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Riflessioni sulla crisi italiana

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La «buona fede» del Professor Monti

Riflessioni a caldo sulla crisi italiana

 

Un articolo preso dal sito Global Project su Moti, governo tecnico, crisi della democrazia, che mi sembra possa interessarvi.

Aggiungo che l‘inadeguatezza della classe politica in questa circostanza ha raggiunto il paradosso.

Dopo un governo di destra che ha agito fuori dalle regole e dalla costituzione e una opposizione che ha sempre minimizzato il problema, che lo ha sempre considerato marginale fatta eccezione delle settimane che hanno preceduto gli appuntamenti elettorali, in cui tornava ad essere oggetto di attenzione puramente retorica, difronte al disastro che ne è scaturito la classe politica tutta si tira indietro e chiama un “tecnico”.
Tu chiami una ditta per costruire un palazzo, passano i mesi, si buttano i soldi, quando quel poco che è fatto crolla e la ditta dovrebbe giustificarsi e pagare la penale del contratto la ditta risponde: facciamo una cosa: chiamiamo una ditta di costruzioni, osserviamo come lavora e appena fanno qualcosa che non ci piace li cacciamo e comunque quando hanno finito le costruzioni tornano a noi.

Berlusconi si è dimesso ma l’esperienza non è stata digerita e superata democraticamente.

Con questo non voglio dire che si debba andare al voto. Tutti sostengono che sarebbe un suicidio e sembra così anche a me. Prepariamoci però ad affrontarlo questo tema e a farlo seriamente.

Non sembra assurdo anche a voi che per politica si intenda quella classe che utilizza il denaro pubblico per la clientela e che quando i nodi periodicamente vengono al pettine invoca “i tecnici” per non prendersi la responsabilità dei danni che ha provocato, riportare un po’ di ossigeno per poi ricominciare come prima e peggio di prima?
Il tutto ogni volta con richiami all’unità e alla patria a cui si aderisce per disperazione.

Quando regna la politica il dibattito pubblico è inibito dalla censura, dal controllo politico delle carriere in ogni campo.

Quando il sistema parassitario va in crisi, il dibattito è inibito per ragioni di patriottismo e diventano oracoli ora i Fiorello, ora i Buffon.
Come se ne esce, senza che le intelligenze possano dare il loro contributo, finché l’alternanza è solo alternanza tra corruzione e retorica della liberazione?

La «buona fede» del Professor Monti***

Riflessioni a caldo sulla crisi italiana

12 / 11 / 2011

Pare essersi conclusa l’avventura di Mister B. Questa anomalia tutta italiana, che ha tenuto in scacco il Paese e reso monolitico il dibattito politico per più di un quindicennio, sembra volgere finalmente al termine. Non possiamo che gioirne. Al contempo, però, confessiamo che l’interrogativo che sembra dominare le migliori menti della sinistra italica in questi giorni, ovvero se con Berlusconi sia effettivamente declinato anche il “berlusconismo”, non ci appassiona affatto. Non tanto perché non vi siano ancora tracce nella società italiana di questo sottoprodotto culturale che ha fatto della sottomissione al potere e ai suoi codici più arcaici il suo carattere distintivo, quanto perché questo sembra aver fatto posto ad un dispositivo, culturale e politico, assai più insidioso.

Crediamo anzi che il passo indietro compiuto da Berlusconi sia da salutare con entusiasmo soprattutto per un motivo: perché toglie il velo, finalmente, su quali siano, in questo momento storico, le reali condizioni della politica.

Si potrebbe dire con una battuta, che il vero tema che dovrebbe interrogare i movimenti non sia semplicemente il Governo Tecnico, ma la nuova “tecnica del governo“. Da lì si parte. Dal commissariamento, hard o soft che sia, della cosiddetta democrazia da parte delle grandi istituzioni finanziarie. La “tragedia greca” dimostra con estrema chiarezza che nonostante sia oramai impossibile il raggiungimento dell’obiettivo dichiarato e imposto da Bce, Commissione europea e Fmi, cioè scongiurare il default, il processo politico attivato permane, e continua a funzionare indisturbato.

