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Sabina Guzzanti: intervista sul film “Draquila – L’Italia che trema”

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Sabina Guzzanti: intervista sul film “Draquila – L’Italia che trema”

Ho finito gli extra del dvd, c’è un altro film praticamente sono più di 3.30 di girato.

Ora sto lavorando al libro che è fatto di una serie di articoli per aggiornarsi sulla situazione e una lunghissima intervista sul film. Ne pubblico un pezzettino così mi dite che ne pensate e mi fate compagnia mentre sto incollata al computer.

E’ una domanda fra le tante né la prima né l’ultima.

In che modo hai condiviso le idee con i tuoi collaboratori?

A me piace ragionare ad alta voce, comunicare agli altri le idee mano mano che vengono. Nel furgoncino che abbiamo noleggiato discutiamo spesso delle molte pieghe che può prendere questo racconto. A volte percepivo come ho detto, la preoccupazione che ci fosse troppa carne al fuoco.

Un altro motivo di discussione frequente era il timore che venisse fuori un “documentario documentario” senza elementi di performance che la gente si aspetta da me. Io non ce l’avevo questa di preoccupazione ma evidentemente non riuscivo a spiegarmi.  Mario Amura una volta ha insistito perché facessi degli esperimenti di cazzeggio puro. E io che di fronte a queste proposte non mi tiro mai indietro sono salita su una collina di terra davanti a un blocco di case in costruzione e ho improvvisato una voce fuori campo di Herzog che commentava puntuale e disincantato il nostro film.

“Qvi gli apitanti semprano assopiti. Il rumore tella scafatrice recolare contrasta con i nostri sentimenti spesso incretuli e tiscontinui. Tra di noi la paszione per gli arrosticini è antata scemanto, il microfonista ha un grosso eritema lunco il braccio che ostacola il zuo laforo. Ci doppiamo spesso fermare e aspettare che si cratti. Le fittime tel terremoto fra qvalghe mese andranno nelle c. a. s. e . la puntatura di ogni lettera della parola case senza volerlo infita a rifalutare il tempo in cui eravamo nomati e seguivamo gli animali e le stacioni. È come se mettesse in tiscuszione il szenzo della parola. Come se Ci Cettasze sopra un Felo Ti Zarkasmo. Appiamo daffero piszogno di una C.A.Z.A.? L’Appruzzo era un pobolo di pastori. Avranno aFuto flauti per tialocare con il Fento e leCCere Pisacce per trasportare tutti i loro beni. Ora fogliono un LCD che non entra in nessuna saccoccia. Le magerie ti qvesta città sono forse le magerie ti un monto che non ha più niente da raccontare e qvesta nostra testimonianza forse è un testamento per qvelli che verranno poi. Qveste c.a.s.e passe sono come una torre di pabele in orizzontale. Che non aspira a rupare i secreti di Tio ma le anime tei comuni mortali che non hanno solo secreti meschini ”.

Andiamo avanti un bel po’ e tra di noi ridiamo. So perfettamente che questa non è la strada. Voglio solo dimostrare a me stessa e agli altri che non ridiamo perché in questo progetto una performance comica non c’entrerebbe niente. Per questo non lo facciamo, non perché non ne siamo capaci.

In che senso, non è opportuno ridere in una tragedia?

Io penso che si possa ridere di tutto, non è che non si può, ma in questo caso fa meglio piangere che ridere. È presto per ridere. Nessuno ci ha capito niente di quello che sta succedendo. Prima di sfottere bisogna chiarire. Poi non deve essere un obbligo ridere. Deve essere una liberazione. Bisogna cercare le emozioni che aprono il cuore. In questo caso guardarci in faccia, vedere come ci siamo ridotti, dà più libertà. Sennò facciamo come i clown davanti all’obitorio. Chissà se era vera quella storia poi? Non ce l’ha confermato nessuno che davanti alla tenda coi morti ci fossero i clown. Se la ricorda solo Sara del 3e32.

Così hai rinunciato anche Herzog?

