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La solidarietà di Salvatore Borsellino

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La solidarietà di Salvatore Borsellino

Vedete? Non tutti i parenti delle vittime sono in disaccordo con me. Come mai? Forse non tutti si prestano a questa strumentalizzazione che ha l’unico scopo di evitare che tanti italiani vedano la Trattativa e aprano gli occhi. Non Privatevi del diritto di vedere questo film. Andate al cinema, non fatevi deviare dalle calunnie.
Vi abbraccio.

Forse io lo avrei scritto in maniera diversa, ma soltanto perchè non uso i tweet e in 140 caratteri bisogna esprimere un concetto in pochissime parole, bisogna lanciare delle frecce che colpiscano nel segno, ma sul concetto sono assolutamente d’accordo.
Mi fanno meno schifo i mafiosi, mi fanno meno schifo Riina e Bagarella di quanto mi ripugnano Mancino, Mannino e tutti gli altri imputati di quello stato deviato che sono sotto processo nel procedimento penale per attentato a corpo politico dello Stato, quel processo sulla trattativa che è il vero obiettivo degli attacchi che da ogni parte si concentrano su Sabina Guzzanti rea di avere prodotto un film in cui la verità sul sangue di cui sono intrise le fondamenta di questa disgraziata ‘seconda Repubblica’ potrebbe arrivare alla massa degli italiani e scrollarli dalla loro apatia e dalla loro indifferenza.
Paolo non è stato ucciso dalla mafia, Paolo è stato ucciso perchè costituiva un ostacolo insormontabile per potere portare avanti quegli ‘indicibili accordi’ che erano volti a salvare la vita ad alcuni ex ministri o ministri in carica rei, secondo Riina, di non avere rispettato i patti stretti con la mafia.
La sentenza del maxi-processo doveva essere annullata, e poiché così non era stato, chi non era riuscito a rispettare quei patti doveva morire.
Dopo Salvo Lima un altra serie di nomi era pronta per la vendetta dei criminali mafiosi, a cominciare da Mannino.
Ma Mannino è vivo e il prezzo è stata la strage di Via D’Amelio, la strage di Via dei Georgofili, la strage di Via Palestro e tanti altri servitori fedeli dello Stato e tanti altri innocenti hanno pagato con la vita questo patto scellerato.
E dopo, una congiura del silenzio che è durata per più di venti anni e che ha richiesto di eleggere per la prima volta ad un secondo settennato il garante di questo silenzio.
Io non esprimo solidarietà a Riina e Bagarella ma sostengo che il diritto alla difesa di qualsiasi imputato sia prevalente rispetto ai privilegi veri o presunti anche di chi occupa la carica più alta nelle nostre Istituzioni, di cui ha appannato il prestigio facendo distruggere delle intercettazioni delle quali, grazie ad un’intervista alla moglie di Mancino, si comincia ad individuare il contenuto.
E come Sabina non ho alcun dubbio nel sostenere che i traditori dello Stato facciano più schifo dei mafiosi.

di Salvatore Borsellino – 11 ottobre 2014
http://www.19luglio1992.com

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22 Commenti

  1. Bene, finalmente qualcuno comincia a prendere posizione.
    Solo così si può formare un blocco unito, solidale e sinergico negli intenti.
    come opinione pubblica abbiamo bisogno di sapere chi si si nasconde e chi no. Non possiamo però limitarci ad agire andando al cinema . occorre ripensare ad una strategia di propaganda extramediatica che possa avvalersi degli spazi pubblici attraverso una rete capillare di attivisti presenti sul territorio e occorre soprattutto veder nascere fra gli intellettuali un fronte robusto costituito da coloro che, in virtù della celebrità acquisita, possono intrufolarsi meglio negli interstizi lasciati liberi dai poteri commisti col malaffare nelle tivù di stato (e non), nelle frequenze radio, nei domini della rete.
    Occorre ripensare ad alcune strategie, occorre pianificare una formula differente di cooperazione solidale… occorrerebbe.

