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Frana Cavallerizzo, Berlusconi e Bertolaso: un altro caso “L’Aquila”

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Cavallerizzo, Berlusconi e Bertolaso: un altro caso “L’Aquila”

Una notizia fondamentale. A Cavallerizzo di Cerzeto ci fu una frana il 7 marzo del 2005 che distrusse una trentina di case. Berlusconi e Bertolaso avviarono la costruzione di una new town come a L’Aquila e tutt’ora sono in costruzione 247 alloggi per 26 che erano crollati.

Il paese nel frattempo è stato blindato, dichiarato zona rossa ed è stato impedito anche a quelli con la casa sana di tornare. Per cui gli immigrati che arrivavano dall’Australia per farsi le vacanze in paese trovavano l’accesso sbarrato.

Cavallerizzo è stata un vanto per Berlusconi e Bertolaso che hanno messo pure un grosso orologione col conto alla rovescia per sottolineare a bravura di costruire in soli 3 anni. Oggi il Tar del Lazio (che berlusconi ha reso credo l’unico organo competente tanto per intasare un po’ di più le pratiche) dà ragione ai cittadini. La new town è stata una scelta irragionevole. Costruita in deroga alle norme di impatto ambientale, ci sono pure dubbi sulla sua sicurezza in caso di nuove frane.

Ma nel 2005 la gente in tv ha ammirato come è stata invitata a fare, l’efficienza del governo dei fatti.

60 milioni di euro sono già stati spesi e la sentenza del tar non verrà certo annunciata nei tg. resta un abuso edilizio e soldi dati in mano a studi di architettura e ditte scelte attraverso la cosiddetta protezione civile, direttamente dalla presidenza del consiglio. nessuno restituirà i soldi, nessuno sarà punito, difficilmente le costruzioni abusive verranno abbattute.

tutta la giustizia che si può ottenere è che i cittadini possano dopo 4 anni tornare a casa loro.

possono entrare aprire le finestre e far ricircolare l’aria. e devono imparare a convivere con l’idea che un gruppetto di persone con una divisa inventata e un logo che ci è costato decine di miagliaia di euro, pur essendo molto simile a quello di acrobat, li ha costretti all’esilio per pubblicizzarsi come ditta di costruzioni.

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29 Commenti

  1. Sto piangendo, mi credi? Questa notizia mi fa aumentare la depressione… Tra un po’ andrò a Piazza Palazzo. Ieri la fiaccolata è stata davvero emozionante. Grazie alle donne e agli uomini che sono venuti dalla Liguria e dal resto d’italia per unire le loro voci alle nostre. Buona domenica..

  2. io non ho parole,davvero..non ho parole..e quelle poche che ho le urlerò oggi a piazza navona.
    io…non capisco.io…non approvo. diciamo sempre che questa è la fine e la prossima che ci fanno,gli facciamo vedere noi…diciamo sempre che la prossima volta ci incazziamo sul serio.diciamo sempre che se ce ne fanno un’altra,allora sì,sarà la rivoluzione..quando saremo al patibolo,con i fucili puntati addosso,non sarà troppo tardi?e allora quello che mi domando e domando a tutti: quando è il momento giusto?

  3. DAL BLOG DI BEPPE GRILLO VI RIPORTO UN PO DI STORIA SUL PASSATO (E PRESENTE) DEL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ,CHE PROBABILMENTE DA UNA RISPOSTA ALLA DOMANDA DI SABINA :<>

    Napolitano viene da lontano. Era migliorista e berlusconiano. Gli articoli del suo settimanale “Il Moderno” (con pubblicità Finivest anni ’80) superano persino le poesie di Bondi al “caro leader”.
    “Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della corrente “migliorista” del Pci (la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Napolitano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’economia, nella cultura” (p. 104).”
    “Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115)”.
    «Il numero di aprile 1987 … esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondatori del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 — 127)”.
    “A giugno 1989 … pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: adesso la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148)”.(*)
    (*) Testi tratti dal libro: “Il Baratto” dal blog http://www.dirittodicritica.com

