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Calabresi contro Africani, cos’è un derby?

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Calabresi contro Africani, cos'è un derby?

Calabresi contro Africani, cos’è un derby?

Allora vi ho già raccontato che in questo periodo sono chiusa in moviola e i contatti col mondo si sono ridotti ammesso che esista un mondo.

La tv non la guardo il decoder non ce l’ho, continuo a pagare l’abbonamento perché è un ennesima trappola. affossare la tv pubblica come detta Licio Gelli o dare un contributo per mantenerla sottostando a ogni sorta di ricatto?

Sono le contraddizioni impossibili da risolvere ma in attesa della riscossa siamo nella fase della resistenza perciò resisto. in attesa della riscossa o della liberazione o della colonizzazione da parte di chissà chi altro.

Però ho sky e ogni tanto passo sopra qualcosa e come voi immagino sono incappata nel racconto di Rosarno. Riporto la battuta di un amico così scarico la responsabilità del politically incorrect o scorrect o l’impolitically generale:

“Calabresi contro africani cos’è un derby?”

Ma a parte la battuta l’orrore lascia senza parole. La ndrangheta fa entrare i clandestini che servono da manodopera, il governo è complice della ndrangheta e Maroni smarona impunito.

Verrà il giorno in cui sarà punito ma nel frattempo i puniti siamo noi. questi fanno la tratta degli schiavi, si dividono spudoratamente i soldi delle nostre tasse, si candidano tra di loro e sempre più spesso feriscono picchiano e uccidono.

Ribadisco non dobbiamo aver paura succeda quello che deve succedere ognuno sa cosa si merita e cosa no. Abbiamo discusso se sia condannabile Saviano che pubblica con Mondadori. Io ho detto secondo me finché il mezzo non ti condiziona non è condannabile. il mio amico dice sì perché comunque legittimi berlusconi.

Io dico forse la cosa che non mi convince di Saviano è la retorica e tutto quello che c’è intorno ma a parte questo non sono sicura sia il momento di guardare i dettagli ammesso che siano dettagli certo. questo paese è diventato una fogna.

Se è vero che il mondo si divide in chi agisce solo per i suoi interessi e chi pensa al bene comune allora anziché pensare ad andarcene all’estero dovremmo chiedere d’essere messi in quarantena.

Che le frontiere vengano chiuse. Dovremmo preoccuparci di non infettare.

Graviano parlerà e forse accuserà b e questo non sposterà di una virgola i suoi consensi. la storia di questo paese sarà cartolarizzata. al posto dei monumenti avremo le new town.

Il suono delle viuzze dei centri storici sarà sostituito dal ronzìo delle scale moblie dei centri commerciali ma ci sarà sempre chi non ci metterà piede.

C’è chi dice dobbiamo preoccuparci solo di trasmettere il seme e vorrei dire c’è chi dice che invece … ma non c’è. O avete qualcosa con cui riempire i puntini?

Se è vero che il mondo si divide in chi agisce solo per i suoi interessi e chi pensa al bene comune allora anziché pensare ad andarcene all’estero dovremmo chiedere d’essere messi in quarantena. che le frontiere vengano chiuse.

Dovremmo preoccuparci di non infettare.

Torno dal teatro. che bello. altri tempi. attori eccezionali col piacere di offrire un esempio di vita infinitamente migliore. E l’applauso grato del pubblico in quella fase breve in cui ognuno si scorda dove vive e come.

Sarà quell’istante sufficiente a tramandare il seme?

Io sono convinta di sì quant’è vero che la storia dell’umanità è la storia dell’umanità non della viltà.

E’ la storia dell’intelligenza a prescindere dalle infinite violenze e ignoranze. per questo ribadisco secondo me non dobbiamo avere paura.

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29 Commenti

  1. si, anch’io sono convinta che l’intelligenza, prima o poi, trionferà! Ma sono anche convinta che quest’ultima debba essere coltivata….è quindi importante che i “giardinieri” dell’intelligenza, cioè tutti noi, continuiamo a fare bene il nostro mestiere, malgrado tutto. Non è semplice, ma è l’unica carta che ci possiamo giocare.

