Sono sempre a l’Aquila

AUTORE: Redazione
POSTATO IL 30 ottobre 2009

Sono sempre a l’Aquila. sono state giornate intense come al solito. L’altro ieri c’è stata un’assemblea mooooolto vivace, con le persone che stanno ancora in tenda il sindaco e un rappresentante della PC.

Lo zito. Avevo intervistato il maresciallo lo zito se non sapete la storia è sul tubo ma credo sia una bufala. Lui accusava maria teresa letta (sì la sorella) di firmare senza avere titoli, fogli amministrativi. Pare invece che avesse la delega di un amministrativo (un certo toxio?). Chi ne sa qualcosa può contribuire.

Altra, secondo me bufala che gira in rete, riguarda il metodo augustus dipinto da alcuni cittadini come sistema autoritario per indurre le popolazioni colpite da sciagura all’obbedienza. A me risulta che si tratti solo di un sistema di scambio e di comunicazione per mettere attorno allo stesso tavolo vigili del fuoco, sanità, ingegneri ecc. tutti quelli che devono agire nell’emergenza in modo che possano dialogare. La questione è semmai se questo metodo augustus sia stato utilizzato o meno in Abruzzo.

Ho fatto una serie di brutti sogni: una enorme piazza rettangolare affollatissima e grigia molto grigia. freddo nuvole umido. In fondo alla piazza su un ring un uomo a torso nudo guida una lezione di ginnastica. Si avvicinano a me degli energumeni stazza da buttafuori con un giubbotto blu e dietro una scritta gialla: ordine nuovo. Mi dicono che non posso fare ginnastica perché l’insegnante è di ordine nuovo. Protesto debolmente. lascio che mi accompagnino fuori. Troppo minacciosi.

Altro sogno io e la mia troupe siamo a cena con berlusconi. Lui è ospitale quasi dignitoso serio si preoccupa di offrirci tutto quello che chiediamo. Io mi domando se è il caso di ragionarci o no ma anche volendo non saprei da dove cominciare. Una ragazza del nostro gruppo si avvicina a lui gli da una pacca sulla spalla e gli chiede: hai del fumo? Lui dice sì serio sospirando come dire, non giudico tutte le richieste sono legittime. Dopo un po’ trovo i miei amici in un teatrino che aspettano che da dietro un siparietto su un passa vivande arrivi lo shopping. Hanno approfittato già che c’erano per acquistare prodotti tipici di arcore.

A quanto pare questo piano c.a.s.e. mi procura un po’ di angoscia. Oggi a Bazzano 1 nel cortile c’erano appese ai balconi tutte bandiere italiane. Poi ho scoperto che non le avevano appese gli abitanti erano in dotazione pure quelle. Conosco uno che l’ha tolta e ora la vuole restituire. È in ambasce perché gli sembra un gesto forte buttarla ma non la vuole in casa.

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10 Commenti a “Sono sempre a l’Aquila”

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  1. Utente Registrato  salvatore lai Scrive:

    Alè!Oggi sono il primo.Mi piacerebbe sentire la voce dei terremotati sui canali tv nazionali.Ma sono spariti?Comunque fra un po,ancora qualche mese e vedrete che casino che scoppierà quà in Sardegna.La situazione lavoro è roba da anni 30 americani.L’unico lavoro che si trova è il volantinista(se ti pagano),oppure agente per sedicenti attività o operatori/trici telefonici/che.Comunque il mio ex datore di lavoro se la passa bene,con i miliardi guadagnati grazie alla sua azienda(Palmera).A tutti i sardi che si collegano su questo sito:organizziamo una manifestazione all’ingresso di Sassari.L’idea sarebbe di bloccare il traffico(far passare solo le autoambulanze:le auto blu invece incendiarle seduta stante) per far sentire la voce di tutti i cassintegrati.Quando intendo bloccare intendo BLOCCARE LA STRADA FINO A CHE CHI DI DOVERE NON CI DARA’ CIO’ CHE CHIEDIAMO.

