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Michael

AUTORE: Redazione
POSTATO IL 1 November 2009

E per continuare con i sogni ho sognato un uomo che mi domandava come andava il film. Era Moore dimagritissimo un’altra persona. Ci avvicinavamo al banco del bar dove era seduto un uomo importante e mi veniva in mente che non li avevo presentati: questo è Michael Moore dicevo a quello seduto che era Moore nella  forma che conosciamo.

Mi sono svegliata di venerdì il giorno in cui è uscito nelle sale Capitalism che mi auguro andrete a vedere di corsa.

La sfida è più grande che in Sicko. Fare di un film un saggio sul mondo contemporaneo, cercare di tirare le fila del percorso occidentale, sulla democrazia fondata sulla libertà di mercato: da dove si era partiti, dove ci siamo persi, le prove evidenti degli errori, possibili vie d’uscita come la disobbedienza alle regole che vanno contro i diritti fondamentali dell’uomo.

Il lavoro di ricerca dopo tanti anni, la squadra di persone che lavorano con lui è così perfezionato che riescono a trovare anche materiali di grande importanza storica sconosciuti al pubblico. In particolare un discorso di Roosevelt dove si afferma la necessità di definire meglio il concetto di democrazia in modo che includa il diritto di tutti a una vita dignitosa alla salute e a tutte quelle cose che sono contenute anche nella nostra costituzione che viene portata come esempio di civiltà e lungimiranza.

È un film pieno di cose, troppe ce ne sarebbero da dire, troppe scene si devono per forza buttare perché proprio non ci stanno.

L’obbiettivo è il grandangolo quasi fisso. Come a volere sfondare lo schermo; come a volere insegnare, trasmettere, propagandare col megafono la bellezza di tenere gli occhi bene aperti. Occhi aperti per guardare una cosa e quello che c’è intorno, da dove viene, cosa produce chi si arricchisce e chi subisce, che tipo di società di comunità si crea.

Mi pare che dopo Fahrenheit 9/11 Moore senta e si assuma la responsabilità di rifondare il pensiero socialista anche a costo di esporre i suoi lavori a grandi rischi. Cosa c’è di meno allettante che un film che affronta la sanità pubblica? Correreste al cinema per vedere un film sulle ASL? Eppure Sicko è un film perfetto.

Questo Capitalism è sicuramente più divertente di Sicko e più fruibile.

Sono sinceramente curiosa di sapere cosa ne pensate.

Un abbraccio

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L’Aquila resiste

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 24 August 2009

Cam

Per quanto riguarda il progetto di cui vi parlavo questa è una spiegazione dettagliata sotto tutti gli aspetti. Spero davvero che aderiate in tanti e che alla faccia degli speculatori riusciremo a costrure almeno un villaggio sano che resisterà come quello di Asterix agli invasori. La magica pozione siete voi, siamo tutti noi!!!

URGENTE EMERGENZA TERREMOTO A L’AQUILA

Intervento in autocostruzione di unità abitative a Pescomaggiore – AQ

COMITATO PER LA RINASCITA DI PESCOMAGGIORE

Come progetto concreto alternativo al Piano C.A.S.E. che dimostra come sia possibile abitare in maniera sicura senza impatto sull’ambiente, valorizzando i nostri territori, mantenendo viva la memoria dei luoghi ed in prospettiva creando lavoro in un contesto altrimenti in totale abbandono.

http://tv.repubblica.it/rubriche/yes-we-camp/le-casette-di-paglia/35993?player .

Contesto:

Il Decreto del Commissario Delegato n 3 del 16/04/2009 individua la lista dei comuni danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell’Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009.

Il Decreto legge n.39 del 28 aprile 2009 riguarda gli“Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”.

All’interno di questo quadro sono state lanciate due misure d’intervento e due Bandi di Gara:

- Bando C.A.S.E sul territorio comunale di L’Aquila

- Bando Moduli Abitativi Provvisori nei rimanenti comuni del cratere

Le due misure varate dal governo provvederebbero alle esigenze abitative di parte degli abitanti degli stabili danneggiati (esiti “E”).