    QUESTO INVECE E’ UN COMMENTO ALL’ARTICOLO:
    La cosiddetta “corrente migliorista”, quella più vicina a Craxi, che “a livello nazionale”, si legge nella sentenza MM, “fa capo a Giorgio Napolitano” è stata coinvolta in Mani Pulite:
    a Milano molti dei loro dirigenti vengono arrestati e processati per tangenti. Tutto crolla. Anche il loro settimanale, Il Moderno, diretto da Lodovico Festa e finanziato da alcuni sponsor molto generosi: Silvio Berlusconi, Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio, Angelo Simontacchi della Torno costruzioni. Imprenditori che sostenevano il giornale – secondo i giudici – non “per una valutazione imprenditoriale”, ma “per ingraziarsi la componente migliorista del Pci, che in sede locale aveva influenza politica e poteva tornare utile per la loro attività economica”. Il processo termina nel 1996 con un’assoluzione. Ma poi la Cassazione annulla la sentenza e stabilisce: “Il finanziamento da parte della grande imprenditoria si traduceva in finanziamento illecito al Pci-Pds milanese, corrente migliorista”.
    La prescrizione, grazie silvio, porrà comunque fine alla vicenda.
    Egr sig.Presidente oggi è così che restituisci i favori e che ringrazi?
    NOI NON TI POSSIAMO RINGRAZIARE
    carlo r., milano Commentatore certificato 07.03.10 11:54|

  4. sono stato un po’ a p.zza navona. discreta quantità di gente. ha parlato anche un custituzionalista che non era previsto tra gli interventi, venuto in piazza in quanto cittadino indignato, bene così. mobilitazione continua. verso sabato.

  5. “Il trucco c’è, ma non si vede” (?)

    http://www.youtube.com/watch?v=F7wuJOygNKk&feature=player_embedded#

    ed a proposito..La PRESTIGIATTRICE DICE:

    “07 Marzo 2010 18:17 POLITICA
    ROMA – Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in un
    comunicato ha affermato che: ”La manifestazione odierna a L’Aquila se
    e’ giustificabile per il comprensibile desiderio di ritorno alla
    normalita’ da parte della gente del capoluogo abruzzese, duramente
    colpita dal sisma, e’ sostanzialmente superata dai fatti”. ”Per la
    rimozione delle macerie dell’Aquila e’ stata individuata una soluzione
    che si sta attuando. – recita il comunicato – Nei prossimi giorni
    comincera’, se necessario con l’ausilio dei mezzi dell’Esercito e dei
    Vigili del Fuoco la delicata operazione di trasporto dei materiali nei
    tre siti di stoccaggio temporaneo gia’ individuati ed in un quarto che
    si sta definendo. Domani 10 tecnici del Ministero dell’Ambiente
    saranno in Abruzzo per un sopralluogo nei siti per svolgere una serie
    di accertamenti e controlli in vista dell’allestimento delle aree”.
    (RCD)
    fatela girare”

  6. Cara Sabina,
    contrariamente a quanto affermato da molti, io a piazza Navona mi sono avvilito di molto… Ho trovato il tutto molto autoreferenziale, a cominciare dalla maggioranza degli interventi fino alla gente che, in piazza, commentava e chiacchierava. Prima domanda: dove sono tutti gli intellettuali che, sui giornali, nei loro libri venduti a migliaia, nelle interviste ai settimanali si dichiarano contro questo governo e le sue nefandezze? Perché non sono in piazza a testimoniare il loro impegno per cambiare le cose? O si sta troppo bene nei salotti a fare i rivoluzionari con il portafoglio pieno e la loro comoda vita borghese? Dove sono i professori universitari mortificati dalle politiche anti-culturali e anti-scolastiche? Dove sono gli scrittori che con i loro libri denunciano il malaffare e ci fanno un sacco di soldi vendendo migliaia di copie, magari pubblicando per Mondadori? Forse dovrebbero avere un minimo di considerazione per quel “popolo”, viola, rosso, etc, che compra i loro libri… E i registi che fanno passerella solo quando c’è Veltroni o Bersani, magari anche per dire peste e corna di questa opposizione inconcludente e perdente? Loro che con i soldi dei biglietti del cinema pagati sempre dal “popolo” fanno affari? grazietante per il vostro cinema impegnato, ma qui, miei cari bisogna incominciare a metterci la faccia e, magari, anche il culo…
    Oggi c’era un costituzionalista a testimoniare (e a metterci la faccia). E’ salito sul palco, e in pochi minuti ha offerto un contributo “pesante”, che ha scaldato la piazza e acceso speranze. Perché se è vero che il popolo conta, è anche vero che più del popolo contano le idee, le competenze, la capacità di trasformare le mille voci di protesta della piazza in un progetto coerente. Noi ci siamo, ci saremo sempre a supportare tutti coloro che metteranno le loro qualità politiche (nel senso più antico e nobile del termine) sociali e culturali per ridare dignità ad un dibattito che, altrimenti, somiglia sempre più al tifo da stadio o alla protesta da salotto.
    E a chi scende in piazza dico: Non fermatevi alla semplice protesta della domenica o ai 10 minuti su Facebook… Parlate con i vostri vicini di casa, con le persone al mercato mentre fate la spesa, al bar quando qualcuno si incazza leggendo il giornale… spiegate che ci può essere un modo, che una politica pulita è possibile, che partecipare è un diritto-dovere, ma che può dare anche piccole gioie e grandi soddisfazioni. Ricostruiamo un tessuto sociale sventrato da anni di telepromozioni e di anti-cultura attraverso il dialogo, la testimoniamza, l’impegno quotidiano. Ma, per favore, ridateci una “guida” vera…. se non noi, il “popolo” ne avrà sembre bisogno…

