook : Libertà è partecipazione.
    per quanto riguarda l’opposizione tutto sembra tacere… fà però notizia l’ultima boiata della Santanchè, fresca fresca…. dopotutto come non preoccuparsi dei poveri mafiosi in prigione, anche loro devono aver diritto alla privacy…. come farebbero ad organizzare un commando se fossero costantemente sotto controllo??

    Stasera c’è la diretta??? aspettiamo conferma per l’oraio
    baci

  4. “insieme al DDL Intercettazioni c’è anche l’equiparazione di tutti i siti informatici (?) ai soggetti regolamentati dalla legge sulla stampa del 1948, per quanto riguarda il dovere di ottemperare alla rettifica di informazioni ritenute, arbitrariamente, lesive della reputazione di un soggetto terzo.
    Cosa significa? Supponiamo che io scriva qualcosa che Tizio o Caio ritengono lesivo nei loro confronti. Bene: Tizio o Caio mi fanno scrivere dal loro legale una bella raccomandata A/R dove mi si chiede di rettificare. La vera norma inernetticida si manifesta con l’obbligo di ottemperare alla richiesta di rettifica entro 48 ore dalla data di ricezione della comunicazione. Altrimenti? 13mila euro di multa. Una raccomandata può essere ricevuta dal portinaio, dalla mamma, o giacere per due settimane nella casella della posta. Anche qualora la comunicazione pervenisse all’incauto avventore dell’Art.21, non è detto che questi sia nelle condizioni di poter rettificare entro 48 ore…”
    Questo è un estratto dal blog cui si riferisce il link sottostante
    http://www.byoblu.com/post/2010/05/09/La-fine-dei-blog-italiani.aspx
    Questa la ripropongo perchè è troppo bella
    http://ia331216.us.archive.org/2/items/Disegni17_05/disegni1705.jpg

  5. Ciao Sabina,
    volevo dirti che sabato sera ho visto Draquila al cinema e mi è piaciuto molto. Penso che se nelle sale ti dotassero di bastoni e quant’altro si ucirebbe tutti di li con una rabbia tale da poter spaccare tutto e soprattutto bastonare qualcuno.
    Ti ringrazio immensamente per la panciata di nervoso che mi hai provocato e ti faccio i complimenti per la costruzione e il taglio del documentario (si vede che c’è una donna dietro!).
    Non potrò seguirti stasera ma ti vorrei chiedere se potessi dire a tutti che domani gli studenti e i ricercatori parteciperanno al sit-in davanti al senato, da palazzo madama, alle ore 10.30.
    Faccio parte degli studenti di Scienze della Comunicazione che hanno creato e distribuito un volantino invitando tutti a fare questa forma innovativa di protesta ovvero un FLASH MOB (cosa davvero cool e in voga tra i giovani). Incollo il volantino:

    Il 19 Maggio 2010 alle 10:30 a Palazzo Madama
    noi scendiamo in piazza accanto ai Ricercatori.
    Abbiamo deciso di sostenerli nella protesta relativa al Disegno di Legge di riforma dell’Università, attualmente in discussione al Senato.

    Il DDL prevede la riduzione del finanziamento pubblico dell’Università, l’introduzione della figura del Ricercatore a tempo determinato, aggravando il problema del precariato e la crisi nel campo della ricerca italiana, nonché la riforma della composizione dei Consigli di Amministrazione, che rischia di compromettere il principio dell’autonomia universitaria.
    Il DDL, inoltre, accentua la trasformazione in senso verticistico del governo dell’Università, riducendo sensibilmente gli spazi di deliberazione democratica dei suoi organi, e penalizza in modo inaccettabile gli attuali Ricercatori a tempo indeterminato, che non definisce dal punto di vista stato giuridico, che penalizza nelle aspettative di carriera, che si rifiuta di rappresentare in modo degno e adeguato.

    IL FUTURO DELL’UNIVERSITÀ È ANCHE IL NOSTRO:
    FACCIAMOCI SENTIRE CON UN FLASH MOB
    DI PROTESTA!

    L’appuntamento è mercoledì 19 Maggio alle ore 10:30 davanti a Palazzo Madama a Roma, per tre minuti di fischi collettivi contro i tagli alla ricerca.
    Portate un fischietto con voi, oppure li forniremo noi stessi ai manifestanti. Vi chiediamo inoltre di venire con un libro, simbolo di una cultura sempre più in pericolo, e di seguire le indicazioni che riceverete mercoledì.