  2. Utente Registrato  6aprile2009 Scrive:

    Ciao Sabina, intanto grazie per l’interesse che dimostri per la città.
    Potrebbe anche essere che il metodo Augustus (il manuale si può scaricare da questo link http://www.6aprile2009.it/?p=4561) sia una “bufala”, come lo hai descritto.
    Wikipedia direbbe che “Una bufala indica un tentativo di ingannare un pubblico presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto.”
    Se prendiamo per buona questa defizione, non possiamo parlare di bufala, e credo che per molti aquilani non sia così. Il titolo che ho voluto infatti dare dell’articolo riportato nel link è “Il metodo “Augustus” della Protezione Civile – conoscere per riflettere”.
    Il manuale è una sorta di ABC della protezione civile per la gestione delle emergenze, scaricabile direttamente dal portale relativo (nell’articolo è riportato il link). Procedure ovviamente in parte necessarie, per ridurre al minimo tutte le problematiche relative all’emergenza e coordinare le varie persone che devono intervenire.
    Ma il manuale si occupa di vari aspetti, non solo di coordinamento.
    Se da un lato a L’Aquila non ne abbiamo visto l’applicazione nel mantenere gli sfollati il più possibile nei luoghi di residenza (di cui stiamo pagando e continueremo credo a pagarne gli effetti), nelle modalità di comunicazione messe in campo dal Dipartimento della Protezione Civile molti di noi non possono non concordare nell’applicazione dei metodi riportati nel manuale.
    Questo non vuol dire ridurre “all’obbedienza” la popolazione. Vuol dire, è il mio parere ovviamente, riuscire a controllarla, evitare al massimo i dissensi, farle sopportare i disagi anche oltre i limiti del dovuto e del necessario.
    E’ il potere dell’informazione e della comunicazione rivolta a condizionare le persone, in particolare le più indifese ed in difficoltà.
    E’ per questo che bisognerebbe conoscerlo, perché solo così molti di noi potrebbero interpretare correttamente alcune forme di comunicazione mediatica e verbale messe in campo nel post-terremoto.
    Ognuno poi si faccia l’opinione che ritiene più adeguata.
    No, non parlerei proprio di bufala, anche se devo riconoscere che nella presentazione del metodo alcuni di noi si sono concentrati soltanto su alcuni aspetti dello stesso, quelli che riteniamo più dannosi o importanti da conoscere. Ma il resto del manuale è a disposizione, e liberamente scaricabile.

    Un saluto
    Patrizio

  3. Utente Registrato  salvatore lai Scrive:

    Oggi nel servizio del Tg1 che riguardava l’omicidio avvenuto a Napoli,il cronista poneva il terribile dilemma di come mai la gente aveva paura ed era indifferente.Il TG1?!HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA

  4. Utente Registrato  Lefkandi Scrive:

    Non ne so niente di psicanalisi, ma dopo anni di autointepretazione, secondo me:

    1. Le interpretazioni più significative sono quelle che si fanno da soli e quelle più semplici.
    2. Nel primo sogno il tipo che guida la lezione di ginnastica sei tu. Ti senti nel pieno di una guerra, sul ring??
    3. Nel secondo sogno, anche qui il personaggio principale, berlusconi, sei tu. Senti di essere usata e che qualcuno che ti è vicino in realtà ti sta svendendo…

    Il mio commentofuoriluogomusicale è: http://www.youtube.com/watch?v=vhjYlAe8lm4

  5. Utente Registrato  Le ragioni di Giulia Scrive:

    http://climatecircus.com/climate-circus_en.html

  6. Utente Registrato  taniaa Scrive:

    anch’io a volte faccio degli incubi ad occhi aperti….mi immagino che non ce lo toglieremo di torno mai più, camperà, come ha detto, fino a 120 anni e ci seppelirà tutti! Ma poi mi sveglio e spero in una giustizia co(s)mica, mi affido al secondo principio della termodinamica e confido in una vecchiaia in cui lui e il suo tempo saranno solo un brutto ricordo….

