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Asor Rosa e il Golpe

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golpe asor rosa

Asor Rosa e il Golpe

L’articolo di Asor Rosa pubblicato su il manifesto è di qualche giorno fa ma è sempre meglio non stare sulla notizia a mio parere.

Chi liquida l’articolo dicendo Asor Rosa ha detto una grande sciocchezza, come una rappresentante del PD che ho visto ieri a porta a porta (volto nuovo vecchie formule che non hanno mai funzionato), nega l’evidenza che la sua posizione sia invece stimolante e condivisa. Come avrebbe potuto altrimenti il duemilionesimo articolo sul berlusconismo far nascere una discussione?

La posizione del professore di cui preciso non sono mai stata una ammiratrice, in realtà torna alle posizioni che in tanti abbiamo avuto fin dal 94 condivise e ispirate anche da tutte le persone che abbiamo considerato oneste, autorevoli, buone, come Bobbio, Sylos Labini, Vittorio Foa.

Ora al di là delle polemiche su se si tratti di invocare un golpe o la liberazione, la domanda più interessante che pone, è se vogliamo dire basta o no. Quante manifestazioni  “ora basta” e ” se non ora quando” e nell’aria invece qualcosa di inafferabile, una sorta di perversione. Che sia il piacere di vedere invece fin dove ci si può spingere, che sia masochismo, che sia il narcisismo di ciascuno che prevale su tutto o la scarsa convinzione in quello in cui si crede di credere. Qualsiasi cosa sia la sensazione è di essere nell’angelo sterminatore di Bu˜nuel. Siamo asfissiati, ma non usciamo. Basterebbe aprire la porta e andare e non lo facciamo.

Questo aprire la porta non è necessariamente un golpe, non è necessariamente una piazza stracolma, non è per forza un vaffanculo, può essere qualsiasi cosa. Può essere Napolitano che dice basta, può essere uno speaker del TG  che si risveglia in diretta, potrebbe essere un gesto violento o un gesto brocratico, ma magari basterebbe anche uno sbadiglio ben inquadrato durante una barzelletta.

Il punto non è come: è la decisione di uscirne che manca.

C’è, ma non arriva fino in fondo. C’è, ma sul più bello cede. Come se pensassimo che in realtà ci stiamo divertendo o qualcosa di simile.

O come se non avessimo nessuna fiducia di poter ricostruire quello che è stato distrutto. Come dopo uno stupro, le ferite che devi curare non si vedono e la vergogna  prevale sullo spirito di sopravvivenza.

Sotto questo profilo non è vero che sia assurdo che berlusconi cada per gli scandali sessuali quando si è macchiato di colpe più gravi. Siamo un paese violentato, che non ha ancora la forza di ammettere che quello che è successo è capitato proprio a noi.

Detto questo l’idea che debbano essere la polizia o i carabinieri è assurda e pericolosa e infatti mi conferma che asor rosa non è il mio tipo.

Per comodità di chi non l’ha letto copincollo da il manifesto.

|   Alberto Asor Rosa

Capisco sempre meno quel che accade nel nostro paese. La domanda è: a che punto è la dissoluzione del sistema democratico in Italia? La risposta è decisiva anche per lo svolgimento successivo del discorso. Riformulo più circostanziatamente la domanda: quel che sta accadendo è frutto di una lotta politica «normale», nel rispetto sostanziale delle regole, anche se con qualche effetto perverso, e tale dunque da poter dare luogo, nel momento a ciò delegato, ad un mutamento della maggioranza parlamentare e dunque del governo?

Oppure si tratta di una crisi strutturale del sistema, uno snaturamento radicale delle regole in nome della cosiddetta «sovranità popolare», la fine della separazione dei poteri, la mortificazione di ogni forma di «pubblico» (scuola, giustizia, forze armate, forze dell’ordine, apparati dello stato, ecc.), e in ultima analisi la creazione di un nuovo sistema populistico-autoritario, dal quale non sarà più possibile (o difficilissimo, ai limiti e oltre i confini della guerra civile) uscire?
Io propendo per la seconda ipotesi (sarei davvero lieto, anche a tutela della mia turbata tranquillità interiore, se qualcuno dei molti autorevoli commentatori abituati da anni a pietiner sur place, mi persuadesse, – ma con seri argomenti – del contrario). Trovo perciò sempre più insensato, e per molti versi disdicevole, che ci si indigni e ci si adiri per i semplici «vaff…» lanciati da un Ministro al Presidente della Camera, quando è evidente che si tratta soltanto delle ovvie e necessarie increspature superficiali, al massimo i segnali premonitori, del mare d’immondizia sottostante, che, invece d’essere aggredito ed eliminato, continua come a Napoli a dilagare.
Se le cose invece stanno come dico io, ne scaturisce di conseguenza una seconda domanda: quand’è che un sistema democratico, preoccupato della propria sopravvivenza, reagisce per mettere fine al gioco che lo distrugge, – o autodistrugge? Di esempi eloquenti in questo senso la storia, purtroppo, ce ne ha accumulati parecchi.
Chi avrebbe avuto qualcosa da dire sul piano storico e politico se Vittorio Emanuele III, nell’autunno del 1922, avesse schierato l’Armata a impedire la marcia su Roma delle milizie fasciste; o se Hinderburg nel gennaio 1933 avesse continuato ostinatamente a negare, come aveva fatto in precedenza, il cancellierato a Adolf Hitler, chiedendo alla Reichswehr di far rispettare la sua decisione?
C’è sempre un momento nella storia delle democrazie in cui esse collassano più per propria debolezza che per la forza altrui, anche se, ovviamente, la forza altrui serve soprattutto a svelare le debolezze della democrazia e a renderle irrimediabili (la collusione di Vittorio Emanuele, la stanchezza premortuaria di Hinderburg).
Le democrazie, se collassano, non collassano sempre per le stesse ragioni e con i medesimi modi. Il tempo, poi, ne inventa sempre di nuove, e l’Italia, come si sa e come si torna oggi a vedere, è fervida incubatrice di tali mortifere esperienze. Oggi in Italia accade di nuovo perché un gruppo affaristico-delinquenziale ha preso il potere (si pensi a cosa ha significato non affrontare il «conflitto di interessi» quando si poteva!) e può contare oggi su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse. I mezzi del Capo sono in ogni caso di tali dimensioni da allargare ogni giorno l’area della corruzione, al centro come in periferia: l’anormalità della situazione è tale che rebus sic stantibus, i margini del consenso alla lobby affaristico-delinquenziale all’interno delle istituzioni parlamentari, invece di diminuire, come sarebbe lecito aspettarsi, aumentano.
E’ stata fatta la prova di arrestare il degrado democratico per la via parlamentare, e si è visto che è fallita (aumentando anche con questa esperienza vertiginosamente i rischi del degrado).
La situazione, dunque, è più complessa e difficile, anche se apparentemente meno tragica: si potrebbe dire che oggi la democrazia in Italia si dissolve per via democratica, il tarlo è dentro, non fuori.
Se le cose stanno così, la domanda è: cosa si fa in un caso del genere, in cui la democrazia si annulla da sè invece che per una brutale spinta esterna? Di sicuro l’alternativa che si presenta è: o si lascia che le cose vadano per il loro verso onde garantire il rispetto formale delle regole democratiche (per es., l’esistenza di una maggioranza parlamentare tetragona a ogni dubbio e disponibile ad ogni vergogna e ogni malaffare); oppure si preferisce incidere il bubbone, nel rispetto dei valori democratici superiori (ripeto: lo Stato di diritto, la separazione dei poteri, la difesa e la tutela del «pubblico» in tutte le sue forme, la prospettiva, che deve restare sempre presente, dell’alternanza di governo), chiudendo di forza questa fase esattamente allo scopo di aprirne subito dopo un’altra tutta diversa.
Io non avrei dubbi: è arrivato in Italia quel momento fatale in cui, se non si arresta il processo e si torna indietro, non resta che correre senza più rimedi né ostacoli verso il precipizio. Come?
Dico subito che mi sembrerebbe incongrua una prova di forza dal basso, per la quale non esistono le condizioni, o, ammesso che esistano, porterebbero a esiti catastrofici. Certo, la pressione della parte sana del paese è una fattore indispensabile del processo, ma, come gli ultimi mesi hanno abbondantemente dimostrato, non sufficiente.
Ciò cui io penso è invece una prova di forza che, con l’autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall’alto, instaura quello che io definirei un normale «stato d’emergenza», si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d’autorità nuove regole elettorali, rimuove, risolvendo per sempre il conflitto d’interessi, le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del prevedibile, anzi prevedibilissimo appoggio europeo, restituisce l’Italia alla sua più profonda vocazione democratica, facendo approdare il paese ad una grande, seria, onesta e, soprattutto, alla pari consultazione elettorale.
Insomma: la democrazia si salva, anche forzandone le regole. Le ultime occasioni per evitare che la storia si ripeta stanno rapidamente sfumando. Se non saranno colte, la storia si ripeterà. E se si ripeterà, non ci resterà che dolercene. Ma in questo genere di cose, ci se ne può dolere, solo quando ormai è diventato inutile farlo. Dio non voglia che, quando fra due o tre anni lo sapremo con definitiva certezza (insomma: l’Italia del ’24, la Germania del febbraio ’33), non ci resti che dolercene.