  2. È anche una questione di comunicazione, cioè di trovarsi, di far sapere. ho scritto un post su facebook e lo metterò anche sul blog e ho avuto un numero di consensi superiore al solito. LO copio qui sotto, per farle vedere che c’È chi capisce cosa ci sia in gioco. mi piacerebbe anche invitarla a harvard per una lezione, magari a proposito del suo film. se legge questo commento, mi fa sapere se le interessa? Ecco cosa avevo scritto:
    Sabina Guzzanti ha scritto che “i traditori delle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi” e i benpensanti alla Michele Serra si sono indignati – sono così abituati a fare i buonisti nei confronti di chi da decenni tradisce il paese che pensano che non sia nemmeno un peccato veniale. Invece è il peggiore dei crimini. Anche Dante la pensava come Guzzanti: nella Divina Commedia i violenti contro il prossimo, quali sono appunto i mafiosi, li sbatte nel settimo cerchio; ma i fraudolenti contro chi si fida, cioè i traditori, inclusi i traditori della patria, li ficca molto più in basso, nell’ultimo cerchio dell’Inferno, nei ghiacci del Cocito, a simboleggiare l’assenza in loro di qualsiasi calore umano e le tremende conseguenze sociali del loro immenso egoismo.

  3. anch’io avevo pensato, nella sostanza, come salvatore borsellino. Avrei usato parole diverse.
    Avrei detto che legalmente gli imputati hanno diritto a difendersi. E non credo che sia uno scandalo affermare uno stato diritto così palese.
    Mi ricorda per certi aspetti il violento attacco ad Hanna Arendt sulla sua posizione sul processo Eichmann.

  4. Eh no, basta, per favore, non si può ricorrere sempre alle “parole giuste”, agli eufemismi, bisogna bucare in qualche modo il velo di ipocrisia che copre e anestetizza tutto. Già media e giornali sono odiosamente infestati dal politically correct – in sostanza, una variante del dir nulla -, tanto che il politically incorrect di Sabina Guzzanti pare manna dal cielo.

  5. Ecco come i giovani intendono la comunicazione: scrivere un messaggio sul loro giocattolino cosìcchè lo possano leggere i loro amichetti.

  6. @francesco Ers: “e’ anche una questione di comunicazione”

    benedetti ragazzi! questa non è comunicazione!

    Ecco come i giovani intendono la comunicazione: scrivere un messaggio sul loro pocket toy di ultima generazione.

    ecco come gli scrittori intendono la comunicazione: scrivere un libro e prenotare una poltrona da fabio fazio.

    ecco come i registi intendono la comunicazione:
    girare un un film e incazzarsi se la gente lo ignora
    (perchè riguarda problemi cruciali, popolo ignorante!)

    ecco come la criminalità intende la comunicazione:
    bang! bang!

  7. mi dispiace, qui ci sono morti ammazzati e ci vuole una certa sensibilità con i parenti delle vittime. La ragione resta, usando le parole per la loro comprensione,

  8. che vuoi che ti dica , tu continua pure ad usare le parole e l’ipad
    e metti la maglia di lana se ti trovi all’aperto.

  9. già twetter è lo smembramento del dialogo e della scrittura, figuriamoci poi azzardare delle provocazioni in tema di mafia… altro che prestare il fianco 🙁

    se ci aggiungi che a molti moralisti e ai parenti delle vittime e a giudici e persone coinvolte in generale possa non andare molto giù l’accostamento dei registri comico (paradossale) e di denuncia (quindi magari anche il film stesso) la frittata è fatta.. ma pazienza per loro! non capiscono quello che può essere la funzione disvelatrice del paradosso (e del cinema)

    stupisce Serra che è un maestro di questi accostamenti, ma evidentemente ha anche lui i suoi paletti nel cervello.. ti avrebbe dato dell’agitatrice politica, magari per lui stai pericolosamente debordando verso il grillismo e quindi la sua neo-organicità gli impone di tirare in ballo Pasolini a sproposito (Pasolini non ha mai usato il registro comico nemmeno per un secondo nella sua vita).

    più a monte si potrebbe dire che penso che larga parte dell’opinione di sinistra, sia molto cauta, magari sono disposti a pensare che napolitano, violante, ecc. siano dei conservatori, ma faticano molto a pensare che siano dei collusi con la mafia. E se è vero che stanno coprendo qualcosa di molto peggio che imperscrutabili “ragioni di stato” sono dei collusi. E questo dà troppo fastidio, perchè allora davvero perderebbero tutti i punti di riferimento. Il tema in effetti è delicato, una linea molto sottile, sulla quale chi non ha sufficiente equilibrio (emotivo e intellettuale) rischia di cadere e non arrivare al punto.

