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Gli “invisibili” – i nuovi poveri e i limiti di età sugli annunci di lavoro

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poveri annunci lavoro

Gli “invisibili” – i nuovi poveri e i limiti di età sugli annunci di lavoro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa e mail di Gennaro. Buona lettura a tutti.

Gent.ma Sabina Guzzanti,

sono un italiano di 45 anni iscritto da più di 25 anni al Centro per l’Impiego della mia città. Quindi un disoccupato storico “da rottamare”.

Sono laureato, specializzato, etc…, con moglie anch’essa in cerca di occupazione e due figli a carico, ma ho svolto sempre lavori occasionali di vario genere.

Pertanto, perchè nei concorsi pubblici, in conformità ai titoli di studio conseguiti, come punteggio non vale l’anzianità di disoccupazione (ad es. un punto per ogni anno di iscrizione alle liste del centro per l’impiego), dato che attualmente (“avviamento a selezione presso le Pubbliche Amministrazioni, ex art. 16, legge 28 febbraio 1987, n. 56”) in molte Regioni, come ad es. in Puglia, esiste solo il massimale di anzianità, cioè raggiunti 10 anni di iscrizione il punteggio diventa uguale per tutti, invece, i restanti anni non valgono niente, oltre ai criteri già in vigore, che riguardano il carico di famiglia e reddito?

Inoltre, perchè il legislatore non inasprisce le pene previste, anche pecuniarie, a chi pone limiti di età negli annunci di lavoro, ovvero in tutti i casi del D.L. 9 luglio 2003 n. 216 relativo all’attuazione della Direttiva Comunitaria 200/78/CE, riguardante la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro?

Molte aziende (leggendo i giornali) hanno abbassato a 40 anni la soglia considerata se investire o disinvestire sulle risorse umane, con una contraddizione però: da una parte, politicamente, si spinge all’allungamento dell’età per andare in pensione; dall’altra, a livello aziendale, poiché i lavoratori maturi costano di più e sono meno flessibili, si fanno pressioni per mandarli a casa, e inserire elementi giovani, con contratti di apprendistato, magari illudendoli.

In Italia a chi si riferisce l’aumento dell’età pensionabile, se poi si viene cacciati a 45 anni?

Sono gli “over 45” espulsi dal mercato del lavoro i c.d. nuovi poveri, cioè quelle persone che, pur con qualifiche professionali significative, si ritrovano a diventare disoccupati storici. Non è il singolo individuo disoccupato che è vittima dell’espulsione dal ciclo produttivo, ma un intero nucleo familiare che risente di tale situazione, specialmente quando non si ha nessuno che possa aiutarti, e sei diventato ormai una persona esclusa dall’attuale sistema sociale.

Prima pensavo al futuro, chiedendomi “forse ci posso riuscire a…“; poi il futuro ha incominciato a far paura; più tardi, addirittura orrore; ora, semplicemente NON ESISTE!
E’ necessario per gli “over 45” che non hanno lavoro, la priorità di creare un mercato di lavoro esclusivamente rivolto a queste categorie, essendo diventate INVISIBILI, anche con incentivi alle aziende che assumono, contributi mensili di solidarietà sociale in base al reddito, agevolazione all’accesso nel pubblico impiego in riferimento ai titoli di studio conseguiti, etc…, ma, nel nostro Paese, purtroppo, non esiste la volontà strutturale di risolvere questo dramma che attanaglia le tante famiglie in crisi esistenziale totale.

Scusandomi, La prego di dar voce a questa mail (se condivisa) contribuendo possibilmente a sensibilizzare l’opinione pubblica e chi di dovere.

