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La caccia al magistrato: “seppellire bombe e morti”

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La caccia al magistrato: “c’è chi vuole seppellire per sempre bombe e morti”

Questo articolo che ha scritto bolzoni ieri su repubblica è molto interessante. Mi permetto di “rubarlo” per diffonderlo.

Leggetelo attentamente:

“Quello che fa paura a qualcuno non è il processo sulla trattativa Stato-mafia ma sono le nuove indagini su quel patto. Inseguono tracce dimenticate, incontrano altri personaggi immischiati nella tela dei ricatti fra gli apparati e i boss. Tutti appartenenti ai servizi segreti italiani. Appena l’inchiesta giudiziaria ha cominciato a scavare nei misteri dell’intelligence per le vicende stragiste del 1992, in quel momento, esattamente in quel momento, si è scatenata la caccia grossa al magistrato. C’è chi vuole seppellire per sempre bombe e morti.

Per capire cosa sta accadendo in questi mesi a Palermo bisogna mettere in fila i fatti e scoprire chi c’è dietro quell’ “Agenzia della Paura” che fabbrica falsi, imbecca testimoni, minaccia sostituti procuratori, invade fisicamente uffici super blindati, piazza microspie, spedisce lettere anonime con lo stemma della Repubblica italiana. I magistrati indagano sulle spie e le spie scivolano alle spalle dei magistrati. Questa è la guerra che si sta combattendo nell’ombra in Sicilia.

È un “metodo” che ritorna. Dopo più di 25 anni dall’attentato all’Addaura (e nessuno ci ha ancora spiegato chi sarebbero state quelle “menti raffinatissime” alle quali alludeva Giovanni Falcone subito dopo il tentativo di ucciderlo con la dinamite), sono sempre gli stessi a provocare quello stato di fibrillazione permanente ogni qualvolta un’inchiesta fuoriesce dai tradizionali binari della Cosa nostra nuda e pura per inoltrarsi nelle complicità in alta uniforme.

Sono loro ancora oggi – come allora, quando tenevano sotto controllo le linee telefoniche di Falcone – a spadroneggiare nelle stanze della procura generale e lasciare missive minatorie («Ti raggiungiamo ovunque») a Roberto Scarpinato. Quelli che rubano dalla scrivania di casa una chiavetta al pubblico ministero Roberto Tartaglia (lì dentro aveva dati appena acquisiti a Forte Braschi, il quartiere generale del servizio segreto per la sicurezza esterna) o che sabotano la centralina elettrica dell’abitazione del sostituto Nino Di Matteo. Un avvertimento dopo l’altro, un’ “operazione” partita quando in procura c’era ancora Antonio Ingroia e che non si fermerà certo con la scorribanda contro Roberto Scarpinato. «Sembra firmata», si è lasciato sfuggire il procuratore Vittorio Teresi. Sembra? È firmatissima. Nel linguaggio, nello stile grafico (simile se non identico ad altre minacce arrivate recentemente via lettera), scritta allo stesso tipo di computer e probabilmente nello stesso luogo. Chi l’ha recapitata, violando rigidi controlli e guardie armate, sapeva bene che su quella lettera stava lasciando le sue impronte digitali. È la guerra psicologica, sono gli specialisti della strategia della tensione che avvisano i pubblici ministeri: state attenti, sappiamo tutto di voi, cosa fate, dove indagate, cosa cercate.

Le incursioni dell’ “Agenzia” si sono intensificate proprio quando le nuove indagini hanno virato. Rovistando nel labirinto losco delle carceri, individuando le scorrerie degli 007 nei bracci del 41 bis per invitare mafiosi al loro servizio. Smascherando falsi testimoni come quel Flamia, ufficialmente amico di Provenzano ma in realtà agganciato dagli spioni tanto tempo prima. Svelando sempre di più la figura di Mario Mori, colonnello del Ros negli anni delle stragi, poi capo del servizio segreto civile quando Berlusconi era presidente del Consiglio, ma anche con una militanza nel vecchio Sid, nome in codice “dottor Giancarlo Amici“.

