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Il pettine della rete e i pesci pieni di nodi (Castells 4a punt.)

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comunicazione e potere

Castells – Il pettine della rete

Riprendiamo la riflessione su internet e come si usa, iniziamo con un omaggio alla musa. ho visto tutto breaking bed, ve lo consiglio. e non sentitevi in colpa è come leggere un romanzo. godiamoci questo ben di Dio che col cinema e la letteratura in crisi è un nutrimento di cui non è giusto privarsi. e siccome anche questa esperienza è possibile grazie ad internet ricominciamo a studiare internet seriamente. (guardate pure homeland se non l’avete fatto. io ora attaccherò con Downton Abbey)

In questi giorni non sono andata avanti con Castells ma ho pensato spesso a quello che ho letto, soprattutto ai discorsi sul potere. Anche voi? Chi si è perso le puntate precedenti le trova facilmente qui sul blog.

Dopo avere sintetizzato quello che si può dire sul potere, i suoi strumenti, sedi e raggio di azione, il passo successivo inevitabilmente porta alla domanda: ma se finora il potere si identificava con gli stati e si esercitava attraverso le istituzioni, che succede con la globalizzazione?

forse che lo stato scompare, perché una grossa fetta di potere si esercita fuori dai suoi confini? No non scompare, perché non tutte le relazioni di potere hanno per ora una dimensione globale. Lo stato si riconfigura e si trasforma assumendo progressivamente una struttura più simile a quella della rete.

La rete è una struttura che è sempre esisistita sia in natura che nelle società umane.E’ sempre esistitita anche nelle società antiche più evolute. E’ una struttura a rete ad esempio quella navale o quella dei messaggeri.
Se fino ad oggi sono prevalse le strutture di potere verticali, dipende dal fatto che la tecnologia non era sviluppata come oggi. La struttura della rete è efficace se è davvero interattiva e gli scambi possono avvenire in tutte le direzioni. La debolezza tecnologica faceva sì che le reti di fatto trasmettessero in una sola direzione.

Prima di andare avanti dice Castells definiamo cos’è una rete.

Una rete è un insieme di nodi interconnessi. I nodi più grossi si chiamano centri.
I nodi sono più o meno importanti a seconda dell’importanza delle info che contengono e della capacità di elaborarli.
Ogni nodo ha funzione e significato in relazione agli altri nodi
Se un nodo perde utilità rispetto algi obbiettivi la rete si riconfigura.

Le reti elaborano flussi, correnti di info fra nodi che circolano attraverso i canali tra nodi. Una rete è definita dagli obbiettivi e dalle regole di performance con criteri di successo e fallimento

Le reti sono programmate dagli attori sociali che attraverso le reti promuovono i proprio valori e interessi. Una volta però che la rete esiste, diventa autonoma rispetto ai propri programmatori.
La capacità di autoconfigurarsi è ciò che permette la sopravvivenza.

Sono quindi strutture di comunicazione complesse costruite intorno a obbiettivi adattabili all’ambiente e sono al tempo stesso programmate e autoconfigurabili

la forza della struttura della rete è la flessibilità (perché si riconfigura mantenendo gli obbiettivi ma cambiando i componenti),
è la scalabilità (perchè può espandersi contrarsi alla bisogna senza subire danni),
e la capacità di soprevvivenza (resiste agli attacchi perché i codici sono contenuti in molti nodi non in uno solo).

Questa struttura diventa egemone nel nostro tempo, grazie alla rivoluzione microelettronica che inizia negli anni 50/60 e si consolida
negli anni 70 aprendo la porta a quella che Castells chiama l’età dell’informazione.

Grazie al network e ai portatili ogni individuo, gruppo organizzazione, in ogni luogo in qualsiasi momento può interagire e gestire risorse. Inoltre queste innovazioni costituiscono un processo di espansione del corpo e della mente umana.
I confini tra vita umana e vita delle macchine sfumano. (che era quello che sosteneva in modo critico Adam Curtis, documentarista della BBc di cui si parla nei post precedenti).
Un’innovazione che incide sull’io all’intero regno dell’attività umana trascendendo le barriere del tempo e dello spazio. Quindi la tecnologia arriva al cuore della specificità del genere umano la comunicazione consapevole e significativa,
che modifica i concetti di tempo e spazio e la società come l’abbiamo conosciuta finora.
Secondo Castells si dovrà modificare il concetto di società, ridefinendola come società in rete.

