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Cosa accade se l’ Italia va in default

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Cosa accade se l’ Italia va in default

Ho letto i vostri post all’articolo su de andré, alcuni li ho trovati davvero toccanti.

Mi sembra che in linea di massima siamo sulla stessa onda. Ci sono anche dei commenti di persone che non hanno letto attentamente, per la fretta di scrivere, ma va bene.
Lo prendiamo come entusiasmo e voglia di partecipazione.

Non so quanti di voi si intendano di economia, io no. Sto cercando di fare passi avanti e vi propongo questo articolo trovato su “comedonchisciotte” che mi sembra interessante e magari col contributo di tutti riusciamo a capire se è una proposta valida o una sparata.

Ne pubblicherò degli altri in modo che possiamo divertirci a ragionare sui possibili scenari del futuro.

Ieri ho visto “The Wrestler” con Mickey Rourke e ve lo consiglio.
Un piccolo film ben fatto. Asciutto, bella macchina a mano. Disperato senza lacrime.
Ben scritto, ben recitato.

Quando si dice “default”, immediatamente agli italiani vengono in mente le scene viste nel caso argentino, dando la scorretta impressione che in caso di default succeda automaticamente quanto avvenuto nel paese sudamericano. Pochi sanno, per esempio, che il default dei conti pubblici e’ gia’ avvenuto diverse volte in Europa, per esempio in Spagna. E non si sono viste quelle scene.

In realta’ un default ha effetti devastanti solo in precise condizioni valutarie, come quelle che l’ Argentina ha ottenuto seguendo le politiche assurde dell’ FMI. Senza tali condizioni, il default produce semplicemente l’impossibilita’ del governo di pagare tutte le spese correnti, nonche’ tutti i titoli di stato, che vengono normalmente pagati solo in piccole percentuali e solo delazionati nel tempo.

Di conseguenza, un default italiano (i cui prodromi fanno capolino in questo periodo sul mercato dei titoli) non sarebbe necessariamente un disastro di tipo argentino,ma quel che e’ peggio, potrebbe essere il miglior regalo fatto alle giovani generazioni. Vediamo perche’.

Il primo concetto da capire e’ che agli attuali tassi di interesse e di crescita l’ Italia non ha NESSUNA possibilita’ di pagare il proprio debito. E neanche di ridurlo. MAI. Puo’ rientrare nei parametri di Maastrich riguardo alla sua crescita, ma solo per pochi anni , dopodiche’ l’esigenza di investimenti lo rendera’ impossibile.

La grande menzogna, sostenuta da tutti i governi di ottuagenari signori della rendita, e’ che con una buona gestione si potra’ tenere il debito almeno “sotto controllo”. Ma un oggetto che cresce mentre non puoi investire in innovazione su vasta scala, prima o poi andra’ fuori controllo. E’ una palla l’idea che un governo qualsiasi, per quanto virtuoso, possa pagare il debito o sperare di ridurlo fino ai livelli europei. O anche sperare di ridurlo e basta.

E’ ora di dire basta a questo mito della buona gestione: nessuno puo’ pagare o recuperare o “controllare” quel debito nel medio e lungo termine.

Ed e’ ora di dire chiaramente che piu’ questi tentativi di fare l’impossibile si ripetono nel tempo, piu’ il debito divora pezzi di Italia impedendo gli investimenti. E’ ora di smettere di procrastinare l’inevitabile, nella speranza che siano tutti cazzi dei posteri.

Chiarito che non sia possibile liberarsi di questa maledizione biblica pagando i debiti , (gli interessi sono superiori all’aumento annuo del PIL) e’ chiaro che il default e’ tra le opzioni praticabili. Anzi, l’unica. Il motivo per cui non si fa e’ che una classe dirigente di ottuagenari non permettera’ mai che i vecchi paghino di tasca propria il debito, senza invece continuare a spassarsela per poi accollarlo alle generazioni future.

Vorrei chiarire tre cose.

  1. Un eventuale default italiano puo’ inficiare il valore dell’ Euro, al massimo, dell’entita’ complessiva della partecipazione italiana alla BCE, ovvero il 14%. Non puo’ avvenire quindi un effetto Argentina.
  2. Nel caso di uscita dall’ eurozona, l’ Italia potrebbe reagire al default svalutando la moneta per rendere conveniente l’export. Non avendo piu’ debiti per via del default, e’ persino possibile una svalutazione del 50%. Il che e’ un’incubo per tutti i concorrenti europei, che NON permetteranno MAI,neanche in caso di default, che l’ Italia possa usare strumenti simili. Disponendo di imprese in grande quantita’, una svalutazione del 50% di un’eventuale nuova lira produrrebbe la distruzione del manufatturiero di tutti i paesi mediterranei , Spagna , Francia e Turchia incluse, a favore dell’ Italia. Con questo rischio, nessuno ci fara’ mai uscire dall’eurozona, non vi preoccupate.
  3. Il 50% del debito pubblico e’ in mani straniere, il che significa che immediatamente i governi inizierebbero a trattare per avere una restituzione anche parziale del credito. Poiche’ esso viene usato principalmente ai fini pensionistici, diversi governi sono disposti a fare di tutto perche’ almeno il 30% del debito sia pagato, come nel caso argentino. Le cifre sono troppo alte. E quando dico “a fare di tutto” intendo proprio “di tutto”.
  4. In Italia, i titoli di stato sono in mano a quell’economia della rendita che e’ fatta di altrettanti ottuagenari e dei signori della rendita che si basano su di essi. Andare in default significa di fatto dare fiato alle nuove generazioni togliendo loro l’incubo di un debito ormai impossibile da pagare, a spese delle generazioni che tale debito lo hanno creato.

