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Cancellieri della mente e della volontà

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Cancellieri della mente e della volontà

(L’articolo che ho scritto ieri per il fatto)

Si può paragonare il caso del presidente del Consiglio, che telefonò in questura, per far rilasciare una minorenne del suo giro di prostitute, a quello del ministro della Giustizia Cancellieri, che interviene perché venga scarcerata la figlia di un famigerato speculatore edilizio? Questo è uno dei temi che hanno animato il dibattito pubblico negli ultimi giorni.

Nella realtà, Ligresti e Berlusconi hanno in comune solo che diversi collaboratori di giustizia sostengono che entrambi avrebbero iniziato le loro carriere di costruttori coi soldi di cosa nostra. Hanno anche in comune, a dire il vero, il tono delle sentenze che li condannano: in una Ligresti viene definito “persona adusata alla corruzione e all’intrallazzo”, in un’altra si parla di Berlusconi come di un criminale recidivo.

Ovviamente non è questo il punto di contatto su cui il Brunetta di turno, cerca di far convergere il consenso.

Secondo i Brunetta’s i due casi, Cancellieri-Ligresti e Berlusconi-Ruby, si somigliano in quanto si tratta di due alte cariche istituzionali colte in flagrante, mentre esprimevano il meglio della loro umanità.
L’argomento è debole come al solito e senza il controllo totale delle tv, non ha attecchito.

Nei talk ha occupato pochi minuti e nessuno all’opposizione si è dato da fare più di tanto per replicare.
Invece solo fino a un paio di anni fa, di questo si sarebbe discusso con veemenza nei bar e nelle radio.

Le migliori menti del paese sarebbero state impegnate a ragionare per settimane su questo paragone. Firme prestigiose avrebbero citato brani e poesie contenenti la parola “umano”.

Molti dipendenti dell’ex presidente del consiglio avrebbero testimoniato di aver sperimentato questa umanità, arrivando anche a mostrare delle foto di sé medesimi, prima e dopo l’incontro con l’umanità del presidente.

Sui canali alternativi invece altri si sarebbero affannati a precisare che Berlusconi era intervenuto per sottrarre una minorenne ai servizi sociali e rimetterla nella mani della sua maitresse di fiducia.

E per cercare di comunicare quanto questo gesto non abbia avuto nulla di umano, molti di noi avrebbero speso infinite energie.

Così sarebbe andata solo fino all’altro ieri, prima di entrare nella fase della decadenza. Così abbiamo speso gli ultimi vent’anni della nostra vita.

Oggi invece stiamo tornando alla politica vera.

Oggi le informazioni le danno perfino i tg e morale della favola, in tre giorni, sappiamo tutto dei Ligresti e dei Cancellieri-Peluso.

E una volta informati, come è accaduto anche in passato a quelli che sono riusciti a informarsi, ci siamo indignati. La rete si è riempita di considerazioni insolenti e gli opinionisti più stimati hanno guardato a questa reazione con mal celato disprezzo, come è accaduto in passato.

Siamo sempre il popolino giustizialista, fomentato dai soliti manipolatori, che finisce per danneggiare il paese e quindi sé stesso. Partecipiamo senza saperlo a tattiche politiche che nulla hanno a che fare con la richiesta di uguaglianza, e che invece hanno come obbiettivo dare spallate al governo.

E io, che come tanti altri da tre giorni scrivo tweet sulla #Cancellieri, mi rendo conto che c’è più di qualcosa di vero in questa osservazione. Me ne rendo conto eppure posso farci poco.

Dovremmo astenerci dal chiedere le dimissioni della Cancellieri?
No, sarebbe un precedente importante se la Cancellieri se ne andasse e il fatto che resti è l’ennesima dimostrazione di arroganza della classe politica.

Allo stesso tempo sono consapevole che siamo tutti concentrati su questo da giorni, in virtù di una strumentalizzazione.

Siamo, io credo, perfettamente consapevoli di poter discutere solo di alcuni temi che ci vengono dati in pasto come si getta il cibo agli animali in cattività.

I temi a cui ci appassioniamo non riguardano mai le nostre priorità.

Le questioni prioritarie nel dibattito pubblico non entrano mai, vengono a mala pena nominate sotto forma di lagnanza: ben altri sono i temi ecc.

