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Charlie Hebdo, vignetta terremoto: penne al sugo, penne gratinate, lasagne

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CHARLIE HEBDO VIGNETTA TEREMOTO

Charlie Hebdo vignetta teremoto

Il senso della vignetta sul  terremoto di Charlie Hobdo

Condanna unanime del web. Ma proprio unanime? No. Io per esempio non mi unisco all’unanime condanna.
La vignetta di Charlie non descrive forse perfettamente quello che è successo e quello che tutti pensiamo? Non ci sentiamo tutti carne da macello e quindi potenziale ragù per le lasagne?

CHARLIE HOBDO VIGNETTA TEREMOTO

Sappiamo perfettamente che ci saranno altri terremoti. Chi è più informato sa che ne arriveranno di devastanti.
Il 20 settembre verrà presentata la legge finanziaria. Sappiamo tutti che non stanzierà fondi per la messa in sicurezza delle costruzioni e che presto ci saranno altre centinaia di morti e poi altre centinaia ancora.
E questo perché la politica economica di questo paese è gestita da sempre da banditi. Gente che pensa all’affare del momento e che se ne fotte del futuro della sua comunità, perché non considera il paese la sua comunità. La comunità dei banditi è la cerchia ristretta dei loro complici e familiari.

Cosa c’è che non va nella vignetta? Non dice forse la verità?
O non ci va che la verità la dica uno stronzo di francese?
E’ disumana, è di cattivo gusto. Invece lasciare che ci siano ancora migliaia di vittime innocenti è umano? Solo perché facciamo finta di dimenticarci che fra 3/5 anni succederà ancora la stessa cosa? Questo è il buon gusto degli ipocriti. Buono a chi piace, a me fa pena.

Vorrei aggiungere una cosa ovvia: una vignetta non è nulla. Non ha nessun potere di incidere sulla realtà. E’ esattamente quello che vediamo. Occupa nei nostri pensieri esattamente lo spazio che occupa quando la guardiamo. Se è bella provoca un sorrisino, se è profonda un altro tipo di sorriso. Se è brutta, un leggero scuotimento del capo. Poi finisce.
Giusto in Africa arrestano la gente per le vignette, per questo gli africani scappano e alcuni di loro muoiono affogati e di certo lo sappiamo la condanna unanime per questo non scatta.

Le vignette non sono niente. L’autore della vignetta può essere importante quando ne fa tante. Tante vignette possono raccontare un paese, un periodo storico, possono esprimere una visione del mondo. Ma una vignetta singola non conta niente. Anche quando una vignetta è geniale, anche quando sintetizza perfettamente questioni su cui altri spendono fiumi di parole, resta sempre irrilevante il suo potere di cambiare. Per questo non trovo rispettabile questo indignarsi per le vignette.

Fa ridere non fa ridere?
Ragioniamo un istante: Secondo voi l’autore di Charlie ha fatto quel disegno con proposito di farci ridere? O col proposito di farci incazzare? Io direi di farci incazzare e direi che c’è riuscito.
Allora accusare uno di non essere divertente quando non aveva nessuna intenzione d’essere divertente, non vi sembra senza senso?
E’ vero è diverso dal comico Rai e dal comico Mediaset che fa le battute su sua moglie che spende troppo e la suocera che parla troppo. Quelle battute sono un taglio, non si discute.
Gli autori di Charlie invece se ne fottono di far ridere. Per questo ogni tanto gli sparano.
La morale è che è importante incazzarsi con chi ti devi incazzare. Chi trova un capro espiatorio nei liberi pensatori compie forse inconsapevolmente un gesto vile. Si sfoga della sua frustrazione con un potenziale alleato e si unisce e solidarizza con i suoi carnefici.

La battuta su Allah invece è proprio una stronzata senza senso anche secondo me.

CHARLIE HOBDO VIGNETTA TEREMOTO

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14 Commenti

  1. scrivi cazzate, con tutto il rispetto. mi spieghi per favore che c’entrano i bambini morti nel sonno mentre dormivano con le penne al sugo o la lasagna? E non mi tirare in ballo la seconda vignetta, un luogo comune che segue la reazione della gente alla prima cretinata, e la verità. Lasciala perdere la verità, che non è il nostro caso, né quello del terremoto in questione. E’ vero che non fanno ridere, e non sono dissacranti, come vuoi far credere. Probabilmente dovevano riempire la pagina con una cosa sul terremoto. Avrebbero fatto bene a lasciar perdere, come dovrebbe fare chi non è capace di fare bene il proprio lavoro. Saluti.