La compressione dei diritti sociali, lo schiacciamento dei salari, la privatizzazione del pubblico, la sottomissione della residua sovranità statuale, sono in realtà le componenti più visibili di una nuova accumulazione originaria che sta edificando un nuovo ordine sociale e politico.

In questo particolare contesto, chiedersi se vi sia o meno “buona fede” nell’azione di un emissario della Goldman Sachs come il Professor Mario Monti, sfiora l’ingenuità quando non rischia di tradire la “cattiva fede” di chi pronuncia una simile frase. Tuttavia, non è affatto vero che tutto sia uguale a tutto: possono darsi, in questo processo che imbriglia le funzioni di governo – che stabilisce cioè ex ante contenuto e finalità delle misure in campo economico – mille variazioni sul tema. Ma, appunto, il “tema” rimane lo stesso e non è disponibile ad esser sottoposto ad alcuna “scelta” elettorale. Quella “scelta” ricorda da vicino la “libertà” degli operai della Fiat di rifiutare, con il referendum nelle fabbriche, il diktat di Marchionne.

Il dibattito che sta animando le forze politiche in questi giorni non riesce a superare questo stato di cose. Viste da questa prospettiva, le «ferree condizioni» poste da Vendola sul tavolo delle trattative sul post-Berlusconi, non sembrano altro che delle esili “foglie di fico”.

La più evidente è quella riferita alla proposta di patrimoniale: qui, è bene ricordarlo, non si tratta di una misura di natura redistributiva, ma di una diversa fonte per riversare denaro nelle banche private. Allora occorrerebbe rimettere la discussione sui suoi piedi, affermando con coraggio che il punto, in tema di macelleria sociale, non riguarda solo la tipologia di carne da spezzettare e neanche la “rispettabilità” e il curriculum del macellaio. Senza dire esplicitamente che gli italiani non devono ripagare il debito delle banche private (ciò che economisti come Krugman definiscono default selettivo o ristrutturazione del debito), non si esce dai confini stabiliti della lettera della Bce, e senza questo, non v’è alcun programma “alternativo”. Delle due l’una.

Perché il problema non è il Governo Tecnico, né quello politico: il problema è la sua “missione”.

Esistono forze in grado di sovvertire il quadro, di produrre un mutamento radicale, di sovvertire la mission dei governi europei? I movimenti stanno faticosamente costruendo una nuova composizione dei segmenti sociali stritolati dalla crisi, ma questa non sembra ancora capace di qualificare efficacemente un rapporto di forza sociale e politico. In questo scenario il salto delle opposizioni nell’arena del governo assomiglia troppo ad un salto nel vuoto. Che è innanzitutto un vuoto di democrazia. Costruire l’alternativa alla dittatura della finanza, immaginare la democrazia dei beni comuni, farlo insieme al 99%: questa è la scommessa che abbiamo davanti.

*** Andrea Alzetta, Alberto De Nicola, Simone Famularo, Eva Gilmore, Fabrizio Nizi, Francesco Raparelli, Lorenzo Sansonetti, Emiliano Viccaro

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25 Commenti

  1. io dico…..senza bandiere ne vessilli …..rivoluzione sociale…

    sciopero della fame…occupazione “pacifica” delle piazze…questi politici non ci rappresentano…..si tirano indietro nei momenti difficili…riprendiamoci la democrazie…

    ridistribuzione della ricchezza..prioritaria per la sopravvivenza di questo paese….

  2. io dico…..senza bandiere ne vessilli …..rivoluzione sociale…

    sciopero della fame…occupazione “pacifica” delle piazze…questi politici non ci rappresentano…..si tirano indietro nei momenti difficili…riprendiamoci la democrazia…

    ridistribuzione della ricchezza..prioritaria per la sopravvivenza di questo paese….

  3. La faccenda della caduta del velo per vedere meglio chi ha usato B. come alibi, l’avevo appena scritta.
    io dico che si deve esigere quello che è stato fatto in Islanda, se ne parla da tempo. Non possiamo pagare noi privati cittadini e comunità italiana il debito delle banche, le speculazioni dei finanzieri.
    Che questa domanda sia posta esplicitamente da noi, e se le cose stanno come temo, si vada in piazza, ma ad oltranza.