    Ringrazio, nel mio piccolo di “frequentatore del blog”, Salvatore Borsellino, per il suo bellissimo intervento!

  10. DESIDERO PUNTUALIZZARE CHE SALVATORE BORSELLINO NON è “I PARENTI” DELLA FAM. bORSELLINO. sALVATORE bORSELLINO RAPPRESENTA SOLO SE STESSO. i PARENTI DI BORSELLINO (TUTTI GLI ALTRI) SONO ALTRA COSA. pER FORTUNA DIVERSA.

  11. Per il sig. Territo : Infatti io non ho mai detto di ‘essere i parenti delle Vittime’, sarebbe stata anche una espressione impropria. Rappresento solo me steeso. Ma tu chi credi di rappresentare? Conosci tutti o almeno qualcuno dei parenti di Paolo borsellino per arrogarti il diritto di parlare a loro nome e fare questo tipo di affermazioni? IO non ti conosco e PENSO che nessuno di loro ti conosca: Tu rappresenti solo te stesso e i poVeri di spirito come te.

  12. Forse non ha capito lei. Non delle vittime, della famiglia Borsellino. E, peraltro lei stesso me lo conferma.
    Sul la ricchezza del mio spirito, non saprei valutare, di certo non ho mai abbracciato delinquenti, figli di mafiosi. e tanto mi basta.

  13. Sono assalita da gravi dubbi.
    Non ne posso più delle polemiche di questi giorni suscitate dalla provocatoria (magari maldestra) “solidarietà” di Sabina Guzzanti a Riina e Bagarella e delle critiche che le sono state mosse anche per aver mostrato (argomentandola) preoccupazione per le sorti del processo sulla trattativa stato mafia che , grazie all’autogol (?) della Corte di Assise di Palermo (che si sa, ha respinto l’istanza degli imputati Riina, Mancino e Bagarella di assistere alla deposizione del teste Napolitano) è ora a serio rischio di nullità.
    Siccome sono stata fuori qualche tempo sto temendo (credo a ragione) che nel frattempo questo paese sia stato ancora più profondamente stravolto e perciò avrei delle domande da porre.
    1) L’art. 3 della nostra Costituzione secondo cui “Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge” è stato abrogato?
    2) E’ stato abrogato anche l’art. 24 della nostra Costituzione che sancisce che “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”?
    3) L’art. 65 della legge sull’ordinamento giudiziario italiano nella parte in cui afferma che “La Corte Suprema di Cassazione, quale organo supremo della giustizia assicura l’esatta osservanza l’uniforme interpretazione della legge e l’unità del diritto oggettivo nazionale” esiste ancora?
    4) Non siamo più in uno stato di diritto basato su quel suo elemento fondante che viene appunto definito “CERTEZZA DEL DIRITTO”?
    5) La funzione di garanzia attribuita dal nostro ordinamento giuridico alla Corte di Cassazione e consistente sia nel FORNIRE che nel CONTROLLARE l’UNIFORMITA’ DEGLI INDIRIZZI INTERPRETATIVI dei vari Giudicanti, è stata soppressa?
    6) L’obbligo dello Stato Italiano di conformarsi alle statuizioni della Corte Europea dei diritti dell’uomo, è decaduto?
    7) E’ stata forse introdotta nel nostro ordinamento una norma ad hoc che (prescindendo dalla quantomeno fantasiosa applicazione in via analogica dell’art. 502 c.p.p.), considerando la situazione soggettiva giuridica privilegiata riconosciuta al teste Napolitano Giorgio (in virtù della Sua funzione istituzionale) consenta espressamente ai Giudicanti di turno di strafottersene di tutti gli inviolabili principi e diritti già elencati i quali, di norma, devono invece essere applicati a chiunque (a prescindere dei capi di imputazione che gli vengono contestati)?
    Se la risposta a queste mie domande dovesse essere “NO!”, allora esprimo in primo luogo le mie congratulazioni a tutti i difensori degli imputati coinvolti nel processo sulla trattativa Stato mafia, in quanto il “cadeau” fornito loro dalla Corte di Assise di Palermo gli consentirà, con minimo sforzo, di ottenere l’impunità per i loro assistiti. Per cui ora, in attesa che la molto probabile pronuncia di nullità travolga insanabilmente l’intero processo, a costoro basterà palleggiarsela allegramente a suon di ricorsi e controricorsi serviti loro su un piatto d’argento.
    In tale prospettiva allora io mi chiedo su quali basi e con quali argomentazioni si è gridato allo scandalo per il tweet palesemente provocatorio di Sabina Guzzanti, persona chiaramente ben lungi dall’essere “protettiva” con i mafiosi.
    Com’è che non si è voluto intendere che il suo era un urlo a difesa della legittimità e validità di quel procedimento in cui dovremmo un po’ tutti riconoscerci quali parti civili?
    Perché in questo momento si continua ad infierire su lei quasi a volerla delegittimare?
    Sembra quasi un accanimento di natura personale.
    Non sarà che in molti, oltre a sentirsi minacciati dal suo film , si sono personalmente offesi sentendola affermare che proviamo ribrezzo specialmente per tutti quei gran pezzi di stato mafiosi, corrotti e traditori?
    Io penso sia così e penso pure che sabina abbia fatto bene a parlare al plurale “Ci fanno schifo” ha detto perché è certa che in questo suo sentire si trovi numericamente e qualitativamente in ottima compagnia
    P.S. @ Sabina il film è molto bello, è amaro solo il fatto che sia una rappresentazione fedele della nostra realtà.