L’ho usato per intrattenere la truope, nel film non ci poteva stare. Mario insisteva. È un fanatico della parodia di Herzog. Per chiudere la discussione ho usato l’argomento vigliacco che Herzog lo conoscono in tre e si è acquietato. Ma abbiamo continuato a giocarci con l’accento tedesco e le considerazioni poetico-apocalittiche-senza-scomporsi della parodia del Maestro. Ci abbiamo giocato a pranzo e a cena davanti agli arrosticini (pure quelli a pranzo e a cena).

Com’è venuta fuori questa storia della parodia di Herzog?

È che con Clarissa ormai c’è confidenza mentre è la prima volta che lavoro con Mario. Quindi mi è toccato fare qualche discorso farlocco da regista per convincerlo che al volante c’era qualcuno. Mi chiede:

– A quale tipo di documentario pensi?

– A Herzog.

– Guarda non me lo dovevi dire Herzog. Io adoro Herzog. Ma dici Herzog quale?

– Be’ non quello sugli orsi, bellissimo ma non c’entra

– Certo. Bellissimo però non c’entra giusto

– Bellissimo. Penso più a quello sull’Iraq. Quello con i pozzi che bruciano.

– Ma quello del vulcano l’hai visto?

– Quello del vulcano? Adesso non mi viene in mente

– Allora Sabbi guardatelo. Guardatelo e poi mi dici. Per me, dico per me eh? È il suo capolavoro. E secondo me è più giusto per quello che vuoi fare tu.

Come è andata a finire?

Prometto di guardarlo. Questo ho imparato della regia, bisogna parlare con spavalderia citando pellicole e usare come intercalare, “per darti un’idea”, “per farti capire”. È la prima volta che applico questa regola. Mi sembrava disonesto far credere che so più di quello che so e citare esempi suggestivi ma che non significano niente. Eppure anche io le poche volte che ho recitato in copioni altrui ho supplicato uno spunto qualsiasi, anche un animale, un colore. Dimmi:  questo personaggio è come un pino marittimo o che ha le mani gommose, qualsiasi spunto per iniziare a entrare. Quindi benché sia una pagliacciata e dire Herzog e pozzi che bruciano, non significhi nulla è sempre una suggestione. Posso accettare di dire una mezza cazzata a fin di bene. Certo poi Mario comincia ad osservare che nel documentario sull’Iraq erano tutte riprese aeree e che forse potremmo affittare un elicottero pure noi e lì tocca sviarlo, dire vedremo se si può certo, magari, come no. Quando insiste mi convinco anch’io che ci vorrebbe un elicottero per valutare tutto, ci informiamo su quanto costa, valutiamo uno che forse lo fa in amicizia ma è sempre caro. Chiediamo ai vigili del fuoco le loro riprese aeree. Non si trova niente di buono. Lascio la questione per gli eventuali ultimi giorni di riprese che potrebbero essere anche a febbraio e arrivati lì considero che non servono. Anche dire una mezza cazzata ha il suo prezzo in termini di energia. Alla fine ho visto il documentario sul vulcano e mi sono accorta che l’avevo già visto.

– il baese è dezerto.

Immagini di strade vuote, cartacce che volano, qualche cane che trotta.

Dopo qualche ciorno ci tomantiamo perché ziamo qvi. La troupe è ztanga. Salento sulla monDagna incontriamo un uomo sotto un alpero. Lui non ha foluto lasciare la zua casa. Tice se defo morire muoio qvi.

Lo sai che Herzog ha girato anche un documentario di fantascienza?

No, vedi? Ho sparato herzog proprio a vanvera come ti dicevo, non sono una vera fan, mi interessa sì ma non è che lo conosco come le mie tasche. In quel caso volevo dare un’idea di come raccontare una cosa vera potesse diventare un film, potesse avere intensità, sguardo, tutto quello che serve, solo perché capivo che Mario aveva questa preoccupazione legittima.

E di questa “ispirazione herzogiana” è poi rimasto qualcosa, alla fine, nel film?

