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Cinema, il film di Maccanico

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Cinema, il film di Nicola Maccanico

Secondo Nicola Maccanico il cinema non deve aver paura del profitto, siete d’accordo? 

“Oggi il cinema non può più essere diviso fra autoriale e commerciale. la divisione è fra un cinema che ha un pubblico di riferimento e chi non ce l’ha”.

Nicola Maccanico

Scrive Maccanico e invita i naviganti a discutere.

Mi sembra un ottimo spunto. anzi direi che chi è in grado di individuare le fregature contenute in questa affermazione, separarle, numerarle, confutarle anche alla buona, è salvo, sopravviverà e il suo seme si tramanderà.

qual è secondo maccanico il cinema che non ha un pubblico di riferimento?
con chi ce l’ha? a che pro fa quest’affermazione? forse per protestare contro i finanziamenti continui a dei raccomandati senza qualità? qualcosa mi dice che non è questo il suo bersaglio.
voi che ne dite? che film si sta immaginando maccanico?

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8 Commenti

  1. un certo cinema (e un certo teatro e una certa musica) non hanno un pubblico di riferimento perché il pubblico si è ristretto, è scomparso, sostituito da replicanti che guardano la Barbara D’Urso il pomeriggio – oggi ho sentito 3 minuti per caso mentre mi facevo il the e ho cominciato a urlare nella cucina, e per fortuna hanno subito cambiato canale dandomi ragione. (non so poi se una volta che sono uscita dalla stanza, abbiano rimesso la D’urso. forse vivo anch’io con dei replicanti).
    comunque, questa potrebbe essere la prima fregatura. far intendere che non c’è pubblico, e invece non ci sono persone, le hanno trasformate in qualcosa che può giusto apprezzare certa roba (certi film).
    forse il termine commerciale era meno offensivo, per il film e anche per le persone stesse.

    la seconda fregatura è che una frase del genere potrebbe far pensare che se non hai pubblico è perché quello che fai non vale niente o che vale meno degli altri. cosa falsissima.

    fregatura numero tre, di conseguenza, è che non valendo niente non ha senso finanziare questa cosa che tanto non vale niente e non servirà a nessuno perché nessuno la andrà a vedere.

    me ne viene in mente una quarta un po’ scontata, cioè che dando al pubblico quello che vuole e quello che già conosce non ci sarà mai nessuna evoluzione umana e di pensiero.

  2. Credo che maccanico stia immaginando il mio quasi capolavoro horror underground “seppelliscimi ancora” che di certo ha un pubblico di riferimento solo che non vuole mai dico mai pagare il biglietto…

  3. Grandissima str. Il cinema è arte. Allora che significa? Che Carducci lo buttiamo nel cesso perché non lo legge più nessuno? O che le opere di Van Gogh alla loro prima apparizione era meglio bruciarle perché non avevano clienti? O che la cinematografia porno avendo sempre un pubblico di riferimento è degna di essere considerata? O che i film di Celentano campioni di incasso devono rimanere nella storia del cinema? E poi quanto numeroso deve essere questo “pubblico di riferimento”? basta anche un solo spettatore? Quando un’opera della creazione col passare degli anni ancora dà delle emozioni o degli insegnamenti, quella è degna di essere ricordata e tramandata. Questo è quanto…

  4. Cara “regista” da regime quanti di quegli “attori” che hai reclutato nelle sezioni dell’associazione a delinquere del pd hanno banchettato sul terremoto dell’aquila? sei fiera di averli “serviti”? vai a l’aquila a festeggiare adesso? le tue bugie rimarranno nella *storia* e anche i furti dei tuoi mandanti.

  5. Sabrina non ti vergogni nemmeno un pò di quello che sta venendo fuori sul terremoto d’abruzzo? a l’aquila gira voce che chi rubava ti ha dato anche i soldi per alloggiare, davvero sei stata pagata oppure hai agito in buonafede e ti senti tradita? sabrina di qualcosa su l’aquila!

  6. a proposito di draquila ma l’avete visto brutti lestofanti pigri e pieni di putridi sentimenti? non l’avete visto, scrivete quello che leggete su il giornale. guardatelo tanto per rendervi conto di che figura di merda avete fatto scrivendo questi commenti

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