  4. Aggiungo solo che quello che accade in vasta scala in politica, cioè la corruzione, la mafia, le ruberie, procure che non aprono le inchieste, è esattamente ciò che accade ai livelli più “bassi” dove a pagare le conseguenze dei crimini più atroci sono le vittime, mentre i pietismi salvifici, e le giustificazioni (e le scarcerazioni) per i carnefici, si sprecano (e di ciò dobbiamo “ringraziare” molto anche la sinistra).
    Buona serata a tutti…

  5. So che sono il SOLO in italia a sostenerlo, ma #stiamosbagliandotutto! non esiste un solo manuale dI ECONOMIA POLITICA CHE SOSTENGA COME TAGLI E TASSI STIMOLINO LA CRESCITA ECONOMICA.
    l’UNICA VERA SOLUZIONE è IL TAGLIO NETTO DEL DEBITO, TRAMITE UN DEFAULT SELETTIVO. cHE POI NON E’ DETTO CHE LACRIME E SANGUE SCONGIURINO NECESSARIAMENTE IL DEFAULT, QUINDI MEGLIO ATTUARLO COSCENZIOSAMENTE SUBITO CHE SUBIRLO PASSIVAMENTE POI.
    http://www.facebook.com/defaultselettivo

  6. purtroppo la sempre sbandierata da tutti democrazia e’ da sempre la piu’ grande presa per il c che i potenti hanno inventato , il voto di un c one vale quanto quello di chi si sbatte a cercare di non esserlo , un c one e’ cosi malleabile che si riesce a far votare a destra un operaio , c one al punto di considerare normale e giusto i mega compensi per i dirigenti ecc ecc , io credo che VERAMENTE ci siano tutte le ragioni per una rivolta non utopica ma pragmatica , bisogna impedire alle teste di c di nuocere , anche se sono in tanti , il nostro paese e’ diventato un simbolo , una piccola america dell’eterna lotta del bene e del male , gli usa hanno avuto l’assassinio dei kennedy , l’11 . 9 gestito ad arte e FORSE anche programmato dal Male nelle persone varie , la finanza in mano a squali , noi abbiamo avuto andreotti , ecc ecc
    il male se l’e’ sempre cavata e anno dopo anno si sta chiedendo se il bene e’ rincoglionito perche’ non c’e’ proprio piu’ gusto , bisogna che piu’ gente possibile capisca che la storia dell’umanita’ e’ sempre stata una lotta fra il Bene e il Male , o piu’ semplicemente per non fare il flippato fra le teste di c o e gli altri , saro’ un flippato ma mi ” diletto ” a pensare che forse siamo finalmente arrivati a uno scenario da signore degli anelli , da RISVEGLIO Globale contro le forze del Male , o semplicemente contro le teste di c …

  7. sempre sullo stesso tema ci tengo a ribadire che i politici NON sono tutti uguali , bersani sara’ un c… one , prodi moscio , la bindi impreparata , ma hanno scelto di stare dalla parte del BENE , E GLIELO SI LEGGE IN FACCIA , contrariamente ai vari alfano , bondi , le puttanelle gasate ecc ecc , un de magistris e’ un gigante confronto ai vermi del pdl , la giustizia trascendentale fa si che la m a che hanno nel cervello trasudi nella faccia , sempre che si sia abbastanza ” sensibili ” per accorgesene , si gasano pure questi PORCI con le ” ali ” ( del gasamento ) , vedasi il ciellino doc formigoni e il suo dito medio , contro queste merd acce L’ODIO E’ INSUFFICIENTE …

  8. condivido (e ritrovo) l’elisabetta dei “vecchi” tempi e il grande nino….mio malgrado non sono in accordo con pierluigi qundo definisce una parte politica il bene…..ma quale bene sono come gli altri…..guarda tutte le leggi che hanno elargito soldi ai partiti…portano anche le loro firme….e per altre leggi non mi interessa l’astensione..io voglio il voto contrario…
    comunque caro pierluigi parli bene di una parte politica che in questo momento cerca di intrufolare nel governo tecnico il sig.sottile AMATO…il peggio del peggio….colui che l ricchezza non la vuole certamente distribuire…..comunque sei libero di sceglierti il tuo destino…auguri

