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Un nuovo film su L’Aquila dopo Draquila?

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Dopo Draquila, un nuovo film su L’Aquila?

Un nuovo film su L’Aquila – Ieri una mia orrida fotona riempiva la prima pagina de Il Giornale per chiedermi di girare un nuovo film su L’Aquila (il secondo), sta volta contro la sinistra.

>> Guarda il film “Draquila – L’Italia che trema” <<

L’argomento è specioso perché Draquila non parlava della destra e della sinistra, parlava del berlusconismo come sistema di sospensione della democrazia e, dove non c’è democrazia, non ci sono destra e sinistra, c’è solo prepotenza e corruzione.

Però è da un po’ che penso a fare un nuovo film su L’Aquila  perché a lì ne succedono di tutti i colori, anche se, purtroppo, va tutto esattamente nella direzione prevista da Draquila 1.

Non ho ancora trovato chi me lo finanzia però, chissà come mai? Il primo ha avuto tanto successo…

Ieri vedendo “ilgiornale” ho pensato, non è che magari un nuovo film su L’Aquila me lo finanzierebbero loro?

Quindi formulo la domanda formalmente: mi date i soldi per farne un altro?

Non mi preoccupa il fatto che possiate intervenire sui contenuti, sono sicura che non lo fareste, lo dice sempre anche Sallusti alla tv.

Dico sul serio, lo facciamo? Ci aiutate a restituire L’Aquila ai suoi cittadini, al paese e al mondo e a toglierla dalle mani degli sciacalli?

Anche in rete si è acceso un dibattito sul mio film. E’ piuttosto difficile ormai che un film faccia discutere e che si continui a farlo dopo cinque anni dalla sua uscita, mi riempie di orgoglio.
Peccato che la discussione sia inquinata dagli schemi televisivi e il livello sia ancora non eccelso: “Allora, se ha fatto Draquila contro Berlusconi, adesso che rubba Cialente che fa sta zitta stacommunistademmerda?”

Devo quindi ricordare a quanti parlano evidentemente senza averlo visto, che Draquila non ha mostrato tanto la disonestà di Berlusconi, argomento per cui non mi sarei mai scomodata a girare un film data l’ovvietà, ha dimostrato il ben altro che ora vado ad elencare:

Draquila ha dimostrato:
1) che la capacità di controllo dei media da parte del governo era talmente forte, con buona pace di tutti quelli che lo hanno sempre negato a destra e anche a sinistra, da poter far credere al mondo intero che era già iniziata la ricostruzione dopo il terremoto. A questi slogan della propaganda hanno “creduto” perfino i giornalisti presenti e perfino i terremotati stessi che guardavano la città fuori dal fotogramma selezionato per la tv, spesso da Letta zio in persona.
 Il fatto che in tanti abbiano creduto l’incredibile dimostra anche che fossero entrate pesantemente in gioco fattori quali la paura e/o la speranza di un premio per la buona condotta da credulone.

2) che la Protezione Civile, ogni dove esaltata per le sue qualità di efficienza, umanità e razionalità, sotto la guida celebratissima di Bertolaso, si era trasformata, già da diversi anni, in una struttura di produzione di clientela e corruzione di mastodontiche proporzioni, tralasciando quasi del tutto la sua missione di Protezione Civile.
 Questa metamorfosi era avvenuta nel silenzio generale con la complicità di destra e sinistra e media di riferimento reciproci.

3) ahimè che L’Aquila non sarebbe stata ricostruita e che la vita dei suoi cittadini era stata distrutta nei suoi fondamenti civili, con premeditazione.

Un modello che non è solo italiano e non è solo “berlusconiano” ma che è stato applicato con la stessa scientifica precisione nelle catastrofi che si sono succedute negli ultimi quindici anni nel mondo: con l’alluvione di New Orleans, con lo Tsunami del 2004, con la guerra in Iraq (che ha avuto tutte le caratteristiche del cataclisma per milioni di iracheni).

Una strategia che va sotto il nome di Shock and awe (spaventa e sgomenta) che Naomi Klein ha ricostruito nel suo Shock Economy, che è di gran lunga a mio giudizio, il saggio più lucido sulla natura del neoliberismo. Vi consiglio vivamente di leggerlo. Vi prego di leggerlo.

Se fossi in voi lo leggerei insomma. A meno che non lo abbiate già letto e allora lo rileggerei come sto facendo io, che in realtà l’avevo solo sfogliacchiato.