La cosa che bisogna capire e’ che quando Amato dice “l’ Euro ci ha salvati , negli anni ‘90, non riuscivo piu’ a vendere i Bot”, sta infatti omettendo di specificare DA CHE COSA l’ Euro ci abbia salvati. E quando andiamo a vedere il curriculum vitae di Amato, scopriamo che il buon socialista era in quei governi CAF che il debito lo hanno creato: Amato dice che l’ Euro ci ha salvato dalle conseguenze del SUO STESSO operato , in pratica Amato ci dice che l’ Euro ci ha salvati da Amato.

E lo stesso dicasi per Ciampi, che ci ha ricordato come l’ Euro ci abbia “salvati” dal disastro, senza menzionare chi ci fosse a dirigere la banca nazionale mentre quel disastro veniva prodotto: come Amato, anche l’ex presidente Ciampi ha perfettamente ragione. Come nel caso di Amato, Ciampi ci informa che l’ Euro ci ha salvati da Ciampi.

Potrei anche menzionare i governi “tecnici” appoggiati dal centrosinistra, la cui disastrosa gestione dei conti pubblici (sacrificare la crescita economica e il risparmio delle famiglie al bilancio non e’ mai un bene, al bilancio si sacrificano gli sprechi) ha contribuito anch’essa al disastro corrente: persino a Prodi, inteso come capo delle forze uliviste, potrebbe essere rinfacciato il fatto che l’ Euro, da lui voluto, ci ha salvati da lui medesimo.

In definitiva, credo che l’opzione Default andrebbe valutata. In primis perche’ libererebbe il paese di un fardello che, e’ inutile nasconderlo, e’ impossibile da pagare o da rimpicciolire. Si potra’ scendere fino al 100% o al 99% del PIL. E poi? In pochi mesi gli interessi lo riporterebbero al punto di prima.

Bisogna rassegnarsi al fatto che senza provvedimenti drastici, come il Default, ai nostri figli lascieremo un debito che non potranno pagare, ed al quale dovranno sacrificare l’intero futuro. E lo stesso dicasi per i nipoti.

Il secondo concetto, ed e’ il motivo per il quale la classe di ottuagenari che abbiamo al potere sostiene la leggenda del “deficit che puo’ rientrare”, e’ che il default finirebbe per colpire quasi esclusivamente i baroni dello stato, i grandi professionisti dello stato, i superconsulenti dello stato, e l’economia della rendita gerontocratica.

Dichiarare un default sarebbe un brutto colpo per 5-10 anni. Ovviamente il fabbisogno pubblico dovrebbe calare enormemente, con un taglio gigantesco della pubblica amministrazione, un taglio come Brunetta non immagina neppure. Non sarebbe piu’ possibile finanziare nulla se non entro il 45% di pressione fiscale nazionale: no other assets.

Ma nell’arco di 20 anni,un paese liberato dal debito avrebbe la possibilita’ di crescere con un’economia che non ingoia interessi al ritmo del 4% del PIL annuo, (contro una crescita dell’ 1-2%), non avrebbe il fardello di 7/8 dei soldi del paese che dormono congelati in cartacce di titoli di stato, e specialmente potrebbe parlare ai propri figli e nipoti con la coscienza pulita.

Il motivo per il quale si resistera’ a questa idea di dichiarare default, che ormai ci viene consigliata persino da autorevoli economisti di tutto il mondo, e’ che questo processo sarebbe tutto a vantaggio delle nuove generazioni e del futuro, mentre andrebbe a venir pagato quasi esclusivamente dalle generazioni che hanno creato il buco.

E questa e’ la ragione per la quale vi raccontano che un default in Italia otterrebbe i risultati dell’ Argentina, che invece furono causati da altri malcostumi economici.

Per quanto mi riguarda, il governo italiano dovrebbe iniziare a valutare con la BCE un eventuale default ufficiale, in modo da limitare gli effetti sull’economia europea, e a fottere chi ha comprato 800 miliardi di merda. Se lo fanno quelli di Lehman, possiamo farlo anche noi.

Uriel
Link: http://www.wolfstep.cc/312/default/
12.01.2009

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33 Commenti

  1. ciao a tutti

    sicuramente nn sono la persona adatta a parlare d questo argomento dato ke io e i numeri nn siamo mai andati d’accordo ma 1 cosa e’ sicura:
    nel 2005 il sig.trecont…cioe’ volevo dire tremonti c stava portando alla bancarotta e 1 cosi’ con la crisi ke c’e’ dovrebbe starsene a casa e nn al ministero dell’economia
    se poi c aggiungiamo 1 premier ke c raccomanda d spendere… dire ke siamo 1 repubblica delle banane e’ farci 1 complimento

  2. ciao, fa strano leggere che il’euro ci ha salvato da loro stessi , siamo stati governati da dei posseduti? che sapevano che si sarebbe arrivati al disastro e non potevano fare nulla per evitarlo?
    negli anni ottanta hanno mantenuto il walfare indebitandosi con le banche e , come al solito , senza progettare

  3. ciao a tutti!
    io credo che il problema sia proprio che la decisione di nn pagare il debito e di dichiarare default deve essere presa dal governo odierno e dalla classe politica…che sembra avere tutt altri interessi rispetto a quello di salvare l’economia statale…quindi anche se fosse una scelta economicamente consigliabile, politicamente nn sembra praticabile a breve termine…di sicuro coinvolgere la BCE e la UE aiuterebbero…però sembra che anche l’europa passi sempre in secondo piano ( forse se si rispettassero di più le disposizioni europee di sicuro si avrebbe una minor spesa pubblica, ad esempio mi riferisco ai vari procedimenti d’infrazione a carico del nostro paese a cui di solito seguono multe molto gravose per l’erario-e nn so se sempre pagate-daltronde nn si possono portare ad esecuzione nemmeno le sentenze interne, ad esempio della corte di cassazione nel caso di eluana englaro). cmq il sito comedonchischotte.com che hai consigliato è pieno di spunti interessanti e lo sto leggendo di tanto in tanto!