  2. Buongiorno Sabina se tu o se lei non fossi fosse popolare ti chiamerei Signora Sabina. Facciamo così. Buongiorno Signora Sabina condivido la catastrofe imminente con la stessa paura che ho di tagliarmi mentro mi faccio la barba. non penso di essere incosciente. Penso che ognuno di noi ogni nuovo giorno dovrebbe riconoscere il suono del primo violino che è in lui o lei e prendere la nota laaaaaaa…! Ci vuole orecchio per fare certe cose cantava Jannacci orecchio e cuore che poi è tuttuno. Ho comprato il decoder per quando viene mia suocera, ma poi Dora (la figlia soprano) quando fà i vocalizzi si accendeva il televisore da solo, adesso si è bruciato il decoder da una settimana pare non sopportasse i vocalizzi, non l’ho ancora ricomprato. Buona domenica e grazie per la coerenza INTONATA che ci offri.

  3. Credo che questo calvario continuerà dentro di te, e sarà sempre più soffocante. Il teatro da cui rientri è l’ora d’aria, è il momento successivo a cui elargisci il pizzo a te stessa con cui dici che finalmente per un po’ è passata, poi pronunci la frase magica: “no fear”.

    Siamo belli perché sofferenti e urlanti, in questo mondo di merda che non vogliamo saper cambiare

    Buona domenica a tutti, e che un tozzo di pane oggi a tavola vi vada abbastanza di traverso per farvi temere che tutto può finire da un momento all’altro e che avremmo davvero consegnato quest’italia ai nostri figli

  4. Sono capoccione e forse testardo nel non voler comprendere……o limitato nel comprendere.
    Si argomenta che la paura è veicolo e sostanza delle dittature, dei regimi, del consenso estorto e disinformato, ecc…ecc..
    Perchè allora non dovrei aver paura di “provare paura”? Quale definizione allora per il coraggio? Non è forse la “conoscenza della paura” che stimola la ricerca del coraggio e allontana la viltà, così come comunemente la intendiamo?
    Non mi perdo in panegirici, ma se chi combatte quotidianamente contro “i poteri malati” non conoscesse la paura, non potrebbe fare “scelte coraggiose”.
    Ci hanno inculcato da secoli l’ossimoro male-bene. Ma qualcuno mi dica se è capace e disposto alla scelta senza conoscere i due “corni del problema”.
    Risolviamole queste contraddizioni (forse solo mie) perchè le scelte che si fanno sono il nostro bagaglio di responsabilità verso noi e la nostra appartenenza alla comunità.
    Se si dice che il premio alla paura è la nostra certa “sicurezza” nella comunità si DEVE dimostrare che le scelte “coraggiose” non devono rimuovere la paura, ma le cause che la generano. Perchè si può “provare paura” anche nella scelta di rimuovere le cause stesse che la generano.
    Contorto? Non chiaro? Da psicoanalisi?
    Se decido di manifestare il dissenso entro le regole che sono imposte (manifestazione annunciate e concordate, autoregolamentazione dello sciopero e altri balzelli simili) avrò forse rimosso la “sensazione di paura” che qualcuno impedisca la mia libertà di esprimerlo il dissenso, ma non ho certo rimosso le cause che di fatto lo inibiscono, quindi , si rende inattiva l’azione creando il corto circuito “democratico”.
    Producetemi un esempio dove le tirannie, le dittature, i regimi malavitosi, le ologarchie al potere sono state sconfitte con il “ramoscello d’ulivo” della ricercata “democrazia”. E ditemi anche dove la conquistata democrazia e stata mantenuta “democraticamente” (scusate il gioco di parole) senza esser passati prima per la riduzione al nulla del “contrario”. Nell’antico mondo le guerre risolvevano i “conflitti di esistenza”…non mi sembra che l’attuale abbia risolto differentemente.
    Permettetemi quindi di aver “paura ” di non aver “bastante coraggio” per annullare la “inadeguatezza dei mezzi” messi a disposizione……La “paura collettiva” inoculata potrà cessare solo con la consapevolezza che dal singolo , passare al collettivo di azione è salutare per trovare coraggio di scelte anche radicali e sofferte. Basta trovare la chiave giusta, e qualcuno o qualcosa prima o poi la indicherà. Nell’attesa, si agisca, ma non si porga l’altra guancia. Per favore, no.