  14. Per ANnarachele: condivido le sue riflessioni e l’amarezza di vedere riflessa nel film la mostra triste realta’ ma, come in altri lavori di sabina, ho trovato un messaggio di speranza: il nostro Paese si salvera’ solo se tutti i cittadini vorranno vedere tutta la verita’, col coraggio di non girarsi dall’altra parte con l’illusione di vivere piu’ tranquilli. Non basta chiudere i mafiosi in galera senza recidere l’intreccio tra mafia e politica, e solo quando capiremo che tollerare tutto quest ha compromesso la nostra sicurezza, la nostra terra, la nostra vita, ci renderemo conto chenon c’e’ piu’ tempo da perdere se non vogliamo che l’Italia sia un’immensa terra dei fuochi senza piu’ valori ne’ diritt ma tutti assoggettati alla legge del piu’u forte. Essere consapevoli e reagire esigendo chiarezza e legalita’ e’ un nostrodovere, lo dobbiamo a noi stessi e a chi ha sacrificato la sua vita x questo, come il giudice paolo borsellino, e lo dobbiamo anche a chi ha impegnato la sua vita x questo, come salvatore borsellino, che ha avuto e ha coraggio e forza di cercare giustizia x il proprio fratello e x l’italia intera. A lui e alla sua famiglia va tutto il mio rispetto, la mia stima e la mia riconoscenza.
    Giovanna

  15. Non è un parente? La solita disinformazione e il solito pressapochismo di chi vuole riscrivere la storia per i suoi fini personali…

  16. le origini di cosa nostra sono probabilmente molto antiche , fino agli anni ottanta , novanta a catania le famiglie comandavano , si dice che si spostarono da messina e prima era messina a comandare …
    cosa nostra , era una organizzazione massonica , nel senso che contava nella sua organizzazione elementi della società civile di diversi ambiti sociali , e ciò che li univa era un senso morale …

    le figure rappresentative erano il padrino , il mastro ed il muratore ovvero il saggio , l’intelligenza e la pratica , piu’ o meno …

    il termine don , invece era termine ritenuto volgare e stava a significare il padrone , ovvero colui che possedeva terreni ed averi nella campagna avendo comunque un seguito e persone a servizio …