  4. Sabina, io leggo spesso il tuo blog, so più o meno il tono che usi quando scrivi qui, so che scrivi di getto, tra un viaggio e l’altro, di corsa, a “flusso di coscienza”. Ho letto il post su De André dopo aver visto lo speciale di Fazio, ma questa volta non sono riucito a non commentare quello che hai scritto e soprattutto il modo in cui l’hai fatto.
    E cioè voglio dire che sono rimasto molto deluso, perché alla fine della lettura mi sembra che tu non abbia detto niente, perché speravo che mi raccontassi un po’ il tuo pensiero su De André, hai detto anche che lo conoscevi. Perché devi sempre usare il blog come se parlassi ai 4 tuoi amici che già sanno tutto quello che pensi? Perché anche in quest’occasione, in cui si parla di un grande, che dici di stimare anche tu molto, che è stato celebrato in tv in una maniera per molti versi scontata e cioè con gli ospiti che cantano ma non dicono niente sul perché De André era veramente grande (vedi Fernanda Pivano, presente ma muta), tu non fai altro che dire quattro cose, in maniera superficiale, accennando a mozzichi concetti che andrebbero un minimo specificati, almeno un minimo!
    Ci dici che a parte alcune canzoni il resto ti piace, mentre ad ascoltare quelle ti impiccheresti: ma quali sono queste canzoni, ce lo vuoi dire?? A cosa serve scrivere un blog se tu ti metti sul piano di linguaggio che potresti avere con uno che ti conosce da una vita?! E questo articolo andrebbe su Rolling Stone? Ma cosa ci capisce uno che legge e non segue il tuo blog tanto almeno da sapere che tu ti diletti spesso a scrivere così?
    Era un’occasione importante, secondo me, e tu l’hai persa, come altre volte per questo modo povero con cui ti piace comunicare. A me sarebbe piaciuto leggerti, sapere qualcosa da una che l’ha anche conosciuto e che non è una testa qualunque, che stimo e con cui condivido tante idee, una che spesso le esprime al posto mio quelle idee, “elevandole” con la sua arte; questo è quello che rende grandi gli artisti.
    Parliamo di Fazio, delle gaffes nel suo speciale (a proposito: ti disturberesti a citercene un paio?), del concerto al Brancaccio, della retorica di certe celebrazione, ma una volta possiamo parlare anche di Fabrizio De André?

  5. Dovrò leggere un libro di economia per capire bene cosa sta succedendo nel nostro “belpaese”.
    Comunque adesso parlo da ignorante anticipando le scuse.
    In passato avevo delle rate da pagare per l’acquisto di un auto di seconda mano,bene per pagare il “debito” ho rinunciato a tutto ci che non era indispensabile,con sacrificio il debito l’ho estinto.
    So benissimo che non posso uguagliare il piccolo debito personale con un mega-debito nazionale però mi chiedevo:
    -se eliminassero le spese inutili del paese e quindi niente auto-blu,niente province,accorpamento di piccoli comuni al di sotto dei 10.000 abitanti(quindi automaticamente pochi sindaci,poche giunte comunali ecc.);
    -se eliminassero tutti i privileggi che hanno i nostri politici e cioè portaborse,rimborsi ecc.;
    -se investiamo sulle energie rinnovabili e gratis di Madre Terra e cioè geotermica,eolica,solare,idroelettrica ecc.;
    -se eliminassero incentivi alle scuole private (che peraltro è anticostituzionale);
    -se eliminassero incentivi statali ai giornali (pagati per dire il falso);
    -se eliminassero gli incentivi statali agli inceneritori,che ci ammazzano lentamente,e cominciamo a produrre meno immondizia (detersivo alla spina per fare un esempio) e fare raccolta differenziata con un notevole risparmio di energia e più posti di lavoro.
    -se facessero dei controlli severi e rigorosi sulla lotta all’evasione(quella seria,non parlo solo dello stupido scontrino fiscale).
    -se eliminassero una volta e per tutte le mafie,con le tecnologie attuali è possibile.
    Ci sono tante altri “se” che vorrei aggiungere ma che non mi vengono a mente adesso (aiutatemi voi se volete),e come diceva il grande Totò:è il totale che fa la somma.
    Io sono quasi convinto che si può fare.

  6. ciao
    scusami se non centra nulla con il tuo post
    ieri sono stato alla manifestazione proPalestina a Roma.
    è stata un bella manifestazione.c’era tanta gente.tanta tanta.
    ognuno con i suoi motivi.
    non di certo tutti bruciavano bandiere (neanche uno ieri) o mostravano equazioni Stelle&Svastiche (attaccabili dai media)…(infatti guarda LaRepubblica, che vergogna)…
    non c’erano solo Arabi con pochi italiani…c’erano molti molti molti italiani che erano lì solo perchè indignati di quello che sta accadendo a Gaza.
    Media?
    nessuno o pochi ne parlano.Molti con la propria smorzata di parte che rende facile l’interpretabilità della notizia.Non parliamo poi dei numeri…
    I giornali dicono la loro e non è cosa nuova…ma a sto punto…è triste triste triste.
    Quindi…
    HELP HELP HELP!
    che famo?
    baci

  7. Ragionamento sull’ipotetico default italiano non mi è nuovo.
    Come stesso autore indica con rara lucidità, NON è praticabile.
    Io aggiungo i miei 5 cents – probabilmente non è auspicabile.