Infatti sì. È stato anche utile rivedere il film sul vulcano che deve esplodere e poi non esplode, spargendo punti interrogativi grandi come nuvole nella mente del maestro. Il colpo di scena in quel film è l’incontro col signore che non scappa e dice, se davvero esplode morirò, che sarà mai, almeno muoio a casa mia.

Quando abbiamo incontrato il professor Colapietra ( l’unico uomo rimasto a casa sua dopo il terremoto) l’ho riconosco subito come l’eroe del vulcano di Herzog.

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22 Commenti

  1. Io non conoscevo Herzog fino a questo momento,quindi probabilmente non avrei capito se l’avessi inserito nel film.Forse non è un argomento vigliacco sostenere che lo conoscano in 3…(anche se penso che la mia conoscenza cinematorafica non faccia testo,vista l’ampiezza limitata).
    Non ti giustificare per la sparizione temporanea.Come dici giustamente tu,anche noi spariamo ogni tanto..Io lo faccio per mesi,poi torno,mi informo,risparisco,etc.
    Comunque,visto che ora ci sono e mi sto rincoglionendo anche io al computer per lavoro,sono protna a leggerti e darti eventuali consigli.In cambio visto che mi è parso di capire che sei una grande amatrice della musica,avresti qualcosa da consigliarmi mentre mi brucio gli occhi di fronte al pc?
    un bacione:-)

  2. bello..aspeddo con anzia lipro su film per avere finalmende qualcosa di scritto su draquila!! i miei appunti zono sempre troppo sintetici! souluti..occhio al punteggiamendo…o punteggiatura che dir si foglia…

  3. Alé, Sabi, non vedo l’ora di vederli gli extra del dvd e di leggere questa lunga intervista e tutto il materiale che con tanta buona volontà stai mettendo a punto.
    Proprio ieri ho dedicato il pomeriggio ad ascolare tutti gli stralci di conferenze riportati nel secondo dvd de “Le ragioni dell’aragosta”. deliziosi…
    Continua così, in tutta semplicità ti dico che per me sei un punto di riferimento imprescindibile e di grandissimo stimolo nella mia quotidianità.

    Ti saluto con una magica e intensa canzone di Teresa De Sio che mi fa pensare a te, a me e a tutte quelle persone che ritengono valga e varrà perennemente la pena di lottare e per le proprie idee e per l’integrità personale e per la libertà propria e altrui. spero l’apprezzerai!

    http://www.youtube.com/watch?v=sEStHYhhL3Y

    Fiducioso che avremo la possibilità di incontrarci un giorno, ti abbraccio forte…

    Miki

  4. Molto bello il parallelo tra il contadino di Guadalupe e il professor Colapietra.
    Herzog partì per girare il documentario quando seppe che quell’uomo era rimasto, nonostante la minaccia della catastrofe che si riteneva inevitabile.
    Aveva solo se stesso, la sua vita povera e la compagnia di un gatto. Ma non voleva lasciarli.
    La minaccia di una morte imminente non lo fece fuggire.

    Nonostante la situazione pressoché opposta, anche il professore descrive la sua vita con poche cose: le sue pareti, i suoi gatti e i suoi libri.
    Anche a lui, quelli che chiama gli omaccioni della protezione civile, paventano un pericolo imminente, se non lascia immediatamente la sua casa.
    E anche lui decide di non fuggire.

    Aspettiamo qualche altro ‘assaggio’ del libro 🙂

  5. ciao io sono Tiziana da poco ho saputo ke te sei buddista ,grazie x avere acetatto l amicizia in f b.l assaggio del tuo libro è interessante diventerà un capolavoro ti sosterrò xke tu possa terminarlo come desideri.A presto

  6. un uomo semplice che non abbandona la sua terra anche mettendo in pericolo la sua vita. E’ un atto di amore verso la sua terra, verso la sua casa e verso il suo gatto, i suoi unici beni.
    Un grande esempio per i nostri politici, attaccati solo alla loro poltrona e disposti a lucrare sulle tragedie della povera gente ……..pur di non perdere quella maledetta poltrona.
    Vai Sabina, sempre al tuo fianco.