Cordialmente

Gennaro

e-mail: gentedesco@alice.it

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22 Commenti

  1. in questo sitema si preferiscono i giovani in modo da poter sfruttare il loro slancio e la loro energia. a vent’anni tiri come un mulinello

  2. Gli invisibili fa molto barboni di Berrì.
    michele c: in questo sistema si preferiscono i raccomandati.Non i giovani. I raccomandati, indipendentemente da titoli ed età.
    In ambiente artistico invece se hai le idee lavori anche senza raccomandazione,ma se non hai la raccomandazione ti pagano con le promesse o con le cene, come facevano i feudatari con i contadini.L’Italia è cambiata poco dall’epoca dal feudalesimo ad oggi.Il sistema è lo stesso…

  3. sì,funziona moltissimo a raccomandazioni. più si va avanti più sembra peggiorare. però dalle mie parti ho sentito pronunciare la parola anarchia

  4. Innanzitutto ringrazio Sabina per aver pubblicato questa lettera.
    Qua il problema non è così semplice… io sono quasi coetanea nonchè conterranea (ho letto puglia…) di Gennaro, e quindi so di cosa parla. Ho provato io stessa a propormi presso aziende private e il risultato è lo stesso (parlo di quelle private in quanto quelle pubbliche – burocrazia nei concorsi volendo usare un blando eufemismo – mi sono sempre risultate inaccessibili, cioè non avevo le opportune raccomandazioni). Credo che si preferiscano i giovani sia per un tornaconto ‘economico’ perché si può usufruire di consistenti agevolazioni fiscali qualora si assuma gente che abbia meno di una certa età (30 anni mi pare, ma non ci metto la mano sul fuoco in quanto si tratta di parametri aggiornati frequentemente), sia per un discorso di ‘formazione’ che sembra risulti più facile in soggetti più giovani, dove la filosofia del ‘pescecane’ può essere imprimibile più facilmente che in un soggetto adulto già formato, e che probabilmente ha sviluppato anche una coscienza…
    La mia totale e affettuosa solidarietà a Gennaro

  5. come dice gennaro, anche in queste situazioni-catastrofi sociali oltre a sensibilizzare bisognerebbe reagire….
    ma mi chiedo, sempre nel mio “piccolo”, come posso-possiam fare???
    questa testimonianza mi ha un pò scoraggiata….(ma oggi è così…)
    un abbraccio e un sorriso a gennaro
    e buona fortuna…:)

  6. PENSAVAMO E SPERAVAMO…

    Premessa.
    A noi risulta che anche prima del lodo Alfano chi aveva i “SOLDI” per pagare poteva difendersi molto “MEGLIO” di chi non ne aveva e ci sembra che spessissimo quello con i “SOLDI”, nel caso non fosse riuscito ad avere ragione “LEGALMENTE”, aveva il vizietto di “PAGARE” avvocati con le “PALLE” e parecchio “COSTOSI” per far sì che la “LEGGE” fosse un po’ più “UGUALE” per lui e meno “UGUALE” per l’avversario, per cui secondo noi la “GIUSTIZIA” nemmeno prima era poi veramente così “UGUALE PER TUTTI”…
    Ma vabbè, veniamo al post.

