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Come fare Satira quando la realtà supera la comicità

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Come fare Satira?

Come fare satira quando la realtà supera la comicità e la fantasia

Come fare satira quando la realtà supera la comicità e la fantasia? Sabina Guzzanti partecipa all,incontro/conferenza “Incontri di Satira e informazione” (30 maggio 2009) nell,ambito della rassegna Coneriana Cult a Castelfidardo (An). L’incontro è moderato dal giornalista Roberto Mancini.

Come fare satira, Castelfidardo: incontri di satira e informazione – Parte 1

Come fare satira, Castelfidardo: incontri di satira e informazione – Parte 2

 

Come fare satira, Castelfidardo: incontri di satira e informazione – Parte 3

Come fare satira, Castelfidardo: incontri di satira e informazione – Parte 4

Come fare satira, Castelfidardo: Le domande del pubblico

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13 Commenti

  1. Mi sembra che questi link sia ‘rotto’

    la dittatura che si basa sull’abuso dei mezzi di comunicazione di massa… ma di dittatura si tratta

    E poi? … cavolo, mi interessa! 🙂

  2. Ciao Sabina,
    interessante l’intervento.. ahimè le cose che hai detto sono terribilmente risapute e ascoltarle è ancor più deprimente: la satira di questi tempi è vietata. Quello che a volte mi domando è se coloro che vietano la satira non sappiano cosa sia, quindi si parla di ignoranza nei confronti della satira e da qui scatta la censura.. oppure sanno benissimo cosa sia la satira e appunto perchè ne conoscono l’essenza la censurano. E’ anche vero che la scusa più banale che viene utilizzata, come tu stessa hai ricordato, è quella di sostenere che la satira d’oggi non fa ridere pertanto va bandita (come se dovessere valere la perfetta equivalenza starira=ridere), quindi verrebbe più da pensare che ci sia una sostanziale ignoranza nei confronti della satira, ma sono più propensa a pensare che si tratti di “terrore” nei confronti di quel mezzo (rappresentato dalla satira) che rompe le uova nel paniere di chi mediaticamente cerca con una certa costanza di ipnotizzare le menti dei meno lucidi.
    Dici bene quando parli di “essere sotto una dittatura”.. certo è preferibile non essere in una situazione di dittatura caratterizzata dalla repressione fisica.. ma ritengo che quella che avviene ai giorni nostri, sostanzialmente mediatica e che quindi va a colpire l’aspetto psicologico delle persone, sia molto più subdola e profonda, per non parlare dell’emarginazione che ne consegue.
    Sto leggendo un libro sulla satira (“Satira da Aristofane a Corrado Guzzanti” a cura di Nicola Fano) e, con tutto il rispetto per chi fa satira ai giorni nostri, credo che se i politici o, per così dire, i potenti di oggi avessero avuto a che fare con personaggi come Aristofane, Shakespeare, Senca, Plauto.. ne sarebbero usciti distrutti..!
    E’ un bene che vengano diffusi questi dibattiti che sottolineano il marcio e il subodolo che c’è nell’informazione/non informazione che ci viene propinata..

  3. Si è chiaro si tratta di una dittatura vera e propria…..Il vero problema é che s’impone in maniera talmente subdola da non riuscire a coglierne la sua vera brutalità…
    Cercherò di spiegarmi meglio facendo degli esempi…Domenica ho guardato il programma di Lucia Annunziata che per l’occasione ha intervistato il ministro dell’interno Maroni; dopo le prime incalzanti domande sulle vicende dello scandalo di Noemi Letizia e del fotografo incriminato per aver cercato di vendere ad un giornale di proprietà di Berlusconi le foto del Presidente del Consiglio nudo in una delle sue mitiche feste nella sua reggia sarda; il ministro, in maniera molto prevedibile, si è rifiutato di rispondere dicendo che si trattava di sporchi pettegolezzi e che lui non voleva prestarsi “a questo squallido teatrino della sinistra…”In quanto titolare di uno dei dicasteri più importanti del governo ed inevitabilmente protagonista in prima persona della gestione del potere e della repressione del dissenso dovrebbero esserci, infatti, questioni molto più scottanti e spigolose su cui interrogarlo e non ci sarebbe nulla di cui meravigliarsi se questo decide di sottrarsi nel commentare l’ultima bischerata del sire….Ma ecco l’Annunziata recitare la parte della giornalista offesa nell’orgoglio professionale, un risentimento che dura lo spazio di quei pochi minuti in cui insiste sull’argomento per poi improvvisamente lasciare il campo libero a Maroni che si prodiga in un vero e proprio comizio senza alcuna interruzione, utilizzando le presunte domande della giornalista come i trampolini di lancio per decantare tutta l’efficienza e la decisione del governo Berlusconi, senza che l’ex militante di potere operaio muovesse alcun timido rilievo…..
    Ho poi visto l’ultima puntata di Ballarò e sono rimasto altrettanto impressionato dalla ferocia con cui Belpietro e Bondi hanno inveito contro Dario Franceschini sino a quando si è discusso dell’ormai arcinoto gossip su Berlusconi, per poi placare reciprocamente lo scontro quando si è iniziato a discutere di crisi e di questioni un tantino più importanti…..Nel delirio senile di Marco Pannella sono riuscito a scorgere qualche barlume di verità, mentre divenivo sempre più consapevole del degrado politico e culturale che stiamo vivendo…..

    Sabina Guzzanti è sempre molto simpatica ed allegra come del resto “bisogna sempre, nonostante tutto, stare”….. Oltre ad essere anche una donna molto affascinante….