  7. Sabina, quello che è successo mi fa sempre più credere ad un gioco delle parti, di quasi tutte le parti (se non altro quelle che hanno il potere), per reiterare un sistema che ormai fa fatica ad andare avanti.
    … spero solo che la narcosi televisa non faccia dimenticare in fretta la voglia di svegliarsi e cambiare aria.

  8. leggo questo nell’invito al sit-in di protesta che mi è arrivato su facebook…assurdo!!!
    “Secondo quanto pubblicato stamane dal giornale romano”” Il Messaggero, il residente del Consiglio, durante l’incontro avvenuto al Quirinale, avrebbe minacciato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Ti scateno la piazza contro” e poi “la tua firma non è indispensabile, vado avanti da solo”. Lo stesso Napolitano ha parlato di un “clima teso” nel primo incontro con Silvio Berlusconi avvenuto giovedì. E poi sempre il Capo dello Stato : “La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali.” Solo il quotidiano della capitale ha rivelato questo presunto retroscena relativo ai colloqui tra Berlusconi e l’inquilino del Quirinale. Al momento il Messaggero non ha dato notizie di alcuna smentita”

  9. Come ultima ora, la giunta della Regione Lazio, riunita in seduta straordinaria, ha approvato un documento in cui si annuncia un ricorso alla Corte Costituzionale, in quanto, oltre alla violazione della legge, secondo la quale è vietato ogni decreto in materia elettorale, in periodo di elezioni, la materia elettorale che riguarda le regioni spetta alle regioni stesse.

    “Le norme varate dal governo sono illegittime e gravemente lesive delle competenze che la Costituzione riserva alle regioni. Si ravvisa dunque la necessità di promuovere in via di assoluta priorità ed urgenza la questione di legittimità costituzionale avanti la Corte Costituzionale per declaratoria di incostituzionalità delle disposizioni del decreto, previa sospensione cautelare dell’efficacia delle medesime”.

    Oggi all’Aquila ancora in 3000 con le carriole per liberare piazza palazzo dalle macerie.

    http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_07/aquilla-protesta-carriole_3e46d84a-29e4-11df-8fa3-00144f02aabe.shtml

    E il tg5? Punta invece i riflettori sulla manifestazione pro-bertolaso, alla quale hanno partecipato secondo la questura 150-200 persone.