La partecipazione è del tutto piegata alle regole del business e del potere anche quando vorrebbe essere contropotere.

L’opinione pubblica, la società civile in questo paese è paralizzata e impotente come lo sono gli altri ambiti della nostra società. Dobbiamo trovare un sistema per spezzare questo meccanismo in cui più ci illudiamo di partecipare, più ci muoviamo come burattini.

E la rete per ora, nel nostro caso, non fa che esasperare questo meccanismo.

(…e il giorno stesso in cui è stato pubblicato l’articolo abbiamo capito che la cancellieri non si dimetterà e tutti sono passati tutti a commentare la cazzata di berlusconi sul nazismo).

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18 Commenti

  1. Sabina.. grazie per le tue perle di luciditá e franchezza.. oggi sono utili piú che mai!

    ps: da italiana in germania (e non solo) non hai idea della vergogna sulle ultime frasi.. l´unica cosa che riesci a dire é “scusate” 🙁

  2. Brava sabrina. in italia hanno messo in pratica molto bene gli studi di pavlov. qualunque comportamento tu abbia, e’ sbagliato e finzionale al sistema. e’ cosi’da vent’anni almeno. la soluzione reale non e’ tra quelle che loro ti danno, quindi è inutile andare con ogniuna di esse. ma la via d’uscita c’e’, altro che c’e’…

    saluti da londra

  3. solo commenti dall’estero? proprio stamattina mi sono alzata con l’ngoscia pensando: me ne sarei dovuta andare. non so che strana forza malefica mi trattiene. ma lo so che in realtà si va via quando non si può farne a meno. e quando si può.. grazie dei vostri commenti. per fortuna le distanze oggi non si sentono

  4. e` ora del ritorno delle nuove br o di una rivoluzione… so che e` una cosa da non augurarsi… ma e` l`unica soluzione possibile, mio nonno passo` nelle bande dei partigiani sulle langhe per combattere quello che non voleva mai piu accadesse…. per me e per i miei figli, barattando la sua gioventu`con una patria libera dal fascismo… e con lui tanti altri eroi….

  5. si, hai ragione.. si va quando non si puó farne a meno.
    Io sinceramente vorrei tornare prima o poi in Italia, dáltronde, bella o brutta che sia, resta sempre casa mia.
    purtroppo non é cosí semplice, qui mi pagano per il lavoro che mi piace e per cui ho studiato, in italia mi offrono stage di sei mesi per poi cosa? prendere il prossimo neo-laureato da sfruttare.. ma questi sono discorsi giá fatti e rifatti mille volte.. e per non parlare anche dell´aspetto dignitoso dei diritti umani che per un motivo o per un altro mancano nel nostro sistema politico e giudiziaro.
    uno prova a fare mille cose nel proprio piccolo per cambiare la mentalitá delle persone, perché a mio parere, tutto inizia lí; ma sbatti contro un muro di cemento armato, e armato sul serio di slogan vuoti di contenuti, ma pieni di potere.
    Si deve lottare e, forse ancora piú difficile, restare dignitosi.
    Con questo flusso di parole, volevo solo dirti grazie per il lavoro che svolgi, e leggerti é sempre un piacere.

  6. Ciao Sabina.
    Analisi lucida e precisa. Sull’ andarsene; e dove? dov’ e’ che esiste una societa’ senza problemi ‘di questo tipo’ e non dico ‘identici’. Sei in questa societa’ e sei stata capace di analizzarla in maniera molto acuta; saresti in grado di fare lo stesso in un’ altra (societa’)? (PENSO DI SI NATURALMENTE). mA ALLORA PERCHE’ ANDARSENE E NON COMBATTERE QUI LA PROPRIA BATTAGLIA ?