  5. Piccola dimenticanza.
    Riabilitare il craxismo (malgoverno,trame, corruzione pubblica, pidduismo, ecc.ecc.) per qualcuno è salutare alla democrazia “parlamentare”, riabilitare la lotta armata (brigatismo rosso, movimentismo radicale,ecc.ecc.) è reato. Quale delle due cose, alla distanza del tempo, hanno fatto più vittime nella società?
    Quale “potere” indica la necessità della scelta ? Non mi sembra certo “il corpo democratico” del paese………..

  6. grandeee!!! continuare a insistere sulla forza delle parole, pleaseeee!!! non voglio emigrare ne esser messa in quarantena…per di più col lerciume che ci circonda e ci governa… e allora parlare, urlare inkazzarsi…nei nostri piccoli mondi che non hanno visibilità spesso accadono incredibili rivoluzioni, se le cerchiamo costantemente… se riusciamo a sfidare la paura… le parole, quelle vere urgenti che fanno tremare la voce, sono ciò che ci rende liberi nel pensiero, esseri umani che si rifiutano di vivere nelle new town

  7. Pasquino mi piacciono le tue analisi. Mi ti immagino mentre declami quello che scrivi con (è una mia fantasia ) la faccia crudele grottesca di Ligabue il pittore.
    Solo il fatto di scrivere in questo spazio stiamo già facendo una rivoluzione, almeno per me lo è

  8. credo! (x u09, dopo averlo pensato ed un po’ vissuto) che, senza autocoscienza in primmis, non si possa discutere o cpmmentare di politica. Ci vuole tanto ma tanto coraggio solo per guardarsi dentro..tutto il resto diventa quasi una gradevole passeggiata..

  9. A Ligabue furono regalati i colori e gli fu insegnato il loro uso.Ciò gli permise la comunicazione con “l’altro” in attesa di essere veramente compreso nel suo personale ed originale “dialogo di vita”. L’azione del dipingere la sua ” visione reale” ora accomuna parecchi sguardi che sottintendono al manufatto quadro.
    Altri personaggi, tramite lo scritto, la figura e la rappresentazione mimetica hanno dialogato e dialogano con noi. E’ il potere dell’arte.
    Stiamo ,ora, tutti beneficiando di un mezzo (il blog di Sabina) che è un potenziale strumento di “visione” (non visionario) di una “lettura collettiva” della nostra comune e ambivalente “immagine sociale”. Tutto in assenza di una “corporea faccia” (….”Mi ti immagino mentre declami quello che scrivi con (è una mia fantasia ) la faccia crudele grottesca di Ligabue il pittore.) ed è questo il massimo che si può dare al “pensiero e all’idea”…….
    Deve, dovrà giungere il momento di superare l’isolamento asettico in cui stipiamo i nostri sentimenti e pensieri e contaminarli con il sudore corporeo della nostra quotidiana battaglia, unire i nostri “corpi” e renderli “massa critica”……….strumento di una azione di cambiamento.
    Ripeto, una comune identità d’intenti, un abbracciare “l’idea” rende più facile sopportare il peso del singolo. E’ già accaduto e sempre accadrà.
    Lo sciame di api operose nel produrre miele, difendono il loro lavoro organizzato se messo in pericolo e tutte insieme sono indiscutibilmente mortali, pur essendo loro stesse sinonimo di vita per molti.
    🙂