    Il sistema di valutazione dovrebbe, in più, essere corretto, da una variabile importantissima – la globalizzazione con tutto ciò che ne deriva.
    Tanto per essere più precisi – la maggiore concorrenzialità, dalla velocità con cui si può creare-ricreare le catene di produzione (come distruggerle). Del peso sempre maggiore della politica e geopolitica nel cosiddetto “mercato”.
    Un default, tanto per fare un esempio,
    destabilizzerebbe le relazioni commerciali “Italia-creditori” (potrebbe esserci uno vero “boycott” commerciale, altro che “rubare i clienti alla Francia o alla Turchia” come sperano certi imprenditori). Non dimentichiamo che i maggiori possessori del debito pubblico ityaliano sono anche i maggiori partner commerciali.

    In più, l’Italia è una grande consumatrice delle materie prime che a prezzi di mercato globale diventerebbero molto onerosi e diminuirebbero di colpo la famosa leva “tie…e noi svalutiamo per vendere”.
    Poi per non parlare dell’innovazione tecnologica che viaggia sui canali “oscuri”(…è un altro paio di maniche) che approvano o negano la vendita di un determinato brevetto. Un default “organizzato” metterebbe Italia nella “black list” per parecchi anni.

    Non parlo ovviamente delle “sciocchezze” come l’uscita dal paese, giusto prima (sempre c’è chi sa prima e meglio ;-)) di ingenti capitali e fortune. Dell’ instabilità sociale (chi vi dice che la maggioranza accetti di sopportare i guai di deafult per le generazioni future? )

    Ho apprezzato molto l’articolo. Grazie.
    Leggerò il blog dell’autore.

    PS: Nemmeno io sono un’economista ma ho l’interesse verso la geopolitica e l’economia globale.
    Un bel hobby, che pratico nel tempo libero. Tutto detto – IMHO.

  8. … sto cercando di togliere le ragnatele da quei meandri della memoria in cui dovrebbero essere impressi i concetti studiati per superare, il tanto odiato, esame di economia politica..perciò mi permetto di procedere a braccio, anche con delle considerazioni del tutto personali e pertanto opinabili.. Dunque.. esiste un forte legame tra il deficit pubblico e il debito pubblico.. il deficit pubblico rappresenta l’eccesso delle uscite pubbliche rispetto alle entrate, mentre il debito pubblico è l’insieme dei titoli emessi per far fronte al deficit.. se lo Stato “dichiarasse” default, ciò starebbe a significare che l’emittente dei titoli (cioè lo Stato) non è più in grado di corrispondere le rate di interesse o a rimborsare il capitale di tutti coloro che hanno investito in essi. Quindi equivarrebbe a dire che lo Stato dovrebbe dichiarare la propria insolvenza. Forse in linea teorica potrebbe essere una soluzione, ma, a mio avviso, tremendamente utopistica dal punto di vista pratico.. visto che parecchie persone dovrebbero rinunciare, per altro non spontaneamente, ai loro risparmi investiti in debito pubblico, per altro ritenuti dai più gli investimenti più sicuri.
    Quanto alla ricerca di contenimento del deficit pubblico e quindi, a catena, dell’esigenza dello Stato di ricorrere al debito pubblico.. direi che anche in questo caso si tratterebbe di utopia, però maggiormente perseguibile e maggiormente condivisibile dal pubblico.
    E’ ben vero che cercare di tenere sotto controllo il debito pubblico potrebbe dar vita ad un meccanismo simile ad un cane che si morde la coda, infatti, se l’esigenza di coprire il deficit aumentasse in maniera esponenziale, gli investitori potrebbero perdere la loro fiducia nei confronti di uno Stato che risulterebbe sempre più insolvente e difficilmente in grado di rimborsare il capitale alle scadenze prefissate, quindi, dal suo canto lo Stato, per invogliare gli investitori dovrebbe aumentare il tasso di interesse, ma aumentare il tasso di interesse significa aumentare una delle voci che compongono il deficit e quindi aumentare il debito pubblico.
    Tuttavia, prima di raggiungere la soluzione estrema del default, proporrei ai Ns governanti di contenere il più possibile la spesa pubblica, ossia contenere tutte le spese per i servizi che in maniera superflua vengono utilizzati ufficiosamente per soddisfare le esigenze privare dei ministri.. vedasi le auto blu.. sul Sole24Ore di qualche tempo fa c’era un articolo in cui era scritto che siamo i maggiori produttori di auto blu a livello mondiale (si parla di 600mila vetture).. oppure una riduzione di utilizzo a scopo privato degli aerei messi a disposizione dei ministri.. e così via.. di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe..
    Forse ciò può apparire come le solite frasi fatte, però, prima di arrivare ad una soluzione drastica (a cui forse si arriverà..) mi piacerebbe pensare ad una soluzione più praticabile.. se solo ci fosse qualcuno atto a controllare la gestione del denaro pubblico..
    Se chi sta al Governo, invece di preoccuparsi dell’”uso criminoso” che giornalisti e attori a suo dire hanno fatto della televisione pubblica censurando quel po’ di informazione corretta che poteva arrivare, si occupasse di più dell’”uso criminoso” che viene fatto dei i nostri soldi, magari non si arriverà al default o per lo meno si tarderà il più possibile tale probabilità.

  9. Scusate, ma leggendo il post e il commento precedente di Stefania (che ci è piaciuto molto), c’è venuto un dubbio.

    Il “DEFAULT” viene definito come l’incapacità tecnica di un’emittente di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento del finanziamento e può essere formale o sostanziale:
    * Formale, se un’emittente non rispetta determinati indici di copertura o patrimoniali per cui il prestito potrebbe subire una significativa modifica del proprio merito di credito;
    * Sostanziale se un’emittente non è materialmente in grado di corrispondere le rate di interesse o di rimborso del capitale alla naturale scadenza di ciascuna.