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50 Commenti

  1. quasi contemporaneamente è stata scritta questa http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2732 . e mi sembra che ci sia una qualche affinità tra le due.insomma è chiaro che la voglia di cambiare c’è, la necessità di cambiare di provarci sul serio però restano parole.non riusciamo a fare, abbiamo bisogno di un capopopolo di un capitano di ventura da seguire, siamo divisi perchè così hanno voluto e ci sono riusciti.io non concordo con Asor Rosa perchè penso una prova di forza che scenda dall’alto sia un paradosso.una prova di forza che scende dall’alto mi sembra che contenga in se il germe della “compressione”.la forza deve ascendere e per ascendere deve venir dal basso.questo è quanto penso.e poi…bò non riesco a pensare a “cosa” “FARE”.

  2. L’unico limite del pensiero di Asor Rosa e’, l’individuare in polizia e carabinieri i mezzi per sovvertire la situazione.
    Inoltre, personalmente, ogni volta che penso al dover ricostruire, mi viene la nausea.
    l’abbiamo fatto dopo il fascismo e ci hanno dato 40 anni di dc, l’abbiamo fatto dopo la dc e ci hanno dato berlusconi…
    dopo berlusconi, che cosa si inventeranno i decerebrati?

  3. Io mi stupisco dello stupore suscitato da tanta lucida analisi. Insomma: in Cina, ove gli abitanti son tanti, vivono sotto tirannide che è talmente forte da reprimere ogni reazione; a noi spiacerebbe se i rappresentanti dell’ordine costituito congelassero i capisaldi del potere e instaurassero, con l’aiuto delle più fini menti, una perfetta democrazia rientrando subito dopo nei ranghi? Io penso che a nessuno spiacerebbe perché sarebbe la soluzione pù semplice e incruenta, senza ingerenze esterne e senza violenza. Ora: noi non siam cinesi ma pur senza subire la repressione di quelli, viviamo in una sorta di allucinazione di massa, di ipnosi collettiva ove per metà adoriamo il Silvione non accorgendoci degli scempi, dimenticando esser figlioccio di Craxi che manu Mammì gli ha regalato in esclusiva l’etere (come se a me regalassero il cielo in esclusiva e guarda un pò io costruisco aerei), dimenticando l’incerta provenienza dei suoi denari, dimenticando il mistero dell’improvvisa scomparsa del suio timore verso la mafia, dimenticando che il suo consenso s’ingenera dal potere mediatico (ottenuto come detto) e dal patto scellerato (questo si) con chiesa e potentati economice e affaristici. E per altra metà siam prigionieri dell’ignavia più assoluta, non abbiamo avuto il coraggio, quando al governo, di far riforme che impedissero la perpetuazione delle sconcezze silvione e non troviamo la maniera di opporci in modo netto e chiaro (abbaiamo sì agli schiaffi ma pian pianino per paura di prender frustate e cioé nessuno gli dice chiaramente che è un mignottaro, cialtrone, buffone, ladro e corruttore). Quindi un intellettuale che fa: dinanzi ad una situazione di democrazia mortificata con un leader che cattura consensi imbrogliando e con un’opposizione incapace d’esprimersi e d’esprimere valide alternative e cioé dinanzi ad uno stallo perfetto e pur legale e costituzionalmente ineccepibile. Può solo pensare, aspirare all’intervento, non divino perché siam laici ma dei pinocchieschi gendarmi che intervengono per ripristinar la normalità. Questo fa un intellettuale.

  4. asor ha espresso un pensiero condiviso da molti. Di fatto siamo a quello che alcuni nel passato avevano previsto, da Bobbio a Pasolini. Lo svuotamento delle istituzioni dal di dentro, è il vero problema, e sembra difficile trovare una soluzione restando all’interno di regole che vengono usate per costruire la nuova repubblica p2ista. Sono anni che queste cose vengono dette, ma l’insulsaggine della nostra classe politica, che invece di vedere il pericolo ha cercato di sfruttarlo, ci ha condotti ad un vicolo cieco. Ora penso che o ci sarà una forzatura berlusconiana o dovremo farla noi, la forzatura. Non so quale possa essere la mossa del cavallo che ci porti fuori da questa merda, ma dubito che possa essere semplicemente il fare nuove elezioni.

  5. Condivido l’analisi, non il rimedio e tanto meno il guaritore ( la magistratura è la stessa del caso Parmalat!).
    Resta il problema della sovranità popolare; che fare se un’ eventuale tornata elettorale confermasse questa classe politica?
    Sono totalmente, invece, sulla presunta vocazione democratica del popolo italico. Un saluto

  6. Con alcuni amici mi è già capitato di commentare questo articolo.
    E’ una idiozia. Da qualunque punto lo si guardi.
    1) La sospensione (per quanto tempo?) della democrazia per ristabilire la democrazia è già un ossimoro. Inoltre non mi risulta vi siano precedenti nel mondo dove ad una sospensione della democrazia non sia seguita una dittatura.
    2) Polizia, Carabinieri ed Esercito secondo voi risponderebbero più a Napolitano o a Berlusconi?

    La verità è che il problema è politico. Rispetto ad una opposizione incapace (di tutto, di prendere consensi, di governare, di informare…) si invoca una soluzione militare per disarcionare l’avversario. Ricordo a tutti che Berlusconi è potentissimo ma non imbattibile. Prodi lo ha sconfitto due volte e tutte e due le volte è stato fatto cadere dalla propria maggioranza (precisamente dall’ala sinistra della propria maggioranza). Evidentemente non ci stava poi tanto a cuore il problema democratico.

  7. Questo articolo mi ha fatto uno “strano effetto”. Nel senso che sono pacifista convinta, che non ho mai desiderato un golpe militare, facendomi orrore armi, soldati e potere imposto con la forza. Eppure non sono scandalizzata per questo articolo, non mi ha provocato la ripugnanza che mi aspettavo. E’ come se avesse risposto alla mia stanchezza togliendomene la responsabilità. O forse il suo merito è stato di dire finalmente qualcosa di non moderato, magari non condivisibile, ma più sincero, diverso, dai toni forzatamente pacati che tutti ci stiamo imponendo. Contare le manifestazioni cui ho partecipato e gli appelli che ho sottoscritto, credo sia inutile. I partiti non li voto più da anni. Ma la frustrazione di vedere che a fronte di ogni impegno di tante persone che non sono la maggioranza, ma neppure poche, mi ha travolta, lo ammetto. Se la domanda è: vuoi un golpe dei carabinieri? La risposta è e rimane NO. Però dietro questo no che resta convinto, ci sono pensieri e dolori e dubbi che anni fa non avevo. In più, negli anni, pur amando la partecipazione, cui mi attacco come ad una boa di salvezza, ho forse creduto di più in un coraggio individuale e quotidiano che tanto ci manca. Sto dicendo che, come italiani, siamo dei codardi tutti i giorni. Con il capo, con l’autorità, con chiunque abbia il potere di umiliarci e danneggiarci, e che sistematicamente lo fa. Non ho mai visto in tanti anni (sono più o meno coetanea di Sabina) e fino in fondo tutta la cattiveria verso i più deboli, il disprezzo, la mancanza di compassione, empatia, altruismo, come negli ultimi anni. E questo mi ha fatto più male di Berlusconi. Questo mi dice solo che dopo di lui, può venirne uno magari meno ricco, ma non migliore. Forse la rivolta non c’è stata perché è di noi che non ci fidiamo più, di noi italiani. C’è una minoranza che non si è fatta ipnotizzare e manipolare (o il meno possibile) che come me soffre, e una maggioranza felice di navigare nell’imbecillità nel becerismo e nella superficialità. Meglio concentrarsi su un altro stile di vita, un modo più umile e sincero di rapportarsi con gli altri. Cambiare la mentalità tenendo sempre accesa la luce della coscienza. Non riesco a credere in niente altro. Lo ammetto.