Il bando C.A.S.E. prevede il trasferimento di tutti gli abitanti del comune dell’Aquila in quartieri di nuova costruzione localizzati in 20 aree individuate idonee dalla Protezione Civile. Data la numerosa presenza di frazioni all’interno del territorio del comune, spesso si verifica una notevole distanza tra questi piccoli centri storici e i nuovi quartieri. Alcuni paesi quindi resteranno abbandonati per lunghi anni e preda di operazioni speculative.

Contesto:

Pescomaggiore è un piccolo centro situato a ridosso del Monte Croce, a 15 Km dal centro dell’Aquila e a circa 10 Km dal più vicino quartiere del progetto C.A.S.E..

Il trasferimento dei suoi abitanti in alloggi del progetto del Governo significherebbe l’abbandono del paese.

Il paese già soffriva per la presenza di attività estrattive adiacenti all’abitato e al Parco. Dal 2007 il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore è attivo per ridare linfa al paese, conservare e diffondere la memoria collettiva e far conoscere, attraverso iniziative artistiche e culturali questo borgo.

► per chi

Le famiglie di Pescomaggiore hanno deciso di dribblare la proposta del Governo di ricevere alloggi nel nuovo mega-quartiere. Questo per non abbandonare il paese in cui sono nati. I compaesani hanno messo a disposizione un terreno adiacente al centro storico del paese per poter costruire le case.

► che cosa

Si tratta di moduli abitativi minimi di circa 45 mq che risponderanno ad esigenze di piccoli nuclei famigliari (giovani coppie e anziani).

Il progetto architettonico prevede un minimo impatto ambientale. Si basa sui principi della bioedilizia e del risparmio energetico con sistemi sia attivi che passivi. La tecnologia costruttiva prevede l’utilizzo di una struttura in legno portante e tamponatura in balle di paglia. L’energia elettrica verrà fornita da impianti fotovoltaici e il riscaldamento da stufa a pellet.

► quando

Subito, grazie alla disponibilità del terreno adatto alla costruzione dell’eco-villaggio. Ad una attenta fase di progettazione, in partecipazione con il gruppo di famiglie è seguita la fase di espletamento delle pratiche edilizie necessarie. Nel frattempo la comunità ha già provveduto ad una veloce pulizia dell’area. Il cantiere è pronto per partire. Verranno organizzate squadre di lavoro che garantiranno la realizzazione delle casette prima dell’arrivo della stagione invernale, priorità assoluta vista la rigidezza del clima locale.

► come

Coinvolgere i futuri abitanti di questi alloggi sia nella fase di progettazione che di costruzione ci sembra l’unico modo per assicurare alta qualità degli spazi, risparmio economico e garantire un forte legame fra gli abitanti stessi e la loro casa-villaggio.

Anche la costruzione di questi piccoli edifici avverrà quindi in un processo di autocostruzione, consentita dalla semplice tecnologia costruttiva.

Scarica in PDF il preventivo

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PD2

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 15 July 2009

La questione è questa. rischia di scomparire, di spaccarsi e poi scomparire, l’ultimo partito di sinistra di questo paese. Si sono fusi con la margherita come Jeff Goldblum si è fuso con la mosca nel film di Cronenberg, con lo stesso processo: un esperimento fatto troppo di fretta, poco accurato, uno strano senso di euforia nella prima fase, di forza sovrumana, poi il corpo comincia a perdere pezzi. Prima cadono le unghie e al loro posto secerne un liquido appiccicoso.

La classe dirigente del PD è formata in buona parte, direi in maggiornaza con qualche eccezione, da affaristi, persone ciniche culturalmente insignificanti senza principi senza scrupoli e senza nessuna proposta politica che non sia la loro sopravvivenza. La maggior parte di loro non si distinguono per il modo in cui affrontano le questioni da quelli del centro destra, se non per il fatto che la destra in questo momento produce persone pure più capaci nel loro genere rapace.

A ottobre c’è il congresso e sembra l’ultima occasione per questo partito per cambiare strada e tornare a rappresentare i suoi elettori.

