giuseppe-politico-italia

AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 25 ottobre 2009

vi propongo questa biografia perché non sempre abbiamo a mente da dove viene la nostra classe dirigente. l’ho trovato sul sito archivio 900.

http://www.archivio900.it/it/index.aspx

se qualcuno conosce versioni alternative benvengano.

Giuseppe Pieche

Politico − Italia

Dirige la sezione controspionaggio del SIM (Servizio Informazioni Militari dal 1932 al 1936.

Nel 1937 coordina gli aiuti militari a favore di Francisco Franco.

Nel 1942 Mussolini gli affida l’incarico di svolgere un’azione di controllo degli apparati di spionaggio di regime, visto che questi erano proliferati e che ogni gerarca aveva il proprio servizio segreto privato.

Durante la guerra inoltre viene inviato in Jugoslavia alla guida della missione militare italiana presso il capo del governo ustascia, Ante Pavelic. In breve tempo costituisce una poliziia politica al servizio di Pavelic e ne assume il comando.

Dopo il 25 Luglio 1943 e’ per breve tempo prefetto di Foggia.

il 19/11/1943 viene nominato, da Badoglio, comandante generale dell’arma dei carabinieri, carica che manterra’ fino al luglio ’44.

Nel dopoguerra verra’ aperto un procedimento di epurazione nei suoi confronti, subito insabbiato.

Con il primo governo De Gasperi gli viene affidato l’incarico di direttore generale dei servizi antincendio del ministero dell’interno, ma e’solo una copertura in realta’ assume la guida di un ufficio riservato che svolge attivita’informativa e di provocazione politica. Mantiene quindi il grado di generale dei carabinieri ed in questa veste, nel 1948, coordina l’epurazione dei partigiani dalla polizia e l’inserimento di fascisti.

Pieche inoltre favori’ la nascita di gruppi neofascisti, infiltro’ suoi informatori in gruppi di sinistra. Ricostitui’, anche, il casellario politico centrale e inizio’a raccogliere informazioni su personalita’ di primo piano nei campi politico, sindacale, degli affari e intellettuale, su incarico di Scelba.

Alla vigilia delle elezioni del 1948 favori’ la costituzione del MACRI (Movimento Anticomunista per la Ricostruzione Italiana), fondazione cattolica di assistenza e beneficienza che serviva da copertura ad attivta’ terroristiche fasciste.

Formo’anche il Fronte Antibolscevico, gruppo clandestino armato, finanziato dagli USA e dall’Intelligence Service, i cui aderenti avevano false tessre del PCI e del PSI. Nel caso in cui le sinistre avessero vinto le elezioni, i membri del FA, avrebbero dovuto compiere attentati contro sedi DC e di altri partiti, lasciandosi arrestare per incolpare le sinistre. Vicina al FA e’ l’AIL (Armata Italiana di Liberazione) composta da mercenari fascisti e monarchici che realizza un traffico di armi da Bolzano al Sud passando per Trento e Roma; solo il suicidio di un ex ufficiale repubblichino mette fine al traffico e fa arrestare (solo per poco) i membri dell’AIL.

E’ stato nominato sovrano gran commendatore della loggia massonica di Piazza del Gesu’. Nella massoneria conosce e intrattiene buonissimi rapporti con Elvio Sciubba, con il quale funge da trait d’union tra la loggia di Piazza del Gesu’, la P2, le logge massoniche americane a Roma, il gran maestro Lino Salvini e i servizi segreti USA

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11 Commenti a “giuseppe-politico-italia”

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  1. Utente Registrato  luPieru Scrive:

    sono appena tornato da Roma dove ho fatto una serata in un posto molto carino che si chiama Atelier35. Ogni volta che ci torno rimango stupito dalla fantasia dei manifesti del pd capitolini! e senza ombra di dubbio quello di Bersani era il più bello! cambia l’italia co bersani, o anche bersani cambia l’italia! mah…
    l’unico commento giusto e onesto che mi viene iin mente dopo aver letto il post è che schifo!! nient’altro…”cambia l’italia”, cambiamo sti’italia…anche senza bersani perfavor

