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Israele: guerra della propaganda, calcoli sbagliati e la «follia morale»

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Guerra delle menzogne, calcoli sbagliati e la «follia morale» di Ehud Barak

Quasi settant’anni fa, nel corso della seconda guerra mondiale, nella città di Leningrado fu commesso un crimine efferato. Per più di 70 giorni, una banda di estremisti chiamata «Armata rossa» tenne in ostaggio milioni di abitanti di quella città e, così facendo, provocò la rappresaglia della Wehrmacht tedesca dall’interno. I tedeschi non ebbero altra alternativa, se non bombardare la popolazione e imporre un blocco totale causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Un po’ di tempo prima, un crimine simile era stato commesso in Inghilterra. La banda di Churchill si era nascosta tra la popolazione londinese, sfruttando milioni di cittadini come scudi umani. I tedeschi furono costretti a inviare la Luftwaffe e, sebbene con riluttanza, a ridurre la città in rovine. Lo chiamarono il Blitz.
Questa è la descrizione che apparirebbe oggi nei libri di storia – se i tedeschi avessero vinto la guerra. Assurdo? Non più delle quotidiane descrizioni nei nostri media, che si ripetono fino alla nausea: i terroristi di Hamas usano gli abitanti di Gaza come «ostaggi» e sfruttano le donne e i bambini come «scudi umani». Non ci lasciano altra alternativa se non i bombardamenti massicci nei quali, con nostro profondo dolore, migliaia di donne, bambini e uomini disarmati vengono uccisi o feriti.

In questa guerra, come in qualunque guerra moderna, la propaganda gioca un ruolo fondamentale. La disparità tra le forze, tra l’esercito israeliano – con i suoi caccia, elicotteri da combattimento, aerei teleguidati, navi da guerra, artiglieria e tank – e le poche migliaia di combattenti di Hamas dotati di armi leggere, è di uno su mille, forse uno su un milione. Nell’arena politica il gap tra loro è ancora più ampio. Ma nella guerra di propaganda, il gap è quasi infinito. Quasi tutti i media occidentali inizialmente ripetevano la versione ufficiale della propaganda israeliana. Essi ignoravano quasi del tutto le ragioni dei palestinesi, per non parlare delle dimostrazioni quotidiane del campo della pace israeliano. La logica del governo israeliano («Lo stato deve difendere i suoi cittadini contro i razzi Qassam») è stata accettata come se quella fosse tutta la verità. L’altro punto di vista, per cui i Qassam sono una rappresaglia per l’assedio che affama il milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza, non è stato riportato affatto. Solo quando le scene orribili provenienti da Gaza hanno cominciato ad apparire sui teleschermi occidentali, l’opinione pubblica mondiale ha gradualmente iniziato a cambiare.
È vero, i canali televisivi occidentali e israeliani hanno mostrato solo una piccolissima frazione dei terribili eventi che appaiono 24 ore su 24 sul canale arabo al Jazeera, ma una sola immagine di un bimbo morto nelle braccia del padre terrorizzato è più potente di mille frasi elegantemente costruite dal portavoce dell’esercito israeliano. E alla fine, è decisiva.

La guerra – ogni guerra – è il regno delle menzogne. Che si chiami propaganda o guerra psicologica, tutti accettano l’idea che sia giusto mentire per un paese. Chiunque dica la verità rischia di essere bollato come traditore. Il problema è che la propaganda è convincente per lo stesso propagandista. E dopo che ci si è convinti che una bugia è verità, e la falsificazione realtà, non si riesce più a prendere decisioni razionali.
Un esempio di questo fenomeno riguarda quella che finora è stata la atrocità più scioccante di questa guerra: il bombardamento della scuola dell’Onu Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya. Immediatamente dopo che esso era stato conosciuto in tutto il mondo, l’esercito ha «rivelato» che i combattenti di Hamas avevano sparato con i mortai da un punto vicino l’ingresso della scuola. Poco tempo dopo, il militare che aveva mentito ha dovuto ammettere che la foto aveva più di un anno. In breve: una falsificazione. In seguito l’ufficiale bugiardo ha affermato che avevano «sparato ai nostri soldati da dentro la scuola». Dopo appena un giorno, l’esercito ha dovuto ammettere dinanzi al personale Onu che anche quella era una menzogna. Nessuno aveva sparato da dentro la scuola; nella scuola non c’erano combattenti di Hamas: era piena di profughi terrorizzati. Ma l’ammissione ormai non faceva quasi più differenza. A quel punto, il pubblico israeliano era totalmente convinto che avessero «sparato da dentro la scuola», e gli annunciatori tv lo hanno affermato come un semplice fatto.