  8. Una soluzione invece ci sarebbe ed è molto semplice, senza arrivare ai golpe o obbrobri simili. Però tale soluzione presupporrebbe l’esistenza di una reale opposizione nel parlamento, cosa che è ormai una pura illusione. Basterebbe che domani mattina tutti i deputati e i senatori dell’opposizione di dimettessero. A quel punto il capo dello stato avrebbe sì uno strumento democratico per sciogliere le camere, senza ricorrere a metodi francamente fascisti. Ma ce ne fosse uno della finta opposizione disposto a lasciare quella comoda poltroncina, con il sodalizio a vita alle porte…
    La guerra di potere tra bande della stessa classe (quella degli sfruttatori) non può e non deve interessarci. Loro faranno sempre i propri esclusivi interessi, tranne venire a chiedere il voto ogni 5 anni e raccontarci che questa è democrazia.

  9. Berlusconi e il suo sistema di potere sono o no un pericolo per la democrazia? La parte maggioritaria della opposizione italiana ha finora oscillato fra due risposte altalenanti, a seconda dell’occasione tattica. Sì, è un pericolo per la democrazia (in campagna elettorale). No, è un avversario politico con cui occorre scendere a patti (subito dopo le elezioni; quelle perse e perfino quelle vinte). Basterebbe decidersi per una risposta sola, e andrebbe comunque meglio. E’ un semplice avversario politico (magari più cialtrone e meno dignitoso e meno specchiato di altri)? Benissimo. Allora basta col piagnisteo e via andare col mercatino dei favori incrociati – che almeno ci togliamo dai piedi tutti questi sterili furori verbali che non fanno che riverberare gli strappi istituzionali e culturali del Caimano e avvelenare inutilmente l’aria. E’ un pericolo per la democrazia? Ok. Allora gli si scateni contro l’inferno. As simple as that.

  10. [Ciò cui io penso è invece una prova di forza che, con l’autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall’alto, instaura quello che io definirei un normale «stato d’emergenza», si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d’autorità nuove regole elettorali, rimuove, risolvendo per sempre il conflitto d’interessi, le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del prevedibile, anzi prevedibilissimo appoggio europeo, restituisce l’Italia alla sua più profonda vocazione democratica, facendo approdare il paese ad una grande, seria, onesta e, soprattutto, alla pari consultazione elettorale.] ……………………….. sono più che d’accordo, gli altri stati della ‘UE interverrebbero subito (diplomaticamente),i manifestanti pure,se non altro và colpito duramente da chi ha poteri istituzionali DOMANI MATTINA.

  11. p.s Asor Rosa probabilmente ha fatto una prococazione ma fondamentalmente ha ragione un parlamento legittimamente eletto che si comporta illegittimamente non ha diritto ad alcun riconoscimento

  12. L’articolo non mi interessa per il suo reale contenuto, ma risulta interessante perchè descrive una situazione anomala che si sta creando. Questa stranezza sta proprio nella lenta e perversa accettazione che stiamo coltivando e che risulta perfino interessante, divertente. Una sorta di curiosità, come dice Sabina, su come andrà a finire, su dove tutto questo potrà spingersi. Purtroppo la nostra società rispecchia la televisione, o forse è il contrario…….. Fatto sta che questi accadimenti somigliano sempre di più a quelli che avvengono al Grande Fratello (che non vedo mai) ma che interessa molte persone perchè estremo e finto, ironico ed inutile, crudele e patetico……..e tutto contemporaneamente.

  13. Il problema è culturale….ed è più semplice di quanto sembri….bisogna cambiare mentalità,non c’è niente da fare.
    Berlusconi è un falso problema,il problema vero qua siamo noi, noi che non ci rendiamo conto che fuori da questo paesello non ci sono democrazie,che la democrazia la stanno facendo fallire ovunque,e che anche quegli stati che ci sembrano da sogno fanno pagare a caro prezzo il loro benessere ai poveri negri che continuano a morire come mosche per permettergli quel lusso…noi che crediamo che il conflitto di interessi sia un’esclusiva italiana quando
    2001-2008, tutta l’industria petrolifera e militare USA è alla casa Bianca in blocco, letteralmente. E cosa fa? Incendia il mondo intero per far fluire profitti immani nelle sue casse. Gli attori sono il vicepresidente Dick Cheney, il Segretario di Stato Condoleezza Rice, il ministro della Difesa Donald Rumsfeld, l’ex Segretario di Stato di Bush sr. James Baker III, il ministro della Giustizia Alberto Gonzales, il consigliere Carl Rove, il capo del Carlyle Group Frank Carlucci (CIA), e i funzionari governativi Robert Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O’Neill, Zalmay Khalilzad, William Winkenwerder, Mark Weinberger, Kathleen Cooper, Eugene Hickock, Larry Lindsay; tutti personaggi che escono dal business petrol-militare, entrano al governo, e finito il mandato rientrano nello stesso business dopo averlo ingrassato a dismisura, cioè rientrano in Shell, Mobil, Union Carbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton, Kellog Brown & Root, Bechtel, Enron ecc. George W. Bush è il politico più ‘oliato’ nella Storia americana. Dick Cheney: 1991 al governo incendia l’Iraq letteralmente – esce dal governo e torna in Halliburton – ricostruzione Iraq, appalti a pioggia ad Halliburton – 2000 esce da Halliburton e torna al governo, Halliburton gli finanzia la campagna elettorale a suon di milioni di dollari – 2003 re-incendia l’Iraq – Halliburton riemerge in un mare di appalti – oggi Cheney prende un bonus da Halliburton di 1 milione di dollari all’anno.

    2008-2011: Wall Street entra a palazzo con Obama, in blocco, con Larry Summers (Citigroup), Bob Rubin (Goldman Sachs), Tim Geithner (FED di New York), Henry Paulson (Goldman Sachs), William Daley (JPMorgan Chase ), Gene Sperling (Goldman Sachs), Paul Volcker (Rothschild, Rockefeller), Mark Patterson (Goldman Sachs). Daley addirittura ha mantenuto 8 milioni di dollari d’interessi in JP Morgan e nessuno ha fiatato. Obama ha come maggior finanziatore della sua campagna elettorale Goldman Sachs, e infatti mentre 60 milioni di americani con figlie e mogli tremavano a rischio di sfratto e rovina finanziaria per causa delle truffe di Wall Street, Obama ha sborsato 11 mila miliardi di dollari per salvare solo i suoi amici banchieri, per primi Goldman Sachs con subito 14 miliardi di dollari. Sono prestiti scandalosi che funzionano così: Washington ci mette l’85% del denaro per ripianare i buchi delle banche, queste ci mettono il 15%. Se le cose gli andranno bene, le banche s’intascano i profitti; se invece andranno male perdono solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo. L’economista Warren Mosler ha calcolato che quello che oggi negli USA è chiamato ‘Government Sachs’ ha diretto il più colossale trasferimento di ricchezza dal basso all’1% degli americani nell’intera storia degli Stati Uniti. Conflitto d’interessi di Berlusconi = 7,5 miliardi di dollari – Conflitto d’interessi di ‘Government Sachs’ = 11 mila miliardi di dollari. Fate le proporzioni. Qui è il Cavaliere a impallidire 200 volte. IL VERO PROBLEMA è LA NOSTRA IGNORANZA,la nostra supponenza nel dire che berlusconi ce l’abbiamo solo noi…di berlusconi alla decima ne esistono molti e a differenza dell’originale non fanno gli show,non dicono barzellette,fanno molto peggio,lavorano 24 ore su 24 per rovinarci la vita…
    Quindi Impariamo a riconoscere i nostri errori,smettiamo di chiuderci a riccio nei nostri gruppetti alternativi,impariamo a denunciare quando qualcuno sbaglia(come in questo caso sbagliano il fatto quotidiano,i dipietrini,e tutto il movimento alternativo ad ossessionarci giorno e notte su berlusconi,quando dovremmo ossessionarci delle carognate che ognuno di noi fa nel suo piccolo,di tutti quegli escamotage alla biscione che magari riusciamo a trovare per non pagare questo e quello.Rendiamoci conto che il vero sfascio dell’italia è la nostra assoluta indifferenza a tutto questo,la nostra capacità assoluta di negare l’evidenza e cioè che molte volte assumiamo degli atteggiamenti da mafiosi,da omertosi, e che noi teniamo alla carriera più degli stessi politici,noi saremmo disposti a fare peggio di qualsiasi ruby…quindi iniziamo a dirci le cose in faccia…e forse molti dei nostri problemi si risolverebbero all’istante.

  14. molte di quelle informazioni l’ho prese da un articolo di un’ex giornalista di report,che sabina conosce bene…ha scritto un articolo http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8193 che molti di voi potrebbero ritenere blasfemo perchè è contro il vostro travaglio(mi rivolgo ovviamente a chi lo prega come se fosse il nuovo messia)….bene se è così,sappiate che è l’esatta dimostrazione di ciò che ho scritto prima…non riuscite a ragionare,siete come il cattolico che legge feuebach,siete offuscati dalla vostra fede e probabilmente non riuscite a capire…che l’informazione non deve essere una fede,che chi informa non deve schierarsi in alcun modo…senno non sta informando nessuno…al massimo fa propaganda. uscite da qualsiasi schieramento,siate voi stessi…e come dice Arrigoni “restiamo umani”.