    • le vignette hanno ritratto quel che è successo e lì sono morti molti bambini quindi non è che potevano disegnare panini. vi soffermate sui dettagli quando in quelle vignette è raccontato un fatto, che è quello raccontato da Sabina. L’Italia è un paese corrottissimo e fanno cadere le braccia quelli che se la prendono con i francesi per un disegnino solo perché non sanno alzare la voce contro la dirigenza italiana.

  2. Brava Sabina ho letto con grande interesse il tuo intervento e su alcuni punti sono d’accordo è vero una vignetta non può nulla e non incide sulla realtà. Forse sulla realtà di chi ha vissuto la tragedia un po’ inciderà, che ne pensi? Che dire poi di questi luoghi comuni? Ancora una volta italiani, maccheroni e mafia…. che palle! Io ho la casa in Piemonte, avrà trecento anni e chi me l’ha costruita? Ma che ne so, opss… eravamo francesi in quell’epoca quindi me l’hanno costruita i francesi come tutte le case di quella vasta zona franco-provenzale. Se si scatena l’inferno di Amatrice imploderanno esattamente come quelle dei poveri concittadini di cui sopra. Il problema secondo me non è tanto chi ha costruito le case vecchie, ma chi tira fuori i pippi per metterle in sicurezza, chi controlla che le nuove costruzioni siano fatte per resistere, secondo me tocca anche un po’ a noi cittadini . Se mi aiutano con i pippi io cittadina la casa la metto in sicurezza! E tu che cosa ne pensi! Ti abbraccio, Marisa T.

  3. Il problema è che l’indignazione scatta unanime (o quasi) per una vignetta, ma non è altrettanto decisa quando veniamo a sapere, o già sappiamo, che dopo ogni terremoto, non ci sarà nessuna messa in sicurezza, che i soldi destinati alla ricostruzione finiranno in mille rivoli giù, verso malversatori, che c’è sempre troppa sabbia, rispetto al cemento, che la scuola elementare di Amatrice, che era stata ‘adeguata alla vulnerabilità sismica’, si è sbriciolata…
    Quando i riflettori dei media si spengono, perché le vittime non servono più, la nostra indignazione fa altrettanto.
    E la libertà di satira? Quella è a corrente alternata…

  4. Salve, Sig.ra Guzzanti

    Solo poche cose:

    – La lotta alle mafie, di qualunque tipo, non passa attraverso le vignette.

    Passa attraverso un costante processo di educazione.

    Pochi lo sanno meglio di Lei.

    Non si vincerà oggi, né tra 5 anni, né tra 10.

    Saranno le generazioni future a vincerla.

    E non l’avrà iniziata “uno stronzo di francese”.

    – Quando il dolore opprime una popolazione colpita da un evento del genere, esistono le cose necessarie e le cose delle quali si può fare a meno.

    Di queste vignette si può fare a meno.

    Ignorandole? Potrebbe essere una soluzione.

    Ma il terremotato che ha visto morire i propri familiari non credo riesca ad ignorarle.

    Che un francese possa pensare che io sono italiano, ergo mafioso, me ne frega assai.

    La mia lotta da cittadino contro la criminalità posso continuarla ugualmente.

    Quello che mi rode è sapere che ci sono fratelli, sorelle, padri e madri che stanno versando lacrime per queste vignette.

    Lacrime che si aggiungono a quelle della distruzione, e del lutto.

    – È un po’ puerile, oltre che presuntuoso, difendere per partito preso “i liberi pensatori che diventano capri espiatori”, quando, nei fatti, l’unica cosa libera che ha partorito il pensiero di questi è un enorme rutto.

    Il rutto libero della mente del libero pensatore.

    Ecco cosa sono queste vignette.

    Sul fatto che non volessero far ridere, sono pienamente d’accordo con Lei

  5. Ciao Sabi
    Condivido il tuo articolo sulla vignetta terremoto italia. Tranne la parte in cui dici che soarano sui vignettisti di Charlie perche’scomodi… Ci sono elementi solidi per cui il presunto attentato a charlie sia un false flag ….

  6. Serena sono concorde, però concorderai anche tu che ci sono mille modi diversi per esprimere uno stesso concetto anche in maniere sempre pungente ma rispettando chi ha perso la vita.