    VI ASPETTIAMO!
    Gli studenti di Scienze della Comunicazione, La Sapienza

    il link al nostro evento di facebook è: http://www.facebook.com/?ref=logo#!/event.php?eid=120073984693787
    il nome da cercare è: Manifestazione DDL Gelmini settimana di mobilitazione degli atenei italiani

    Ti sarei grata se potessi diffondere,
    a nome di tutti gli studenti, molti dei qualsi, ne sono sicura, ti seguono/supportano

    Grazie ancora, Giorgia

  6. Ecco… Tra l’ingresso del digitale terrestre a Milano e la corsetta delle sei e mezza risolta con un caciucco… Ero convinto che l’appuntamento fosse alle 9!
    Ufff….

  7. A proposito del LUTTO NAZIONALE , io credevo che aspettassero i mondiali di calcio x far passare quel ddl nell indifferenza generale , invece il partito dell amore SODOMITICO non usa piu neanche il lubrificante , consci che questo paese di m…. e’ abitato da una LARGA MAGGIORANZA di LOBOTOMIZZATI che si incazzerebbero solo se si proibisse x decreto legge la diffusione televisiva del CALCIO .
    Gli unici che hanno rabbia in corpo sono i p… di m… dei leghisti , talmente forti che potrebbero sbarazzarci del nemico pubblico numero uno , Ma che invece persistono a sostenerlo anche se portera’ la mafia libera si scorazzare anche al nord ,
    Quelli che si erano illusi su fini …. , lo avete sentito incazzarsi ?
    Negli anni 70 ci sarebbero state manifestazioni a non finire , oggi le rare volte che ci sono si trasformano in gay pride , non ho niente contro le gay pride ma l ora non mi sembra all allegria , ai fischietti e ai libri in mano , pero’ e’ anche vero che rifiutando la violenza come e’ giusto che sia , i margini di manovra sono limitati

    Possibile che neanche quelli dell idv non abbiano proposto un referendum

  8. http://www.unita.it/news/italia/98949/il_popolo_della_rete_domani_in_piazza_imbavagliato

    Il Popolo della Rete domani in piazza imbavagliato

    “No alla riforma delle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa e le manette alla magistratura licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato”. Il ‘popolo delle rete’ torna in piazza con sit-in e “speaker’s corner” contro le nuove norme sulle intercettazioni, all’esame del Senato.

    L’appuntamento è per domani dalle 14 davanti a Montecitorio a Roma.

  9. Non x polemizzare con Sabina Guzzanti , pero’ rossella nel caso specifico di noemi e se bisogna chiamare le 16 e 17enni minorenni credo abbia ragione , bisogna evitare di cadere nel RIDICOLO dell INTEGRALISMO anti libertario in materia sessuale e considerare gli under 18 dei bambini da proteggere dai vari pedofili
    A parte il fatto che x la legge italiana l eta’ del consenso e’ di 14anni x i 2 sessi , il che mi sembra un po’ prestino anche x la gioventu’ iper matura e intelligente del 3o millennio che effettivamente potrebbero cadere preda di amatori di frutti acerbi . Ma a 16 o addirittura 17 anni mi sembra RIDICOLO persistere nel termine MINORENNE x quel che riguarda la sessualita’ dove diventa sinonimo di BAMBINO , il che mi ricorda un altra espressione iper ridicola di moda negli anni 80 , quella che chiamava BABY KILLERS i 16 , 17enni assassini di mafia che approfittavano pure dello statuto di minorenni quando venivano presi .
    Che poi l opinione che si puo’ avere di un ultra sessantenne che corteggia delle 16enni questa e’ un altra questione , ma l’ IMMENSO AMORE che portiamo x l ultra 70enne in causa non deve renderci meschini e tacciarlo di pedofilia o quasi .
    L essenziale da non dimenticare e’ che se delle 16enni hanno voglia di darla a degli ultra 60 o 70enni per interessi vari sono CAZZI LORO .

  10. Ci associamo a quanto segnalato da Sole:

    Lezione di dignità di Maria Luisa Busi, che lascia la conduzione del tg di Minzolini.

    “Dov’è il paese reale?
    Dove sono le donne della vita reale?
    Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla?
    Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’é posto per tutti i nostri figli?
    Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.
    E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.
    Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri?
    E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio?
    E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto?
    E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perché falliti?
    Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare?

    Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata.

    L’Italia che vive una drammatica crisi sociale e’ finita nel binario morto della nostra indifferenza.
    Schiacciata tra un’informazione di parte – un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.

    Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma.
    Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.
    Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia.
    E’ lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

    I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova.
    Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di ‘vergogna’ e ‘scodinzolini’, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E’ quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica.

    Non di ammirazione viviamo, ma è di rispetto che abbiamo bisogno.
    Per le notizie, per il pubblico, per la verità.”

    http://www.articolo21.org/1179/notizia/maria-luisa-busi-lascia-la-conduzione-del-tg-di.html

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