  10. @auryn
    conservo gelosamente un libro donatomi da una compagna cilena. L’unico che è riuscita a salvare dalla sua personale biblioteca durante il massacro dei giovani cileni. Entiende?
    Il libro? Una stropicciata e “vissuta copia” di Neruda…..”Confieso che he vivido – Memorias”
    Fa un pò tu…. 🙂

  11. 🙂 marò, pasquik questo è il concerto che fa per me.!
    penso a tratti, leggo a tratti, scrivo a tratti. ancora non mi Stai/state facendo leggere cosa ha scritto sabina oggi. davvero! si pasq., io così la vedo/Sento la paura: come un pungolo utile al risveglio del coraggio! altrimenti è terrore paralizzante!
    non dobbiamo avere nulla da perdere!
    very important: controlliamo costantemente che i talloni siano ben ricoperti da uno spesso strato di calli.. 😉 così da avanzare incorruttibili.e non ricattabili!! entiendi? entiendetes?

    lo leggerò…continueremo a fare un po’ io ed un po’ tu (di più).. 😉

  12. Io ho molta paura.ho paura di non poter far niente per evitare una nuova attuazione della soluzione finale.
    parallelamente alla quarantena degli italiani ave o pensato che forse potrebbe essere un bene
    che gli africani non vengano ad infettarsi sul suolo italiano, ma è un pensiero un po’ stupido.
    no, non ho paura, ma ho un grandissimo senza di angoscia,e anche uno di vergogna.
    Mi sento del tutto impotente contro questo razzismo istituzionalizzato,
    non ho idea di cosa poter fare: sento già che diranno anche di me
    -intanto il popolo non faceva niente-, come per i tedeschi durante il nazismo.

  13. niente paura!!
    grazie per i pensieri, sabina!

    potremmo star qui solo per tramandare un seme (che già è tanto), ma magari anche per essere in qualche piccolo modo di aiuto a qualcun altro a vivere meglio, in modo più umano…
    bisognerebbe parlare di umanizzare…secondo me qusta cosa del ‘bene comune’ rende poco l’idea, se ne riempiono la bocca tutti, ma se la riempiono di aria fetida, perchè quando pensi a ‘bene comune’ ti puoi chiedere “comune a chi?” “bene in che senso?”. iniziamo a dire come ‘umanizziamo’ gli altri, i nostri amici, i notri concittadini…sembra che la parola ‘umanizzare’ porti in sè tutti quei concetti di uguaglianza, di dignità umana, di diritti che mentalmente, almeno io, collego subito. perchè anche i politici abbiano una parola non alterabile nel significato…comefaranno a dire “umanizziamo gli immigrati rispedendoli da dove sono venuti?’…
    almeno ‘suona’ peggio…striderebbe di più…no?

    uff..scusate i pensieri di una 25enne stanca di studi della domenica pomriggio…
    ciao a tutti

  14. Ciao Sabina, visto che non puoi vedere rai2, colgo l’occasione per riproporre a te e al blog, questo simpatico ragionamento che Castelli fa ad una precaria di 37 anni. Il video è tratto dall’ultima puntata di anno zero:

    http://www.youtube.com/watch?v=8umpNWGqD_Q

    Io a differenza di te ho paura, ma non per me: PER IL PAESE.
    Perchè se metti una pentola sotto pressione, e aumenti la fiamma all’infinito, prima o poi qualcosa scoppia….

  15. Ognuno agisca con coraggio nella propria vita. Dalle più piccole cose alle più grandi. Purtroppo questo causa anche allontanamenti da affetti storici se non anche dalla famiglia.
    Sono stanco di gente che chiacchiera e non modifica la propria vita.
    Quindi concordo.

  16. Il paragone con le api laboriose è molto bello, serve costanza e sopratutto coraggio, perche le api quando attacano perdono il pungiglione e muoino, difendono fino alla morte il loro territorio.

