Un ennesimo colpo di mano in Protezione Civile!
Il governo impone lacrime e sangue per tutti, tranne che in protezione civile

Con l’applicazione dell’articolo 14 del decreto dl 195 del 2010 ratificato in legge 26 febbraio 2010, si procede alla stabilizzazione di 13 dirigenti di seconda fascia attualmente incaricati con contratto a termine presso il DPC.

Un provvedimento che s’inserisce in modo anomalo e discriminatorio in un quadro più generale di crisi per la quale la recente manovra finanziaria impone ai lavoratori pubblici: il blocco delle retribuzioni per un quadriennio, il blocco del turn-over, lo scivolamento delle finestre di pensionamento e altri sacrifici come per esempio il licenziamento dei veri precari “storici” dalla Pubblica Amministrazione.

Un ennesimo colpo di mano che, nello specifico, si materializza con la procedura della messa in ruolo di 13 dirigenti a contratto ignorando ogni prassi stabilita dalle norme vigenti.
Un’ abitudine in DPC quella di non rispettare le norme contrattuali e le leggi in materia di pubblico impiego. Basti ricordare la nomina e inserimento nei ruoli di direttori generali della PCM di tre lavoratori a contratto di collaborazione utilizzando prima lo strumento dell’ordinanza poi la sua conversione in legge, similmente a quanto si sta cercando di fare ora con un ennesimo colpo di mano.

Un ennesimo colpo di mano oltremodo odioso perché, rispetto al provvedimento iniziale nel quale era previsto un numero di posti da destinare ai precari del DPC pari a 200 unità, ora per fare posto a questo incremento di posti dirigenziali, questo numero è sceso a 147, sacrificando così circa 43 posti previsti per i “precari” del DPC.

Su questo argomento abbiamo ricevuto da un gruppo di lavoratori del DPC una lettera appello inviata a tutte le Organizzazioni Sindacali della Presidenza, con la quale si chiede la revoca di tale insopportabile prevaricazione “istituzionale” e nomine ad personam, i cui curricula, certo non sono tra i più ricchi e tra i migliori di altri funzionari aventi diritto.

A parte tutte le considerazioni di carattere generale, sindacali e politiche, rispetto all’argomento specifico queste organizzazioni sindacali appoggeranno qualsiasi iniziativa di lotta e ogni forma di tutela legale per la palese violazione perpetrata ai danni della Costituzione, dei diritti dei lavoratori e dei cittadini che non possono partecipare a pubblico concorso. E questo il Paese, la pubblica opinione lo deve sapere!

Roma 8.6.10

FP CGIL PCM

RdB PI

NB: chiunque intende firmare la lettera appello dei funzionari DPC può rivolgersi ai rappresentanti sindacali Fp CGIL PCM e RdB PI sia a Palazzo Chigi sia in DPC.