Lo stesso è accaduto con le altre atrocità. Nell’atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell’amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l’esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak – un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico. Il vero scopo (a parte quello di farsi eleggere alle prossime elezioni) è porre fine al governo di Hamas nella Striscia di Gaza. Nell’immaginazione di chi ha pianificato la guerra, Hamas è un invasore che ha ottenuto il controllo di un paese straniero. Naturalmente la realtà è completamente diversa. Il movimento di Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni democratiche che si sono svolte in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Ha vinto perché i palestinesi erano giunti alla conclusione che l’atteggiamento pacifico di Fatah non avesse ottenuto nulla da Israele – né un congelamento degli insediamenti, né il rilascio dei prigionieri, né un qualunque passo significativo verso la fine dell’occupazione e la creazione dello stato palestinese. Hamas è profondamente radicato nella popolazione – non solo come movimento di resistenza che combatte l’occupante, come l’Irgun e il Gruppo Stern in passato – ma anche come organismo politico e religioso che fornisce servizi sociali, scuola e sanità. Dal punto di vista della popolazione, i combattenti di Hamas non sono un organismo straniero, ma figli di ogni famiglia della Striscia e delle altre regioni palestinesi. Essi non si «nascondono dietro la popolazione»: la popolazione li vede come i suoi unici difensori. Perciò, l’intera operazione si basa su presupposti errati. Trasformare la vita in un inferno sulla terra non fa insorgere la popolazione contro Hamas ma, al contrario, essa si stringe dietro Hamas e rafforza la propria determinazione a non arrendersi. La popolazione di Leningrado non si sollevò contro Stalin, più di quanto i londinesi non si sollevarono contro Churchill.

Chi dà l’ordine di una simile guerra, con tali metodi, in un’area densamente popolata, sa che causerà il massacro di civili. A quanto pare, ciò non lo ha toccato. O forse credeva che loro avrebbero «cambiato modo» e la guerra avrebbe «marchiato a fuoco la loro coscienza», per cui in futuro non oseranno resistere a Israele. Una delle principali priorità per chi ha pianificato la guerra era l’esigenza di ridurre al minimo le vittime tra i soldati, sapendo che lo stato d’animo di una larga parte dell’opinione pubblica, favorevole ad essa, sarebbe cambiato se fossero giunte notizie di questo genere. È quanto è avvenuto nella prima e nella seconda guerra del Libano. Questa considerazione ha giocato un ruolo particolarmente importante perché l’intera guerra è parte della campagna elettorale. Ehud Barak, che nei primi giorni di guerra è salito nei sondaggi, sapeva che il suo gradimento sarebbe crollato se gli schermi televisivi si fossero riempiti di immagini di soldati morti. Perciò, si è fatto ricorso a una nuova dottrina: evitare perdite tra i nostri soldati mediante la distruzione totale di tutto ciò che incontrano sulla loro strada. Per salvare un soldato israeliano si era disposti a uccidere non solo 80 palestinesi, ma anche 800. Evitare perdite dalla nostra parte è il comandamento principale, che sta causando un numero record di vittime civili dall’altra. Questo significa la scelta consapevole di un tipo di guerra particolarmente crudele – e questo è il suo tallone di Achille.