  7. veramente questi giorni mi faceva strano come tanti spendono fiato a commentare ancora le ca**ate di quel monocellulare. chi se ne frega più di ruby o del stato d’animo dei suoi figli. io non me lo immagino un ebreo che conosce il personaggio, offendersi. il problema da discutere sono le dimissioni della cancellieri. anche se personalmente ce l’ho ben chiaro il quadro: dimmi con chi vai, ti dico chi sei. se gli italiani vogliono un ministro come la cancellieri, tanto vale un imprenditore come ligresti. è da dispiacersi veramente 🙁

  8. Ciao sabina, tra i commenti alle solite fessat, di berlusconi sugli ebrei, di letta sui propri attributi, qualcuno al tg ha parlato dello scandalo della ricostruzione all’aquila. certo non quanto sarebbe necessario, ma meglio di niente. a parte te, solo presa diretta ha fatto un bel servizio su l’aquila, ma si e’ trattato di giornalisti che fanno bene il loro lavoro e questo dovrebbe essere la regola. tu, per quello che hai fatto dovresti avere un pubblico riconoscimento dal presidente della repubblica, sempre che continueremo ad averne una, di repubblica….altro che andartene: sei insostituibile.

  9. siete tutti milto cari, combatteremo, il senso della vita poi è questo no? per evolversi bisogna lottare faticare. poi dove si vive, ognuno vive dove può. oggi a propostito di quello che dice @giovanna si è impiccato un ragazzo de l’aquila che è anche nel film. era una persona molto vitale, teneva banco, era divertente, aveva due bellissimi bambini.

  10. Ciao Sabina

    Ti passo un messaggio di una ragazza ai suoi coetanei:

    Nessuno si è mai chiesto perché sprechiamo?

    Perché non sostituiamo gli alberi sparsi in giro e messi lì solo per decorare? Non sono più utili e altrettanto belli gli alberi da frutto? Coi loro fiori così variegati e delicati? E oltre ad essere belli da vedere quando arriva il frutto possiamo anche mangiarlo! Non è poi molto faticoso mantenere in buon stato questi alberi. Bastano poche cure e il resto vien da sé e con esso il nostro messaggio di amore!

    E pertanto basta una semplice nostra richiesta via mail al comune di residenza per manifestarlo 🙂

    Che cosa vi pare di questa idea?

  11. Condivido in pieno la tua analisi Sabina, anch’io mi sento strumentalizzato, dal consumismo della notizia “oggi A domani B e poi ancora C”, ma come non commentare, esprimendo il sentire comune per delle vicende come quella della cancellieri, che evidenziano l’altra faccia della politica, la metamorfosi di una gentil nonna, complice di riprovevoli comportamenti di amici potenti.

    La ministra della giustizia che frequenta pregiudicati palazzinari che hanno rovinato migliaia di risparmiatori, favorendone la scarcerazione ………. deve dimettersi. Se il PD non voterà a favore delle dimissioni, dichiarerà la propria posizione rispetto al velo d’ombra che caratterizza troppi politici e funzionari pubblici oggi in italia. Il PD non può stare con le cancellieri.

  12. Siamo d’accordo su quanto dici a proposito del fatto che si viene puntualmente indirizzati verso alcune temi, su cui discutere, indignarsi, per i quali partecipare a raccolte firme, o inventarci hashtag. E un argomento di discussione tira l’altro, senza soluzione di continuità. Ci piace molto come lo definisce Danyda, consumismo della notizia. E ci avvitiamo in cerchi concentrici, sempre tenuti a debita distanza da ciò di cui davvero si dovrebbe discutere e indignarsi.
    Non che siano temi da ignorare. Come ricordi anche tu, questo non deve esimerci, per esempio nel caso in questione, dal chiedere le dimissioni del ministro. Ma sempre più spesso ci accorgiamo che, incanalate dalla rete, tutte queste energie che potrebbero essere positive e costituire una sorta di combustibile per una rivoluzione, quanto meno culturale e sociale, lì si accendono, lì divampano e lì si consumano.

  13. non i giudici sembra, i giurati, ora devono nominare una nuova giuria popolare… sembra comunque una forma di denuncia inespressa…

  14. Redazione CC scrive:Ciao Piero, mi pare che Pizzarotti abbia detto che per l’inceneritore deve leregge bene le carte. Sono stato amministratore e spesso per alcune opere pubbliche le penali da pagare sono superiori al costo dell’opera. Non escluso che possa accadere una cosa del genere anche a Parma dove tra l’altro il comune ha un debito di circa 600 milioni di euro. Per il resto Grillo avre0 meno importanza di prima, e8 Grillo stesso che lo vuole. Ciascuna amministrazione dovre0 camminare con le proprie gambe. Non puf2 amministrare Grillo tutti e 4 comuni vinti e quelli che verranno.

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