  17. Per chi ha ancora “il fegato per leggere”….conoscere….comprendere……riflettere….
    …agire… 😉 http://www.brigaterosse.org/brigaterosse/documenti/archivio/doc0004.htm

    ….non spaventatevi subito visto il link….per alcuni e solo ormai “storia”….e praticare lo studio della storia ancora non è reato.. 🙂 sono passati appena 39 anni…
    …in solo dieci si riesumono e si santificano politici, papi , assassini……..con garbo però 🙂

    E come disse er merlo ar tordo…sentirai er botto si nun sei sordo..! 😉

  18. Sabina per favore si faccia sentire. Non posso credere che Lei avalli i ragionamenti deliranti e le enfasi rivoluzionarie che più o meno velatamente si fanno sul suo blog. Credendo di conoscerla, non ho mai attribuito ai suoi interventi, né qui né altrove, il benché minimo accenno alle tematiche che sottostanno a buona parte dei contributi dei lettori sugli ultimi due argomenti proposti (o forse uno soltanto: la paura). Mi auguro con tutto il cuore che lei chiarisca il suo pensiero e mi aiuti così a …. non avere paura.

  19. Certo Frank, quando si lascia accesa una flebile lucina…….chi ha paura del buio?
    E’ quando si fa luce piena, solare che le creature del buio spariscono e non fanno più paura. 🙂
    Tu che creatura sei?

  20. Qualcuno dice di non aver paura, altri non si scompongono, per altri ancora è normale, è giusto che gli immigrati di Rosarno, che fino a ieri erano la forza lavoro sfruttata nei moderni gulag dalla ndrangheta, siano trattati come bestie da macello. Non bisogna aver paura davanti all’impennata di razzismo che si diffonde nella nostra accogliente Italia, per mano di ministri inumani e ignoranti; non bisogna scomporsi davanti alle menzogne elettorali che da destra e sinistra si apprestano a propinarci in attesa delle prossime elezioni regionali. Chissà se qualcuno si è preso la briga di dare un’occhiata ai candidati di alcune regioni, alla presenza o meno di colletti bianchi, di personaggi indagati, collusi, condannati. Magari ce ne accorgeremo dopo, tra qualche mese, quando saranno già tutti al loro posto ad organizzare le relazioni tra mafie e politica, tra mafie e ospedali, mafie e potere, banche, televisione, acqua. Intanto la sempre stimata Sabina Guzzanti insiste dal suo blog che no, non dobbiamo aver paura. Senza nulla togliere alla grande artista, alla donna colta e coraggiosa sono proprio le sue parole a farmi paura: “non dobbiamo aver paura succeda quello che deve succedere ognuno sa cosa si merita e cosa no”. Nel paese dell’antimeritocrazia nel bene e nel male, credo che un auspicio di questo tipo sia del dutto decontestualizzato e irreale. Bisogna avere paura, bisogna tremare per capire, per non rimanere immobili, per essere coscienti e, soprattutto, non schierarsi dietro false convinzioni trendy, come quella che guardare la televisione sia da idioti o che nessuno di noi ha bisogno del digitale. Sono queste piccole e diffuse ipocrisie a farmi paura e a convincermi che è necessario sentirne sempre di più di paura, per reagire. E ancora, Sabina Guzzanti si interroga sul perchè Saviano abbia pubblicato per Mondadori. Io mi chiedo invece perchè mai si tenda sempre a vedere i i grandi personaggi, o almeno i personaggi pubblici in chiave non politica, ma antiberlusconiana o meno. Non capisco cosa abbia a che vedere l’opera di Saviano, la sua azione inestimabile contro la camorra, con Berlusconi, con l’idea di legittimarlo o meno. E poi, la Mondadori è stata fondata da Berlusconi? Non dovremmo più comprare topolini di pezza perchè la Disney è una multinazionale di merda? Forse dovremmo, ma nella nostra vita non potremmo mai prescindere da topolino. Sabina Guzzanti è infastidita dalla retorica intorno a Saviano. Io benedico quella retorica, perchè è quella retorica che oggi protegge Saviano e non noi ipocriti lettori, è quella retorica che ha portato Gomorra fuori dall’Italia, che ha acceso un faro sulla camorra e sul clan di Casal di Principe in particolare. E’vero che criticare tutto va tanto di moda, come pure vedere del marcio ovunque, ma non credo sia il momento di parlare di retorica a proposito di Saviano; sono in gioco troppe cose, troppe cose che la cara Sabina Guzzanti non riesce a capire perchè probabilmente il suo mondo è troppo distante da Gomorra, da Saviano e dal diritto di avere paura, perchè le spalle, le nostre, sono scoperte.
    http://www.socialvirus.it