Una persona senza immaginazione, come Barak (il suo slogan elettorale: «Non un bravo ragazzo, ma un leader») non riesce a immaginare come le persone per bene, in tutto il mondo, possano reagire ad azioni come l’uccisione di intere famiglie, la distruzione di case sulla testa dei loro abitanti, le file di bambini e bambine in sudari bianchi pronti per la sepoltura, le notizie di persone lasciate a morire dissanguate per giorni perché non si consentiva alle ambulanze di raggiungerle, l’uccisione di dottori e medici impegnati a salvare vite umane, l’uccisione di autisti dell’Onu che trasportavano cibo. Le immagini degli ospedali, con i morti, le persone in fin di vita, i feriti stesi tutti insieme sul pavimento per mancanza di spazio hanno scioccato il mondo.

I pianificatori pensavano di poter impedire al mondo di vedere queste immagini vietando con la forza la presenza dei media. I giornalisti israeliani – fatto riprovevole – si sono accontentati dei rapporti e delle foto forniti dal portavoce dell’esercito, come se fossero notizie autentiche, mentre loro stessi se ne restavano a miglia di distanza dai fatti. Anche ai giornalisti stranieri non è stato permesso di entrare, finché non hanno protestato e sono stati portati a fare rapidi tour in gruppi selezionati e controllati. Ma in una guerra moderna, uno sguardo così sterile e preconfezionato non può escludere completamente tutti gli altri – le videocamere sono dentro la Striscia, in mezzo all’inferno, e non possono essere controllate. Aljazeera trasmette le immagini a tutte le ore, e arriva in tutte le case.

La battaglia per il teleschermo è una delle battaglie decisive della guerra. Centinaia di milioni di arabi dalla Mauritania all’Iraq, più di un miliardo di musulmani dalla Nigeria all’Indonesia vedono le immagini e sono orripilati. Questo ha un impatto forte sulla guerra. Molti spettatori vedono i governanti dell’Egitto, della Giordania, dell’Autorità palestinese come collaboratori di Israele nell’attuazione di queste atrocità ai danni dei loro fratelli palestinesi. I servizi di sicurezza dei regimi arabi stanno registrando un fermento pericoloso tra le popolazioni. Hosny Mubarak, il leader arabo più esposto per aver chiuso il valico di Rafah in faccia ai profughi terrorizzati, ha cominciato a premere sui decisori di Washington, che fino ad allora avevano bloccato tutti gli inviti a cessare il fuoco. Questi hanno cominciato a capire che i vitali interessi americani nel mondo arabo erano minacciati e improvvisamente hanno cambiato atteggiamento – nella costernazione dei compiacenti diplomatici israeliani.

Le persone affette da follia morale non riescono a capire le motivazioni delle persone normali, e devono indovinare le loro reazioni. «Quante divisioni ha il papa?» se la rideva Stalin. «Quante divisioni hanno le persone con una coscienza?» potrebbe chiedersi oggi Ehud Barak. Ma, come stiamo vedendo, ne hanno qualcuna. Non tante. Non molto veloci a reagire. Non molto forti e organizzate. Ma a un certo momento, quando le atrocità dilagano e masse di persone si uniscono per protestare, questo può decidere di una guerra.

L’incapacità di cogliere la natura di Hamas ha causato l’incapacità di capire i prevedibili risultati. Non solo Israele non è in grado di vincere la guerra: Hamas non può perderla. Anche se l’esercito israeliano dovesse riuscire a uccidere ogni combattente di Hamas fino all’ultimo uomo, anche allora Hamas vincerebbe. I combattenti di Hamas sarebbero visti come i modelli della nazione araba, gli eroi del popolo palestinese, i modelli da emulare per ogni giovane del mondo arabo. La Cisgiordania cadrebbe nelle mani di Hamas come un frutto maturo, Fatah affogherebbe in un mare di disprezzo, i regimi arabi rischierebbero di crollare.

