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Santa la porta e sante anche le pareti e i tetti

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 30 agosto 2009

Rivoluzione

Torno dall’Aquila dove continuo il mio lavoro e ho filmato quello che potevo della perdonanza. Arrivata a Roma siamo passati davanti a una volante e ho sussultato. Mi sono resa conto che è come tornare dalla guerra. Una città tuttora completamente militarizzata ingiustificatamente a 5 mesi dal sisma.

Verso le 2 del pomeriggio di venerdì arrivano i primi messaggi. Pare che Berlusconi abbia deciso all’ultimo di non venire. Tutti pensano ingenuamente che abbia a che fare col fatto che possano non farlo passare sotto la porta santa per la sua condotta inqualificabile. Io penso se facessi un Berlusconi ora, visto che la perdonanza celestiniana nasce in contrapposizione all’uso dell’epoca di far pagare per l’ingresso in paradiso, gli farei dire: “Ma insomma, doveva essere gratis questo perdono, invece devo dare altri soldi per le scuole private, già abbiamo dato qui al Vaticano la possibilità di cedere un terreno per 30 anni dove con i soldi pubblici verranno costruti nuovi alloggi per gli studenti e poi tornerà di proprietà del Vaticano con tutto quello che c’è sopra, mentre tutti gli altri terreni vengono requisiti. Devo dare altri sgravi fiscali, pagare questo e quello, ma sono l’unico cretino che ancora paga per il paradiso, ma che c’ho scritto: Berlusconi?”

In realtà arriva poi la notizia che il giornale di Feltri ha attaccato il direttore dell’Avvenire con la stessa tecnica di ricatto rappresaglia e abuso con cui aveva attaccato Veronica Lario e con cui punisce tutti gli oppositori insieme agli altri giornali e reti tv controllati da quello che alcuni chiamano “presidente del consiglio“, apprfittando come al solito di leggi non leggi sull’editoria e sul controllo dei media fatte dopo che l’inelegibile venisse eletto a dispetto di ogni principio democratico.

Arriva anche la notizia che Repubblica è stata querelata per le domande. Dice sono retoriche l’accusa è implicita. Ma a me sembra che una domanda retorica potrebbe essere: “Berlusconi è vero che lei è un gran puttaniere?” Questa si. Se qualcuno la facesse sarebbe un birichino, ma non l’ha fatta nessuno! Quelle di Repubblica sono solo domande e sono un millesimo di quelle che andrebbero fatte.

Alla festa della perdonanza c’è Letta pallido e sudato vicino al suo Bertolaso di cui si dice sia l’eminenza grigia e il cardinal Bertone che per la prima volta mi è quasi simpatico, nel senso etimologico della parola “sentire con”, sta provando quello che ogni persona libera in questo paese è costretta a subire quotidianamente.

Nella processione ci sono tante maschere medievali e ci sono preti e frati di tutte le razze, pronti per una sfilata in un film di fellini. E i politici che ormai pure loro hanno un costume che li rende inconfondibili. E tutti i tipi di militari e di forze dell’ordine civili. Chi è mascherato e chi non lo è? Non si può davvero dire. I non mascherati sono gli squallidi cittadini comuni nei loro vestiti anonimi rimediati dalla croce rossa o tirati fuori dalle macerie. Ma si riconoscono lontano un miglio e quindi vanno considerate maschere pure loro.

Per il card. Bertone hanno allestito un camerino in una tenda entra con un costume ed esce con un altro più bello con un cappellone. Una folata di incenso annuncia l’inizio della messa. Mi sposto sul retro, lato Porta Santa.

Sul lato della Porta Santa dall’altra parte della recinzione della tendopoli spunta uno striscione che dice: vergogna. La protezione civile glie lo strappa. Voci di protesta dall’altra parte che diritto avete? Ma sapendo come stanno le cose ne avevano preparato un altro che spunta: “Fate i vostri comodi come foste a casa vostra“. La protezione civile sta per strapparlo. Poi uno dice: ma che lo facessero i carabinieri che stanno a guardare. Dopo un po’ arriva la digos niente popo’ e lo toglie. Si accorgono di essere filmati e mi sembra di cogliere un moto di fastidio. Dal loro punto di vista è incomprensibile che con tutto il casino che c’è ci sia gente impeganta a fare le pulci sui diritti civili. Almeno così mi pare di interpretare il loro pensiero. Uno si mette vicino a me e parlando con un altro dice credo per farmi sentire: “Io ho un contratto di esclusiva con sky. Se pubblicano la mia immagine faccio causa. Anzi l’ho fatto apposta a farmi filmare così divento ricco”. Ma qui succedono cose ben più interessanti di striscioni tolti e le forze dell’ordine possono stare tranquille, non è su di loro che siamo concentrati. Se facessero filmare quello che si deve avrebbero tutto da guadagnare.

Si sediamo nell’attesa sul baldacchino per fotografi e giornalisti. Quando dopo 20 minuti proviamo a scendere ci dicono che non possiamo. Perché? Sono gli ordini. di chi? Da queste parti non c’è risposta possibile per la seconda domanda. E se fai la prima ti accorgi che continuamente qualcuno in divisa guarda nella tua direzione mentre un altro gli bisbiglia qualcosa all’orecchio. Ma davvero sta guardando me? Faccio una prova, dico: buon giorno nella sua direzione e risponde: buon giorno. Sì guardava proprio me.