    Oggi pensavamo e speravamo di poter scrivere che nel post di venerdi 23 gennaio (qui) ci eravamo completamente sbagliati, che la manifestazione di ieri in favore della “GIUSTIZIA” e contro la “MAFIA” è stata assolutamente “APARTITICA”, che ha suscitato a livello nazionale una risposta “UNITARIA” e “COMPATTA”, che potessimo riconoscere che le “SPLENDIDE” parole della signora Alfano sono riuscite a “COAGULARE” centinaia di migliaia di cittadini, “RISVEGLIANDOLI” dal loro torpore, “AGGREGANDOLE” attorno ad un “COMUNE” sentimento verso i “PRE-POTENTI”, senza nessun “PARTITO”.
    Ci avrebbe fatto “DAVVERO” un piacere immenso.
    Invece non solo nessuno ne ha parlato, né prima, né durante, né adesso, non solo nessuno dei “MASS MEDIA” nazionali ha menzionato la notizia in maniera perlomeno “SUFFICIENTE” per sperare che una “MASSA CRITICA” abbastanza sostanziosa ne fosse “INFORMATA”, così da provocare un qualsivoglia sussulto di “INDIGNAZIONE” e soprattutto una “REAZIONE”, ma dicono semplicemente che la manifestazione è stata usata esclusivamente per fare un “COMIZIO”, come “PROPAGANDA” a favore di un solo “PARTITO”, solo per sventolare certe “BANDIERE”, solo per far parlare certi “GIORNALISTI” e “COMICI” schierati.
    Ovviamente ora qualcuno se ne uscirà di nuovo fuori con la storia che questo è “LOGICO”, anzi pure “OVVIO”, ci verrà ancora a ripetere che fino a che i “MASS MEDIA” sono controllati da certi Tizii, finché alcuni Caii ci daranno le “INFORMAZIONI”, però solo come piacciono ai Tizii, ai loro “AMICI” e ai loro “FINTI” nemici, e finché certi Sempronii, con i loro “AMICI” e “FINTI” nemici di altre “CASTE”, permetteranno ai Tizii di farlo, qua non cambierà “MAI” niente.
    Certo, siamo d’accordo, lo sappiamo pure noi che finché andrà così niente “CAMBIERA'”!
    Infatti finché i signori Tizii avranno “TROPPI SOLDI” per pagare profumatamente i signori Caii per scrivere e dire quello che vogliono loro, finché i signori Sempronii prenderanno “TROPPI SOLDI” da “NOI” ma non faranno “NIENTE” per togliere i “TROPPI SOLDI” ai signori Tizii, perché in fondo in fondo con i “NOSTRI TROPPI SOLDI” pure loro vivono tranquilli e beati, ma soprattutto finché “NOI” non la smetteremo di permettere che i Tizii, i Caii e i Sempronii abbiano “TROPPI SOLDI”, le cose nell'”INFORMAZIONE” non cambieranno “MAI”, come non cambieranno “MAI” nemmeno nella “GIUSTIZIA”, “SCUOLA”, “SANITA'”, “LAVORO”, “RAI”, “ALITALIA”, ecc. ecc. ecc. ecc…
    O spezziamo questa “CATENA”, cominciando da qualche parte (noi consigliamo dalle “TESTE”), oppure teniamoci i Tizii, i Caii, i Sempronii e stiamoci “ZITTI”…

    http://emergenzademocratica.blogspot.com
    http://www.emergenzademocratica.net

  7. (HO SCRITTO QUESTO POST SUL MIO BLOG……CREDO CHE SIA D’UOPO POSTARLO QUI, ANCHE PERCHE’ E’ FORTEMENTE PERTINENTE….)
    un abbraccio a tutti voi…..

    La sindrome di Rossella O’ Hara.

    e ritorno a scrivere di me….

    e della mia crisi esistenziale che tarda ad andare via….

    mille scelte quest’anno, mille persone che ho lasciato andar via, mille ricordi del passato che riaffiorano per farmi capire che non ho un futuro….quanto puo essere difficile prendere la propria vita nelle mani, quanto puo essere difficile reinventarsi,

    nei miei momenti di crisi mi sono sempre aggrappata ad un libro…una storia, uno specchio dove riflettevo la mia immagine e il libro che mi ha sempre guidata è stato Via col vento,non sto qui a spiegarne la trama perche credo che tutti voi la conosciate, vi descrivo solo quelo che per me è Rossella e di quante volte tra mille sottolineature mi sono riconosciuta in lei, lei la testarda, la non accettata, la non capita, lei con un cuore grande che accudisce con infinita abnegazione la sua rivale Melania per mantenere una promessa, la roccia, il sostegno di tutti, eppure mal sopportata da tutti perchè profondamente anticonformista, lei con le sue leggi, il suo codice di comportamento,con la sua voluttà e con le sue passioni,

    ho vissuto la mia vita fino ad ora in modo molto simile, quasi inquietanti le analogie tra i tratti del personaggio e me, lo stesso amore idealizzato per l’Ashley di turno (come potete leggere in uno dei miei post precedenti) e lo stesso modo di vivere i sentimenti,

