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I NECROLOGI SU TWITTER

Ieri si è ripetuto di nuovo lo sciame di necrologi sui social dopo la morte di Ettore Scola.
Il paradosso è che tutti i nostri grandi maestri del cinema a cominciare da Federico Fellini, sono morti dopo anni che vivevano dimenticati, ingnorati, senza nessun produttore disposto a finanziare un loro progetto.

Dopodiché, ieri come in molti altri casi, a seguito della scomparsa, tutti si esercitano nel sentito necrologio in 140 caratteri: “che il viaggio ti sia lieve”, “ciao maestro” ed altre poesie.

Ieri ho visto LaTerrazza che non avevo visto. Mi ricordo il giorno che i miei genitori tornati dal cinema commentavano il film. I miei genitori non erano particolarmente appassionati di cinema. Ci andavano e gli piaceva stop. Parlavano sempre con grande rispetto degli autori cercando di capire i motivi delle loro scelte.
Nel film LaTerrazza si parla di cinema, di politica e della ricerca della felicità. E della rinuncia alla ricerca alla felicità.

Alla felicità rinunciamo spesso anche ai nostri giorni. Non rinunciamo a goderci i nostri autori che poi quando muoiono non c’è rimpianto che stia nei 140.

2 comments

  1. Commento di Antonello Coco

    Antonello Coco Rispondi 21 gennaio 2016 at 17:09

    Belle e semplici parole che condivido pienamente.Non disdegno i tanti film USA di svago,avventura,thrilling,inchieste, fatti di sapienti sceneggiature,scenografie,colonne sonore affascinanti ed incalzanti, di montaggi pieni di ritmo e suspense.
    Però raramente ritrovo film,come quelli di Scola, come pure di Antonioni,Bertolucci,Visconti e senza dimenticare i film di Rossellini,Rosi e quelli pieni di poesia e forti stimoli a riflettere di De Sica. Ecco i registi italiani che desidero ricordare,a cui aggiungo ancheper me grande Bergman,che con i loro film mi hanno fatto pensare e quindi crescere .

  2. Commento di BannaloBill

    BannaloBill Rispondi 22 gennaio 2016 at 16:35

    Sabina,
    il mio commento su Quarto e su Rosa Capuozzo non ti è piaciuto o era fuori tema
    per non vedermelo pubblicato?
    Ribadisco che non sei obbligata a pubblicarmi.

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