Caro Bruno Vespa e redazione e ordine dei giornalisti,
voi che avete bloccato altri programmi tv perché l’Italia tutta sia davanti a porta a porta sta sera per ammirare la prontezza dell’intervento del governo sulla consegna delle case sappiate che se manipolerete la notizia sarete sbugiardati.
le case le ha fatte il Trentino non il governo, pur essendo solide e durature e antisismiche costano un terzo delle case della protezione civile e sono pure pronte per tempo a differenza di quelle della protezione civile. qualsiasi affermazione trionfalistica ed elogio dell’operato di berlusconi e bertolaso sarebbe propaganda e uso del servizio pubblico a scopo privato. le case fatte ad Onna sarebbero state come ormai si rende conto anche buona parte della popolazione aquilana, l’unica soluzione razionale. 1/2 mesi massimo nelle tende e poi moduli abitativi fino alla ricostruzione. la consegna delle case di Onna prova solo che il governo e la protezione civile hanno sbagliato tutto.
a questo proposito mi hanno inviato questo articolo
Oggi la cerimonia di consegna, presente Silvio Berlusconi
“Entro fine mese saranno eliminate tutte le tendopoli”
A Onna la consegna delle case
Bertolaso: “Sono definitive”
Polemica sull’intervento del Trentino nella realizzazione delle abitazioni
Il capo della Protezione civile: “Certi distinguo procurano amarezza”
L’AQUILA - A poche ore da un nuovo movimento sismico che ha fatto tornare la paura sull’Appennino, oggi l’Aquila si prepara a vivere una giornata importante. Nel pomeriggio verranno consegnate le prime case ai terremotati di Onna, la cittadina devastata dal terremoto dello scorso 6 aprile. Sarà presente alla cerimonia - prevista per le 15 - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Case “assolutamente definitive” - spiega il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, perché solo così è possibile dare una “certezza del futuro” a chi, a causa del teremoto, ha perso la propria abitazione. Entro la fine del mese, ha detto Bertolaso, saranno smontate tutte le tendopoli in Abruzzo: sotto le tende vivono ancora 11mila persone.
Il capo della Protezione civile ha ribadito che entro la fine dell’anno tutti gli sfollati saranno sistemati nelle abitazioni: “Il 29 di settembre inizieremo a consegnare le case antisismiche, entreranno oltre 700 famiglie, quindi 2.500 sfollati. A scadenza di 10-15 giorni tra ottobre, novembre e dicembre andremo a sistemare circa altre 15mila persone nelle case antisismiche, mentre realizzeremo nelle frazioni più piccole e negli altri paesi del cosiddetto cratere le stesse case di legno che domani inauguriamo ad Onna”. Dunque “entro la fine di quest’anno - conclude - potremmo ospitare nelle case di legno e in quelle antisismiche tra le 25 e le 30mila persone, un numero straordinario che non si è mai verificato al mondo. Non sono baracche, non sono container, non sono roulotte, sono vere e proprie case”.
Le case in legno sono state fabbricate in Trentino e montate in Abruzzo dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, dal costo medio tra i 30.000 e i 60.000 euro. Le aree su cui montarle sono state individuate dalla Protezione civile nazionale, in accordo con le autorità abruzzesi. La preparazione del terreno è stata offerta dall’Associazione industriali della provincia di Trento, che ha operato per 15 giorni nel mese di giugno, effettuando la rimozione del terreno vegetale e la posa di stabilizzato di cava per la realizzazione dei piani di posa.
Quanto al coinvolgimento del Trentino, il capo della Protezione civile ha espresso “amarezza” per i “distinguo” sollevati sulla realizzazione delle case ad Onna. “Qui abbiamo un successo del Sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi - ha detto - e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati”. Ad Onna, ha proseguito, “avremmo potuto fare tutto da soli ma proprio perché la cittadina è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi e chiesto alla Protezione civile del Trentino di realizzare le case e alla Croce Rossa di pagarle”.
Quanto alla rimozione delle macerie dal centro dell’Aquila, Bertolaso ha spiegato che ci vorrà ancora “molto tempo”. “E’ un lavoro che non può esser fatto con superficialità, andando lì con le ruspe e portare tutto in discarica, perché lì in mezzo c’è molto amianto e anche un mattone può avere un suo valore perché messo nel Quattrocento”. Un lavoro “complicato, reso ancora più difficile dalla mancanza di discariche”, alla cui risoluzione devono dare la loro collaborazione tutte le altre amministrazioni.
(15 settembre 2009)