    e come se avessi sempre vissuto due vite parallele, una piena dei miei desideri di quello che costruivo nella mia testa per me stessa, quella malinconia retrospettiva, quello struggimento vivo dell'”ansia di vivere” che non sono mai riuscita a trasformare in vita vera, e la mia vita reale, cio che mi succedeva davvero, che non riuscivo ad accettare e che non riuscivo a riconoscere, ero accecata, sono stata sempre accecata,

    ho preferito vivere nella mia testa, nelle mie emozioni, nelle mie costruzioni, nella mia solitudine, sono gia vecchia dentro se mi rifugio nel mio passato, e non è vero che sono come lei, adesso mi sento piu come il buon Ashley Wilkes, seduta su di una poltrona con un bicchiere di brandy in mano, con i capelli spettinati che piange il passato che non ci sarà più, sono vecchia si perche il futuro non mi entusiasma, non mi piace, a volte sento che non lo voglio proprio,vorrei che tutto finisse qui.

    tante volte mi sono detta cosa dovevo fare, come dovevo reagire, ed ho reagito, ma non ce la faccio piu, troppe cose sono successe, ho dovuto sopportare ipocrisie, falsità, calunnie, fraintendimenti, proprio come Rossella nel suo periodo buio dopo la morte di Melania, malvista da tutti per la mia scelta, la scelta di essermene andata da casa in un momento complicato, difficile per tutta la mia famiglia, come lei mi sono addossata responsabilità emotive che non mi competevano, e quanta gente non si è fatta piu viva, la gente che mi ha promesso sul letto di morte di mio padre che non mi avrebbe mai abbandonata, che mi avrebbe sostenuta, e io, io che mi sono sentita la persona piu sola del mondo, affrontanto tutto questo e anche altro da sola, svuotandomi, piangendo per strada, attraversando posti sconosciuti, e nel cuore un mondo di dolore immenso

    vorrei sapere cosa ho fatto di male per meritarmi cio, cos’ho fatto di male …prima riuscivo a razionalizzare aggrappandomi alle parole preconfezionate che si dicono in questi casi che mi suonavano nel cervello come finte, come maledettamente ipocrite e perbeniste, non sono stata capita nel mio dolore che è stato allucinante, hanno sempre sofferto di piu gli altri, gli altri che erano estranei e io che ero Figlia dovevo essere forte e sostenere questa massa di adulti senza spina dorsale e senza dignità,

    stamattina dovevo sfogarmi, dovevo cacciare fuori la vera me, senza ermetismi di sorta e senza piu filtri, basta, ebbene si miei cari, il re è nudo, sono io quella che scrive, senza piu filtri, descrivo in modo chirurgico come ci si puo sentire in questo caso il dolore acuto che si cronicizza diventando sordo, senza piu via d’uscita,

    guardi il sole è per te no ha piu senso, tutto cio che ti gira attorno non ha piu sensoè come se tu dovessi fingere in continuazione, è come se tu dovessi sempre essere qualcun’altro e ti rifugi in te, non curandoti, avendo solo un desiderio nella testa, quello di morire e di farla finita perchè non ce la fai piu….

    sapeste quante volte l’ho chiesto a mio padre di venirmi a prendere, di portarmi con lui di farmi cessare questa sofferenza, non so quale sia il mio posto qui su questa terra, sinceramente non lo so più, e sono sott’acqua, ogni tanto riemergo e sembra che ci sia un po di fiato per me sembra che io riesca a respirare ma è solo una fottuta illusione,da quando è morto mio padre è come se si fosse spenta la luce dentro di me e non riesco piu ad accenderla, anche se ci provo in continuazione……

    domani è un’altro giorno

    e questo domani è arrivato ….i nodi sono giunti al pettine e sto cercando di sbrogliarli, sto cercando di ritrovarmi,come Rossella sto guardando avanti, ma sto osservando le mie cicatrici che ancora non riesco a riemarginare ,e come lei con in mano un pugno di terra di Tara si rende conto di avere una ragione per combattere, anche io con questo mio scritto sto cercando di trovare le motivazioni per andare avanti sto cercando la grinta sto cercando lo swing……..

    sto cercando la voglia di vivere, di progettare, di volare alto,di essere di nuovo padrona della mia vita…….

    come gli aghi di pino in un fiume…..mai voltarsi indietro, quello che è fatto è fatto…sempre AVANTI…….