Se la guerra dovesse finire con Hamas ancora in piedi, sanguinante ma non sconfitto, a fronte della possente macchina militare israeliana, ciò apparirebbe come una vittoria fantastica, una vittoria della mente sulla materia. Nella coscienza del mondo, resterà impressa a fuoco l’immagine di Israele come un mostro lordo di sangue, pronto in qualunque momento a commettere crimini di guerra e non intenzionato a rispettare alcun freno morale. Questo avrà gravi conseguenze a lungo termine per il nostro futuro, per la nostra posizione nel mondo, per la nostra chance di raggiungere la pace e la tranquillità.
In fondo, questa guerra è anche un crimine contro noi stessi, un crimine contro lo stato di Israele.

Versione originale:
DI URI AVNERY
Gulf Times
Fonte www.gulfnews.com
Versione italiana:
www.ilmanifesto.it
Traduzione a cura di MARINA IMPALLOMENI

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28 Commenti

  1. Quanto è vero, Israele continua a farsi gli autogol! FInirà per essere di nuovo odiato da tutti e ci sarà un altro olocausto.

  2. L’esercito israeliano utilizza delle bombe intelligenti di nuova generazione, recentemente progettate, frutto un valido brainstorming di ingegneri israeliani,in collaborazione con la NASA. Hanno sensori speciali audio ,video olfattivi . Se cadono accidentalmente in un angolo deserto non scoppiano, tirano fuori delle gambette di metallo e si spostano da sole fino alla più vicina abitazione, entrano. Se la casa è vuota, aspettano che entri qualcuno, appena percepiscono presenza umana scoppiano.

  3. L’esercito israeliano utilizza delle bombe intelligenti di nuova generazione, recentemente progettate, frutto DI un valido brainstorming di ingegneri israeliani,in collaborazione con la nasa. Hanno sensori speciali audio ,video olfattivi . Se cadono accidentalmente in un angolo deserto non scoppiano, tirano fuori delle gambette di metallo e si spostano da sole fino alla più vicina abitazione, entrano. Se la casa è vuota, aspettano che entri qualcuno, appena percepiscono presenza umana scoppiano. Nel fragore diffondono sostanze nocive che permangono nell’aria mesi, al fine di colpire i superstiti e indebolire il nemico.

  4. Vedo che continuiamo a essere le due nottambule del blog.. come ai vecchi tempi..

    Solo che io sono costretta a stare alla finestra per rubare questa connessione, e mi si stanno gelando le mani!

    Buona Notte

  5. elena: allora sei tu l’intruso che si sta collegando a mie spese…Vabè, mi offrirai una cena (ancora non ho neanche visto quel famoso tè…)

  6. lo stato di israele non esisteva ai tempi del nazismo. la shoah è stata subita dagli ebrei. ogni accostamento è fuorviante. casomai viene odiata adesso, non di nuovo. nessuno odia gli ebrei in quanto tali. meglio sarebbe se cristianesimo, islamismo, ebraismo la finissero di rompere i coglioni al genere umano. questo è certo.

  7. A “COSA” E A “CHI”?…

    Oggi ci e vi poniamo alcune domande.

    A che “DOVREBBERO SERVIRE” trasmissioni come AnnoZero (o simili) e come PortaaPorta (o simili)?
    Quante persone ieri sera avranno seguito “ATTENTAMENTE” sia l’una che l’altra?
    In percentuale, quante di queste persone saranno state davvero “RAZIONALI” ed “OBIETTIVE”?
    Quante avranno ammorbidito o addirittura cambiato idea (“PRO” o “CONTRO”) sui temi trattati?
    Quante invece si saranno ulteriormente “FONDAMENTALIZZATE” sulla loro idea?
    Insomma, secondo voi, trasmissioni così “SERVONO” veramente a qualcosa?
    Se sì, a cosa e soprattutto a chi “DOVREBBERO SERVIRE”?