    ‘la missione di cosa nostra era la salute della persona…’

  17. c’e’ sempre stato un legame simbiotico tra cosa nostra ed il cattolicesimo …

    alcuni danno il nome del proprio padre al figlio … nel nome del padre , del figlio …

    una volta il nome era molto importante in sicilia…

  18. c’e’ da chiedersi perché claudio territo sia cosi’ terrorizzato da salvatore borsellino che sente sempre il bisogno di sputare veleno su di lui. forse perché riesce a tenere in vita l’anima e il cuore di paolo borsellino come nessun altro? forse perché anche grazie a lui tanta gente ha aperto gli occhi sulla schifosa trattativa stato.mafia che territo si ostina a negare? o magari perché si avvicina il momento della verita’ per cui tanti tremano, compresi quelli che sostiene a spada tratta? i personaggi del ros che le stanno tanto a cuore sono al banco degli imputati di un processo che, malgrado tutti gli sforzi per fermarlo, va avanti. si rilassi e non se la prenda con il fratello di paolo. sappia che siamo tantissimi a sentirci parte di salvatore . si vergogni territo se ha la capacita’ di farlo, pensi che paolo borsellino, in qualche modo, la osserva…

  19. RASSICURO I PARTECIPANTI ALLA DISCUSSIONE, SALVATORE BORSELLINO NON MI INCUTE ALCUN TIMORE.
    HO SOLAMENTE PRECISATO (E LUI ME LO HA PURE CONFERMATO) CHE LE SUE POSIZIONI SONO SOLO SUE E NON RAPPRESENTANO “LA FAMIGLIA BORSELLINO” E TANTO MENO I PARENTI DELLE VITTIME.

    ALLA SIG. GUZZANTI VORREI DIRE CHE IO, A DIFFERENZA FORSE DI LEI E DI TUTTI GLI ALTRI CHE SONO INTERVENUTI ALLA DISCUSSIONE POSSO AVERE LA PRESUNZIONE DI AFFERMARE CHE IN TUTTA LA MIA VITA HO VOTATO UN PARTITO CHE NON HA MAI REGISTRATO INQUISITI E CORROTTI, SI CHIAMA PARTITO RADICALE. pERTANTO LE LEZIONI DI LEGALITÀ SE LE PUÒ ANCHE TENERE. iO I DELINQUENTI LI HO SEMPRE TENUTI ALLA LARGA E OLTRE A NON AVERLI MAI ABBRACCIATI NON GLI HO NEANCHE MAI DATO I MIEI RISPARMI IN CAMBIO DI INTERESSI DA FAVOLA.
    IN MERITO ALLA TRATTATIVA E DINTORNI, LEI HA ASSERITO DALLA ANNUNZIATA DI ESSERSI LETTA TUTTE LE CARTE E DI ESSERE FERRATISSIMA, SALVO, DOPO 30 SECONDI SPARARE UNA CAZZATA COLOSSALE (mORI E DE cAPRIO SONO STATI ASSOLTI PER INSUFFICIENZA DI PROVE CHE NE DIMOSTRINO IL DOLO) DIMOSTRANDO DI ESSERE, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI, INCAPACE DI LEGGERE UNA SENTENZA, SE NON ADDIRITTURA IN PERFETTA MALAFEDE.

    COMUNQUE, VISTO CHE È TANTO PREPARATA E CHE MANIFESTA COSI TANTA INDIGNAZIONE PER L’ARGOMENTO, SONO DISPONIBILISSIMO A DISCUTERE CON LEI DELL’ARGOMENTO, cON FATTI E CARTE ALLA MANO.
    mI DICA SOLO QUANDO E DOVE.
    cORDIALI SALUTI

    ps. qUANDO DICO CARTE NON MI RIFERISCO AGLI ARTICOLI DI TRAVAGLIO.

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