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DEMOCRAZIA E SOVRANITA’ POPOLARE

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DEMOCRAZIA E SOVRANITA’ POPOLARE

Riflessioni sull’articolo di Barbara Spinelli e la crisi di democrazia e i rischi della sovranità popolare

Democrazia e sovranita’ popolare – Oggi su Il Fatto Quotidiano c’è un articolo molto interessante di Barbara Spinelli sul tema crisi della democrazia. Come al solito scrivo di corsa e approfitto dello “stile” blogger per poter dire brevemente quello che penso senza troppe preoccupazioni.

In sostanza la Spinelli dice attenzione a difendere troppo la sovranità popolare perché questa può portare al populismo come nel nostro caso.

La democrazia si fonda su equilibri sottili, qui il problema è che sia la borghesia nel difendere gli interessi di pochi, che la sinistra nel difendere il potere dei più deboli, sono sempre state eversive e hanno sempre coltivato la cultura dell’anti-stato.

Ricordiamoci di Gelli e Sindona, delle posizioni di lotta continua su Brigate Rosse e Calabresi, delle strategie delle banche di stato che sottilmente hanno aggirato le norme.

Dice: ” sono secoli che il pensiero liberale sostiene che la sovranità popolare può divenire dispotismo” e cita pensatori liberali.

La misura del decadimento ce la racconta la tendenza a ignorare gli allarmi di giuristi illuminati, la mancanza di solidarietà fra giornalisti.

Mi sembra che punti il dito giustamente da una parte sull’inadeguatezza della borghesia illuminata e sulla mancanza di considerazione per quel poco di buono che c’è in giro.

Se dovessi riassumere il pensiero che è emerso ai miei occhi è questo: non concentriamoci troppo sul difendere la democrazia nel suo significato originario di potere al popolo, usciamo da questa crisi mettendo al lavoro le menti che ancora funzionano per tornare a un sistema liberale, la democrazia tout court può essere anche pericolosa.

Io dissento, ma neanche, io sto riflettendo su questo punto come tanti e non sono sicura che questa sia la risposta.

Dopo l’esperienza nazista anche negli Stati Uniti è stata messa in discussione o meglio guardata con sospetto la massa che poteva trasformarsi in un mostro.

C’è una bellissima serie di documentari di Adam Curtis bbc che racconta come un certo Edward Bernays, nipote di freud che aveva i suoi bei dubbi anche lui sulla democrazia, basandosi sulla psicoanalisi sviluppa una teoria e una prassi per il controllo delle masse.

Questo pensiero, per farla molto breve e qui non potrei fare altrimenti, porterà a teorizzare il consumismo come garanzia della democrazia e la diffusione della cultura individualista che (facendola sempre molto breve e saltando tanti passaggi) porterà negli anni 80 alla vittoria di Regan e Thatcher ma soprattutto renderà una vera proposta alternativa impossibile, azzerando completamente la cultura della collettività come soggetto. Da quel momento in poi i partiti democratici e laburisti potranno anche governare ma non avranno più la capacità di imporre cambiamenti.

Voglio dire, può darsi che la sovranità popolare abbia delle controindicazioni ma pure la diffidenza per le masse ha prodotto danni. Siamo sicuri che il problema siano le masse ignoranti? E’ a loro che dobbiamo addebitare in questo paese la vittoria di Berlusconi?

A me sembra che il momento critico che stiamo vivendo sia da imputare proprio alla borghesia intellettuale e alla nostra classe dirigente. cosa può fare una persona qualunque con uno stipendio sui 1200 per non fare esempi tragici?

Una persona ricattata da ogni parte senza un sindacato che la protegga, un partito che rappresenti i suoi interessi, senza una sanità una scuola che funzioni, senza una fonte di informazione affidabile, senza punti di aggregazione dove potere scambiare opinioni, discutere come facciamo noi tra di noi? che sa di non potere avere giustizia qualora si rivolgesse a un tribunale?