    Bene, ora a parte questo, adesso qualcuno potrebbe spiegarci una cosa?
    Se uno Stato ha un debito verso un secondo Stato, il secondo verso un terzo e così via, alla fine per “LOGICA” significa che “ALMENO” uno Stato al Mondo non dovrebbe avere debiti con nessuno (a meno che non esistano i “MARZIANI”), ma anzi dovrebbe avere un “CREDITO ENORME”, talmente ENORME” che praticamente potrebbe “DOMINARE” economicamente su tutti gli altri Stati e dove quindi “TUTTI” gli abitanti, ma proprio “TUTTI”, dovrebbero vivere quasi come pascià.
    Qualcuno conosce uno Stato del genere?
    Per evitare che qualche commentatore risponda in maniera “ISTINTIVA”, suggeriamo di guardare prima qua:
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/35/Public_debt_percent_gdp_world_map.PNG/3/35/Public_debt_percent_gdp_world_map.PNG
    Ciao a tutti…

  10. Se si iniziasse a tagliare i finanziamenti al Vaticano ?
    Solo per mantenere preti e suore spendiamo 4 miliardi di euro ogni anno , l’equivalente cioè di quello che spendiamo per mantenerci una classe politica corrotta . Mentre però questi ultimi li eleggiamo noi per “servirci” quegli altri li eleggono i preti per servire se stessi .
    Io vi ricordo sempre il valore di una persona come Cavour primo ministro liberale di uno dei primi governi di questo disgraziato paese , il quale espropriò devoto alla causa comune , tutti i beni vaticani in piemonte per finanziarci la prima scuola pubblica del neo stato italiano .

    Per il default credo non ci sarà bisogno nè il tempo di dichiarlo prima perchè è evidente che saranno i dati di fatto a presentarci come falliti tra poco più di un anno .

  11. L’articolo si riferisce principalmente alla contrapposizione generazionale tra i “debitori-cittadini” e cioè: INVESIMENTI SUL FUTURO (giovani) contro PAGAMENTO RENDITE (pensioni agli anziani) . Ritengo quella del default una strada con molte insidie sociali prima ancora che economiche. Gran parte del finanziamento degli investitori serve a pagare le pensioni. Una situazione di default rischierebbe di diminuire proporzionalmente sia il credito degli investitori che le pensioni agli anziani e gli stipendi agli statali. Nessuno consentirà mai una riduzione del credito solo in una direzione, soprattutto nei confronti dei grossi speculatori finanziari. Tutti gli attori della “spesa corrente” soffrirebbero una decurtazione del proprio credito: investitori italiani e stranieri, creditori dello stato (aziende e privati che forniscono servizi) pensionati e dipendenti pubblici. Si provvederebbe ad una redistribuzione più o meno proporzionale dell’insoluto, grosso modo come avviene nelle procedure fallimentari. Ma c’è il rischio prevedibile che questa classe politica si inventi una sfilza di “creditori” privilegiati” che agguanterebbero una fetta più grossa degli altri. Il debito verrebbe pagato – sia pure al 50 o 60 per cento – dalle piccole imprese, impiegati e pensionati e solo in piccolissima parte dagli investitori (italiani e stranieri). Il che significa l’anticamera di una guerra civile. Non mi pare un’idea geniale.

    Per cortesia non facciamo girare questa idea malsana che si presta alla peggiore delle speculazioni economiche e sociali.

    Carlo

    giusdiana@tiscali.it

  12. Sabina,

    tu definisci chi come me ha criticato il tuo pezzo su De Andrè “persone che non hanno letto attentamente per la fretta di scrivere”. Non è così: ho letto il tuo editoriale due volte prima di rispondere. È vero, già il titolo mi ha fatto incazzare. Leggendo il pezzo poi, si avverte continuamente, nei confronti di De Andrè, una specie di critica nel segno del “buonismo”, come se volessi dare la sensazione che De Andrè fosse una specie di pietista ottocentesco. Completamente fuori strada, e anche fastidioso, soprattutto dopo quell’SMS demenziale.

    Poi: chi ti da il diritto di dire che Dori Ghezzi dice cose che non pensa? Ho capito la critica che fai sull’affermazione di Dori, ed ha anche un senso, ma non puoi arrivare a dire che lei ha detto qualcosa di diverso da ciò che pensa! È un’offesa personale e basta. E quell’altra tua affermazione sugli ospiti definiti tutti come “personaggi invecchiati male”? C’erano anche dei musicisti, cioè degli artigiani, da mettersi in fila: perché offendere le (brave) persone? Davvero un pezzo malriuscito: mi spiace, ma è quello che penso.

    Comunque, cara Sabina, d’accordo su tutto, ma proprio tutto non si può essere, ti pare? A me tu piaci come artista e condivido la tua critica durissima allo sfacelo italiano. Spero che mi considererai ancora come un amico, virtuale s’intende, ma dalla tua parte.

    Ciao

    Davide

  13. Musicista, ci vuol coraggio a definire gli ospiti di Fazio come “invecchiati male” se proprio colei che ha espresso questo nobile pensiero ha fatto ricorso alle provvidenziali cure del chirurgo plastico!

  14. non commento perchè a leggere cose di economia me stà a scoppià ‘a testa… 🙂

    ancora un pensiero su De Andrè :
    non lasciano stare neanche i morti….

  15. Francia 1789. Le teste rotolano. Il potere si sgretola. Italia 2009: le teste sono quelle del popolo, il potere si rafforza. Denaro vs democrazia= 1-0 definitivo.
    Inizio a cercare i miei parenti in Argentina. Non voglio fare figli in un paese in cui nascono già con un debito a vita da ripagare col sudore della fronte mentre i nostri dirigenti si crogiolano al sole dei tropici.