  15. L’analisi del professore è corretta, sensata e portatrice (con la sua provocazione che non condivido nella scelta della soluzione e degli strumenti) a importanti domande e riflessioni:
    Possiamo davvero continuare a sperare a soluzioni calate dall’alto?
    Fin quando possiamo stare inermi o striminziti manifestanti di fronte allo stupro perpetuato da Berlusconi e la sua classe politica?
    Le parole di Berlusconi di questi giorni contro giudici e istruzione pubblica, quelle di oggi che annunciano lo scontro diretto con il Quirinale, unite agli allarmi di “golpe comunisti” urlati dai suoi giornalisti in tv e sulla sua carta stampata, sembrano proprio la preparazione del terreno per un colpo di stato vero proprio (in caso quello strisciante in atto non funzioni per colpa dei testardi giudici “comunisti”) altro che le parole di Asor Rosa, o comunque rientranti nel piano dell’innalzamento della tensione che può portare facilmente a una guerra civile. Ormai mi sembra chiaro il rischio che se non riescano a portare a termine gli obiettivi del piano di rinascita propaganda 2 ( P2 ), che con la distruzione del sistema giudiziario arriva al quasi totale raggiungimento, si possa arrivare a questi nefasti scenari.
    E noi lì, ad attendere che arrivino soluzioni dall’alto….
    Continuo a pensare alle ragioni del maestro Mario Monicelli.

  16. Quella si Asor Rosa è un’analisi molto accurata che io condivido in pieno, per quanto riguarda invece la questione “soluzione” ancor più condivido le vostre risposte, a partire da quella si Sabina. Raramente mi è capitato di leggere delle analisi tanto sentitamente vere, credo che il problema principale, tutto il fulcro della nostra gravosa situazione sia espresso bene in questa pagina. Il punto infatti non è tanto lo schifo e il degrado generale quanto il fatto che nonostante sia ormai ampiamente riconosciuto e rifiutato dalla maggior parte degli italiani esso proceda industurbato verso un limite che sembra non arrivare mai. Qual’è il limite? Cosa c’è oltre questo? Cosa è mancato alle nostre “forze dal basso”, per mettere fine a questa anomalia che ancora viene insensatamente chiamata democrazia? In Tunisia un uomo si è dato fuoco, in seguito all’ennesima ingiustizia, questo evento pare abbia dato inizio a una serie di “rivoluzioni”. Noi italiani, pigri goderecci simpaticoni, cosa siamo disposti a sacrificare per mettere fine al sacrificio del nostro Paese..delle nostre vite..del nostro presente e del nostro fururo? Noi preferiamo lasciar correre,in fondo, perchè pensiamo che qualcosa”dall’alto” faccia ciò che noi non abbiamo il coraggio e la voglia di fare, ma, cosa si intende dall’alto? L’europa? La magistratura? Il presidente della Repubblica? DIO? Cosa stiamo aspettando noi italiani? Quali sono invece gli esempi da seguire? Io credo che la nostra situazione sia completamente diversa da altre, perchè non si è mai assistito a una dittatura cosi velata, una dittatura chiamata democrazia. Siamo noi che dobbiamo agire, siamo noi POPOLO a dover avere l’intuizione su come mettere fine a qualcosa che ben conosciamo, nessun altro esempio è valido perchè ogni dittatura è diversa. Milioni di menti, Intellettuali, Creative, Semplici, Geniali.. IL COMPITO è NOSTRO, NOI DOBBIAMO CAPIRE CHE IL PROBLEMA NON è “Lì” MA “QUI'” E LA SOLUZIONE NON STA NELLE FORZE DELL’ORDINE MA NELLE NOSTRE FORZE. NOI DOBBIAMO COMBATTERE TUTTI I GIORNI NELLE NOSTRE VITE QUOTIDIANE, NON STANCANDOCI MAI DI DISCUTERE SOPRATTUTTO CON CHI RAPPRESENTA QUELLA PARTE D’ITALIA INCONSAPEVOLE. GLI INCONSAPEVOLI SONO DECISIVI NELLA NOSTRA BATTAGLIA, A LORO DOBBIAMO RIVOLGERCI, SENZA OFFENDERLI, CERCANDO DI FARLI RAGIONARE OGNI ORA, OGNI GIORNO. LA RESISTENZA STA NELLE NOSTRE QUOTIDIANITà. PRENDERE PARTE SEMPRE, RISPONDERE, RESISTERE, SCIOPERARE,MANIFESTARE,SCRIVERE,PARLARE,NON ABBANDONARSI.. In questo senso penso che le battaglie sul lavoro siano fondamentali. Lo sciopero insieme al NON ACCONSENTIRE è essenziale. Idem per lo studio. IO per prima continuo a pagare le tasse da anni..mi sto prendendo per il culo da anni e mi stanno rubando soldi e vita. Anche noi studenti dovremmo scioperare ma non cazzeggiando per le aule , invece annullando le nostre iscrizioni, non pagando le tasse, rinunciando a un pezzo di carta che hanno inventato solo per frodarci, per ingannarci, per derubarci di tutto, in primis della speranza. OGNI DECISIONE PRESA VALE COME UN VOTO.. SEMBRA NON CONTI NULLA, SEMBRA NON CAMBI NULLA.. INVECE è TUTTO. TUTTO IN UN AZIONE,UN AZIONE IN TUTTO.

  17. pensare ad un argine a questo degrado è più che legittimo, ma chi dovrebbe farsi carico di ripristinare cosa?.. il nostro sistema debole ha generato B! come un virus in un corpo senza difese il berlusconismo ha infettato l’intero organismo, tant’è che l’unico freno alla corruzione arriva dalla magistratura (una parte) che per lungimiranza dei padri costituenti è affrancata dal controllo politico. Non la Polizia, ne altre Forze dell’ordine possono essere chiamate a ripristinare lo stato di diritto, serve un impegno forte da parte di ogni persona di cultura che abbia a cuore la democrazia. ricordo l’eco che ebbe l’intervento di Nanni Moretti sul palco a Roma, se ogni persona pubblica che abbia a cuore la democrazia si impegnasse a far sentire il proprio dissenso, lanciando un appello alle associazioni, magari anche ai sindacati, almeno a quelli che non si schierano supinamente al volere dei partiti di riferimento..,al mondo cattolico, a quell’elettorato che non si sente più rappresentato dai partiti (il 40%!!), forse si interromperebbe questo senso di prostrazione che pervade la gente comune.. varrebbe almeno la pena di tentare, sempre meglio che fare come faceva Totò nel personaggio di “Pasquale” che non reagiva al sopruso ripetendo: “voglio vedere ‘sto stupido dove vuole arrivare!!”.

  18. Sabina, credo sia più che altro una questione di assopimento delle coscienze. Lascia perdere noi, che siamo una sorta di élite.. l’italiano medio è assopito. Non è che non vuole aprire la porta per chissà quale forma di perversione, è che proprio non si sente asfissiato. La tv ha fatto alla grande il suo dovere, ha sterilizzato le coscienze e i “nasi”, non facendo sentire ai più la puzza. In italia oramai il galleggiante dell’indignazione si è rotto (anzi, è stato sapientemente manomesso) e quindi non ci si accorge più di essere in riserva, perché la supina accettazione ha preso il posto dell’indignazione. Ce ne accorgeremo (se ne accorgeranno) FORSE solo quando resteremo senza benzina oppure il motore gripperà, come adombra Asor Rosa. Quando sarà troppo tardi.
    Quando parlo con qualche conoscente che sta con B il massimo che riesce a produrre è “ma tanto se fate fuori lui non è che gli altri siano tanto meglio”. In quella frase c’è spiegato tutto.
    In questo scenario, il “golpe democratico” di asor rosa, oltre ad essere una soluzione avventurosa che non credo proprio (a differenza di quanto sostiene lui) troverebbe tutto questo avallo da parte dell’europa, presenta un piccolo problemino: chi glielo spiega agli sbirri che è cosa buona e giusta? La Russa???

  19. La sua idea golpista, esplicitata…. con tanto di invocazione di Carabinieri e Polizia di stato al servizio di un piano eversivo per ‘congelare la Camere e mandare a casa con la forza il governo eletto, è la versione letterale espresse da editorialisti del quotidiano di Carlo De Benedetti di Eco di Saviano al servizio dell’Anticostituzione.