    E’ sicuro, Sabina: la sentenza del tar non verrà certo annunciata da questi tg che ci ritroviamo.
    Nessuno ha mostrato e mostrerà l’ingiustizia subita dal 2005 dagli abitanti di Cavallerizzo e dai tanti emigrati che vorrebbero tornare alle loro case

    http://www.youtube.com/watch?v=1GFE03PnONE

  10. Cara Sabrina e cari guzzantofili,
    anche io mi sto comiciando a chiedere cosa ci sia dietro Morfeo, o Napisan, come lo chiama la Littizzetto. Questo decreto pare che non solo l’abbia firmato ma addirtittura aiutato a scrivere. E lo stesso il Lodo Alfano. Ha collaborato alla stesura anche lui. Non so… Questa storia comincia a puzzare di marcio. Ho letto che faceva parte della corrente del PCI vicina a Craxi, e questo potrebbe spiegare molte cose. Intendiamoci, l’Italia ha sempre avuto una classe politica deprecabile, ma ora si rischia di passare dalla banda di ladri al regime mediatico. Sono veramente preoccupato per le sorti del mio paese. Qui in Spagna molti si lamentano di Zapatero, per alcuni errori di gestione della crisi. Ad alcuni ho proposto che, quando si stancano, lo mandino in Italia, che ne abbiamo tanto bisogno.
    Ad ogni modo, sempre di piú ho deciso che appena mi sarà possibile voterò Di Pietro. Attualmente è l’unico che fa opposizione e resistenza. All’ideologia tornerò a pensarci dopo che i democratici avranno riconquistato il paese.

  11. W le DONNE

    Le DONNE al POTERE, meno le cortigiane del Piccolo duce di Arcore, quelle le cacciamo a Palazzo Grazioli in esilio!!

  12. Diamo un po’ d’idee a questa opposizione troppo morbida e sopratutto che non sa ribattere punto su punto , x gli striscioni di Sabato
    – il governo del MalafFARE
    – il governo del FARE Male
    Va be’ , sono ovvi e facili ma bisogna mettersi al livello della retorica del ” grande demagogo ” , che piu’ che amare gli italiani li piglia per il culo , che poi e’ anche una forma di amore , che mi da’ l’idea di una vignetta : una rappresentazione femminile dell’Italia di spalle con le natiche in risalto e il nostro con la sua cricca in sottofondo con uno sguardo libidinoso e la didascalia : B ama l’Italia , oppure: Italia amore mio

  13. Ciao a tutti,

    arrivato in piazza mi rendo subito conto che non è una manifestazione eguagliabile al No B-Day oppure a quella del 27 febbraio.
    Però penso che è sempre una manifestazione organizzata in meno di 24 ore quindi è da ritenersi un successo strepitoso. è una piazza riempita solo ed esclusivamente grazie alla rete e a qualche sparuto articolo di giornale.
    Mi accorgo che la maggioranza dei presenti è formata da persone over 40, o per lo meno è una schiera molto molto nutrita. Ma dove sono i miei coetanei… tutti su facebook a condividere il pomodoro che avrà piu fan di berlusconi? … questa cosa mi mette molta tristezza! quindi ragiono ancora una volta sul come adoperarsi per dissentire in piazza e oltre ma sempre tra la gente non solo in spazi virtuali. Mi accorgo anche che la piazza e molto molto disillusa, la rabbia si sta trasformando in affezione, apatia forse! non può succedere dobbiamo canalizzare la rabbia in qualcosa di concreto, dare tanti modi per farla sfogare, in maniera pacifica, semplice e capillare…non dobbiamo solo mangiarci il fegato. non possiamo permettere che si trasformi in disinnamoramento!
    nota sconcertante Piazza Navona gremita di forze dell’ordine, in tenuta antisommossa e non scherzo..camionette al seguito.

  14. Mi dispiace x i pochi giovani che si danno da fare , ma se oggi siamo nella merda fino al collo e fra non molto anche piu su e’ appunto per colpa della stragrande maggioranza della gioventu’ qualunquista , disimpegnata , cinica , altezzosa verso certi valori , che vive nel presente e che s’incazza solo quando gli si tocca il loro buco del c… pieno di m…

  15. @enhomopojke

    Bene l’entusiasmo, bene la mobilitazione, bene anche dissentire pacificamente e civilmente però un falò così devastante non lo si può combattere con uno spruzzino alla fine è chiaro che ci si disilluda e l’entusiasmo e la voglia di partecipazione scemi, è quello che vuole il MARIUOLO di ARCORE.

    Fino a che l’informazione è in queste mani è chiaro che il MARIUOLO è bello tranquillo ed in una botte di ferro, ma chi sapeva di questa manifestazione di piazza? Noi magari…qualche altro sul web, però cmq pochi, molto pochi! e da qui ad auto-deludersi il passo è breve!!

