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“Garage” e “Il settimo cielo”: una certa tendenza del cinema europeo

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Garage il settimo cielo

GaragE
IL SETTIMO CIELO
Trailer e Recensione

“Garage” e “Il settimo cielo”: una certa tendenza del cinema europeo

GARAGE IL SETTIMO CIELO, TRAILER E RECENSIONE – I saldi di fine stagione includono come di consueto quel “cinema di qualità” europeo, acquistato ai festival e poi tenuto nel cassetto: è il caso dell’irlandese “Garage” di Lenny Abrahamson, vincitore al Torino Film Festival nella prima edizione diretta da Nanni Moretti (2007), e del tedesco “Il settimo cielo” di Andreas Dresen, presentato a Cannes 2008 nella sezione “Un certain regard” (dove vinse “Tulpan”, anche lui nelle sale italiane in questi giorni).

Nessuna delle due visioni è indispensabile, tutt’altro. E’ utile però farsi l’idea di cosa è diventata la produzione culturale europea. Entrambi i film di cui parliamo raccontano, com’è uso nel nostro cinema, storie incentrate sul personaggio invece che sulla trama.

In entrambi i film, la linea dell’azione esterna è poco sviluppata: il protagonista di “Garage” lavora a una stazione di servizio lungo una strada di provincia sempre deserta; la protagonista de “Il settimo cielo” fa piccoli lavori di sartoria domestica. Al contrario, si vorrebbero raccontare grandi trasformazioni interiori per il tramite di relazioni forti del personaggio con il mondo circostante: in “Garage”, la vita del benzinaio cambia quando questo individuo problematico e solitario pensa di poter avere un amico, ne “Il settimo cielo” la vita di una donna che una volta si diceva “anziana” cambia quando riscopre le gioie del sesso con un amante coetaneo.

Questi film, che tendono a funzionare un po’ come “pezzi di vita” osservati da una finestra, dopo aver stabilito una premessa narrativa, insomma dopo aver dato un giro di chiave al motore della storia, inevitabilmente stentano, arrancano: dopo che il benzinaio di “Garage” ha trovato un po’ calore umano, non succede niente di particolare; la donna de “Il settimo cielo” convive con il senso di colpa del tradimento, e con la sopresa di ritornare a desiderare sessualmente.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte a contenute oscillazioni tra cariche positive e cariche negative del racconto, ed è quindi ovvio che, per chiudere, entrambi i film si ritrovino a dover “interrompere” il pezzo di vita con un evento esterno, più melodrammatico ne “Il settimo cielo” e più sobrio in “Garage”, ma pur sempre di accidente si tratta. Aggiungiamo che di buoni attori, in questi film, non ne circolano granché, per quanto i premi si affannino a sostenere il contrario: i vecchietti tedeschi sono squallidi, specie quello più arzillo che ha una specie di sorriso storto stampato sulla faccia da ex-SS; il benzinaio irlandese è interpretato da un comedian che ha lasciato tutto il senso dell’umorismo a casa. Lo stile visuale è quello che fa cinema d’essai: composizione grafica da bella inquadratura per “Garage”, macchina a mano per “Il settimo cielo”; nonostante gli eventi che coinvolgono i personaggi siano del tutto ordinari e quotidiani, molto raramente questa ordinarietà riesce davvero a essere rappresentata, c’è sempre una pesantezza del riprendere e del recitare. Per quanto riguarda il sonoro, l’ultima moda del cinema europeo è mettere appena un minuto di musica o non metterne affatto, cosa che costa poco e in più piace alla critica e spesso anche al pubblico, che non si chiede se possa esistere una buona musica per film o un sound design che sia anche musicale: ma la rarefazione sonora di questi film non è meno retorica e fasulla di tanti altri film inzeppati di sinfonismi e gorgheggi.