Sotto si riempie tutto di clero bianco e clero fuxia. Autorità con fascia e senza. Nel momento di massimo raccoglimento il buon dio fa uno dei suoi scherzi da prete. Tutti i cellulari dei penitenti cominciano a suonare. Sotto le toghe mani candide li mettono a tacere. La Carfagna è tesa e contrita come una hostess a lutto. Alterna un umile sguardo a terra a uno più paranoico alle sue spalle. l’occhio sporgente sporge a difendersi da chissà quali penseri.

Tra poco (20 giorni al massimo) arriverà l’inverno, le case basteranno per un terzo della popolazione. Tutto congiura perché gli abitanti lascino la zona. Segnalo al vostro buon cuore anche un gruppo di una venticinquina di anziani e bambini di Paganica che hanno deciso di resistere senza sapere dove potranno abitare. Se la popolazione sarà tutta sparpagliata gli avvoltoi avranno mano libera e ci manca solo come segno dell’apocalisse che gli avvoltoi si mangino le aquile.

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parziale ritrattazione

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 9 maggio 2009

rettifico in parte il post precedente. ho recuperato su internet la parte che mi ero persa e l’inizio non è male. ha svaccato sulla lunghezza come spesso accade. mi sono appuntata i passaggi salienti perché sono da mettere agli atti. il pezzo di berlusca a porta a porta che dice che ha dovuto lasciare la fiera di milano in anticipo perché imbarazzato dal fatto che tutti gridassero meno male che silvio c’è, e: magico, magico… il tempo era brutto, lui era imbarazzato e così ha lasciato la fiera un’ora prima del previsto. poi con l’elicottero si è trovato a tre minuti dalla casa dove c’era un compleanno, era in anticipo ed è andato.

segue prova ontologica: sarei stato un pazzo a farmi beccare in una situazione piccante in pubblico, potrei io essere pazzo?

ghedini su freedom house dice si basa su repubblica e corriere della sera che sono squilibrati. poi il pd ha candidato la madia. il che è vero e visto che gli altri copiano in modo altrettanto immorale solo un po’ più timido e beninteso sempre attenti a sottolineare che non c’è nessuna ragione di principio che li ispiri perchè sarebbe ideologico, a qualsiasi sproposito della destra si possono contrapporre marachelle della sinistra meno sfacciate meno pesanti ma fondate sullo stesso sistema di pensiero. a proposito dela parola “ideologico” al bar un dirigente delle coop mi dice le cose da noi sono cambiate, non possiamo più donare parte dei nostri guadagni, non possiamo fare più i prezzi più bassi tutto il discorso ideologico è caduto. io gli ho detto: il discorso umano vuol dire. ormai ideologico è come augh per gli indiani, ayoo per i sardi, vuol dire tutto anzi non roprio tutto , tutto ciò che nn funziona, che ti costa fatica, che si prefigge un traguardo, che è animato da una riflessione più ampia, che ha un bilancio in passivo, tutto questo è ideologico. vuol dire fallito, looser e altro

poi fantastica importante l’intervista a noemi sta volta recitata pure in un modo accettabile: ho fatto un corto metraggio, scacco matto.

è tutta una storia di mafia di intrighi e di caccia di un diamante. sono pronta ad accogliere qualunque opportunità ma non farò nessun compromesso. faccio compagnia a papi, lo ascolto e poi cantiamo la colonna sonora di scugnizzi al pianoforte o al karaoke. nessuno può immaginare quanto papi sia sensibile. vorrei fare la show girl o entrare in politica.

ghedini: è un reato avere la passione di cantare?

palombelli cita l’intervista di maria latella a veronica in cui la palombelli è citata.e perché ne sente il bisogno? per vantarsi? nooo. perché allora nella citazione come adesso avverte una una disparità di piani. è inadeguato il nostro modo di affrontare la questione ha ragione ghedini, hanno ragione tutti. continua a dire cose senza senso ma molto equidistant per altri due minuti finché santoro sle fa capire che è ora di smettere e conclude: ci mancano gli strumenti per capire quello che sta avvenendo

la bonino in questo intervento è stata forte quando ha detto: vogliamo un presidente del consiglio che non ci metta in imbarazzo negli incontri internazionali.

con un bel piglio. questa frase in un film sull’italia ci deve stare. “non vogliamo uno che faccia kukù kukù alla merkel o che dica della thatcher che anche lei da giovane doveva essere una gran gnocca”.

il tono giusto ci hanno messo tanto a trovarlo e di sicuro franceschini non avrebbe nemmeno gli zuccheri sufficienti per parlare così altro che le palle, ma questo è il tono giusto con cui sempre si dovrebbe trattare berlusconi. la pianti, stia composto, non sta a casa sua, si tolga le dita dal naso ecc.

e a proposito di divorzio e dell’inspiegabile attenzione per il pensiero di veronica lario manco fosse cacciari prima di rincoglionirsi ecco qualche ragione per questo rispetto e ascolto profondo da radio londra

http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/bronwen_maddox/article6251947.ece

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