    Ci si deve incazzare, ma incazzare di brutto!! Questo popolo delle illibertà deve temere queste piazze, magari chiedere–con forza– le dimissioni di Minzolini…
    Manifestando il dissenso da questa RAI di Governo, se è il caso di occupare proprio gli studi dei TG della RAI.

    Se rimaniamo nelle piazze a contarci, presto, molto presto lo scoramento ed il disinnamoramento prenderà il sopravvento, visto che saranno pochi i risultati conseguiti.

  16. pierluigi53 permettimi di “dissentire” la tua opinione.
    dare la colpa ad una generazione piuttosto che ad un altra è sbagliato. si potrebbe dire che la colpa è degli “over” che detengono il potere corrotto ( ad ogni livello ) che non si schiodano da quelle sedie, oppure che non sono stati capace di educare la mia generazione…
    ma continuare su questo punto è inutile. Sicuramente il tuo post è dettato dalla rabbia che tutti abbiamo.
    gli italiani ( non importa età e ceto sociale) sono lobotomizzati dalla macchina berlusconiana, da vent’anni non sanno come perchè e quando reagire!

    allora cerchiamo nel nostro piccolo di coinvolgere tutti, far capire senza arroganza e saccenza quello che sta accadendo..con parole semplici.

  17. @Elypier concordo con cio che dici. Il mio post non era contro la piazza, le manifestazioni sono necessarie… ma sul cercare di trovare altre forme di protesta che vanno oltre la piazza e oltre il web. dobbiamo riattizzare gli animi!!!

  18. E’ da anni che una lenta deriva autoritaria, ci fa scivolare impercettibilmente verso una forma di governo che, con termine desueto ma efficace, chiamerei Tirannide. Scivolando scivolando, quand’è che supereremo il limite? Se non è stato già superato! Berlusconi che sale minaccioso e “brutale” al Quirinale il giovedì sera per poi ottenere il giorno successivo (anzi la notte come i ladri) la firma ad un decreto di cui tutto si può dire ma non che il Presidente della Repubblica possa andare fiero, assomiglia tanto ad un colpo di stato.
    E’ solo una ricostruzione giornalistica? Non ho letto nessuna smentita finora, anzi alcuni passaggi della (irrituale) lettera di Napolitano sul sito del Quirinale sembrano confermare che l’episodio c’è stato.
    E se ci troviamo in una Tirannide, seppure in una forma “esteticamente” più morbida, travestita, se ci troviamo in una Tirannide siamo ancora tenuti a rispettare il patto tra noi e lo stato? Se il ministro della Difesa, non un segretario di Partito o un capopopolo qualsiasi ma il M-I-N-I-S-T-R-O D-E-L-L-A D-I-F-E-S-A dice: “Siamo pronti a tutto” Cosa dovrebbero rispondere i cittadini rispettosi della Costituzione se non: “Anche noi”.

    L’elemento più grave (al di la del merito del provvedimento che a leggerlo offende l’intelligenza degli Italiani tutti e a me ricorda un sonetto del Belli che parlando dell’onnipotenza come attributo di Dio scrive che “Po’ piscià a letto e di d’ave’ sudato”) l’elemento più grave dicevo, è che la firma di Napolitano consente a Berlusconi e i suoi di procedere sulla via autoritaria continuando a salvare le apparenze, “scivolando” appunto. Non avesse firmato un decreto impresentabile come quello che ha firmato, avrebbe costretto il Premier a scegliere se tornarsene all’ovile con la coda tra le gambe o uscire allo scoperto da quel fascista autoritario che è. A questo punto sarebbe stato meglio, molto meglio. Questi soggetti prima li si ferma meglio è; cosa ottennero i vari Chamberlain e soci dalle lunghe estenuanti trattative con Hitler? E il vergognoso Vittorio Emanuele III (il cui nipote va facendo il buffone sugli schermi nazionali e si permette anche di apparire una vittima dell’esilio, e quindi guardacaso di una norma costituzionale, in una ridicola e recriminatoria canzone che quasi vince Sanremo) quando incaricava Mussolini di formare il Governo nel ‘22, anche allora con la scusa di evitare conseguenze peggiori, poteva immaginare che nel ‘38 avrebbe dovuto firmare le leggi razziali? Lui no, forse; ma oggi noi sappiamo bene che si comincia così: firmando cazzate.