Questo tipo di società sarà l’oggetto delle prossime puntate.

Come al solito più del solito vi prego di aggiungere le vostre riflessioni, nozioni, visioni, anche unte tanto nella realtà virtuale la pizza rossa per ora non entra.

ps
mi sono vista tutto breaking bed, ve lo consiglio. e non sentitevi in colpa è come leggere un romanzo. se a scuola ci avessero obbligato a vedere le serie non staremmo lì a tormentarci. ci godremmo questo ben di Dio che col cinema e la letteratura in crisi ci dà quel po’ di gioia a cui abbiamo diritto e sempre grazie alla rete a ai portatili ecc. guardate pure homeland se non l’avete fatto. Ora guarderò Downton Abbey

a presto.

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17 Commenti

  1. cappio, questo Comunicazione e potere nella prima parte è un po’ criptico, poi un po’ meno, c’è un concetto molto interessante nel primo capitolo, una cosa che non ho letto da nessuna parte, la nuova cultura non è più fatta di contenuti ma di processi, poi riprende un concetto base in Mc Luhan che la rete tecnologica e in generale la tecnologia è l’espansione del corpo umano. il contenuto della comunicazione è la comunicazione stessa, il contenuto di facebook è facebook, qui l’autocomunicazione, come la chiama castells, diventa un loop che genera/autogenera il “contenuto”. ok, forse devo rileggere tutto…

  2. Castell fa notare che la vecchia e la nuova societa coesistono da tempo ma ora, con internet la logica della rete prende il sopravvento. un esempio: la societa piramidale il cui esempio piu rappresentativo e’ wall street si basa sul possesso e la segretezza di alcune informazioni. averle ed averle nel momento giusto significa possedere ricchezza, per esempio la ricetta della cocacola o la scoperta di un nuovo giacimento minerario prima di tutti gli altri.
    invece un esempio di rete è la ricerca universitaria che pubblica i risultati delle riceche e le mette e disposizone di altri laboratori per completarle e migliorarle: gli esempi sono infiniti.
    se ora immaginiamo che principalmente internet è un sistema inarestabile di trasporto di informazioni, qualunque esse siano, comprese quelle segrete si intuisce che le elites del vecchio sistema di potere faranno di tutto per trattenerlo il piu` possibile. come per esempio impossessarsi dei motori di ricerca e dei social networks per cercare di influenzare e spiare

  3. Non ho letto Castells, ma nella rete ci vivo come voi e quello che vedo mi dice che i nodi sono intelligenti ed esprimono capacità di discernimento delle informazioni, volontà di sopravvivenza e di realizzare ognuno una specifica mission. Come tutto questo si combini é sotto i nostri occhi, ma segue regole non sempre evidenti. Fino ad ora sono sembrate regole “naturali” ma, secondo me, ci sono già entità pronte a imbrigliare e governare questa complessità per il loro esclusivo vantaggio. Lo squilibrio che l’uomo in milioni di anni ha creato sul pianeta terra si sta realizzando sulla rete ad una velocità esponenziale. Si vedono già i segni dell’inquinamento, alterazioni del principio di selezione della specie, iperproliferazioni e infiltrazioni tossiche. Chi prenderà il sopravvento, chi si estinguerà? Si accettano scommesse.

  4. La rete è sempre esistita, come la capacità dell’uomo di spostarsi. Internet è lo strumento di potenziamento della rete, come l’auto lo è stata per lo spostamento. La velocizzazione curva in iperbole il progresso.

    Queste serie televisive sono girate con grande professionalità cinematografica. Bravi attori e bravi autori. Altro che le fiction italiane alleccate per un target di telespettatori che compra i prodotti della pubblicità a cui si rivolgono i produttori.