A proposito di un nuovo film su L’Aquila, stasera da Santoro a avrò la possibilità di dire qualcosa sull’argomento.

>> Guarda il film “Draquila – L’Italia che trema” <<

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28 Commenti

  1. Scusa, sabina, ma perché non chiedi il finanziamento a tutti noi via web con un crowdfunding? Sarei il primo a partecipare

  2. CARA GUZZANTI, CONCORDO!
    LA SOSPENSIONE DELLA DEMOCRAZIA, DI PER SE’, NON PUO’ PREVEDERE SCHIERAMENTI.
    TUTTAVIA, IN QUESTO MAGMA DI PREPOTENZA E CORRUZIONE SAREI DELL’AVVISO DI OPERARE COMUNQUE UN DISTINGUO:
    1) C’E’ CHI “DRAQUILA” PERCHE’ MISERAMENTE CEDE ALLA “MISERA” CORRUZIONE (COME DIRE…? L’OCCASIONE FA L’UOMO DRAQUILA)…
    2)… E C’E’ CHI “DRAQUILA” PER DEFINIZIONE ( E QUESTI ULTIMI DOVREBBERO ESSERE PRIMI NEL REGNO DI REGINA COELI)
    COMUNQUE, NEL CASO QUELLI DE “iL GIORNALE” TI FINANZIASSERO UN DRAQUILA 2 PENSO CHE TUTTO AL PIU’ POTREBBERO CHIEDERTI, IN CONTROPARTITA, DI SPIEGARE CHE PER TUTTI I LORO AMICI C’E’ SEMPRE DA PREVEDERE L’AMMISSIONE DELLE “ATTENUANTI GENETICHE”

  3. Khmer Rossi. Un processo difficile
    di Raffaele Morani – 29/08/2011

    , come è stato possibile che non si accorgessero di nulla? Forse la risposta sta nella figura stessa di Pol Pot che, come molti dei suoi compagni, conosceva bene l’Occidente avendo studiato in Francia, e manteneva un profilo molto basso, rifiutando il culto della personalità e spersonalizzando il suo potere, mostrandosi sempre molto cordiale e sorridente coi suoi interlocutori, un sorriso seducente ma come scrive Idling «dietro quel sorriso c’era il più incapace e brutale regime del ventesimo secolo».
    SHOCK ECONOMY
    Naomi Klein
    Rizzoli 2007 in riferimento al libro dove nomina i Khmer Rossi è curioso che i capi avessero studiato in francia..
    è curioso anche :
    l’Eugenetica e l’Eredità Umana di Monaco di Baviera.

    Generalmente si crede che questo centro sia stato il propulsore culturale della “scienza razziale” nazista. La nozione va integrata. In realtà, questo istituto tedesco stentò ad operare (con il nome di Istituto Kreapelin) fino al 1925, quando le sue ricerche ebbero nuovo impulso dalla munificenza di un finanziatore di vasti mezzi. Quell’anno la Fondazione Rockefeller fece all’Istituto di Monaco una donazione di 2,5 milioni di dollari. Rif.

    Maurizio Blondet – «Avvenire», 29 settembre 2000

    di cose curiose ne accadono sempre prima di grandi disastri

  4. Capacità di controllo dei media da parte del governo? Quindi, tu affermi che i Santoro e i Travaglio e le Berlinguer e le Annunziata e le De Gregorio e i Lerner e la miriade giornalistica e antiberlusconiana raica e mediasettica e lasettica (ciò n’elenco di un centinaio di altri nomi che te risparmio per carità di patria) erano intimoriti e condizionati e tanto ingenuamente accecati e speranzosi da credere a quelli da te definiti proclami politici? Eh, e mica saranno contenti, sti giornalisti, de sta tua sconsiderazione.

  5. Chi, a proposito di Draquila parla di un film contro Berlusconi e pro-PD, o non l’ha visto, o è caduto (più o meno in malafede) nella solita logica, oggi predominante, del tifo, per cui, o stai da una parte (Berlusconi), o stai dall’altra (PD).
    Chi l’ha visto davvero non può non ricordare la tenda perennemente chiusa del PD, semicoperta dalla neve, muto monumento all’inettitudine con la quale anche la sinistra ha affrontato il post terremoto all’Aquila.
    Sarebbe veramente importante riuscire a girare Draquila2. Sarebbe una chiara testimonianza di come putroppo le cose stiano andando come paventato al termine di Draquila.
    D’accordo con quello che dici su Shock Economy. Analisi lucidissima della strategia utilizzata dal neoliberismo per manipolare il consenso, e piegare una popolazione prostrata da una catastrofe, ad accettare qualsiasi imposizione, purché dia l’illusione di risolvere i gravissimi problemi in cui versa.
    Non dimentichiamo le parole di Antonello Ciccozzi, proprio in Draquila: “Un ferito per terra è una persona più gestibile di qualcuno in forza”.
    Ci prenotiamo anche noi per un eventuale crowdfunding 🙂