  2. Utente Registrato  giano Scrive:

    Siamo pienamente concordi con luPieru: uno schifo!
    Nonostante la costituzione appena scritta vietasse la ricostituzione del partito fascista e stabilisse che ci fossero limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del pnf, non furono mai fatti processi ai responsabili del regime.
    Non ci fu mai nella realtà una cancellazione totale del fascismo dalla vita politica. Fu solo una facciata, mentre in realtà la maggior parte degli ex gerarchi e collaboratori si riciclarono.
    L’antifascismo era fortissimo a livello popolare; la gente che aveva vissuto i soprusi del ventennio e l’orrore della guerra non poteva che sentirlo con enorme forza. Ma a livello politico, in modo più o meno segreto, prevaleva l’anticomunismo. Non affatto trascurabile il contributo a questo da parte degli Stati Uniti e del Vaticano.
    La cosa che più ci ha sgomentato della biografia di Pieche è la fondazione del Fronte Antibolscevico e il suo scopo di gettare fango e incolpare le sinistre di atti eversivi e terroristici.
    Questo ci ha fatto riflettere: di fronte ad alcuni attentati terroristici della nostra storia del dopoguerra a volte ci si vede più chiaro se si cerca di rispondere a questa semplice domanda: ‘A chi giova?’

  3. Utente Registrato  pasquino50 Scrive:

    Di tali biografie ne è piena l’Italia. Sono i danni della non compiuta guerra civile e della mancata rivoluzione. Sembra tanto terribile, solo pensarla, la guerra civile, ma è nella storia di tante nazioni e popoli. La moderna America nasce da una guerra civile.
    Coloro che , per spirito di giustizia e non per vendetta personale, con lo scopo di restituire al paese una convivenza non basata sull’ipocrito perdono, parlo dei valorosi della Volante Rossa, ebbene questi sono stati definiti criminali e condannati. Anche da e per questa ignobile condanna nasce quel vulnus democratico con cui oggi dobbiamo fare i conti. E mi fermo qui.

  4. Utente Registrato  camillozzo Scrive:

    dopo la guerra , il paese è andato letteralmente nelle mani degli americani , il governo italiano è stato un governo fantoccio per cinquantanni , andreotti è stato il simbolo del patto con gli americani e geometricamente con la mafia; una repubblica di carta;

    la retorica fascista non è nuova , è l’eredità di secoli di tirannia e di dispotismo , sostengono la teoria del male minore , sostengono la teoria del caos che necessita del tiranno , sostengono l’unico e supremo dispotico che dovrebbe andare a sostituire i tanti piccoli dispotici; le bombe a bologna , a milano , nei treni , servivano a creare quel terreno di caos dove era così possibile che il tiranno intervenisse;

    retrospettivamente oggi le brigate rosse , rappresentano una unità paramilitare democratica , ovvero se da una parte l’attacco era politico , e si andavano a colpire elementi delle istituzioni , dall’altro lo stato parafascista usava il terrorismo per colpire la gente comune , negli anni settanta si è assistito allo scontro tra lo stato attaccato dalle brigate rosse , e lo stato che per ritorsione attaccava il popolo cercando quel caos che era il terreno per giustificare una imminente dittatura; se un paese come la francia , che aveva raggiunto uno status di repubblica e di democrazia un po’ più solido della nostra carta , dava asilo politico , se non addirittura adottava , quelli che da noi erano perseguitati dallo stato come i suoi più radicali nemici da sopprimere , aveva se non altro più timore di questo stato fascista e terrorista che delle brigate rosse;

    la condizione poi del male minore , è assai negativa ed estremista e di un utilitarismo monodirezionale; dire che poteva finire peggio , che gli americani in sudamerica dopo che i governi fantocci sono caduti , pur di non concedere l’autonomia hanno ribaltato i governi consegnandoli a feroci dittature fasciste , delle quali ancora oggi ne piangono le sofferenze , è letteralmente un’arma ideologica che serve a giustificare l’esistenza e la persistenza di un altro male , e ciò succederà anche per la mafia italiana , della quale si dirà alla fine , be’ tutto sommato ce è andata bene , tuttosommato poteva andarci peggio; no. poteva andare meglio.