Di cosa si deve nutrire, in nome di quali principi rappresentati da chi dovrebbe reagire?

Ieri Castelli da Santoro diceva: la sinistra non riesce più a interpretare la società, non riuscendoci cerca solo di distruggere Berlusconi in tutti i modi.

Non è una affermazione originale ma c’è del vero.

Sto leggendo un libro di un certo Ulrich Beck da poco tradotto in italiano: “La società del rischio“.

Qui ad esempio c’è un’analisi vera della società contemporanea. rispetto a una minaccia continua che viene dal cibo che mangiamo, da poteri occulti che scavalcano la democrazia, dall’aria che respiriamo, dai tessuti, dai materiali di cui sono fatti i nostri mobili e le nostre case, non c’è nulla che sia organizzabile in termini di ceto o gruppo sociale.

Il sistema industriale invece riesce a trarre profitto anche dal rischio e ci riesce sempre meglio, si pensi in questo paese a quanto rende l’economia dell’emergenza.

Abbiamo da una parte un potere così cinico da provocare morti sempre più frequenti subdole e indegne, dall’altra quelli che si propongono come razionali e umanitari che considerano le vittime come sostanzialmente incompetenti. se sapessero non si danneggerebbero.

La gente ignorante diffida degli esperti, dei tecnici perché è irrazionale. Ma non saranno invece i tecnici e scienziati a dovere ammettere il loro fallimento nell’aver creato una società irrazionale?

Mi sembra una buona domanda.

In questa fase di passaggio in cui stiamo salutando la nostra giovane democrazia, io vivo già con nostalgia le poche assemblee, i pochi momenti di discussione che incontro qua e là. Per quanto siano sempre più ostacolati da una totale mancanza di metodo, da un narcisismo straripante e assolutamente interclassista è importante verificare che le soluzioni vere si trovano con il confronto. Che a questo confronto possono partecipare tutti e la discriminante che porta o meno al successo non è la conoscenza, ma l’onestà intellettuale.

In altre parole la democrazia funziona. Certo la democrazia è fatta di divisione dei poteri, non solo di voto.

E’ fatta di rispetto, di curiosità per l’altro, ma questa è cultura e la cultura si crea con il lavoro, non si trova in natura. Il lavoro di chi maneggia la conoscenza deve essere un lavoro di approfondimento e di diffusione insieme.

L’approfondimento deve venire dal confronto con i nostri contemporanei, di ogni provenienza.

In altre parole l’articolo mi ha suggerito (mi rendo conto che magari è una sfumatura nel discorso ma si può parlare anche delle sfumature) che la soluzione presentata fosse, riprendiamoci noi intellettuali, attenzione a convocare il popolo.

Dico benissimo che ci siano èlite che indichino soluzioni ma con questo spirito: avendo io capacità intellettuali le metto a disposizione della comunità se non altro perché dalla comunità traggo vantaggio da chi ha capacità diverse dalle mie.

Non mi pare che si possa scongiurare il pericolo autoritario guardando con diffidenza alle masse.

Le ragioni del consenso popolare della destra negli ultimi vent’anni sono anche da cercarsi nel fatto che nessuno vuole essere considerato massa.

Le ragioni della diffidenza diffusa verso la borghesia intellettuale in questo paese hanno pure radici simili.

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15 Commenti

  1. …”Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

    Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri …

    Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la porta aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto!

    Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al suo cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.

    Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.

    Alexis de Tocqueville
    Tratto da: “La Democrazia in America”

  2. Penso che l’impoverimento culturale della “massa” sia uno dei corni del problema.
    Ceduto il muro delle ideologie, si è disperso il contenuto ideale che tanto velocemente abbiamo dimenticato.
    Su questo vuoto s’innesca il “nulla” delle destre, con l’idea totale che la democrazia è consenso “liberale”………….in un momento di massima crisi del sistema capitalistico così come la conosciamo.”Salire sui tetti” non è un atto “illiberale” o violento come si vuole accreditare, come rispondere anche “fisicamente” alle continue aggressioni “del diverso da me” non è “antidemocratico” se, oggi, si vuole equiparare l’attuale fascismo ad una idea di Democrazia….