    Se ci fosse stata una vignetta dopo la ragedia che subì il loro giornale cHe per colpire le mancate misure di sicurezza mostrava le vittime dove delle Gerardi francesi gli dicevano corri corri se non vuoi morire e questi inseguiti da fanatici terroristi e insanguinato, secondo te cosa avrebbe provato in molti?

    É giusto attaccare un sistema Mafioso, un sistema del Mangia mangia, ma si deve mostrare persone che hanno perso la vita o che richiamano in primis in questo momento più alle immagini di vittime e macerie che di Mafia…al primo impatto non può essere subito compresa, e infatti hanno fatto una seconda vignetta per SPIARE LA PRIMA.

    Magari fare una vignetta di mafiosi o politici caricati a picciotti che sceglieva dal menu della pasta con un espressione affamata e sopra un cumulo di macerie, magari ordinando un piatto di spaghetti alla matricola, avrebbe dato più senso e colpito nella stessa misura ma nel rispetto di chi ha perso la vita proprio a causa di questo sistema Mafioso che tutela i furbetti.

    Logicamente questa é una mia umile e personale opinione.
    Da parte mia il rispetto delle vittime innocenti é importante al pari della libertà di satira, con la differenza che le vittime non hanno scelto loro le conseguenze mentre chi fá satira sa di dover accettare anche critiche, consensi e anche conseguenze possibili di come si esprime purtroppo.

    Comunque ripeto mio umile pensiero alla fine sulla labile linea di confine tra oggettività e soggettività.

    Un abbraccio

    Gabriele Martelli

  7. Buondì.
    Nulla da eccepire riguardo alla massima tutela possibile nei riguardi delle libertà di pensiero e informazione.
    Mi permetterei eccepire sul fatto che “una vignetta non è nulla”.
    Non credo sia così poiché, in caso contrario, non sarebbe stato compiuto l’attentato presso la sede del giornale satirico francese. Liquidarne la causa (per quanto assolta a priori, in nome della libertà d’espressione) con l’attestato di “stronzata”mi parrebbe un tantino riduttivo. Credo, infine, che la continua, nevrotica mutevolezza degli scenari mondiali e locali richieda qualcosina in più anche da parte della satira. Innanzi tutto sul non generalizzare rispetto a questioni ben più articolate.
    Concordo pienamente sullo sguardo pietoso rivolto alla politica, e sull’autocritica nazionale sempre elusa.

  8. Sono assolutamente d’accordo con l’articolo di Sabina. A chi commenta sdegnato lamentando la sofferenza arrecata da queste vignette alle famiglie delle vittime, faccio notare che le parole di Vespa e di Del Rio sono ben piu’ tremende e caustiche di due disegnini satirici, purtroppo altrettanto veri. L’oltraggio estremi ai sopravissuti e ai morti viene purtroppo da chi ci spiega candidamente che la tragedia farà da volano all’economia, ammettendo implicitamente che invece di invece di investire in prevenzione salvando i cittadini, la nostra classe dirigente preferisce aspettare i crolli per dare gli appalti a lupi famelici che durante un sisma si stropicciano le mani e si scambiano telefonate euforiche nel cuore della notte.
    Questo si che é un oltraggio ai morti e a tutti noi.

  9. non so come pormi di fronte alla libertà assoluta, o presunta tale. Non sono stata tra quelli del “je suis Charlie Hebdo” perché non conoscevo l’operato della rivista e mi pareva ipocrita, ferma restando la condanna del pensiero secondo cui è lecito eliminare chi ironizza sulle questioni che ci stanno a cuore. Non ricordo quale fu la vignetta su Allah che scatenò l’indignazione, ne hanno fatte tante…la maggior parte le trovo brutte ma non dirò che “non mi fanno ridere”, perché sul fatto che la satira non debba far ridere se ne parla da decenni, anche in italia. Queste sono abbastanza brutte, non fanno ridere né fanno pensare. penso a quelle che richiamano sugo e lasagne. Il problema è mal posto, non mi vengono in mente mafia e poteri che riducono la gente a carne da macello guardandole, ma solo gente che è stata e sarà carne da macello. come se in parte quei morti fossero parte inconsapevole o semi-consapevole (leggi: complice) del sistema che li ha uccisi. E’ così? potrebbe essere, ma mi sembra più logico pensare che non sa così. non sono colpevole se ho comprato una casa per le vacanze 40 anni fa, non è consapevole mio nipote di 8 anni che è stato ucciso dalle macerie. non voglio dire in senso assoluto che non si può fare ironia coinvolgendo le vittime, dico solo che io non lo farei e non lo apprezzo, e comprendo pure chi, essendo maggiormente coinvolto, manifesta in modo colorito il suo dissenso. in un certo senso trovo più sensata la banale, lineare vignetta che richiama la mafia, perché più corretta e incisiva sulle responsabilità da additare.

