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Buon 25 Aprile

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25 aprile liberazione

Buon 25 aprile

Buon 25 Aprile! Chi vuole raccontare aneddoti sulla resistenza storie di vecchi partigiani o come ha celebrato la giornata di oggi è il benvenuto.

Per quanto mi riguarda, lo so che sembrerò monotona ma lavoro anche oggi. mi piace dire lavoro. l’avete notato? mi piace dirlo e mi piace farlo.

Nel mio quartiere c’è un festa in piazza. Se finisco in tempo passo e porgo i miei omaggi all’ANPI.

Ho letto su repubblica che ci sono un sacco di giovani che si sono iscritti circa 100mila. Questa mi sembra una gran cosa da fare. Non ci iscriviamo a nessun partito solo all’Associazione Partigiani.

Un abbraccio forte, virtuale, virtuoso e virale.

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22 Commenti

  1. ciao,sabina
    buon 25 aprile anche a te e a chi lavora con te.
    pure io oggi lavoro,avrei qualcosa da raccontare ma il tempo e’ poco ,percui mi limito a questa riflessione.
    non posso non notare che in qualsiasi situazione della nostra vita ,i politici ,siprattutto di “sinistra”,ci hanno lasciati soli,nella scuola,nel lavoro,nella rivendicazione dei nostri diritti,siamo soli,ci dobbiamo arrangiare con le nostre forze.
    quando tutto questo finira’,quando questa seconda “repubblica di salo'”finira’ avremo un’altro 25 aprile da festeggiare.
    saluti

  2. salve sabina,
    ieri sera ho visto sulla tv olandese il tuo documentario ‘Viva Zapatero’, ed ero in shock! Sapevo che Berlusca ha il monopolio su quasi tutto, ma che la censura fosse cosi’ grave non lo sapevo. Mi dispiace proprio tanto per te, e tutti gli italiani. Mi realizzo che sto bene qua in Olanda, anche se abbiamo quel cretino di Balkenende (premier) en Geert Wilders (che fa paura, e’ furbo). Spero che tu continui a fare dei bei progetti come Raiot, ho l’impressione che resta un sacco di gente che ti ascolta. Tanti saluti da Iefke (Olanda)

  3. ciao sabrina.. piacere federica.
    stavo cercando qualche spettacolo teatrale…ma su ticketone..le date sono state tutte annullate……. mi sarebbe piaciuto vederti dal vivo…o in televisione ( cosa impossibile). Vorrei incoraggiarti nel tuo lavoro e dirti che non sei sola!!! ci sono tanti italiani che si rendono conto che non siamo liberi….e che ce ne sono molti a cui nn interessa niente, la cosa importante è il calcio, le ferie e se ci metti anche qualche donna mezza nuda in tv sono felici. sono giovane, non ho neanche 30 anni … e mi rendo conto che ormai siamo alla frutta…. ma nessuno fa nulla!!! mi sento spesso da sola, qui non è una questione di destra o sinistra…qui la questione è che il potere ad un unico uomo si chiama DITTATURA . ma come faccio a pensare a un futuro sereno ? come faccio a pensare ai miei figli ( se mai ne avrò…visto che con l’aria che tira non riuscirò a mantenerli?). ma perchè il popolo italiano non si ribella? perchè non c’è + nessuno che ha voglia di fare rivoluzione? ma dici che ci mettono qualhe sostanza nell’acqua o messaggi subliminari in televisione per farci perdere la ragione? …. mi sento schiacchiata…ma in fondo so che lo sono meno rispetto alla massa! scusa per lo sfogo…è che fra un pò per strada non se ne può parlare ( e a volte nemmeno in casa!!!!!). un bacio

  4. @ief scrive:
    Sapevo che Berlusca ha il monopolio su quasi tutto, ma che la censura fosse cosi’ grave non lo sapevo.

    Eh…. ma quello ha già un po di anni… Ora è anche peggio…

    @Redazione:
    I caratteri col doppio minore o doppio maggiore non si possono usare nei commenti. Questi, per intenderci, ma senza spazi: < <

  5. vogliamo ricordare Silvio Corbari?
    “l’incubo del regime fascista”

    che nel maggio del 44, fingendo di arrendersi, riesce a fare fuori l’ingenuo console della milizia fascista di Forlì, Gustavo Marabini.