  3. scusate se vado un’attimo fuori tema:

    brachino e il vice direttore del Giornale, a mattino 5, hanno mandato un servizio sul giudice Mesiano autore della sentenza Mondadori, un vero e proprio pedinamento a scopo intimidatorio, si può vedere sul blog di Grillo e anche sul blog di Piero Ricca; stanno veramente esagerando !!!!!!

    invito tutti a guardarlo e a mandare una mail a mattino 5 per dimostrare tutto lo sdegno:
    mattinocinque@mediaset.it

  4. Toxicity
    ingrandirò i caratteri di questo passo e non solo lo lascerò lungo il cammino (come di solito faccio quando incontro un’analisi così vera..)
    del mio quotidiano ma lo affiggerò col superattack su tante pareti.. parola mia!
    grazie assai! 🙂

  5. Attualmente in Italia democrazia non ce n’è.Il popolo non è rappresentato da chi fa le leggi ed è quasi completamente all’oscuro delle manovre politico-finanziarie ch ne decidono la sorte all’interno del sistema. Uno dei motivi principali è la disinformazione unita all’incapacità di scegliere tra ciò che è “vero” da ciò che non lo è.
    Almeno il 50% della popolazione italiana è incapace di capire quando un’informazione è distorta, manovrata da chi governa. E questo da che dipende? Mi verrebbe da dire dall’ignoranza.Nel senso che nessuno ha mai loro fatto capire come un meccanismo del genere possa avvenire.E quindi non sono in grado di riconoscerlo. Ma probabilmente non hanno avuto nemmeno la curiosità giusta e non si sono mai posto il problema.
    Il punto però non è quanto uno sia ignorante o meno.In un mondo sempre più specializzato la chiave dovrebbe essere nel sapersi “fidare” (se così si può dire) ovviamente con le dovute precauzioni, di chi in quel campo ne sà più di noi. E come si può affinare la capacità di riconoscere la qualità? attraverso la cultura, intesa come interpretazione di tutto ciò che assimiliamo, che percepiamo. Ma in questo sistema Italia cultura vera non viene trasmessa nei canali ufficiali.Le scuole non funzionano, il cinema o la musica main-stream molto spesso sono spazzatura, internet fornisce solo frammenti di fatti, pezzi di informazione usa e getta.
    Quindi cosa si assimila oggi? niente. Cosa si interpreta? il nulla.
    Penso che il popolo italiano dopo il fascismo si sia fidato di chi occupava il parlamento.Mi piace pensare che almeno la metà votasse con orgoglio e soddisfazione (anche se forse non è vero!). Ma poi è stato tradito dalla classe dirigente, e lo è ancora oggi. Continuamente tradito, imbrogliato, preso in giro senza nemmeno che se ne accorga.
    Allora penso che sia importante invece riappropriarsi del significato originario di “potere al popolo” e cercare con tutti i mezzi possibili di riportare in parlamento le persone scelte dal popolo attraverso le votazioni, che non abbiano processi in corso di alcun genere e che si ristabilisca l’uguaglianza tra me che faccio uno scippo e mi faccio 10 anni, e chi fa falsi in bilancio e non si fa nemmeno un giorno dentro.
    Ci sono dei “baletti” (per dirla all’annunziata) che vanno ristabiliti prima di mettere sul tavolo qualsiasi tipo di discussione in merito alla democrazia. di cosa parliamo se democrazia non c’è nè? prima rifacciamola…poi la discutiamo!
    Le masse hanno la loro responsabilità: oggi non possiamo più permetterci di pensare solo a noi stessi o di fidarci ciecamente di quacuno..perchè rischiamo la vita.
    E’ come il discorso sull’ambiente. Costruisco una casa abusiva a due metri dal mare perchè tanto lo fanno tutti. Fa niente se poi per godere di quella vista distruggo la costa.Tanto poi mi viene condonata. Di chi è la colpa, di chi condona la casa o di chi va ad abitarci?
    la risposta a questa domanda potrebbe salvare questo paese…