  21. Socialvirus……”…..Bisogna avere paura, bisogna tremare per capire, per non rimanere immobili, per essere coscienti e, soprattutto, non schierarsi dietro false convinzioni trendy, come quella che guardare la televisione sia da idioti o che nessuno di noi ha bisogno del digitale. Sono queste piccole e diffuse ipocrisie a farmi paura e a convincermi che è necessario sentirne sempre di più di paura, per reagire….” Appunto!
    Non voglio insistere sul concetto “paura” e del suo “senso lato” , ma prendete il post di franksinasce : “Sabina per favore si faccia sentire. Non posso credere che Lei avalli i ragionamenti deliranti e le enfasi rivoluzionarie che più o meno velatamente si fanno sul suo blog. Credendo di conoscerla, non ho mai attribuito ai suoi interventi, né qui né altrove, il benché minimo accenno alle tematiche che sottostanno a buona parte dei contributi dei lettori sugli ultimi due argomenti proposti (o forse uno soltanto: la paura). Mi auguro con tutto il cuore che lei chiarisca il suo pensiero e mi aiuti così a …. non avere paura.”
    Bene questo è la riprova della condizione dell’indifferenza e della non conoscenza , del blocco e della rimozione ,allo stesso tempo, della capacità di analisi del “pericolo”. Propongo la rilettura di documenti storici che fanno parte del bagaglio della nostra politica sociale, del vissuto per alcuni, e qual’è la reazione instintiva? Il rifugiarsi nelle braccia di chi promette la sicurezza, con fiducia, senza controllo critico di verità. La benedetta verità dei fatti. Così vince l’orco di infantile memoria. Dormite, bambini, altrimenti viene l’uomo cattivo e vi porta via………….così faccio i cazzi miei in santa pace….! Beh per me e finito il tempo delle fiabe e si appresta inesorabilmente quello dei bilanci…sono in buona compagnia per questa strada, vorremmo però restituire, con gli interessi, quello che ci è stato tolto. Il tempo e il futuro sognato.

  22. http://www.youtube.com/watch?v=Ww9JS8dJ9fY

    Here Comes The Flood

    When the night shows
    the signals grow on radios
    All the strange things
    they come and go, as early warnings
    Stranded starfish have no place to hide
    still waiting for the swollen Easter tide
    There’s no point in direction we cannot
    even choose a side.

    I took the old track
    the hollow shoulder, across the waters
    On the tall cliffs
    they were getting older, sons and daughters
    The jaded underworld was riding high
    Waves of steel hurled metal at the sky
    and as the nail sunk in the cloud, the rain
    was warm and soaked the crowd.

    Lord, here comes the flood
    We’ll say goodbye to flesh and blood
    If again the seas are silent
    in any still alive
    It’ll be those who gave their island to survive
    Drink up, dreamers, you’re running dry.

    When the flood calls
    You have no home, you have no walls
    In the thunder crash
    You’re a thousand minds, within a flash
    Don’t be afraid to cry at what you see
    The actors gone, there’s only you and me
    And if we break before the dawn, they’ll
    use up what we used to be.