  9. L’odio purtroppo….è un sentimento umano…e si esprime in una forte avversione o una profonda antipatia. Spesso chi odia sviluppa la volontà di distruggere l’oggetto odiato, e la percezione della sostanziale “giustizia” di questa distruzione: tu pierluigi…. senti che è giusto distruggere ciò che odi…. nel tuo caso non consideri i soggetti che odi come essere umani…..mappunto oggetti invece che soggetti.
    e questo non ci portera’ alla vittoria ma alla sconfitta….ti ricordi la nostra manifestazione sfociata in violenza per colpa di quattro cialtroni???tutti i midia hanno parlato solamente di loro…ci hano rubato la scena…..la strada per la sconfitta…

  10. Inadeguatezza della politica.
    E’ stato il problema fino ad ora e persiste.
    La politica fallisce e si chiamano i tecnici.
    Come a dire che abbiamo provato a far lavorare i dilettanti e hanno fallito. Ora cerchiamo qualcuno competente che metta le cose a posto.
    Come? Cercando di cavare l’ultimo sangue da chi ha già dato, o un po’ da chi non è ancora stato toccato.
    Solo tecnici, dicono. Ci vuole discontinuità col passato.
    Forse non con il trapassato, visto che si tira in ballo Amato.
    Oppure ci devono spiegare quale sorta di discontinuità scorgono tra Letta e b.
    Continua ad esserci ignoto il motivo per cui tutti indiscriminatamente considerino Letta un galantuomo, un servitore dello Stato al di sopra delle parti.
    Ma solo pochi mesi fa non compariva tra gli intercettati nell’affaire P4?
    Bah, sarà memoria parzialmente scremata.
    Inoltre troviamo rivoltanti i continui richiami alla pacificazione e alla responsabilità; ‘il passato è alle spalle’.
    Riteniamo questo discorso assurdo. Buttarsi alle spalle tutto ciò che è stato se non l’unica causa, una forte concausa dello sfascio in cui ci troviamo, non ci sembra affatto responsabile.
    E comunque cercare la ricetta per uscire da questa crisi con gli stessi strumenti che l’hanno causata lascia quantomeno perplessi.
    Altro che tecnici. Forse occorre davvero sterzare per cambiare strada.

  11. Pierluigi ha rason, ma non è odio, è ribrezzo.
    Per Monti, già è positivo che ha sentito le rappresentanze sociali. Dovrà muoversi in maniera diversa da come è abituato a lavorare, non dovrà favorire le banche ma una nazione. Bisogna essere attendisti, positivamnete,

  12. ecco il salvatore della patria…il potere fatto persona:
    Monti fu consigliere di amministrazione della Gilardini (1979-1983), di Fidis (1982-1988), di Fiat (1988-1993), della Banca commerciale italiana (1983-1994), della sua amata Rizzoli editore (1984- 1985), dell’Ibm Italia (1981-1990), della Ibm Semea (1990-1993), delle Assicurazioni Generali (1986-1993) e della Aedes (1993-1994). Incarichi dunque soprattutto nella galassia Agnelli, ma anche in società della Milano bene che poi sarebbero finite a Carlo De Benedetti (come Aedes).

  13. Quanto vorrei essere lì a darvi una mano, Sabi!!
    In bocca al lupo, siamo con voi!

    Che dire. Io ho il timore che le teorie “paranoiche” non sia infondate…
    Che si prospetti un panorama di guerre che noi europei avvertiamo come “soft” perché non sul nostro territorio, almeno non direttamente. Che si voglia mantenere anche in Italia, ma non solo, un perenne stato di semi-crisi, in cui la maggior parte della gente possa solo sopravvivere, e abbia abbastanza paura di finir male da non alzar la testa. Invece di cambiare il sitema delle cose.
    Io non voglio continuare ad oliare all’infinito lo stesso malefico ingranaggio..