  6. secondo me ci sono masse e masse, intellettuali e intellettuali, borghesia di un tipo e borghesia di un altro tipo.
    Non esistono termini assoluti o soluzione nette a questo bel dilemma. Secondo me sia tu, sia la Spinelli avete ragione.
    Però sono convinta che sia una catena: a masse ignoranti e pericolose corrispondono borghesie corrotte e intellettuali sottomessi e scadenti.

  7. Sebbene la Spinelli dica cose che possono sembrare un po’ “elitaria”, rimane il fatto che un popolo culturalmente debole e facile da manipulare (quasi) a piacere. Per debolezza culturale non mi riferisco al fatto che uno abbia la terza media…ma se uno non legge mai, non ha relazioni rilevanti con il mondo esterno al di fuori della sua ristretta cerchia di “simili” (e’ paradignmatico che la maggior parte delle persone che hanno pensieri razzisti, non hanno mai avuto contatti con le persone che vorrebbero discrimane. ), hanno un’atteggiamento passivo rispetto a quelle poche e filtrarte informazioni che ricevono….beh da questa massa non c’e’ da spettarsi un granche’…Del resto, la TV ha avuto, prima tutto, un forte atteggiamento “passivizzante”…I regimi moderni non sono piu’ caratterizzati da un controllo delle masse perpetuate prevalentemente con la forza, ma da un uso massicio dei media..questo lo si dice sempre e bisognerebbe tenerlo presente ogni volta che si fanno ragionamenti sulla democrazia moderna. Senza contare sottili processi psicologici che, sfruttati volontariamente o meno dalle elite, consento il dominio sui piu’. Solo la psicologia puo’ spigare il periodico amore che molti popoli (specie se immaturi e culturalmente deboli) hanno per gli autoritari… poi se il loro autoritarismo si mischia con delle buffonate, machismo, ricchezza, donne, battute fuori luogo (ma che rendono il tipo simpatico), o stupidaggini come la battuta alla Bindi (Noi ci scandalizziamo, ma la “pancia” di una grossa fetta della massa la pensa come lui) e media che coprono, imbellettano, passivizzano, non spiegano una pippa della realta’ abbiamo ingredienti perfetti per un regime autoriatrio moderno..Noi facciamo l’errore di vedere tutte quete cosa separatamente, ma messi insieme danno la chiave del successo di S.B.
    Non solo l’Italia, Sarkozy e’ un’esempio soft e molto piu’ elegante di Berlusconi..Ovviamente lui si deve contenere, perche’ non ha tutti i media con lui e perche’, forse, i Francesi non gli permetterebbero molto di piu’

  8. Premetto che non ho letto l’articolo, quindi se quello che dico non c’entra niente mi scuso.

    Questo post mi ha stimolato una serie di pensieri, soprattutto sulla borghesia, però mi piacerebbe di più parlare di una sfumatura 🙂 ovvero del concetto di democrazia, e ovviamente brevemente.

    Il problema non credo risieda nella forma di democrazia, nel chi debba governare chi, o forse è soltanto una conseguenza. Esistono forme di democrazia differenti, più o meno buone, ma comunque differenti. La questione secondo me è che la nostra forma di potere è diventata peer-to-peer. Ovvero, non uno, dieci, cento che governano per tutti, ma uno, dieci, cento che governano i singoli cittadini e non una comunità.

    Il governo che trae la sua forza dalle emergenze esemplifica perfettamente questo scenario: non io governo che stanzio 50 milioni per la regione Abruzzo in un momento normale, sia per adesso che per le generazioni future, ma io che do a te direttamente quello che ti serve subito. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. L’anello si chiude, e tu sei vincolato a me, mica è lo stato ad essere intervenuto…

    Credo che si possa discutere di chi e quanto solo dopo avere deciso il come.