  19. Ho postato due link, oggi pomeriggio, su Napolitano. Non volevo mettere in difficoltà la Guzzanti, lungi da me, ma me li hanno censurati. Ci riprovo con questo scritto. Questo non è mio, tanto meno di Guzzanti. È di Tabucchi. Pubblico. Però forse è troppo lungo…
    Ciao.
    ———
    Antonio Tabucchi (Pisa, 24 settembre 1943) è uno scrittore italiano. I suoi libri e saggi sono stati tradotti in 18 paesi, compreso il Giappone. Quello che dice Tabucchi è quello che pensa non solo il sottoscritto ma ogni cittadino italiano che abbia a cuore la democrazia. Riporto di seguito una sua intervista rilasciata a Micromega:

    Testo dell’intervento

    E’ un’altra legge vergogna, un’altra delle leggi obbrobriose che Berlusconi si è fatto fare da quando col becco strappa pezzi di carne, ha il corpo martoriato ormai della Costituzione italiana e Napolitano la firma, questa volta notte tempo, osservo, mi viene in mente la ronda di notte, sembra una catena di montaggio, o meglio di smontaggio della costituzione.

    Berlusconi ha i suoi azzeccagarbugli che fa diventare onorevoli, quelli poi gli fanno le leggi, li piazzano sul tavolo del Presidente, all’occorrenza gli bussano all’uscio di casa e lo fanno alzare dal letto e lo fanno firmare senza neanche accendere i lampadari, con la torcia elettrica, io devo dire che in questo momento storico che l’Italia sta vivendo, per me Napolitano non è garante della mia Costituzione, mi pare che si sia fatto garante di Berlusconi o degli interessi di un partito politico italiano.

    Dunque siccome il referente principale riposa in Tunisia dove è deceduto fuggiasco dalle leggi italiane e Berlusconi ha una grande nostalgia di Craxi, vedrei molto bene Berlusconi in Tunisia, ma se Napolitano non capisce che deve prima di tutto difendere la Costituzione con le sue forme e le sue costanze, allora nessuno lo obbliga a stare al Quirinale, non è un obbligo, è un dovere e questo dovere richiede molta attenzione, perché ormai in Italia la Costituzione è stata praticamente divorata, dopo di questo cosa ci sarà? Cosa lasciano Napolitano, Berlusconi, gli ultimi governi alle generazioni future? Ce lo diranno i giovani.

    Mi chiedo una cosa di fondo: cos’è che induce persone di età molto avanzata a accettare di diventare Presidenti della Repubblica italiana? Ciampi più eletto nel 1999, era alla soglia degli 80 e se non erro anche ve lo ricorderete tutti, Fini lo propose addirittura per un secondo mandato. Napolitano è stato eletto nel 2006, dunque a 81 anni, oggi ne ha 85, come è che una persona a questa età accetta di diventare Capo dello Stato e si noti, non di un paese normale, un paese tranquillo, con gli ordinari problemi di tutti i paesi, ma un paese come il nostro, dove vige da anni il sistema anomalo di un imprenditore che ha il conflitto di interessi grosso come una montagna e i cui amici sono persone come Previti, Dell’utri, Schifani e poi è un paese che significa mafia, camorra, corruzione, P2, servizi segreti deviati. Un paese con un recente passato di bombe, di stragi e di Brigate Rosse, non è un paesino in cui si fa una vacanza quando si diventa Presidenti della Repubblica.

    Tra l’altro devo dire in questo recente passato così oscuro, sono cose sulle quali Napolitano non ci ha mai detto niente pur essendo stato Ministro degli Interni e mi chiedo se quando era Ministro degli Interni non ha mai avuto accesso agli armadi, oppure lo fa per il nostro bene, per non turbare le nostre coscienze altrimenti ci prenderebbe un colpo a sapere tutto quello che i governi italiani hanno combinato da Piazza Fontana in poi!