  5. Alcune serie però hanno una forzatura, quello che è segnato dal cancro ai polmoni, p.e. per dovere di palinsesti avrà la vita prolungata più di ogni altro cristiano colpito dallo stesso male, sinché durano le stagioni. O quello che eredita il castello; te lo prendi e mandi a calci in posteriori i detrattori, ci vuole un anno tra successioni e trasferimenti, invece… peggio dei processi di silviolo che però , almeno quelli, finiscono in prescrizione e finisce la serie.

  6. Ne seguo anche un’altra, The mirror of… vattelapesca non ricordo. È finita la prima serie, prende perché aspetti ti capire qual’è lo scopo della vicenda, e ancora adesso che è finita non si è capito. Forse perché è la vita stessa che non ha uno scopo preciso, e forse gli autori vogliono che sia lo stesso spettatore a darlo. È la storia di un italiano che arrivato nella grande mela non sa spiegarsi perché degli italiani si siano voluti comprare un appartamentino a N.Y. (tipo V.W.), nonostante non ci azzeccano niente con questa città. Finisce che si compra un quartino a Brooklin e dopo alcuni giorni pensa di aver fatto una cazzata, perché a morire ci riusciva anche in Italia; motivo la asfissiante cucina della vicina a base di sugo alla genovese. Lei dice di avere ereditato la ricetta dalla bisnonna emiliana, ma ad ogni generazione la dose di cipolla era aumentata. Un giorno esce di casa e viene assalito da un cane da presa, gli fica due dita negli occhi ed il padrone del cane lo querela.
    Certo che la vita è proprio strana.

  7. Nell’ultima puntata della prima seria, un soggettista e sceneggiatore gli spiega che il fim è costruito come un aereo, si elimina tutto ciò che non è strutturale. Non solo i dialoghi devono essere esclusivi per l’economia del film ma anche i movimenti. Però in questo modo il film diventa asettico, fuori dalla realtà. Ogni gesto deve avere un fine, uno scopo, una causa che abbia un effetto. Una persona che va in bagno, si spoglia e si gratta leggermente la spalla, non può realizzarsi come un semplice gesto casuale. La persona come minimo deve avere un principio di peste bubbonica.

  8. Riflettevamo sul concetto di autoconfigurabilità.
    La rete è programmata. La rete è composta da nodi interconnessi tra di loro. Castells spostiene che, se un nodo perde utilità rispetto agli obiettivi, la rete si riconfigura.
    E se invece un nuovo nodo si viene ad aggiungere alla rete?
    Anche in questo caso la rete si riconfigura. Il nodo si aggiunge solo quando la rete stabilisce che ha acquistato utilità rispetto agli obiettivi, o si può pensare che un nodo possa in qualche modo modificare questi obiettivi e quindi determinare in qualche modo la riconfigurazione della rete stessa?
    Da quello che abbiamo potuto capire dai documentari di Adam Curtis, quello che lui evidenzia è l’impossibilità che il secondo evento si verifichi. Se un nodo fa parte di una rete, può essere solo l’ingranaggio di un meccanismo precostituito. L’idea di una democrazia diretta determinata dai singoli nodi che, pur facendo parte della rete, possano godere di una certa autonomia, o coumunque capacità di condizionare la riconfigurazione, viene vista come un’utopia.

  9. adesso mi si sta chiarendo un pò questa idea della rete… sistema di interazione che grazie alla tecnologia connette gli individui in una struttura a nodi egualmente connessi uno con l’altro e che sta prevalendo sul sistema verticale in cui le comunicazioni erano a senso unico o coinvolgevano un numero limitato di attori…

    ad esempio il telefono rappresentava già una forma interattiva a rete, con collegamenti a dei nodi di smistamento accessibili a tutti…
    ma ora ci si può connettere a più persone contemporaneamente e addirittura rendere pubblica la discussione, parteciparvi e prenderne parte a distanza di tempo e di spazio… una “rete” quindi sempre più estesa e profonda..