  10. Finalmente una che non segue la finta indignazione per le vignette di charlies hebdo
    I terrmoti in Italia sono stati molti e ce ne saranno altri. Sappiamo tutti che sono un affare per pochi… A questi indignati senza memoria dico così: riparliamone tra pochi mesi… Vedrete che forse charleston hebdo aveva visto giusto. Questa è l’Italia ed è esattamente come ci vedono gli altri

  11. 1) PERFETTAMENTE IN LINEA: nulla di nuovo sotto il sole. Mi sembrano vignette nella linea editoriale gratuitamente offensiva di “Charlie”, che detto tra noi forse non è neanche adatto per incartare verdura.. In linea con i noti (invero reciproci) pensieri denigratori verso gli “italiens”
    2) UTILI a CHI QUANDO e COME ?: forse.. quando non riusciamo più a provare, prima di ogni altra cosa, un pò di empatia verso le disgrazie del prossimo. Riesce ad agire alleviando quasi del tutto quella specie di fastidio, di formicolio, derivante da quell’ultimo, sfumato, baluginio di coscienza, che ci fa intuire che “l’altro” è un altro me. Un purga per sentimenti meschini insomma, che alza la soglia di insensibilità.
    3) Di QUALITA’? mmmm! : Tali vignette mancano completamente l’occasione della vera satira, non ci aiutano a scoprire qualcosa di nuovo, con una luce diversa. E’ solo satira ufficiale, in salsa troculenta, per confonderci, che si adagia con comodità nei rimasticati luoghi comuni. Je sui quel ke kzz…ma va là !

    Nulla è nulla purtroppo. Ed ha un preciso effetto. Quindi almeno per il futuro la penso come coloro che hanno da subito detto che è roba da ignorare.

  12. Cara Sabina, ti stimo come artista e ti seguo da anni, ma a volte non riesco a condividere alcuni tuoi pensieri. Nel tuo pensiero, ho trovato verità nella parte in cui specifici che la vignetta non sia stata fatta per “far ridere” ma per provocare. Permettimi però di giudicarne il modo: inserire dei feriti sanguinanti, davanti a delle macerie che schiacciano altre persone, aggiungere aggettivi “italiani” come i tipi di pasta, per me non è provocazione, mi dà di presa in giro, e davanti a dei morti reali, diventa inadeguata. Non sono moralista, sono contro ogni tipo di censura, ma amo il buon senso e odio la superficialità. La polemica si fa con battute geniali, sottili, e tu lo sai bene e lo sai fare ancora meglio, il fumetto in questione poteva provocare inserendo una battuta sulla nostra politica, colpevole e assassina, che ha portato a costruire case fuori norma con una parte delle sovvenzioni, e intascando il resto come da abitudine. Nella vignetta della lasagna, rivedo solo le immagini dei morti, veri, tristemente reali, vittime di un terremoto, e non mi crea “incazzatura” verso il mio governo, verso i politici ladri, e l’unica cosa che mi fa “incazzare”, è che si paragonino a carne da ragù. Se poi vogliamo chiamare questa vignetta, una “geniale provocazione”, allora diventa tutto lecito, e dovremmo iniziare a diventare tutti più cinici, anche davanti alle disgrazie. Con rispetto, ti saluto.

  13. Innanzitutto vorrei dire che il giornale si chiama Charlie Hebdo e non Hobdo. Inoltre mi sembra che il senso della vignetta non è “gli italiani sono carne da macello e per il ragù”, ma “così tanti morti e feriti per un sisma è una specialità italiana”. E’ strano che nessuno in Italia a quanto ne sappia ha dato questa interpretazione.
    In ogni caso se non ci fosse stato qualche giornalista in cerca di notizie, un pirla in cerca di attenzioni o non so quale altro benpensante a tirarla fuori e a diffonderla, dubito che la vignetta sarebbe giunta a una qualche vittima diretta o indiretta del sisma… Il problema è che dato che questa persona è ignota, la gente si sfoga sugli autori. Trovo che chi sa ridere (anche se amaramente) del tragico superi più in fretta i momenti difficili e viva più felice.

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