    “Ribelli” Pino Cacucci

  6. …anzi, visto il tuo invito a raccontare storie di partigiani, ripeto il commento che ho postato su fisicamente:

    Oggi non ho voglia di parlare della lega o di cose squallide.

    Ma di essere felice, di festeggiare la Liberazione dal fascismo e dai nazisti. Ancora 2 giorni e poi la mia famiglia festeggerà il giorno in cui mio padre conobbe il suo: mio padre, del ’39, conobbe mio nonno solo all’età di sei anni e questo perchè il caro nonno fu partigiano, imprigionato e poi ancora combattente. Finalmente, in quei bellissimi giorni di primavera potè far ritorno a casa e ritrovare la sua famiglia.

    Dedico a tutti (con la speranza che possiate sentire la musica dal PC) il bellissimo tema di Novecento (chi non lo ha visto si prenda il DVD, è un film bellissimo!). La musica è del grande maestro Morricone. Nella sua genialità ha scritto una marcia, un inno dei lavoratori (la locandina del film è il quarto stato di Pelizza da Volpedo), una marcia, ma che parte dolcissima e poi esprime un fiume impetuoso, l’unità insomma. Nessuna nostalgia, sia chiaro: solo la memoria e la consapevolezza della verità e di chi pagò col proprio sangue e le proprie sofferenze.

    http://www.youtube.com/watch?v=hsBo3rN6Z1M&feature=related

  7. Tornati ora da Milano Piazza Duomo, ci sono state contestazioni e fischi al Sindaco Moratti ed al Presidente della Provincia Podestà.
    Ci sono stati anche insulti a reduci dei lager nazisti e questo non è bene.
    Si contesta al sindaco il finanziamento di iniziative nazifasciste per il 1° e 2 Maggio per ricordare il 35mo anniversario dell’uccisione del giovane missino Sergio Ramelli.

  8. Giornata di festa anche qui a Torino.
    Ieri sera la immancabile fiaccolata commemorativa che da Piazza Arbarello ha attravesato via Pietro Micca per sbarcare in Piazza Castello…tantissimi giovani, ragazzi, studenti, lì presenti con convinzione di causa e non per presenzialismo, una boccata di speranza…nel percorso interventi di reduci, di persone che hanno vissuto in prima persona la presenza fascista e nazista, ma anche chi vive in odierne dittature, come la testimonianza di un ragazzo iraniano.

    Oggi visita al Museo della Resistenza. Se qualcuno del blog venisse mai a Torino consiglio caldamente di visitarlo. Testimonianze video/audio, completamente interattivo, con performance artistiche. Al di sotto del palazzo, circa dieci metri sotto terra, si accede anche ad un rifugio antibombardamento intatto.
    Qui il link: http://www.museodiffusotorino.it/

    Buona Liberazione a tutti 🙂

  9. PeaceRepoter ha intervistato Annunziata Cesani, partigiana in Emilia Romagna, membro della 36’ Brigata Garibaldi. “Chi ha vissuto il 25 aprile del ’45 – dice la donna – vive un momento particolare in questa giornata, perché ben conosce che questa data segnò la fine di vent’anni di dittatura, di stenti, di enormi privazioni per la maggior parte degli italiani e l’apertura di un momento nuovo. All’epoca si era consapevoli del grande contributo dato dai partigiani alla Liberazione e questo ci dava fiducia e speranza di conoscere un mondo migliore. Noi partigiani abbiamo vissuto grandi conquiste, ne comprendiamo la portata, ma sappiamo che ciò che è stato ottenuto, va difeso, perché si rischia di tornare indietro. Ci preoccupa l’intenzione espressa dal capo del governo italiano di voler modificare la Costituzione, perché questa Carta non può essere modificata in meglio. In questo 25 aprile va rinnovato l’impegno a difendere la Costituzione”. La ex partigiana è affaticata nel fisico dalla giornata, complice il caldo, ma lo spirito e la sincerità sono ancora quelli della combattente. “Non mi sono piaciuti i fischi e le contestazioni alla Moratti e a Podestà – conclude la donna -. La Resistenza non l’hanno fatta solo i comunisti, c’erano tante anime”.