    ma la mia fissa rimane sempre e solo quella (e qui mi conforta vedere come sta entrando in questo discorso) l’interazione uomo macchina, questa sorta di compenetrazione in cui le macchine assomigliano sempre di più all’uomo, imitandolo, il cervello stesso è fatto come una “rete” di impulsi e in cui l’uomo assomiglia sempre di più alle macchine, tendendo ad appiattire il proprio pensieroad una logica elementare (zero e uno, acceso spento), a depotenziare l’immaginazione e la memoria (soppiantandole con “meccanismi” “simili” (banche dati, memorie esterne virtuali multisensoriali), favorire una docilità alla “programmazione”, avvallare ed espandere l’usurpazione, l’impoverimento e la rovina dell’ambiente naturale, primo risultato di ogni espansione delle “macchine” nella storia

  10. @giano mi pare che la questione sia quanto le intenzioni utopiche di partenza possano produrre un cambiamento in quanto impongono un cambiamento strutturale. i contenuti sono gli stessi contenuti imposti con la forza, che ci esistono fuori dalla rete, ma forse la struttura è più permeabile e quindi soggetta al ambiamento. credo che questo sostenga castells. lui infatti mi pare che sostenga che pure la democrazia è una struttura e non un contenuto

  11. Se la democrazia è una struttura e non un contenuto, diventerebbe un significante da abbinare ad un significato o non avrebbe ragione di essere. È una forzatura, che si imporrebbe, rispetto ad un puro linguaggio semiotico, dove l’uno può esistere indipendentemente dall’altro. Però resta una forzatura, per questo non ritengo che la democrazia sia una struttura. Anzi, considero la democrazia un significato, e la struttura è ciò che la sostiene, non obbligatoriamente legata. Vi sono strutture e strutture, all’infuori di una etica della società.

  12. X FABIO

    La corte d’Appello di Milano ha appena detto che l’incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva.

  13. Sto seguendo. Staremo a vedere. Un conto è credere che tutte le leggi dell’universo siano non retroattive, come pensava la troupe del pdl, dalla vista offuscata dal loro bancomat e un conto è che si possa considerare una sanzione amministrativa, alla quale nessuna delle menti fulgide dei giuristi berluscones erano arrivate. Ma anche le sanzioni amministrative in alcuni casi, come specificato da VERI giuristi liberi, possono essere retroattive. Si vedrà.

  14. ormai, però, l’esito della legge Severino è superfluo. Una volta interdetto per due anni dai pubblici uffici, dovrà consegnare le deleghe e se si presenterà alle porte del Senato, verrà bloccato dai Carabinieri e subirà una sanzione, questa volta non amministrativa, un processo per direttissima, per essere contravvenuto all’ordinanza.

  15. @@@ … credo che fonte di guai è sempre quando le strutture (meccanismi) si spacciano o vengono prese per contuneuti

    ad esempio quando il voto in sè, sia esso on-line o cartaceo, viene preso automaticamente per democrazia, quando facebook viene preso per socializzazione, ecc. quando lo stato viene preso per uguaglianza…

    va vista sempre l’idea che sta dietro a ogni meccanismo e che gli da significato…

    quali sono le idee positive che stanno dietro al concetto di rete? secondo me idee di inclusione e cooperazione, che possono anche essere applicate a internet

    ma come ogni volta in cui ci si fissa sulle strutture e sui mezzi, se si prende internet come il fine di un ideale, si finisce per far morire l’ideale stesso

    quelli che invece consapevolmente utilizzano gli stessi meccanismi spacciandoli subdolamente per contenuti non fanno che perseguire più efficacemente i propri fini, che possono essere quelli del potere personale o di un piccolo gruppo attraverso la manipolazione e il controllo che strumenti come la rete, internet o il voto stesso possono facilitare, anche attraverso la ridefinizione di fondamentali come l’identità personale, la corporeità, la socialità, l’ecosistema.

  16. FABIOOOOO

    IL GOVERNO DURERA’ ALMENO ALTRI DUE ANNI…….QUINDI SARà ELETTO NUOVAMENTE ALLE PROSSIME ELEZIONI…..TE CAPììì

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