    Leggendo i giornali stamattina da qualche commentatore, da qualche grillo parlante, è già stato detto che Napolitano non poteva non firmare, poteva e come, bastava non volesse, almeno che non avesse una pistola alla tempia! Le leggi razziali nel 1938 non le firmò Mussolini, le fece firmare Vittorio Emanuele Terzo e lui le firmò, *** Bulgaria non le firmò e questo fa la differenza, perché alla storia le nostre leggi razziali le ha affidate alla mano di Vittorio Emanuele III.

    Tornando a questa legge, questa è una legge illegale perché vanifica la legge del 1988 che vieta Decreti in materia elettorale e si beffa anche dell’Art. 72 della Costituzione. Come tutte le leggi di natura totalitaria, le leggi legali ha valore retroattivo e dunque condona, ma si proietta anche nel futuro, nel senso che qualsiasi irregolarità di procedura elettorale, d’ora in poi sarà tollerata a discrezione di Berlusconi o della P2 o di non so chi, mi chiedo perché Napolitano non ha fatto per esempio un comunicato agli italiani, poteva esigere la televisione pubblica e spiegare cosa stava succedendo, che era stato messo con le spalle al muro, in un vicolo cieco e che doveva scegliere tra coloro che non avrebbero potuto votare le loro liste elettorali o firmare una legge illegale e dire anche: guardate che non sarò io a rimediare agli errori e ai pasticci procedurali dei volti stessi rappresentanti, prendetevela con loro.

    Il Presidente Scalfaro a suo tempo si rivolse alla televisione, lo fece un comunicato in televisione, non si fanno soltanto i comunicati a fine anno per fare gli auguri agli italiani, ma oggi devo constatare che la televisione di Stato è oscurata da Berlusconi e forse Napolitano non ha osato far accendere di nuovo i riflettori.

    Mi chiedo che Presidente sia, non so se l’Avvocato Ghedini che tutti i giorni è in televisione, avesse per Napolitano un avversario intellettuale gli direbbe: ma va là!

    L’Italia è un paese in cui tutto si svolge al buio, poi cosa è successo al buio? Lo spiegano gli opinionisti, gli esegeti della stampa di Bisanzio, personalmente ritengo responsabile in prima persona Giorgio Napolitano perché in Italia non c’è mai un responsabile, il vizio di fondo che ha condotto l’Italia in questo stato di necrosi è che non c’è mai un responsabile. Non so se vi ricordate quando Ciampi firmò il lodo Schifani senza battere ciglio, gli opinionisti, gli esegeti discussero per giorni su mille cavilli di una legge che era evidente, buttava a gambe all’aria un articolo della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, lo avrebbe capito anche un bambino, non c’è bisogno degli opinionisti, è un fatto e infatti la Corte Costituzionale, il lodo Schifani lo bocciò dopo 6 mesi, ma intanto per tutto quel tempo Berlusconi fece tutto ciò che voleva e fece saltare anche un suo processo.

    Ora come se niente fosse in questa legislatura, nella legislatura presente, Berlusconi ricaccia sulla scrivania di Napolitano lo stesso lodo che Schifani aveva concepito con tanto amore a Corleone e lo ribattezza Lodo Alfano e Napolitano lo firma senza battere ciglio, non è che abbia evocato la giurisprudenza, faccio notare che perfino il più scalcagnato Avvocato di Provincia in un conflitto giuridico, invoca la corrispondenza, le sentenze precedenti, qui c’era la giurisprudenza dell’alta corte che aveva dichiarato il lodo Schifani anticostituzionale e il lodo Alfani era evidentemente una minestra riscaldata, ma ce lo ricordiamo quanti opinionisti ci hanno richiamato sopra? Stavano lì a dire: forse è un po’ meno costituzionale, è un po’ meno anticostituzionale, vediamo di quanti grammi è meno anticostituzionale, opinavano costoro, il tutto, mi pare, a difesa non tanto del firmatario della legge, Alfano, ma del controfirmatario, del Presidente della Repubblica tanto per facilitargli la strada e noto che in Italia il Presidente della Repubblica è al riparo dalle critiche, è stranissimo anche questo, perché nelle vere democrazie, negli Stati Uniti l’operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell’opinione pubblica, ma in Italia non si può!