  7. Ciao,
    Io credo sia una bozza un po’ confusa, avrebbe bisogno di essere un po’ più lineare; è il pensiero che ho avuto appena finito di leggere e dato che il mio è un parere puramente personale e non professionale, lascia un po’ il tempo che trova.
    Comunque non smettere mai di scrivere ne di girare film!! Complimenti per i tuoi lavori!!

    ti stimo molto, ci tenevo nel dirlo dato che sono nuova da queste parti. =)

    Buon lavoro

    Anna

  8. Flop sicurezza: quartieri senza poliziotti e ronde!

    Li avevano vestiti e attrezzati, quei tanto voluti Poliziotti di Quartiere, pronti con i loro cappelli rigidi, le divise, i palmari e gli scooter per dare la caccia ai cattivi. Peccato, però, che pochi li abbiano visti. Era il dicembre del 2002 quando l’allora ministro dell’Interno Peppino Pisanu propose, su idea geniale di Berlusconi, questa figura di poliziotto più vicino ai cittadini che avrebbe dovuto «combattere il crimine», e oggi, a otto anni dalla proposta è scomparso dalle nostre strade. Il progetto prevedeva di destinare all’iniziativa quasi 6 mila uomini tra poliziotti e carabinieri. Secondo un’indagine della Corte dei Conti ne sono entrati in servizio nemmeno 3900. In totale sono stati investiti quasi 500 milioni di euro. Un flop all’italiana: gli uomini sono stati presi e destinati ad altre mansioni, possibilmente dietro una scrivania! Ma niente paura. I poliziotti di quartiere si sono persi per strada? Ci pensa la Lega Nord che nel 2009 ha proposto le Ronde di Quartiere, dei volontari, quasi supereroi del rione, con l’incarico di difendere il territorio e fare le veci di polizia e carabinieri, promossi e legalizzati dal ministro dell’Interno Bobbo Maroni. Anche stavolta… li avevano vestiti e attrezzati… mascherati! Un altro fiasco clamoroso! Nessun iscritto a Milano. Nemmeno a Torino, Roma e Verona. E così in tutta Italia. I registri per iscriversi alle ronde restano bianchi. E la stessa cosa si ripete a Bologna, Treviso e Padova. Da nord a sud le ronde sono un fallimento. Insomma tanto rumore per nulla! No tripe for cats! Nemmeno la Lega è più quella di una volta. S’è ammorbidita all’ombra del Cupolone e “il ce l’ho duro” di bossiana memoria e roba d’altri tempi! Infatti, mentre la Lega si schiera in favore della legge bavaglio criminalizzando le intercettazioni che disturbano cosche e farabutti di Stato, ecco che a Treviso esulta per aver piazzato ottanta nuovi occhi elettronici per controllare il territorio. Di cui non si fida. Valla a capire. Si tratta di un progetto di videosorveglianza estesa a 27 comuni della Marca trevigiana. Per questo, hanno speso oltre cinque milioni di euro, il prezzo della diffidenza. Il costo della conversione della cultura delle ronde e dell’olio di ricino a quella, più tecno, dell’occhio elettronico. Fanno i fighetti con i soldi di Roma Ladrona e qualcuno ancora li vota.

  9. bella lei…grande.
    secondo me si legge bene anche se non è correttissimo…mi piace leggere e sentire che parli..
    buon lavoro,
    aspettando con ansia il risultato…

  10. non è correttissimo ve l’ho detto lo sapete che mi fa fatica correggere forse approfitto troppo della vostra benevolenza non me ne benevogliate

  11. Sabina, amore meo, ma io non ce l’avevo mica con te! Ho scritto chiaro e tondo che parlavo della tenda del PD. Si presume che prima di imprimere una frase su una tenda a futura memoria qualcuno venga pagato, con soldi pubblici oltretutto, per correggere.
    Se mi vuoi per lavoro, come correttrice di bozze, io sono sempre disponibile ovviamente. Chiamami, scrivimi. Un bacione e più tardi leggo tutto, non solo le prime righe,ora vado a magnà.