  10. buongiorno, visto che lo chiede Sabina ho un aneddoto da raccontare così come me lo ha raccontato un vecchio partigiano circa 40 anni fa.
    non so se sia importante ma è l’unico che conosco bene e lo trascrivo come mi è stato raccontato con certamente il beneficio del dubbio
    si tratta di una azione di guerra, e di come a volte la fortuna cambi alcune situazioni.
    come detto circa 40 anni fa al ” solito” bar si cazzeggiava su svariati argomenti, ad un tratto una mia domanda ad un amico più vecchio di me di 20 anni in riferimento al suo trascorso come comandante partigiano.
    racconto:
    ” un giorno imprecisato degli anni della resistenza circa 1944/45 .vi era in atto sull’appennino ligure ( zona nord est di genova) un grande rastrellamento, per cui il comando generale partigiano aveva stabilito di fare delle azioni di contrasto per permettere ai più di ritirarsi.
    si erano così fermati su una strada dell’entroterra alcune decine ( o forse meno) di comandanti per cercare di fermare l’avanzata dei nazifascisti.
    si erano posizionati sul bordo alto della strada nascosti nell’erba ad alcuni metri uno dall’altro con le armi individuali e con alcune bombe a mano a testa.
    ad un certo punto un grosso contingente ( qualche centinaio di uomini) di tedeschi arriva su dalla strada nel solito assetto di marcia in fila indiana a diversi metri uno dall’altro.
    quando stavano per sferrare l’attacco che sarebbe stato certamente poco rilevante e sicuramente avrebbe decretato la loro morte in quanto in numero esiguo rispetto ai tedeschi, è successo l’incidente ( fortunato per i partigiani).
    al momento che i primi soldati della colonna erano arrivati all’altezza del primo (dalla parte opposta) dei partigiani, a questo è caduta una bomba a mano ed è rotolata in mezzo alla strada, a questo punto si è fermata la colonna e si sono ammassati tutti verso la testa della stessa.
    in quel momento è successo il finimondo, erano tutti ammassati e sotto tiro, una carneficina.
    finita la battaglia i partigiani carichi di adrenalina sono andati nel paese più vicino e hanno fatto suonare le campane a festa. insomma un gran casino.
    il fatto che mi è rimasto più impresso è stato che il mio narratore amico mentre mi raccontava il fatto era visibilmente scosso ed aveva le lacrime che gli scendevano sulle guance.
    questa è la guerra. veramente una brutta cosa sotto tutti gli aspetti e per tutti.
    una domanda per chi vorrà rispondere.
    cosa ne pensate del fatto che ora questa festa del 25 aprile detta della ” liberazione” venga proposta come festa della ” riconciliazione”.
    saluti
    bruno

  11. Quando ho scoperto che l’Unità aveva fatto un servizio della direttrice Di Gregorio (http://www.unita.it/news/italia/97900/lunit_in_emilia_seguici_sul_web) sulle iniziative del 25 aprile a Fossoli alle quali quale io stesso ho partecipato, ho pensato: finalmente un esempio di servizio di informazione sulla memoria, una rispolveratina della Storia vera, al netto delle solite polemiche del cazzo ovviamente orchestrate attraverso banali provocazioni che non possono passare inosservate, come quelle su Bella Ciao o sul ruolo dei partigiani…

    Bene. Tutto entusiasta apro i collegamenti, dicendomi “ecco il senso di quel banchetto schifoso dell’Unità in mezzo ai campo di concentramento, con dipendenti ufficiali che altro non facevano che vendere il giornale. Nessun riferimento alla ricorrenza, nessuna iniziativa parallela contro i fascismi odierni, solo marketing”. Infatti nei servizi quel banchetto sbuca da ogni angolo, tipo concorso “fai una foto con l’unità”. Contenuti? 1-spiegazione di cos’è Fossoli, casomai non sapessimo usare Wikipedia. 2-Non c’è solo la Lega arrembante in Emilia, ci sono anche giovani con la maglietta rossa 3-Concita becca per sbaglio un reduce, con l’affetto di una SS mancata lo incalza per fargli dire (in realtà si sente solo lei, la voce del partigiano non si percepisce, potenti mezzi del finanziamento pubblico) che in mezzo ai partigiani c’erano anche degli ignorantoni analfabeti, e che adesso con Berlusconi ci si sente di nuovo sotto il fascio (fonte: http://video.unita.it/media/I_viaggi_de_l_Unit_/L_Unit_in_Emilia_Concita_il_partigiano_e_la_speranza_1157.html ) 4-Di nuovo per sbaglio la tizia con la telecamera incrocia la moglie di un uomo assassinato dalle Brigate Nere. Domanda: perchè è qui? Per commemorare mio marito, che fu ucciso durante la guerra. Ucciso dai ted..? Dalle Brigate Nere. Fine. Hanno pensato: tanto basterà per convincere qualcuno a votare PD. 3- Servizio sul concerto di Carpi in cui è sapientemente occultato il discorso del partigiano Nicolini, conosciuto come Comandante Diavolo.