    (anche se vacillo…non ho forza…devo vivere)

  8. Gli invisibili… Avendo 27 anni la prima reazione che ho leggendo la lettera è ‘non voglio diventare invisibile anch’io!’. E’ veramente una lotta, un conflitto di punti di vista che mi pare difficilmente sanabile.
    Nel mio piccolo, ho studiato in una istituzione (la Scuola Normale) che privilegia per statuto, a parità di competenze, i più giovani. Rarità, si direbbe, in Italia. E sono sicura di avere avuto le possibilità che ho avuto, di apprendimento e di libera ricerca, di esperienze all’estero ecc. esclusivamente per la politica dell’istituzione cui appartengo.
    Se fossi stata in univeristà (lo so bene, avendoci fatto la prima parte degli studi), le cose sarebbero andate diversamente. Lì davvero si deve ‘fare la fila’, in silenzio e con pazienza, per aspettare che chi è lì di più tempo di te si sia sistemato. Infatti quelli che vengono dalla Normale, non appartenendo a nessun sistema e non avendo ‘fatto la fila’, trovano enormi difficoltà a collocarsi in Italia, mentre si piazzano all’estero relativamente presto.

    Eppure, è proprio così che piano piano si diventa invisibili, facendo la fila come tante brave e pazienti formichine. Prima un posticino si trovava, in qualche modo. Ora non si trova più. Si fa la fila per nulla.

    O si smette di pensare di ‘fare la fila’, e ci si reinventa alla giornata (rinunciando ovviamente anche alla sola idea di famiglia), o si cambia sistema.
    L’anno scorso Gianantonio Stella è venuto a parlare alla Normale. Ha affrontato il problema del precariato, dicendoci che, a suo avviso, è un errore quello di desiderare la stabilità. Al contrario, dovremmo mirare ad una sorta di ‘mobilità intelligente’, un sistema di tipo americano, un cui il precariato serve a controllare via via la qualità delle prestazioni e a dare alle persone maggiori possibilità di decidere quello che vogliono fare.
    Non so, un po’ mi verrebbe di essere d’accordo. Anche a me piace cambiare.
    Ma la stabilità non è solo ripetitività. E’ la garanzia di poter progettare una società libera, dove le persone hanno dei diritti e non sono costantemente sotto ricatto.

  9. Bellissima e dolorosissima e-mail, quella di Gennaro!
    Grazie per averla postata…….

    Ma la situazione è più grave di quanto lo stesso Gennaro ha indicato:
    I cosiddetti “cacciatori di teste”, cioè i selezionatori di risorse umane conto terzi, attualmente seguono in stragrande maggioranza la filosofia nazi-aziendalista che esclude a priori dalla scelta tutti gli over-35 !
    Questo è un protocollo nazistoide di selezione oramai praticato routinariamente soprattutto nella ricerca di personale laureato (indipendentemente dall’effettivo livello relativo al posto di lavoro per il quale si effettua la selezione, comunque quasi sempre livelli inferiori rispetto a quelli relativi a laureati!).

    L’Italia è veramente in mano a sfruttatori infami privi di alcuno scrupolo…….
    Ma si ricordino, lor signori, il vecchio e consunto proverbio: CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA !

  10. Scusate la lunghezza, mi premeva postare alcune mie esperienze per dare forza al post di Gennaro.
    Ho 41 anni, laureato, moglie precaria (ovviamente) all’università, figlio.