    Grazie per le eventuali risposte…

    http://emergenzademocratica.blogspot.com

  8. Non so, tutta questa polemica da parte italiana sui Palestinesi che eleggono Hamas… Noi abbiamo un presidente del Consiglio mafioso, che è ‘sospettato’ di essere fra i mandanti di stragi sanguinose, e continuiamo ad eleggerlo. Vuol dire che se un giorno ci bombardassero tutti indiscriminatamente farebbero bene, perché supportiamo regimi criminali? Ma chi sono gli italiani per far lezioni di moralità?

  9. Quoto a pieno quanto scritto da Onafez….sarebbe ora che ogni religione la piantasse di rompere i coglioni al genere umano…sarebbe il più grande traguardo che il genere umano potrebbe mai raggiungere…e dire che all’alba del 2009 io mi aspettavo lo avessimo già raggiunto e invece…
    Però in questo caso credo che la religione centri poco….in questo caso noi europei e gli americani siamo colpevoli quanto gli israeliani….d’altronde israele è il nostro “presidio di civiltà” (spero si capisca l’uso sarcastico della parola civiltà) nel “barbaro” mediooriente.
    Secondo voi cosa può pensare un palestinese degli europei che corrono a fare i paladini delle libertà delle donne in Afghanistan perchè guarda caso in Afghanistan ci passano gli oleodotti e nessuno stato europeo muove un dito per fermare questo massacro cosa ben più grave (almeno per i danni che fa) del burka alle donne, oppure quando si corre in aiuto del Qwait (potrei fare due pagine di esempi)…la palestina non ha nulla da offrirci e quindi tutti se ne fregano…
    L’occidente è la definizione perfetta di IPOCRISIA.

    Prima o poi l’odio che quella gente sta accumulando da anni e anni nei confronti della nostra infima società e del nostro infimo modo di vedere il mondo prima o poi si riverserà addosso a tutti noi indistintamente e tutti pagheremo come al solito gli interessi economici di pochi porci.

    Spero solo di non vedere quel giorno da vivo…

    Per quanto riguarda il comportamento del governo Israeliano (non voglio dire che tutti gli israeliani siano d’accordo…non lo so e mi rifiuto di crederlo) è semplicemente qualcosa di vergognoso…ora non vorrei essere tacciato di essere antisemita (lungi da me) ma il loro comportamento di anni e anni giustifica appieno le reazioni e le ribellioni palestinesi.
    Del resto credo che ogni invasione giustifichi in tutto e per tutto qualunque reazione.
    Volgio dire i palestinesi stanno provando a resistere esattamente come hanno resistito i nostri partigiani, esattamente come hanno resistito gli inglesi nell’esempio fatto da Sabina.
    Beh che succede? i partigiani italiani sono eroi e quelli palestinesi sono terroristi?

    Io dico di no…l’informazione di regime invece vuole farcelo credere…L’occidente è sinonimo di IPOCRISIA!

  10. Scusa se ti correggo Onafez, ma gli ebrei sono odiati da millenni. Con un picco di odio e malcontento generale nel medioevo. E anche durante la shoa ti ricordo che gli altri paesi, prima di intervenire, hanno lasciato fare con comodo ai nazisti. Nemmeno il papa ha detto una parola. E gli americani? Potevano bombardare le linee ferrovarie che portavano ai campi di concentramento, perchè ne erano a conoscienza, ma non l’hanno fatto.

    E vorrei anche ricordare, a chi straparla di democrazia, che Israele per tutta la sua breve storia come nazione, ha sempre avuto un militare come capo del governo. Mentre Hamas è stata eletta democraticamente. E basta col voler razionalizzare, non c’è nulla di razionale in quello che sta facendo Israele ai palestinesi, e se questa cosa capitasse a noi… col cazzo che razionalizzi. E’ normale e sacrosanto che i palestinesi odino gli israeliani, e visto che ci siamo smettiamola di chiamarli terroristi e chiamiamoli col loro vero appellattivo: partigiani. Chi non vuole riconoscere la differenza tra terrorismo e resistenza non è manco degno di aprir bocca a riguardo. Uno su tutti, Travaglio. Che adoro come giornalista giudiziario ma porco il clero quando parla di Israele fa venire il voltastomaco.