A Palermo hanno acquisito carte sulla Falange Armata e su quelle inquietanti rivendicazioni dopo le bombe di Firenze, Roma e Milano del 1993, a Caltanissetta cercano ancora l’uomo “estraneo a Cosa Nostra” che caricò di tritolo – insieme a Gaspare Spatuzza – l’utilitaria che fece saltare in aria Paolo Borsellino. E cercano ancora anche l’agenda rossa. Ecco su cosa stanno indagando i magistrati che sono sorvegliati passo dopo passo.

Tutte attività investigative che non sono orientate su Totò Riina e il suo esercito di corleonesi ormai in disfatta, ma sull’altro volto della mafia. Toccano fili di alta tensione istituzionale. Si può indagare su Cosa Nostra ma lì bisogna fermarsi. Territorio nemico.

Un ultimo capitolo di questa guerra riguarda gli sproloqui di Totò con quell’Alberto Lorusso, un mezzo balordo senza quarti di nobiltà criminale ma a quanto pare molto vicino a certa sbirraglia. Perché Riina parla con lui? Perché parla pur sapendo di essere ascoltato? A chi sono destinate le sue invettive? La partita si sta giocando anche attraverso i “discorsi” di Totò Riina e di chi li ispira. Una parte ancora inedita dei suoi comizi nel carcere di Opera è sul famigerato covo del boss e sulla misteriosissima mancata perquisizione. Incalzato da Lorusso il capo dei capi a un certo punto dice: «Perché… perché…non ho potuto mai capire io…perché sospendono questa (la perquisizione, ndr)».

Dopo più di 20 anni non lo sa ancora neanche lui. Se i magistrati di Palermo vogliono davvero scoprire qualcosa di più sulla trattativa Stato-mafia dovrebbero ricominciare da lì, da quel covo. Di sicuro nessuno ci ha mai raccontato tutto. Né i carabinieri naturalmente, quelli che fecero credere di sorvegliarlo e poi furono assolti dall’accusa di favoreggiamento «perché il fatto non costituisce reato». Né le carte degli stessi magistrati, ricostruzione imperfetta di ciò che avvenne la mattina del 15 gennaio del 1993, giorno della cattura di Riina. Né l’ex procuratore Caselli che – ancora oggi – non dà chiarimenti sufficienti sul perché non fu aperta subito un’indagine quando la casa di Riina fu svuotata. L’inchiesta venne aperta solo 4 anni e 9 mesi dopo. Troppo tardi”.

Attilio Bolzoni

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20 Commenti

  1. E’ questa la sconvolgente madre di tutti i “chiari misteri” italiani e della strategia stragista adottata in Italia per destabilizzare un sistema democratico che poi non si è mai compiuto.
    Tutto quanto ne è derivato (dalla strage di Piazza Fontana in poi) ed ovviamente anche la tanto “trattata” c.d. “trattativa” , sono solo repliche
    http://www.segretidistato.it/?p=92

  2. signora sabina è proprio questo che cerco di dirle. non c’è una semplice trattativa , c’era già qualcosa prima. ahime, non si stratta neanche di una semplice setta massonica segreta deviata (la p2) che controllava tutti glia detti ai controlli di ogni settore militare e non (in particolar modo tutti i servizi segreti italiani). Lei conosce il mio nome, o almeno spero, io le ho indicato dei link e se e quando vuole può contattarmi in qualsiasi momento. Non che io sappia qualcosa di specifico sulla questione trattata da #la trattativa ma leggendo ascoltando e vedendo diverse fonti escono sempre le stesse modalità anche in situazioni apparentemente non collegate fra di loro. GRAZIE per l’imitazione dell’annunziata (rimasta sempre permalosa ma con attributi oggettivi). Personalmente essendo classe 1989 e avendola vista troppo poco all’opera cmq ho sentito nostalgia, immagino chi invece l’ha seguita potendo e volendo sempre come si sia sentito in quei trenta mitici secondo. Sono stato morbido? 😛

  3. Infatti, è per questo che tanto “accanimento” su un epifenomeno quale quello della c.d. “Trattativa” lo trovo assolutamente esagerato nonché inutile.
    lE VERE CAUSE STANNO MOLTO Più A MONTE, è COME VOLER OTTENERE COME RISULTATO LA “CORREZIONE” DELLA POSTURA CONCENTRANDOSI PERò SULL’OMBRA PROIETTATA.