    Lord, here comes the flood
    We’ll say goodbye to flesh and blood
    If again the seas are silent
    in any still alive
    It’ll be those who gave their island to survive
    Drink up, dreamers, you’re running dry.

    p.s. non ci sarebbero dubbi se ci leggessimo per bene anche dietro le righe…

  23. Ave Pasquino.
    Condivido come sai la tua passione per la libertà e ti apprezzo nell’invito al culto della storia che ama illuminare i passi futuri sapendo interpretare al meglio quelli passati.
    Ma chiediti ora come ho fatto io e come prima e meglio di me se lo chiedeva qualcun altro qui :

    http://www.youtube.com/watch?v=NBt7oDDJm5E&feature=related

    Se vale ancora la pena sbattersi per dei connazionali che adorano farsi governare da un capocosca mafioso ( perchè ce lo dice Bossi ,,, a scanso querele ), perchè così è se ti giri intorno ,,, connazionali che concedono ancora rispetto e dignità a delle autorità presunte, del tipo dio, papi e similari democratici invece che prenderli a calci, solo per ignoranza, scarsa coscienza e poca stima di sè e riappropriarsi del loro essere unici e precari perchè così educati da millenni a servire da aver elaborato una propria ideologia della soggezione e del servilismo che non ha uguali nel mondo.

    Consiglio allora Prudenza ,,, che tanti ne ho visti cadere traditi di fronte ai distinguo dei presunti compagni di strada quando si trattava di condividere gli obiettivi.
    Chiari devono essere gli obiettivi ,,, ma pure condivisi.
    Sulla chiarezza intanto abbiamo molto anche qui da discutere ,,, come per me può essere la Nera genìa, in qualità della schiera degli impostori in tonaca, Unica responsabile da secoli di questo scolo di fogna chiamato popolo italiano alla quale mostrare il conto e dal quale pretendere il pagamento pena una giustissima condanna all’estinzione immediata, come altri, ferventi e credenti, rifiuteranno questa lettura e pure l’obiettivo additando in parziale visione magari solo i figliocci santi di quella genìa, ovvero i fascisti e i mafiosi, altri ancora segnaleranno altri obiettivi ,,, dunque ,,, siamo sicuri di giocarci tutto per un obiettivo che scopriamo poi non essere condiviso ?
    O è meglio lasciare la nave che affonda sempre più velocemente accaparrandoci gli ultimi salvagente prima che se ne accorgano tutti di fronte all’evidenza ?
    Che poi ,,, l’evidenza ,,, . Sono convinto che la maggioranza dei creduli gnocchi se pure il papa si affacciasse dal finestrone a dire: “Vi abbiamo preso per il culo per duemila anni” ,,, quella sotto dopo solo un breve attimo di sbigottimento sarà a gridare ancora più forte “Evviva il papa “!
    Per dirti che quando si è assimilati i concetti di autorità e soggezione non bastano poche generazioni per estirparlo, ce ne vogliono molte ,,, e noi non abbiamo così tanto tempo.

    Quello che voglio dire, forte solo della mia esperienza consolidata, è che SOLO se l’obiettivo è fortemente condiviso e poi non tradito per ipocriti scrupoli di induzione cristiana, del tipo pietà e compassione, forse vale la pena battersi per salvare la nave con tutti i passeggeri ,,, altrimenti che si fotta l’Italia con tutti i suoi papetti, sottoposti e capocosca ,,, così non infettiamo più pure tutto il mondo come dice bene Sabina ,,, ho una sola vita, e poco tempo ancora per viverla, preferisco spenderla e magari perderla altrove dall’ignoranza indotta e assimilata per pigrizia intellettuale o solo per scelta vile.
    Vale.

  24. Picus, nell’abbracciarti e condividere con te quanto tu esponi allo sguardo sapiente di chi vuol leggere “dentro”, porgo la domanda che quotidianamente mi pongo: essere, non essere, ma è infantile il divenire? Io vorrei “ritornare all’infanzia”, per poter completare l’unica vita da adulto che ho posseduto.
    Con rispetto. Vale.