    Una democrazia non serve soltanto perché venga rispettato il legittimo volere della maggioranza. Una democrazia serve anche a garantire i diritti della minoranza. Soltanto così si possono governare tutti e non ognuno – vabbè, scusate la sviolinata finale, forse me la potevo evitare…

    Per riprendermi, WeWantToBeDemocratic!: http://www.youtube.com/watch?v=yU3OL4Evc9g

  9. Bisognerebbe proprio fare delle modifiche alla Costituzione…si per blindarla ancora di più. Da attacchi di governanti e popolo scellerato.
    Ci vorrebbe qualcosa, qualche nuovo articolo, che renda ancora più difficile la sua modifica o l’attacco alla Costituzione

  10. L’unica vera “blindatura” della Carta Costituzionale è la capacità “del popolo” a difenderne lo spirito e renderla sempre più “reale”. 🙂
    Con quali strumenti? Con quelli previsti dalla Carta stessa nella sua interpretazione originale, tenendo conto che il “nuce” è frutto della guerra di liberazione dal nazifascismo che con la Carta Costituzionale voleva “codificare” l’ipotesi di un nuovo Stato il cui punto fermo è la democrazia, ovvero il “potere del popolo”.
    Al contrario di ciò che è ora. Se dovrà essere che la parola torni al “popolo”, non alla “maggioranza”, facciamoci trovare “pronti” e ad ognuno….il suo! 🙂

  11. …ooopss…
    (…..che con la……..)…

    L’unica vera “blindatura” della Carta Costituzionale è la capacità “del popolo” a difenderne lo spirito e renderla sempre più “reale”. 🙂
    Con quali strumenti? Con quelli previsti dalla Carta stessa nella sua interpretazione originale, tenendo conto che il “nuce” è frutto della guerra di liberazione dal nazifascismo. La Carta Costituzionale voleva “codificare” l’ipotesi di un nuovo Stato il cui punto fermo è la democrazia, ovvero il “potere del popolo”.
    Al contrario di ciò che è ora. Se dovrà essere che la parola torni al “popolo”, non alla “maggioranza”, facciamoci trovare “pronti” e ad ognuno….il suo! 🙂

  12. Scusate l’O.T….ma è troppo ghiotta…

    BERLUSCONI: MINACCE IN LETTERA A RIFORMISTA

    (AGI) – Roma, 17 ott. – Il quotidiano ‘Il Riformista’ ha ricevuto una lettera contenente minacce nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del presidente della Camera Gianfranco Fini e del leader della Lega Umberto Bossi. A confermarlo e’ stato il direttore Antonio Polito.
    Nella missiva, firmata Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente, si indicava le 23:59 di ieri come termine ultimo entro i quali i tre esponenti politici avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni.
    “Lasciate la politica e il primo (Berlusconi ndr) si consegni alla giustizia comune perche’ in quella comunista la sentenza sara’ inevitabile”, si chiude il messaggio consegnato alla Digos di Roma.

    (Da verificare: che tipo di lettera (volantino, minuta, ecc.ecc.) (modello media)
    la data e l’ora del ricevuto lettera (tempistica )
    verbale di consegna alla digos (traccia)

    ….la “fantasia” al potere…… 🙂 solo che oramai questi sono in deficit di credibilità… 🙂