  16. Ciao Saby. Qui http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2994 è ben descritta la motivazione principale della guerra contro Gaza (articolo originale http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11680), motivazione di chi da le notizie e fa le analisi con competenza e cervello cosa oramai quasi introvabile anche come optional. Qui http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=10 per informarci su storia e fatti dall’inizio a oggi. Se vogliamo capire dobbiamo informarci. Buona lettura 🙂

  17. Ricordo la faccenda Ciampi, quando lo speculatore Soros si arricchì mostruosamente grazie alla firma di Ciampi mandando in crisi l’italietta. Praticamente Soros tirò un gran bel pacco e Ciampi abboccò. E dopo questa scaltra prova di acume come non fare di Ciampi il presidente della repubblichina italiota? Mitico, yeah, number one…

    Pessimismo e fastidio -.-

  18. Mi hanno manfdato un link interessante.
    New Financial Architecture .

    I 4 punti “cardinali” (come al solito il linguaggio è da “manager di giada del III millennio after credit crunch”) –
    Financial regionalism
    Fragmented protectionism
    Re-engineered Western-centrism
    Rebalanced multilateralism.

    Globalizzazione 2.0.
    Vedremo a cosa porterà.

    ——–
    Tornando al default italiano e alla probabilità che ciò accada – se dovrei proprio scommetere in via del tutto ipotetica…è più probabile una forte inflazione interna USA verso 2010-12 con successiva svalutazione del dollaro (debito pubblico USA è ingestibile, quello estero è enorme), che il default dell’Italia.

  19. NOI NON CI CREDIAMO, PERO’…

    Signori politicanti “PARTITICIZZATI”, andatevi a leggere la tabella su Repubblica.it (http://www.repubblica.it/speciale/2009/sondaggi_ipr/fiducia_governo.html), soprattutto quella in fondo, l’ultima giù in basso.

    Fatto?
    Bene, cari signori politicanti “PARTITICIZZATI”, noi ai sondaggi crediamo poco, li prendiamo per quello che sono e sempre con le molle…
    … ma sapete com’è…
    … hai visto mai…
    … chissà che…
    vuoi vedere che in fondo in fondo…
    … a guardar bene, anche stavolta avevamo ragio…

    … no, no, come non detto, sennò ci accusano per l’ennesima volta di essere “PRESUNTUOSI” e poi abbiamo detto che noi ai sondaggi mica ci crediamo tanto…

    http://emergenzademocratica.blogspot.com

  20. Ciao Sabina,
    per comodità ti do del tu, spero non ti dispiaccia.
    Sono contento di parlare con te e che tu legga comedonchisciotte, .
    Ho un richiesta per te: vorrei che tu ti registrassi su un blog (che conosco) e che vi scrivessi spesso, impegni permettendo.
    Sappi che il sito in questione è mooolto interessante e secondo me ai suoi utenti piacerebbe parecchio conoscere le tue opinioni.
    Come faccio a convincerti? E dove lo posso mandare il link al sito?

    PS leggo solo adesso che non si possono usare “fake”; in teoria il mio nick lo è perchè all’atto della registrazione il nick antonio risultava già preso, però da parte mia non c’erano intenzioni malevoli, se devo cambiare nick dimmelo.

  21. Sul sito di wolf c’è la II parte del suo ragionamento sul default-“La vendetta”
    Deafult II
    Ho letto. Ben scritto.
    Ma nutro dei dubbi. Eccoli (invece tra parentesi è ciò che sostiene l’autore):
    Punto 0 (“default senza temere troppi casini”) –
    L’iper-inflazione? Impoverimento della popolazione di colpo . L’Instabilità sociale?
    Italiani contenti di tornare “cinesi” per esportare? Ehm…La democrazia non permette (imo) la gestione sensata di una simile situazione.

    Punto 1 (“ne’ in Italia esistono titoli pensionistici non contributivi.”) – A quanto vedo – “in Italia i contributi non coprono la spesa per le pensioni.Nel 2005 in Italia il saldo previdenziale è stato negativo di quasi 53,5 miliardi di euro, visto che, a fronte degli oltre 238 mld di euro di spesa, il gettito contributivo è stato pari a 184,6 mld.”. Sarebbe bene trovare le info più “fresche”. Anche se le previsioni sui conti pubblici sono nere per il 2009.

    Punto 2 (possibilità di rimanere nell’euro dopo aver dichiarato deafult) – Spalmare i costi del default italiano sugli altri non sarà possibile per motivi più politici, che economici. Preferiranno l’uscita dall’euro dell’Italia e metteranno le “barriere” alla Bretton Wood, per difendersi. 50%?
    Basteranno 30%. Con l’inflazione galoppante e la svalutazione della neo-lira il costo delle materie prime renderanno meno competitivi gli italiani. Oltre il fatto che il WTO spingerà sempre più il cosiddetto II mondo (anche quello III) , soprattutto se passerà la nuova dottrina “Rebalanced multilateralism”. In più, ogni anno, pur di poco cresce la competività globale. Sempre più difficile di “trovare un posto sotto il sole”.

    Punto 3 (“pecunia non olet”) – ehm…Io sono tra quelli “provincialotti” un po’ globali per la verità(non me ne vergogno, è un dato di fatto, magari col tempo cambierò oppure no) che si preoccupa dell’immagine dell’Italia nel senso che:
    la pressione che arriverebbe addosso all’Italia nei primi 2-3 anni dopo il default sarebbe insostenibile. E non parlo solo delle prime pagine di “Alaska Magazine” – “Aiuto! I nostri fondi pensione hanno creduto ai mafiosi”, ma all’attacco mirato dei diretti concorrenti che ne approfitteranno della perdita di credibilità ed affidabilità italiani. Italia non è Argentina, è la 5 economia del mondo interconesso con degli obblighi incrociati . “Tu mi crei problemi – io creerò a te”. Italia diventerà il “nostro sorvegliato speciale”. Ha le forze per sostenere 3-4-5 anni “infernali”?

    PS: oggi è l’ultimo giorno di k***gio :-)!
    PPS: non riesco a trovare le info utili sui default spagnoli del XX secolo, cerco cose sbagliate??? Vedo solo quelli del 1700 …ecc……mah…
    Ne sapete qualcosa?