    Ok, fine dello sfogo 🙂

  11. Bel articolo.
    Ottima e condivisibile analisi,
    anche se tutto ciò che scrive autore è risaputo più o meno.
    L’emergenza sta nel “doppiopesismo” ferreo come l’unico modo di valutare il mondo e chiaramente il parametro fondamentale per l’impostazione della propaganda dei mass media.

  12. Cara Sabina, quando scrivi “a lucia…” intendi il presidente di “caranzia”, vero? Io sono rimasta schoccata dalla sua frase che suonava più o meno così “….noi (giornalisti) dobbiamo orientare le menti degli italiani…”. ORIENTARE LE MENTI???? Ma i giornalisti non dovrebbero INFORMARE, dicendo la verità, se la conoscono, o CERCANDOLA? L’annunziata ha gettato la maschera, in un impeto d’ira ha confessato finalmente quel che i direttori di TG1-2 mediaset, corriere e compagnia bella cercano di nascondere abilmente: l’informazione di massa deve orientare la gente, ad ogni costo, anche a costo della verità dei fatti. Non riesco a crederci ancora…che ingenua sono ancora, vero?

  13. spikez,
    quello che dici è vero e riguarda anche altri popoli, basti pensare agli armeni o agli zingari. certo gli ebrei sono stati spesso discriminati, non credo però che lo fossero perchè particolarmente infami o carogne, mi sbaglio? ed è vero che la complicità o l’indifferenza hanno indirettamente concorso a ciò. per il resto sono perfettamente d’accordo

  14. TG5 (non lo guardo, ma ho visto la lucia e mi ci sono soffermata):
    Titolone: il processo di amanda.
    Su lucia: fini ha chiamato il direttore della rai per una tiratina d’orecchie e dopo la lucia per esprimerle la propria solidarietà…
    Non ho parole… Spegno e vengo a scrivere, ecco.

  15. AFFAIRE AN-NUZIATELLA: I DOLORI DI UNA PENNIVENDOLA DI BALETTI A 360 GRADI

    Per quanto riguarda la “madama dei baletti con lo strabismo venereo convergente” ritengo che ieri sera ella se ne sia spontaneamente conficcato uno di frassino proprio nel deretano con le sue stesse manine lorde.
    Sono arcicontento di aver potuto vedere finalmente un Santoro trasfigurato e fiammeggiante di furore che ha urlato in faccia alla nota pennivendola : “Presso chi stai tentando di guadagnarti credito?” (da leggere come: “A chi stai lambendo le terga, vilissima leccapiedi?”).
    E quante matte risate mi sono fatto all’uscita della “madonna piangente dei 7 baletti di dolore a 360 gradi” protestando e bofonchiando come una beghina colta in flagrante a rubare i fiori al cimitero!
    Ma stamattina mi sono accorto che la giostra mediatica stava ancora girando:
    il “fascio-lacchè fini” telefona al “cinghialone petruccioli” per fare sculacciare a dovere Santoro, inoltre telefona persino alla “madama nulli-glotta dei baletti rotti” per esprimerle tutta la sua solidarietà!
    Ma non è finita: la “nota pennivendola balettista” raccoglie anche il velato supporto di Luigi Zanda, vicecapogruppo del PDmenoL al Senato che bacchetta Santoro!
    Leggere per credere….

    http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_16/santoro_annozero_fini_petruccioli_decenza_annunziata_f86923e8-e3c4-11dd-8cd2-00144f02aabc.shtml
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40109girata.asp

