Home La Trattativa Le ultime sul capitano Ultimo (si quello che ha fatto Raul Bova)

Le ultime sul capitano Ultimo (si quello che ha fatto Raul Bova)

CONDIVIDI
Capitano-Ultimo-chi-è-Sergio-De-Martino

Ultimo, l’eroe vivente interpretato da Raul Bova è stato sospeso dal servizio. Quale sia il motivo per cui è stato sospeso non si sa però abbiamo visto che c’è chi sta dalla sua parte e chi pensa che abbiano fatto bene a sospenderlo.

Fra chi si schiera dalla sua parte ci sono anche Peter Gomez e Pino Corrias, due giornalisti di comprovato credo legalitario, che ti aspetteresti di trovare schierati assieme per esempio alle agende rosse. Ma in queste faccende di rapporti fra stato, mafia e molto altro abbiamo imparato che non è scontato sapersi orientare e non è scontato capire chi sta dalla tua parte e chi no.
Visto che è un tema che interessa molti, ho chiesto alle agende rosse di fare una sintesi di un lungo e documentatissimo articolo uscito sul sito 19luglio1992.it e che è lincato in fondo per chi vuole approfondire.

Capitano-Ultimo-chi-è-Sergio-De-Martino

Ecco la sintesi:

Dubitare di un eroe, in un paese che non sembra essere in grado di sopravvivere senza, sembra essere impossibile. Il capitano Ultimo (oggi colonnello), Sergio De Caprio, è diventato intoccabile. Il suo sollevamento da incarichi di coordinamento del Noe dei Carabinieri ha provocato una serie di difese ad honorem (nessuno del resto conosce le motivazioni reali della sua esautorazione) da parte di alcuni giornalisti, come Pino Corrias e Peter Gomez. Eppure alcune pesanti ombre offuscano la carriera dell’uomo che arrestò Totò Riina.

La prima è stata oggetto di una serie interminabile di discussioni: la mancata perquisizione del covo del capo di cosa nostra dopo la sua cattura. Ciò che lascia perplessi, oltre alle condotte oggetto del processo (mancata perquisizione, sospensione della sorveglianza sul covo, omissione di quest’ultima all’Autorità Giudiziaria) in cui Ultimo venne assolto “perché il fatto non costituisce reato”, sono le motivazioni addotte per giustificare la scelta di non perquisire il covo: siccome si volevano continuare le investigazioni sui proprietari di alcune villette adiacenti la villa in cui abitava Riina, i fratelli Sansone (costruttori di tutto il comprensorio di Via Bernini 54 e protettori della latitanza del boss), non bisognava “bruciare” il covo e il pentito (Baldassarre Di Maggio) che aveva condotto Ultimo proprio ai fratelli Sansone e quindi a quel comprensorio, facendo finta di aver arrestato Riina, per caso, in mezzo al traffico. In meno di 48 ore, però, su giornali e televisioni si parlava di via Bernini, di “covo bruciato” e del pentito Di Maggio che aveva condotto gli investigatori A Riina.

Ma se sulla mancata perquisizione si può arrivare a pensare a delle valutazioni errate, sono altri punti che sollevano i maggiori dubbi.

L’episodio che pone i maggiori interrogativi sull’operato di Ultimo è quello di Terme Vigliatore.
Il Ros intercetta il boss mafioso Santapaola l’1, il 5 e il 6 aprile 1993, in un locale di Terme Vigliatore, un paese in provincia di Messina. Il 5 aprile Giuseppe Scibilia, comandante del Ros di Messina, avvisa Mario Mori, superiore di Ultimo (e coimputato nel processo per la mancata perquisizione del covo di Riina).

Ultimo e De Donno (coimputato di Mori nel processo Trattativa Stato-Mafia), assieme alla loro squadra, lo stesso 6 aprile passano, per “caso”, proprio da Terme Vigliatore e inseguono, e per poco non uccidono a colpi di pistola, un incensurato di 26 anni, Fortunato Imbesi, uscito da una villa poco distante dall’edificio dove era stato intercettato Santapaola.
Sul perché i militari di Ultimo fossero in quella zona le versioni sono contrastanti.
Una squadra del Ros, contemporaneamente all’inseguimento (e non dopo), perquisì la casa di Imbesi, ma nessuno ha ricordo di quella perquisizione e, il relativo verbale di perquisizione redatto, conta solo una firma riconoscibile, quella di un carabiniere della squadra di De Caprio che, però, non è sicuro sia la propria e non ricorda se ha fatto o meno quella perquisizione. De Caprio assicura per altro di non aver ordinato nessuna perquisizione.
Il mistero di Terme Vigliatore viene liquidato da Ultimo come frutto del caso.