  6. sarebbe bello rendere possibile un progetto ambizioso assolutamente indipendente…in cambio vorrei vedere tutti i nomi di chi ha dato il suo contributo sui titoli di coda…lunghissimi…

  7. Bravissima Sabina a “Servizio Pubblico”…predatori e affaristi purtroppo ci sono anche a sinistra (sempre se il pd è sinistra)…Almeno hai zittito i coglioni professionisti del tipo ““Allora, se ha fatto Draquila contro Berlusconi, adesso che rubba Cialente che fa sta zitta stacommunistademmerda?”

    Però almeno una frase contro quel (censura preventiva) di Salvini potevi regalarcela eh? 😉

  8. Bell’intervento di Sabina. Come un fiume in piena, per non interrompere il discorso capita spesso che resti senza fiato e parli in apnea per un paio di secondi con voce quasi strozzata. È tipico del suo modo di parlare, quando è emotivamente coinvolta. Bello.

  9. Cara Sabina Guzzanti,
    Non posso certo dire di essere un suo fan sfegatato, seguo pochissimo (in effetti meno di quanto dovrei e vorrei) questo suo sito, le sue pubblicazioni e le sue apparizioni pubbliche. In compenso apprezzai tantissimo Draquila e sarei felicissimo di godermi in sala un suo nuovo film s’inchiesta.
    Date le sue difficoltà, se ha bisogno di un contributo io ci sono! Anche solo per non darla vinta ai fratelli Vanzina che hanno ricevuto il finanziamento al posto suo.

    Cordiali saluti e in bocca al lupo!

  10. bell’intervento! …
    ci vorrebbe davvero un draquila 2, anche povero, anche breve, anche girato con pochi mezzi, anche distribuito solo via internet a basso costo o con acquisto on-line, perchè sarebbe anche simbolico della pseudo-democrazia (nella nostra forma stato-mafia-liberistica) che si rivela nel suo aspetto disumano e distruttivo … e si rivela anche la difficoltà di questo sistema, anche con la buona volontà di alcuni, di autorigenerarsi… nella sua difficoltà di modificarsi per migliorare… si scopre sempre che nessuno è responsabile, che anzi ha fatto del suo meglio… e come giustamente hai fatto notare il problema non è tanto punire qualcuno, eliminare i colpevoli, ma far si che qualcuno possa migliorare qualcosa, risolvere qualche problema…

  11. cara sabina, mi metto a tua disposizione per i fondi di
    draquila 2, posso aderire a un gruppo e ci mettiamo i soldi o qualsiasi cosa, certo capitali non ne ho …. Ho investito nel mattone nella cita dove vivevo. niente, non ho più niente,
    Mi occupo d’Arte visiva, sotto tutte le sue forme ma nulla da fare in italia. Ho lavorato per non morire grazie ad un amico negli stati uniti. Ecco mi metto a tua disposizione.
    Jacqueline

  12. SEI GRANDE CON TE PREDICHI LA VERA DEMOGRAZIA C’E’UN GRANDE ERRORE E MOLTO DIFFICILE FARE GLI ITALIANI SIAMO UNA MASSA DI PECORONI

  13. Sabina e tanto che te lo volevo domandare…
    Sei impegnata sentimentalmente? No … perché vorrei candidarmi , allora ? Che devo fare? Un referendum , fammi sapere.
    Comunque a parte gli scherzi sei bravissima a smascherare tutti gli inciuci e i malaffare dell’Aquila .
    Continua così.

  14. Ciao
    Per voi che sono bloccati, e vietato banca, se non si ha il beneficio di banche ed è necessario prestare denaro, in particolare, Aiutiamo le persone serie e oneste, in grado di rimborsare il prestito entro il tempo normale che che vogliono. Paghiamo € 1000 a € 1.350.000 in 48h 72h vedere più avanti. Il nostro inversione è fatto con un interesse del 2% su tutta la durata del rimborso a seconda della richiesta di prestito. Per ulteriori informazioni contattateci a questo indirizzo mail: Jessicapouto@outlook.com

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