    Per la cronaca: nel suo discorso Nicolini (come Riva) ha invitato Bossi Il Trota a scegliersi un paese con al bandiera che più lo aggrada. Ha invitato La Russa a ricordare che il Benito fu destituito dallo stesso partito fascista con un ordine del giorno in cui si riconosceva lo sfascio a cui avevano portato il Paese. Ha ricordato che sì, senza le bombe americane non potevano liberare l’Italia da soli, loro che avevano cominciato a combattere con fucili da caccia, ma che senza la resistenza oggi l’Italia non sarebbe la stessa, anche geograficamente (ricordava che i fascisti hanno firmato per dare Bolzano e Trieste a Hitler).

  12. Segnalo anche questa raccolta di racconti sulla liberazione (molto interessante a mio parere ) http://barabba-log.blogspot.com/2010/04/schegge-di-liberazione-un-ebook.html

    ..e questo sito realizzato da un semplice gruppo di appassionati, che parla delle vicende incredibili che riguardano la costruzione clandestina di apparecchi radio all’interno dei campi di prigionia militari in Germania, da parte degli italiani http://www.radio-caterina.org/
    Questa vicenda mi ha fatto riflettere su due cose. La prima è, forse banalmente, l’importanza della comunicazione e dell’informazione nella prigionia. Un’importanza anche superiore a qualsiasi altro fattore. Le notizie captate di nascosto da Radio Londra non erano solo motivo di speranza, ma erano l’unica appiglio per resistere alle tentazioni quotidiane di fascisti e nazisti che invitavano i militari a unirsi a loro. Conoscere la verità era la più grossa spinta alla libertà che si potesse avere.
    Da qui torno sul discorso che Nicolini, il comandante Diavolo, ha fatto a Carpi. Ha detto anche che i veri eroi sono i ragazzi morti per non aver aderito alla Repubblica Sociale, deportati o direttamente uccisi. Gli si offriva benessere e libertà, ma hanno preferito il sacrificio.

  13. Sempre sulle vicende raccontate su http://www.radio-caterina.org/

    La seconda cosa su cui ho riflettuto è stata l’importanza, nella costruzione di una radio in un campo di prigionia, del contributo di ogni mente e di ogni conoscenza. Un tecnico rinchiuso nel campo disegnò il circuito radio, un’altro riuscì a introdurre una valvola, un altro studiò la composizione della resistenza, uno creò una pila di volta con monete e acido creato dall’urina, uno rubò il filo di rame dalla dinamo di una bici tedesca.
    La resistenza, questo è uno degli esempi più lampanti, è stata fatta con il contributo di ogni tipo di capacità. Oggi sappiamo di dover resistere e dobbiamo ricordare che ognuno ha le capacità singole di dare un contributo fondamentale. Non dobbiamo diventare tutti giornalisti o politici improvvisati. Dobbiamo mettere al servizio ciò che sappiamo fare per una giusta causa.