  20. Sai che penso io?
    Che non si arriva in fondo proprio perchè siamo tutti degli Asor Rosa, pronti a denunciare il fatto grave, ad indignarsi a trovare e dare soluzioni….maestri, quando invece dovremmo essere spade…tu Sabina sei tra le poche pubbliche persone che io riconosca Spada, tagliente, spudoratamente di parte, assolutamente democraticamente ingenerosa quando ti concentri sul bersaglio, un gigante a confronto di tuta quello stuolo di altri tuoi pubblici “colleghi” che si fanno democraticamente caritatevoli nei loro commenti enunciati da luoghi che funzionerebbero, oltre che da grancassa, da vera alternativa alle trasmissioni spazzatura! Tutti gli Asor Rosa su cui contare non ci faranno spostare di un millimetro dal punto dove siamo neanche tirando a forza dentro un Capo dello Stato, il quale può solo “democraticamente” sciogliere le camere, trasformare il carnefice in vittima e servirgli la rinomina con furore…invece contro i meschini, piccoli dittatori e falsi ci vogliono meschini, molto cattivi e molto forti, come fu contro il nazismo, come è adesso nel mediterraneo…tu non mollare, prenditi querele, fatti mettere alla gogna, ma insisti con il mio toscanissimo vaffanculo, perchè è solo così che si debellerà il tumore e le metastasi asorrosiane insieme…ciao Giorgio

  21. …dopo l’articolo di Asor Rosa, che condivido nell’analisi e non nella soluzione che egli ci prospetta, io credo che sia lecito porsi qualche domanda a cui tentare di dare una risposta, per poter dire ancora di vivere in un paese civile e democratico:
    1) cosa si deve fare per avere un parlamento eletto dal popolo e non nominato dalle segreterie di partito?
    2) è possibile cambiare in tal senso l’attuale legge elettorale?
    3) è possibile sottoporre l’operato di un politico al vaglio dei suoi elettori?
    4) è possibile introdure, tra i reati penalmente perseguibili, la responsabilità dell’azione politica?
    5) l’eletto, è un cittadino qualsiasi e quindi si sottopone alle leggi dello stato, o è al di sopra delle leggi?
    6) è possibile avere una seria legge sul conflitto di interessi?
    7) perchè a persone, come Silvio Berlusconi, dichiarato dalle leggi vigenti tecnicamente ineleggibile, si dà la possibilità di essere candidato ed eletto?
    8) …
    9) …
    10) …

  22. Mi sembra che, trascinati dalla provocazione di Asor Rosa (provocazione che comunque non mi piace…) il punto della questione venga sistamaticamente trascurato:

    il punto è che la democrazia non è un sistema funzionante. Tutto qui.

    E’ un ideale politico ottocentesco, quando erano poche elites istruite a votare.
    La democrazia può funzionare a patto che i votanti siano riflessivi, informati, responsabili. Dunque, per definizione, elite o minoranza se più vi piace come termine.

    chiedere ai Carabinieri di scacciare Berlusconi è come chiedere a papà di mandare via il mostro che sta sotto il letto.
    Il problema l’abbiamo creato noi e una soluzione d’autorità sposta semplicemente più avanti il problema.

    De-responsabilizzare i cittadini è proseguire, non invertire, il percorso berlusconiano.

    La democrazia è crollata su se stessa, rimane in piedi come spauracchio-paravento per far accettare una politica economica e sociale di stampo neo-feudale…che sarebbe costosa in termini di repressione e invece viene inghiottita con solo un po’ di disgusto grazie al fatto che 5 anni fa abbiamo messo una croce su un simbolo e poi ci è stato detto di lasciarli lavorare…

    Tutto, qui. La democrazia ha fallito, in queste forme. O meglio, ha fallito un sistema di delega del potere associato ad un suffragio universale…

    Delle due, una: o si ripensa il suffragio universale (ma è difficile…per ora!) o si ripensa il meccanismo della delega.
    La partecipazione deve essere diretta, locale, concreta.

  23. Ermeneutica. Ah, se si potesse profondere con copiosità sulle coscienze degli uomini, come semente germinante di un nuovo giudizio! Se fosse possibile che tutti dopo avere udito pensassero, valutassero e giudicassero! L’emergenza democratica che vive il nostro paese non è più cosa di destra o di sinistra variegate! Ma non si coglie. Purtroppo non si coglie abbastanza da riuscire a modificare il tempo dei fatti. Siamo stati educati a non sapere giudicare, se questo significa schierarsi, siamo stati edotti nei secoli a riconoscere un capo o un dio che sappia illuderci di salvarci, a guardare tutto dall’interno del nostro nido o branco, tutto purchè anche solo l’apparenza del bene e del giusto giungano dall’alto e mai dal faticoso frutto della nostra azione. Ermeneutica anche per Asor Rosa allora! Ma certo, mi pare che lo scritto non invochi il colpo di stato militare; mi pare la voce urlata nel silenzio educato della grafia, di uno dei tanti in apprensione per la deriva ingiusta immorale ed illegale dello stato. Si cura l’autore nella sua riflessione, di cautelare i capisaldi del sistema democratico repubblicano innanzitutto (quanto detto), ed anche lui come tutti implora la liberazione dall’alto ma raffigurando con difficoltà di confutazione il solo Presidente della Repubblica. Polizia e Carabinieri continuerebbero a portare nei loro fregi la sigle RI della Repubblica Italiana e non sarebbero i nuovi pretoriani. Lo stato d’emergenza non è quello invocato da Bokassa o da Pinochet, ma quello in cui già ci sentiamo; il Justitium della Repubblica Romana invocato non appena si avvertiva un allarme per la tenuta istituzionale. Sospendere le immunità parlamentari e restituire alla magistatura i poteri ascritti, l’attuazione del conflitto d’interesse, il ritorno dei finanzieri ad un lavoro onesto e non alla permanenza nel governo del paese, sono evocati come i desideri degli afflitti e dei deligittimati. Non v’è manifesto rivoluzionario ma sogno! Un sogno politico vissuto nell’impotenza dell’incubo. Un richiamo all’allerta espresso con il volontario intento di scuotere di più i pensieri e le coscienze, e pare evidente che ci sia riuscito. Là c’è Giuliano Ferrara, qui ci siamo noi. Guardiamoci lasciare che tutto accada, separati sempre più ad ogni parola espressa! Con me che invoco l’ermeneutica! Che balzaznata! Eppure è la prima cosa pensata per rispondere con un giudizio a quanto avvenuto. Ia vera forza politica di chi comanda e ci costringe in tali congetture sempre più isolate, è di essere riuscito a creare il potere dell'”opinione comune” che è necessario evitare i cattivi, perchè lo sono sempre; di conseguenza si accettano i buoni anche se finti, falsi e menzonieri, come furbi, vili e criminali. Goebbels diceva: “qualunque menzogna pronunciata cento volte diventa verità”. Più facile emulare lui per chi comanda che lo spirito dei Padri Costituenti. Questa è la politica della discordia e del dissenso oltranzista, veloce, tagliente ed efficace. E’ andata così: basta riuscire a cancellare l’idea dell’alternativa, e quello che resta è buono, è pane per le coscienze in carestia. Guardate me, tra i cattivi, che per parlare di giustizia politica invoco l’ermeneutica! Ma chi mi darebbe credito? Tra i miei critici, domani, rileggendo ci sarò anch’io! Al senso dello stato si deve essere educati; e certo non è una dote, o istinto naturale, come lo sono l’avidità ed il senso del potere. Per vivere in una democrazia è necessario imparare a pensare agli altri, con concordia o nella critica. A volte l’educazione necessita della forza di una scossa, quando quanto detto non basta; come un fischio o un “hoooouu” per riavere l’attenzione perduta. Questo ha inteso comunicare Asor Rosa dietro il suo apparente ed antistorico inno alle armi. Come faccio a saperlo? Me lo ha detto lui! Malgrado suo, per troppa gente Asor Rosa è stato, dai forti, dai bulli del potere trasformato “ermeneuticamente” in un bruto sanguinario guerrafondaio. La morale è che la morale non c’è; in pochi conoscono Asor Rosa per sapere quali valenti intenti democratici albergano nel suo cuore civile, e questi pochi sono tacitati in queste righe. Massì! Altro che armi, servono nuove voci! Magari in un nuovo partito! “Ermeneutica Democratica”!

  24. Condivido; se ci fosse un assemblea permanente della mafia, chi si chiamerebbe? la Croce Rossa? i contadini con le zappe? No, si chiamerebbero le forze dell’ordine; l’ideale sarebbe l’esercito, ma qui si instaurerebbe uno stato militare armato. Invece le forze dell’ordine dovrebbero solo intervenire per riportare la legalità, sotto l’ordine del Capo dello Stato attraverso la magistratura. Ecco perché silviolo vuole togliere il potere alle procure di richiedere l’uso della polizia, facendo questa dipendere esclusivamente dal ministero dell’Interno. Non è mica scemo, l’essere.

