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comunicazione e potere, qual è il piano?

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comunicazione e potere

Comunicazione e potere, qual è il piano?

Comunicazione e potere, qual è il piano? Perché questo lavoro su Castells comunicazine e potere? per chi arriva adesso le ragioni sono queste:

1) Castells è fra i primi e i più esaurienti analisti della rete perché la esamina sotto tutti i punti di vista: storico, tecnologico, sociologico, cognitivo, politico, strutturale, economico. è una mente così brillante e ha prodotto uno studio così importante che alcuni lo hanno paragonato niente popo’ di meno che a Marx. quindi ho pensato, conviene iniziare a studiare lui per partire da una base più scentifica e aperta possibile.

2) L’idea è di proseguire. da Castells vorrei allargare il discorso entrando nel merito di questioni più specifiche: l’utopia della rete, come si fa politica in rete, le menzogne della rete, ecc. sarei felice se le suggeriste anche voi.

3) stiamo studiando internet perché è un’innovazione tecnologica che sta cambiando tutte le nostre strutture, sociali, mentali, istituzionali, di apprendimento, di comunicazione, di relazione. dobbiamo essere preparati. evitare di diventare preda di demagogie e slogan che ci illudono di renderci partecipi e ci rendono invece più indifesi e sfruttabili.

4) sono riflessioni che ci portano a guardare il presente con più apertura. ci liberano dal ciclo infernale di indignazione-commento-oblio-nuova indignazione- ricommento ecc. che non soddisfa nessuno e non risolve niente.
qui sotto pubblico alcuni dei commenti interessanti che avete postato. sono importanti anche gli altri ma non posso pubblicarli tutti per ovvie ragioni.

nino 26 ottobre 2013
Castells fa notare che la vecchia e la nuova societa coesistono da tempo ma ora, con internet la logica della rete prende il sopravvento. un esempio: la società piramidale il cui esempio più rappresentativo e’ wall street si basa sul possesso e la segretezza di alcune informazioni. averle ed averle nel momento giusto significa possedere ricchezza, per esempio la ricetta della Coca Cola o la scoperta di un nuovo giacimento minerario prima di tutti gli altri.
invece un esempio di rete è la ricerca universitaria che pubblica i risultati delle ricerche e le mette e disposizione di altri laboratori per completarle e migliorarle: gli esempi sono infiniti.
se ora immaginiamo che principalmente internet è un sistema inarrestabile di trasporto di informazioni, qualunque esse siano, comprese quelle segrete si intuisce che le elite del vecchio sistema di potere faranno di tutto per trattenerlo il piu` possibile. come per esempio impossessarsi dei motori di ricerca e dei social network per cercare di influenzare e spiare.

giano 28 ottobre 2013
Riflettevamo sul concetto di autoconfigurabilità.
La rete è programmata. La rete è composta da nodi interconnessi tra di loro. Castells sostiene che, se un nodo perde utilità rispetto agli obiettivi, la rete si riconfigura.
E se invece un nuovo nodo si viene ad aggiungere alla rete?
Anche in questo caso la rete si riconfigura. Il nodo si aggiunge solo quando la rete stabilisce che ha acquistato utilità rispetto agli obiettivi, o si può pensare che un nodo possa in qualche modo modificare questi obiettivi e quindi determinare in qualche modo la riconfigurazione della rete stessa?
Da quello che abbiamo potuto capire dai documentari di Adam Curtis, quello che lui evidenzia è l’impossibilità che il secondo evento si verifichi.

Se un nodo fa parte di una rete, può essere solo l’ingranaggio di un meccanismo precostituito. L’idea di una democrazia diretta determinata dai singoli nodi che, pur facendo parte della rete, possano godere di una certa autonomia, o comunque capacità di condizionare la riconfigurazione, viene vista come un’utopia.

defoe 3 novembre 2013
“una prospettiva a lunghissimo termine”…
da una parte ci si trova a volte schiacciati sul presente cercando di afferrarlo in un tempo che sembra sfaldarsi, a volte ci perde nel passato (tutto a disposizione) a volte si guarda ad un futuro cosmico… ma si fatica a vivere il vero presente, e il vero futuro, quello fisico, da costruire e da progettare.
Internet virtualizza e imita la realtà ricostruendola nel proprio codice nei propri flussi e nella propria rete
due parole potrebbero essere dette anche sul fatto che questo codice e questa rete e flussi sono in gran parte nascosti…
c’è tutto un mondo che si sta costruendo, grazie alla mimesi del mondo umano, che ha la straordiaria capacità, al contrario della realtà fisica, di essere del tutto padroneggiato e controllato da chi ne crea i presupposti (le vere basi fisiche della rete, i veri codici di programmazione nascosti in ogni software, i veri passaggi dei flussi fra i vari nodi).
Se si riesce a far andare, a traslare, le percezioni, spazi importanti della personalità, la socialità ecc… la democrazia… e infine l’identità stessa in questo spazio virtuale il gioco è fatto.

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5 Commenti

  1. non ho ancora letto castells, e mi riprometto di farlo, ma qualche riflessione l’avevo fatta per quanto riguarda la relazione fra utilizzo della rete e diffusione di controinformazione (o meglio di informazione vera). L’idea che la rete si sottragga al mainstream informativo per essere fonte di coagulo di nuovi valori , e quindi elemento di aggregazione degli individui ridotti in stato di isolamento, dove per isolamento intendo in particolare l’analisi pasoliniana della coercizione degli individui in stato di ascolto passivo e privati della possibilità di risposta ed interazione tanto orizzontale che verticale, la ritengo illusoria. La rete realizza uno stato di interazione intanto limitato a gruppi non particolarmente numerosi, operanti in uno spazio virtuale che ben poco può essere utilizzato per cambiamenti del mondo reale, e non sincronizzata su specifici obiettivi prioritari, ma su un ventaglio enorme di argomentazioni che si elidono vicendevolmente in un mare magnum informativo relegando, e consentendone il monitoraggio preventivo, l’azione nel mondo reale ad evento privo di sostanza ideologica quanto non velleitario

  2. la rete toglie una buona parte del potere alll’informazione canalizzata dei nework ufficiali ,l’informazione di rete ti fa avere la tua idea ,se sei dotato di sintesi e riesci a fare l’analisi logica , poi certo ci sono quelli che fanno l’analisi su i fatti che vedono giorno per giorno

  3. @ ho iniziato a vedere il video… per ora i primi 20 minuti…

    mi ha colpito questa cosa che dice: “I mass media non hanno il potere, sono diventati lo spazio del potere” e l’esistenza sociale stessa è confermata o meno dall presenza nei media…

    mi viene in mente:

    cosa succede se anche le persone di potere cominciano a cadere nel proprio stesso tranello di far considerare i “media” come un fine, come “la realtà” e non come un semplice mezzo per esprimersi e ascoltare?

    il potere non assumerebbe un carattere anch’esso fittizio, virtuale e ingannatorio agli occhi di queste persone e non diverrebbe ancora più subdulo?

    se quello che costoro considerano il potere non divenisse che una rappresentazione “virtuale” falasata proprio dallo spazio “irreale” nel quale si sono spinti a vivere, a proporsi e a immaginarsi?

    pensando a certi personaggi politici italiani e dello spettacolo davvero c’è da chiedeersi se abbiano perso la coscienza della realtà, in termini psicologici, cognitivi, umani.
    se davvero non abbiano finito per credere e immedesimarsi nella rappresentazione che hanno messo in scena di loro stessi e non riescano più ad uscirne.

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