    Sembra lesa maestà, così come ci sono i club di Forza Italia, ci sono i club che si *** criticare Napolitano ti fulmina, guai! Era già successo con Ciampi peraltro, a quel tempo il club agiva come una sartoria, si preoccupava della giacca, mi ricordo che la parola d’ordine era: non tirate per la giacca Ciampi, attenzione alla giacca di Ciampi!

    Ma che fine fanno le giacche dei Presidenti della Repubblica quando hanno finito il loro settennato? Vengono appese a un chiodo, quello che è stato è stato! Secondo me se fosso dire così, Napolitano questa volta ha in maniera flagrante rotto i patti con gli italiani, perché oltre all’approvazione del lodo Alfano, aveva già rotto i patti con quella lettera, secondo me, deplorevole ai familiari di Craxi nella quale definisce Craxi un perseguitato, è un uomo che è stato condannato in sede definitiva da un Tribunale italiano e che peraltro si è rifugiato in un paese dittatoriale come la Tunisia!

    Poi non soltanto, in quella lettera definisce grande la politica estera di Craxi, quel signore che dette miliardi di lire al suo amico *** uno dei più feroci dittatori africani del 900 e che approvò, dichiarò legittimi in qualche modo i metodi terroristici dell’*** quando i dirigenti palestinesi per disperazione, ma questa è un’altra cosa, scelsero la via del terrorismo, secondo Napolitano hanno fatto una grande politica estera.

    Oggi con questa legge, quando ci dice che tra le regole della legge è dovere impedire molti cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole, perché sono una formula, rispondo che tutte le leggi che noi abbiamo sono una forma, anche la Costituzione ha una forma perché è fatta di regole e se si rompono le regole della Costituzione, si rompe la Costituzione! Napolitano come politico ha un suo percorso, come tutti i politici, per esempio fu vicino al craxismo, poi la sua corrente *** con il craxismo ebbe più di un flirt glielo ha ricordato, è un uomo elegante come Gianni De Michelis che tra l’altro è stato condannato da un Tribunale italiano per corruzione, ma Berlusconi del fantasma di Craxi è la continuazione vivente e operante, con questo voglio dire che quando uno diventa Presidente della Repubblica fa un fatto implicito con gli italiani e tale patto prevede che egli diventi un’altra persona rispetto al suo passato e ciò che è stato per tutta la vita e cioè uno dice: io nel 1956 avevo un’ideologia stalinista, però oggi no, credo nella democrazia liberale e non approverei più l’invasione di un paese da parte dei carri armati e dunque posso essere capo dello Stato italiano, oppure come politico posso essere stato vicino all’ideologia del craxismo, ma ora sono il Presidente della Repubblica Italiana.

    Il giorno in cui Napolitano manifesta nostalgia di Craxi in qualche modo, allora viene proprio il desiderio legittimo e democratico di invitarlo a abbandonare il Quirinale e di andare a Amamet per stare al Quirinale si devono affrontare grossi problemi, si deve pagare un biglietto, non è una vacanza il Quirinale e questo biglietto è più caro di un biglietto aereo per Amamet!

  20. Il confine della terra di nessuno è stato oltrepassato. Servono iniziative sagge e efficaci. La sola protesta indignata non basta più e non’allontana lo spettro della complicità involontaria nascosta nell’incapacità di unirsi come un fiume inarginabile. Davanti a tanta impudenza e vigliaccheria perpetrata da ometti avidi e indignitosi con le mani nelle tasche e l’aria di chi crede convinto di aver preso tutto e tutti.

  21. SABINA GUZZANTI, FILM SULL’AQUILA
    Titolo a misura di blog
    Agli ultimi ciak il nuovo film di Sabina Guzzanti sulla città dell’Aquila colpita dal terremoto (una traccia per raccontare l’Italia). Manca ancora il titolo, così l’attrice romana chiede una «consulenza» ai blogger e a quanti frequentano il suo sito, proponendo una rosa di «possibili» titoli. Da «Essi vivono» a «Pus pus»; «Dove volano gli sciacalli»; «L’Aquila e lo sciacallo». Risposte immediate con mille indicazioni di titoli-parodia di film e opere celebri.

    da “il manifesto”

    😉

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