  16. ciao elena!
    bentrovata, personalmete non metto in dubbio il diritto ad esistere di israele, nonostante sia profondamente antisionista, gli accordi ci sono stati, sono riconosciuti e firmati da entrambe le parti, ora quello che succede è che buona parte del territorio che , secondo le mappe del ’67, sarebbe dovuto essere palestinese è occupato, questo non esiste, e le chiacchiere stanno a zero, se ne devono andare, con le buone o con le cattive, i nostri nonni hanno cacciato l’invasore e per questo hanno avuto la medaglia, combattere l’occupante è un diritto, quanto ai rabbini antisionisti ti posso garantire ch3e non sono quattro gatti, e comunque sia io continuo a pensare che il sionismo sia una bufala, quando venne teorizzato lo stato ebraico ( ripeto NON PRIMA DEL 1800 QUALCHE COSA, e questo se lo sono dimenticato in molti) la palestina non era altri che una delle ipotesi. e prima di allora nessuno si era mai sognato di tornarci, parlamoci chiaro ragà questa è una guerra bianchi contro musulmani, punto e basta, i paesi che gravitano intorno agli stati uniti vogliono un avamposto in medio oriente, per questo dico che chi dice il contrario è complice o scemo, e non ce n’è di dibattito e politically correct, e così e batsa, quindi finiamola con le chiacchiere, ora ci sgridano perchè bruciamo le bandiere, quando non lo faremo + si inventeranno un altra cazzata per demonizzarci, quindi tanto vale dire le cose come stanno no?

  17. sempre capaci di trovare ottimi titoli da prima pagina;
    per fortuna esiste internet , e si possono leggere i giornali stranieri;

    la trasmissione di santoro , l’ho vista , ed è stata poco equilibrata , si sarebbe dovuto andare a tel aviv ed entrare in una delle case , e vedere i cibi raffinati che mangiano , il vino francese , la guerra trasmessa sul primo canale , si sarebbero dovute vedere le immagini dei viali e delle piazze , dei ristoranti , e poi avrebbero dovuto far vedere quello che succede nell’altro pseudo-stato campo di concentramento , si sono risparmiati di mostrare le condizioni di invivibilità , senza acqua , luce , gas , senza cibo , condizioni di povertà , di indigenza , che possono facilmente all’esasperazione , che non gridano ho fame , non gridano ho freddo , continuano a gridare voglio la dignità , sono anch’io un uomo; ed oggi i milazioni di hamas , sono uomini che richiedono la loro dignità , e avversano i prepotenti che se negli anni cinquanta li hanno con la forza e la violenza strappati dalle loro case e costretti nei campi profughi , se gli hanno strappato la terra , oggi questi israeliani li torturano e li uccidono per il semplice fatto che questi , solo con la loro presenza gli ricordano che gli israeliti sono dei nazisti;

  18. ragazzi.

    quella zona e’ sempre stata incasinata e a mio parere ci vorra’ del bello e del buono x portare la pace.

    avete sentito della protesta d fini contro Santoro e annozero? io ormai vivo nel terrore d 1 nuovo editto bulgaro.
    nn dimentichiamoci ke fini fu qll ke 8 anni fa disse: ” quando andremo al governo faremo piazza pulita”. + kiaro d cosi’…
    spero ke si risolva tt in 1 bolla d sapone cm l’anno scorso cn schifani. cmq x ogni evenienza la mail del campione mondiale d inciucismo (leggi petruccioli) ce l’ho…

  19. ONAFEZ
    “lo stato di israele non esisteva ai tempi del nazismo. la shoah è stata subita dagli ebrei. ogni accostamento è fuorviante. casomai viene odiata adesso, non di nuovo. nessuno odia gli ebrei in quanto tali. ”

    Ah ah ah molto divertente! Mi dispiace ma sotto molto antisionismo si nasconde un bel po’ di antisemitismo secondo me! se ci sarà una nuova shoah temo non faranno molta distinzione tra ebrei e israeliani, così come non viene fatta adesso del resto. Anche perché gli ebrei di tutto il mondo sostengono Israele anche economicamente