  4. Ieri a In Mezz’ora mi è sembrato come se l’Annunziata volesse sminuire il tuo lavoro a film comico ma non c’è riuscita, le hai saputo tenere testa alla grande fino alla fine, sei stata brava:) Ho fatto vedere l’intervista a tutti a casa, entusiasta:) E penso che tu li abbia convinti a venire a vedere il film
    Continua così Sabi

  5. Non sono molto brava con le parole ma in attesa di vedere il tuo film ti ringrazio per aprirci gli occhi..continua così sei una grande!

  6. Scusa sabina ma ci rendiamo conto o no, che c’è la massoneria deviata o no, ma ci sono loro collegati alla mafia e ai servizi segreti deviati o no, ma ci sono. Cara sabina vai a vedere l’archivio della massoneria inglese “vecchio rito scozzese” (dicono liberamente consultabile) e troverai tanti misteri italiani svelati.
    Ad es su Garibaldi “raider”(predatore, saccheggiatore e stupratore) e subordinato della marina inglese che ha corrotto con forzieri pieni di monete sonanti i generali borbonici insieme ai pagherò dei savoia (che non hanno mai pagato perchè corrotti fino all’osso il cui reale aggiungo decaduto foraggiava l’amante di lusso di turno) con soldi provenienti dalla massoneria canadese e americana dalla corsa all’oro dai poveri cercatori d’oro ultrasfruttati e ricattati, manco inglesi o piemontesi. Prova a consultarli sabina e vedrai quante porcherie hanno combinato nel mondo gli inglesi e in italia!!

  7. Ciao a tutti, ieri ho visto Servizio pubblico, a presto andrò a vedere anche il film, volevo solo ringraziare Sabina e dirle che sono dalla sua parte. max

  8. bravo luca! la massoneria deviata è il braccio armato della cosiddetta massoneria ufficiale. Quella che fa il lavoro sporco, tanto per capirci – le origini sono le stesse , come gli intenti ormai LO SAPPIAMO TUTTI, lo sanno, in primis, i giornalisti, ma prova a dirlo in pubblico e non scriverai più su una testata governativa .

  9. @sabina guzzanti @fabio
    Provate a leggere i libri di dora liguori dove si parla anche della massoneria inglese e di come i savoia (si proprio i real decaduti con cavour braccio destro, a cui piacevano molto i bambini) hanno creato la massoneria deviata(quella del grande oriente) al loro servizio ad uso e loro consumo e da questa grande zozzeria da 153 anni si sono creati mafia ndrangheta ecc e servizi segreti deviati e scandali tangentopoli e corruttele varie che hanno fatto sistema dopo la conquista del regno delle due sicilie..
    Di pietro non si è reso conto che con tangentopoli ha scoperto il sistema tangentizio cristallizzato marcito e pietrificato dei ladroni dei savoia..

  10. E ripeto a sabina guzzanti fai un intervista a dora liguori magari avrà un idea più di cosa è la massoneria italiana e la complicità con mafia ndrangheta e i servizi segreti..
    i documenti che sono conservati nell’archivio storico italiano a roma sono segretati da 140 anni appunto perchè nascondono la trattativa già dapprima dei savoia con la varie massonerie regionali e le organizzazioni criminali
    occorre entrare in possesso di questi documenti vecchi di 100, 140 anni per svelare i tanti misteri italiani..