  14. Alcuni piccoli suggerimenti…da Bocciare la maggiorazione dell’Iva (aumenti indiscriminati dei generi di consumo e maggior inflazione ) ma soprattutto boccio una politica che pur avendo avuto la possibilità non è stata in grado di fare gli interessi del paese….. e cioè fare le vere riforme quelle che devono per esempio portare ad un fisco più equo e per tutti. Ci vorrebbe il coraggio di far pagare meno ma a tutti (abbassamento delle aliquote di tassazione)
    È rilanciando i consumi che si rilancia anche la produzione e non attraverso una maggiore pressione fiscale».
    sviluppo delle imprese….
    È ormai davanti agli occhi di tutti…. che non si può immaginare di far ripartire l’economia se non si mettono in campo riforme profonde quali? il sig. Monti deve andare verso un alleggerimento della spesa pubblica e del costo del lavoro e verso l’azzeramento di sprechi nella politica. Fonti di entrate dovrebbero essere garantite da una dura lotta all’evasione e all’elusione fiscale…..ancora le azioni che ormai da tempo aspettiamo: semplificazioni e riforma della pubblica amministrazione…modernizzazione del welfare e delle relazioni sindacali… privatizzazioni di quote importanti di patrimonio immobiliare e mobiliare pubblico e speriamo di cavarcela….grazie

  15. Caspita! Ben tre donne … tanto per dire come andrà a finire anche questa volta…
    E dire che siamo il 60 e più% della popolazione…
    Come si vede anche dai ruoli nelle aziende, sanità inclusa.
    Dove i primari donna sono mosche bianche, e ti viene concesso un percorso di cura “al femminile” solo se sei musulmana o hai tipo di cancro femminile (e nemmeno sempre): due situazioni non privilegiate, direi.

    Per il resto, ero molto ansiosa di vedere chi sarebbe stato all’istruzione…:-(((( no comment.
    Care amiche insegnanti che avete sospirato di sollievo quando la Moratti se ne è andata, per poi beccarvi la Gelmini, adesso vedrete che buon…profumo.

    E Caro Tommasi di Lampedusa, che non tramonti mai…

  16. i banchieri di dio…

    e’ rinata la d.c dei banchieri……alla faccia di bersani..e
    comunque due persone vicine al cavaliere ci sono……la savino e catricala’ molto amico di letta…..una notizia ogge la gurdia di finanza ha perquisito la sede della bocconi e il cavaliare e’ stato assolto nell’inchiesta mediatre….capito le dimissioni????

  17. E IL VATICANO DISSE: “PIU’ IMPEGNO DA PARTE DEI POLITICI CRISTIANI”
    PIU’ IMPEGNO DI COSI’….OGGI E’ RINATA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA…RIDETE GENTE RIDETE…SIAMO TORNATI INDIETRO DI 20 ANNI…..

  18. E TU SABINA COSA DICI???, che squadra! Passera, prima “postino” e poi “bancario”, che ha sfoltito con colpi di scure sia l’ente poste e poi la banca. Nessuno ricoda i licenzioamenti del caro passera?? Ah, i sindacati erano d’accordo e lo saranno anche in seguito???

  19. MA PAssera non è in conflitto di interessi, ha prestato i soldi a Montezemolo per far viaggiare i trenini e adesso fa il minis$tro dei trasporti ahahahahah MA CHE CI IMPORTA TANTO NON C’è PIù BERLUSCONI!!!!

  20. Mi verrebbe da dire: ma ci pensate? Ci siamo tolti dalle palle anche la Gelmini (e Brunetta, ma ve lo ricordate Brunetta?)…

    Purtroppo temo che la situazione debba marcire ancora un po’… Prima che tutti capiscano davvero. Tutto quello che c’è da capire.

    Apodittico, lo so 😀 ma per ora non si può dir altro, nè di meglio…

  21. e’ veramente incredibile! tra 1000 persone elette da noi e da noi profumatamente remunerate per svolgere un lavoro di importanza fondamentale non ne esiste una che abbia il senso civile di assumersi la responsabilita’ di scelte in momenti difficili. non solo! applaudiamo e festeggiamo il nostro caro presidente che non ha il coraggio di sottolineare una situazione cosi catastrofica. come si fa a dire che questa e’ una squadra “sobria” quando nella sua compagine esistono banchieri da 500.000 euro al mese di stipendio. Queste persone, non solo per la loro storia ma soprattutto a causa di un deficit “ambientale” della loro visione, saranno sempre molto lontane dalla comprensione dei problemi del paese.

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