    enrico mattei , uno di quelli che provò a cercare l’autonomia per il proprio paese , giovanni falcone che ha provato a raddrizzargli la schiena; in questo contesto hanno avuto un ruolo principale , quei boia di carabinieri , che non solo portella della ginestra , ma anche tutto quel nienti vidi e nientu sacciu , impastato l’ha ammazzato la mafia e i boia di stato c’hanno messo il timbro; i boia di stato , sono a tutti gli effetti una polizia militare che agisce secondo un codice militare e non civile , questo a tutt’oggi è un paese militarizzato che si rifiuta di passare ad uno status civile , il codice penale è ancora quello fascista , dove si parla di nemico e di pubilità verso chi collabora col nemico;

    un paese basato su un interesse nazionale , e su un disinteresse nazionale , che non è mai stato così grande come voleva far intendere , dalle forti istituzione e dai forti valori; un paese fragile e debole , sospinto da quella magra ideologia che si chiama italia , e che porta sistematicamente i portabandiera a scappare con la cassa , lasciando a morire di fame quelli che in casa chiamava fratelli;
    secondo le classifiche la città migliore per vivibilità e cultura è bolzano , se vai a bolzano ti accorgerai non solo che sono persone splendide , ma che pure si vergognano di essere denominati italiani , e io dal canto mio mi vergogno tantissimo a dire loro di essere un italiano , e questa vergogna la provo pure quando vado all’estero;

  5. Utente Registrato  pasquino50 Scrive:

    Concludendo?
    Io provo a mettere dei “baletti”.
    Tralasciando, per brevità, l’osservazione e lo studio dell’italia risorgimentale troppo brevemente licenziata nella memoria storica, ma importante ed “improntante”.
    Osservando i fatti storici pre e post giolittiani, arriviamo, non tout court, all’ultimo periodo pre-post bellico. Cosa succedeva nel mondo? Quali nuove speranze ed ideali si andavano delineando? Qual’era quel “fantasma che si aggira nel mondo”‘ Quale nuova rivoluzione , dopo quella francese, si era intravista?. Perchè parti salienti ed importanti dell’umanità tendevano ad un abbraccio ideale e fattivo della rivoluzione d’ottobre? Quali, in quel momento, le forze sociali e politiche attive per un cambiamento di natura epocale? Vogliamo, possiamo, ripartire da queste semplici domande per poter rispondere che l’anticomunismo a radici ben più profonde così come i suoi traditori coscienti e non? Quale perverso motivo nei fatti osteggiava parti corpose dell’umanità da quel disegno racchiuso nei liberi pensatori padri del socialismo rivoluzionario? Non poteva il socialismo rivoluzionario essere la scommessa di un nuovo percorso per l’umanità, migliorandola? Utopia?
    Oggi, ora, nel nostro panorama di casta politica, chi darà concrete , esaurienti risposte potrà fregiarsi del carisma di “essere”…..Stato.
    Io, con elevati limiti, la penso così….. in buona fede.

    « Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica [...] il fascismo è l’antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui.[95] »

    « Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] »

    (Sandro Pertini. Intervista. CESP – Centro Espositivo Sandro Pertini. URL consultato il 2/8/2008.[94])

  6. Utente Registrato  camillozzo Scrive:

    di là il socialismo reale , di qua la democrazia reale;

    si potesse fare la conta del numero degli eliminati della democrazia reale , si potesse fare l’elenco delle numerevoli votazioni truccate nelle democrazie reali occidentali , dalla grande e recente america alla recente italia , al resto del mondo africano , e laddove la democrazia da reale diventa smodatamente palese come ne l’ultimo afghanistan si cerca di correre ai ripari per non incrinare quell’immagine di idealismo;
    per capire la democrazia reale , si può forse prendere ad esempio l’irak , che è stato oggetto di un lungo processo di democratizzazione , e che un giorno vedrà ricordato in una festa nazionale , come salvatore della libertà George Bush;

    la democrazia reale , è quantomai odierna , sia perchè sono recenti le missioni di pace in irak ed in afghanistan , sia perchè sono recenti i brogli elettori della più grande democrazia reale , ovvero l’america (certo , certo , anche noi abbiamo una lughissima storia di brogli) , e sia perchè i leader o i premier dei paesi hanno raggiunto un personalismo tale da parer il baricentro ove tutto ruota intorno , e dove sempre più volte si ha la sensazione che si vada ad eleggere il comandatutto;