  7. Utente Registrato  luPieru Scrive:

    Io anche ho sognato di fare ginnastica in un ring stanotte (!!!)….però ero in una palestra al chiuso senza niente tranne che il ring, e tra un esercizio e un altro mettevo musica su un pianoforte. poi è entrato Stevie Wonder e voleva comprarsi il mio piano..

  8. Utente Registrato  Vaticano Reggiano Scrive:

    mercoledì 4 novembre, 16 e 35. La vita in diretta, rai 1. Sono almeno 20 minuti che va avanti un mega-spottone su berlusconi che consegna una casa allo stereotipo di una coppietta felice. Senza un minimo di contraddittorio. In un programma visto (temo) da quelli che per decidere chi votare guardano la tv.

    ecco, questo è un bell’esempio di uso criminoso della tv pubblica. Pd, che fate, dormite?

  9. Utente Registrato  giano Scrive:

    Abbiamo letto qualcosa sul metodo Augustus. Ci sembra comprensibile che quando i cittadini dell’Aquila leggono nei passaggi e nelle linee-guida relative all’aspetto della comunicazione istituzionale e al rapporto gerarchico con la popolazione, cose del tipo:

    ‘Se la controparte istituzionale della popolazione sarà sufficientemente autorevole e determinata, la maggior parte dei cittadini sarà disponibile ad abdicare alle proprie autonomie decisionali, a sottoporsi a privazioni e limitazioni, ad “ubbidire” alle direttive impartite’,

    oppure

    ‘L’aver conquistato la fiducia della popolazione portandola ad assumere un atteggiamento di collaborazione e di disciplina, non può essere considerato un risultato finale ed acquisito definitivamente. [...] Qualora il precipitare degli eventi lo rendesse necessario, sarà più facile imporre una disciplina più ferrea e chiedere sacrifici più duri’,

    ci si ritrovino perfettamente.

    Però nel metodo viene anche detto:

    ‘…necessità di sviluppare un “sistema di assistenza abitativa” finalizzato ad evitare, soprattutto nella provincia, nei centri minori e nelle numerose frazioni ed insediamenti abitativi disseminati sul territorio, lo spostamento delle famiglie interessate da un evento calamitoso dai luoghi di abituale residenza.

    …mantenere le popolazioni, nei limiti del possibile, nei propri territori, rappresenta vantaggi significativi rispetto a persone psicologicamente colpite dalla perdita della “Casa” intesa come luogo della memoria e della vita famigliare ma anche come valore fondamentale in termini economici. Non dovranno essere realizzate, al disopra del piano di campagna, “opere fisse” al fine di recuperare l’area per le sue funzioni originali, terminata l’esigenza, qualora alla stessa non siano state assegnate altre funzioni”.

    Quindi si consiglia di evitare l’allontanamento, quantomai dannoso, dei cittadini dalle proprie città di residenza e divieto di costruzione di opere fisse che non ricoprano alcuna utilità una volta terminata l’esigenza d’uso. Esattamente l’opposto di ciò che è avvenuto all’Aquila: circa 30mila sfollati ospitati in strutture alberghiere; altri disgregati e riaggregati nelle tendopoli.

    Ci sembra quindi che, se il metodo è stato applicato, è stato in una versione un po’ riveduta e corretta, possiamo dire ‘parzialmente scremata’, privilegiando solo la parte più dannosa per la popolazione. Metodo Augustus varietà Bertolasus?

  10. Vincenzo Scrive:

    Carissima Sabina Guzzanti.. la Bufala l’hai fatta tu nell’evitare di pubblicare la mia intervista e pensare che i documenti che hai visto parlano da soli…
    Ammettilo che ti sei fatta sotto nel pubblicare cose che attaccassero la famiglia LETTA.. Tu saresti quella della critica? .. ma fammi il piacere…
    Vincenzo Lo Zito

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