  4. Intervento molto interessante, Sabina, come al solito del resto 😉

    Come sottolineato nel tuo intervento e anche da subcomandante, viviamo ormai da anni in una dittatura, per così dire ‘morbida’, ma non per questo meno feroce. Dittatura che si è insinuata in modo subdolo ovunque, attraverso la manipolazione continua e capillare dei mezzi di informazione.
    ‘Se vent’anni fa qualcuno diceva che dal dopoguerra siamo stati governati dai comunisti, tutti lo avrebbero preso a sberle. Ora se si dice che per cinquant’anni siamo stati governati dai comunisti, nessuno osa ribattere nulla.’ faceva notare Sabina-Berlusconi in uno spettacolo di 6-7 anni fa. E purtroppo è vero per questo e per tante altre cose che con il martellamento mediatico sono state fatte passare. Dal revisionismo sulla Resistenza, alla demonizzazione di Mani Pulite, alla ridicolizzazione dello scandalo P2…
    Il nano e i suoi prendono un megafono e indisturbati ripetono all’infinito la loro verità, che diventa La Verità.
    Un esempio recente è l’intervista su RadioDue rilasciata dal nano alla Palombelli nella quale lui ha potuto, come al solito, parlare da solo senza essere interrotto, dove è stata messa la parola fine (secondo lui) a tutte le polemiche di questi giorni. Insulti ai giornali stranieri, che scrivono spulciando le notizie dai giornali ‘di sinistra’, insulti all’opposizione, la cui carta dei valori sarebbe Novella 2000, e così via.
    Il tutto semplicemente poi ‘copiaincollato’ da TV e stampa nazionale.

  5. Sabina, è triste apprendere che si è persa la follia e il senso di euforia e che per costruire uno skatch il processo è diventato razionale e si fatica a trovare l’aspetto paradossale.

    Chissà quanta Sabina Guzzanti ci stiamo perdendo, a causa di questo.

    Ti esorto a recuperare la follia, che è SEMPRE l’unica via.
    E lo dico per la mia e la convenienza di tutti, ovviamente.

  6. il microfono, la borsa armi di impiccagione come il boa della marini al pippo chennedy ahahah
    nn ne posso più di questa dittatura mediatica…
    ottima analisi (come sempre!) e aspetto il resto del filmato…
    ciao a tutti

  7. io l’avrei titolato , satira e libertà , oppure satira è libertà.

    la questione principale che risalta dal dibattito rispetto al racconto sul giornalista , è il lavoro [..in generale e non tanto il particolare lavoro di giornalista e di informazione] che concentra in sè una enormità di bisogni umani , dai più elementari di sussistenza ai quelli lati di soddisfacimento sociale e morale.
    oggi il lavoro ha assunto una forma giuridica (e quindi legittima nei confronti della società), che implica una totale subordinazione , talora verso un sistema , talora verso altri individui ,
    che nega perfino le più elementari libertà di espressione del pensiero o di autonomia nella pratica.
    il giornalista che aveva enormi dubbi sull’espressione di un proprio pensiero , ed in particolare sulle conseguenze che ne potevano nascere , sottolinea
    come il timore di poter in qualche modo perdere il proprio posto di lavoro , superasse e azzerasse l’dentità di cittadino.
    ha fatto bene il giornalista ad essere così cauto , a non essere uno sprovveduto , bah , se il posto che ha gli consente di vivere una vita meno dignitosa per se , ma più dignitosa per la propria famiglia ed i propri figli , non mi sento di biasimarlo.
    lo spazio della libertà è il lavoro , ed il lavoro è il legame tra l’individuo e la società ed anche il legame tra l’indiduo e se stesso : è la forma del lavoro che determina la forma di una società , ed in questa si può trovare la libertà o la sua assenza[e questa forma ha un carattere subordinato].
    [il dato che l’individuo oggi più che mai , cerca il posto e non il lavoro , è un buon punto di partenza per descrivere società ed individui , e di come oggi esiste il rifiuto soggettivo al lavoro , ovvero non è una ricchezza ma un bisogno del quale se ne farebbe volentieri a meno]
    [più significativo rispetto a questo giornalista è l’episodio che vede una dipendente della esselunga finita in ospedale ed operata perchè durante il servizio in supermeracato gli veniva negato di far uso dei servizi , gli è scoppiata la vescica , si è fatta la pipì addosso di fronte ad uno scaffale di pasta barilla , ed in lacrime ha trovato la forza (della vergogna) per andare in toilette – per me questo è un caso simbolo , dove il lavoro subordinato diventa totale umiliazione e che il rifiuto al lavoro diviene moralmente condivisibile]

    e la satira : perchè la satira è libertà ? secondo me perchè , innanzitutto non è moralista , non risponde in maniera categorica a nessun pensiero preordinato dalla società , e allora come si può definire il legame tra la satira e la società [se non vi è la subordinazione tipica del lavoro odierno]? credo che il satirico direbbe che non c’e’ nessun legame [e credo risulterebbe estramamente satirico].
    lo spazio del satirico , è uno spazio altro , distante dai bisogni o dalle necessità degli individui della società che tutte si concentrano nel lavoro.

  8. MoiMoi Sabina!!! che bello rivederti!!!! la verità come sempre esce fuori solo da te e da travaglio. purtroppo siete le uniche voci libere in itaia e le uniche fonti alle quali attingere a piene mani. Continua così Sabina!!! la settimana prossima staremo a vedere un pò che fine farà il pd e il suo “leader” franceschello!!!
    Kiiitoksia Polijon!!!!
    Hyvaa Ilta!!!!

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