  25. Che bel post, e quanti commenti!
    ognuno con qualcosa di interessante!

    asor rosa sa indubbiamente scrivere,
    e anche il finale ha una sua logica interna,
    inoltre in molti abbiamo sicuramente pensato in questi giorni a napolitano e ai fuochi d’artificio eventuali,
    concordo però con chi dice che occorre pensare a piccole cose alla nostra portata e a quello che abbiamo ancora a disposizione,
    i referendum per esempio, che sono stati il frutto di enormi energie positive costruite negli anni.

    non credo che siamo al 24 o 33… mi sembra abbastanza chiaro ormai che le nazioni non esistono più come una volta (multinazionali ecc.), la battaglia politica vera si dovrà giocare in chiave internazionale, con movimenti “ecologisti” che si accordano e coordinano a livello mondiale. per ora siamo ancora in un limbo fin de siècle.

  26. Leggo, e rileggero’,forse non capisco,o i miei pregiudizi politicosociali,non mi aiutano,”dall’alto……” capo dello stato..o che cosa….quindi costituzione…che dice……nel caso di …….ma insisto la colpa e’ mia,non capisco…ma dall’alto di cosa…di chi? ma non sono io con voi….che ogni cinque anni mettiamo..in “alto” qualc’uno, e se siamo in maggioranza ci rappresenta..e se serve..elegge il capo dello stato…e se siamo in minora”nza..ci tocca dire cosa non va…e sopportare…per fortuna ..ed è qui’..il bello, non in silenzio..ad alta voce cosa non va .(.chiaro per noi) e convincere con i fatti..e i “nostri comportamernti..che abbiamo ragione alcuni..degli altri..i “vincitori” per poi…avere anc’ora la possibilita’..di mettere in ALTO un NOSTRO rappresentante…… ma dai basta…che Bobbio o chi per lui si rivolti nella tomba…ne destra ne sinistra……SBARCHIAMO ANCHE NOI…..COME PROFUGHI…..rientriamo in italia…da italiani…che pagano letasse..che aiutano il vicino di casa..che non telefonano all’amico dottore..per non far la fila……ecc . ecc. io da emigrante..o fuggitivo..mi vergogno di cosa non ho dato alla mia patria….ma odio..si odio…cosa la mia patria mi ha dato……una nazione…senza popolo..e senza vergogna…non sparero’ mai un colpo contro nessuno…..e le carceri..servono solo ai carcerieri….ma. quando andrete a votare……o cosi’ o pomi….

  27. SI capisce che Asor Rosa è in gamba dal fatto che chiama le cose col loro nome. La sua analisi dello stato di cose non fa una piega.

    La medicina individuata però è paradossale: se i carabinieri uscissero dalle caserme non lo farebbero per ripristinare la democrazia, ma per imporre uno stato di polizia, i treni che arrivano in orario e altra roba di mussoliniana memoria. Scenari sudamericani. Insomma è contrario al dna poliziesco, il ripristino della democrazia. Il ricorso alla forza è superegoico per definizione. La morale punitiva (uso della forza istituzionalizzata), non scordiamocelo, in quanto superegoica, nasce da istinti sadici e primitivi. E’ il fascismo (mito della forza). Quindi la medicina proposta da Asor Rosa mi pare un controsenso.

    Rimane da chiarire come se ne esce. Io non lo so. Nessuno sa cosa succede dopo che il caimano, appena condannato, aizza la folla contro la giustizia. Lo sfascio è appena iniziato. Certo è che molto è dipeso e dipende dall’inadeguatezza del PD. Soprattutto dall’esistenza stessa del PD, in quanto fondato sulla rinuncia a essere sinistra socialdemocratica in favore di ideali moderati e talvolta addirittura apertamente neoliberisti o clericaloidi (Fioroni, Rutelli e la Binetti non me li sono inventati io, e la politica economica di Prodi nemmeno). Quando manca l’alternativa, quando questa si riduce al penoso maanchismo di veltroni, tutto si riduce al pensiero unico. Forse, per uscirne, occorrerebbe avere un partito di sinistra all’opposizione. Ma ormai è tardi. La sinistra non c’è più.

  28. La soluzione proposta da Asor Rosa ci sembra più che altro un grido di dolore.
    Un golpe militare, con momentanea sospensione della democrazia, fino a quando?
    No, non è certo questa la via.
    L’analisi invece è più che condivisibile.
    Siamo arrivati a questo punto, spostando il confine sempre più oltre. Aspettando che ‘qualcuno’ facesse qualcosa per fermare b. Come ora si sta aspettando il botto da Napolitano.
    Quando bastava mettergli una paletta di stop davanti al muso non appena ha detto di voler ‘scendere in campo’.
    Si ripete che b. è un pericolo per la democrazia.
    Come si può pensare che siano tutti stati così ingenui da pensare che un tycoon in politica potesse essere qualcos’altro?
    Si è voluto assencondarlo, ‘lasciamolo fare’, per un non meglio identificato ‘do ut des’, del quale abbiamo in questi anni visto molto ‘do’ e pochissimo ‘des’.
    L’opposizione si è eclissata. Si è dato addosso a chi aveva visto il pericolo, trattando b. come un interlocutore politico qualunque.
    Come ripetono anche in questi giorni a bocche unificate Veltroni e Pisanu.
    “Bisogna creare le condizioni politiche e istituzionali perché si torni al confronto positivo sui veri problemi degli italiani”. Ancora qui siamo?! Quando mai si è potuto avere un confronto con b. al governo? Quando mai ci si è occupati dei problemi degli italiani?
    Forse ora ci si accorge che è troppo tardi. Che l’abbiamo fatto andare oltre ogni limite. Ora che utilizza il Parlamento solo per i suoi scopi. Ora che la democrazia implode, che si dissolve ‘democraticamente’, con il voto del Parlamento.
    Con un’opposizione che si è messa in trincea, quando il paese è quasi raso al suolo.
    La soluzione di Asor Rosa non è la via. Qual è allora la strada per uscirne?
    Vorremmo dire il risveglio della sinistra, dei cittadini tutti, uscita dal torpore che ci avvolge…ma ci sembrano tutte molto lontane.

  29. L’Italia è come una escort dove catorci di vecchiaia ma di dio ricchezza pieni la usano a loro piacimento noi inqueti di essere italiani come liberatoria la loro fine aspettiamo.

  30. La mia stima al prof. Asor Rosa. Penso che abbia fatta una analisi molto sommaria delle vicissitudini politiche di questo paese. Inoltre perché adoperarsi più di tanto? Per giustificare l’imbecillità e l’opportunismo di mezzo popolo di cialtroni!
    Questa “democrazia” somiglia tanto al giogo dei bambini. I più prepotenti dicono: “noi le regole le abbiamo “rispettate” ma se qualcosa non vi va bene ce ne freghiamo perché siamo più di voi”: A questo punto parte degli altri bambini si riprende i giocattoli e corre a casa piangendo; la parte restante si incazza e non ci vuole stare. Poi va a finire che predono anche le botte dai “genitori”.
    Pronunciarmi oltre potrebbe essere per me dannoso. Hai visto mai, che domani, alle sette quando esco, mi ritrovo tutti i condomini ancora in pigiama a darmi dello “sporco brigatista”

  31. tutto bello, troppo bello, ma Asor è un intellettuale e come tale valuta gli eventi politici in modo teorico, ma ogni teoria deve essere suffragata dalla pratica e qui iniziano i problemi. Incitare ad un colpo di stato dall’alto, può essere anche giustificato, ma chi in Italia si prenderebbe la responsabilità di metterlo in pratica?
    Asor sta comodo dietro la sua scrivania e scrive…intanto altri pagano il prezzo più alto e non sono certo i ceti medio alti. Asor parla di “una maggioranza parlamentare tetragona a ogni dubbio e disponibile ad ogni vergogna e ogni malaffare” e non parla di coloro che gli hanno dato il consenso elettorale, che forse glielo ridarebbero anche dopo uno “stato di polizia”. Insomma la sua teoria è un modo come un altro per non vedere il problema vero, che non è la democrazia ( che è solo una forma di stato, non l’acqua santa!) ma è la mancanza di consistenza di una valida idea oppositiva a Berlusconi ed ai suoi sostenitori. La sinistra parla solo per voce dei suoi intellettuali ne è il segno più emblematico.

