Gabanelli

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 14 marzo 2008

Tanto per aggiungere un motivo di polemica, pubblico ora un intervento che Milena Gabbanelli mi ha pregato di inserire per chiarire la sua posizione riguardo alla vicenda di Paolo Bernard che imperversa nella rete.

Paolo Barnard era un collaboratore di report molto apprezzato che è stato denunciato per un’inchiesta sulle case farmaceutiche e a detta sua, ha scoperto solo dopo di non avere la protezione legale della rai e di dovere affrontare le spese del processo da solo comprese le eventuali spese per il risarcimento danni se il giudice gli desse torto. La storia è in circolazione da diverse settimane, immagino che la conosciate e non mi dilungo.

 

Pubblico qui il suo intervento pur sapendo di attirare un vespaio perché mi pare che mentre da una parte battersi perché i giornalisti abbiano protezione legale sia fondamentale per una libera informazione, sulla questione Bernard c’è qualcosa di forse leggermente sopra le righe che mi lascia un po’ perplessa. Giudicherete voi.

come dicono al tg della fox: non raccontiamo balle, voi decidete!

 

 

 

Come ormai buona parte dei frequentatori del forum sa, un nostro ex collaboratore è stato citato per danni da un informatore farmaceutico, insieme alla Rai e alla sottoscritta.
Siccome i collaboratori del programma non sono dipendenti, quando vendono il loro pezzo alla Rai firmano un contratto con il quale si assumono ogni responsabilità (succede più o meno così a tutti i collaboratori di tutte le reti televisive e dei giornali).
Tuttavia abbiamo sempre avuto l’assistenza legale nelle cause penali. Quando sono cominciate ad arrivare quelle civili (2004) la Rai si è invece riservata di applicare la manleva.
Da allora abbiamo fatto una lunga battaglia per avere una piena copertura e l’anno scorso l’abbiamo finalmente ottenuta. Le cause in corso sono 28, di cui una decina cadono nel periodo in cui non eravamo protetti. In questi casi, gli autori devono difendersi da soli. Ne sono da sempre consapevoli, è un rischio che hanno accettato, convinti che lavorando bene alla fine le cause si vincono.
A Paolo Barnard, che non lavora più con noi dalla fine del 2003, è capitata la stessa cosa, per cui ha dovuto nominare un suo avvocato, mentre la sottoscritta usufruisce dello stesso avvocato che difende la Rai. La linea difensiva è ovviamente quella di difendere la bontà del pezzo, visto che i danni vengono chiesti all’azienda.
Ora, a distanza di anni, la rete è stata invasa dall’accusa nei confronti miei e dei suoi ex-colleghi di aver abbandonato Paolo Barnard. Questo non è vero, e lo dimostrano le mail che di seguito riporto:

Date: Sat, 05 Feb 2005 19:34:57 +0100
To: dpbarnard
From: Milena Gabanelli
…” quando saprò chi è l’avvocato difensore e deciderà di parlarmi, gli consegnerò la mia memoria dove, fra le altre cose, ho scritto che….e tu sai che questo non è vero. Io mi assumo una responsabilità che non ho per evitare qualunque appiglio nei tuoi confronti nel momento in cui le cose dovessero andare male. …”

Gli ex-colleghi (che, come sopra scritto, vendono le loro inchieste alla Rai), da parte loro, in questa occasione si rendono disponibili a veder ridotto il budget previsto per l’acquisto dei loro pezzi, per aiutare Barnard a far fronte alle spese legali:

Date: Tue, 15 Feb 2005 10:49:31 +0100
To: dpbarnard
From: Milena Gabanelli
“Se hai deciso di costituirti, vorrei trovare il modo di rimborsare le spese che pagherai per l’avvocato. E’ possibile solo attraverso l’acquisto di un pezzo. Se ti viene per esempio in mente una ‘buona notizia’….vedi tu e fammi sapere a breve perché devo raschiare il fondo del barile”

Contestualmente l’ufficio legale della Rai ha inviato a Barnard una lettera con la quale si riserva di applicare la manleva. Solo la malafede può leggere in questo una mia connivenza.
A dimostrazione del contrario, la battaglia iniziata all’interno dell’azienda, e che nel 2007, a seguito dell’ intervento opera del Direttore Generale Claudio Cappon, ha portato a riconoscere il gruppo di Report meritevole di tutela.
Un comportamento lodevole, poiché la Rai non è Internet (dove tutti dicono quello che vogliono protetti dall’anonimato) e risponde di ciò che trasmette. In solido. Perdere una causa importante potrebbe portarla al fallimento. Sono soldi dei cittadini, per questo ne va riconosciuto il coraggio, proprio in un momento in cui le cause arrivano come piovesse. E l’accertamento della correttezza di ciò che viene trasmesso è sempre molto difficile, non basta l’occhio di un avvocato. E’ determinante la fiducia nella serietà e nella responsabilità dell’autore del programma e di quello del servizio.
A suo tempo Barnard è stato rassicurato sul fatto che, in caso condanna a risarcire, la Rai non si rivarrà su di lui. E non potrà farlo, perchè la mia memoria difensiva assolve l’autore, ma soprattutto perché c’è “l’assunzione di responsabilità da parte del direttore di rete nella condivisione dei contenuti autorizzandone la messa in onda ”.
Si può anche non credere in tutto questo, ma allora bisognerebbe attendere la fine della storia. E alla fine della storia c’è anche il mio impegno, più volte dichiarato: la disponibilità a farmi carico della rivalsa – di tasca mia -.
Certo, se Barnard ha un intento denigratorio, deve approfittare di questo momento, perchè fra qualche mese potrebbero non essercene più i presupposti. E deve ignorare l’assenza di ostilità nei suoi confronti, evidenziata dal fatto che il suo avvocato, assente all’ultima udienza, è stato rappresentato proprio dall’avvocato della Rai.
A puro titolo di cronaca, la sottoscritta si difende da sola in 3 procedimenti, e non contro un informatore farmaceutico, ma contro Ligresti, alcuni membri del c.d.a. Rai e la Compagnia telefonica H3G.
La discussione è rimasta aperta su questo forum per oltre un mese, senza mai uscire da un offensivo e diffamatorio attacco alla mia persona, agli autori e al programma.
Abbiamo motivo di pensare che ci sia una volontà mirata ad attaccare la credibilità di un gruppo, costruita in tanti anni di lavoro.
Per questa ragione ogni intervento su questo argomento d’ora in poi non sarà pubblicato.
Nel forum di Report si scambiano opinioni, critiche e suggerimenti relativi alle puntate che vanno in onda. Si aprono discussioni costruttive e rispettose del lavoro altrui. Se invece qualcuno intende trasformarlo in un luogo di livori personali, pettegolezzi, o altro, saremo costretti a chiuderlo.
Per riaprirlo quando potremo permetterci un moderatore a tempo pieno.

Milena Gabanelli e la redazione di Report