  11. sì luca. E’ interessante conoscere l’analisi di dora liguori però è bene specificare come la massoneria internazionale filtra codici civili, giuridici ed economici ed pianifica perfino il condizionamento culturale che si fonda proprio sul sapere, sulla maniera di intendere il metodo e sul necessario sodalizio con la scienza. . Non stiamo parlando semplicemente di un’antica lobby planetaria . le cui origini, come grande loggia unificata, risalgono al 1717 e da lì in poi gestiscono la cultura , la politica ed oggi i gruppi finanziari che dettano l’agenda alle strategie bancarie. Direi quindi che i savoia sono un prodotto(o un indiscutibile alleato) della grande loggia madre britannica e non viceversa. correggimi tuttavia se sbaglio qualche dettaglio, per ora vado a mente e posso esssere leggerm impreciso. Ma non so se la sabina sia all’oscuro di questi fatti. Non ci giurerei però, aldilà del suo cinema.

  12. @sabina @fabio
    raidue ha trasmesso un servizio di un mese fa sulla trattativa stato mafia con varie interviste tra cui massimo ciancimino e ha detto testuale paroli: il papello è la rinegoziazione di vecchi accordi.. poi si interrompe e passa avanti..
    allora mi da ragione di quello che ho scritto dei savoia e la massoneria deviata avevano delle trattative con degli accordi storici e antecedenti.. quindi mi da ragione e queste porcherie sono vecchie e risalenti alla venuta dei savoia nell’ex regno delle due sicilie

  13. per quanto mi riguarda esponi un po’ frettolosamente ma non sei fuori strada luca. E poi figliolo, la bufala di mille straccioni raccattati qua e là per il paese che tengono testa fino a metter in fuga un esercito di professionisti è una favola che si scrive per menti puerili. Poi cresciamo e cominciamo a capire quante e quali stronzate vengono bollate come storia d’italia. Ci sarebbe molto da dire anche sui finanziamenti alle camice nere e sull’ascesa al potere di un signore pelato, definito da churchill ‘grande statista’ finchè tornava utile in funzione antibolscevica. questo preciso ritratto storico si sono dimenticati di trascriverlo però, caso strano. ma non voglio dilungarmi: non adesso, non ora perlomeno. tu cmnq sta sempre in campana eh?

  14. cit”a bufala di mille straccioni raccattati qua e là per il paese che tengono testa fino a metter in fuga un esercito di professionisti è una favola che si scrive per menti puerili.”

    La battaglia di calatafini è raccontata anche da dora liguori altri scrittori meridionali come una grande buffonata, un grandissimo inganno per occupare le pagine della stampa inglese e sabauda: prima di tutto se volevano i borboni potevano spazzarli via con una carica in 5 minuti e sarebbere già stati “storia” (come dicono gli americani.
    Invece cosa successe c’era la marina inglese in rada capitanata dall’amiraglio horatio nelson che incontrò segretamente i generali borbonici e pagò in monete sonanti con un forziere di monete d’oro. I borboni cosa fecere si difesero solamente e facendo fuori circa 300 garibaldini e si ritirarono con l’onore delle armi e per tutta risposta nino bixio fece stragi e saccheggi e stupri nelle campagne siciliane e se la prese con i poveri contadini siciliani inermi..
    i garibaldini avevano circa 300 fucili e 2 cannoni e il resto delle truppe come combatteva con lo sputo?? mai avrebbero potuto vincere se i borboni se facevano una carica che li avrebbe spazzati via in un attimo.
    E’ da criminali cospiratori riportare che garibaldi e i suoi subordinati avevano vinto la battaglia di calatafini quando l’avevano persa riportando gravissime perdite e il ritiro dell’avversario inspiegabile (come se la juve vince 6 a zero comprandosi la difesa l’arbitro e il guardialinee e poi vince pure a tavolino) poi senza una dichiarazione di guerra, un infamia che stiamo pagando da 153 anni..
    la storia non è quella che hanno raccontato i savoia è stato tutto un inganno per arricchirsi e uscire dalla bancarotta dei savoia che era in mano ai rotschild alle spese del sud rapinando l’oro del banco di napoli.
    Io penso che i documenti che aveva mussolini quando era in fuga contenessero gli accordi anglo-savoia per la conquista del sud e infatti non sono mai stati rivelati e sono stati presi in consegna da un ufficiale del servizio segreto inglese al momento della cattura di mussolini e la successiva esecuzione a morte..

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