Infine, c’è da evidenziare l’opinione che Sergio De Caprio ha espresso nei confronti dei familiari di vittime di mafia che sostengono l’ipotesi di una trattativa tra Stato e mafia: era il 19 luglio 2010, dal palco di via D’Amelio Salvatore Borsellino (fratello del giudice) e Sonia Alfano (figlia del giornalista Beppe) parlavano dell’eccidio del magistrato Paolo Borsellino e dei cinque poliziotti della sua scorta come di una “strage di Stato”. Rispondeva Ultimo tramite l’Ansa: “Chi parla di stragi di Stato, con riferimento a quelle di Capaci e di via D’Amelio, «è un vile criminale»”.

per approfondimenti e dettagli: clicca qui
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=8699

Commenta questo post

5 Commenti

  1. Non solo Gomez e Corrias si sono schierati dalla parte di Ultimo.
    Abbiamo visto anche raccolte firme in suo favore.
    Certo il suo allontanamento dall’inchiesta NOE non sembra un normale avvicendamento.
    Ad ogni modo, questo non cancella le ombre del suo passato sul suo ruolo nella trattativa Stato-Mafia. Gli episodi oscuri della mancata perquisizione del covo di Riina, del mistero di Terme Vigliatore, nonché la sua dichiarazione contro chi parla di stragi di Stato, riferendosi agli omicidi Falcone e Borsellino, non fanno di lui certo l’eroe che spesso viene rappresentato da stampa e televisione (fiction agiografiche incluse).
    Un personaggio decisamente ambiguo, che ha lasciato più domande che risposte.
    Nelle ricerche per il tuo film, hai trovato qualche testo interessante su Ultimo?
    Noi conosciamo ‘Il vero volto dell’uomo che arrestò Totò Riina’ di Benny Calasanzio.
    L’hai letto? Se sì, cosa ne pensi?

    • la vicenda del covo lo coinvolge ed è vicenda incredibile. poi un volontario che ha fatto attività presso la sua casa famiglia mi ha raccontato cose molto inquietanti e verosimili, che danno l’idea del personaggio. non ho verificato però. ma nell’articolo lincato ci sono tutti i fatti più gravi in cui è coinvolto

  2. Il motivo per cui il Fatto (o almeno alcuni dei suoi giornalisti di punta) si sono schierati dalla parte di Ultimo quando e’ stato esautorato dal NOE e’ che questo provvedimento ha tutta l’aria di una rappresaglia in risposta alle intercettazioni Renzi-Adinolfi, rispetto alle quali De Caprio sembra non avere fatto sconti. Quindi posso pensare che questa del Fatto sia una convergenza momentanea, che non implica un suo disinteresse alle battaglie delle agende rosse. Direi che quella del Fatto con le agende rosse e’ un’alleanza strutturale e quello a De Caprio e’ un appoggio tattico.
    Comunque tu Sabina hai perfettamente ragione e fai benissimo a sottolineare come la storia dell’antimafia non si possa raccontare con i santini e con la dicotomia buoni/cattivi. De Caprio non fa eccezione, la sua storia e’ piena delle ombre che il bellissimo articolo delle agende rosse ha documentato.
    In realta’, mi sembra che anche il modo in cui le luci della sua storia (ad es la cattura di Riina) vengono raccontate dallo stesso De Caprio faccia un enorme favore allo stato-mafia, poiche’ e’ perfettamente funzionale alla rappresentazione tranquillizzante della mafia come organizzazione ai cui vertici stanno i viddani senza cultura, e non “i facinorosi della classe media” (ad arrestare i quali De Caprio non mi sembra abbia dedicato granche’ delle sue energie), per cui una volta catturati i viddani, il problema mafia e’ archiviato.

    • grazie di questo intervento Alessandra. Forse hai ragione su Renzi-Adinolfi, forse ci sono altri motivi per cui in tanti anche insospettabili hanno difeso a spada tratta De Caprio.

      Siamo d’accordo che però i motivi dichiarati non sono quelli veri e questo dal mio punto di vista è biasimevole per un giornalista.
      significa che non sono io lettore il suo referente, ma che partecipa a “strategie” di demolizione a volte, a volte di esaltazione di personaggi pubblici e che quindi lavora nel campo della manipolazione non dell’informazione.
      penso sia una pessima abitudine. noi come lettori dovremmo fidarci di strategie occulte che poi sappiamo per esperienza, sono nella maggior parte dei casi piccole vendette, piccole scalate e compagnia bella. gli strateghi a loro volta raramente dimostrano vere capacità strategiche e ripiegano rapidamente verso meri calcoli personali.
      io sono stufa di leggere articoli scritti con questi criteri

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here