    Cambiate spacciatore, vi conviene per una sana “informazia”…. 🙂

  13. luPieru ha detto la cosa più semplice quasi banale e reale che si potesse dire.
    la democrazia non si distingue dal consenso popolare e basta , perchè il consenso popolare lo possono avere dittatori di ogni specie e di ogni natura e nonostante questo consenso non sono in una democratici !!
    l’elemento base di una democrazia in un paese , si chiama cittadino , questo è contraddistinto da una capacità propria di autonomia e implicitamente di libertà , in una serie di valori assunti in diritti e di doveri che sono l’espressione di una pari dignità che ci si riconosce reciprocamente tra cittadini.
    in italia non c’e’ democrazia , e non c’e’ oggi più di ieri con la crisi che abbatte posti lavoro , perchè gli italiani non hanno dignità e non sono liberi , perchè non c’e’ parità.
    senza la dignità di un lavoro un individuo non può essere cittadino , e la società spesso non lo riconosce come pari , come uomo libero, succede poi anche che il lavoro necessario all’uomo e cittadino , assuma la forma di schiavitù , nel lavoro nero , malretribuito o mairetribuito , in una sorta di capolarato che comincia a ripagare i propri lavoratori con le botte.
    in francia sono 25 che hanno affermato senza replica che la loro vita non era più degna di essere vissuta senza un lavoro degno[e succede anche in italia].

    non c’e’ democrazia in questo paese : perchè c’e’ la disoccupazione !! perchè il lavoro è un privilegio. la democrazia , negli obiettivi che ci si è posti nella carta non è solo istituzione , ma è la formazione dei cittadini e della cittadinanza. in questo paese non c’e’ democrazia perchè non ci si riconosce come cittadini : è il teron che viene a rubarci il lavoro ,ed è sempre il lavoro e la mancanza di questo che risalta e rende spontaneamente in questa società gli uni diversi dagli altri;
    a livello istituzionale poi come diceva lupieru una democrazia ancora esiste anche se la stanno martellando per renderla una dittatura ad orientamento feudale;

    la spinelli , è ‘na poveraccia , d’umanità e di sentimenti , che chissà dove ha vissuto in tutti questi anni; sostiene che la colpa è della gente perchè va a votare , e quindi materializza quel consenso popolare che legittima; la differenza principale in quel voto di consenso , è che un elettore quando va a scrivere il nome di un proprio concittadino [almeno fino a qualche tempo fa] , è sicuro di votare un cittadino !!
    oggi più che mai non c’e’ democrazia , perchè non c’e’ un cittadino al governo , e non sono tanti i cittadini che stanno in parlamento;

    è evidente che una come la spinelli , e quel buffone di rutelli , hanno in mente una società senza pari , e dove i principi debbono essere i comandanti della società , ma questa storia a me personalmente mi sembrava d’averla già letta : e dove un tal duce a un certo punto ruppe le corna ai principi borghesi e dimostrò loro di essere lui il migliore; [se dovesse ripetersi la storia , io dal canto mio , sto a guardare]

    p.s. dare una lettera minatoria al riformista di polito , è come volerla dare a vespa ma purtroppo è un po’ troppo chiacchierato. è come fornire delle prove schiaccianti su un delitto a libero , o come fornire una intervista esclusiva a studio aperto; la missiva non può che essere arrivata da mattino cinque;

    p.s.s. e i cappuccino taliban ? i taliban hanno consegnato un papello al comandante italiano in afghanistan ?

  14. RILEGGERE OGGI l’articolo ma sopratutto i commenti fa capire come gli ideali sinistroidi (che si ritengono di sinistra in realtà sono statunitensi) siano stati abilmente manipolati e siano diventati gli ideali DEL COMMERCIO, DEL CONSUMISMO, DELLA FINANZA e DELLE MULTINAZIONALI.
    Ma molti ancora non capiscono quanta filosofia padronale ci sia dietro l’elogiare il lavoro femminile chiamandolo emancipazione – per fare un esempio.
    Per fare un’altro esempio: i media – tutti partecipati da banche e gruppi finanziari – sono cosi buoni da spingere all’accoglienza e all’integrazione o pensano solo a come avere manodopera a basso costo e far crollare le conquiste dei lavoratori grazie alla spropositata domanda di lavoro?
    Gli esempi potrebbero continuare all’infinito

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