Di “Garage” e “Il settimo cielo” alla fine rimane nella memoria più o meno quel che rimane nelle orecchie: quasi nulla.

di Luca Bandirali e Enrico Terrone

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13 Commenti

  1. riassumere non è il tuo forte o fai un po la snob :-), 2 “film” de merda? garage sicuro l’altro, vista la tua critica non mi azzardo a guardarlo

  2. per chi abita a roma, o nei paraggi…

    DOMANI ALLE ORE 18.00, a piazza MONTECITORIO

    LIBERACITTADINANZA – Rete girotondi e movimenti

    organizza

    UN SIT-IN DI PROTESTA
    CONTRO IL DDL SULLE INTERCETTAZIONI

    no ad una legge che strangola la cronaca giudiziaria
    no ad una legge che imbavaglia le indagini
    no all’ingerenza del Governo sul potere investigativo

    fate circolare, s.v.p.

  3. Faccio la doverosa premessa che non ho visto nessuno dei due film di cui all’oggetto, per cui non mi permetto di fare delle considerazioni relativamente ai casi specifici, però vorrei soffermarmi sulla frase “Entrambi i film di cui parliamo raccontano, com’è uso nel nostro cinema, storie incentrate sul personaggio invece che sulla trama”.
    Non riesco a capire se questo sia un “effetto” voluto o sia legato ad una incapacità di alcuni autori di film che, nel tentativo di “voler dire” qualcosa attraverso un film e quindi anche attraverso i suoi personaggi, perdono di vista l’equilibrio che, a mio avviso, dovrebbe esserci tra la trama e i personaggi che “vivono” all’interno della trama stessa. Effettivamente, se cerco nella mia memoria, non riesco ad individuare dei film recenti che privilegino la trama piuttosto che la storia del tal personaggio, piuttosto che del tal altro personaggio finendo così per ridurre il film ad un evento di mera narrazione della storia di un personaggio. Probabilmente una scelta di questo tipo ha come scopo quella di “raccontare” delle emozioni, dei sentimenti, degli stati d’animo ossia mettere il focus su dei temi come possono essere l’amicizia, l’amore, l’emarginazione, ecc.. e per farlo si cuce attorno ad un personaggio una storia e attorno alla storia del personaggio si costruisce un film. Però, in alcuni casi, il risultato, secondo me, protrebbe essere quello di cadere nella retorica, nel banale..

  4. @ stefania

    Si possono raggruppare tutte le storie in due grandi insiemi: le storie di personaggi e le storie di trama. Nelle storie di personaggi (character driven) il film essenzialmente ci fa conoscere una persona, le sue sfumature e i suoi tratti psicologici, ci rende partecipi del suo mondo interno ed esterno, dei suoi pensieri e delle sue relazioni; per esempio “Taxi Driver” è un character driven plot, perchè le svolte narrative “sgorgano”, si potrebbe dire, dal personaggio e dalla sua sociopatia. Invece la storia di trama è quella in cui la concatenazione degli eventi tende a essere più importante dei personaggi, per esempio in film come “I tre giorni del condor” o “Il braccio violento della legge”. Una buona storia di solito raggiunge un eccellente equilibrio tra personaggio e trama, come in certe commedie da Wilder a Ben Stiller, o se vuoi in “Psycho”, dove “segui” la storia e ti fai “irretire” dal personaggio. Altrimenti la deriva del character driven plot è il film di teste parlanti che non fanno niente e parlano di sè, mentre la deriva dell’action driven plot è il film in cui personaggi grigi corrono affannosamente dietro a un “programma” di sceneggiatura, tipo “Il Codice da Vinci”. In una buona sceneggiatura, tendenzialmente, persone interessanti fanno cose interessanti.

    @ sasà

    Abbiamo passato qualche oretta a vedere i due film in questione e a discuterli. Abbiamo passato qualche oretta a scriverne, per voi e per noi, per tenere in vita questo spazio di confronto sulla produzione culturale. Arrivi tu e il tuo gesto politico consiste nel fregartene di quello che facciamo noi per esporre quello che fai tu. La mia personalissima risposta è: non me ne frega uno stra-cazzo del tuo sit-in, dal momento che non rispetti il mio lavoro, so get the fuck out! Almeno fino al prossimo intervento off topic, fuori tema, fuori bersaglio, fuori dal mondo. Eppure saper costruire un dialogo rudimentale, in cui si segue un topic, dovrebbe essere un requisito fondamentale di un qualsiasi cittadino, anche di chi fa il girotondo. E ci si chiede ancora com’è possibile che Berlusconi non schioda. Se le riunioni dei militanti di sinistra funzionano a contrasto, del tipo “annamo a fa er sittinne”, “è tornato n’amico mio dar nicaragua”, “m’hanno rubato la machina”, “hai comprato er fumo?”, etc., penso che Berlusconi possa fin d’ora clonarsi e consegnarsi all’eternità.