    cercando di spiegare brevemente l’idealismo della democrazia (non parlerò più di democrazia reale) , spieghierò di spiegare anche il mio pensiero (e lo chiamo semplicemente mio perchè non so associarlo ad una categoria), e partirò dallo strumento democratico ovvero le elezioni;
    in una organizzazione , si usa lo strumento democratico affinchè ognuno possa esprimere la propria opinione rispetto alla direzione ed alla guida che deve avere questa organizzazione della quale si è parte , questo strumento consiste in una votazione dove semplicemente un conto aritmetico determina la guida dell’organizzazione , esercitando un potere che fa ricadere la propria volontà sugli altri elementi dell’organizzazione;
    questo potere che si assume , ha una portanza enorme , per l’intera vita di una organizzazione , e per questo durante il tempo sono state architettate una serie di organi e di strutture che rendessero l’esercizio di questo potere , quantomai positivo , non personalistico ( ovvero non per creare delle disparità all’interno della organizzazione democratica tali da rendere delle minoranze differnziate e privilegiate in senso assoluto rispetto ad altre );
    ma questo sistema ad oggi per quanto sofisticato e corretto nel suo insieme , rappresenta sempre una macchinazione che necessita di un comportamento etico da parte di chi risulterà essere alla guida dell’organizzazione e di chi poi sarà altro elemento : chi entra a far parte di una organizzazione democratica deve essere un democratico , evvero deve possedere una etica democratica;

    essere democratici significa aver inteso l’intera organizzazione , avere inteso i propri valori , ed aver inteso anche quali sono i rapporti qualitativi e quantitativi rispetto alle diverse entità , e dove nelle diverse valutazioni , nelle diverse percezioni ed approcci deve poter svilupparsi quella nuova entità che si chiama coesistenza; a questo punto chi risulterà alla guida , avendo un’etica democratica , avrà maturato nella sua coscienza , non solo i propri valori , ma in maniera olistica anche quelle degli altri nelle proporzioni e nei rapporti;
    [nella democrazia reale quando all'interno di un partito nascono le minoranze che diventano una controcorrente o diventano dei dissidenti , è forse questa minoranza a venire meno al senso di democrazia ? dipende , a volte vi sono posizioni minoritarie radicali che non sono democratiche in quanto pretendono che la loro idea od i loro valori siano quelli dominanti , altre volte è chi alla guida eletto con lo strumento democratico che è venuto meno a quel senso etico che lo rende un non democratico , in quanto non ha assorbito i valori di quelle minoranze]
    la democrazia deve possedere quindi uno spirito , e si alimenta con la discussione , con il confronto di tutti nelle loro rappresentanze;

    un paese dalla democrazia ideale , dovrebbe avere come presupposto l’inclusione dei propri cittadini , e mai l’esclusione; oggi un cittadino su quattro non va a votare , perchè non si sente parte di questa organizzazione , perchè non possiede un lavoro e vive di stenti e di miseria , e non si riconosce in quell’endiadi di democrazia eudomonistica;
    i tre che vanno a votare poi , si dividono tra la speranza della realizzazione di uno spirito democratico , la lotta e la rivalità fine a se stessa che si trascina in ogni campo aperto , la convenienza particolare e partitocratica , l’abitudine , chi va a votare lo fa poi per timore che l’alternativa a questa democrazia reale sia una tirrannia echeggiata in fantasmi medievali , e chi poi ha materialmente qualcosa da difendere come un lavoro o una piccola ricchezza;

    io sono quell’uno di quattro , perchè la democrazia reale ha previsto un sistema di minoranze che assoggettano le altre soggettività di un paese a condizioni di miseria coercitiva , dove il sistema è organizzato per esclusioni e per marginalità.
    io sono un escluso ed un marginale , io non ho un lavoro , e io rifiuto questa democrazia reale , e non vado a votare; qualcuno ha disegnato in questa democrazia reale , il paradiso , il purgatorio e l’inferno , e state ben sicuri che chi è stato mandato all’inferno da chi sta in paradiso , non avrà proprio nulla da perdere , e questo è valso per quelli che la storia della democrazia reale ha spesso richiamato alla memoria nei nomi di fascisti e comunisti , demonizzandoli;
    mi ha sempre infastidito l’equiparazione tra fascisti e comunisti , nulla di più errato , ma forse oggi ho trovato qualcosa che li accomuna , diavoli e demoni costretti all’inferno; la rivolta dei diavoli , forse non cambierà l’inferno , ma almeno staremo tutti nuovamente insieme , e forse a qualcuno comincerà a rinascere l’idealismo della democrazia;

  7. Utente Registrato  Lefkandi Scrive:

    Benvenuti tra i rifiuti….:

    http://www.youtube.com/watch?v=0wKTMyPurUA

    (suicidio è un disco del 1978!!)