    Inoltre vorrei dire a TROZZOGOL in base a cosa si permette di dire che il burqa fa meno danni dell’attuale attacco israeliano? Sarà forse meno eclatante dei missili, ma le vittime del burqa sono milioni e milioni di più di quelle dell’esercito israeliano.
    E poi: invece di dire che i palestinesi odiano gli stati europei perché non fanno niente per aiutarli, ti sei mai chiesto se non odiano forse anche quelli arabi che fanno ancora meno? I magnoni petrolioni arabi che sulla causa palestinese giocano col petroldollaro?
    Lo sai che l’UE elargisce più fondi all’Autorità palestinese di tutti gli stati arabi messi insieme?
    E che sono morti più palestinesi per mano araba (almeno fino a 2 settimane fa!) che non per mano ebraica?

    A chi continua a dire che HAMAS è caro e santo perché eletto democraticamente vorrei ricordare che anche Andreotti e Berlusconi sono stati eletti democraticamente, e che non ho conosciuto un solo palestinese che viva fuori dai territori che ci andrebbe a stare. E non perché si viva male, ma perché sotto Hamas non ci starebbe nessuno con un po’ di sano cervello in testa.

    Detto questo concordo con ZAPPULLA quando dice che i confini dovrebbero essere riportati al 67. Per quel che ho studiato Israele è rimasto in occupazione sperando di andarsene avendo in cambio il riconoscimento, cosa che non è avvenuta, per cui si è trovato ad occupare a vita un territorio ghetto e adesso ne subisce le conseguenze.
    Non concordo invece ZAPPULLA sul resto, sul fatto che il sionismo sia una bufala ecc ecc
    Il sionismo può essere stato quello che vuoi ma di fatto uno stato si è creato, ora devono creare l’altro, basta. Pure Pola era tutta italiana e adesso non lo è più, e ci sono state migliaia di profughi in tutto il mondo, e nemmeno noi li abbiamo accettati questi profughi italiani.. E si tratta del 56, i nostri genitori c’erano.. Eppure cosa fate voi, andate a sfilare insieme a quelli di Forza nuova perché l’Istria torni all’Italia perché era italiana? Suvvia

    Quella terra che si conosce come Palestina è stata occupata per 2000 anni da gente di tutte le sorti, ed era abitata da altrettante genti di tutte le sorti, che si spostavano tranquillamente all’interno dei confini. Gli ebrei a partire dall’ 800 sono andati in massa e hanno istituito uno stato dove prima non c’era. Non è illegale. ANzi è bellissimo. La palestina era una terra paludosa e incolta e l’hanno resa bellissima. Devono solo tornare nei confini, costruire un muro alto tra i due stati e basta.

  20. La forza di noi. essi umani. che arrischiamo la pelle per 2mila EUR, lasciamo perde quelli di tasse, labor labori laboriis, plurale no?! insomma alla fine sempre 360 euro l’anno ce li beviamo!
    🙂
    scusemua xo
    La forza di noi che ci svegliamo con il quinto occhio perche’ abbiamo troppo bisogno del terzo e del quarto, che il quinto non lo buttare mai via.
    La forza, di chi vuole vederci chiaro anche pagando.
    La forza del terzo e Mi dispiace, il quarto potere.
    La forza di noi che non abbiamo nemmeno un terzo potere ma siamo di piu di tutti quanti. La forza di tutti quanti che non si uniscono che se ci uniamo ci annulliamo come in matematica, che e’ stata inventata da poco, ma che ha sempre esististo/essuto.
    La forza senza cellerini che ci proteggono. La forza della polizia e dei cellerini che ci proteggono e’ un falso ideologiico: e’ la forza della polizia che si riduce a un gioco a domande tipo:

    l’effetto della democrazia col potere

    una negazione

    un lavoro

    un aiuto

    La forza di noi, che di OT ne facciamo con un sorriso da una orecchia che arriva fino a meta’ faccia! Si blocca per un millisecondo per capire che, dove etc… e poi si riprende border line arrivando alle volte al soffitto!
    La forza che non dovrebbe mai far idere. A presto, baci, brava Sabba

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