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Fonderie Pisano Salerno #BastaMorti

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Fonderie Pisano Salerno #BastaMorti

Questa mattina sono stati aggrediti alcuni tra giornalisti e ambientalisti presenti al presidio permanente davanti alle fonderie Pisano, un’industria che da decenni inquina la Valle dell’Irno e che dopo tutti i tumori denunciati nelle zone limitrofe continua a dichiarare di essere a “norma”

Arpac, ASL e comuni interessati si rimbalzano le responsabilità negando il monitoraggio costante che sarebbe necessario a tutelare i cittadini da chi (udite udite) dopo aver inquinato l’ambiente ha dovuto pagare una multa di ben 800 euro! Forse meno di quanto pagherebbe una pizzeria con la cappa non a norma.

Le istituzioni nazionali come sempre tacciono e chi cerca di denunciare le morti spesso viene disegnato dai giornali come un pazzo, Nel paese in cui i referendum non vengono rispettati e i presidenti non vengono votati chi vuol far valere i propri diritti è un alieno.

Davanti a questa notizia l’itagliano reagisce in due modi: il primo è fidarsi dei media e scimmiottare chi, con il proprio coraggio, lascia emergere il vergognoso disinteresse dei cittadini alla propria salute, il secondo è prendere coscienza che l’unico modo per riappropriarsi del diritto alla vita è combattere e dare il massimo del supporto alla causa.

Sono passati 6 giorni da quando Martina, una ragazza che ha avuto 5 decessi in famiglia, ha deciso di protestare pacificamente ad oltranza, con una tenda notte e giorno.

Scendete a sostenere questi cittadini oppure finitela di lamentarvi e regalate acqua, mare, aria e sogni agli affaristi di turno.. loro sanno certamente cosa è meglio per voi.

Seguite questa pagina per altri aggiornamenti >Presidio Permanente #fonderiepisano

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1 commento

  1. Eccomi spiegato perché il genero di una mia vicina di casa è morto così giovane, abitava in zona e mi sembra che lavorava anche lì…
    Inoltre… alcuni giorni fa ho accompagnato un mio amico al paese di famiglia, che domina sui pozzi di petrolio, in Basilicata. Salendo per la strada a tornanti, allargata dalla compagnia petrolifera per far scendere e salire i carichi straordinari, ma senza asfaltarla, noto una fonte con la scritta: “Acqua non potabile”. Ignaro di tutto, mi meraviglio e chiedo al mio amcio come sia possibile, lontana da centri abitati. Lui bofonchia qualcosa di incomprensibile, ma non gli chiedo di più, perché capisco che non ne sa molto. Poi leggendo Erri De Luca, sui reflui petroliferi altamente inquinanti della Lucania, mi si illumina la realtà… So’ cazzi…

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