  32. perché ce l’hai tanto con la polizia, sabna?

    comunque questa farsa che hai descritto mi ricorda molto quando in non mi ricordo quale campo di concentramento, forse Teresienstadt o qualcosa di simile, hanno inscenato una farsa appunto per far credere a persone che venivano da fuori che non fosse un campo di concentramento, ma che fosse una sorta di casa di accoglienza

    e hanno partecipato gli ebrei, avevano un copione, e l’hanno seguito alla lettera

    forse non c’entra molto con questa cosa, ma mi è venuto in mente questo

    non era la paura che li bloccava, mi ricordo di aver letto che avrebbero potuto parlare in quell’occasione, perché erano venute delle persone di fuori, qualche controllo insomma, e però non hanno parlato, erano come bloccati
    ma neanche loro poi hanno saputo dire perché

    neanch’io adesso so dire perché a certe situazioni non riesco a reagire, ma succede
    per farle finire me ne devo andare
    se me ne vado finiscono, se rimango dove sono non riesco a combatterle perché si è ormai instaurato il mondo di Alice e del coniglio bianco, il mondo sottosopra, ed è difficile da dentro combattere coi pazzi
    cioè o li uccidi e li riempi di botte oppure te ne vai

    mi vengono in mente i miei ex coinquilini ma credo si possa applicare anche al caso Italia
    le cose sono così distorte che o li fai fuori o te ne vai
    se rimani devi vivere come il coniglio bianco, se no ti creano problemi

    secondo me è un meccanismo strano che si mette in moto

  33. Per uscirne cara Sabrina non c’è che una strada… creare un’alternativa politica.
    Fin quando l’alternativa non si vedrà, Berlusconi sempre al governo si vedrà.
    Te la metto in rima, così assecondo la tua vocazione artistica.
    E l’articolo di Asor Rosa è da buttare nel gabinetto senza alcun tipo di se, ma, forse…

  34. Analisi accurata e corretta da parte di Asor Rosa.
    Credo che ogni persona di buon senso abbia maturato dentro sè da tempo le stesse idee, la stessa indignazione, e forse per boutade abbia anche detto “è ora di di passare ai fatti”, ma quello stesso buon senso ci permette di capire che è e deve restare solo una boutade.
    Come ha scritto qualcun altro è con un progetto politico serio che si risolve Berlusconi e il Berlusconismo, è con il risveglio delle anime, è con l’attenzione alla cultura che si fanno crescre uomini e donne certi del loro valore e pronti a non avallare una lista elettorale solo perchè porta soldi, il posto facile, una briciola nelle nostre case di quello scintillante mondo di falsità che ci propinano da decenni dai mezzi di dis-informazione asserviti a questi squali che sorridono falsi e raccontano barzellette sguaiate.

  35. L’analisi è lucida e puntuale. E’ inutile ritornare sulla fotografia della realtà politico-istituzionale italiana. Servono proposte per andare oltre e provare a scardinare il sistema basato su un’ideologia populistico-autoritarie e un gigantesco conflitto d’interesse generante meccanismi diffusi di corruzione.
    Dimissioni di massa dell’opposizione parlamentare? Si potrebbe bloccare il parlamento intanto che ci saranno nomine e ci si riorganizza?
    “Dimissioni” di massa da tutti programmi televisivi e TG di tutta l’opposizione?
    Guerriglia giudiziaria con denunce continue, agli organi competenti, sui vari tentativi di sovvertire il funzionamento delle istituzioni?
    Presidio 24H su 24h e 7gg su 7 a Montecitorio per ricordare l’eversione costituzionale in atto?
    Pressing sul Presidente affinché utilizzi tutti i mezzi per arrivare allo scioglimento delle Camere?
    Intanto sostenere con forza lo sciopero generale del 6 maggio e i referendum, mentre la sinistra, per forzare il PD, deve scegliere il suo candidato premier e preparare un programma con pochi punti importanti da portare avanti e su questo fare proseliti senza compromessi

  36. (Fuori tema, lo so)
    L’ultimo pezzo di Paolo Barnard – lui sì, con tutte le sue contraddizioni e senza volerne fare un dio, emarginato sul serio – “pre-ci-sa-men-te voi”, è molto interessante e dice cose sconcertanti. Ad esempio: – sembra che Marco Travaglio mandi messaggi di insulti a Clementina Forleo ; – sembra che Luigi De Magistris, insieme al suo amico Genchi, non vogliano parlare del motivo per cui un intero capitolo molto scomodo del libro di Genchi è di colpo sparito dall’edizione che è nelle librerie e che di questa cosa anche Travaglio sa tutto.

    Cosa ne penserà la nostra Sabina?

  37. Ripensandoci, quello che ho indicato e anche gli ultimi pezzi di Barnard non sono per niente fuori tema ….. leggere per credere (e angosciarsi ….)

  38. sembra il discorso di un bambino colto. Le persone che credono di poter risolvere cosi’ facilmente i problemi del paese vivono in un altro mondo.

  39. Il pericolo per la democrazia non è Berlusconi, ma questa sinistra italiana. Che plaude al lancio di monetine e che ora invoca un colpo di Stato. Gli intellettuali chiedono l’intervento di carabinieri e polizia, perché vogliono un golpe per rovesciare il dittatore. Perché, dicono, la democrazia si salva “anche forzando le regole”. Poveracci.

  40. E’ proprio particolare l’opposizione italiana, non c’è niente da fare. Più i suoi esponenti tentano di darsi un’aria da indefessi custodi delle Sacre Istituzioni, più vengono al pettine tutti i nodi del loro essere drammaticamente comici. Li abbiamo visti in questi giorni alla Camera alternare striscioni che definivano “assassino” il Ministro dell’Interno a letture commosse e commoventi della Costituzione. Li abbiamo visti plaudire al lancio di monetine contro i parlamentari della maggioranza e alzare silenziosi le copie della nostra Legge Fondamentale.

    Insomma, tutto ed il contrario di tutto. Eppure, il peggio è arrivato da un intellettuale, da un professore universitario che di cose, nella sua lunghissima vita, ne ha viste tante. Parliamo di Alberto Asor Rosa, teorizzatore di moderni colpi di Stato dalle colonne del Manifesto. Ne ha parlato anche Giuliano Ferrara nella sua trasmissione su Raiuno andata in onda ieri sera.

    In pratica, il vegliardo linguista ha auspicato l’intervento dei Carabinieri e della Polizia per “congelare le Camere, sospendere tutte le immunità parlamentari, restituire alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilire d’autorità nuove regole elettorali, rimuovere le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby affaristico-delinquenziale”. E tutto questo per “difendere i capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano”. Un golpe in piena regola, dunque. Un golpe che secondo Asor Rosa “godrebbe di un prevedibilissimo appoggio europeo”.

    La proposta, sostanzialmente, è quella di copiare l’Egitto piuttosto che la Tunisia: una bella rivoluzione in piazza guidata dall’alto, sicuramente senza twitter (il prof non ci pare avvezzo al social network in questione), per cacciare il tiranno.

    Il fatto che il nostro presunto dittatore sia stato eletto più e più volte in normali consultazioni da milioni e milioni di italiani è un dettaglio. Siccome ad Asor Rosa Berlusconi non sta bene, i carabinieri devono prendere il comando della situazione e instaurare un regime che dovrebbe riportarci alla democrazia. Una democrazia che si salva “anche forzandone le regole”. Eh sì, perché il rischio è di finire come “la Germania del ‘33”, quando Hitler divenne Presidente della Repubblica.

    Si parla tanto, a sinistra, di volontà berlusconiana di incendiare le folle e il Paese, di creare disordini e polemiche, di fomentare sit-in e di avvelenare il clima. E poi, una mattina, capita di leggere che uno dei loro, uno che avrebbe potuto diventare Ministro nel 2006 (così voleva Diliberto), pensa che sia opportuno farci piombare in uno “Stato d’Emergenza”.

    E nessuno si indigna, dalle parti del Quirinale. Sia mai, in quest’Italia sconcertano solo i dopocena privati del Presidente del Consiglio. Chiedere un colpo di Stato in piena regola, evidentemente, non fa notizia. Ed è questo che preoccupa…

  41. La trovata di Asor Rosa è geniale, legalitaria, per certi versi perfino pasoliniana, cioè a sfondo proletario.
    E’ giustificata dalla gravità del momento, forse è fuori tempo massimo.
    Di Asor Rosa poi mi fido, perchè condannò la repressione sovietica dell’Ungheria nel ’56, a differenza di Napolitano.
    In un paese dove la disonestà intellettuale è pari solo a quella penale, è bello immaginare, come in un film, il presidente Pertini (!) che manda i carabinieri ad arrestare un dittatore mafioso e malvissuto!

    Asor Rosa, a 78 anni lucido e appassionato, in un paese di anime morte.

  42. Francesco Mimmo per “la Repubblica”
    consegna firme referendum acqua

    Sull´acqua c´è una partita miliardaria che con la promessa di servizi più efficienti apre la strada a grandi business. La corsa alla spartizione della torta dell´oro blu è già partita, l´unico ostacolo è il referendum. Il voto del 12-13 giugno è il “fermo” nel meccanismo che dopo la riforma del 2008 viaggia in discesa verso la privatizzazione dei servizi idrici. Si vota per abrogare la legge che affida alle imprese private la gestione delle risorse idriche, entro la fine dell´anno.