    Ho sostenuto una selezione per operatore telefonico per H3g nel 2005.
    la sede di selezione era la Adecco. La selezione è durata diverse ore e comprendeva tests psicoattitudinali, logici, matematici etc. Prove di chiamata e ricezione telefonata. Soluzione di problemi (rivelato poi che il problema era irrisolvibile), test di informatica abbastanza approfonditi, e così via.
    Alla fine di questa maratona degna di un impiego alla NASA ci venne detto testualmente che se la selezione fosse andata bene ce ne sarebbe stata anche una seconda, e solo in questo caso saremmo stati avvisati telefonicamente in giornata.
    All’uscita dell’aula confrontando le risposte date ed il vario livello culturale dei partecipanti mi sentivo in una botte di ferro. Impressione sbagliata. Evidentemente i “requisiti” erano altri…
    Nessuna graduatoria, nessuna evidenza di una idoneità anche parziale, nessun riscontro.
    Solo una telefonata mai arrivata.
    Tutto questo per fare l’operatore telefonico.
    Grazie Adecco!

    Ho sostenuto un colloquio per una agenzia di una nota compagnia telefonica.
    Cercavano un responsabile per i contatti con i clienti business e per pratiche di backoffice.
    Il selezionatore fu piacevolmente impressionato dalla mia esperienza, serietà, motivazione rispetto (parole sue) a tanti candidati vagliati.
    Mi promise fermamente la seconda selezione, il posto era a tempo indeterminato(Incredibile!), mi sono fidato e speravo almeno di giocarmi il tutto per tutto con la selezione “stretta”…
    Poche ore dopo arriva una telefonata in cui mi si ringrazia per la disponibilità ma il posto era già stato assegnato.
    E la seconda tornata di selezione?
    Forse non portavo con me abbastanza “sgravi fiscali”? O non apprtengo a categorie protette o con handicap?
    Se mi spezzo una gamba posso ritentare?

    Mi chiamano per un colloquio da una agenzia di una nota azienda di servizi telefonici e internet, pubblicizzata da un motociclista evasore fiscale condonato.
    Cercavano una persona con 6 mani, 4 occhi e 8 orecchie per gestire gli appuntamenti degli agenti (tanti), inserire a sistema i contratti (tanti), gestire i reclami (tanti), per 8 ore al giorno.
    Potrebbe essere interessante, in fondo è un ruolo di discreta responsabilità anche se non proprio di tutto riposo, ma non si può avere tutto…
    Bene, trattamento economico? Contratto? Ecco qua:
    800€/mese, per 8 ore al giorno, primi 2 mesi di prova, poi contratto a PROGETTO di un anno, forse qualche incentivo imprecisato se riesci a lavorare ancora di più e meglio!!!
    Per loro fortuna sono una persona calma ed educata, ho ringraziato e ho detto:”…le farò sapere…”

    Vado al nuovo ufficio collocamento che ora si chiama qualcosa come agenzia per l’impiego o non ricordo cosa, come se cambiando il nome cambiasse la sostanza, come va molto di moda oggi.
    Ci vado per chiedere l’attestato di disoccupazione.
    Trovo un bando di selezione per tecnico Hardware e Software, diploma superiore, esperienza in assistenza tecnica, conoscenza O.S. Windows,LAN Wireless, Office, Inglese ed impianti elettrici, età 20-40 anni! Contratto a tempo indeterminato!

    Porca Miseria! Ma è me che cercano! Sapevano che sarei venuto qui? 🙂

    Dopo qualche giorno mi arriva la comunicazione per presentarsi, e io mi presento pieno di “motivazione”!
    Trovo almeno 40 persone (il posto è 1) ci sono ragazzi e gente con i capelli più bianchi dei miei (tristezza).
    Si comincia con una serie di tests “motivazionali” dove bisogna dare risposte con una scala da 1 a 5 . Del tipo: situazione di stress con i colleghi, trovi il modo di chiarire con loro prima di parlare con un superiore? Risposte: No, Forse, quasi sempre, sempre certamente, etc etc… e così via.
    Seconda tornata di test identici ma con la scala invertita, si comincia a sinistra con risposta positiva e negativa verso destra in modo da non rispondere automaticamente.