  5. Buongiorno!
    Premetto che non ho visto i due films in questione e che non sono una cinefila. Per curiosità ho appena sbirciato i trailer (Garage è solo in lingua madre) e devo dire che non saprei dare un’opinione solo basandomi su questo (giustamente!).. Per mio gusto personale non andrei a vedere Settimo Cielo, non mi ha detto niente nemmeno il trailer_ Si sentiva in quella scena la presenza di una telecamera (così ho percepito) e la donna quando rimane coricata (prima di scoppiare nella risata e chiedere l’età) mi pare anche un po’ tesa, forse però era la situazione a richiederlo, era una risata simpatica e utile a sdrammatizzare. Non so, non posso giudicare con così poco, comunque non andrei a vederlo (poco influenzabile, vero?). Il trailer di Garage, invece, mi ispira un po’ di più, soprattutto nella parte iniziale.. Forse mi ispira proprio per quella “composizione grafica da bella inquadratura”. Nelle scene iniziali queste “grandi” inquadrature ti fanno percepire il protagonista piccolo, semplice ma gli danno anche importanza: lo mettono al centro della “cornice”; questa scelta mi piace, sinceramente. E’ anche vero che oltre a questo non mi hanno colpito altre cose: magari, se capita, lo guarderò, giusto per poter dire la Mia.

    Diciamo che in genere sono più affascinata dalle storie di personaggi.. Ieri sera, a proposito, ho visto un film che ho trovato molto carino: King of California, lo avete visto? Cosa ve ne pare? Io ho un debole per i flashback, non so perchè (tutto è partito da “Le fabuleux destin de Amelie Paulin). L’ho trovato leggero e piacevole. in generale ho trovato molto bravi gli attori e direi che trama e personaggi trovano un equilibrio ; )

  6. Uh. Mi sono dimenticata di postarvi un articoletto (il Buongiorno di Gramellini) che ho letto ieri sera dopo il film.
    E’ del 5 giugno ma non ha importanza. Non dico nulla, lo posto solo_ Volevo condividerlo con voi!

    FOGNA SU FOGNA
    Cosa spinge sessanta albergatori di un’isola incantata a svuotare le fogne direttamente in mare, davanti a una delle spiagge più belle, ammorbando la natura che dà loro lavoro e benessere? Nel gesto atroce e autolesionista degli inquinatori di Ischia si ritrova una sintesi dei tre fattori che rappresentano la fotografia della crisi morale italiana. Il primo è l’ignoranza: si usa il mare da pattumiera come se fosse il pozzo dell’oblio e le onde avessero il potere di dissolvere l’immondizia o di trascinarla in un altrove che non ci riguarda e di cui non saremo noi a pagare le conseguenze. Il secondo fattore è l’idea che ciò che appartiene a tutti in realtà non appartenga a nessuno. L’Italia è il Paese dove i cessi privati sono splendenti come musei e i musei pubblici sporchi come cessi. Lo Stato non siamo mai noi, ma Loro, un’entità astratta e tendenzialmente nemica che ha il volto della politica e il solo scopo di portarci via i soldi attraverso multe e tasse.

    Il terzo fattore, a mio avviso il più grave, è la morte del futuro. Ne parlo spesso, forse per esorcizzarla. Ma in quei sessanta albergatori che per risparmiare il costo di uno smaltimento corretto dei rifiuti accettano il rischio di inquinare i luoghi nei quali vivono e sulla cui bellezza campano, vedo la mentalità diffusa di chi considera domattina l’ultimo orizzonte immaginabile della propria vita. E pur di far quadrare i conti della settimana è disposto a pregiudicare quelli dei figli e dei nipoti.