Ci hanno fatto capire che hanno capito i loro errori e che non vogliono ripeterli? Hanno capito che non abbiamo intenzione di continuare a votare un gruppo di taglieggiatori? Hanno capito che gli elettori di sinistra vogliono ripristinare la legalità, combattere mafia corruzione e possibilmente anche massoneria, che per l’immigrazione vogliamo una politica di integrazione, vogliamo investimenti seri nell’istruzione, nella cultura, vogliamo la democrazia, informazione pluralista, vogliamo togliere le TV a Berlusconi e vogliamo che quelli come lui paghino per i loro reati come tutti gli altri?  Che vogliamo una politica sensata sull’ambiente e sull’energia, vogliamo proteggere le generazioni future non ce le vogliamo mangiare; che il cannibalismo non lo vogliamo prendere in considerazione? (vi ricordate la strada di Cormac mcCarthy ?) che vogliamo la separazione fra stato e chiesa e vogliamo una politica economica che si concentri sul superamento del consumismo?

Le idee della sinistra sono state tutte svendute, abbandonate nella convinzione che non potranno mai convincere la maggioranza degli italiani. ma abbandonando quelle idee gli ex pci pds-ds-pd rischiano di sparire perché non hanno più ragione di esistere, non rappresentano più nessuno.

Per adesso non ci sono segnali di redenzione nemmeno sotto la minaccia dell’estinzione. ma ritrovarsi senza un partito di sinistra, anche come vaga intenzione o possibilità sarebbe molto triste, molto duro.

Può darsi che sia inevetabile e che ci toccherà costruirne un altro da capo partendo da quasi zero. Fino a ottobre però mi sembrerebbe opportuno partecipare in modo costruttivo alla possibile rinascita.

L’anno scorso quando sono salita sul palco a Piazza Navona ero disgustata dall’inettudine, dalla pochezza di questi che hanno fatto carriera nel PD. Mi sono augurata che sparissero dalla faccia della terra. Ho pensato: sono i peggiori nemici del cambiamento. Sono un alibi, un equivoco per tutti. meglio saperlo che non c’è nessuno che ci rappresenta che ci difende, piuttosto che continuare con questa pantomima di sperare e di essere poi traditi sempre più velocemente sempre più sfacciatamente.

Non ci sono molte probabilità che il PD cambi. Non ci sono progetti per ora, correzione nelle analisi, non ci sono condottieri, ci sono solo due fazioni alla resa dei conti e candidature di disturbo.

Mi auguro anche se con pochissime speranze che prendano atto di avere svolto una politica suicida contraria agli interessi del loro elettorato anche potenziale e che accolgano le ragioni e le esigenze di chi in teoria li dovrebbe votare. Credo che a seguito di una decisione come questa spunterebbe naturalmente il candidato giusto.

Concentrarsi sulla scelta del candidato significa partecipare alla contesa del potere prima di essersi chiariti su che cosa ci vogliamo fare con questo potere. allo stato attuale anche i candidati alternativi non rispondono minimamente alle esigenze di noi che ci consideriamo in qualche modo di sinistra. Marino dà qualche garanzia sulla laicità che è importante, ma tutto il resto? Se volete prendere sul serio la candidatura di grillo fate pure, non credo che facciate onore nemmeno a lui oltre che alla vostra intelligenza.

Quando dico contributo costruttivo intendo fermezza su quello che vogliamo che facciano anziché farsi trascinare in una diatriba di potere, per darci un tono per fare finta che anche noi siamo una lobby.

Riassumendo: in un momento in cui il PD è costretto ad aprire una discussione ha più senso che la società civile prema sul progetto piuttosto che dei candidati.

Ma può veramente cambiare il PD? Possono anche scegliere di tirare a campare per altri dieci anni conservando comunque un po’ di potere. Di sicuro sarebbe meglio per tutti se cambiassero rotta visto che i fatti hanno dimostrato che l’inseguimento del voto moderato porta solo alla perdita dei propri voti e non porta via voti alla destra. E che dialogare con uno schieramento non democratico è un controsenso. Come puoi parlare con uno che in sostanza dice: voi avete diritto a fare opposizione ma anche io ho il diritto a non avere una opposizione? Dialogare ha significato legittimare una escalation autoritaria in cui uno si mangia pezzo per pezzo lo stato di diritto e gli altri retrocedono un passo alla volta.

Lo capiranno, non lo capiranno, sono in mala fede, ci fanno, ci sono? Di sicuro noi siamo fra quei milioni di italiani che nonostante loro continuano a crederci e sarebbe meglio avere un partito che ci rappresenta.

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