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Hereafter: recensione del film di Clint Eastwood

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HEREAFTER

Ho visto il film di Clint Eastwood e l’ho trovato ridicolo.

Pensavo a un certo punto addirittura di aver sbagliato sala. Ho pensato non può essere una roba così assurda. Invece era. Per fortuna avevo molte cose a cui pensare e quando ogni tanto un rumore più forte mi riportava al film, vedevo una giornalista che parlava francese annunciare agli editori un suo prossimo libro su mitterand sostenendo che per i francesi era una figura familiare come uno zio. Poi compiaciuta dal suo discorso la donna si affacciava alla finsetra e vedeva sè stessa in un cartellone pubblicitario che faceva la reclam di un cellulare. poi la francese parlava in italiano con accento francese con una scoppiatona con i capelli ossiggenati. la giornalista che era sopravvissuta per miracolo allo tsunami era stata tra la vita e la morte e aveva sperimentato qualcosa sulla morte.
la scoppiatona chiede: cosa hai sentito? un senso di ascesa e una consapevolezza a 360 gradi? hai sperimentato la morte. forse se ne parli tu che sei famosa in un libro puoi fare cambiare le cose. lei scrive il libro. l’editore dice: ti avevamo commissionato un libro su mitterand e ci hai portato le tue esperienze sull’aldilà. ridammi l’anticipo. (chi può dargli torto?) lei si affaccia alla finestra e vede che la pubblicità del cellulare la fa la sua rivale. va dal”ex e gli chiede: ci vai a letto? lui dice: ma cosa dici? e lei: sei tu che mi hai insegnato fare le domande scomode.
intanto un bambino ha perso un fratello gemello e un sensitivo che parla coi morti non accetta il suo dono e pensa sia una maledizione. alla fine tutto si risolve: il bambino incontra il sensitivo che gli dice: tuo fratello è morto fattene una ragione. il bambino risponde: la francese che ti piace sta nell’albergo mayfair a londra. lui le dà un uppuntamento, ha una visione dove si baciano, e le va incotro e si innamorano.
fra babel e harmony una cosa inqualificabile. la gente insala diceva che cagata e noi uscendo abbiamo riso un quarto d’ora citando i dialoghi assurdi scene assurde e tutto il resto. siccome ero arrivata un po’ in ritardo mi sono fatta raccontare l’inizio: lei mezza affogata esce dall’acqua, fa cof cof poi vede lui dall’altra parte della spiaggia piena di cadaveri e da bravi modelli abituati con le pubblicità si corrno incontro scavalcando i morti. però dice l’onda era fatta molto bene, c’è la consulenza di spielberg… ah be’

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11 Commenti

  1. E così la guzzanti trova ridicolo Eastwood.
    Dall’alto dei propri capolavori acclamati nei più grandi festival sel mondo e successi oceanici ai botteghini, posso capirla ma forse è lei a non aver capito un bel niente di un film intenso di uno dei più grandi registi viventi.
    Ci consoliamo pensando che quando quel fascistone del vecchio Clint appenderà la cinepresa al fatidico chiodo, potremo fremere d’impazienza in attesa delle uscite in sala di quel mostro di registra ed attrice rappresentato dalla ‘nostra amata’
    Ma noi non capiamo nulla …

  2. il commento supponente di Sabina mi induce ad andarlo a vedere sto film, qualora avessi qualche residuo dubbio.
    Penso che se pure un post sia solo un post e non una pagina di “cahier du cinema”, la stroncaturea poteva esser motivata un pò meno distrattamente.
    Mi spiace però che essa venga ad ulteriore testimonianza su dove nasca la “simpatia” che viene imputata a certa fetta di italiani-non-berlusconiani e che spinge tanta brava gente indifferente alla politica a radicalizzarsi dietro il nano malefico e a detestare qualsiasi moderata manifestazione gauchista, politica o culturale che sia.
    citerei nel commento di Sabina questi passi:
    “per fortuna avevo molte cose a cui pensar”
    e
    “siccome ero arrivata un po’ in ritardo mi sono fatta raccontare l’inizio”.
    Ecco, il gudizio negativo è leggittimo, ridere per un quarto d’ora dopo la proiezione ancor di più (anzi …che invidia!), lo sberleffo è poi parte del mestiere di Sabina oltre che un diritto costituzionale di chiunque.
    Ma certi giudizi altezzosi, supponenti, il rivolgersi ammiccante solo a chi è già dalla propria parte o certe posizioni assunte dando per scontato dove sia il giusto e lo sbagliato etc. etc. sono ormai anche un errore politico.