  14. @Dieghito
    Paolo Bernard penso che faccia alcuni piccoli errori.
    Si dimentica di chi detiene l’informazione (e non mi riferisco solo a Mr B. – dove spicca – ma ad una larga parte di industriali e banchieri). Ora dare la colpa a Santoro, Beppe grillo, travaglio del fatto per cui “alcune notizie non passano” dato che appartengono a una “parrocchia” mi sembra esagerato. Di certo tutto ciò che dice santoro, travaglio, grillo, piero ricca, non va preso per oro colato, bisogna sempre ricordare che l’informazione non si esaurisce con loro… quella è un’attività che appartiene al singolo (quello che bernard definirà nel video come Problema culturale, con cui concordo).
    Dà la colpa a questi personaggi “alternativi” che secondo lui sono causa di un “soffocamento” di ciò che in maniera implicita si può riassumere con la parola “rivoluzione”.
    Nessuno di loro però penso abbia mai parlato di “rivoluzione”. La maggior parte delle parole che professano infatti sono per mantenere uno “status quo” – in termini di forma di governo – almeno accettabile, possibilmente col rispetto delle regole. In parole povere invitano a partecipare, a formarsi – ciascuno con parole e metodi diversi (discutibili) – con un tipo di approcio “conservatore” (azzardo con il definirlo “con principi di destra-moderata”?).
    Il problema infatti è culturale… nel senso che chi vede “rivoluzionario” parole di giornalisti come travaglio, sbaglia. Travaglio penso che svolga in maniera impeccabile il suo lavoro o almeno tenta di falro più correttamente possibile, ma rimane sempre e solo un giornalista (al quale vanno motli meriti…) e bisognerebbe ricordarselo.
    Molti peccano di populismo, come spesse volte ci cade Grillo.
    Ma inificiare la loro opera dando loro della “parrocchia” mi sembra eccessivo. Si sposta il “macroproblema” dal sistema insostenibile attuale contro una possibile critica all’attuale sistema (fatta dalla “parrocchia”).
    La sua proposta del resto è molto interessante e sarebbe la più corretta e penso efficacie più di molti v-day o comizi, ossia informare la gente “porta-a-porta” (:P non inteso come programma rai), nelle scuole, per strada (anche se mi sembra che travaglio e ricca – tra la vendita di un libro e l’altra- ad esempio facciano proprio questo). Alcuni meet up fanno informazione attiva, cercano di “spargere la voce”.
    Il problema fondamentale “inziiale” è che la maggior parte delle persone non è in grado, non vuole, non è “culturalmente” educata all’ascolto delle informazioni. Il “rincoglionimento” da tv in questi anni è stato troppo pressante.
    Chi sceglierebbe di ascoltare Bernard (o travaglio o chiunque altro)su un’argomento di politica-sanità-finanza-società, al posto di vedersi sedere e seno di Belen comodamente in tv?
    Del resto anche lui come molti altri, scomoda “poteri occulti” che manovrerebbero tale parrochia, ma -probabilmente per motivi legali 😛 – non li nomina.
    Ho anche io come bernard, il sentore di qualcosa che ci sia nell’aria e che non quadri.
    Bernard dice che molti si sono assopiti e hanno demandato al populista di turno le proprie idee, ma non sono daccordo perchè del resto piccoli “scioperi” manifestazioni, differenti da quelle organizzate da beppe ce ne sono state, ma non sono state messe in evidenza, non appaiono.
    Se vedessimo ogni giorno – o molto spesso – operai che scioperano sui tetti, famiglie che dal limite della povertà ora sono sulla soglia minima della sopravvivenza, se vedessimo ogni giorno che sì è in difficoltà, che molte cose non funzionano voteremmo ancora gli attuali partiti? O ci sarebbero più manifestazioni di quelle che ci sono?

    E’ vero beppe, travaglio e altri non sono “la verità” e non vanno (devono esser) presi “tel quel”, ma cmq sono una voce (almeno in apparenza e molto spesso nella sostanza), differente.
    Un problema che mette in risalto a proposito della “parrocchia” ad esempio è “ma come fa Travaglio ad essere obiettivo e a denunciare se Santoro fa qualcosa di sbagliato?”
    Vista così apparirebbe impeccabile come domanda da porsi. Il problema quale sarebbe? E’ un “Se” ipotetico dove non si sa esattamente dove si fonderebbe.Perchè Santoro ha avuto “precedenti penali”, ha dichiarato il falso, ha dato notizie sbagliate? Ammesso che le dia errate, deve essere proprio travaglio quello obbligato a denunciarle? Come si fa a dare per scontato che travaglio non si dissoci da una cosa detta da santoro? – molto spesso lo fa –
    Ma pure essendo vero che siano “complici” questo somiglia a guardare il “prezzemolino” fra i denti.
    Bernard ha tutto il diritto di critica/di denuncia (e non sono io a darglielo 😛 ) ma ad esempio dovrebbe spiegare perchè dovrei fidarmi della sua firma giornalistica e non quella di altri – che in breve,si professa come alternativo ai pseudo-alternativi – ?
    Il problema della figura dell'”idolo” sta secondo me, nel problema culturale – nel non avere un minimo di critica – non tanto “nell’idolo” stesso (ammeno che l’idolo stesso non si professi come “messia liberatore da tutti i mali”).
    Penso che bernard porti alla luce maggiormente “problemi personali”, giusti da denunciare -ma che marginalmente intaccano il quadro sociale italiano, il mal costume attuale che è di gran lunga più grave.

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