    Vuol dire il mercato delle bollette, già aumentato del 65% negli ultimi otto anni, e la gestione degli investimenti per ristrutturare la rete degli acquedotti stimata in 64 miliardi (in 30 anni) che saranno in parte finanziati dallo Stato e in parte ancora dalle bollette, destinate quindi a crescere ancora. Un mercato già ricco, visto che ogni italiano spende in media 301 euro all´anno per l´acqua (erano 182 nel 2002), e che lo sarà sempre di più.
    campagna referendum acqua

    L´Italia è piena d´acqua. La pioggia “regala” tremila metri cubi di acqua pro capite all´anno, 157 miliardi in totale. Non tutta può essere immagazzinata, naturalmente. Ma il fatto che di tutta quell´acqua alla fine ai rubinetti ne arrivino solo 136 metri cubi a testa indica la natura e le dimensioni del problema. È la rete idrica, infatti, la malattia del sistema. Gli acquedotti italiani sono dei veri e propri colabrodi che, secondo dati Censis di fine 2010, perdono per strada 47 litri ogni cento trasportati con un forte danno economico.

    I picchi di spreco sono altissimi: a Bari per esempio, bisogna mettere in rete 206 litri di acqua per farne uscire 100 dai rubinetti, a Palermo 188. Ci sono anche esempi di virtù, come Milano dove si perdono solo 11 litri ogni cento. Ma siamo nel complesso ben distanti dagli altri paesi europei. In Germania si perdono sette litri ogni cento (e viene considerato uno scandalo, sottolinea il Censis), 13 in media in Europa.
    acqua soldi

    Dunque una riforma della rete è indispensabile. Un primo tentativo c´è stato nel ‘96 con la legge Galli che ha tolto la gestione ai Comuni e l´ha affidata ai 92 Ato (Ambiti territoriali ottimali) che dovevano programmare gli interventi per migliorare la rete e poi riaffidare il servizio. Con gli Ato sono arrivate anche tariffe rigide: aumento massimo del 5% annuo delle bollette e un 7% di rendimento garantito al gestore.

    Ma la riforma non è mai arrivata in porto. Nella stragrande maggioranza dei casi la gestione della rete è tornata in mano ad enti pubblici e solo metà degli investimenti previsti è andata a buon fine, anche perché lo Stato dal ‘96 ha tagliato da 2.000 a 700 milioni gli stanziamenti per acquedotti, fogne e depuratori.

    Nel 2008 è arrivata la riforma pro-privati che il referendum vuole abrogare. Il boccone più grande sono quei 64 miliardi di interventi necessari per la ristrutturazione che solo per il 14%, stima il Censis, arriveranno da fondi pubblici. Il resto sarà pescato dalle bollette, con un aumento nei prossimi dieci anni che le stesse aziende del settore idrico, attraverso il centro studi Utilitatis, stimano in un +18%

  43. Un altro modo di sovvertire il regime dall’alto potrebbe essere che la società “intellettuale” che scrive, recita, canta, legge, partecipa,… attraverso un contratto ad una qualunque società di proprietà, diretta e indiretta, del rais faccia un passo indietro e cominci a rendere visibile la propria attività culturale con altri “editori” iniziando a spezzare il monopolio. Da una parte non si contribuirebbe al profitto delle sue aziende e dall’altro si costringerebbe chi vuole seguire questa parte di società ad utilizzare altri mezzi.

  44. senzaverso

    campa cavallo

    basta fare blablabla e. forse, ottenere qualcosina con la forza e la maleducazione

    quando impareranno a FARE senza blaterare di nemico qui, nemico là ?

  45. Sono completamente d’accordo con Asor Rosa. Ho quasi 40 anni e sono felice di non avere figli. Se li avessi fatti a quest’ora sarei disperato perché io posso sempre tirarmi un colpo quando arriverà la guerra civile o quando una versione del “verranno a prendere me” di Brecht si verificherà. Se è vero che ci sono sicuramente alcuni ragazzi educati e buoni, io vedo che ci sono una grande maggioranza di nuovi cittadini di domani che hanno come idea di “libertà” quella di “fare il cazzo che voglio io”, che parte dalla pigrizia, prosegue nella condiscendenza ed iperprotettività dei genitori, passa per la chiusura mentale (sempre proveniente da genitori ex ragazzi di ieri da “basta la sufficienza”) … Permissivismo da tutte le parti, maccheccefrega da ogni direzione… ci portano ad una popolazione più libera, perché più consapevole? No, ci portano ad una popolazione ignorante su tutto quanto ciò che non è solo superficiale e quindi intimidita (intimamente) e intimorita (con il sintomo del fastidio che diventa violenza) dalla profondità, dalla ricerca della verità, a partire da una parola a finire con ogni genere di xenofobia, cos’ tanto xeno che pure il vicino non merita ciò che merito io.
    Ciò che dice AsorRosa lo vedo tutti i giorni: non c’è discussione, c’è litigio. Non c’è comprensione dell’altro, c’è muro contro muro. C’è alzare la voce, c’è urlare per tappare la bocca agli altri. Ci sono i capricci scambiati per “legittimi diritti” e “libertà” … c’è l’incapacità di considerare l’altro (non parlo di convivenza obbligatoria o di comunismo) nei miei pensieri, nei progetti e nei gesti quotidiani, dall’educazione vis a vis, al momento di votare pensando che non ci sono solo io e che potrei essere te.
    C’è un ritorno ad un oscurantismo religioso, ad una accettazione di parole che non si ascoltano e non si comprendono. E soprattutto c’è tantissima paura che viene dal non essere stati cresciuti per diventare uomini, autonomi, con la schiena dritta e l’orgoglio di essere onesti. Con questa paura si diventa cattivi, si regredisce ad animali quali siamo, ma quando si attaccano anche le regole fatte per autodifenderci da noi stessi, mentre quattro oligarchi si godono i frutti nel mercato…
    … la nostra pigrizia e meschinità è causa del nostro stesso male.
    E chi ha tentato di darci una mano invecchia e al nostro rifiuto di farci aiutare ci dice “e vabbé, allora fottetevi, io tanto tra un po’ non ci sarò più”.
    Siamo egoisti bastardi. Non possiamo davvero pensare che non siano persone di riconosciuta competenza, conoscenza, onestà, BONTA’, cultura ad aiutarci ad essere guidati e frenati quando ritorniamo a ringhiare gli uni contro gli altri invece di parlarci educatamente. Non possiamo stare a guidare noi tutto il tempo, perché noi abbiamo da fare, da vivere, da lavorare, da cercare di raggiungere ognuno il nostro sogno, che sia un bambino che cresce o un progetto personale.
    E voglio aggiungere che la società di oggi è fatta di tanti single. Continuare a parlare di “famiglia” e riconoscere diritti solo ad alcuni è ingiusto. Sono le PERSONE a meritare attenzione, non solo alcuni agglomerati.
    Ma, tristemente, sono d’accordo con Asor Rosa. Ci ammazzeremo gli uni con gli altri. La civiltà e la cultura le abbiamo già demolite: basti ascoltare la maggioranza dei genitori di qualsiasi studente: noi sappiamo che questi sono sempre più ignoranti, eppure i genitori cosa chiedono ancora? Lassismo. Perfetto. Saranno i costruttori incapaci (ma con riconoscimenti ufficiali del contrario) del domani, medici, tecnici, giornalisti, scrittori, addetti ad infrastrutture … tutti con la sufficienza, tutti che 20 anni fa non sarebbero usciti dalle medie; in un mercato dove l’India tecnologicamente ci straccia, la cina ha gli schiavi della manodopera, gli Usa hanno istruzione vera, la Francia e altri paesi sostanzialmente socialisti difendono la cultura di chi perde il lavoro in modo da reinserirsi con rinnovata competenza… e noi siamo sempre i soliti cialtroncini che o assumono apprendisti, o stagisti, oppure negri (massimo rispetto e non cambierei mai parola) e cinesi al posto dei nostri purché non sia regolare e mai ad una paga onesta, poi se per caso lavori a 40 anni sei morto e dopo niente pensione, sparita.
    Asor Rosa mi sembra anche troppo ottimista.
    Ogni lavoro ed ogni competenza hanno perso il dovuto rispetto da parte di chi questa competenza non ce l’ha, in nome di un falso “sapere aude” perché tutti vogliono solo dire la propria quando non sanno niente. Non solo osano, ma si parlano tra loro, ignorando ogni cosa da parte di chi la sa davvero. Non meravigli dunque se questo accade anche con il parlamento. La massa è disinteressata a ciò che governa civilmente il paese.
    Eppure chi ci vuol male usa questo sistema ogni giorno con profitto. E’ lo stesso che potremmo usare tutti noi solo impegnandoci un po’, perché a demolirlo del tutto ancora non ci sono riusciti… era troppo ben fatto e corazzato… ma insistendo…

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