Archivio di dicembre 2009

ehm uhm

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 31 dicembre 2009

beh deh allora buonh hanno hum.

ricordo ancora quanto ci fece schifo il 2008 e quanto ci augurammo che il 2009 sarebbe avrebbe dovrebbe essere migliore e quanto ancora venimmo delusi. solo noi che ci troviamo sulle barricate a mandare sms nel fine duezeronove lo possiamo sapere. questo mi sento di dire dall’alto di personaggio che gode di una certa visibilità e per tanto se una cosa la dico io magari la gente ascolta di più: dichiaro fuori moda irreversibilmente gli sms che trasudano buoni propositi e speranza facendo ricorso a giri di parole che di per sé contraddicono la presunta visione ottimistica di chi li manda presentando il bene come qualcosa di così contorto che non è nemmeno auspicabile. “che sia un anno pieno di gioia e di speranza sereno concilievole che armonizzi i tuoi interessi con quelli della famiglia e tu possa essere sempre protagonista chiavi in mano del futuro così come lo sogni per te e quelli a cui vuoi bene”. per fare un esempio.

questi sms sono banditi = chi li manda è un bandito. è faccina giù, non si può più.

l’augurio che suggerisco è:” che sia un anno imperdibile”. se volete col punto esclamativo. non si rischiano delusioni e suona ugualmente speranzoso essendo puramente realista.

per quanto mi riguarda mi sono accorta oggi che non ho pensato a come trascorrerlo. non pensiate ci tengo a dirlo che non sia stata invitata a delle feste anche stravaganti. non per vantarmi, ma perché non vi facciate strane idee io potrei andare a Tirana domani stesso e vedere da un grattacelo la gente che spara col mitra e mangiare molto bene. oppure posso andare a dare da mangiare ai barboni consapevole di farlo solo per me stessa senza una goccia di retorica. per staccare un po’ come si dice.

una dodicenne italiana che vive in germania mi ha suggerito di scaricare Kesha. una cantante che fa proprio per me. gli anziani alcolizzati del quartiere si vedono per cena e poi arrivano i giovani che ballano al piano di sotto. o potrei andare sul monte Labro a nutrirmi delle vibrazioni dei metalli preziosi insieme agli extraterrestri che ti sfiorano, ti fanno girare di scatto e poi non vedi nulla. o potrei cenare con le mie amiche che poi vanno a fare le cubiste. si cena presto si brinda e via al lavoro. non c’è niente che mi sfugga delle migliori offerte del pianeta sempre romanticamente sull’orlo dell’apocalisse come bertolaso che dà sempre le dimissioni a fine anno e poi le ritira.

ciò nonostante forse non farò niente per provare a vedere se si trova una qualche coerenza, continuità, evitando di dividere il tempo in mesi e anni. un unico flusso che porta sempre allo stesso punto ma che magari vissuto d’un colpo come si vive uno shortino di rhum e pera o votka e tabasco scorre senza contraddizioni.

ma avete mai fatto caso al testo di rehab? io solo 5 giorni fa ho capito che dice: vogliono che vada a disintossicarmi ma non ci andrò. no. no. no.

happy birthday! che la salute non sia mai invadente e gli tsunami ci colgano sempre in cima all’onda.

fate i vostri auguri che ho fatto i miei: larga la faglia rotta la via, nell’anno di tartaglia e della duomoterapia

tags
tags 28 Commenti

vivavendola

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 29 dicembre 2009

lo so mi direte se non hai tempo non scrivere ma qualcosa la voglio dire anche se ho tre minuti. a proposito qualcuno nota errori di battitura mi scuso spesso non rileggo e ho tastiera farlocca soprattutto le “L” non vengono mai. a volte vado proprio di corsa per rispondere ad alice che si domanda se sia un modo per affermare qualcosa. se potete non formalizzatevi. in questo preciso istante ho aggiunto una erre che era saltata, per dire. è un continuo.

ma vorrei che commentaste la vicenda del pd di bari. mi sembra uno scontro definitivo e vorrei davvero dire di più e lo farò nei prossimi giorni. il d’alemismo puro che si riafferma senza la benché minima autocritica sui suoi fallimenti. per vincere ci vuole l’udc. non rafforzare quello che sei. non elaborare pensieri in rapporto dialettico con la realtà ma diventare un altro. questa è la soluzione.

dice ma se non si fa così non si vince. ma così facendo continuano a rimpicciolirsi. a diventare piccoli come l’udc manca poco. fetenti quanto l’udc direi che ci siamo.