  7. Di leggere qui un pezzo di Gramellini avrei fatto volentieri a meno (leggi sopra risposta a sasà). Stavo per rispondere al bel post precedente, ma l’impossibilità di mantenere un topic, un fottuto semplicissimo topic che si chiama “cinema”, mi fa cadere le braccia.

  8. @ Lica Bandirali

    [premetto, prima di urtare di nuovo la tua suscettibilità, che nn saprei dove altro risponderti…perciò lo faccio qui, senza commentare i due film]

    Mi spiace per la tua reazione scomposta. Ti assicuro che nn volevo mancare di rispetto al tuo tempo e al tuo lavoro.
    Ciononostante modera termini e toni, please…che a volte le cose nn sono come sembrano a prima vista.
    Ti spiego: ho letto di quest’iniziativa su “vogioscendere” (il Blog di Corrias, Gomez e Travaglio) e – andando piuttosto di fretta – la ho copia&incollata al volo sugli spazi che pensavo potessero accoglierla con interesse. Mi sono subito resa conto di essere “off topic ” e non potendo cancellare il post..per rimediare alla svista..l’ho ricopia&incollato all’interno delle dichiarazioni di voto (controllare per credere). Mi spiace soprattutto che nn te “ne freghi uno stra-cazzo” del suddetto sit-in, che nn è mio (ma di chiunque voglia aderirvi), né tanto meno faccio parte dell’organizzazione. (Nn sarà mica un certo protagonismo vanitoso e radical-chic ad aver rafforzato il nanopower?!)
    Nn volevo essere in alcun modo di contrasto, ma nn mi sembrava (e nn mi sembra tutt’ora) di essere così fuori dal mondo nel veicolare informazioni su una manifestazione contro l’ennesimo becero provvedimento del governo di MrB.
    Infine, si sente che hai scritto le ultime due righe con un po’ di puzzetta sotto al naso, perciò sorrido 🙂 e non commento neppure, per quanto sono fuori luogo…però se alla prossima riunione fra militanti di sinistra, “torna n’amico tuo dar nicaraugua”, e “mentre je rubbavano ‘a machina”, “ha comprato er fumo” ..ti consiglio di approfittarne: i nervi a fior di pelle te ne sarebbero senz’altro grati.

    Peace.

  9. @ Luca

    Avevo letto il post precedente rivolto a Sasà. Leggo tutto prima di rispondere, penso sia CORRETTO… Rispetto il tuo lavoro (rispetto qualsiasi lavoro ben fatto) e mi piace la risposta che hai dato a Stefania: lascia intendere che conosci ciò di cui parli, che te ne interessi: è apprezzabile: per questo ti avevo chiesto un parere riguardo King of California; non che mi faccia cambiare opinione ma immagino che tu (e il tuo amico/collaboratore/consocio), avendo un tipo di bagaglio culturale (a riguardo) superiore e differente dal mio, avresti/e saputo fornirmi un’angolatura nuova dalla quale analizzare il film. Mi incuriosiva, tutto qua! Se non mi vuoi rispondere più, perchè ti senti mancato di rispetto, sappi che così non è. Se non mi rispondi più, perchè pensi non ne valga la pena dato che non riesco a mantenere un “fottuto semplicissimo topic”, non voglio “violentare” i tuoi principi: non far questo per me: non te lo chiederei mai ; )
    L’attinenza con il film non c’era, se non il fatto che ieri sera l’ho letto dopo il film e parlandone mi è venuto in mente (infatti subito non volevo postarlo, perchè ho visto che eri stato infastidito da deviazioni di discorso; ripensandoci ho pensato che non ci fosse nulla di male, che non chiedevo di cambiare argomento o commenti, solo volevo che venisse letto: nulla di irrispettoso). Parlava del futuro. Mi ha colpito la frase “la mentalità diffusa di chi considera domattina l’ultimo orizzonte immaginabile della propria vita”_
    E’ da un po’ che non passo di qua, ma tutte le volte che passavo partendo da un argomento si subentrava in altri. Il bello è anche questo: chiedo venia se il mio cervello è andato oltre e le mie mani hanno pigiato tasti, componendo frasi che non ti andava di leggere! Ora se leggerò il tuo nome, saprò quanto fastidio provi nel leggere post che esulino dall’argomento su cui Tu hai scritto: forse non risponderò nemmeno più e non per ripicca, ma perchè la tua reazione la trovo nervosa e esagerata. Capisco se avessimo atteggiamenti errati ma nessuno è venuto qua con intenzioni litigiose o maleducate. Se posso essere sincera non sono molto belle da leggere le tue risposte. Nessuno ti sta mancando di rispetto. Mi sembra che fino ad ora tutti si siano rivolti a te (a tuo contrario) con una buona dose di comprensione e rispetto_
    Mettiamo anche che il fine fosse giusto (lecito) ma non hai certamente usato i mezzi migliori per portare a termine il tutto o per far valere la tua opinione a riguardo_