  3. Cito da Arnaldo: “Mi spiace però che essa venga ad ulteriore testimonianza su dove nasca la “simpatia” che viene imputata a certa fetta di italiani-non-berlusconiani e che spinge tanta brava gente indifferente alla politica a radicalizzarsi dietro il nano malefico e a detestare qualsiasi moderata manifestazione gauchista, politica o culturale che sia”. Questa frase non mi è risultata molto chiara e se l’ho interpretata male chiedo scusa in anticipo:

    il popolo nn è “minorenne”, come sostiene Gian Maria Volonté in “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, pertanto nn credo che la gente “spinta” da qualcuno sia “brava gente”, semmai gente ingenua, sprovveduta, incolta e infine stupida. Poi, la “gauche” moderata a mio avviso oggi è una specie di vino rosso annacquato che ha destabilizzato l’Italia con la presunzione di costituire un degno superamento del comunismo. senonché i moderati centro-sinistra altro nn sono se non la maldestra fusione di ex-democristiani ed ex-finti-comunisti. La finzione della finzione, debolezza e mediocrità fuse ad arte e accantonate all’opposizione per la gioia di kuloflaccido. Questo è quanto.

    Per il resto, invece concordo sul fatto che la Guzzanti probabilmente nn abbia usato (imho) nè i toni e nè lo stile adatto a una “recensione”, soprattutto nell’altro post intitolato mi sembra “una cagata col botto”. E’ soprattutto una questione di linguaggio . nn che io sia una purista della lingua, fra l’altro trascendo pure io talvolta, solo che in effetti per me un film, un “prodotto creativo” in genere, dovrebbe forse richiedere un approccio diverso. Voglio dire: si possono demolire certe opere anche in modo più incisivo, senza per questo perdere lo stile e fare “alla Moccia”, secondo una moda più comune fra alcuni ragazzotti molto ordinari che fra i critici cinematografici. Penso…forse.
    Bisogna riconoscere invece che nell’altro post, sempre relativo allo stesso film, la Guzzanti non ha eliminato nessun commento (e poteva farlo benissimo), neppure il più duro e ostile. Insomma, ne ha scritte lei , ma anche gli altri gliene hanno scritte… Una lezione di democrazia, rara di questi tempi

  4. Anna, il mio post era la scusa per mettere in mezzo la politica anche dove non c’entra granchè.
    mò, se uno scrive che un film à ‘na cagata pazzesca non stà mica facendo una recensione: è evidente.
    Però, però la politica omai c’entra ovunque. Ed è evidente per il fatto che diventano autorevoli e di riferimento anche le opinioni di chi fa l’attore comico ancorchè militante.
    Ebbene uno militante, di sinistra, che la sa lunga, minoritario, che è migliore per definizione prima di dire che un libro è brutto, lo legga; che un film è brutto, lo guardi dall’inizio e senza pensare ad altro; che uno ha torto, lo ascolti; che uno vota male, si chieda perchè e lo faccia onestamente.
    E’ tutto la stessa cosa.

  5. non sono un fan della guzzanti (per carità, è brava ma preferisco di gran lunga corrado!), sono invece un fan di eastwood (million dollar baby secondo me è un capolavoro), ma questo film fa davvero schifo. per tutti i motivi citati dalla guzzanti e anche qualcuno di più. il resto sono solo chiacchiere inutili e masturbazioni mentali. apprezzo anche l’approccio diretto della recensione, come si dice: quanno ce vo’ ce vo’…

  6. ho appena visto WINTER’S BONE – l’INVERNO GELIDO o qualcosa del genere

    che ne pensate?

    mi sembra sia stato candidato a non so quanti oscar ma io l’ho trovato retorico, noioso, prevedibile, mille volte già visto, insomma inutile

  7. Sono d’accordo con Sabina. Sembra quasi che il film non lo abbia scritto Eastwood , che in genere adoro nelle sue produzioni, ma qualche suo amico sfigato a cui lui abbia voluto fare un favore tanto da mettere la sua firma sotto per farglielo vendere (?)

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