  8. Utente Registrato  pasquino50 Scrive:

    Ehhh…camillozzo….perdi il pelo ma non il vizio!
    …………..di là il socialismo reale , di qua la democrazia reale;……

    Potevi tranquillamente fermarti qui, senza scadere nella retorica prolissa e (in)concludente….

    il socialismo ,che tu definisci reale, lo contrapponi alla democrazia reale. Sostituisci la parola occulta “capitalismo” con “democrazia” inoculando il pensiero che il capitalismo E’ DEMOCRAZIA e, quindi , per regola contraria (di quà – di là), sostieni che il socialismo (reale) sia antidemocratico. Bene, sappiamo come la pensi.

    ……..io sono quell’uno di quattro , perchè la democrazia reale ha previsto un sistema di minoranze che assoggettano le altre soggettività di un paese a condizioni di miseria coercitiva , dove il sistema è organizzato per esclusioni e per marginalità……..(l’imperfetto capitalismo che distribuisce la totale ricchezza nelle mani di pochi…?

    la democrazia, come tu la definisci, è ben magra cosa se non la riempi con il concetto, almeno, di uguaglianza…

    io ribadisco……..
    « Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] »

    (Sandro Pertini. Intervista. CESP – Centro Espositivo Sandro Pertini. URL consultato il 2/8/2008.[94])

    Quindi ri-concludendo?

  9. Utente Registrato  camillozzo Scrive:

    in una democrazia reale , si subappalta la gestione di un territorio a dei contractors , ad una mafia che farà il lavoro sporco , l’epurazione nel meridione di tutti i soggetti oppositori politici alla democrazia reale in cambio della concessione del territorio;

    in una democrazia reale , quando un boia di stato lascia a terra un povero diavolo , possiede l’immunità dettata da l’interesse di stato (è la regola , e ‘o sistema);

    in una democrazia reale , tanzi , dopo aver scontato qualche mese nella sua villa extralusso , potrà convertire il denaro sporco del sangue di migliaia di famiglie in pulito;

  10. Utente Registrato  pasquino50 Scrive:

    @cam…

    …scusa ma continuo a non capirti. Ti è tanto difficile sostituire la parola “democrazia reale” con “potere eversivo, mafioso, antidemocratico e piduista”?
    Sarebbe forse più semplice individuarne le cause e le politiche di correzione. Tenendo fermo, a mio avviso, che la malerba si eradica per sempre con il fuoco della ragione e della giustizia (di popolo e antifascista)…..

  11. Utente Registrato  camillozzo Scrive:

    i guardiani della democrazia reale , sono dei killer professionisti.

    nella democrazia reale , cinque dei tanti delinquenti che da bambini non sognavano solo la divisa ma soprattutto la nuova alfetta 156 che con il loro stipendio da fame non potevano permettersi , fanno gli straordinari , spaccio di droga , raket , gestione della prostituzione e via dicendo , mentre i novizi stanno ancora a fare la raccolta nelle tasche degli immigrati , questi si mettono nel giro grosso e diventano dei veri e propri professionisti : raket con ostaggio;

    nei giorni intorno all’affare marazzo hanno incastrato con delle false prove personaggi che potessero fungere da pedina di scambio , qualche figlio di magistrato o di politico , qualche amico di , così quando i due processi cominceranno a correre di pari passo e cominceranno a farsi caldi , scatterà l’offerta di scambio politico , noi rilasciamo i vostri e voi rilasciate i nostri;
    l’arma , di cinque ne reintegrerà solo uno , per dare l’esempio che si può sbagliare e che rimane il condono per chi sbaglia, ma fino ad un certo punto , fin tanto non si toccano personaggi ad alto reddito. gli alti quattro infedeli e non reintegrati , diventeranno i capi della sicurezza di personaggi in vista come angelucci , e finalmente potranno guidare la nuova mercedes slk;

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