e portare questa strategia a livello nazionale, pensare di sconfiggere il berlusconismo con questa grande alleanza è sbagliato. non è auspicabile perché governi così li abbiamo visti e sono stati patetici e non ci credo che attragga voti se non spingendo ancora di più il pedale sul voto di scambio ovvero proseguendo il berlusconismo a tutta birra verso il baratro anche dopo la sua eventuale sconfitta

tags
tags 31 Commenti

Il filosofo nel foyer

AUTORE: Redazione
POSTATO IL 29 dicembre 2009

Il filosofo nel foyer terza parte

di Luca Bandirali e Enrico Terrone

Chissà che proprio voi, lettori del blog e noti divoratori di saggistica, non abbiate trovato sotto l’albero, fra un travaglio e un luttaglio, il libro di cui parliamo oggi, dall’emblematico e definitivo titolo di CINEFILOSOFIA (De Agostini, 18 euro, pagg. 383). L’autore è Ollivier Pourriol, e finalmente si tratta di un francese con le idee chiare: vuole spiegare i “grandi filosofi” cercando esemplificazioni del loro pensiero…nei film. Il tono è quello del Robin Williams professore ne “L’attimo fuggente”, la scrittura non è esattamente rigorosa (pag. 274: “la calda e popolare attrice di cui ho dimenticato il nome”: ma via, controlla su Google!) ma d’altra parte l’impresa è davvero improba: dev’essere per questo che di “grandi filosofi” in questo volume se ne affrontano appena due, Cartesio e Spinoza. Accontentiamoci, ne sentiremo comunque delle belle.

Cominciamo da Cartesio: l’autore prende di petto il celebre “Discorso sul metodo” e confessa anzitutto di non averci capito granché per un sacco di tempo (pag. 35); tuttavia nelle pagine successive nulla certifica che al presente ci abbia capito qualcosa. Cartesio viene presentato come un dispensatore di regole di vita, per orientarsi nella realtà con un po’ di raziocinio: un “vecchio rompiscatole” (pag. 9) che ci ricorda quanto è importante scegliere anziché tergiversare o riprendere la strada una volta che la si è persa.

Come si fa entrare il cinema in questa specie di bignami? Facile, basta usare l’argomento di Eco-Cabrera, che potremmo chiamare “argomento dell’inventore”. In sostanza si tratta di stupire il lettore asserendo che il cinema, arte del ’900, era già stato prefigurato secoli e secoli prima; per Eco e Cabrera l’inventore del cinema è Aristotele, per Pourriol è appunto Cartesio, perché con il cinema si può essere “signori e padroni della natura”. Se si tratta di metafora, allora anche un affresco conferisce lo stesso ruolo di creazione del mondo e controllo del medesimo; e l’affresco preesiste a Cartesio, ma si sarà già capito che Pourriol come filosofo è scarso forte, tanto che fra i suoi prediletti strumenti di persuasione c’è l’etimologia; ecco, non fidatevi MAI di uno che per inculcarvi un concetto traballante vi spiega cosa significava in origine la parola che designa il concetto…dell’argomento etimologico faceva una parodia sensazionale Corrado Guzzanti nei panni di Gabriele La Porta, quando sosteneva per esempio che “zoppa viene da zoppeus che significa saggezza”.

Invece, tutto fuor di parodia, Pourriol ci ricorda che ammirare viene dal latino ad-mirare, che significa “tendere lo sguardo verso” (pag. 129): embè? Ma il cinema, il cinema quando arriva? Beh, in sostanza mai. Formalmente, serve a fornire qualche gustoso esempio: tanto per dire, il fatto che Kevin Spacey alla fine di “American Beauty” decida di non deflorare la sua Lolita, rappresenta un “atto cartesiano”. Oppure il killer che fa una carneficina in “Collateral” è cartesiano anche lui perché prima di sparare vede le vittime “chiare e distinte”. Non va meglio con Spinoza: a pag. 177, mentre ci racconta la trama de “L’inferno” di Chabrol, l’autore ci spiega la differenza fra gelosia e invidia, ma sul serio: “L’invidia riguarda l’altro che ama il nostro stesso oggetto, la gelosia riguarda l’oggetto che amiamo. Capite la differenza?”. Straordinario.

Ci sarebbe molto da dire intorno alla dissertazione sull’etica in Spinoza, con esempi da “X-Men” e soprattutto dal film preferito da tutti i filosofi nel foyer, vale a dire “Matrix”. Ma lasciamo questa esperienza al lettore, e chiudiamo segnalando una delle più fulminanti interpretazioni del pensiero di Walter Benjamin, il più citato filosofo francofortese; per spiegare, en passant, in cosa consista la cosiddetta “perdita dell’aura” dell’opera d’arte, Pourriol (che comunque aveva avuto seri problemi anche con Cartesio) si perde subito: “Se in pittura la rarità sta alla base dell’apprezzamento, al cinema è il contrario. Mentre preferiamo vedere un quadro da soli – niente di peggio di una mostra affollata – un film ci guadagna se lo vediamo con qualcuno: più il pubblico è numeroso, più si è contenti di vederlo” (pag. 255). E’ la cinefilosofia, bellezza.

tags Tag: , , , , , ,

tags 6 Commenti