  22. Ottimo lavoro Xenia .
    Del default spagnolo anche io sono all’oscuro , forse si intendeva Il Piano di stabilizzazione dopo la Riorganizzazione dell’economia iberica voluta dai falangisti di Franco alleati coll’Opus Dei , fortemente sostenuto dall’Ocse (che aveva accolto la Spagna nel gennaio del 1958), e che portò la peseta alla svalutazione, ma anche un prestito di 420 milioni di dollari concesso al Paese iberico impegnato nel risanamento; proprio nel periodo che la Spagna presentò la sua prima domanda per associarsi alla Comunità Economica Europea, dopo aver aderito al Fondo Monetario Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (luglio 1958). Riorganizzazione che poi si rivelò inutile con la crisi petrolifera degli anni settanta che destabilizzò completamente il paese ( e finalmente e fortunatamente infine con la morte del maiale cristiano e fascista ) .

    Sui conti dell’Italia abbiamo oggi notizie mooolto preoccupanti : il debito è al 109 % con prosettiva fino al 110 e rotti tra un anno ( quindi altro che riduzione ! ) il rapporto deficit sforerà gli accordi con la UE sremo infatti entro un anno al 3,8 % ( quindi a rigor di logica saremmo fuori della comunità ,,, ma sappiamo tutti come vanno queste cose ) MA la cosa più preoccupante è il tasso di disoccupazione che viaggia sopra l’8,2 per cento !!! Altamente destabilizzante per i consumi e che aggraverà la crisi in un vortice di irreversibilità .

    Insomma per come la vedo io ( pessima ) siamo già falliti .

  23. Anch’io mastico poco le scienze economiche, perciò mi sono documentato riguardo al “default” (anche grazie a tutti i preziosissimi links che avete postato…..ringrazio tutti!) e ne convengo anch’io che il defalut sia impraticabile e pericoloso in Italia, soprattutto se a dichiararlo fosse un governo in mano alla attuale maggioranza e dall’altra parte a farle da contrafforte la attuale pseudo-opposizione; entrambe si inventerebbero ad hoc diritti di prelazione per i loro referenti industrial-finanziario-mafiosi, tali da autorizzarli a pieno titolo a spolpare le fondamenta dello stato sociale.

  24. Questi mafiosi al governo hanno dalla loro parte la stampa e la tv
    noi dovremmo combatterli a reti unificate.
    Tipo riportare sui nostri blog di tutta Italia lo stesso video usare le nostre stampanti, intendo dire che tutti possediamo una stampante a casa, stampiamo 10 oppure 20 copie dello stesso articolo e distribuiamolo
    magari scrivendo a fondo pagina”se sei d’accordo stampa anche tu 20 copie e distribuiscile”
    dobbiamo farlo per uscire fuori da internet
    attacchiamo volantini alle porte delle case di chiunque sia sulla strada che ci porta al lavoro
    ma una cosa è importante secondo me, in tutta Italia deve essere lo stesso articolo cosi la gente si renderà conto che non si tratta dei soliti quattro studentelli di sinistra che non sanno come passare il tempo.

  25. Ci sono tante cose da fare per rimettere in sesto questa povera Italietta nostra… il problema è che non sappiamo bene le modalità…
    con le buone (manifestazioni, referendum, raccolta firme ecc…) non va…con le cattive (…) peggio, con le così così…nemmeno…
    oggi passeggiando ho visto un bottone con scritto “default” e ho detto a ronzinante :”che fo? lo premo?” e lui mi ha detto qualcosa tipo “iiiiiiiiihhhhh!!!”…comunque l’ho premuto e sono andato a vedere subito il telegiornale… non è successo niente…come al solito! Ora non mi parla (o nitrisce più) …si è rotto le scatole perchè facciamo facciamo e non cambia mai niente…e poi dice che i mulini a vento(ma quali???forse beve troppo) lasciano il tempo che trovano…lui vuole fare il falegname (con gli zoccoli???mah!) e metter su famiglia…e io gli dico che è importante combattere perchè altrimenti che futurò darà ai suoi figli… e lui mi dice che ho ragione ma che ci sono tanti che non meritano i nostri sforzi e che non ce li richiedono neanche… bella scusa…allora che dovremmo fare?la maggioranza resta in italia e la minoranza (che a volte è numericamente superiore alla maggioranza) che ne so si affitta un’isoletta e ci sta fino a quando non cambia il governo?Sancho poi non ne parliamo… il problema non se lo pone nemmeno e continua la sua vita mediocre…sempre uguale…però ora si ritrova cassa integrato con un macchinone enorme…
    fatto sta che tra una cosa e l’altra…sono le 2 passate anche stanotte…
    …ma porca miseria ora che ci penso sembrano proprio mulini…
    …e come girano le pale….

    Spero sia arrivato il messaggio sotto semaforo….notte a tutti…in primis alla padrona di casa
    …una delle poche/dei pochi che ci fanno tenere ancora il cervello allenato…

  26. AL BAR…

    Facciamo finta che EMERGENZA DEMOCRATICA sia una persona, per gli amici semplicemente ED, e mettiamo che uno di voi lettori la incontri al bar e gli venga in mente di chiederle spiegazioni.