  25. Francamente Pasquì ,,, sai come te vojo bene ,,, Io il rispetto non lo merito e non lo cerco, me fa sentì vecchio ,,, e poi ho appena criticato il concetto di autorità inventato dai delinquenziali personaggi in nero cultori delle fossili magiche voci scaturenti dall’emisfero cerebrale destro (Julian Jaynes. Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza. Adelphi. ).
    Io intendevo individuare un obbiettivo ,,, da quello partire avendolo bene in mente e nel bersaglio ,,, che poi si riesca a farlo diventare comune è cosa ardua per i motivi sopra esposti, eppure senza non si va da nessuna parte.
    Qui a parte te e pochi altri solo Maleficus l’aveva ben bene individuato.
    Dimenticare da dove veniamo ( teocrazia ) non è salutare ,,, e quanto abbiamo impiegato a liberarci di quest’orrido passato, e quanto potenti e ancora ramificate sono le metastasi di quel passato in questa nuova teocrazia mascherata da repubblica.
    L’organizzazione criminale più ricca, longeva e pericolosa al mondo ,,, non può essere sottovalutata.
    Guarda l’ Iran, affetto dalla stessa identica peste.
    L’origine dei mali, il cancro, il bubbone che ci rosica l’anima da secoli ,,, fino a che non lo eliminiamo estirpando completamente le sue metastasi chirurgicamente non ne usciremo mai.
    Ingabbia un berluscone, metti in galera un craxi, un andreotti, un kossiga, un provenzano, un riina ,,, ne usciranno fuori sempre altri di intraprendenti zuavi di quell’unica pestifera autorità.
    I suoi ammennicoli fascistoidi e mafiosi non devono trarre in inganno ,,, se si taglia un solo braccio quell’altro resta abile ,,, bisogna mirare alla Capoccia.
    E allora l’infanzia adulta a cui ti riferisci io la individuo solo nel 1849 al tempo della repubblica romana e la sua giovinezza trionfante appena ventanni dopo, e dopo la regressione la nuova infanzia custodita da una rossa volante e poi da una stella.
    Il filo è unico e unica è la strada come unico deve essere l’obbiettivo.

  26. Picus,
    il rispetto è dovuto non solo ai vecchi o alle autorità, ma ha chi espone se stesso e continua a farlo, anche se dichiara di non fare. Le qualità una volta acquisite non cessano di esistere, se richiamate.
    Posso sedermi assieme a te sulla riva del fiume e attendere….ma ho l’impressione che di “cadaveri” ne vedremo passare ben pochi.
    Lo spirito della rossa volante e della stella forse ancora non è del tutto spento, ma ora rinunciare al tentativo di ridare corpo a quello spirito, prima che “l’anagrafe ” lo porti via del tutto………. Forse ancora una volta sarà il “deserto dei tartari”, sarà l’ennesima “guardia al bidone della benzina”…….Ognuno di noi a un “pezzo del puzzle”, basta farlo “intelligentemente” ricombaciare, nei modi e tempi che ci hanno permesso di giungere sin qui. Ricorda chi chiese la firma a Togliatti sul “tesserino” (VI congresso ,milano’48) e cosa gli fu risposto (sulla tessera si, qui no). Quello fu lo spartiacque e il disconoscimento. Qualcuno continuò. F.M.
    Basta così, se conosci comprendi perchè basta così. “Pasquino” 😉

  27. Nel leggere questo articolo di Sabina, che affronta con grande profondità un tema drammatico come la schiavitù, che a sfrutta i lavoratori oltre i limiti di umana sopportazione, calpesta la dignità di un numero crescente di Persone.

    La società civile, non può accettare lo sfruttamento così passivamente, questi continui soprusi, è un comportamento inaccettabile ed indegno da parte di certi personaggi che si ritengono esseri umani!

    Presumo, che in questo contesto possa integrare i molteplici punti di vista ben argomentati in questo post, un mio articolo che affronta il problema della schiavitù, all’indirizzo: http://www.giovannivolpe.it/?p=931

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