    Dopo aver perso circa 2 ore tra attese e test ci dicono che questo è SOLO un test motivazionale che discriminerà già qualcuno, che la valutazione è matematica per punti e che poi si passerà ad un test per valutare “finalmente” le competenze tecniche, a breve perchè l’azienda (che non si dichiara ancora) ha fretta.

    Ho una laurea, capisco le domande e so dare le risposte, nonostante ciò non me la sono sentita di barrare automaticamente TUTTE quelle con il massimo consenso, ho dato il più possibile risposte positive da bravo impiegato ma credo, anche per non far pensare a risposte ad occhi chiusi, che qualche piccola titubanza qua e là sia “umana”,

    Forse no!

    Sono passati 20 giorni e non ho nessuna notizia.
    Nessuna risposta alle mie richieste via email.
    Sospetto che mi abbiano scartato per l’età (compresa nel range richiesto) ma che non prevede più sgravi fiscali.

    La cosa altamente deprimente è di non aver avuto nemmeno accesso alla selezione per competenze.
    Un test ridicolo a cui conveniva rispondere senza leggere le domande mi ha eliminato senza appello.

    Rendiamoci conto di quello che significa questo:
    ad una certa età ciò che vale è l’esperienza acquisita, ma ormai nessuno ne tiene più conto. Contano solo le agevolazioni fiscali.

    Nello stesso ufficio c’era un bando per operatore callcenter, diploma o laurea, esperto settore finanza, office, appartenente a categorie protette legge 68/1999, contratto interinale per 3 mesi!

    Sotto casa mia sta aprendo un negozio di informatica.
    In vetrina vedo un foglio dove sta scritto che si cerca personale.
    Mi informo, cercano qualcuno che faccia assistenza tecnica anche telefonica.
    Spiego che l’ho fatto per un anno e 3 mesi, che vivo collegato ad un pc e che li monto e smonto ad occhi bendati.
    – “Bene, porta domani un CV!”
    – Certo, rispondo io.
    – “Se non mi trovi lascialo al mio socio.”
    – Ok, a domani.

    Porto il mio CV tutto contento, sarebbe perfetto penso, sotto casa, un lavoro che mi piace e che faccio gratis tutti i giorni per passione… perfetto…!

    Trovo il socio che mi chiede:
    – “… ma, è per lei?”
    – si, perchè?!
    – “no, è che il mio socio cercava persone fino a 25 anni, cmq. le faremo sapere!”

    Inutile sperare che finisca diversamente, io non ho 25 anni. Non ho sgravi fiscali.
    Posso anche morire di fame.

    Aiuti ai giovani, ok, ma solo per rimandare la loro precarietà a 30, 40 anni quando avranno iniziato dei progetti di vita?

    E quelli come me a cui è stata distrutta la speranza del futuro, che hanno fatto mille lavori precari, e nel frattempo è passato il tempo, gli anni, il CV si è allungato con mille esperienze diverse ma che ora non servono a nulla…

    …quelli come me chi li aiuta?

  11. @saleal

    “protocollo nazistoide di selezione oramai praticato routinariamente soprattutto nella ricerca di personale laureato (indipendentemente dall’effettivo livello relativo al posto di lavoro per il quale si effettua la selezione, comunque quasi sempre livelli inferiori rispetto a quelli relativi a laureati!)”
    “CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA !”

    il dubbio sorge:
    è, la figura del laureato, a dispetto delle apparenze del mito della cultura che rende capaci di grandi libertà, in realtà più MALLEABILE, meno anarchica e testarda dell'”ottuso” contadino/operaio con licenza elementare ma con l’istinto e la ricchezza della cultura popolare?

    sono le università divenute raffinati centri di condizionamento occulto?

    chi vuole affrontare la questione? ?pasquino?

  12. @GEPPO55:

    Le università sono state sempre centri di CONDIZIONAMENTO PALESE !
    Fortunatamente in essa vi sono rarissime “isole felici” relativamente libere ed indipendenti, alimentate da coraggiosi ricercatori, anzi kamikaze culturali professionali, quasi mai da docenti di seconda fascia, rarissimamente da docenti di prima fascia, questi ultimi quasi sempre devotamente traviati e travianti.