    (Lettore) – Senti, cara E.D., io non ho avuto tempo di leggere proprio tutti i post pubblicati sul tuo blog, ma solo alcuni qua e là; in sintesi, se non ho capito male, tu ce l’hai a morte con quelli che chiami genericamente “PRE-POTENTI” di qualsiasi “CASTA”. In pratica dici che per risolvere ogni altro problema “NOI” semplici cittadini dobbiamo smetterla di parlare di “TUTTO”, farla finita di scendere in piazza a protestare “DIVIDENDOCI” nei nostri “MILLE” problemi personalistici, di settore e di “PARTITO”, favorendo in questo modo il giochetto del loro “DIVIDE ET IMPERA”, cominciando invece a chiedere a gran voce, e soprattutto in maniera “UNITARIA” e “COMPATTA”, di ridurre drasticamente i “TROPPI SOLDI”, cominciando “PRIORITARIAMENTE” dai loro, per ridistribuirli per il bene di “TUTTI”, altrimenti sarà sempre tutto inutile e non si concluderà mai niente di “CONCRETO”. Giusto?! –

    (ED) – In estrema sintesi sì, caro “AMICO”, è giusto, eccetto una cosa. Io non solo non ce l’ho a morte con nessuno, ma al contrario affermo queste cose continuamente e quasi maniacalmente proprio perché ho “PAURA” per quelli in “MALAFEDE” ma soprattutto per quei pochi in “BUONAFEDE” che sono, diciamo così, più a stretto “CONTATTO” con le “MASSE”. Ne sono convinto perché so dalla “STORIA” che alcuni cittadini, meno “PAZIENTI” di altri, quando non hanno più nessuna alternativa diventano “INCONTROLLABILI”, arrivando addirittura a “NON RAGIONARE” più, per cui potrebbero arrecare “DANNI” irrimediabili, iniziando proprio da chi hanno più a portata di mano, senza stare poi a “DISTINGUERE” fra quelli in “MALAFEDE” e quelli in “BUONAFEDE”. In definitiva, io vado ripetendo che la drastica riduzione dei “TROPPI SOLDI”, e relativa ridistribuzione, non è soltanto la “VERA” soluzione di “TUTTI” i problemi, ma è anche il modo per evitare che la situazione possa degenerare, arrivando a farsi “PERICOLOSA” e sempre meno “CONTROLLABILE” a sfavore proprio dei “PRE-POTENTI” in “MALAFEDE” e dei pochi “POTENTI” in “BUONAFEDE. Ora ti è più chiaro?” –

    (Lettore) – Mmmmmh… forse… posso offrirti un caffè? –

    (E.D.) – Sì, grazie -…

    http://emergenzademocratica.blogspot.com

  27. Non me ne intenderò di economia ma so per certo che quella per Kakà ieri è stata una manovra berlusconiana… fino alla fine ha fatto soffrirei tifosi facendo credere che se ne sarebbe andato via dal Milan e poi al “novantesimo” minuto che succede? Kakà resta. Echi doveva essere il SALVATORE? Berlusconi che telefona e dice “fermi tutti, che nessuno esca”… Scopo raggiunto: il denaro ce l’ho, mi servono altri consensi.
    Io da tifosa milanista, egoisticamente parlando, son contenta così, ma in giro a me Berlusconi non mi ci prende.

    ah, chiambretti (c’è) su italia uno… certo che non se ne salva uno eh…

  28. temo che il riferimento di questo governo all’argentina non sia solo un avvertimento sulle conseguenze economiche… a prescindere dalle scelte di politica economica: le loro intenzioni e capacità le hanno già dimostrate in più occasioni. credo comunque che la terapia d’urto possa avere efficacia solo se il sistema capitalistico non venisse riproposto: la ricerca della produttività, il pil, la propensione al consumo, lo sfruttamento pieno delle risorse ecc. dovranno essere cancellati dl vocabolario, sempre che si sia ancora in tempo.

  29. senza debito , questo tipo di economia non potrebbe esistere , ma se il debito diverge questa economia fallisce;

    se è vero che il debito è congenito , è altrettanto vero che il debito di ogni stato ha caratteristiche diverse , ha ragioni e radici diverse;
    credo sia pericoloso cercare di generalizzare gli eventi economici e finanziari , senza tenere conto delle particolarità italiane;
    oggi in italia , il debito ha toccato cifre stratosferiche , si arriva quasi alla banca rotta , all’insolvenza cronica;
    la privatizzazione italiana negli ultimi decenni ha avuto una connatazione di svendita totale al privato in una logica
    intesto tutto alla moglie;
    esiste la cultura mafiosa di stato , se la mafia si erge su un terreno di ingiustizie , lo stato fa altrettanto in una continua lotta con la mafia
    per i privelegi e per il potere; sono tanti i magistrati assimilabili a dei veri capimandamento , che si ritengono più belli in quanto hanno abbozzato
    l’intelletto ne la filosofia del diritto; la verità è che il magistrato non esisterebbe se non esistessero le ingiustizie , il loro sogno di carriera ,
    il loro sogno di essere presidenti , di essere rispettati , il loro sogno di entrare in un ristorante ed avere la cena offerta , di andare al bar , ed essere
    salutato da tutti , con il nome di dottore; è questo il magistrato , uno che è entrato nello stato per fare carriera ed avere privilegi e rispettabilità , è la mafia che chiede il pizzo come la chiederebbe le tasse; è la mafia che fa le stragi , e lo stato
    ne fa di più grandi; questa struttura e questa cultura si riassume negli strumenti ricattatori , minacciosi , in organizzazioni familistiche e lobbistiche
    che mirano alla conservazione dei privilegi acquisiti da tramandare ai figli e ai nipoti , la saggezza , uno spazio di privilegio , una loggia dove poter star
    comodi e che si conserva grazie all’uso della forza e della prepotenza nei confronti degli altri più deboli , e la famiglia serve ad aumentare la forza del soppruso;
    è deficit ed un debito di cultura che caratterizza quello italiano , che è pure poco rappresentativo rispetto ai numeri , che non contano la mancanza delle infrastrutture; è questa organizazzione mafiosa di stampo statale , il deficit di questa italia; è il livello corruttivo all’interno delle pubbliche amministrazioni , il carattere italico , è il numero di collusi che vi sono nel governo e nel parlamento il carattere italico; è questo il deficit italiano , coerentemente rappresentato da questa politica;

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