  12. ti faccio compagnia volentieri mentre stai incollata al computer. per quanto riguarda il tuo libro, non so, nel senso che non so . sei brava, bravissima. però, c’è un però, puoi fare ancora meglio. secondo me dovresti ignorare la politica e i politici, soprattutto un politico, il politico: quello più bravo, più amato, più ricco, più falso, più incasinato, più… il più stronzo e pericoloso, insomma. va bè, mentre stai incollata al computer, io cercherò di farti compagnia. ho alzato un po’ il gomito e non so se invierò questo strano commento. se lo leggerai significa che l’ho inviato. e tutto questo per farti compagnia mentre tu stai incollata al computer.

  13. Ho letto, carino 🙂 Mi sono vista la guerra dei due mondi stasera. Ho capito che ci sono mostri ovunque, tranne che a Boston. Perchè? Inoltre i mostri erano migliaia, loro ne hanno ucciso uno ed hanno vinto, ma non sono mica vampiri! Che tu uccidi il vampiro padre e tutti gli altri vampiri muoiono ! Sono macchine, allora avrebbero dovuto spiegare perchè. Va bene, insomma molto meglio Draquila, che tra l’altro è costato anche meno.
    Dimmi che hai capito che io non ti volevo correggere -non lo farei mai senza che tu me lo chieda-. Un bacio

  14. è meno male che silvio c’è, è giusto dirlo anzi bisogna gridarlo a voce alta…….. trovo ignobile che quando una persona cerchi di ringraziare un personaggio come silvio con una canzone debba subire una querela da un inbecille…………… adesso pero voglio aggiungere una piccola cosa….. proviamo a immaginare se silvio proponesse in camera di aumentare il salario alla classe operaia, quanti non sarebbero d’ accordo io penso nessuno, e allora? trovate giusto che con una canzone di ringraziamento si debba subire una querela!!!!!!

  15. Gentile Sabina,
    colpelvomente, solo ieri sera ho visto Draquila e sono rimasta sconvolta.
    Le volevo fare i complimenti perchè si tratta di un vero e proprio documentario che niente a a che vedere con l’antiberlusconismo che molti millantano.
    Rabbia, commozione, incredulità è quello che mi ha suscitato questo film ; non è vero come dice Rossella che alla ifne del film mi beavo dell’ennesima sferzata a Berlusconi, no, mi sono vergognata profondamente profondamente..
    Mi sono chiesta ancora una volta come si può ? come?
    Siamo andando alla deriva e il problema è che la maggior parte delle persone ignora .

    Grazie per il Bellissimo film , documentario ma anche drammaticamente emozionante.
    Monica

  16. Sabina ciao
    tiro corto perchè non sono esperto di blog, ma avendo visto da poco il “fantastico” DRAQUILA, volevo segnalarti come ho a che fare io con le Merde secche della protezione civile e della prefettura di piacenza (tutto minuscolo va benissimo, per le merde)….
    sto aspettando un rimborso di €532,35 per del personale aziendale che ho mandato in Abruzzo subito dopo il fattaccio…non ti dico il tempo che mi hanno fatto perdere per gli incartamenti da compilare, la Preefettura di Bologna nel nome del firmatario Il dirigente dell’Area V il Vice Prefetto Aggiunto (???) Dott. Francesco Paolo Ramunni….non ti dico la situazione mia aziendale che stiamo per chiudere dopo vent’anni di pagammento tasse e guadagno quasi nullo…sono schifato di essere Italiano, ho la nausea di questa merda di nazione….basta una poltrona da assessore comunale di 1000 anime (il mio paese) che entri nella Casta dei Privilegiati…grazie per avere un angolo dove sfogarsi!!!! ciao

  17. scusa Sabina
    non ti ho detto quanto mi sia piaciuto il film doc (tantissimissimo)
    ma anche quanto mi abbia fomentato rabbia che già scorre veloce nelle mie consumate vene di cittadino onesto
    colle si…ma der fomento!!!!
    ciao bebe

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