    Il libero pensiero è un’elaborazione culturale e psichica ulteriore che parte dall’individuo, che può potenziarsi straordinariamente in ambito accademico oppure avvizzire per far posto alla più comoda e remunerativa filosofia del “servilismo intellettual-professionale incondizionato”.
    Sta sempre al singolo individuo la scelta:
    ovviamente quella che prevede l’onestà intellettuale e la coerenza razionale (cioè, la pillola rossa all’amatrixiana) è quella più ardua e che porterà alla tomba più in fretta a causa di tutte le agre incazzature che il coraggioso individuo dovrà digerire da allora in poi!
    Bisogna essere coraggiosi altrimenti il liquame culturale, ora dominante, penetrerà a fondo ed indelebilmente nelle fibre del tessuto socio-culturale italiano, fino ad assimilare il tutto nel blob teo-tecnocratico, il copro-valorizzatore della globalizzazione wasp.

    Purtroppo “l’ottuso contadino/operaio” di cui mi vanto legittimamente d’essere diretto discendente, seppur laureato e specializzato, non è più così “anarchico e testardo” come tu speri possa essere ancora oggi!
    Inoltre l’anarchia non può nutrirsi di solo istinto e cultura popolare; in primis perchè istinto e razionalità sono tutt’uno (durante l’evoluzione fisica eculturale l’istinto-emozione generò la razionalità, ora esse convivono e interagiscono indissolubilmente, costituendo le menti umane sociali attuali); secondariamente perchè l’eredità della cultura popolare è sempre viva e pulsante, checchè se ne possa dire, tra le tempie di chi possiede un alto livello d’istruzione (invece è un fottuto scaltro arrampicatore senza scrupoli chi dimentica o occulta volutamente le proprie umili radici sociali e i sacrifici per l’acculturamento e l’istruzione, che erano e sono genuinamente votati alla liberazione e benesseri collettivi).

    L’istruzione universitaria non garantisce a priori onestà e coerenza: queste sono facoltà proprie che il singolo individuo sceglie ed impara a coltivare in sè sin dall’infanzia fino alla tomba…………in mezzo una vita di coraggiosa lotta e resistenza razionali ed emotive, senza requie, senza illusioni, giorno dopo giorno.

  13. già, visto che andremo in pensione a 70 anni, vista la nuova flessibilità sul lavoro, se c’è qualcuno che ritiene che una persona già a 40 anni è vecchia per lavorare, siamo messi male, archeologia economica.

  14. @ saleal grazie per la lucida risposta…

    anch’io mi vanto legittimamente d’essere diretto discendente d’un “l’ottuso contadino/operaio”, anzi un’intera genealogia di avi, parenti e cugini…

    se ritieni, postala sul forum

    ciao 🙂

  15. Nella dispensa della cultura popolare “avanzata”, traggo qualche personale certezza.
    Dalle “masserie siciliane” di aristocratica mafia la diffidenza verso il padrone- signore che fa affilare la lama…(Il giorno della civetta. Sciascia)
    Dalle “case del popolo” la dignità della propria “condizione” e il valore della sua difesa….(Novecento I-II. Bertolucci)
    Dalle “opificerie” il valore del lavoro e la speranza nel progresso dell’uomo….(La classe operaia va in paradiso. Petri)
    Dalle “università degli studi” la consapevolezza all’universalità della conoscenza, coscienza critica dell’uomo.
    Quello che alla fine serve, già lo possediamo. Dobbiamo solo esercitarlo, con la forza totale del diritto alla “nostra eguale umanità”.
    🙂

  16. Grazie Sabina,
    che dopo tanti anni ancora esiste la mia lettera che ti ho inviato. Ho cambiato mail, vivo e lavoro come precario in una società a Roma dal gennaio 2011.
    Bisogna ancora fare molto sulla questione del precariato e invisibiltà di chi non lavora. Grazie ancora.
    gennaro

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