    Buona giornata, comunque_
    Teli_

  10. @ Bandirali

    Grazie per il tuo lavoro. So quali film NON vedrò, se non costretto a farlo.
    Mi rendo conto di quanto sia spiacevole l’offtopic ma se una colpa c’è è di chi gestisce il sito che permette all’offtopic di essere un fatto consolidato. Suggerirei di postare i topic sul cinema separatamente su un’altro spazio all’interno del sito, soltanto richiamati all’interno della home.
    Non mollare, ho imparato tante cose grazie a te.

    @ tutti

    Proverei a prendere “il bello” delle persone ed escluderei “il brutto”. Bandirali ci offre delle recensioni che io non so giudicare, ma che a mio avviso aiutano molto. Questo è “il bello” di questa persona. Non mi aspetto da lui che sia eventualmente equilibrato, educato e che non sia razzista. Sono affari suoi, a me piacciono le sue critiche. Per cui magari si può evitare di rispondergli pesantemente se avesse attaccato pesantemente: è un uomo.

    Lo stesso vale per Sabina: è un attrice meravigliosa ed è il suo “bello”, se poi anche lei non sia eventualmente equilibrata, rispettosa e abbia uno scarso senso della democrazia sono affari suoi. A me piace da morire come attrice.

    Credo che pensare in questi termini aiuti tutti ad evitare quello che è accaduto in questo topic.

    Buon cinema a tutti

  11. è difficile sostenere un cineforum virtuale , su dei film che in pochissimi hanno visto;
    se si vuole dibattere sulle visione , si potrebbe anticipare il titolo del film dando il tempo a chi
    ama confrontare i propri sguardi con gli altri , di scaricare il film;

    la suddivisione ideale delle sceneggiature per personaggio e per trama , è molto utile per cogliere la direzione
    che vuole dare il regista , ed è un concreto metodo di lettura.

  12. Sono stato sorpreso la descrizione, dato che la serie è stata terribile, ma ora che vedo che è stato il OVULI (che io non sapevo nemmeno l’esistenza), bene, grazie per l’avvertimento. Non sapevo che esisteva, e ora non me ne frega niente (mi risparmio di tempo).

    creditcard

  13. visto solo garage.
    sono d’accordo sul gusto che lascia, ma non saprei se negativo un film personalistico o meglio personaggistico.
    ho in mente alcuni personaggi, persino dei cammei, che meritano anche più di un film.
    in fondo le persone sono anche storie, penso. oltre al fatto che credo racconti onestamente una dimensione molto attuale: involucrarsi intorno ad una storia, una vita, delle emozioni, in fondo è quello tendiamo sovente a fare tutti… noi, noi, noi, io, io, io…
    in questo senso trovo geniale von trier per quella sua capacità di strapparci dalla nostra dimensione e nel giro di pochi secondi anche da quella dei suoi personaggi dall’uno all’altro in una sorta di schizzofrenico transfert.
    comunque nello specifico mi è parso un po’ avulso dalla realtà quest’uomo, senza famiglia senza amici senza assistenza di sorta… nell’indifferenza di una cittadina irlandese unico collante un po’ di birra.
    buone vacanze.r

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