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Disdire canone Rai: entro il 30 aprile si può

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Disdire canone rai

DISDIRE CANONE RAI: ENTRO IL 30 APRILE SI PUÒ

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I contribuenti che non posseggono un TV, per non vedersi addebitare il canone in bolletta, devono presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio all’Agenzia delle Entrate, secondo i termini e le modalità stabilite dal Provvedimento del 24.03.2016. In particolare, affinché la dichiarazione sostitutiva abbia effetto sull’intero canone 2016, deve essere presentata:

tramite servizio postale: entro il 30 aprile 2016;
in via telematica: entro il 10 maggio 2016.

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8 Commenti

  1. Per non pagare il canone RAI dovrei certificare una menzogna
    con posssibili risvolti penali?
    Io non voglio pagare il canone RAI ma allo stesso tempo dalla RAI non pretendo nemmeno il servizio.
    La RAI ha preso per il culo i miei nonni, i miei genitori e ora vorrebbe continaure con il figlio e i nipoti? Che vada a farsi fottere la RAI, la TV e anche la RETE per quelli che sono sfuggiti alla TV in quanto giovani e ora alle prese con altrettanti stregoni e relativi strumenti di pseudoinformazione.
    Ve la ricordate l’iniziale storia di Sky, dove alcuni anni fa si clonavano le tesserine
    con degli aggeggi elettronici e siti russi?
    La storiella finì rapidamente e ora se uno vuole Sky se lo paga,
    come si paga Premium.
    Quindi la RAI dovrebbe sapere che esiste la tecnologia per non farsi vedere da coloro che non vogliono pagare ma anche da coloro che non vogliono vederla fosse anche a gratis!
    La RAI dovrebbe sapere che se voglio un programma di cucina c’è l’imbarazzo della scelta del canale gratuito.
    La stessa cosa vale per programmi di canto, ballo, soap e altrettante stronzate!
    Quindi all’arrivo della bolletta pagherò con apposito bollettino compilato dal sottoscritto, solo l’importo corrispondente alla corrente elettrica consumata.
    Con l’ENEL io ho fatto e firmato un contratto di fornitura.
    Per contratto non ho firmato che mi facesse anche da esattore da parte dello Stato.
    Ho inoltre preparato un 22 pollici ancora a tubo, da lanciare al primo addetto RAI che suonerà al mio campanello di casa.

  2. Io credo che circa 9 euro al mese per avere un servizio pubblico si possano e si debbano pagare. Certamente la RAi non eccelle in tutto, ma ci sono anche buone trasmissioni di servizio, per cui tutto sommato l’offerta di viale Mazzini è discreta.
    Tuttavia tante carenza sono soprattutto dovute all’ingerenza “politica” nell’azienda che è il vero problema da risolvere.

    • Non voglio passare per quello che pretende un servizio senza pagarlo
      ma esatamente l’opposto: non voglio il servizio e non lo voglio pagare!
      Perchè spendere 9 euro la mese,
      100 euro in un anno per un servizio che non voglio utilizzare?
      Quando quei 100 euro potrei spenderli dal mio amico pizzaiolo che ha
      i figli a scuola con i miei?
      Hai mai pagato dei conti per qualcosa che non hai utilizzato, ordinato, consumato?
      E per non pagare la RAI, con tutta la tecnologia già esistente per non farla vedere
      ai non abbonati (come fa Premium, Sky ecc…), uno dovrebbe privarsi di un eletrodomestico che fa vedere le medesime stronzate, MA A GRATIS?
      Bisogna essere già abbastanza rincoglioniti nel guardare le altrettante STRONZATE GRATUITE trasmesse dalle altre reti, o le repliche delle repliche o paraculi per tutti i salotti, per tutte le salse ed opinioni.
      Dovrei anche pagare per farmi prendere per il culo?
      Che applicassero lo stesso terrorismo (NON TV – NO CORRENTE ELETTRICA)
      a chi dovrebbe essere applicato!

  3. Per farti due esami in un ospedale pubblico più una visita in tempi utili (a non morire) si arriva a spendere tranquillamente 300 euro in una botta, eppure la sanità dovrebbe essere un diritto.

    Idem con la RAI, se è vero che le reti Rai (ad esempio Rai storia, Rai 5 e quelle radio) fanno cultura più delle reti puramente commerciali, il tutto, in quanto di utilità pubblica, dovrebbe essere pagato con la fiscalità generale in proporzione al redditto, non con un assurdo canone uguale per tutti, anche per un pensionato che fatica a campare.

    Se poi ci si aggiunge che il grosso della programmazione è di basso livello, che è piena di pubblicità (e la pubblicità la paghiamo noi quando facciamo la spesa), l’ingiustizia è lampante.

    Sull’ingerenza politica la vedo più dura disquisire. Se deve essere un servizio pubblico è doverso che dei rappresentanti dei cittadini (i politici) vigilino e decidano su di essa, il problema sono questi rappresentanti, se sono indegni e la usano solo come strumento di manipolazione antidemocratico.

    Se davvero la politica deve essere totalmente fuori dalla RAI allora diventa una gigantesca o una serie di deboli aziende private e non mi pare che questo possa essere una garanzia di democrazia o cultura.

  4. in realtà, il canone rai si deve pagare anche se si ha una radio o un’autoradio, (“ricevitori radio fissi”, “ricevitori radio portatili”, Ricevitori radio per mezzi mobili”) come citato esplicitamente nei “Chiarimenti applicazione RDL n. 246/1938 – Canone Rai” del Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per la Comunicazione, prot. n. 12991 del 22/02/2012.

    il documento dell’agenzia delle entrate, rimanda esplicitamente a queste definizioni.

  5. Si paga il possesso del TV recivitore e dell antenna.Come paghi il possesso dell automobile. Poi se non la usi allo Stato non interessa . Capisco la mancanza di senso civico ma basta con questa disonestà intellettuale

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